"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2025

IL MISTERO DEL NATALE

La preghiera per la pace per un mondo sull’orlo della catastrofe

Il mondo di oggi è sull’orlo del pericolo. Mai nella Storia dell’umanità la sopravvivenza dello stesso genere umano è stata a rischio come oggi. La memoria storica del diluvio è di carattere salvifico perché, nonostante una catastrofe così grande, Dio ha provveduto a far sì che una parte dell’umanità sopravvivesse. C’è, allora, qualcosa di unico che fatichiamo ad assimilare e a cui non riusciamo a credere; per la prima volta siamo in grado di mettere fine alla vita sulla Terra, le minacce sono all’ordine del giorno e non sono nemmeno poi così celate.

Veramente, allora, possiamo affermare che satana ha la possibilità di distruggere il mondo.

Il 25 gennaio 1991 la Madonna ha dato un Messaggio molto allarmante, in un momento storico apparentemente tranquillo: «Cari figli, oggi, come mai prima, vi invito alla preghiera. Che la vostra preghiera sia preghiera per la pace. Satana è forte e desidera distruggere non soltanto la vostra vita umana, ma anche la natura e il pianeta sul quale vivete. Perciò, cari figli, pregate per poter essere protetti attraverso la preghiera con la benedizione della pace di Dio. Dio mi ha mandato tra voi per aiutarvi. Se volete, afferrate il Rosario; già il solo Rosario può fare miracoli nel mondo e nella vostra vita. Io vi benedico e rimango con voi finché Dio lo vuole. Grazie perché voi non tradirete la mia presenza qui. Grazie perché la vostra risposta serve al bene e alla pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». La Regina della pace ha ripetuto queste parole nel Messaggio del 25 marzo 2020: «Cari figli! Tutti questi anni Io sono con voi per guidarvi sulla via della salvezza. Ritornate a mio Figlio, ritornate alla preghiera e al digiuno. Figlioli, permettete che Dio parli al vostro cuore perché satana regna e desidera distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale camminate. Siate coraggiosi e decidetevi per la santità. Vedrete la conversione nei vostri cuori e nelle vostre famiglie, la preghiera sarà ascoltata, Dio esaudirà le vostre suppliche e vi darà la pace. Io sono con voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

La Madonna è qui da così tanto tempo proprio per salvarci e lo ha detto in tempi non sospetti, quando l’assetto geo-politico mondiale era tutto sommato in equilibrio. Satana ha spinto fino a suggestionare i suoi e portarli a realizzare i suoi obiettivi di distruzione e di morte: l’innominabile distruzione totale per mezzo delle armi atomiche è diventata una minaccia ormai all’ordine del giorno. Il mondo è a rischio come mai era successo prima. Il Santo Padre con forza ha denunciato più volte che il mondo è a rischio e che la guerra potrebbe portare a una situazione irreversibile, eppure la tentazione di prevalere a tutti i costi non si riesce a spegnere.

Se non ci fosse la Madonna il mondo sarebbe già crollato, le nostre vite sarebbero già state distrutte. La Regina della pace è qui per salvare le anime dalla perdizione eterna e il nostro pianeta dall’autodistruzione; la Madonna vuole contrastare il piano di satana che vuole impossessarsi delle nostre anime e distruggere la Creazione. Se vogliamo la pace, se vogliamo che l’umanità prosegua il suo cammino e che il pianeta sia preservato è quanto mai urgente la conversione, dobbiamo tornare a Dio. La situazione nella quale ci troviamo sfugge dalle mani di qualsiasi possibilità umana, nessuno può fermare il piano di satana, solamente il Cielo può salvarci. Dio, infatti, ha incaricato la Madonna a indicarci la via della pace che è Gesù Cristo.

