"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Giugno 2026 Pagina 15 di 38

🟢IN RADIOVISIONE: IL FALSARIO: LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO SATANA – PUNTATA 93


NOVENA 45.mo ANNIVERSARIO

4 Giorno – Giovedì 18 Giugno 2025

h. 20.10 – 20.30: Diretta dalla Croce blu

su Radio Maria – Facebook – blogdipadrelivio.it (in differita)


+ Gli insegnamenti della Regina della pace: La Madonna ha detto che il messaggio più importante dato a Medjugorje è la conversione. Perché tutti dobbiamo convertirci? Che cosa fare per convertirci?

Messaggio del 25 Giugno 2022 rivolto alla Parrocchia attraverso la veggente Marija di Medjugorje – 41° anniversario delle Apparizioni.

“Cari figli! Gioisco con voi e vi ringrazio per ogni sacrificio e preghiera che avete offerto per le mie intenzioni.

Figlioli, non dimenticate che siete importanti nel mio piano di salvezza dell’umanità.

Ritornate a Dio ed alla preghiera affinché lo Spirito Santo operi in voi ed attraverso di voi.

Figlioli, Io sono con voi anche in questi giorni quando satana lotta per la guerra e per l’odio.

La divisione è forte ed il male opera nell’uomo come mai finora.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

+ Credo

+ Sette Pater Ave e Gloria

+ Magnificat

+ Benedizione finale

🟢P. LIVIO🟢 PERCHE’ CREDO A MEDJUGORJE – Catechesi di P. Livio – Puntata 9 ~ IN RADIOVISIONE SU DIGITALE TERRESTRE al CANALE 789

Falsi mistici e falsi veggenti

            Gesù e gli apostoli ci mettono in guardia dai lupi travestiti da pecore. Si tratta di un avvertimento che riguarda non solo le singole persone, ma anche gruppi e ideologie apparentemente religiosi, dietro ai quali agisce il potere delle tenebre (*). Ieri, come oggi, ci sono coloro che contrastano il vangelo e lo combattono consapevolmente. Anche satana ha i suoi militanti, alcuni dei quali vestono le divise dell’esercito di Cristo. Dio nella sua sapienza ha permesso che l’esempio di Giuda rimanesse come monito per tutti i secoli, fino alla fine del mondo. Per quanto sia motivo di dolore e di scandalo, il cristiano non deve meravigliarsi di trovarsi, anche dentro l’ovile della Santa Chiesa, davanti a lupi rapaci nascosti sotto le sembianze di miti agnelli. Le parole del Maestro contro “gli ipocriti”, la “razza di vipere” e i “sepolcri imbiancati”, nonché il riferimento ai “mercenari”,  “ai ladri e “ai briganti” hanno il valore di un ammonimento perenne.

            Tuttavia il quadro dei falsi profeti non sarebbe completo se non facessimo riferimento anche al fenomeno spesso ricorrente dei falsi mistici e dei falsi veggenti. Ci sono momenti storici in cui la ricerca del soprannaturale esce dai binari sicuri della fede e diviene un pericoloso tentativo di stabile un filo diretto con l’aldilà. Non di rado persino i credenti escono dall’alveo dell’ordinaria spiritualità per entrare nei campi pericolosi e illeciti della divinazione, della magia, dello spiritismo e della stregoneria. Un ambito particolarmente importante su cui esercitare il discernimento spirituale è quello che riguarda esperienze mistiche e di veggenza, che oggi prolificano in modo impressionante e rispetto alle quali la Chiesa assume saggiamente un atteggiamento di riserbo, lasciando il più delle volte che sia il tempo, “grande galantuomo”, a pronunciare il suo verdetto di verità.

            A questo riguardo è necessario affermare che nella storia della spiritualità cristiana sono sempre esistiti dei falsi spirituali accanto a quelli autentici e dei falsi veggenti accanto a quelli che poi la Chiesa ha ufficialmente riconosciuto. Va anche detto che la Chiesa non interviene necessariamente su ogni fenomeno, ma soltanto su quelli che hanno un influsso ecclesiale rilevante. Per la maggior parte di essi lascia che siano i fedeli ad esercitare la loro capacità di prudente giudizio. E’ quindi necessario indicare alcuni criteri di valutazione per orientarsi in un passaggio storico dove sembra che l’esperienza normale della fede vada

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(*) Per il discernimento dei segni dei tempi vedi il mio libro “La Donna e il drago” – Edizioni Sugarco – 2002

stretta a molti e dove messaggi di incerta provenienza sono ricercati più delle Sacre Scritture.

