Mese: Giugno 2026 Pagina 26 di 38

Ultime apparizioni: perché?
Gent.mo Padre Livio,
Il Suo editoriale sullo scenario apocalittico di Medjugorje genera tante riflessioni, soprattutto in relazione alle parole della Madonna stessa.
La Sua esposizione sulla incontrovertibilità della veridicità delle Apparizioni è così insindacabile da non ragionarci neanche.
45 Anni consecutivi di apparizioni, per motivi di logica, rifiutano ogni più ragionevole dubbio.
Quello che invece, paradossalmente, dice la Madonna relativamente alla natura ultima delle Sue Apparizioni sulla terra, merita una riflessione che non sono in grado di fare.
Perché, dopo secoli di manifestazioni della Santa Madre in tutto il mondo, quelle di Medjugorje dovrebbero essere le ultime?
Tutto è frutto di un percorso prestabilito nella storia?
Era stato deciso dalla Divina Onnipotenza che dopo il 2000 fosse necessaria una “revisione” della storia umana?
Il Braccio pesante, trattenuto dalla Santa Vergine, doveva abbattersi molti anni prima?
Il comportamento del genere umano, negli ultimi 100 anni, ha determinato la decisione d’inviare la Madre di Dio, e con essa i Segreti?
È possibile che le Ultime apparizioni della Madonna, nella storia umana, hanno, o avrebbero, il significato che la storia è destinata a fermarsi, per poi ripartire dall’anno zero?
Ho tanti interrogativi e pochissime risposte.
In questa fase della nostra vita, Lei, Padre Livio, rappresenta la Voce di colui che grida nel deserto.
E soltanto con la Sua, grande, pervicacia si può sperare di salvare un grande numero di anime.
Le dico questo perché la credibilità di Medjugorje, in relazione alla mia piccola esperienza, credo stia diventando inversamente proporzionale alla sua durata.
Mosè tardò a scendere dal Monte e gli Israeliti pensarono di farsi un loro Dio.
Chissà, forse la vera prova dei Segreti sta nel saper attendere?
Siamo proprio servi inutili.
Non ci sono parole per ringraziare l’opera di Radio Maria e del Suo Direttore!
Grazie Padre Livio, il Signore Le stia sempre accanto!
Claudio
Caro Claudio,
Personalmente ho avuto la grazia di credere nelle apparizioni di Medjugorje fin dalla prima volta che ho sentito questo nome.
Però solo col tempo, dedicandomi sempre di più al servizio della Madonna, ho incominciato a comprendere la grandezza sovrumana del suo piano di salvezza.
Anche ora cammino giorno dopo giorno nella luce e nell’oscurità della fede, ma non mi sfiora mai il dubbio, nonostante che non manchino, umanamente parlando, motivi di perplessità a causa delle inevitabili fragilità umane, che riguardano anche i protagonisti di questo straordinaria vicenda.
L’appuntamento col primo Segreto sarà per molti decisivo come test di veridicità delle apparizioni. Per quanto mi riguarda sono certo che la profezia dei tre giorni prima si avvererà, come tutte le altre, al fino al decimo Segreto.
Man mano che si manifesta il carattere apocalittico di questa incredibile mariofania, la gente si impaurisce e si tira indietro, ma intanto nel mondo l’apocalisse cresce e dove troverà riparo la povera umanità?
La Madonna sta provvedendo, attraverso Radio Maria, a tenere vive le sue parole, ovunque nel mondo, diffondendo i suoi Messaggi e il suo piano di salvezza.
Per quanto mi riguarda, mi faccio scrupolo di non tacere nemmeno una virgola di quello che la Madonna dice e insegna e, nel medesimo tempo, seguo la Chiesa della quale la Madonna è Madre e Maestra.
Ave Maria
Padre Livio
di Chiara Vitali
Le morti per attacchi armati sono state 245mila contando le perdite sia civili che militari Ucraina, Sudan e Gaza i contesti con più vittime Il report conta anche gli scontri tra attori non statali: sono 75
9 giugno 2026 – Avvenire
Nel 2025, 65 conflitti nel mondo: è un record dalla fine della II guerra mondiale
C’è un nuovo record che è stato toccato nel 2025. Macabro. Racconta una normalizzazione della violenza che permea sempre più il nostro tempo. L’anno scorso è stato infatti caratterizzato dal numero più alto di conflitti dalla fine della seconda guerra mondiale: sono stati 65.
Lo dice il Conflict Trends, autorevole report annuale pubblicato ieri dal Peace Research Institute Oslo e basato su dati raccolti dall’Uppsala Conflict Data Program. Il dato – 65 conflitti nel mondo – si traduce in un numero molto alto di vittime. L’Istituto ha calcolato le morti direttamente riconducibili a combattimenti, bombardamenti o violenze politiche: sono state 245mila, considerando sia le perdite civili che quelle militari.
Il 2025 si attesta così come il terzo anno più violento dalla fine della Guerra fredda, superato solo dal 1994 (quando avvenne il genocidio in Ruanda) e dal 2021 (con un numero altissimo di vittime legate alla guerra in Etiopia). A causare il numero maggiore di morti civili e militari l’anno scorso sono stati tre contesti: l’invasione russa in Ucraina; la violenza in Sudan e in particolare il massacro di El-Fasher; i bombardamenti israeliani su Gaza.
