"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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San Biagio vescovo e martire

5 Febbraio 2025 ore 12:06 – Corripondenza Romana 1884

di Roberto de Mattei

La prima festa che la Chiesa celebra, dopo la Purificazione della Beata Vergine e la presentazione al Tempio di Gesù, è quella del vescovo e martire san Biagio. Il suo nome è ricordato dalla liturgia il 3 febbraio, giorno in cui è tradizione benedire la gola dei fedeli con due candele incrociate

San Biagio è stato un vescovo armeno vissuto tra il III e il IV secolo d.C. Originario di Sebaste, (attuale Sivas, Turchia), studiò la filosofia e la medicina. Nell’esercizio di quest’ultima disciplina dimostrò una grande competenza e amore del prossimo, per cui alla morte del vescovo di Sebaste, fu chiamato a succedergli a voce di popolo, divenendo così medico delle anime e dei corpi. Dopo la firma dell’editto di Milano del 313, che concedeva la libertà di culto ai cristiani, l’imperatore Costantino assegnò a suo cognato Licinio, autorità sulle regioni orientali dell’impero.  

Licinio però, riaccese la persecuzione contro i cristiani, nominando come governatore della Cappadocia e della Piccola Armenia Agricolao, a cui affidò l’esecuzione dei suoi ordini. Il vescovo Biagio si rifugiò in una grotta sul monte Argeo, da dove continuava a dirigere i suoi fedeli.  Miracolosamente gli uccelli ed altri animali gli portavano il cibo per sfamarsi e ogni sera si radunavano davanti alla caverna aspettando la sua benedizione. A volte capitava che qualche bestia ferita o malata si recasse alla grotta perché Biagio la guarisse col segno della croce.

 L’anno seguente cominciarono a Sebaste i preparativi per festeggiare il quinto anno di regno dell’imperatore Licinio. Era la fine di gennaio del 315: poiché occorrevano fiere per le feste negli anfiteatri, s’inviarono cacciatori al monte Argeo con funi, gabbie e altri arnesi per catturarle. Un gruppo di soldati capitò per caso davanti alla grotta assistendo a uno spettacolo inconsueto: invece di azzannarsi, quelle bestie stavano pacificamente ad aspettare che il vescovo Biagio le benedicesse. I soldati corsero a riferirlo al prefetto Agricolao, il quale ordinò di catturare immediatamente il vescovo. Quando il giorno seguente i pretoriani giunsero alla grotta, Biagio comprese che era giunta l’ora del martirio e li accolse con le parole: «Benvenuti figli: vedo che Iddio non si è dimenticato di me».

Mentre il santo era portato a Sebaste, una donna gli si avvicinò con il figlioletto, che stava soffocando per una lisca di pesce conficcata in gola: la sua benedizione lo guarì miracolosamente. Proseguendo il viaggio, san Biagio incontrò una donna disperata perché un lupo feroce le aveva sottratto l’unico maialino. «Donna, non ti affliggere, lo riavrai presto», rispose il santo alla sua richiesta e subito arrivò il lupo restituendo docilmente il maiale.  

 Il governatore Agricolao fece condurre Biagio in catene fino al suo palazzo e, siccome il vescovo si rifiutava di sacrificare agli dèi, ordinò di torturarlo con la fustigazione a una colonna. Anche il secondo interrogatorio non servì a nulla nonostante l’orrenda tortura: i carnefici lo adagiarono sull’ecùleo (una sorta di cavalletto sul quale la vittima veniva tirata in opposte direzioni) slogandogli braccia e gambe. Il suo corpo fu poi straziato con pettini di ferro. Secondo gli Atti, dei Martiri, Biagio venne quindi rinchiuso in una corazza rovente e poi rigettato in carcere. Fra la gente che assisteva alla tortura vi erano anche sette pie donne che avevano inzuppato fazzoletti nel suo sangue rimasto sul patibolo, considerandolo un sangue santo. Le stesse donne seguirono il corteo che riconduceva Biagio in carcere, cercando di lenire le sue ferite con panni imbevuti di balsami. I pretoriani se ne accorsero e le condussero dal prefetto con l’accusa di essere cristiane. Vennero decapitate alla presenza di due giovinetti che erano stati battezzati e cresimati precedentemente da san Biagio. Dopo un terzo interrogatorio, Agricolao ordinò che Biagio fosse gettato in un lago con un sasso legato al collo. Il sasso affondò nell’acqua mentre il santo risalì alla superficie e camminò sulle acque fino alla riva. Finalmente il giorno seguente, fu decapitato insieme ai due giovinetti che aveva battezzato. I corpi di san Biagio e dei due fanciulli furono sepolti dalla pietà dei fedeli nello stesso luogo del martirio.  