            È proprio la via comune della fede che va innanzi tutto sottolineata nella sua bellezza e grandezza. Non bisogna dimenticare che questo itinerario oscuro e coraggioso è una vera e propria beatitudine, secondo l’affermazione di Gesù Risorto all’apostolo Tommaso: “Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno” (Giovanni, 20,29). Abbiamo esempi straordinari di percorsi di santità fatti esclusivamente nell’oscurità della fede, come quello di S. Teresa di Gesù Bambino, non a caso dottore della Chiesa, la quale è pervenuta alle più alte vette della perfezione attraverso la strada maestra della fiducia e dell’amore. Anche delle anime beneficate dal dono straordinario di vedere e parlare con la Madonna, come Bernadette Soubirous, hanno poi fatto un cammino ordinario di purificazione e di santificazione, che le hanno portate a essere lampade luminose nella Chiesa.

            Tuttavia bisogna sottolineare che la vita cristiana ordinaria, se è vissuta con impegno e fervore, comporta una forte esperienza di Dio. A questo riguardo si può e si deve affermare che la mistica, intesa come intima unione con Dio, è un traguardo a cui tutte le anime devono tendere. Essa infatti non è un dono straordinario, ma quella tappa che corona ogni cammino di perfezione. Non c’è cristiano che non sia guidato dalla luce e dalla grazia dello Spirito Santo, le cui illuminazioni e ispirazioni sono generosamente distribuite a ogni anima. Quando una persona sperimenta Dio nella sua vita, e si sforza di camminare nella sua luce e nel suo amore, vive già in un certo senso il paradiso sulla terra e, pur nella fragilità della carne, entra in comunione con l’oceano sconfinato del mondo soprannaturale. Tutto questo è patrimonio della vita cristiana ordinaria, quando la preghiera nasce dal cuore ed eleva l’anima fino a Dio.

            Allo stesso modo appartiene all’esperienza comune di ogni cristiano ricevere da Dio delle grazie particolari, mirabili e inaspettate, perché la grazia sempre sorprende, ma che tuttavia non devono meravigliare, perché ciò appartiene al governo divino delle anime. Perché mai dovremmo ritenerci fortunati, come quelle persone che vincono alle lotterie, quando riceviamo grazie speciali? Dio concede a tutti coloro che credono in lui le più grandi grazie, sia spirituali che temporali, se solo trovasse un po’ di fede. e dei cuori che le accolgono nell’umiltà, senza montare in superbia. Non di rado il Signore concede alle anime anche segni particolari del soprannaturale, per rafforzarle nella fede, per aiutarle in un momento di prova, per difenderle dal maligno. Anche questo fa parte della provvidenza ordinaria del Creatore verso ogni anima. Noi dobbiamo solo saper credere, mettere a frutto e imparare a ringraziare. Invece succede che queste grazie vengano ritenute come segni straordinari di distinzione o di predilezione e si cede al desiderio, non sempre purificato dalla vanagloria, di metterle in pubblico, col pericolo di gettare le perle ai porci (Matteo, 7,6).

            Ogni vita cristiana ordinaria comporta per sua natura un’esperienza mirabile di Dio e dei suoi molteplici doni. Se solo pensassimo che ogni cristiano in grazia di Dio è abitato dalla Santissima Trinità e se vivessimo questo mirabile mistero, si dissolverebbe come nebbia al sole ogni ricerca di sensazionalismo. Se ricevessimo con fede una sola santa comunione, non ci riterremmo sfortunati per non aver mai potuto essere presenti, sia pure come spettatori, a una apparizione della Madonna. Allo stesso modo ci renderemmo conto che anche le parole che ci provengono dal Cielo attraverso le rivelazioni private non fanno che riprendere quelle Sacre Scritture che noi spesso trascuriamo colpevolmente.

