"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Agosto 2026 Pagina 2 di 31

VIATICO QUOTIDIANO – di P. Livio – Puntata 141

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Martedì 25 Agosto 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre can 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)

h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE

I cinque minuti dello Spirito Santo

h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE

7. La Sapienza, l’Intelletto e la Scienza

+ La Sapienza è il dono con il quale lo Spirito Santo ci fa discernere e gustare Dio e le cose divine nei loro più alti principi. Questo dono genera il gusto delle cose celesti e ne fa assaporare la soavità.

+ L’Intelletto è il dono con il quale lo Spirito Santo ci dà una penetrante intuizione delle verità rivelate, senza però svelarcene il mistero: Per godere di questo dono dobbiamo essere umili puri.

+ La Scienza è il dono con il quale lo Spirito Santo ci perfeziona la virtù della fede e ci fa discernere chiaramente il vero dal falso, il bene dal male. Con questo dono vediamo la grandezza di Dio nelle sue opere minime e l’enormità del peccato anche nelle mancanze minime.

h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO

Tratta dal Libro: Siate le mie mani di pace

h. 9.15: ATTUALITA’

San Giuseppe Calasanzio: ha fondato la prima scuola popolare gratuita aperta a tutti.

h. 9.35 – 9.45: VIATICO QUOTIDIANO

Pensiero sulla grandezza dell’umiltà

h. 9.40 – 10.00: I MESSAGGI DELLA MADONNA A MIRJANA

17. “Seguite me, il mio esempio luminoso”

“Cari figli, in questo tempo pieno di grazia di Dio e del suo amore che mi manda a voi,

io vi prego non siate cuori di pietra.

Che il digiuno e la preghiera siano le vostre armi per avvicinarvi per conoscere Gesù, mio Figlio.

Seguite me, il mio esempio luminoso.

Vi aiuterò. Sono con voi.

Vi ringrazio.”

h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO

h. 10.05: CATECHESI DI PADRE LIVIO

Scrivo a voi giovani perché siete forti


BLOG: blogdipadrelivio.it

4,5 milioni utenti attivi nel 2025

3,4 milioni dal 1° gennaio 2026 ad oggi


DAI UNA MANO ALLA EVANGELIZZAZIONE DI RADIO MARIA IN ITALIA E NEL MONDO

+ Bonifico Bancario Intestato a: Radio Maria ETS, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)

Banca Intesa Sanpaolo filiale di Milano – IBAN: IT26 H030 6909 6061 0000 0126 574

+ Conto corrente postale – N. 1 4 5 2 2 2 2 1

Intestato a: Associazione Radio Maria, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)

+ Con la Carta di credito puoi fare la tua offerta anche mediante i social di Radio Maria:

blogdipadrelivio.it- radiomaria.it – Facebook –

+ 5×1000 per i progetti di Radio Maria: C. F. 94023530150

+ Numero di WhatsApp di Radio Maria: 348 6822721

IL CALASANZIO E LA MADONNA

Origine mariana dell’Istituto delle Scuole Pie

Il giorno 25 marzo dell’anno 1617, festa dell’Annunciazione del Signore, segna la data della nascita della nuova «Congregazione dei Chierici Regolari Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie». In questa data infatti il Cardinale Benedetto Giustiniani, nella Cappella del suo palazzo, vestì il P. Giuseppe Calasanzio dell’abito della nuova congregazione, che aveva per fine l’educazione dei fanciulli poveri. Nel medesimo giorno, nell’Oratorio delle Scuole Pie di s. Pantaleo, ricevettero l’abito stesso nelle mani del Calasanzio altri quattordici religiosi.

Devoto fin dall’infanzia della s. Vergine, volle chiamarsi «Giuseppe della Madre di Dio», nome sotto il quale è abitualmente invocata nelle diocesi della provincia ecclesiastica aragonese, di cui era originario.

Noto come S. Giuseppe Calasanzio, devotissimo alla Vergine, facesse del culto mariano uno dei capisaldi dell’Istituzione calasanziana.  Si comprende, perciò, come gli Scolpi, eredi dello spirito di un sì grande Padre, si siano distinti per questo spirito spiccatamente mariano che hanno saputo trasfondere mirabilmente nei loro alunni.

