"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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I segreti di Medjugorje – di P. Livio – Puntata 56 – Perché il rotolo di pergamena di Mirjana è importante per la Chiesa

56. Perché il rotolo di pergamena di Mirjana è importante per la Chiesa

Il 25 dicembre 1982 la Madonna ha consegnato alla veggente Mirjana un rotolo di pergamena su cui sono scritti i dieci Segreti. Nella sua autobiografia Mirjana racconta proprio la vicenda di questo rotolo; durante la guerra di Bosnia i serbi hanno assediato la città di Sarajevo e l’hanno bombardata, per questo motivo Mirjana e la sua famiglia si sono rifugiati a Medjugorje. Il rotolo era rimasto in un armadio, nella casa di Sarajevo; a Medjugorje c’era un accampamento delle forze ONU formato da soldati spagnoli. Un gruppo di questi soldati doveva andare a Sarajevo, Mirjana allora chiese a uno di loro di andare a recuperarle il rotolo. Qualche settimana dopo il soldato spagnolo tornò a Medjugorje e consegnò il rotolo a Mirjana.

Nella sua autobiografia Mirjana racconta di aver fatto esaminare il rotolo da un suo parente esperto in questo campo per capire di che materiale fosse fatto; sembra una pergamena ma non lo è, si tratta di un materiale sconosciuto. Anche la Sacra Scrittura dagli ebrei veniva scritta sui rotoli. Il rotolo che la Madonna ha consegnato a Mirjana è da accostare ai rotoli su cui veniva scritta la Parola di Dio. Sul rotolo di Mirjana sono state scritte le profezie divine, soltanto Dio può prevedere il futuro. I dieci Segreti sono scritti in rodine cronologico e di ciascuno è riportato che cosa accade, dove accade, il momento in cui accade, la durata dell’evento. Questo è quanto testimonia Padre Petar Lubicic nella sua intervista trasmessa proprio a Radio Maria quando era stato scelto da Mirjana per rivelare i Segreti; ora le cose sono cambiate, la veggente ha detto che ci penserà la Madonna a scegliere il sacerdote che rivelerà i Segreti di Medjugorje.

Mirjana ha detto che a lei non servirebbe il rotolo perché ha tutti i Segreti impressi nella mente, tuttavia, è importante per il sacerdote e per l’esattezza della rivelazione. Il sacerdote incaricato dovrà ogni volta leggere esattamente quello che c’è scritto sul rotolo, senza aggiungere né togliere nulla. Il rotolo che ha Mirjana è sacro perché ha profezie divine. La Storia della Salvezza (cioè i Vangeli, gli Atti degli Apostoli, le Lettere, l’Apocalisse e l’Antico Testamento) preannuncia il tempo che stiamo vivendo. Il rotolo, allora, è apocalittico e vi sono impresse profezie divine. Di qui l’importanza di questo rotolo. Come Gesù ha srotolato il rotolo nella Sinagoga, così il rotolo dei Segreti è sacro e deve essere srotolato in chiesa.

Ovviamente quella impressa nel rotolo di Mirjana non è Parola di Dio, è una rivelazione privata data per tutta l’umanità ed è collegata con le profezie bibliche, ne è l’attuazione. Il fatto che la Madonna abbia dato un rotolo richiama proprio i rotoli della Bibbia. La Madonna ha voluto dare valore sacro alle profezie dei dieci Segreti. Si tratta, allora, di rivelazioni divine. I dieci Segreti sono da collocare nella Storia della Salvezza nell’ambito in cui ci sono le predizioni apocalittiche. Questo è il grande significato del rotolo dato dalla Madonna alla veggente Mirjana.

A mio parere, allora, la lettura di questo rotolo deve essere contestualizzato in quella solennità in cui vengono lette le profezie divine e, quindi, ogni Segreto deve essere preannunciato in chiesa. Dobbiamo riacquistare la grandiosità della Storia della Salvezza, degli eventi che accadono nel mondo e del protagonismo di Dio in questa fase della Storia che è qui per rovesciare i potenti dai troni e innalzare gli umili, per dare all’umanità un tempo di pace. Non ci rendiamo conto dell’evento che stiamo vivendo dopo tutti questi anni di apparizioni quotidiane a Medjugorje, con migliaia di Messaggi che formano un corpus di spiritualità inarrivabile, con una scia di conversioni e di bene inestimabile. Dobbiamo capire la sacralità di questo evento, la sacralità del rotolo e della sua lettura nella comunità ecclesiastica. Può anche darsi che dal quarto al decimo Segreto queste profezie siano lette dal Sommo Pontefice perché tutta la Chiesa le accolga e perché attraverso di essa giungano in tutto il mondo. La Madonna dà i segni, tocca a noi interpretarli.

