"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Gennaio 2026

IL CORAGGIO DELLA FEDE SECONDO BENEDETTO XVI

Benedetto XVI – 31 dicembre 2025 – IL FOGLIO

Il 31 dicembre di tre anni fa moriva Benedetto XVI.

Pubblichiamo un estratto dell’omelia che il Papa emerito pronunciò il 17 agosto 2014 nella Cappella privata del Monastero Mater Ecclesiale. Il testo fa parte del volume “Dio è la vera realtà – Omelie inedite 2005-2017. Tempo ordinario”, edito dalla Lev-Libreria editrice vaticana (448 pp., 25 euro).


Noi oggi pensiamo forse troppo facilmente che le religioni alla fine siano tutte la stessa cosa. Non è vero: solo quando siamo in cammino verso il vero Dio e la sua bontà, siamo nel cammino della vera religione; dobbiamo sempre superare le caricature della religione, dove Dio è pretesto per la violenza e per l’amoralità. Preghiamo il Signore, perché ci aiuti a superare le idolatrie.

I missionari ci raccontano che c’è sempre il pericolo di ricadute nel paganesimo, nella magia, nella stregoneria, dove Dio appare lontano e si pensa che debba fare subito ciò che si desidera, come pretendono di fare i maghi, e così si instaurano la schiavitù della magia, il dominio della menzogna e anche del denaro. Dobbiamo pregare il Signore perché ci aiuti a essere veramente nella via verso Dio, e così a essere capaci di superare il paganesimo negativo, che è una caricatura della vera religione.

Le due letture precedenti (Is 56,1.6-7; Rm 11,13-15.29-32, ndr) mostrano anche un altro problema, che non appare immediatamente nel Vangelo. Cioè, san Paolo ci parla della disobbedienza degli ebrei nel momento dell’arrivo del Figlio di Dio. Non ascoltano, non accettano: è la tentazione di una religione storica, che si è costituita come forma di vita e non è più aperta alla novità di Dio. Questo è anche il pericolo del cristianesimo, che diventi un sistema di vita e non abbia più la forza di alzarsi e di rinnovarsi nel cammino verso Dio.

C’è anche un altro pericolo che il Signore indica in un’altra parabola, dove parla del demonio che è stato escluso, ma dopo un certo tempo ritorna e vede che l’appartamento è pulito, bello, vuoto e così ritorna con altri demoni peggiori (cfr. Lc 11,24-26). Lo vediamo anche adesso nell’Europa post cristiana: i demoni sono stati esclusi, ma la casa è rimasta vuota. Se Dio non abita nella casa, la casa è vuota e così si offre ai demoni come appartamento, e ritornano sette demoni peggiori dei precedenti. 

Oggi vediamo le schiavitù della droga, del denaro, tutta questa situazione in cui si scatenano dei demoni. Se pensiamo ai grandi sistemi ideologici – marxismo, nazismo – che hanno distrutto l’umanità fino in fondo, vediamo come questa casa rimasta vuota, nella quale Dio non abita, invita il demonio a ritornare, e a tornare con forza maggiore e con una tirannia più grave, più crudele.

Perciò è vero che i demoni non sono vinti con la sola razionalità, come si pensa, non sono vinti solo nella profanità; solo Dio vince i demoni e solo la fede ci protegge contro i demoni.

Questo è l’ultimo messaggio di questa giornata: che sempre e solo la fede espelle i demoni, rende bella la vita, ci apre verso l’amore infinito. Preghiamo il Signore che ci dia una fede forte, coraggiosa, umile, perseverante.

Preghiamo perché nella casa della nostra Europa abiti di nuovo Dio e così la gioia del Vangelo sia realmente presente tra noi. Amen!

Papa Leone XIV: “Mettiamo tutto davanti al Signore, affidandoci alla sua Provvidenza”

In Piazza San Pietro l’ultima udienza generale del 2025

Di Marco Mancini

Città del Vaticano, mercoledì 31 dicembre 2025, 10:10 (ACI Stampa).