Il Calasanzio volle tenere ben presente davanti agli occhi puri e impressionabili dei suoi bimbi e ragazzi la devozione alla Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio. Egli era profondamente convito che l’immagine materna di Maria, la sua purezza, la sua umiltà, la sua obbedienza, la sua vita consumata nel lavoro quotidiano e nel suo servizio fedele a Cristo potesse servire ad essi come ideale della massima attrazione.

Raccomandava loro di inginocchiarsi prima di coricarsi e di recitare cn le braccia incrociate cinque Ave in onore delle lettere del nome di «MARIA».

Tanto la mattina quanto la sera, mentre venivano accompagnati dai Padri alle loro case, i fanciulli recitavano, a voce bassa, il santo rosario, fedeli ad un amorevole consiglio del Calasanzio.

Toccante era il seguente atto di offerta alla Vergine SS.ma che gli alunni delle Scuole Pie facevano durante l’«Orazione Continua» davanti al SS.mo Sacramento: «Vergine purissima e santissima madre del Figlio di Dio Gesù Cristo, Redentore dell’anima mia, anche a voi offro tutto il mio essere, accettate il mio omaggio. Accettate, o Madre della grazia, la mia piccola offerta; favorite, guardate a questa creatura miserabile e piena di peccati e ottenetemi da Gesù il perdono di tutte le mie colpe. Aiutami ora e sempre e nell’ora della mia morte. Salve, Regina».

L’insegnamento dei Padri scolopi non era ristretto solamente a ore determinate e fisse, perché ad ogni momento l’insegnamento doveva cogliere l’opportunità di inculcare il principio di ogni sapienza, il Timor di Dio, chiaro che la pietà, ossia la religiosità, si manifestava nelle pratiche devote e di queste nello stesso tempo si alimentava.

La giornata, perciò, non solo dei maestri, ma degli alunni era caratterizzata da molti atti di culto: la preghiera apriva e chiudeva le ore di lezione, erompeva dalle labbra dei fanciulli accompagnando ogni loro occupazione; l’annessa cappella accoglieva tutti, maestri e scolari, al mattino per la S. Messa, la sera per il canto delle Litanie alla Madonna.

Nell’Istituto si praticava, come già accennato, l’«Orazione Continua», ossia a turno due fanciulli stavano in adorazione dinanzi al Santissimo Sacramento e a volte a gruppi di dodici, ordinatamente, si succedevano nell’oratorio a pregare, a cantare, ad ascoltare la parola del padre.

Il Calasanzio comprese come le suppliche dei suoi piccoli fossero la grande forza dell’Istituto, il motivo principale della benedizione di Dio e della Vergine.

Nel suo culto alla Vergine S. Giuseppe Calasanzio trovò il conforto delle sue più amare giornate.

Il culto mariano nelle Costituzione delle Scuole Pie

La vita degli Scolopi è tutta profumata, si potrebbe dire, della devozione mariana.

Nelle funzioni religiose e nelle preghiere comunitarie predomina l’invocazione alla Madonna; il «Sub tuum praesidium» conclude tutte le pratiche di pietà dei religiosi.

Le Costituzioni, prima dell’aggiornamento e della revisione, stabilivano di recitare ogni giorno in comune le Litanie Lauretane, seguite dalla «coroncina» in onore alla Madonna, composta da cinque salmi e di cinque antifone che iniziano con le lettere del nome di Maria.

Esse raccomandavano anche, come una delle ultime volontà del Fondatore, di recitare il S. Rosario. Le regole prescrivevano un digiuno speciale nelle vigilie delle sette classiche feste della Vergine: Immacolata Concezione, Natività, Presentazione, Annunciazione, Visitazione, Purificazione e Assunzione. In questi giorni nelle scuole era vacanza e tutti dovevano assistere ad una messa solenne.

Le nuove Costituzioni, nel determinare le pratiche di pietà, hanno tenuto conto dei criteri suggeriti dal Concilio Vaticano ed hanno consigliato di rispettare le preghiere tradizionali, adattate ai nuovi tempi, in particolare di essere fedeli alla recita del rosario e di onorar la B.V. Maria, Patrona dell’Ordine e di celebrare co filiale devozione le sue feste, secondo il calendario romano e quello proprio degli Scolopi.

