"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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🔴LIVE🔴 SENZA DIO NON C’E’ FUTURO – Catechesi a cura di P. Livio – Puntata 12

🔴LIVE🔴 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – 14/04/2026

IL PAPA:IL DOLCE CRISTO IN TERRA

L’ATTACCO DI TRUMP  AL PAPA NON E’ UNA NOVITA

TRUMP E’ UN PROTESTANTE E NON HA IDEA DI CHI SIA IL PAPA

CI SONO PRECEDENTI BEN PIU’ GRAVI  NELLA STORIA EUROPEA

IL PROBLEMA E’ ALL’ORIGINE DEL CRISTIANESIMO

RIGUARDA LA PERSONA STESSA DEL MESSIA

IL MESSIA INTESO COME UN SOVRANO POLITICO

IL MESSIA  TRASCENDENTE – DI NATURA DIVINA – CON POTERE DIVINI

CRISTO LO HA AFFERMATO DI SE STESSO

LA METAMORFOSI DEGLI APOSTOLI DOPO LA PENTECOSTE

LA LOTTA DELLA CHIESA FRA SEDUZIONE E PERSECUZIONE

CHI E’  IL PAPA PER UN CATTOLICO: RAPPRESENTA LA PATERNITA’ UNIVERSALE DI DIO

CHE COS’E’ LA CHIESA PER UN CATTOLICO: E’ SEGNO E STRUMENTO DELL’UNITA’ DEL GENERE UMANO

LE PAROLE DI PAPA LEONE: IL PAPA HA COME ORIZZONTE L’INTERA UMANITA’

I MESSIANISMI CONTEMPORANEI: ORTODOSSO – PROTESTANTE – EBAICO -ISLAMICO-  TECNICO SCIENTIFICO

HANNO IN COMUNE  LA SOSTITUZIONE DI DIO CON L’UOMO

LO SCONTRO FRA I MESSIANISMI UMANI

LA PERSECUZIONE ALLA CHIESA CATTOLICA

L’INTERVENTO SALVIFICO DELL’UNICO VERO MESSIA, GESU’ CRISTO

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Martedì 14 Aprile  2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

H. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE

I cinque minuti dello Spirito Santo

h. 9.00 : EDITORIALE: Il Papa: “Il dolce Cristo in terra”

h. 10.00: Senza Dio non c’è futuro ( 10 )

🔴LIVE🔴 L’UOMO E IL SUO DESTINO ETERNO – PUNTATA 3: Miseria e grandezza dell’uomo – Cat. giov. 2008-2009 di P. Livio


Papa Leone XIV ricorda il “seme vivo” dei martiri di Algeria

Di Marco Mancini

Algeri , lunedì, 13. aprile, 2026 19:20 (ACI Stampa).

Il primo giorno di Papa Leone XIV in questo viaggio apostolico internazionale in Africa si conclude con l’incontro con la Comunità Algerina nella Basilica di Nostra Signora d’Africa, ad Algeri.

Dopo aver adempiuto agli incontri più formali, a partire con quello della tarda mattinata con il Presidente della Repubblica Algerina, le autorità ed il Corpo Diplomatico, Papa Leone ha ricevuto l’abbraccio della comunità cattolica algerina, presente nonostante una pioggia battente.

Voi – ha esordito Leone XIV dopo aver ascoltato alcune testimonianze- “siete una presenza discreta e preziosa, radicata in questa terra, segnata da una storia antica e da luminose testimonianze di fede. La vostra comunità ha radici molto profonde. Siete gli eredi di una schiera di testimoni che hanno donato la vita, spinti dall’amore per Dio e per il prossimo. Penso in particolare ai diciannove religiosi e religiose martiri d’Algeria, che hanno scelto di stare al fianco di questo popolo nelle sue gioie e nei suoi dolori. Il loro sangue è un seme vivo che non smette mai di dare frutto”.

Essendo figli dei santi Monica e Agostino, fino a San Charles de Foucauld passando per i monaci martiri di Tibhirine, il Papa ha ricordato che questo “è un richiamo luminoso ad essere, oggi, segni credibili di comunione, dialogo e pace ed esprimo la mia gratitudine per l’impegno quotidiano con cui rendete visibile il volto materno della Chiesa”.

“La preghiera – ha sottolineato Papa Leone – unisce e umanizza, rafforza e purifica il cuore, e la Chiesa in Algeria, grazie alla preghiera, semina umanità, unità, forza e purezza attorno a sé, raggiungendo luoghi e contesti che solo il Signore conosce”.

Circa la carità, Leone XIV ha invitato a tenere presente “il valore della misericordia e del servizio non solo come sostegno ai più fragili, ma soprattutto come luogo di grazia, in cui chiunque si lasci coinvolgere cresce e si arricchisce. E’ l’amore per i fratelli che ha animato la testimonianza dei martiri che abbiamo ricordato. Di fronte all’odio e alla violenza, sono rimasti fedeli alla carità fino al sacrificio della vita, assieme a tanti altri uomini e donne, cristiani e musulmani. Lo hanno fatto senza pretese e senza clamore, con la serenità e la fermezza di chi non presume né dispera, perché sa a Chi ha dato fiducia”.
Necessario poi – ha spronato il Papa – “l’impegno a promuovere pace e unità. Pace e armonia sono state caratteristiche fondamentali della comunità cristiana fin dalle origini. Questa stessa basilica è simbolo di una Chiesa di pietre vive in cui, sotto il manto di Nostra Signora d’Africa, si costruisce comunione tra cristiani e musulmani. In un mondo dove divisioni e guerre seminano dolore e morte tra le nazioni, nelle comunità e perfino nelle famiglie, il vostro vivere uniti e in pace è un segno grande. Uniti, diffondete fratellanza, ispirando a chi vi circonda desideri e sentimenti di comunione e di riconciliazione, con un messaggio tanto più forte e limpido in quanto testimoniato nella semplicità e nell’umiltà”.

“Una parte considerevole del territorio di questo Paese – ha detto ancora Leone XIV – è occupata dal deserto, e nel deserto non si sopravvive da soli. Le asperità della natura ridimensionano ogni presunzione di autosufficienza e ricordano a tutti che abbiamo bisogno gli uni degli altri, e che abbiamo bisogno di Dio. È la fragilità riconosciuta che apre il cuore al sostegno vicendevole e all’invocazione di Colui che può donare ciò che nessun potere umana è in grado di garantire: la riconciliazione profonda dei cuori e con essa la pace vera”.

Prima di raggiungere la Basilica di Nostra Signora d’Africa, Papa Leone XIV aveva fatto tappa presso la Grande Moschea di Algeri e prima ancora presso il centro di accoglienza e di amicizia delle suore missionarie agostiniane a Bab El Oued.

Qui il Papa ha reso omaggio alla memoria di alcune religiose di questa comunità, uccise negli anni ‘90 durante la guerra civile. Dopo un momento di preghiera insieme alle sorelle, e le parole di saluto della Superiora della comunità, Leone XIV ha rivolto loro alcune parole, ricordando la storia delle due martiri, e degli altri martiri, come una presenza preziosa in questa terra che ha permesso al Papa di scoprire una dimensione iscritta nel cuore di quello che deve essere la vita agostiniana nel mondo: dar testimonianza, il martirio.

“La vostra presenza qui significa molto” ha detto il Santo Padre, ricordando una precedente visita, e ha sottolineato il dono che è Sant’Agostino in questa parte del mondo: quello di “promuovere il rispetto per la dignità di ciascuno” e di “dire che è possibile vivere in pace, valorizzando le differenze”. Prima di congedarsi, ha ringraziato le sorelle e le ha esortate ad andare avanti, ricordando che la festa dei 19 martiri di Algeria ricorre l’8 maggio, giorno della Sua elezione.