“L’anno che è passato è stato certamente segnato da eventi importanti: alcuni lieti, come il pellegrinaggio di tanti fedeli in occasione dell’Anno Santo; altri dolorosi, come la dipartita del compianto Papa Francesco e gli scenari di guerra che continuano a sconvolgere il pianeta. Alla sua conclusione, la Chiesa ci invita a mettere tutto davanti al Signore, affidandoci alla sua Provvidenza e chiedendogli che si rinnovino, in noi e attorno a noi, nei giorni a venire, i prodigi della sua grazia e della sua misericordia”. Lo ha detto stamane Papa Leone XIV nel corso dell’udienza generale in Piazza San Pietro, l’ultima del 2025.

Il Papa ha poi ricordato che questa sera verrà intonato il Te Deum “con cui ringrazieremo il Signore per i benefici ricevuti”.

“Oggi – ha osservato Leone XIV – siamo chiamati a meditare su ciò che il Signore ha fatto per noi nell’anno passato, come pure a fare un onesto esame di coscienza, a valutare la nostra risposta ai suoi doni e chiedere perdono per tutti i momenti in cui non abbiamo saputo far tesoro delle sue ispirazioni e investire al meglio i talenti che ci ha affidato”.

“Questo ci porta a riflettere – ha proseguito il Papa – su un altro grande segno che ci ha accompagnato nei mesi scorsi: quello del “cammino” e della “meta”. Tantissimi pellegrini sono venuti, quest’anno, da ogni parte del mondo, a pregare sulla Tomba di Pietro e a confermare la loro adesione a Cristo. Questo ci ricorda che tutta la nostra vita è un viaggio, la cui meta ultima trascende lo spazio e il tempo, per compiersi nell’incontro con Dio e nella piena ed eterna comunione con Lui”.

Papa Leone ha anche ricordato “il passaggio della Porta Santa, . Esso esprime il nostro “sì” a Dio, che col suo perdono ci invita a varcare la soglia di una vita nuova, animata dalla grazia, modellata sul Vangelo. È il nostro “sì” a una vita vissuta con impegno nel presente e orientata all’eternità”.

Infine una citazione di San Leone Magno che “vedeva nella festa della Nascita di Gesù l’annuncio di una gioia che è per tutti. Il suo invito oggi è rivolto a tutti noi, santi per il Battesimo, perché Dio si è fatto nostro compagno nel cammino verso la Vita vera; a noi peccatori, perché, perdonati, con la sua grazia possiamo rialzarci e rimetterci in marcia; infine a noi, poveri e fragili, perché il Signore, facendo propria la nostra debolezza, l’ha redenta e ce ne ha mostrato la bellezza e la forza nella sua umanità perfetta”.

💫LIVE P.LIVIO 🙏BENEDIZIONE 1 GENNAIO 2026⭐️MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

IL MISTERO DEL NATALE

Maria Santissima Madre di Dio

La Vergine Maria ha generato il Figlio di Dio che è la nostra pace. L’espressione “Madre di Dio” è molto coraggiosa, ma deve essere intesa rettamente. I Padri conciliari, a Nicea e a Efeso, prima di affermare che Maria è la Madre di Dio hanno precisato qual è il significato di questa espressione cioè che quel Bambino che Maria ha generato è il Figlio di Dio, è il Verbo eterno generato dal Padre, che si è incarnato nel grembo della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo e ha assunto una natura umana. L’anima di Gesù e il suo corpo, uniti alla sua divinità, costituiscono l’unione ipostatica: la natura umana si unisce alla seconda Persona della Santissima Trinità.