Il culto mariano, fattore importante nell’educazione della gioventù

Oltre le pratiche ordinarie di devozione, il Calasanzio suggeriva ai suoi figli spirituali alcuni mezzi particolari per ottenere una migliore riuscita nell’educazione dei giovani. Egli volle creare nella scuola e tra gli alunni una specie di atmosfera mariana. Così, per tutta la durata dell’orario scolastico (come leggiamo in un antico regolamento in vigore prima in Sardegna, poi nelle prime casi fondate in Spagna) egli volle che alla fine di ogni ora si lezione si indirizzasse un saluta alla Vergine.

Nel pomeriggio tutti si recavano in chiesa sia per la recita delle Litanie sia per la preghiera della «Corona delle dodici stelle della Beatissima Vergine Maria».

Questa preghiera fu composta interamente dal Calasanzio verso il 1623 per uso e servizio degli alunni delle Scuole Pie. Una serie di invocazioni mariane.

«Io desidero -scriveva- che tutti i nostri alunni pratichino giornalmente questa devozione verso la SS. Vergine, in modo che come ricompensa di questa lieve fatica, essi si rendano degni della protezione della Madonna durante la loro vita e la loro morte».

Il Calasanzio affermò che erano invocazioni quotidianamente recitate e meditate dagli alunni con grande devozione. Ottima pratica questa e con ragione amata e voluta dal Santo, perché, ad esaminarla bene, essa è densa dei sublimi misteri dell’Incarnazione, dell’Immacolata Concezione e della Maternità divina, contemplati in armoniosa unità. La preghiera è pervasa di profonda devozione alla Vergine e di sincera azione di grazie alla SS. Trinità, fonte di tanti favori.

Il pensiero e le parole sono poste in modo che siano accessibili anche agli alunni, che, contemplando l’assidua e fedele corrispondenza della Vergine alla grazia, si infervorano a seguire sempre e in ogni dettaglio la volontà di Dio, man mano che si manifesta lungo il cammino della vita.

Certamente l’immagine splendida della «Donna vestita di sole» restò scolpita per sempre e indelebilmente nel loro cuore come pegno di fedeltà fino alla morte, come auspicio di vita e costumi immacolati.

🟢 PADRE LIVIO – GESU’ CI INSEGNA A VIVERE – Puntata 4

🟢LIVE IN RADIOVISIONE: <:::::::::::::>——+ #ROSARIO PER LA #PACE 🕊️COI GIOVANI DI RADIO MARIA

Loading the player...

L’ATTESO LIBRO DI PADRE LIVIO

Articolo in evidenza

GIA’ A DISPOSIZIONE QUI A RADIO MARIA

FAI SUBITO L’ORDINAZIONE E TI VIENE IMMEDIATAMENTE SPEDITO

disponibile su tutti gli store online e
-messaggi WhatsApp 348 6822721
-segreteria 031 610600
[email protected]

La citazione del giorno – “Siate le mie mani di pace”– n°55

Articolo in evidenza

Disponibile su tutti gli store online e
-messaggi WhatsApp 348 6822721
-segreteria 031 610600
[email protected]

🟢LIVE🟢PELLEGRINO A QUATTRORUOTE – itinerari con Padre Livio – puntata 38 – BEAURAING

San Giuseppe Calasanzio

Nome: San Giuseppe Calasanzio

Titolo: Sacerdote

Nome di battesimo: José de Calasanz

Nascita: 9 agosto 1557, Urgel, Spagna

Morte: 25 agosto 1648, Roma

Ricorrenza: 25 agosto

Martirologio: edizione 2004

Tipologia: Commemorazione

Protettore:
delle scuole

Beatificazione:
18 agosto 1748, Roma, papa Benedetto XIV

Canonizzazione:
16 luglio 1767, Roma, papa Clemente XIII

Fa parte di: Santi del Lazio

Si deve a Giuseppe Calasanzio la prima scuola popolare gratuita e aperta a tutti, a Roma. Calasanzio era il vicario generale della diocesi di Urgel, in Spagna (dove era nato nel 1557). A Roma era approdato al seguito del cardinale Marc’Antonio Colonna in qualità di consulente teologo. Ma a Giuseppe quel ruolo di quasi cavalier servente, sia pure per motivi teologici, andava un po’ stretto, tanto più che l’eminentissimo cardinale era abbastanza cresciuto per badare da solo alla propria formazione culturale.