            Tuttavia, accanto all’esperienza mistica ordinaria, ci sono anche esperienze mistiche straordinarie, di cui le apparizioni e le comunicazioni di messaggi celesti sono le espressioni più significative. Si tratta di doni soprannaturali, dove l’iniziativa è di Dio, mentre coloro che ne sono i destinatari entrano, quasi sempre loro malgrado, in un cammino pieno di difficoltà e contrassegnato dalla croce. È proprio in questo tipo di esperienze che non di rado il maligno si inserisce mascherandosi come “angelo di luce” (2 Corinzi, 11,14), ingannando le anime interessate e tutti coloro che le seguono senza un adeguato discernimento. Il fenomeno dei falsi spirituali e dei falsi veggenti si è manifestato nella Chiesa fin dai primi tempi, ma subito lo si è distinto dalle esperienze spirituali autentiche, come si separa il buon grano dalla zizzania.

            È lecito vedere sempre la presenza del maligno quando ci si trova di fronte alla realtà di falsi mistici e di falsi veggenti? A questo riguardo oggi si tende a spiegare molto se non tutto con la psicologia, parlando di allucinazioni, di conversioni isteriche, di proiezioni del subconscio e quindi riportando sul piano della psiche più o meno turbata fenomeni che si pretendono soprannaturali.  I veggenti di Medjugorje sono stati visitati da équipes mediche di diverse parti del mondo. Ma accertata la normalità, il che è un dato prezioso, la scienza non può andare molto oltre. Indubbiamente certi fenomeni, come ad esempio la scrittura automatica, si possono tentare di spiegare con la psicologia del profondo, ma non vi è dubbio che l’opera del discernimento spirituale va ben oltre e laddove sembra esserci il dito di Dio è in grado di scoprire l’azione dell’astuto falsario.

            Non vi è dubbio infatti che la tradizione dei grandi maestri di spirito e la stessa vita dei santi ci conferma quanto asserito da S. Paolo e cioè che satana cerca di sedurre le anime anche mascherandosi da angelo di luce. L’eterna scimmia di Dio entra in concorrenza con lui anche nei modi straordinari con cui si comunica alle anime. Anche satana può “apparire”, non solo nella sua oscura malvagità e oscena bruttura, ma anche con le sembianze di Gesù, della Madonna, degli angeli, dei santi e delle anime dei trapassati. Egli lo fa non di rado, come ci testimonia l’esperienza di tanti santi, e la sua abilità è tale da trarre in inganno molte anime prive di discernimento, affette da gola spirituale e senza un direttore spirituale illuminato.

            Non si può neppure escludere che l’azione del maligno cerchi di inserirsi in comunicazioni soprannaturali autentiche. A questo riguardo sono innumerevoli le testimonianze desunte dalla vita di numerose anime elette, a dimostrazione che il demonio non tralascia nessuna occasione per ingannare e per sedurre soprattutto quelle persone che sono alla ricerca dello straordinario e non praticano quella sana rinuncia nei confronti di tutto ciò che solletica il palato spirituale. Proprio alcuni santi, che sono stati beneficati con doni straordinari, ci insegnano che è preferibile rinunciarvi piuttosto che cadere in un inganno demoniaco.

            Ci possono essere dunque dei fenomeni apparentemente soprannaturali, come le visioni e le comunicazioni spirituali, dove è possibile scoprire l’azione astuta e perversa del falsario. D’altra parte sappiamo come la Sacra Scrittura attribuisca ai falsi profeti la possibilità di compiere “segni e portenti” tali, se fosse possibile, da ingannare anche gli eletti (Marco 13,21). Chi ne è l’operatore se non il potere delle tenebre, sempre pronto a contrastare e a falsificare l’azione di Dio? Dobbiamo dunque concludere che ci sono mistici e veggenti ingannati da satana, che si presenta loro mascherato da angelo di luce. Compito dei fratelli nella fede, in particolare dei sacerdoti, è di fare un primo illuminato discernimento e aiutare queste persone a rendersi conto della trappola in cui sono cadute e a rinunciare ai presunti doni ricevuti.

            Tuttavia non si può escludere che fra queste anime e satana si stabilisca pericolosamente nel tempo una crescente complicità e connivenza, fino a divenire una vera e propria collaborazione, perversa e consapevole, nella diffusione del male mediante l’inganno. Tremenda è la situazione di questi soggetti ingannati e ingannatori, che divengono schiavi del maligno e strumenti mortali di seduzione per le anime svagate e superficiali, le quali corrono qua e là per il prurito di udire qualcosa che solletichi le orecchie e soddisfi la loro curiosità (2 Timoteo, 4,3). Questi servi di satana si trovano in una situazione di vera e propria possessione diabolica e quindi di gravissimo pericolo per la loro salvezza eterna. Tuttavia anche a loro è aperta la via del riscatto mediante un atto eroico di rinuncia al maligno e ai suoi doni mortiferi e l’abbandono fiducioso alla divina misericordia.

(Il discernimento Spirituale – cap. 27 -Padre Livio – Edizioni Sugarco)

64. L’approvazione ecclesiastica sui Messaggi di Medjugorje

Nel corso di tutti questi anni di apparizioni i veggenti hanno ricevuto moltissimi Messaggi che hanno sempre consegnato alla Parrocchia, che li ha conservati e pubblicati sul suo sito internet. Così è stato fino a quando non è stata disposizione dalla Santa Sede che al testo dei Messaggi venga apposta la dicitura “Con approvazione ecclesiastica”. Anche prima però, di fatto, c’era la mediazione parrocchiale, i veggenti non diffondevano i Messaggi a proprio piacimento. Il 15 marzo 1985 sono andato a Medjugorje per la prima volta, il giorno successivo ho parlato con il vescovo di Mostar che conosceva benissimo i Messaggi, nonostante non credesse all’origine soprannaturale. Sui Messaggi c’è sempre stata una supervisione ecclesiastica, ma con il Nulla Osta c’è stata una decisione molto importante e cioè che i Messaggi venissero inviati prima alla Parrocchia, successivamente in Vaticano così che la Congregazione per la Dottrina della Fede possa verificarne il contenuto e autorizzarne la diffusione. Il tutto accade, ovviamente, nel giro di poco tempo visti i mezzi a disposizione oggi. La verifica a volte si sofferma sulla trascrizione e traduzione di un termine, che non sempre è esatta e bisogna correggerla.

Nella prolusione al Nulla Osta il Cardinal Fernandez ha detto che i Messaggi di Medjugorje sono conformi alla fede, uno solo era dubbio. Ogni parola della Regina della pace viene letta con attenzione dalla Chiesa proprio perché i Messaggi di Medjugorje sono una cosa seria. Quando la Chiesa ha dato la disposizione che tutte le parole della Madonna passino prima dalla Parrocchia e poi dalla Congregazione per la Dottrina della Fede per essere convalidati e poi pubblicati a mio parere ha fatto una cosa molto saggia perché difende il diritto dei fedeli ad avere informazioni esatte, che non creino problemi anche dal punto di vista della formulazione della fede.

C’è la possibilità che un veggente non capisca bene quello che dice la Madonna o non ricordi completamente il Messaggio. I veggenti mi hanno raccontato che dopo l’apparizione scrivono subito il Messaggio perché se lo ricordano bene ma c’è sempre un piccolo margine di errore nel riportare quello che la Madonna ha detto loro. La Chiesa ha preso un’ottima decisione nel far sì che i Messaggi e le parole della Madonna, prima di essere divulgate dai mass-media, vengano vagliate autorevolmente. La Chiesa ha vagliato i Vangeli nella loro formazione, ha vagliato la Bibbia, ha pesato tutte le parole che ci sono nei Vangeli e le ha dichiarate Parola di Dio.

È chiaro che tutelare la Parola di Dio è una protezione, è un servizio che Dio ha affidato alla Chiesa; la stessa cosa accade anche per i libri che sono vagliati perché se c’è qualcosa che non va c’è un richiamo da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede. I Messaggi del 25 del mese, dopo l’apparizione vengono scritti in croato, poi ci sono i vari traduttori; le traduzioni, come sappiamo, non sono infallibili, a volte è capitato che le traduzioni dal croato all’italiano venissero fatte da persone non italiane. Personalmente, conoscendo bene il croato, è capitato che cambiassi la traduzione di qualche termine. La Chiesa valuta anche, ovviamente, la trascrizione in croato perché anche lo strumento (che è il veggente) può commettere degli errori umanamente giustificabili per distrazione, stanchezza o altro. La vicinanza della Chiesa è fuori discussione.

Ultimamente si è visto il diffondersi di Messaggi senza la dicitura “Con approvazione ecclesiastica”. Sono Messaggi che il veggente ha ricevuto e che sono stati diffusi attraverso i mass-media, i quali oggi hanno una potenza di diffusione enorme. Questi Messaggi, allora, arrivano in tutto il mondo senza approvazione ecclesiastica. Si tratta di una cosa, a mio parere, molto pericolosa perché i veggenti non sono infallibili, possono sbagliare anche loro. Le stesse traduzioni sono talvolta frettolose. È dovere dei veggenti far passare al vaglio dell’Autorità Ecclesiastica le parole della Madonna prima della divulgazione da parte dei mass-media. Questa è la disposizione della Chiesa ed è più che giusta proprio perché c’è possibilità di commettere degli errori nel trascrivere i Messaggi, tradurli e pubblicarli. La supervisione della Chiesa è necessaria proprio per evitare errori umani. Come Direttore di Radio Maria ribadisco con convinzione che pubblichiamo i Messaggi che vengono pubblicati dalla Parrocchia con approvazione ecclesiastica che significa che c’è una supervisione ulteriore che viene direttamente dal Papa. Cosa volere di più? È una grazia, è una certezza.

Se una cosa non è discussa con la Chiesa e non è vagliata dalle disposizioni della Chiesa, Radio Maria non la diffonde. Da nessuna parte, ad esempio, la Parrocchia ha scritto che alle 23 c’è l’apparizione sul Podbrdo nei giorni della Novena di giugno, prima dell’anniversario delle apparizioni. Probabilmente si tratta di un’apparizione privata e, pertanto, Radio Maria non la diffonde. Sul sito della Parrocchia c’è scritto unicamente che la Parrocchia si raccoglie per la Novena alle 16, non ci sono altre informazioni.

Questo è il modo più sicuro di procedere, altrimenti diamo spazio alle iniziative del diavolo. Camminare con l’Autorità Ecclesiastica ci tiene sempre al sicuro. Sono profondamente convinto, forte della mia lunga esperienza, del fatto che a stare con la Chiesa non si sbaglia mai. Allontanarsi dalla Chiesa con presunzione è molto pericoloso. Camminiamo lungo la strada che la Chiesa ci ha indicato. Radio Maria non diffonde e non comunica i Messaggi e le iniziative che non vengono prima approvate dalla Chiesa proprio perché siamo una radio seria, ecclesiale, siamo la radio di Maria.

I Segreti di Medjugorje – di P. Livio – Puntata 64 – L’approvazione ecclesiastica sui Messaggi di Medjugorje

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🟢P. LIVIO🟢 SIATE LE MIE MANI DI PACE – Catechesi di P. Livio – Puntata 4 ~ IN RADIOVISIONE SU DIGITALE TERRESTRE al CANALE 789

Le malattie e la morte dell’anima

L’anima è una componente fondamentale dell’essere umano, è grazie a essa se l’uomo è diverso dall’animale e quindi ha un’intelligenza spirituale che trascende la materia e arriva fino a Dio, fino a dimostrarne l’esistenza; ha una libertà e una volontà che gli animali non hanno perché sono legati all’istinto e alle leggi della materia. L’uomo, invece, è libero e può andare anche controcorrente. Ovviamente, poi, l’uomo ha quella capacità di amare che è la capacità di amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo più di se stessi. È qualcosa di trascendente i limiti dell’uomo che sono quelli della finitezza.

Oggi la percezione dell’anima si è persa e abbiamo ridotto noi stessi al nostro corpo. Come abbiamo per il nostro corpo molta cura, allo stesso modo dovremmo dedicarci all’anima e alle sue facoltà che sono da sviluppare e da elevare. Come il corpo ha le sue malattie e le sue debolezze, anche l’anima ha le sue debolezze e le sue malattie che non sono quelle psichiche che sono a mezza strada tra il corpo e l’anima, sono più profonde e tali da colpire a fondo, da dare la morte interiore. Questo è il peccato. L’espressione “peccato” riassume tutte quelle debolezze, quelle infermità e quelle malattie che possono colpire l’anima e condurla fino alla morte. Madre Teresa usava una similitudine molto calzante per descrivere questo modo di vivere, diceva che a Calcutta c’erano i morti accasciati sui marciapiedi e in Occidenti vedeva i morti camminare, cioè quelli che non credono né in Dio né nell’anima. La morte dell’anima è una catastrofe molto più grave della morte corporale, dalla quale nessun vivente può scampare.

Dobbiamo iniziare a domandarci in che stato è la nostra anima. Così come ci sottoponiamo a check-up medici per il nostro corpo, ogni giorno dovremmo fare l’esame di coscienza per capire in che stato è la nostra anima ed eventualmente pregare e accostarci ai Sacramenti per stare meglio. Anche l’anima ha le sue malattie, quelle più leggere sono le imperfezioni, i peccati veniali, quelle più gravi sono i peccati mortali che vengono chiamati così perchè danno la morte all’anima. L’anima in stato di peccato mortale è morta perché si è staccata da Dio, è l’immagine del tralcio staccato dalla vite di cui parla Gesù stesso nei Vangeli. Come i tralci uniti alla vite danno molto frutto, quelli recisi non fruttificano ma seccano e, come ha detto duramente Gesù, servono solo a essere buttati nel fuoco.

Nella luce di Dio, con la grazia della fede, impariamo innanzitutto ad avere cura della nostra anima e domandarci frequentemente in che stato si trova. Se la nostra anima si trova in stato di peccato mortale ricordiamoci che ci sono dei rimedi per guarire, possiamo accostarci al Sacramento della Confessione; con il pentimento dei peccati, la Confessione e il proposito di non peccare più, dopo l’assoluzione l’anima risorge, riprende vita. Dal punto di vista soprannaturale l’anima della persona che si confessa, dopo l’assoluzione, riprende le sue facoltà spirituali, si nutre di Dio, della sua Parola, del suo amore, della sua pace. L’anima ha un suo nutrimento che è la grazia di Dio, l’amore di Dio, è lo Spirito Santo. Dio ci dà come nutrimento se stesso; l’anima, nutrendosi di Dio, acquisisce ciò che Dio è e cioè la sua santità, la sua bellezza, la sua grazia. L’anima, in questo modo, diventa bella, splendente.

La cura dell’anima ha sicuramente un riflesso molto importante sul corpo, sull’aspetto delle persone. La salute dell’anima si riflette spesso sul corpo; lo stato di peccato mortale spesso è il risultato di aver trascurato peccati veniali e non aver vigilato su noi stessi. A satana basta una fessura per insinuarsi; pian piano l’anima si ammala e, nella misura in cui il peccato si consolida in noi, diventa un cadavere. Perché si rianimi, perché ricominci a vivere, è necessaria la grazia che Dio concede grazie alla preghiera dei buoni, grazie all’intercessione di Cristo, di Maria e dei Santi. Per i meriti di Gesù Cristo, della sua passione, morte e resurrezione, viene data la grazia del risveglio della coscienza e del pentimento anche a chi è nel peccato, a chi è schiavo della dittatura del demonio. Se la volontà che si risveglia con la grazia dello Spirito Santo coopera, arriva pian piano alle decisioni importanti della vita che sono quelle di convertirsi, confessarsi e fare il cammino cristiano con i Sacramenti, specialmente l’Eucarestia.

Quando l’anima è in stato di paralisi totale dobbiamo rispondere alla grazia che bussa alla porta del nostro cuore, dobbiamo rispondere a Dio che ci chiama alla conversione. Chi persiste nella situazione di paralisi spirituale perde la fede, il cuore si indurisce, va verso l’impenitenza e poi salvarsi è veramente difficile. Vegliamo su noi stessi. Come ci prendiamo cura del nostro corpo e non aspettiamo che sia allo stremo per andare dal medico, così anche per l’anima non aspettiamo di essere caduti in peccato mortale per prendercene cura. Dobbiamo avere cura della nostra anima giorno per giorno, vigilare costantemente sullo stato della nostra anima stando attenti alle insidie del maligno e rispecchiarci giorno per giorno nella Parola di Dio, nei suoi Comandamenti, nelle sue leggi di santità. Nutriamo l’anima ogni giorno con la preghiera, con i Sacramenti, con ritiri spirituali, con pellegrinaggi. Una persona che vive nella pace e nella gioia di Dio ne trae beneficio a tutti i livelli, soprattutto quelli psichici. Ritrovando la pace e la gioia di Dio, curando l’anima, buona parte del nostro organismo ne trae benefici. Come abbiamo cura del corpo, così dobbiamo avere cura della nostra anima anche perché il corpo seguirà la sorte dell’anima all’inferno o in Paradiso, nella dannazione eterna o nella prospettiva della resurrezione gloriosa.
Dobbiamo lavorare nel tempo della vita per il nostro destino eterno.

🟢LIVE P. LIVIO🟢 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA ~ IN RADIOVISIONE SU DIGITALE TERRESTRE al CANALE 789 – 18/06/2026

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