L’Io di Gesù è divino. Nel Vangelo di Giovanni, infatti, risuona quest’Io, che richiama quello di Jahvè la cui voce si è manifestata a Mosè nel roveto ardente. Gesù, per attribuirsi la sua divinità e per affermare che il suo è un Io divino, in diverse espressioni del Vangelo di Giovanni riprende proprio l’espressione Io sono: “Rispose loro Gesù: «In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono» (Gv 8, 58); o ancora: “Ve lo dico fin d’ora prima che accada, perché quando sarà avvenuto, crediate che Io Sono” (Gv 13,19).

Siccome non si può dividere in Gesù la Persona divina dalla natura umana, possiamo dire che aveva una conoscenza umana illuminata dalla scienza divina del Verbo; aveva una volontà umana intimamente congiunta a quella divina di Dio. La Teologia conciliare ha approfondito questi temi partendo proprio dai Vangeli per difendere la parte più preziosa del Cristianesimo, senza la quale sarebbe una religione come tutte le altre e cioè che Gesù è Dio. I primi Concili hanno operato per difendere la fede cattolica dalle eresie che confluivano tutte nella medesima affermazione, cioè che Gesù era un uomo e il suo Io era umano. Queste eresie colpivano al cuore la fede cristiana che, invece, riconosce in Gesù il Figlio di Dio e gli attribuisce un Io divino. La Chiesa ha custodito la fede cattolica nel corso dei secoli, ma ha avuto delle cristi tremende come quella ariana che negava la divinità di Gesù Cristo. La Chiesa ha stroncato tutte le eresie che, comunque, ritornano nel corso della Storia; quella ariana, ad esempio, ha colpito il Cristianesimo in Occidente anche negli ultimi decenni, infatti, le correnti moderniste all’interno della Chiesa stessa negavano la divinità del Verbo e riducevano Gesù Cristo a un semplice uomo.

Che Cristo abbia una natura umana è fuori discussione, ma il suo Io è divino! Ecco, allora, perché i Padri conciliari hanno ribadito quest’espressione meravigliosa attribuita alla Vergine Maria: Theotókos, Madre di Dio. La Madonna ha generato un Bambino che il Figlio di Dio, il Verbo che si è fatto Carne; Gesù Cristo è vero Dio e vero Uomo. Tutti i Vangeli sinottici affermano con molta chiarezza la divinità di Gesù Cristo.     
Un esempio bellissimo è nel brano in cui Pietro riconosce Gesù perché ha creduto in quello che è il cuore stesso del Cristianesimo e che tutti i pastori della Chiesa devono difendere, anche oggi:

Poi Gesù, giunto nei dintorni di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «Chi dice la gente che sia il Figlio dell’uomo?» Essi risposero: «Alcuni dicono Giovanni il battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti». Ed egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?»  Simon Pietro rispose: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Gesù, replicando, disse: «Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. E anch’io ti dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell’Ades non la potranno vincere. Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli». Allora ordinò ai suoi discepoli di non dire a nessuno che egli era il Cristo. (Mt 16,13-23)

La fede cattolica afferma la divinità di Gesù Cristo e questa Verità di fede deve essere anche oggi testimoniata, affermata e difesa dalle tante eresie che attaccano il Cristianesimo. I pastori e i Magi hanno adorato il Bambino Gesù riconoscendolo Figlio di Dio fattosi uomo, proprio perché Maria stessa lo adorava con Giuseppe; allo stesso modo noi cristiani adoriamo Gesù perché è il Verbo che si è fatto Carne, non è un semplice uomo, un profeta. La Madonna è stata definita Madre di Dio proprio perché è la prima che ha creduto che quel Bambino che aveva concepito era il Figlio di Dio. Nel momento dell’Annunciazione è racchiusa tutta la fede cattolica perché l’arcangelo Gabriele apre il mistero di Dio quando dice a Maria che avrebbe concepito un figlio per opera dello Spirito Santo e che quel bambino era proprio il Figlio di Dio.