  Prima di morire san Biagio pregò il Signore che fosse concessa la salute a chiunque lo invocasse per una malattia della gola o per qualsiasi altra infermità. Una voce dal Cielo gli disse che il suo desiderio era stato esaudito. Dopo la morte fu seppellito nella cattedrale di Sebaste, ma nel 723, durante le persecuzioni iconoclaste dell’imperatore bizantino Leone III Isaurico, una parte dei suoi resti venne traslata a Roma. Durante il viaggio un’improvvisa tempesta fece però fermare le reliquie a Maratea, sulla costa della Lucania, terra che ancora oggi riserva a san Biagio una grande devozione.

 Da allora, san Biagio è venerato come patrono della città di Maratea. La Basilica di San Biagio, situata sulla sommità del Monte che da lui prende nome, è il principale luogo di culto dedicato al santo ed è meta di pellegrinaggi e celebrazioni religiose.  

A Roma, esisteva la chiesa di San Biagio in Mercatello, situata in Piazza Aracoeli. Costruita nell’XI secolo, fu ricostruita nel XVII secolo e successivamente demolita nel 1928 durante i lavori di riorganizzazione urbana. Invece esiste ancora la chiesa di San Biagio degli Armeni o della Pagnotta, situata in via Giulia, che funge da chiesa nazionale per la comunità armena della città. Il nome “della Pagnotta” deriva dall’usanza di benedire e distribuire piccoli pani ai poveri nel giorno della festa del Santo.

Chi il giorno della festa di san Biagio riceve in sua memoria la benedizione della gola, con questo atto di devozione riconosce la potenza di Gesù Cristo, capace di guarire, attraverso la intercessione dei santi, tutti i mali, fisici e spirituali da cui siamo piagati. Chiediamo a san Biagio di essere guariti dai mali e di prevenirli, ma soprattutto di sanare le piaghe che affliggono la Chiesa e la società in cui viviamo

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🔴LIVE🔴SEDUZIONE E INGANNI: È L’ORA DI SATANA – Editoriale di Padre Livio

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🔴LIVE🔴È AFFIDABILE CHI RESISTE ALLA PROVA – Pensiero spirituale di Padre Livio

SIANO LODATI GESU’ E MARIA

DALLA SEDE DI RADIO MARIA BUONA GIORNATA A TUTTI

Segno della Croce

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen

Ti adoro

Ti adoro, mio Dio e ti amo con tutto il cuore.
Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte.
Ti offro le azioni della giornata, fa che siano tutte secondo la Tua santa volontà e per la maggior Tua gloria.
Preservami dal peccato e da ogni male.
La Tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari.
Amen

Padre Nostro

Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il Tuo nome,
venga il Tuo regno,
sia fatta la Tua volontà,
come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen

Gloria

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre
nei secoli dei secoli.
Amen

Ave Maria

Ave Maria, Piena di Grazia,
il Signore è con te,
tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno: Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte.
Amen

Credo

Io credo in Dio,
Padre Onnipotente,
creatore del cielo e della terra;
e in Gesù Cristo, suo unico Figlio,
nostro Signore,
il quale fu concepito di Spirito Santo
nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato,
fu crocifisso, morì e fu sepolto;
discese agli inferi;
il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo, siede alla destra di Dio
Padre onnipotente;
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.