La Madonna è qui per farci capire che l’unica via di salvezza è il ritorno a Cristo, senza Dio non c’è pace. Il mondo può salvarsi solo tornando a Dio e ai suoi Comandamenti. Le potenze del male sono più che mai scatenate e in questa situazione apparentemente irreversibile può salvarci solamente Dio. Non facciamoci illusioni, solamente Maria potrà tirarci fuori da questo abisso, la sua mano tesa è l’unica salvezza. Il ritorno a Dio e la conversione personale siano il programma di vita di ciascuno di noi; chi è nel peccato abbandoni la strada della perdizione, chieda perdono a Dio, prenda il Rosario in mano e con queste armi spirituali risponda alla chiamata della Gospa che ci chiede aiuto per vincere contro satana.

Ritorniamo alla bellezza della vita cristiana, torniamo a Comandamenti e ai Sacramenti, alla preghiera e al dialogo interiore con Dio. Ristabilire un rapporto d’amore con il Signore sia il programma quotidiano di ciascuno perché la salvezza dell’anima è la cosa più importante a cui dobbiamo puntare. Aneliamo al Cielo e per raggiungerlo convertiamoci!

Nel 1983, quando la Russia era intenzionata a distruggere l’Europa attraverso il posizionamento tattico di missili molto potenti, la Madonna diede Messaggi allarmanti richiamando alla preghiera ma la gente non capiva. Messaggio del 25 aprile 1983: «Il mio Cuore brucia d’amore per voi. La sola parola che desidero dire al mondo è questa: conversione, conversione. Fatelo sapere a tutti i miei figli. Chiedo soltanto conversione. Nessuna pena, nessuna sofferenza mi è di troppo, pur di salvarvi. Vi prego soltanto di convertirvi. Pregherò mio Figlio Gesù di non punire il mondo, ma vi supplico: convertitevi. Voi non potete immaginare ciò che accadrà, né ciò che Dio Padre manderà sul mondo. Per questo vi ripeto: convertitevi. Rinunciate a tutto. Fate penitenza. Ecco, qui c’è tutto ciò che desidero dirvi: convertitevi. Portate il mio ringraziamento a tutti i miei figli che hanno pregato e digiunato. Io presento tutto al mio divin Figlio per ottenere che Lui mitighi la sua giustizia nei confronti dell’umanità peccatrice».

Gli ultimi appelli della Regina della pace hanno la medesima portata perché il mondo di oggi non può andare avanti così all’infinito, il male deve essere necessariamente e urgentemente fermato, arginato. Il bene deve operare perché il male non prevalga. Purtroppo, l’uomo moderno si è allontanato dall’unica fonte di bene e di pace che è Dio e ha aderito alla religione del demonio che ha sete di odio, di violenza, di guerra; l’odio trabocca dai cuori umani ed è per questo che è necessaria e urgente la mobilitazione di coloro che invece hanno scelto Dio. I credenti testimonino la fede, combattano per la pace, contrastino l’odio portando l’amore, preghino incessantemente anche per coloro che sono lontani da Dio.

Gli apostoli di Maria, coloro che hanno risposto alla sua chiamata, imbraccino le armi spirituali della preghiera e delle rinunce e si schierino per arginare il male che dilaga, siano come delle dighe di pace e di amore. La potenza del male cerca di impadronirsi dell’opera della Creazione e della Redenzione, ma non prevarrà! La vittoria del bene è certa ma non sarà facile perché richiederà un forte spirito di sacrificio, di adesione, di amore, di coraggio. «Soltanto con la preghiera e il digiuno anche le guerre si possono fermare» (25 gennaio 2001). Rinunciamo al peccato, preghiamo con fervore, ritorniamo ai Comandamenti e ai Sacramenti.

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🔴LIVE🔴Il mistero del Natale: La preghiera per la pace in un mondo sull’orlo della catastrofe – di P. Livio

🔴LIVE🔴GLI EVENTI DEI SEGRETI ACCADRANNO NECESSARIAMENTE – Editoriale di P.LIVIO ~

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🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 204 – I MISTERI DELLA VITA PUBBLICA DI GESU’

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IL MISTERO DEL NATALE

Giovedì 2 Gennaio 2025

H. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

Cari amici continuiamo le riflessioni spirituali proprie del tempo di Natale

Seguirà un Editoriale di Padre Livio


10. LA PREGHIERA PER LA PACE IN UN MONDO SULL’ORLO DELLA CATASTROFE

Satana e i suoi vogliono l’odio, la guerra e il dominio del mondo

Solo la Madonna può fermare la distruzione del mondo

Il primo passo verso la pace è il ritorno a Cristo e al Vangelo

“Con la preghiera e il digiuno si possono fermare le guerre per quanto violente essi siano”

Rinunciamo al peccato e prendiamo in mano la corona del Rosario

GLI EVENTI DEI SEGRETI ACCADRANNO NECESSARIAMENTE

Editoriale di Padre Livio (59 MINUTI)

BLOG:

“Il male fa più tanto rumore, ma c’è anche il bene”


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Intestato a: Associazione Radio Maria, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Il male fa più tanto rumore, ma c’è anche il bene

Carissimo padre Livio,

come diversi anni fa venivo a trovarti nella cappelletta di Radio Maria, a chiederti suggerimenti per affrontare il quotidiano, quando ricevevi di persona al sabato mattina, così oggi ti scrivo grazie alle tecnologie, Visti i tuoi tanti impegni non occorre che mi rispondi ma sono certo che leggerai la mia e-mail… e francamente mi sono sempre chiesto che “ricetta usi”  per gestire tutto il traffico di posta elettronica conciliandolo con gli impegni della Radio Maria!

Ho sentito la “Lettura della cronaca della storia” dove accennavi al profeta Elia che sentendosi solo il Signore gli ha detto “Ma io lascerò in Israele un residuo di settemila uomini, tutti quelli il cui ginocchio non s’è piegato davanti a Baal, e la cui bocca non l’ha baciato”.

 Trovo azzeccato questo passo della bibbia con i tempi che stiamo vivendo: oggi che sono malato di cancro a 55 anni e non è una “passeggiata” sia mentale che fisica, Satana cerca di “farmi fuori” con lo scoraggiamento; tuttavia trovo tanto conforto nella famiglia, nelle equipe di medici e infermieri che mi assistono al meglio e in fratelli nella fede che stanno pregando per me, per la mia guarigione ed anche in tanti ascoltatori di Radio Maria.

Un piccolo aneddoto: quando stavo tornando a casa dall’ospedale e mi avevano appena diagnosticato il cancro sono riuscito a prendere la linea in diretta alla Radio chiedendo preghiere. A fine collegamento Roberta con la sua “stupenda voce radiofonica” ha letto la preghiera a San Pellegrino Leziosi e Leopoldo Mandich protettori di questa malattia, un radio ascoltatore sconosciuto a seguire mi ha inserito nelle preghiere e alcuni amici che erano collegati mi hanno “identificato” e mi stanno sostenendo con novene e preghiere.

Così come anche io prego nelle notti insonni per tutti i combattenti impegnati in guerre assurde che malati e feriti non possono godere come il sottoscritto di assistenza mediche adeguate, di un letto caldo e della vicinanza della famiglia,

Il male fa più tanto rumore ma, come dici tu c’è anche il bene… la comunione di preghiera non si sente e non si vede ma arriva sicuramente alla Madonna che nella sua infinita misericordia la sa gestire e intercede per noi come nelle nozze di Cana; Gesù con la sua potenza moltiplica la preghiera come i pani ed i pesci.

TI abbraccio Massimiliano


Caro Massimiliano,

quante cose belle, di vita vissuta, hai scritto in poche righe. La malattia, per quanto temibile, come può essere un tumore, non è mi un male assoluto, perché la grazia, che opera silenziosamente in noi, ci affina e ci purifica, illumina lo sguardo che vede l’essenziale della vita e fa vibrare le orecchie dell’anima, che colgono la voce di Colui che ci cerca e ci accompagna.

La malattia, vissuta nel silenzio della preghiera, è un potente mezzo di crescita e di santificazione, perché rende umili, ci fa vedere la nostra precarietà, ci chiama alla preghiera, ci spinge a cercare la solidarietà.

La sofferenza è una grande medicina spirituale che, se accettata con lo sguardo fisso alla Croce, ci eleva all’intima unione con Dio.

Sono perciò  felice che Dio ti guidi lungo questa strada, che ho appreso a Medjugorje dalla veggente Vicka, per la quale le croci che il Cielo ci manda sono una grazia e ancor più una gioia.

Per questo dobbiamo pregare per i malati, che sono una moltitudine immensa, perché comprendano quale forza di redenzione e di salvezza possano essere, per sé e per gli altri, la sofferenza e la malattia.

Prego volentieri per te e per la tua guarigione.

Ave Maria

Padre Livio

FOTO INEDITE DEI “BEI TEMPI” DI MEDJUGORJE

LA CASA NATALE DI VICKA, UN PULPITO MONDIALE DI UNA RINNOVATA EVANGELIZZAZIONE

LA SCALA DELLA NUOVA EVANGELIZZAZIONE

Quando Giovanni Paolo II aveva annunciato alla Chiesa la necessità di una nuova evangelizzazione rivolta ai paesi di antica cristianità, immersi nelle tenebre del secolarismo, la “Gospa” aveva già dato inizio alla più capillare ed efficace impresa di apostolato dei tempi moderni. Nell’iniziare a dare i messaggi alla Parrocchia la Regina della pace aveva annunciato il suo obbiettivo fondamentale: “Risvegliare la fede di ogni credente” (30- 4 – 1984). Le sue parole, che escono semplici e luminose dal suo cuore di Madre, nutrono spiritualmente moltitudini immense, anche grazie agli attuali mezzi di comunicazione, che possono raggiungere ogni persona in qualunque angolo della terra si trovi.

Gli strumenti di questo rinnovato annuncio sono in primo luogo i veggenti, che hanno il compito  di testimoniare la presenza di Maria e di trasmettere fedelmente i suoi messaggi. Ognuno dei sei prescelti adempie a questo compito ormai da alcuni decenni, con umiltà e disponibilità, secondo l’indole personale e gli impegni particolari di ogni stagione della vita. La Madonna stessa ha esortato i suoi “angeli” alla schiettezza della testimonianza, senza paure e senza protagonismi. Chi conosce i veggenti da vicino sa che compiono  questa missione manifestando quei tratti di umiltà e di verità che sono il segno impresso dalla Madre di Dio sul loro volto.

Personalmente ho affiancato la veggente Marija nell’accoglienza dei pellegrini nei primi due anni della mia venuta a Medjugorje, spezzettando le mie ferie nel corso dell’anno, e successivamente per molti anni con la veggente Vicka, avendo così la possibilità di constatare direttamente come i veggenti adempiono il loro incarico. Come sacerdote non potevo frequentare una scuola migliore di ortodossia, di sapienza e di carità, che mi ha predisposto al successivo apostolato a Radio Maria.

Non vi è dubbio che la veggente più disponibile nell’accogliere i pellegrini a Medjugorje sia stata fin dall’inizio Vicka, che ha fatto della sua casa natale un centro irradiante dei messaggi della Madonna. Tutto è incominciato nelle prime settimane delle apparizioni, quando la gente arrivava da ogni parte e cercava i veggenti per avere informazioni dirette. “ Ognuno voleva parlare con noi. Chi chiedeva una cosa, chi un’altra. Chi avrebbe potuto rispondere a tutti, benché noi lo avessimo desiderato? Mi è venuta in mente un’idea: sono salita sul balcone. Ho la voce forte e da lì parlavo al popolo” (Vicka).

La nuova evangelizzazione di Maria ha esordito come quella di suo Figlio, che predicava non solo nelle sinagoghe, ma anche nelle piazze e nelle case. Il balcone della casa natale di Vicka, con la scala che lo precede, è divenuto ormai un simbolo universale, che milioni di persone nel mondo conoscono. Da lì quella straordinaria ragazza, che allora aveva solo diciassette anni, ha annunciato i messaggi della Regina della pace col sorriso sempre sulle labbra, incurante della stanchezza, delle malattie e delle difficoltà. E’ stata sempre presente, anche durante gli anni della guerra, quando incontrava i soldati e li esortava alla moderazione, alla preghiera, alla confessione e alla comunione. Davanti alla sua casa sono passati milioni di persone da ogni parte del mondo, a ondate sempre più imponenti, tanto da intasare l’intero villaggio di Bjakovici.

Posso testimoniare l’ordine, la compostezza, l’ascolto, la preghiera, la commozione, la gioia di ognuna di loro. Maria era misteriosamente presente su quella scala, accanto alla sua serva infaticabile.

 La giornata di Vicka incomincia sempre al mattino presto. Anche ora che è sposa e madre di due figli, si alza di buon’ora e sbriga tutte le faccende di casa per essere disponibile per i pellegrini. La sua massima, a cui non viene mai meno, è che tutti quelli che bussano alla sua porta possano entrare. Ha un notevole senso organizzativo. Dispone gli incontri lungo il corso della giornata dividendoli per gruppi linguistici. Nei mesi di grande afflusso rimane sulla scala dal mattino fino a sera, spesso senza prendere cibo se non alla sera tardi. Il mercoledì e il venerdì si ristora con un po’ di acqua.

Più che la resistenza fisica, umanamente inspiegabile, colpisce la bontà e l’umana partecipazione con cui accoglie e ascolta le persone.  Non l’ho mai vista perdere la pazienza, anche con le persone più importune. Guarda negli occhi, ascolta attentamente, trasmette pace. A un pellegrino che le chiedeva quale fosse per lei il messaggio più bello della Madonna, ha risposto dicendo che era la pace. Ma lo ha fatto mettendo la mano sul cuore come se gustasse tutta la dolcezza di questo dono celeste.

Molti pellegrini le lasciano dei bigliettini o delle lettere da presentare alla Madonna durante l’apparizione. Se vi è il sospetto che in qualche busta ci possa essere del denaro, Vicka invita, gentilmente ma fermamente, a portarlo in chiesa. Dopo aver trasmesso i messaggi ai gruppi, facendoli precedere e seguire dalla preghiera, si sofferma ad ascoltare singole persone e a pregare con i malati, con i quali a volte si intrattiene a lungo, mentre chi attende il suo turno  partecipa pregando.

Vicka ripete alla lettera i messaggi della Madonna. Ne ha fatto una silloge, che ne sintetizza i principali, quelli che ha sentito insieme agli altri veggenti o quelli che le ha dato la Gospa personalmente. Col trascorrere degli anni il celeste compendio si è gradualmente arricchito. Qualcuno si potrebbe meravigliare che, a differenza degli altri veggenti, Vicka ripeta sempre gli stessi messaggi con le stesse parole, senza  una elaborazione personale.

Questo metodo è tipico della tradizione orale, che è all’origine stessa dei vangeli. Infatti gli evangelisti hanno messo per iscritto, ordinandole secondo i propri criteri, le tradizioni orali su ciò che Gesù aveva detto e fatto. Ciò non significa che Vicka non sia capace di riflessioni personali. Quando parla a tu per tu, o nelle cerchie di conoscenti, dimostra una sapienza di vita stupefacente. I veggenti non sono certi infallibili, neppure quando parlano della Madonna, ma si nota in loro il lavorio interiore della grazia che li aiuta a capire i messaggi e a viverli. Non sono dei semplici registratori delle parole celesti, ma dei testimoni che la Madonna accompagna nella crescita in sapienza età e grazia.