I due misteri principali della fede cattolica sono tutti espressi nel momento dell’Annunciazione: la divinità del bambino che Maria avrebbe concepito verginalmente e la natura trinitaria di Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo. Il cuore della fede cattolica è nato nel momento dell’Annunciazione, nella rivelazione dell’angelo, nel cuore della Vergine Maria che è la prima cristiana. La Madonna ha creduto alle parole dell’angelo che le ha rivelato che il Figlio del Padre sarebbe diventato uomo nel suo grembo per opera dello Spirito Santo. Ecco perché Elisabetta, appena incontra la cugina Maria, la saluta con l’espressione: “Beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto”.

Chi non crede che Gesù è Dio non può ritenersi cristiano. Queste eresie sotterranee che negano la divinità di Gesù Cristo sono ancora latenti, lavorano ancora nelle menti della gente e la allontanano dalla Chiesa e dalle chiese. Queste eresie moderniste negano l’essenza della fede proprio perché riducono Gesù a semplice uomo. Nel nostro cuore dobbiamo coltivare un’intima unione con Gesù perché attraverso la sua natura umana entriamo in comunione con la sua divinità, attraverso la quale entriamo in comunione con il Padre. Gesù ci rivela i misteri di Dio Santissima Trinità con una sola natura divina. Dobbiamo conservare tutto questo nella fede e soprattutto nella preghiera, nell’adesione alla Parola di Dio e in modo particolare ai Vangeli che sono Parola del Verbo che si è fatto Carne.

Il nostro punto di riferimento sia la Vergine Maria la cui fede è la fede della Chiesa. La Chiesa nasce nel momento dell’Annunciazione, quando Maria dice il suo totale e incondizionato a Dio. Nel cuore di Maria è nata la fede della Chiesa. Paolo VI disse che non può essere cristiano chi non è mariano, non è cattolico chi non ha la fede di Maria. La Madonna è la Madre della Chiesa e di tutti i credenti, è beata perché ha creduto. Che la fede di Maria sia la nostra fede!

La festa di Maria Santissima Madre di Dio cade proprio in apertura del nuovo anno proprio perché la Madre del Verbo lo illumini. La Madonna ci indica Gesù come unica Via, Verità e Vita. Maria ha creduto per prima al mistero della Santissima Trinità e al mistero della divinità del Verbo e, come Madre della Chiesa, custodisce questi misteri. Anche noi, sull’esempio di Maria, dobbiamo custodire queste Verità nei nostri cuori senza cedere alle seduzioni moderniste che ci fanno deviare dalla fede.

Come San Tommaso ripetiamo spesso nel corso della giornata la bellissima espressione che racchiude tutta la fede cattolica: mio Signore e mio Dio. Il Bambino Gesù è veramente il Figlio di Dio che si è fatto uomo, Maria e Giuseppe lo hanno adorato e sul loro esempio si sono prostrati i pastori e i Magi. L’adorazione del Bambino Gesù alla grotta di Betlemme sia il nostro atteggiamento interiore nei confronti di Cristo, Verbo che si è fatto Carne e seconda Persona della Santissima Trinità. Gesù è il Signore, è il Salvatore, è la luce del mondo, è la Via, la Verità e la Vita!

Il 25 dicembre 2012 la Madonna è apparsa a Medjugorje con Gesù Bambino tra le braccia e non ha dato il Messaggio, ma Gesù Bambino ha iniziato a parlare e ha detto: «Io sono la vostra pace, vivete i miei Comandamenti». Sono espressioni che ci dicono la profondità, la solidità e l’eternità della fede cattolica.

Capodanno dal terrazzo di Radio Maria

CAPODANNO A MEDJUGORJE

Pensieri sui Vangeli Festivi: Maria Santissima Madre di Dio – di Padre Livio

Vangelo

I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 2,16-21

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

Parola del Signore.

IL MIRACOLO DELLA CONVERSIONE – Catechesi di P. Livio – Puntata 21

Preparazione alla Confessione nel Tempo di Natale

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