Credo nello Spirito Santo,
la santa Chiesa Cattolica,
la comunione dei Santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne,
la vita eterna.
Amen

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA


MERCOLEDI’ 5 Febbraio 2025

h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)


h. 9 – E’ AFFIDABILE CHI RESISTE NELLA PROVA (PENSIERO SPIRITUALE 15 M.)

h. 9. 15 –  SEDUZIONE E INGANNI: E’ L’ORA DI SATANA

Editoriale di Padre Livio (55  minuti)

BLOG:

Quando si tratta di salvare l’anima non guardiamo in faccia a nessuno!


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🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 237 – GESU’ CRISTO FU SEPOLTO – DISCESE AGLI INFERI

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Quando si tratta di salvare l’anima non guardiamo in faccia a nessuno!

Carissimo Padre Livio,

La vedo molto attivo sul  Blog, anche se non può ancora riprendere le dirette in radio a causa della voce. Ho una domanda semplice ma fondamentale che da tempo desidero farle: “Che cosa causerà la conversione dei popoli nel tempo dei Segreti che Dio permette per cambiare il mondo?”

Le auguro ogni bene perché se lo merita.

Con affetto

Donatella di Napoli


Cara Donatella,

Non c’è dubbio che Dio permetta gli  eventi dei Segreti che, eccetto il terzo, sono drammatici, perché i cuori si aprano alla grazia della Conversione.

Ovviamente la gente non si convertirà per paura, ma perché vedrà la manifestazione della Gloria di Dio in quei giorni tremendi come mai ce ne sono stati.

Innanzi tutto la rivelazione tre giorni prima, ripetuta dieci volte per ogni segreto, manifesta una verità di fede che riguarda l’’assoluta certezza dell’esistenza di Dio, della sua Provvidenza che viene in soccorso, della sua sapienza e  onnipotenza.

A questo riguardo basti pensare a quale fu la reazione della folla, oltre 70.mila persone, quando , a Fatima, nell’ultima apparizione del 13 Ottobre il sole incominciò a danzare.

Nel tempo dei segreti vedremo ben altro, che manifesta la Gloria di Dio, la sua signoria universale, il suo amore prodigo e senza confini.

Vedremo anche miracoli straordinari, delle vere e proprio sospensioni delle leggi della natura, come ha rivelato la Madonna in un messaggio riguardante la pratica del digiuno.

Saremo anche noi, come il popolo di Israele quando usci dalla schiavitù dell’Egitto, accompagnati dai prodigi che Mosè compiva in nome dell’Altissimo.

Chi avrà il cuore puro e l’occhio limpido non potrà che inneggiare a Colui che ha creato il mondo e lo governa, mentre i duri di cuore e i complici della bestia  digrigneranno i denti.

Ma oltre a tutto ciò saremo colpiti dall’impressionate crollo di questo  mondo senza Dio, con le sue vanità, le sue superbie, la sua falsa forza, le sue ricchezze, e le sue salvezze menzognere.

Tutti vedremo, salvo pochi, in quale inganno siamo rimasti intrappolati dedicandoci agli idoli di questo mondo, che hanno occhi ma non vedono, hanno orecchi ma non sentono, hanno mani ma non palpano, hanno piedi ma non camminano.

Quale stoltezza e seduzione satanica l’aver abbandonato, anzi rinnegato, il Dio vivo e vero che si è manifestato in Gesù Cristo, il solo che è la Via, la Verità e la Vita ed essere diventati schiavi del regno della menzogna, di ogni iniquità e della morte eterna senza speranza.

Che  Dio ricco di misericordia in questi momenti ci conceda la grazia della caduta delle squame dagli occhi, come accadde a Paolo, in modo tale da ricominciare a vedere e  riacquistare la luce della vista spirituale e guardare al mondo, alla vita e a noi stessi con occhi nuovi e versare le lacrime del pentimento e infine piegare le ginocchia davanti alla Croce e gridare il nostro “Salvami o Signore”.

Dio solo sa quanti entreranno attraverso questa porta stretta che introduce nel Regno di Dio. Noi però non rimandiamo, perché diamo potere a cui che ci tiene prigionieri. Quando si tratta della salvezza della nostra anima non guardiamo in faccia a nessuno, liberiamoci dai lacci del mondo e gettiamoci nelle braccia di Colui che ha donato la sua vita per la nostra salvezza.

Ave Maria

Padre Livio

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