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L’ultimo istante della vita umana

La legge che domina nel mondo è quella della finitezza secondo la quale tutto ha un inizio e una fine; la vita umana su questa Terra ha una fine. Per i credenti, cattolici e di altre religioni, la vita umana continua anche dopo la morte. L’istante in cui finisce la vita sulla Terra è particolare, è decisivo, è il più importante perché è quello che determina la sorte dell’anima. Se nell’ultimo istante si è chiusi nei confronti di Dio, si rimane eternamente lontani da lui. Nell’istante della morte l’anima viene immediatamente giudicata e inviata in Paradiso, o in purgatorio, o all’inferno.

Dobbiamo, allora, tenere presente la realtà della vita che scorre veloce come le acque di un fiume. Non sappiamo qual è il nostro ultimo istante, infatti una delle invocazioni della nostra tradizione spirituale è proprio: “Dalla morte improvvisa, liberaci, o Signore”. Proprio per fuggire alla morte improvvisa e quindi alla possibilità che nell’ultimo istante siamo impreparati, dobbiamo impostare la nostra vita santificandone ogni istante. Ogni momento della nostra vita deve essere orientato a Dio, in ogni istante dobbiamo chiedere perdono a Dio dei nostri peccati e aprirci al suo amore. Dobbiamo offrire ogni istante della nostra vita a Dio come un dono di amore, così che l’ultimo sia un istante di gloria.

Quando arriverà il momento in cui avremo intessuto la nostra vita di tempo irrorato dall’eternità, l’ultimo sarà l’istante della gloria perché il Signore giudica, apre le braccia e fa entrare in Paradiso, nella comunione eterna della Santissima Trinità. Di qui l’importanza di essere sempre preparati perché la morte non ci colga all’improvviso e per non cadere nella sciagura per eccellenza che è la morte lontani da Dio e la conseguente eternità all’inferno, dobbiamo temere di essere in quella situazione quando non ci sarà più tempo.

Ci sarà un momento in cui non ci sarà più tempo, dobbiamo allora tesaurizzare il tempo della vita. Il tempo della vita deve essere impiegato bene, deve essere impiegato per Dio, il tempo della vita deve essere santificato vivendo in grazia di Dio, facendo la sua volontà. Vivere la vita nell’amore per Dio e per il prossimo per noi cristiani è il Comandamento fondamentale. Esercitiamoci in questa visione della vita in cui il tempo scorre via, ma ogni giorno è un dono di Dio. Ogni giorno dobbiamo realizzare il piano che Dio ci ha affidato; santifichiamo ogni giorno con la preghiera, con le opere buone; non buttiamo via il tempo nelle mondanità, nelle cose che non servono a niente e che svaniscono nel nulla. Non sprechiamo il tempo della vita vivendo in uno stato di peccato mortale. Chi vive nel peccato mortale butta via il tempo della vita; il tempo che è un dono di Dio per fare il bene diventa una forma di schiavitù nelle grinfie di satana.

Dobbiamo riscoprire l’importanza di vivere il tempo della vita come un compito che ci viene affidato proprio come ci ricorda la Parabola dei talenti; i talenti sono il tempo della vita che ci viene donato da Dio e che dobbiamo impiegare bene, altrimenti buttiamo via noi stessi. Di qui, allora, l’importanza di fare un esame di coscienza su come stiamo vivendo la vita, se la viviamo davanti a Dio come creature che santificano ogni giornata come un suo dono oppure se la buttiamo rincorrendo le cose effimere.

Chi investe il tempo nel bene, nelle cose di Dio, lo investe nell’eternità beata. Chi butta via il tempo butta la possibilità di vivere eternamente con Dio e quindi si perde. Dobbiamo riflettere e darci da fare affinché la nostra vita sia un cammino verso quel momento particolare e decisivo in cui l’anima si stacca dal corpo e viene immediatamente giudicata da Dio. Dobbiamo tenere orientata la nostra vita proprio verso questo momento affinché dopo l’ultimo istante Gesù ci accolga in Paradiso, proprio come il buon ladrone che si è pentito e ha chiesto perdono a Cristo Crocifisso. L’altro ladrone ha perso l’occasione, è rimasto indurito nel suo cuore, non ha voluto entrare nel Regno di Dio e si è perso eternamente. Dobbiamo prepararci perché, quando arriverà quel momento, non dobbiamo farci prendere dalla paura ma affidarci ancora una volta a Dio e alla sua infinita Misericordia. Che il cammino della nostra vita sia un tragitto verso la porta del Cielo vissuto ogni giorno nella pace con Dio.

🟢P. LIVIO🟢 CREDO IN GESÙ CRISTO – Catechesi di P. Livio – Puntata 28 ~ IN RADIOVISIONE SU DIGITALE TERRESTRE al CANALE 789

🟢LIVE P. LIVIO🟢 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA ~ IN RADIOVISIONE SU DIGITALE TERRESTRE al CANALE 789 – 04/06/2026


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