Il dato in realtà non è esaustivo per avere un’idea dell’impatto complessivo di una guerra su di un territorio: non vengono infatti conteggiate tutte le vittime per eventi secondari rispetto agli attacchi diretti. I morti per fame dovuta al blocco delle importazioni o degli aiuti umanitari, ad esempio; le vittime di malattie non mortali, che lo diventano però quando gli ospedali vengono bombardati o quando raggiungere le strutture sanitarie è troppo pericoloso; o i morti nei campi profughi, dove le persone arrivano come sfollate proprio per scappare da territori di guerra.
La pesantezza dei dati diffusi dal Peace Research Institute Oslo viene bene riassunta da uno dei suoi autori, Siri Aas Rustad: «Di solito riesco a trovare qualcosa di positivo tra i dati, ma quest’anno no – ha commentato – I numeri sono sconvolgenti».
Il documento fa un quadro specifico anche sulle tipologie di conflitto che hanno attraversato il 2025, che solo in alcuni casi vengono classificati come “guerre” vere e proprie, a seconda dell’intensità degli attacchi e del numero di vittime.
Si possono in particolare individuare tre forme di violenza organizzata. Il primo è quello dei conflitti state-based, dove la forza viene esercitata da almeno un attore statale solitamente per il controllo del potere o del territorio. Possono essere conflitti tra un attore statale e uno non governativo, oppure tra due attori statali.
E si declinano in guerre civili interne a un Paese, contese di confine – come quelle tra India e Pakistan per il Kashmir – guerre che derivano da un’escalation regionale – come i conflitti in Medio Oriente – e quelle di invasione, come l’offensiva russa in Ucraina.
È a tutti questi tipi di violenze che si riferisce il record del 2025. Con una specifica. I 65 conflitti si sono verificati con il coinvolgimento di soli 35 Stati: ciò significa che ci sono alcuni governi coinvolti contemporaneamente su più fronti.
Rimangono poi altri tipi di conflitto che non vengono conteggiati nel numero complessivo di 65. Ci sono quelli definiti non-state conflicts, che avvengono cioè tra gruppi armati che non corrispondono a un governo statale. Questi sono stati 75 nel 2025. La maggior parte si concentra in Africa (34) e in America Latina.
Un esempio sono le azioni di violenza estrema tra cartelli del narcotraffico in Messico. L’ultima tipologia di conflitto è quella del one-side violence: la violenza è esercitata esclusivamente da un attore, statale o non, contro la popolazione civile.
In questo caso, l’aumento di violenza nel 2025 è stata esponenziale: le morti legate a questo tipo di conflitto nel 2024 erano 14mila. Sono state invece 76mila nel 2025. La ragione è soprattutto la violenza in Sudan e in particolare il massacro a El Fasher, la capitale del Nord Darfur, che hanno causato più di 60mila vittime.
Altri conflitti di questo tipo sono le uccisioni di massa in Somalia, la violenza delle gang ad Haiti, la repressione post-elezioni in Tanzania. I dati del report portano con sé una consapevolezza: «L’aumento di violenza fa ormai parte di una tendenza di lungo periodo – si legge nelle conclusioni del documento – e non rappresenta semplicemente un picco temporaneo». L’asticella delle brutalità agite e a volte normalizzate si alza. Sempre di più.

Programma di Padre Livio – Mercoledì 10 Giugno 2026
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre can 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)
h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE
I cinque minuti dello Spirito Santo
h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE
In Cielo c’è una gioia senza fine
Coloro che muoiono nella grazie e nell’amicizia di Dio e sono perfettamente purificati, vivono per sempre con Cristo.
Sono per sempre simili a Dio, perché lo vedono “così come egli è” (1 Gv3,2), “faccia a faccia” (1 Cor. 13,12)
La gioia consiste in una comunione di vita e di amore con la SS. Trinità, con la Vergine Maria, gli angeli e tutti i santi.
Con la sua morte e resurrezione Cristo ci ha aperto il Cielo. “Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano” (1 Cor. 2,9).
Tutta la nostra vita deve essere un pellegrinaggio verso il Cielo.
h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO (3)
Tratta dal Libro: Siate le mie mani di luce
h. 9.15: ATTUALITA’
+Perché la minaccia atomica è reale:
Ucraina – Medio Oriente – Giappone – Europa
+ La guerra fa il record: 65 conflitti nel mondo
h. 9.35 – 9.45: VIATICO QUOTIDIANO
Pensiero sulla grandezza dell’umiltà
h. 9.40 – 10.00: I SEGRETI DI MEDJUGORJE
59. Il tempo dei Segreti è una scelta fra Dio e Satana
La profezia dei tre giorni prima confermerà i mariani nella fede
Per loro sarà la prova della presenza salvifica della Madonna
Sarà loro compito tendere la mano agli incerti e ai lontani dalle fede
Nel medesimo tempo la profezia dei tre giorni prima è un invito per i non credenti
Hanno a disposizione una insperata ancora di salvezza
L’indurimento del cuore porta inevitabilmente alla rovina
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
h. 10.05: CATEHESI DI PADRE LIVIO
Scrivo a voi giovani perché siete forti
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