La giornata di domani per Papa Leone sarà un vero e proprio ritorno alle origini, con la visita ad Ippona, dove Sant’Agostino – fondatore dell’ordine a cui appartiene il Papa – fu vescovo dal 396 al 430 d. C.

🙏LIVE <:::::::::::::>——+ #ROSARIO PER LA #PACE 🕊️COI GIOVANI DI RADIO MARIA

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Oriente | Occidente

Guerra nel Golfo, nuova fase

13 aprile 2026

Cosa significa il blocco delle navi iraniane

Federico Rampini / Corriere Tv

Anche l’America sposta la sua attenzione e le sue risorse militari sulla sfera della geo economia in Iran, e cioè dopo avere vinto sul terreno militare classico il confronto con l’Iran (ma ha perso quello economico con il blocco dello Stretto di Hormuz che ha creato una crisi energetica mondiale con ricadute soprattutto sui paesi asiatici, europei, ma in parte anche sugli Stati Uniti), ecco che adesso la risposta americana si adatta. 

Dunque non ci sarà un contro blocco dello stretto di Hormuz effettuato dagli americani, come aveva minacciato in una prima fase Trump. Ci sarà invece da parte della US Navy nel Golfo Persico un blocco contro le navi che escono dai porti iraniani e quindi quelle navi che tra l’altro sono in gran parte dirette verso l’Asia e prevalentemente verso la Cina, che in tempi normali comprava fino al 90% del petrolio iraniano.
quelle navi verranno bloccate dalla flotta militare americana. Ed è una novità grossa. Basta ricordare che fino a qualche tempo fa addirittura Trump aveva fatto l’esatto contrario, cioè aveva levato le sanzioni americane sul petrolio iraniano perché preoccupato di un eccessivo rialzo dei prezzi a livello mondiale. Adesso ci ha ripensato, è la sua risposta all’intransigenza iraniana a Islamabad, al fallimento del tentativo di mediazione Pakistan, al fatto che i rappresentanti del regime non hanno ceduto neanche sul nucleare.

E quindi la guerra non finisce, la guerra entra in una nuova fase dove l’aspetto energetico diventa ancora più centrale perché tutti e due gli avversari lo usano.

L’Iran probabilmente fin che può, continuerà a tentare di bloccare Hormuz, ma d’ora in avanti non potrà più far passare da Hormuz le sue navi dirette in Cina. Se è vero che la US Navy è in grado di bloccarle, questo significa che a questo punto lo strangolamento di Hormuz si accompagna a un altro strangolamento delle esportazioni energetiche iraniane.

🔴LIVE🔴 IL FALSARIO: LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO SATANA – PUNTATA 32


Trump attacca il Papa: «È un debole, pessimo in politica estera». La replica di Leone: «Non ho paura del presidente Usa, continuerò a esprimermi contro la guerra»

di Gian Guido Vecchi, inviato, e Redazione Roma

In un lungo post su Truth, il presidente Usa ha attaccato frontalmente papa Leone, il primo pontefice statunitense della storia. La replica: non si può piegare il Vangelo ai propri interessi. Le parole del presidente della Conferenza episcopale statunitense e quelle della Cei

13 apr 2026

INVIATO
SUL VOLO PAPALE – Gli si chiede se ha paura dell’amministrazione Trump, come sosteneva il presidente americano, e lui sorride: «No, non ho paura dell’amministrazione Trump, o di proclamare a voce alta il messaggio del Vangelo, che è quello che credo di dover essere qui a fare, per cui la Chiesa è qui. Noi non siamo politici, non guardiamo alla politica estera con la stessa prospettiva ma come costruttori di pace».