E così Giuseppe trascorreva il suo tempo romano a visitare basiliche, assorto in lunghe e intense meditazioni, sfoghi di una voglia di vita eremitica che non aveva mai potuto soddisfare; e poi a visitare malati negli ospedali e prigionieri nelle carceri, alla ricerca di una precisa missione nella quale far convogliare tutto il suo impegno.

In quest’inquieto ricercare si imbatté spesso, soprattutto nel quartiere di Trastevere, in torme di bambini e ragazzetti senza istruzione, senza dignità, malconci e abbandonati a se stessi, che tiravano a campare ricorrendo a mille sotterfugi, primi passi verso le vie della delinquenza e del vizio. Quei ragazzetti riuscivano a scucire a qualche anima pia e generosa un tozzo di pane, una minestra, un vecchio vestito, ma non trovavano nessuno che offrisse loro, con la scuola e l’istruzione, la possibilità di togliersi definitivamente dalla brutta strada. Alle scuole romane, tutte private, poteva accedere solo chi aveva un genitore con la borsa stipata di baiocchi, così come solo i figli di benestanti potevano sostenere le spese di frequenza nelle scuole comunali, che molte libere città del nord avevano istituito.

In Giuseppe, alla ricerca di un qualcosa di forte e importante da fare, quella dolente realtà aprì spiragli luminosissimi: se voleva che le cose cambiassero doveva fare qualcosa. Cominciò interessando alla causa sacerdoti e laici disposti a condividere la sua passione; assieme a loro si mise poi a dare lezioni gratuite a quei poveri ragazzi. Alla fine riuscì a raggruppare un bel numero di signori che trovarono straordinario poter impegnare in quel versante nuovo della carità cristiana la propria vita. E così, insieme alla prima scuola popolare, ponevano la prima pietra di una nuova congregazione, i Fratelli delle scuole pie, detti anche scolopi, i quali ai tre classici voti di povertà, obbedienza e castità, ne aggiunsero un quarto che li impegnava all’istruzione dei ragazzi. 

Quella del Calasanzio fu un’idea vincente e le sue scuole in brevissimo tempo si diffusero in tutta Italia e poi anche in Germania, in Boemia, in Polonia e altrove. Ma il successo fu per lui fonte di innumerevoli guai e dolori. «Se il grano non muore…», diceva Gesù nel Vangelo. E così l’opera dell’ex vicario di Urgel doveva morire per mettere solide radici. Alcuni discepoli e confratelli, intriganti e pieni di ambizioni e di malanimo, lo accusarono di incapacità, lo diffamarono, lo calunniarono sperando di toglierselo di torno. E ci riuscirono.

La Santa Sede inviò a dirimere la questione un «visitatore» prevenuto e poco intelligente: Calasanzio finì arrestato e sottoposto a sfibranti interrogatori. Alla conclusione dell’inchiesta Innocenzo X degradava l’Ordine delle scuole pie a semplice e ininfluente confraternita. Il Calasanzio vide nella persecuzione un disegno provvidenziale di Dio: «Sarebbe follia — diceva — preoccuparsi delle cause seconde, che sono gli uomini, e non vedere la causa prima, cioè Dio, che invia questi uomini per il nostro maggior bene».

Ma anziché arrendersi all’apparente fallimento, si rimboccò le maniche e ricostruì l’intera opera sotto forma di congregazione religiosa e con le medesime finalità della precedente, cioè l’istruzione dei ragazzi. Giuseppe Calasanzio non fece in tempo a vedere la sua opera affermata e consolidata: morì infatti nel 1648, a novantuno anni, con il cuore ancora ferito dalle tristi vicende che lo avevano coinvolto, ma mormorando parole di perdono e di fiducia. La sua santità venne ufficialmente riconosciuta nel 1767.

MARTIROLOGIO ROMANO. San Giuseppe Calasanzio, sacerdote, che istituì scuole popolari per la formazione dei bambini e dei giovani nell’amore e nella sapienza del Vangelo, fondando a Roma l’Ordine dei Chierici regolari Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie.

🟢P. LIVIO🟢 PERCHE’ CREDO A MEDJUGORJE – Catechesi di P. Livio – Puntata 43

Pagina 2 di 31

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy