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Papa Leone XIV: “Siamo Chiesa di Gesù Cristo in un mondo tormentato che cerca pace”

L’Angelus di oggi nuovamente a Castel Gandolfo

Di Antonio Tarallo

Castel Gandolfo , domenica, 16. agosto, 2026 12:06 (ACI Stampa).

Ancora una volta, dopo la solennità di ieri dell’Assunzione al Cielo della Beata Vergine Maria, l’Angelus del pontefice viene recitato in piazza della Libertà a Castel Gandolfo, gremitissima di fedeli. Fedeli temerari, sicuramente, visto il caldo di questi giorni. Volti felici, incuranti del sole battente: questo il panorama umano che il pontefice osserva da sotto il portone del Palazzo Apostolico delle Ville Pontificie. Ed è proprio qui che rivolge alcune parole ai presenti.

“Ieri abbiamo contemplato la Vergine Maria nel suo indissolubile rapporto con il Figlio: nemmeno la morte ha potuto interrompere quella comunione di anima e corpo, che è vita eterna. Ogni domenica ci ricorda che la stessa pienezza è riservata a chi segue Gesù: la sua risurrezione non è un avvenimento passato, ma vita nuova che ci coinvolge”, questo l’incipit della meditazione di papa Leone XIV.

Parla poi della pagina del Vangelo di oggi, della donna cananea che “pur non appartenendo al suo popolo e abitando in una regione straniera, cerca con insistenza di parlare con Gesù, seguendolo come una discepola che ha già un legame con Lui”.  Una donna che non desidera qualcosa per sé, ma la pace per la figlia “tormentata e confida in Gesù, nel quale riconosce il Messia discendente di Davide”. L’evangelista Matteo gli ostacoli che questa donna deve affrontare per poter avere un colloquio con Gesù: gli stessi discepoli cercano di impedire questo dialogo che le descrive cambiare la vita. 

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Gesù – ricorda papa Leone XIV – “si era ritirato in quella regione e possiamo immaginare che, come altre volte, cercasse un luogo in disparte in cui pregare e formare i suoi. In quel momento, tuttavia, accade qualcosa di imprevisto”. Un imprevisto, un qualcosa di nuovo accade e Gesù segue ciò che si mostra a lui davanti. Papa Leone XIV fornisce, allora, questa lettura: “Meditando su questo, possiamo comprendere l’obbedienza di Gesù, che compie la sua missione lasciandosi colpire da ciò che vede e ascolta”. Come Gesù, anche oggi – riflette il pontefice – “la Chiesa può lasciarsi sorprendere dall’opera di Dio e comunicare la pace di Cristo oltre i confini già tracciati. La sua missione è anticipata dalla grazia divina, che opera nel segreto delle coscienze, così che in ogni incontro, persino in quelli che disturbano i nostri piani, occorre tenere l’orecchio, aprire gli occhi e aprire il cuore a ciò che Dio vuole dirci”.

Mentre, dalla donna cananea “impariamo l’umiltà e la determinazione. Grazie alla sua fede, impariamo che la tavola di Dio è preparata per tutti e che a nessuno sono riservate le briciole, perché ciascuno, presso il Padre, ha il proprio posto”. E concludono: “Alla luce di questa fede diventano insopportabili le diseguaglianze, le discriminazioni, le barriere che calpestano la dignità di troppi figli e figlie di Dio. Siamo Chiesa di Gesù Cristo in un mondo tormentato, che cerca pace”.  

E dopo la recita della preghiera mariana, il pontefice esorta che “cessino le ripetute violenze contro la popolazione civile palestinese in Cisgiordania e chiedo con urgenza la comunità internazionale di fare in modo che progredisca la soluzione a due Stati per una pace giusta e duratura”. Sottolinea poi che “questa settimana avranno inizio i giochi del Mediterraneo che si svolgeranno a Taranto. Essi coinvolgeranno diversi paesi di Africa, Asia ed Europa che appartengono all’area mediterranea. Auguro che tale evento sportivo sia una profezia di pace e di fratellanza tra i popoli di questa regione e del mondo intero”. 

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Papa Leone XIV: la Vergine Maria ci insegna la vera Bellezza

L’omelia di papa Leone XIV nella solennità dell’Assunzione di Maria al Ciel 

Di Antonio Tarallo

Castel Gandolfo , sabato, 15. agosto, 2026 10:33 (ACI Stampa).


Grande emozione per tutta la comunità parrocchiale della Parrocchia Pontificia di San Tommaso da Villanova in Castel Gandolfo. Il papa è in mezzo ai fedeli, a celebrare l’importante solennità di oggi: quella dell’Assunzione di Maria. Una celebrazione asciutta e carica di emozioni, di entusiasmo da parte dell’assemblea che in silenzio ascolta le parole dell’omelia del pontefice.  

Papa Leone XIV riflette sul senso della solennità di oggi: parla di “compimento della pienezza di grazia che Dio le ha donato nella sua Concezione Immacolata”. E coglie l’occasione, così, di fare riferimento all’arte pittorica che, molto spesso, ha raffigurato la Vergine “al termine della sua vita terrena, come una giovane bellissima che si eleva fisicamente da terra verso la volta celeste”: immagine mutuata dal libro dell’Apocalisse. Un’immagine, questa, che – sottolinea il pontefice – “in apparenza, contrasta con l’esperienza di ciò che produce in noi il passare degli anni”. Così avviene per tutte le donne e gli uomini della terra. E, allora – si chiede papa Leone XIV – “cosa abbiamo in comune con la giovane meravigliosa che troviamo dipinta sulle pale dei nostri Altari?”

Per rispondere a questa domanda delinea due “segni”: il corpo incorrotto della Madre di Dio e il suo cuore immacolato. Un’omelia poetica quella di Leone XIV, che tocca i cuori e le menti dei fedeli, che vuole approfondire il concetto della purezza dell’anima: “Maria – come in noi – per grazia di Dio illumina e trasfigura tutta la persona, portandola alla gloria del Cielo. La glorificazione di Maria in anima e corpo ci insegna che la nostra vera bellezza non consiste nel nascondere i segni del tempo che passa, ma nel mostrare impressioni anche nella nostra carne i segni dell’amore che non ha fine”.

Papa Leone XIV pone uno sguardo al presente: “Ci invita, così, a rivedere molti dei canoni estetici, prevalentemente di stampo edonistico e consumistico, che il mondo ci impone, e che rischiano di imprigionarci in pesanti condizionamenti, facendoci sprecare energie preziose in ciò che non conta davvero e non dura per sempre”. Guarda il pontefice a tutte quelle persone che possiamo incontrare nella nostra vita “dal volto marcato dagli anni e dalle sofferenze, eppure capaci di irradiare serenità, benevolenza e pace attorno a sé; come se ne possono osservare altre, magari esteriormente attraenti, ma dure e fredde nell’intimo”. 

La Bellezza, questo potrebbe considerarsi il nodo centrale dell’omelia di papa Leone XIV: “Se vogliamo veramente scoprire e coltivare la bellezza divina di cui siamo avvolti e per la quale siamo fatti, e diffonderla intorno a noi, dobbiamo imparare a leggerla nel volto tenero di un bambino come nelle rughe di un anziano, nella vivacità di un giovane come nella compostezza di un adulto, negli ornamenti della festa come negli abiti e negli strumenti del lavoro .dei piccoli squarci di cielo” sottolinea papa Leone XIV. E la Bellezza non può che ritrovarsi che nell'”amore l’ornamento più bello dell’uomo: l’amore che trasfigura, trasforma, nobilita, porta in alto; che rende leggeri, liberi, vicini a Dio, pur attraverso le vicende alterne della vita”.

Invita a non cercare lontano il Mistero che oggi celebriamo: Maria è possibile “incontrarla là dove c’è vera carità: negli occhi di un papà e di una mamma che tornano a casa dopo una giornata di lavoro, stanchi, ma felici di stare coi loro bambini; nei volti di nonni e nonne che, nonostante gli acciacchi dell’età, si riaccendono di energie inaspettate nel prendersi cura dei nipotini; o ancora nell’impegno di giovani che si sforzano di crescere puliti e onesti, pronti anche ad andare controcorrente rispetto a “quello che fanno tutti” infine nell’opera di tanti uomini e donne che quotidianamente, con fede e dedizione, contribuiscono a portare un po’ di Cielo sulla terra e la terra verso il Cielo”.  E, nella conclusione, ribadisce papa Leone XIV questo concetto di profonda umanità presente nella solennità di oggi: “Nella sua umanità santa, per grazia di Dio, c’è anche la nostra, ci siamo anche noi, chiamati a vivere la sua stessa pienezza di vita ea condividere la sua stessa gloria”.

E, dopo aver citato precedentemente san Paolo VI e papa Francesco, suoi predecessori, è la volta di sant’Agostino che parlando della risurrezione di Cristo, invitava i cristiani del suo tempo “a farne la bussola e il punto di riferimento della loro esistenza. Diceva: «Cristo risorse per non morire mai più. Cambia rotta, segui la luce! Inizia a levarti dallo stesso posto da cui è risorto lui». Il papa invita i fedeli a fare proprio questo invito ea seguire “la luce del Risorto, cambiando rotta, se necessario. Facciamolo, in particolare, oggi, guardando Maria, che Dio ha coronato di gloria in anima e corpo, e che ci ha donato come Madre, guida, compagna di viaggio e protettrice sulla via del Cielo” concludono il pontefice

Cattolici per scelta, non per tradizione: il risveglio della fede nell’Europa secolarizzata

di Andrea Galli

Dall’Irlanda alla Scandinavia, dalla Francia alla Spagna si registra una crescita silenziosa dell’esperienza cristiana, che si legge nell’aumento dei battesimi e nella riscoperta dei sacramenti in età adulta. In un Vecchio continente dove la Chiesa resta larga minoranza, sono segnali che fanno sperare (e riflettere)

Avvenire – 16 agosto 2026

Era il dicembre del 2023 quando nella chiesa dedicata a san Lamberto di Maastricht, ad Haren, paesino nella provincia olandese del Brabante Settentrionale, fu celebrata quella che tutti pensavano sarebbe stata l’ultima Messa. Per lo splendido edificio sacro del 1867, esempio della fioritura dell’architettura cattolica in Olanda seguita alla restaurazione della gerarchia episcopale nel 1853, sembrava profilarsi il destino di moltissime altre chiese del Paese: a causa del calo dei fedeli e dei pochi mezzi economici della parrocchia sarebbe stato venduto.

Un imprenditore locale aveva già progettato di trasformarlo in un centro di fisioterapia e la vendita sembrava ormai fatta. Ma l’affare è saltato e, agli inizi del 2025, ad acquistare la chiesa è stato invece un programmatore di soli 22 anni, Stijn Lansdaal, creatore di BloedCheckup.nl, piattaforma digitale per la prenotazione delle analisi di laboratorio. In accordo con diocesi e parrocchia vuole mantenerla un luogo di culto. Dove sembrava destinato a nascere un centro sanitario, ora arrivano giovani della zona per pregare insieme, alcuni in discernimento vocazionale, e l’obiettivo, ha raccontato il nuovo proprietario al quotidiano Brabants Dagblad, è renderlo nuovamente vivo e spiritualmente attrattivo.

