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50. Il piano della Madonna si realizza necessariamente
“La volontà di Dio si realizza sempre” insegna San Tommaso d’Aquino. Questa affermazione riguarda in primo luogo il governo divino del mondo, che l’onniscienza e l’onnipotenza del Creatore portano a buon fine anche nei minimi particolari.
La stessa cosa si può dire anche del piano di Maria da Fatima a Medjugorje, che la Madonna ha rivelato e ha seguito nel suo svolgimento, fino a prenderlo direttamente in mano, con l’inizio delle sue apparizioni il 24 giugno del 1981 nel piccolo paese dell’Erzegovina.
La prima parte di questo piano è una profezia sconvolgente che, al termine della Prima guerra mondiale, ne preannuncia una seconda ben più grave, indicando nella Russia, alla soglia della rivoluzione comunista, una forza sovversiva che avrebbe seminato errori, distrutto popoli, perseguitato la Chiesa e arrecato sofferenze al Santo Padre.
Tutto ciò si sarebbe potuto evitare se il mondo si fosse convertito e se il Santo Padre avesse consacrato la Russia al Cuore Immacolato di Maria. Ciò non è avvenuto e il mondo ha sperimentato un’orribile guerra e ha visto il dilagare del comunismo e dell’ateismo in ogni angolo della terra.
La seconda parte del piano di Maria riguarda la fase attuale della storia nella quale, al protagonismo anticristico della Russia e dei suoi alleati, si affianca quello dell’Occidente “che ha incrementato il progresso, ma senza Dio come se Lui non fosse il Creatore” (Messaggio 30 ottobre 1981).
L’esito di questa scelta, nella quale l’umanità ha messo sé stessa al posto di Dio, è una deriva anticristica del mondo intero, che lo sta portando verso un’autodistruzione senza speranza di salvezza.
Si tratta non solo della distruzione della natura e della vita, ma anche e soprattutto della perdita delle anime in un gorgo di disperazione e di morte spirituale.
Per impedire che il piano di Satana abbia successo, la Madonna è qui da così tanto tempo per rafforzare la testimonianza della Chiesa e per offrire una via di salvezza a coloro che, nel momento delle catastrofi, profetizzate tre giorni prima dalla Madonna, si pentono e ritornano a Dio.
Il piano di salvezza di Maria accadrà necessariamente, come Lei stessa ha affermato, preannunciando la vittoria del suo Cuore Immacolato e infine anche la conversione della Russia.
Tuttavia, per quanto grande sia la Divina Misericordia, resta fermo il punto che, senza conversione, non c’è salvezza e che è saggio fare oggi ciò che non sei sicuro se lo potrai fare domani.

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15. MARIA MADRE CHE ASCOLTA
“Mia madre non mi ascolta come mi ascolta la Madonna”, ha confidato un giorno Marija, la veggente di Medjugorje che riceve i messaggi ordinari per la parrocchia”. “La Madonna mi ascolta col cuore” ha poi aggiunto per spiegare in qualche modo questa radicale diversità. Nessuna persona al mondo è più disposta all’ascolto di una madre nei confronti dei suoi figli, specialmente quando sono nel bisogno e nella sofferenza. Tuttavia fra gli esseri umani sussiste una barriera di incomunicabilità che è impossibile superare.
Nessuno riesce a esprimere compiutamente ciò che si nasconde nel suo intimo e nel medesimo tempo nessuno è in grado di entrare nel cuore di un altro, anche se questi lo volesse. Per questo gli uomini sono fondamentalmente soli, anche quando sono uniti dagli affetti più profondi. L’incomunicabilità fa parte della loro condizione esistenziale. Quando poi si chiudono in se stessi, divengono del tutto indecifrabili e non di rado offrono all’esterno un’immagine ben diversa di ciò che sono dentro. Lo sanno bene quelle madri che cercano di capire i loro figli spiando ogni loro parola ed ogni loro sguardo.
“La Madonna” ascolta col cuore. Che cosa significa? “Quando io parlo con la Madonna, Lei ascolta attentamente e col suo sguardo mi legge nel profondo del cuore”. Questa precisazione della veggente ci aiuta a comprendere quello che avviene a ognuno di noi, quando nella luce della fede, si rivolge a Maria come un figlio a sua madre. La Madonna ascolta attentamente, nel senso che in quel momento per Lei esisti soltanto tu e nessun altro al mondo.
Non finge di ascoltare, come avviene fra gli uomini, quando parli con loro. La loro mente vaga altrove e, mentre mostrano di stare attenti a quel che dici, dentro di sé si spazientiscono a incominciano a giudicarti. La Madonna afferra ogni tua parola, ogni tuo sentimento, ogni movimento della tua anima. Lei va oltre ciò che tu tenti di esprimere e il suo sguardo materno si posa su quel centro segreto dell’io, dove l’uomo è cosciente, pensa, decide e ama.
Alla Madonna non sfugge nulla della nostra vita intima. Nessuna madre conosce i suoi figli come Lei. Non ve n’è uno solo, fra la moltitudine immensa che Gesù le ha affidato, che la Santa Vergine non conosca personalmente assai più di quanto lui non conosca sé stesso. Lei sa tutto di ognuno di noi, anche quei particolari della nostra vita che ci siamo dimenticati. Tutto le è presente, perché l’Onnisciente, affidandoci a Lei, le ha dato quella conoscenza intima di ogni creatura che Lui solo possiede. Prima ancora che le apriamo il cuore, la Madonna conosce ogni preghiera che le rivolgeremo e la sincerità con la quale la pronunceremo. Possiamo essere certi che non Le sfuggirà neppure una sillaba e che comprenderà ogni sfumatura di quello che vogliamo dirle. Quando noi ci saremo dimenticati persino di averla supplicata, Maria avrà presente ogni parola che Le avremo rivolto.
La Madonna si differenzia dalle altre madri perché Lei non si stanca se la importuniamo. La Madre celeste non si spazientisce mai ed è sempre disposta ad ascoltarci, anche se le nostre preghiere si ripetessero all’infinito. Maria, madre silenziosa e paziente, ci ascolta sempre. Il suo Cuore è una porta alla quale possiamo bussare in ogni momento, certi che ci verrà aperto. Nessuno potrà avanzare scuse per la sua solitudine. Nessuno può protestare dicendo che il Cielo è sordo. La Madonna è una madre che accoglie, che comprende e che capisce i suoi figli. Possiamo parlarle in ogni momento del giorno e della notte, senza fare anticamere. Mette ognuno a suo agio e tende il suo orecchio per tutto il tempo necessario. Le grazie che le chiediamo non sono mai troppe. Il suo Cuore materno è la medicina di Dio per le nostre solitudini e per le amarezze e le incomprensioni degli uomini.

Di Veronica Giacometti
Annaya, lunedì 1 dicembre 2025, 9:36 (ACI Stampa).
Questo lunedì mattina del Papa in Libano inizia con un momento davvero speciale: la preghiera sulla tomba di San Charbel nel Monastero di San Maroun ad Annaya.
Ogni anno, migliaia di pellegrini compiono un pellegrinaggio proprio qui, alla tomba di San Charbel Maklūf, canonizzato da Paolo VI, nel 1977.
Il santo libanese iniziò a 23 anni nel monastero della Madonna di Mayfouq, cambiando il nome di battesimo Youssef in quello di Charbel.
Ordinato sacerdote dell’Ordine Libanese Maronita nel 1859, rimase per 15 anni ad Annaya prima di ottenere il permesso per ritirarsi nell’eremo dei Santi Pietro e Paolo, dove visse per altri ventitré anni, dedicandosi al servizio del Signore con amore e tanta preghiera.
Il suo superiore scrisse di lui: “fedele ai suoi voti, di un’obbedienza esemplare, la sua condotta era più angelica che umana”.
Durante la celebrazione della Messa del 16 dicembre 1898 fu colpito da una paralisi improvvisa e cadde in una lunga agonia che si protrasse per otto giorni. Si spense il 24 dicembre dello stesso anno, dopo aver sopportato sofferenze atroci. Nei mesi successivi alla sua morte si verificarono eventi straordinari presso la sua tomba: il sepolcro cominciò a brillare e, tra i fedeli che vi si raccoglievano in preghiera, si moltiplicarono guarigioni ritenute inspiegabili. La tomba del monaco, che secondo le testimonianze trasudava un liquido simile a sangue mischiato ad acqua, attirò così persone da tutta la vallata e appartenenti a diverse religioni.
San Charbel é definito il “Padre Pio” del Libano, un taumaturgo, la sua fama è legata principalmente ai numerosi miracoli attribuitigli dopo la sua morte.
E Papa Leone XIV oggi è proprio qui a rendere grazie a questo santo.
Al suo arrivo, dopo un percorso in papamobile sotto la pioggia, all’ingresso principale del Monastero, il Papa viene accolto dal Superiore del Convento e dal Superiore Generale dei Maroniti, che lo accompagnano nel cortile del Monastero. Prima di entrare nella cappella che custodisce la tomba di San Charbel. Dopo il canto d’ingresso, un momento di preghiera silenziosa davanti alla tomba, il canto e l’accensione di una lampada votiva e il Saluto di benvenuto da parte del Superiore Generale dell’Ordine Libanese Maronita, Rev. Abate Mahfouz Had.
“Rendo grazie a Dio che mi ha concesso di venire pellegrino alla tomba di San Charbel. I miei Predecessori – penso specialmente a San Paolo VI, che lo ha beatificato e canonizzato – l’avrebbero tanto desiderato”, dice subito il Papa nel suo saluto in lingua francese.
“Carissimi, che cosa ci insegna oggi San Charbel? Qual è l’eredità di quest’uomo che non scrisse nulla, che visse nascosto e taciturno, ma la cui fama si è diffusa nel mondo intero?”, chiede il Pontefice.
“Vorrei riassumerla così: lo Spirito Santo lo ha plasmato, perché a chi vive senza Dio insegnasse la preghiera, a chi vive nel rumore insegnasse il silenzio, a chi vive per apparire insegnasse la modestia, a chi cerca le ricchezze insegnasse la povertà. Sono tutti comportamenti contro-corrente, ma proprio per questo ne siamo attratti, come l’acqua fresca e pura per chi cammina in un deserto. In particolare, a noi vescovi e ministri ordinati, San Charbel richiama le esigenze evangeliche della nostra vocazione. Ma la sua coerenza, tanto radicale quanto umile, è un messaggio per tutti i cristiani. E poi c’è un altro aspetto che è decisivo: San Charbel non ha mai smesso di intercedere per noi presso il Padre Celeste, fonte di ogni bene e di ogni grazia. Già durante la sua vita terrena molti andavano da lui per ricevere dal Signore conforto, perdono, consiglio. Dopo la sua morte tutto questo si è moltiplicato ed è diventato come un fiume di misericordia”, continua il Papa nel suo saluto.
“Anche per questo, ogni 22 del mese, ci sono migliaia di pellegrini che vengono qui da diversi Paesi per passare una giornata di preghiera e di ristoro dell’anima e del corpo. Sorelle e fratelli, oggi vogliamo affidare all’intercessione di San Charbel le necessità della Chiesa, del Libano e del mondo. Per la Chiesa chiediamo comunione, unità: a partire dalle famiglie, piccole chiese domestiche, e poi nelle comunità parrocchiali e diocesane, fino alla Chiesa universale. Comunione, unità. E per il mondo chiediamo pace. Specialmente la imploriamo per il Libano e per tutto il Levante. Ma sappiamo bene – e i santi ce lo ricordano – che non c’è pace senza conversione dei cuori. Perciò San Charbel ci aiuti a rivolgerci a Dio e a chiedere il dono della conversione per tutti noi. Carissimi, come simbolo della luce che qui Dio ha acceso mediante San Charbel, ho portato in dono una lampada. Offrendo questa lampada affido alla protezione di San Charbel il Libano e il suo popolo, perché cammini sempre nella luce di Cristo. Grazie a Dio per il dono di San Charbel! Grazie a voi, che ne custodite la memoria. Camminate nella luce del Signore!”, conclude il Papa.
La visita non termina qui, infatti il Papa visita il museo del Monastero, che custodisce reperti storici e reliquie.

Generalmente, in occasione dell’anniversario delle apparizioni la Regina della pace dà Messaggi molto importanti e anche nel 2024 è stato così. La frese chiave di questo Messaggio è, a mio parere, questa: «Figlioli la pace è in pericolo e la famiglia attaccata». La pace nel mondo e la disgregazione della famiglia sono tematiche di massima urgenza oggi, anche dal punto di vista sociale, oltre che ecclesiale.
La Chiesa stessa è una grande famiglia, si realizza con il Sacramento del Matrimonio in una chiesa domestica. La pace nel mondo, poi, è il grande dono di Cristo che gli angeli in Cielo cantano nella notte di Natale: “pace in Terra agli uomini di buona volontà”. Oggi la pace e la famiglia sono attaccate come mai nella Storia umana. In questo momento l’umanità sta attraversando una fase di rinnovata guerra contro Dio. In un certo senso, oggi nel mondo si è riproposto quello che era accaduto alle origini, quando la prima coppia dell’umanità – che era stata rivestita di grandi doni da parte di Dio – si è fatta incantare dalle lusinghe del serpente e ha tradito Dio, consegnandosi al diavolo.
Anche oggi accade qualcosa di simile perché l’umanità redenta in Cristo ha rifiutato la fede e la Croce. L’uomo moderno rifiuta il Cristianesimo ed è tornato al paganesimo. Oggi si ripropone il peccato delle origini in una forma ancora più grave, perché viene rifiutata la Redenzione con conseguenze gravissime perché la rottura della pace con Dio comporta la rottura della pace degli uomini fra loro. Di qui, la guerra degli uomini fra di loro che oggi ha assunto proporzioni tali da portare veramente al rischio di annientamento della stessa umanità e del pianeta sul quale viviamo.
La Madonna è qui da così tanto tempo proprio per preservare il mondo dall’autodistruzione e la fede dall’attacco di satana che brama di annientare la Chiesa stessa e di dissolvere il patrimonio della fede. I mali che affliggono il mondo di oggi sono la guerra degli uomini fra di loro e la distruzione della famiglia. Dio ha creato l’uomo e la donna con pari dignità e orientati l’una all’altro. La Creazione originaria è proprio la coppia; il fatto che la creazione della donna sia descritta dalla costola di Adamo è un’espressione simbolica che indica che sono della medesima natura. Dio ha creato l’uomo e la donna come un progetto unico, legati da un patto d’amore indissolubile e a servizio della Creazione e della Redenzione.
La guerra contro Dio ha scaturito questa spaccatura nel genere umano; infatti, gli uomini fra di loro e sono in guerra e puntano alla distruzione gli uni degli altri, oltre che all’annientamento dell’endiadi originaria fatta da uomo e donna. L’umanità è stata creata da Dio proprio nella coppia formata da uomo e donna, non nei singoli. Il rifiuto di Dio, allora, ha creato questa spaccatura all’interno della coppia che deve essere restaurata. Il restauro non è una cosa facile perché richiede un lavorio interiore, il superamento del proprio ego che cerca di sopraffare l’altro e quindi arrivare alla reciproca sottomissione, al reciproco aiuto, alla reciproca interdipendenza che è un cammino da fare ed è un obiettivo importante nel cammino di santità perché porta alla perfezione dell’amore.