Manca meno di un’ora ad Algeri, quando Leone raggiunge in fondo all’aereo i giornalisti che lo seguono nel viaggio in Africa. Inevitabile chiedergli dell’attacco scomposto di Trump, avvenuto nella notte tra domenica e lunedì su Truth, la piattaforma dello stesso Trump. Il Papa è l’immagine della serenità: «Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo. Io continuo a parlare forte contro la guerra, cercando di promuovere la pace, promuovendo il dialogo e il multilateralismo con gli Stati per cercare soluzioni ai problemi. Troppa gente sta soffrendo oggi, troppi innocenti sono stati uccisi e credo che qualcuno debba alzarsi e dire che c’è una via migliore». 

Trump ha scritto i suoi commenti su «Truth» («Verità») e Prevost ha sorriso: «È ironico il nome stesso del sito. Non aggiungo altro». 

Poco dopo, arrivato in Algeria, il Papa ha detto che «un nuovo corso della storia» è oggi «più urgente che mai, a fronte di continue violazioni del
diritto internazionale e di tentazioni neocoloniali.
 Le persone e le organizzazioni che dominano sugli altri – questo l’Africa lo sa bene – distruggono il mondo».

Che cosa ha scritto Trump contro il Papa

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nelle scorse ore aveva avuto parole di fuoco per papa Leone XIV, in un insolito e diretto attacco al leader della Chiesa cattolica, che ha scatenato immediate reazioni di condanna da parte dei credenti e delle istituzioni ecclesiastiche. 

In quella che a tutti è sembrata una risposta alle crescenti critiche del pontefice al conflitto lanciato congiuntamente da Stati Uniti e Israele contro l’Iran e alle politiche migratorie molto rigide dell’amministrazione Trump, il presidente americano ha definito Leone XIV «debole contro la criminalità» e «terribile in politica estera». «Non voglio», ha detto, «un Papa che pensa che l’Iran possa avere l’arma atomica; non voglio un Papa che pensa che sia terribile che l’America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che mandava massicce quantità di droga negli Stati Uniti e svuotava le proprie carcere mandando da noi assassini, spacciatori, killer. Non voglio un Papa che critica il presidente degli Stati Uniti perché sto facendo quel che avevo promesso di fare e per cui ho stravinto le elezioni». 

E ancora: «Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua elezione è stata una sorpresa: è stato scelto dalla Chiesa solo perché americano, e perché hanno pensato che lui fosse il modo migliore per avere a che fare con il Presidente Donald J. Trump. Se non fossi stato alla Casa Bianca, lui non sarebbe Papa».

Trump ha anche ha scritto che gli preferisce il fratello: «Mi piace molto di più suo fratello Louis rispetto a lui, perché Louis è totalmente Maga. Lui ha capito tutto, e Leo no!».

Trump attacca il Papa: «È un debole, pessimo in politica estera». La replica di Leone: «Non ho paura del presidente Usa, continuerò a esprimermi contro la guerra»

Le critiche a Trump del mondo cattolico

I cattolici sui social media hanno reagito criticando Trump per aver attaccato il leader della Chiesa. E l’arcivescovo Paul S. Coakley, presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti, si è detto rattristato dalle dichiarazioni di Trump. «Papa Leone non è il suo rivale; né il Papa è un politico. È il Vicario di Cristo che parla dalla verità del Vangelo e per la cura delle anime», ha dichiarato in una nota ufficiale.

Robert Francis Prevost, originario di Chicago, è il primo papa statunitense. Trump ha sostenuto che è stato eletto proprio perché americano, anzi proprio perché alla Casa Bianca è tornato lui.

Conosciuto per la sua cautela nel linguaggio, nelle ultime settimane è diventato un critico esplicito del conflitto in Iran e ha denunciato la «follia della guerra» in un appello per la pace sabato. Lo scorso anno ha messo in dubbio che le politiche migratorie molto dure dell’amministrazione Trump fossero coerenti con l’insegnamento pro-vita della Chiesa. «Chi dice: “Sono contro l’aborto ma sono d’accordo con il trattamento disumano degli immigrati negli Stati Uniti”, non so se sia davvero pro-vita», aveva affermato il pontefice a settembre.