Nell’accoglienza dei pellegrini Vicka è stata aiutata dalla straordinaria pazienza e bontà della sua famiglia. Il padre Pero che, prima di andare in pensione, lavorava in Germania, la mamma Zlata, tre fratelli e tre sorelle. In tutto nove persone alle quali va aggiunta la nonna, che suggerì a Vicka di spruzzare l’apparizione con l’acqua santa. La famiglia viveva nei primi anni delle apparizioni nella casa dove si affollavano i pellegrini, occupando ogni spazio. La gente, arrivando ad ogni ora del giorno, non di rado anche di notte, non esitava ad entrare in cucina, chiedendo di Vicka.

L’assedio era continuo ed estenuante. Mamma Zlata accoglieva tutti col sorriso, dava informazioni, spesso faceva sedere e offriva un caffè o una bevanda. Con la sua materna accoglienza ha evangelizzato le moltitudini. Chi un domani si darà da fare per la sua causa di beatificazione che ben si meriterebbe? Sappiamo che in cielo ci sono molti santi nascosti, che un giorno potremo conoscere e abbracciare.

Al piano superiore, oltre alla stanzetta dove Vicka accoglieva singolarmente i pellegrini e si raccoglieva in preghiera per l’apparizione quando era malata e non poteva andare in chiesa, vi erano le altre camerette dei genitori e dei fratelli. Avrebbe dovuto essere un posto protetto dalla privacy.  Ma come raggiungerle se la scala era stipata di pellegrini? Ho visto più volte i fratelli di Vicka compiere numeri da circo per salire al piano di sopra, senza mai un gesto di stizza, senza mai protestare, senza mai farsi largo con la forza.

Mi sono chiesto come spiegare questo miracolo di accoglienza e di pazienza che si è protratto per decenni. Umanamente parlando non vedevo vantaggi. Al contrario solo seccature. L’unica spiegazione era la disponibilità dell’intera famiglia  ad assecondare il piano della Madonna nell’umile servizio, ognuno come poteva.

Nella mia presenza a Medjugorje già a partire dal secondo anno, sono stato ospite della famiglia di Vicka, condividendo la tavola e la vita quotidiana, aiutato anche dallo studio della lingua croata. Ascoltando, osservando e partecipando, ho potuto accertare la verità di un evento straordinario, che le pareti domestiche rendono ancora più eloquente e più credibile. Tutta la famiglia ha risposto alla chiamata, ognuno facendo la sua parte e pagando un prezzo che non tutti sarebbero disposti a pagare. Anche le famiglie degli altri veggenti hanno risposto con altrettanta generosità. Non sempre è avvenuto così nella storia delle apparizioni.

(Padre Livio – Medjugorje: il Cielo sulla terra – Edizioni Piemme)

💫〽🌺P.LIVIO DALLA CAPPELLA DI RADIO MARIA: BUON ANNO!💫🙏〽

Maria, la benedetta, una vita alla luce del Signore

BENEDETTO XVI

Stare alla presenza di Dio è la condizione per essere benedetti. Come lo fu Maria, la prima ad essere ricolmata dalla benedizione che viene dalla luce che Gesù porta nel mondo. La Madre di Dio è la prima benedetta ed è Colei che porta la benedizione.

Pubblichiamo la prima parte dell’omelia di papa Benedetto XVI pronunciata il 1° gennaio 2012, nella Santa Messa per la solennità di Maria SS.ma Madre di Dio.

Cari fratelli e sorelle!

Nel primo giorno dell’anno, la liturgia fa risuonare in tutta la Chiesa sparsa nel mondo l’antica benedizione sacerdotale, che abbiamo ascoltato nella prima Lettura: “Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace” (Nm 6,24-26). Questa benedizione fu affidata da Dio, tramite Mosè, ad Aronne e ai suoi figli, cioè ai sacerdoti del popolo d’Israele. È un triplice augurio pieno di luce, che promana dalla ripetizione del nome di Dio, il Signore, e dall’immagine del suo volto. In effetti, per essere benedetti bisogna stare alla presenza di Dio, ricevere su di sé il suo Nome e rimanere nel cono di luce che parte dal suo Volto, nello spazio illuminato dal suo sguardo, che diffonde grazia e pace.

