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Gran parte della società di oggi è impostata sulla cura del corpo, che è diventato un padrone prepotente di noi stessi e al quale dedichiamo fin troppa cura. Nella sua fragilità e nella sua transitorietà vediamo che il corpo va verso la morte in un modo irresistibile; dal momento in cui una persona nasce, il corpo inizia a invecchiare. Il corpo è materia e di conseguenza non è immortale, si corrompe, diventa polvere. Per quanto ci diamo da fare, il destino del nostro corpo è un mucchietto di fosfati. Non dobbiamo, però, disprezzare il nostro corpo perché in realtà è destinato a risorgere, questa è una realtà basilare del Cristianesimo. Per tutti quelli che hanno fede in Gesù Cristo i corpi, alla fine, si uniranno alle anime gloriose e risorgeranno gloriosi come sono oggi i corpi di Cristo e di Maria.
Il destino ultimo del nostro corpo è sicuramente glorioso per tutti quelli che si salvano ed è per questo che il Cristianesimo non disprezza il corpo, a differenza delle religioni orientali che lo ritengono una prigione da cui liberarsi. Per il Cristianesimo il corpo è uno strumento attraverso il quale l’anima realizza i grandi ideali che vanno al di là della materia. Bisogna trovare un giusto equilibrio. Oggi succede che i mercati sono pieni di gente e le chiese sono vuote.
La società del nostro tempo è diventata prigioniera del corpo, le nostre vite sono spesso a servizio dei vizi del nostro corpo. Siamo diventati schiavi del nostro corpo ed è una brutta schiavitù perché è un padrone esigente e prepotente, ma allo stesso tempo fragile. In tutte le religioni e civiltà del mondo la cura dell’anima ha sempre avuto una grande importanza. Le virtù spirituali e teologali rendono bella l’anima, la elevano, la fortificano. La salute dell’anima ha un grande influsso sulla salute del corpo, non c’è dubbio a riguardo.
Oggi, oltre alle malattie fisiche, sono molto diffuse quelle psichiche. Chi ha un’anima serena, forte, radicata nella preghiera, un’anima che gusta il rapporto con Dio e di conseguenza ha consapevolezza della sua grandezza di creatura, senza dubbio ha delle ricadute sulla sua psiche. Una persona che vive in comunione con Dio, in grazia di Dio, che vive la sua fede e la coltiva con la preghiera, è certamente serena e forte, è meno in balìa delle passioni. Per curare la propria anima è necessaria innanzitutto la preghiera, in essa l’anima si apre a Dio, riceve la pace, l’amore, la sapienza, la luce e la gioia di Dio. La preghiera, la lettura di testi sacri o comunque edificanti spiritualmente fortificano l’anima e questo si riflette sul corpo. Gesù nel Getsemani suda sangue, è un momento di angoscia enorme, ma nella sua umanità si abbandona completamente alla preghiera, alla volontà del Padre; tuttavia, in quel momento Gesù è in una profonda angoscia tanto da sudare sangue e da cercare il conforto degli Apostoli, tanto che il Padre gli manda un angelo per consolarlo. Gesù, in quel momento, è profondamente oppresso dal male del mondo che in quel momento gli si presenta davanti agli occhi e questo dramma spirituale si riversa sul suo corpo facendogli sudare sangue. Questo momento di sofferenza di Gesù che suda sangue fa capire la misura dell’intima unione dell’anima con il corpo. Il Vangelo dice che al termine della preghiera Gesù si alza e va deciso verso gli Apostoli, li fa alzare e poi affronta i soldati che si avvicinano per catturarlo; in quel momento la sua santa umanità è rivestita dalla forza di Dio. In Gesù avviene un forte cambiamento di atteggiamento interiore ed esteriore, anche il suo modo di parlare cambia quando risponde “Io sono” ai soldati che lo stavano cercando. Usa il nome di Jahvè per identificarsi senza timore, resta lì, li affronta e non scappa.
La preghiera e tutte le fonti di grazia che abbiamo a disposizione, come i Sacramenti e letture sacre, rafforzano la nostra anima e diventiamo persone serene, pacifiche, forti, affidabili per gli altri. Quanto c’è bisogno oggi di persone così, che abbiano l’anima in ottima salute, piena di Dio. È importante la cura del corpo, ma la miglior cura del corpo è l’anima. La saggezza antica e popolare diceva mens sana in corpore sano, effettivamente se la mente, cioè l’anima, è sana, lo è anche il corpo. Non è sempre così, ma non c’è dubbio che l’ideale sia avere un’anima sana e un corpo sano.