Stijn Lansdaal non ha ricevuto un’educazione cattolica. È stato battezzato il 19 maggio 2024. Fa parte di quella schiera di neoconvertiti di cui si è parlato molto per la Francia, dove il fenomeno ha assunto proporzioni sorprendenti, ma che sta toccando, in misura diversa, anche Belgio e Olanda. Nei Paesi Bassi nel 2024 gli adulti entrati nella Chiesa cattolica sono stati 630, contro i 455 dell’anno precedente: quasi il 40% in più. «Non li abbiamo visti arrivare», ha detto nei giorni scorsi ad Avvenire il cardinale Jean-Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia, riferendosi ai nuovi cattolici. «Noi abbiamo allestito il cammino per arrivare alla porta, ma sono entrati dalla finestra». La storia di Stijn ne è un esempio spettacolare.

Questo boom non deve illudere: il grande movimento del cattolicesimo europeo rimane quello opposto, il restringimento. In Olanda nel 2000 si celebravano oltre 42mila battesimi di bambini, nel 2024 sono stati appena 6.110. In Francia, nello stesso arco di tempo, i battesimi dei bambini fino a sette anni sono passati da circa 380mila a 150mila. I nuovi ingressi non compensano neppure lontanamente le perdite, sul piano strettamente numerico.

Ma la notizia positiva c’è ugualmente, andando oltre l’aritmetica. Mentre si restringe il grande bacino del cattolicesimo ricevuto quasi naturalmente dalla famiglia e dall’ambiente sociale, avanza un nuovo, piccolo popolo: uomini e donne, soprattutto giovani, cattolici per scelta e non per tradizione. Che portano con sé l’energia dei neofiti, linfa preziosa.

Questo contrasto fra un arretramento vistoso del corpo ecclesiale e nuovi nuclei di fede vitale, anche incandescente, si presenta in molte parti d’Europa. In Irlanda, dove la Chiesa è stata spesso descritta come in fase terminale, fra i cattolici di 16-29 anni la frequenza settimanale alla Messa è salita dal 7% nel 2022 al 17% nel 2024; nel 2026 sono previste nove ordinazioni di sacerdoti diocesani, contro le sei del 2025. In Gran Bretagna, a Westminster quasi 800 adulti sono giunti quest’anno alla fase conclusiva del cammino verso i sacramenti o la piena comunione con la Chiesa, il 60% in più in un anno; a Southwark sono stati oltre 590, il numero più alto dal 2011. Nel settembre 2025, inoltre, otto giovani sono entrati nel noviziato dei domenicani inglesi a Cambridge, facendo parlare uno storico settimanale come il Tablet di un’«impennata di vocazioni».

Segnali arrivano anche dalla Spagna. Movimenti come Hakuna mobilitano migliaia di studenti e a San Sebastián, nei Paesi Baschi fortemente secolarizzati, quest’anno è tornata dopo mezzo secolo la grande processione del Venerdì Santo per le vie della città. La visita di Leone XIV in giugno ha mostrato poi una capacità di mobilitazione tutt’altro che esaurita: circa 600mila giovani alla veglia di Madrid e più di 1,2 milioni alla celebrazione del Corpus Christi.

La stessa dinamica si intravede nella vita monastica. Mentre comunità plurisecolari si spengono, altre, inaspettatamente, si espandono. Sempre in Francia i benedettini di Le Barroux, legati alla liturgia in rito antico, hanno inviato dodici monaci a Bellefontaine, dove la comunità trappista non aveva più forze per continuare. L’abbazia cistercense di Heiligenkreuz, in Austria, conta oltre cento monaci e, mentre rafforza altre comunità, ha assunto la cura della storica abbazia di Sabiona, in Alto Adige, rilanciandola come centro spirituale.

E c’è un altro dato in controtendenza rispetto all’arretramento: la forza di attrazione dei santuari. Fatima ha registrato nel 2025 circa 6,5 milioni di presenze alle celebrazioni; Lourdes ha sfiorato i 4 milioni di pellegrini e visitatori; il festival dei giovani di Medjugorje, concluso nei giorni scorsi, ha richiamato decine di migliaia di giovani da tutto il continente.

C’è infine una storia diversa, che viene dal profondo Nord, a partire dalla Scandinavia, e parla del paradosso evangelico per cui gli ultimi che saranno i primi. Nei Paesi dove la Riforma aveva praticamente cancellato il cattolicesimo, oggi la Chiesa cresce nel suo complesso, l’unico caso in Europa. L’immigrazione ne è il motore principale, ma non l’unico. A Stoccolma la diocesi ha acquistato una grande chiesa luterana perché aveva bisogno di nuovi spazi; in Islanda, dove nel 1977 i cattolici erano appena un migliaio e oggi, secondo le stime della Chiesa locale, sono fra 35mila e 40mila, è stata aperta una nuova parrocchia. A Oslo la diocesi conta undici seminaristi per appena 27 parrocchie, quasi uno ogni due. Il vescovo Fredrik Hansen segnala a chi scrive anche un cambiamento nel profilo di chi si avvicina alla Chiesa: «In passato quasi tutti provenivano dalla Chiesa luterana. Oggi arrivano anche giovani non battezzati, la prima generazione realmente secolarizzata». L’alba di una storia nuova.

🟢 PADRE LIVIO – CREDO IN GESU’ CRISTO – Puntata 28

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Disperazione nella prova

Reverendo Padre Livio,

La ringrazio innanzi tutto per l’apostolato cui ha scelto di dedicarsi anima e corpo da più di 50 anni. Il suo esempio è per me preziosissimo, in una modernità che passa di godimento in godimento senza riuscire a rimanere fedele a nulla, nemmeno a sé stessa.

A scriverle queste poche righe è un giovane cattolico neoconvertito che ha trovato nella devozione mariana il più forte appiglio contro le tentazioni del nemico.

Ma tuttavia, una più di altre sembra vincermi ogni volta: parlo della disperazione. Chiunque sia onesto con sé stesso, si rende conto che regna il male nel mondo, eppure il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria pare non arrivare mai. Attendiamo con ansia, tutto volge al peggio, eppure la salvezza ancora non arriva.

Come contrattaccare a questi pensieri del nemico, che cerca di abbatterci facendoci credere che Dio ci ha abbandonato? Come vivere questa attesa? Quanto a lungo avremo da resistere?

La ringrazio moltissimo e le assicuro preghiere.

In J et M,
Federico


Caro Federico,

la vittoria di Dio sul male è già avvenuta con la morte e la resurrezione di Gesù Cristo e da allora innumerevoli anime, anche la nostra, hanno potuto attingere a questa fonte di grazia e di gioia. 

Ora in modo particolare le “porte dell’inferno” cercano la rivincita e la nostra fede è sottoposta alla prova. 

Ma la Madonna stessa è scesa in campo e, col nostro aiuto, porterà l’umanità a un tempo di fede, di prosperità e di pace.

Nel nostro piccolo noi, con Maria, dobbiamo fare la nostra parte, riprendendo da capo ogni giorno il nostro cammino sulla via della salvezza.

Diamo il meglio di noi stessi, nella consapevolezza di ciò che Gesù e Maria hanno fatto per noi. Come potremo ricompensare l’infinita misericordia con la quale siamo perdonati e amati?

Respingiamo le insidie del nemico infernale, tenendo lo sguardo fisso sull’ amore, la gioia e la luce che sgorgano, come un fiume inesauribile, dai Sacri Cuori di Gesù e di Maria.

Coltiviamo, nell’istante presente, la nostra unione con Dio. In questo modo il tempo che abbiamo davanti, e che sembra non passare mai, diventa un dono di grazia e una fonte serenità e di pace.

Ti ricordo volentieri nel mio Rosario.

Dio ti benedica e la Madonna ti protegga col suo amore

Padre Livio

🟢LIVE🟢PELLEGRINO A QUATTRORUOTE – itinerari con Padre Livio – puntata 29: DOZULE’

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