La famiglia, la coppia, oggi sono veramente attaccate; bisogna pregare molto per proteggerle dal male che si insinua per distruggerle. La Regina della pace ci invita a iniziare dalla pace del proprio cuore, poi in famiglia e man mano si diffonde nel mondo. Svelando questo attacco di satana alla famiglia e alla pace nel mondo ci rivela i due fronti della battaglia a cui oggi dobbiamo far fronte. La guerra contro Dio ha provocato la guerra degli uomini fra di loro e la guerra dell’uomo contro la donna (e viceversa, come se fossero nemici). Perché ci sia la pace fra gli uomini e nella coppia è necessario che gli uomini rifacciano la pace con Dio; la Regina della pace lo ha detto nel secondo giorno di apparizioni a Medjugorje, apparendo alla veggente Marija ha detto piangendo: «Pace. Pace. Pace. Riconciliatevi. Riconciliatevi con Dio e tra di voi. E per fare questo è necessario credere, pregare, digiunare e confessarsi».
La pace con Dio è la fonte dalla quale scaturisce la pace che riconcilia gli uomini fra loro e ricostituisce anche l’amore fra l’uomo e la donna, che è nel progetto originario di Dio. Non ci sarà mai la pace nel mondo se gli uomini non tornano a Dio. Il primo passo da fare è la conversione. La Regina della pace è qui a chiamare l’umanità alla conversione proprio perché solamente tornando a Dio gli uomini poi hanno la capacità di fare la pace fra loro; diversamente, se nel cuore non regna l’amore di Dio, regna l’egoismo, la cattiveria, la superbia, la sopraffazione, l’invidia. Questo groviglio di male che invade i cuori può essere dissolto solamente dall’amore di Dio.
L’amore di Dio purifica dal male, ne brucia le radici nei cuori. Riconciliandoci con Dio, accogliendolo come Padre, come Signore, il nostro cuore si riempie di amore e così siamo in grado di fare la pace con il prossimo, di perdonare le offese, i torti, di essere umili e chiedere scusa. In questo modo possiamo costruire quell’umanità che la Madonna è venuta costruire. Attraverso la prova dei Segreti entreremo nel tempo della pace, abbandoneremo gli idoli, torneremo al Dio della pace e dell’amore, ci convertiremo, ci riconcilieremo con Cristo mediante Maria e faremo la pace fra noi, vedendo negli altri dei fratelli da amare.
Nel tempo dei Segreti la Madonna sarà la Regina che indicherà la via della salvezza e mediante Lei gli uomini ritorneranno a Dio. Ci sarà un radicale cambiamento dei cuori che è un evento di grazia inimmaginabile, è un effetto della Divina Misericordia che mai avremmo potuto immaginare. L’umanità cambierà ed entrerà nel tempo della pace. I cuori cambieranno ma ci vorrà la nostra collaborazione, la preghiera, le lacrime del pentimento che rinnoveranno l’umanità.
Il cambiamento dei cuori verso Dio sarà uno dei più grandi miracoli della Storia e permetterà all’umanità di sperimentare in maniera globale la vera pace, come recita il Salmo 133
Ecco quant’è buono e quant’è piacevole che i fratelli vivano insieme!
È come olio profumato che, sparso sul capo, scende sulla barba, sulla barba di Aaronne,
che scende fino all’orlo dei suoi vestiti;
è come la rugiada dell’Ermon, che scende sui monti di Sion;
là, infatti, il Signore ha ordinato che sia la benedizione, la vita in eterno.
Questo amore fraterno non sarà solamente un’aspirazione, sarà una realtà. Già da oggi iniziamo a portare la pace nei rapporti interpersonali a partire dalla nostra famiglia, con i nostri cari, sul luogo di lavoro. Portiamo agli altri l’amore, il perdono, il sorriso, la gioia, l’incoraggiamento. Siamo mani tese verso gli altri, offriamo il nostro aiuto. In questo modo saremo più felici perché c’è molta più gioia nel dare che nel ricevere.
«Cari figli! Gioisco con voi e ringrazio Dio per avermi permesso di essere con voi per guidarvi e amarvi. Figlioli, la pace è in pericolo e la famiglia è sotto attacco. Vi invito, figlioli, a ritornare alla preghiera nella famiglia. Mettete la Sacra Scrittura in un luogo visibile e leggetela ogni giorno. Amate Dio sopra ogni cosa affinché possiate stare bene sulla Terra. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (25 giugno 2024)
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