Questa è l’esperienza che hanno fatto anche i pastori di Betlemme, che compaiono ancora nel Vangelo di oggi. Hanno fatto l’esperienza di stare alla presenza di Dio, della sua benedizione non nella sala di un maestoso palazzo, al cospetto di un grande sovrano, bensì in una stalla, davanti ad un “bambino adagiato nella mangiatoia” (Lc 2,16). Proprio da quel Bambino si irradia una luce nuova, che risplende nel buio della notte, come possiamo vedere in tanti dipinti che raffigurano la Natività di Cristo. E’ da Lui, ormai, che viene la benedizione: dal suo nome – Gesù, che significa “Dio salva” – e dal suo volto umano, in cui Dio, l’Onnipotente Signore del cielo e della terra, ha voluto incarnarsi, nascondere la sua gloria sotto il velo della nostra carne, per rivelarci pienamente la sua bontà (cfr Tt 3,4).

La prima ad essere ricolmata di questa benedizione è stata Maria, la vergine, sposa di Giuseppe, che Dio ha prescelto dal primo istante della sua esistenza per essere la madre del suo Figlio fatto uomo. Lei è la “benedetta fra le donne” (Lc 1,42) – come la saluta santa Elisabetta. Tutta la sua vita è nella luce del Signore, nel raggio d’azione del nome e del volto di Dio incarnato in Gesù, il “frutto benedetto del [suo] grembo”. Così ce la presenta il Vangelo di Luca: tutta intenta a custodire e meditare nel suo cuore ogni cosa riguardante il suo figlio Gesù (cfr Lc 2,19.51). Il mistero della sua divina maternità, che oggi celebriamo, contiene in misura sovrabbondante quel dono di grazia che ogni maternità umana porta con sé, tanto che la fecondità del grembo è sempre stata associata alla benedizione di Dio. La Madre di Dio è la prima benedetta ed è Colei che porta la benedizione; è la donna che ha accolto Gesù in sé e lo ha dato alla luce per tutta la famiglia umana. Come prega la Liturgia: “sempre intatta nella sua gloria verginale, ha irradiato sul mondo la luce eterna, Gesù Cristo nostro Signore” (Prefazio della B.V. Maria I).

Maria è madre e modello della Chiesa, che accoglie nella fede la divina Parola e si offre a Dio come “terra buona” in cui Egli può continuare a compiere il suo mistero di salvezza. Anche la Chiesa partecipa al mistero della divina maternità, mediante la predicazione, che sparge nel mondo il seme del Vangelo, e mediante i Sacramenti, che comunicano agli uomini la grazia e la vita divina. In particolare nel sacramento del Battesimo la Chiesa vive questa maternità, quando genera i figli di Dio dall’acqua e dallo Spirito Santo, il quale in ciascuno di essi grida: “Abbà! Padre!” (Gal 4,6). Come Maria, la Chiesa è mediatrice della benedizione di Dio per il mondo: la riceve accogliendo Gesù e la trasmette portando Gesù. E’ Lui la misericordia e la pace che il mondo da sé non può darsi e di cui ha bisogno sempre, come e più del pane.

Cari amici, la pace, nel suo senso più pieno e più alto, è la somma e la sintesi di tutte le benedizioni. Per questo quando due persone amiche si incontrano si salutano augurandosi vicendevolmente la pace. Anche la Chiesa, nel primo giorno dell’anno, invoca in modo speciale questo bene sommo, e lo fa, come la Vergine Maria, mostrando a tutti Gesù, perché, come afferma l’apostolo Paolo, “Egli è la nostra pace” (Ef 2,14), e al tempo stesso è la “via” attraverso la quale gli uomini e i popoli possono raggiungere questa meta, a cui tutti aspiriamo.

(La Nuova Bussola – 1 Gennaio 2025)

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