Purtroppo, oggi l’anima è trascurata, in questo modo però stiamo trascurando la parte migliore di noi stessi.

Giovanni Surratto – 17 Giugno 2026
L’11 giugno 2026 i vescovi cattolici degli Stati Uniti hanno compiuto un gesto destinato a lasciare un segno nella storia religiosa del Paese: riuniti a Orlando, in Florida, in occasione del 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza, che ricorrerà il 4 luglio, essi hanno consacrato gli Stati Uniti d’America al Sacratissimo Cuore di Gesù. Durante una solenne celebrazione liturgica, i presuli hanno affidato la nazione all’amore misericordioso di Cristo, chiedendo per il popolo americano il dono della giustizia e della pace. Per la prima volta da presidente della Conferenza, l’arcivescovo Paul S. Coakley ha rivolto il proprio indirizzo ai confratelli vescovi. È intervenuto anche l’arcivescovo Gabriele Caccia, nunzio apostolico negli Stati Uniti, nominato da Leone XIV all’inizio dell’anno
L’iniziativa, promossa dalla Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, rappresenta la prima consacrazione nazionale ufficiale del Paese al Sacro Cuore, ma si inserisce in una tradizione plurisecolare che ha visto numerose nazioni affidarsi al Cuore di Gesù nei momenti decisivi della loro storia.
Per comprendere il significato di questo gesto occorre ricordare che la devozione al Sacro Cuore affonda le sue radici nelle rivelazioni ricevute da santa Margherita Maria Alacoque nel convento di Paray-le-Monial tra il 1673 e il 1675. Attraverso la suora visitandina, Cristo manifestò il desiderio che il suo Cuore fosse venerato come simbolo dell’amore infinito di Dio per gli uomini e chiese in particolare che i governanti e le nazioni riconoscessero la sua sovranità. Da allora la devozione si diffuse rapidamente in tutta la Chiesa, sostenuta da numerosi pontefici.
La prima nazione a consacrarsi ufficialmente al Sacro Cuore fu l’Ecuador nel 1874. Il presidente Gabriel García Moreno, uno dei più eminenti statisti cattolici dell’Ottocento, volle che il suo Paese si ponesse sotto la protezione del Cuore di Gesù. L’atto ebbe una profonda risonanza internazionale e divenne un modello per altre nazioni cattoliche. Non è un caso che proprio l’Ecuador sia stato successivamente consacrato anche al Cuore Immacolato di Maria e che la sua costituzione abbia riconosciuto esplicitamente il ruolo della religione cattolica nella vita pubblica.
Negli anni successivi seguirono altri Stati dell’America Latina. La Colombia si consacrò al Sacro Cuore nel 1902, al termine della devastante Guerra dei Mille Giorni, e il culto del Sacro Cuore divenne per decenni uno degli elementi caratterizzanti dell’identità nazionale colombiana. Analoghi atti di consacrazione furono compiuti in Costa Rica, El Salvador e in altri Paesi del continente.
Anche l’Europa conobbe importanti consacrazioni nazionali. In Spagna la devozione al Sacro Cuore raggiunse un momento culminante nel 1919, quando il re Alfonso XIII consacrò ufficialmente la nazione al Cuore di Gesù presso il monumento del Cerro de los Ángeles, vicino a Madrid. Quell’atto assunse un forte valore simbolico e fu considerato da molti cattolici come il riconoscimento pubblico della regalità sociale di Cristo. Durante la guerra civile spagnola il monumento venne profanato e distrutto, ma fu successivamente ricostruito, divenendo un simbolo della resistenza religiosa del popolo spagnolo all’anarco-comunismo.
Particolarmente significativa fu anche la consacrazione del Portogallo. Nel 1931 l’episcopato portoghese affidò la nazione al Sacro Cuore di Gesù in un periodo di forti tensioni politiche e sociali. I vescovi portoghesi attribuirono a tale consacrazione la protezione del Paese durante la tragedia della guerra civile spagnola e della Seconda guerra mondiale, che non coinvolsero direttamente il territorio nazionale.
Un posto speciale nella storia delle consacrazioni spetta poi alla Polonia. Dopo aver riconquistato l’indipendenza nel 1918, il Paese rinnovò più volte il proprio affidamento al Sacro Cuore, vedendo in esso una sorgente di forza spirituale contro le minacce provenienti sia dal nazismo sia dal comunismo.
Sul piano universale, il momento più importante fu però il 1899, quando papa Leone XIII consacrò l’intero genere umano al Sacro Cuore di Gesù. L’atto fu preparato dall’enciclica Annum Sacrum e venne definito dal Pontefice «il più grande atto del mio pontificato». Da allora la consacrazione personale, familiare e nazionale al Sacro Cuore è divenuta una delle espressioni più diffuse della spiritualità cattolica.
In questa prospettiva la consacrazione degli Stati Uniti assume un significato che va oltre i confini del Paese, perché testimonia che la devozione al Sacro Cuore continua a esercitare una forza di attrazione anche in una società pluralistica e secolarizzata.
L’importanza dell’evento è stata ulteriormente accresciuta da un fatto senza precedenti nella storia recente degli Stati Uniti. In un messaggio ufficiale diffuso dalla Casa Bianca, il presidente Donald Trump ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa dei vescovi cattolici, dichiarando di unirsi spiritualmente alla consacrazione insieme alla First Lady. Trump ha definito la cerimonia «un momento potente della nostra storia nazionale» e «un commovente promemoria del fatto che l’America è sempre stata guidata dalla mano amorevole di Dio». Richiamandosi alle radici cristiane della nazione, il presidente ha ricordato il ruolo svolto dai missionari, dai coloni e dai cattolici che contribuirono alla fondazione degli Stati Uniti, citando in particolare John Carroll, primo vescovo del Paese, e Charles Carroll, l’unico cattolico tra i firmatari della Dichiarazione d’Indipendenza. Egli ha inoltre evocato la collaborazione tra Giovanni Paolo II e Ronald Reagan nella lotta contro il comunismo ateo, presentando la consacrazione come un segno di continuità con la tradizione religiosa americana. Il messaggio si è concluso con l’auspicio che gli Stati Uniti possano continuare a essere, nei prossimi duecentocinquant’anni, «una terra di fede, un Paese di miracoli e una luce per tutte le nazioni».
Si tratta probabilmente della prima volta che un presidente in carica interviene ufficialmente per salutare e sostenere una consacrazione nazionale al Sacro Cuore promossa dall’episcopato cattolico. Non sono mancate tuttavia alcune riserve da parte di ambienti cattolici tradizionali. Essi hanno osservato che la formula adottata dall’episcopato americano differisce dalle grandi consacrazioni al Sacro Cuore dell’età moderna, a cominciare da quella del 1899 con cui Leone XIII consacrò l’intero genere umano. Mentre il testo leoniano utilizzava ripetutamente il verbo «consacrare», la preghiera del 2026 usa un linguaggio più sobrio, incentrato sulla richiesta di benedizione e protezione per la nazione. Ciò costituirebbe un indebolimento del significato tradizionale dell’atto, che tuttavia i vescovi americani hanno presentato ufficialmente proprio come “Consacrazione degli Stati Uniti d’America al Sacratissimo Cuore di Gesù” .

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA
Programma di Padre Livio – Mercoledì 17 Giugno 2026
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre can 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)
h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE
I cinque minuti dello Spirito Santo
h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE
La cura quotidiana della propria anima
Molti pensano che per vivere basti avere cura del corpo
L’identificazione di sé stessi con la materia è un errore fatale
L’uomo ha profondità che la materia non conosce
È il soffio Dio, la propria anima immortale.
Nutri la tua anima con la preghiera quotidiana
Rendila luminosa con la luce della Verità
Fortificala con la patica delle virtù.
h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO (8)
Tratta dal Libro: Siate le mie mani di pace
h. 9.15: ATTUALITA’
Morto il Card. Ruini
Al G7 torna al centro l’Ucraina
h. 9.35 – 9.45: VIATICO QUOTIDIANO
Pensiero sulla grandezza dell’umiltà
h. 9.40 – 10.00: I SEGRETI DI MEDJUGORJE
63. Il piano di salvezza di Maria si realizza inesorabilmente
Le apparizioni quotidiane della Regina della pace va verso il mezzo secolo
Il tempo dei Segreti sono la fase finale del suo piano
Finora nulla e nessuno ha potuto fermare il piano di Maria
Con l’inizio dei Segreti le potenze del male incominceranno a crollare
Il trionfo del suo Cuore Immacolato è una certezza
Tuttavia il numero di quelli che si salvano non dipende dalla Madonna
Dipende in primo luogo dalla nostra risposta alla chiamata
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
h. 10.05: CATEHESI DI PADRE LIVIO
Siate le mie mani di pace
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