Trump ha scritto nel suo post di domenica che «Leone dovrebbe darsi una regolata come papa», dicendo poi ai giornalisti di non essere «un grande fan» del pontefice. Ha elogiato invece il fratello, da lui definito un vero Maga. L’attacco di Trump ha inoltre accusato Leone di essere «debole sul tema delle armi nucleari», pochi giorni dopo che il papa aveva definito «totalmente inaccettabile» la minaccia del presidente americano di distruggere la civiltà iraniana.

Che cosa ha detto il Papa sulla guerra

In un discorso nella Domenica delle Palme il mese scorso in Piazza San Pietro, il Santo Padre aveva sottolineato che Dio rifiuta le preghiere dei leader che scatenano guerre e hanno le mani «piene di sangue», definendo il conflitto in Iran «atroce». Leone XIV ha inoltre invitato Trump a trovare una «via d’uscita» per mettere fine al conflitto e «ridurre il livello di violenza».

Il Papa è partito oggi per un viaggio di 10 giorni in quattro Paesi africani. Leone XIV ha chiesto una «riflessione profonda» sul modo in cui i migranti sono trattati negli Stati Uniti.

Il suo appello per un approccio più compassionevole all’immigrazione rievoca una posizione espressa anche da diversi suoi predecessori, che è però in contrasto con quella di Trump, che sostiene che gli Stati Uniti debbano limitare l’immigrazione dai Paesi in via di sviluppo per ridurre la criminalità. «È una persona molto di sinistra ed è un uomo che non crede nel fermare il crimine», ha detto Trump ai giornalisti domenica sera. Trump aveva già avuto un rapporto difficile con il predecessore di Leone, Papa Francesco, che aveva criticato le sue proposte sull’immigrazione durante la sua prima campagna presidenziale e aveva suggerito che Trump non fosse «cristiano». Trump aveva definito Francesco «vergognoso» all’inizio del 2016.

Il viaggio di oggi del Papa

Leone XIV è arrivato nella terra di Agostino, uno dei giganti del pensiero occidentale, il più grande filosofo e teologo cristiano al quale Prevost si è formato. Per questo l’arrivo Papa agostiniano in Algeria, primo pontefice a visitare il paese, segna anche l’inizio del primo, vero viaggio di Leone XIV, undici giorni in Africa, 18 mila chilometri di spostamenti aerei quotidiani che proseguiranno in Camerun, Angola e Guinea Equatoriale fino al 23 aprile, con venticinque discorsi pubblici. 

Il viaggio autunnale in Turchia per il 1700° anniversario del concilio di Nicea era già stato organizzato per Francesco, anche se Prevost ci aveva aggiunto con preveggenza il Libano, e nel principato di Monaco si è trattato di una visita di poche ore. Del resto «doveva essere il primo viaggio del pontificato, già l’anno scorso a maggio avevo detto il primo viaggio vorrei farlo in Africa», spiega in volo. 

Prevost ci era già stato due volte come padre generale degli agostiniani, ora ci torna da Papa: «Sono molto contento di visitare di nuovo la terra di Sant’Agostino. Agostino offre un ponte molto importante nel dialogo interreligioso, è molto amato nella sua terra, come vedremo. E allora l’opportunità di visitare i luoghi della vita di Sant’Agostino, dove lui era vescovo nella città di Ippona, Annaba oggi, è veramente una benedizione per me personalmente ma credo anche per la Chiesa e per il mondo, perché dobbiamo cercare sempre ponti per costruire la pace e la riconciliazione. Questo viaggio rappresenta davvero una opportunità preziosissima per continuare con la stessa voce, con lo stesso messaggio, perché vogliamo promuovere la pace, la riconciliazione, il rispetto e la considerazione per tutti i popoli».

I Segreti di Medjugorje – di P. Livio – Puntata 35 – I martiri che testimoniano la fede

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