Anno: 2025 Pagina 314 di 364

Lunedì 3 Marzo 2025
h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
h. 9.00 – IL PERDONO GUARISCE IL CUORE
Pensiero Spirituale (15 minuti)
h. 9.15: IL FUTURO CHE LA MADONNA STA PREPARANDO
Editoriale di P. Livio (48) minuti)
BLOG: blogdipadrelivio.it
Il Diario radiofonico quotidiano (16)
Ritagli di pagine inedite (16)
DAI UNA MANO ALLA EVANGELIZZAZIONE DI RADIO MARIA IN ITALIA E NEL MONDO
+Bonifico Bancario Intestato a: Radio Maria ETS, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)
Banca Intesa Sanpaolo filiale di Milano – IBAN: IT26 H030 6909 6061 0000 0126 574
+Conto corrente postale – N. 1 4 5 2 2 2 2 1
Intestato a: Associazione Radio Maria, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)
IL SEGNO DI MEDJUGORJE SCUOTERA’ IL MONDO (18)
– 18 – Ritagli di pagine inedite dal #bestseller di P. Livio: Il segno di #MEDJUGORJE scuoterà il mondo [a cura di Roberta]~~~~~~~~
Su tutti gli store online
WhatsApp Radio Maria 031/610610
Segreteria 031/610600
Trovi le puntate precedenti nella sezione “MEDJUGORJE” del Blog

TROVI LE PRECEDENTI PUNTATE NELLA SEZIONE “IL DIARIO DI PADRE LIVIO”
18. I Segreti di Medjugorje coglieranno di sorpresa il mondo e la Chiesa
Benché i Veggenti di Medjugorje conoscano il giorno e l’ora di ogni evento dei Segreti, non è mai trapelato nulla al riguardo. Ovviamente più il tempo passa e più l’inizio dei Segreti si avvicina. Ma di più non possiamo dire, se non cercare di indovinare. In questi casi però la smentita e la delusione sono sempre dietro l’angolo.
La Madonna ha dato una regola di grande saggezza quando, fin dai primi tempi, ha esortato a non attendere l’inizio dei Segreti per convertirsi. Infatti in quei momenti drammatici chi ha la mente offuscata e il cuore appesantito sarà in grave difficoltà a convertirsi seriamente.
Quello che possiamo vedere man mano che il tempo passa è invece una disaffezione visibile dei fedeli che hanno risposto alla chiamata della Gospa e questo riguarda innanzi tutto la tematica dei Segreti. Negli ultimi anni questo raffreddamento si va accelerando, nonostante la situazione del mondo si vada facendo sempre più drammatica.
Senza esagerare possiamo affermare che, all’annuncio del primo segreto, sarà solo un piccolo gregge pronto ad ascoltare e a credere, mentre intorno regnerà una indifferenza generale, accompagnata da manifestazioni di sarcasmo e di disprezzo.
Al riguardo la parabola delle Vergini stolte e di quelle prudenti è molto istruttiva e rivela il modo usuale con cui Il Cielo interviene nelle cose di questo mondo. La storia della salvezza è ricca di questi interventi inaspettati e sorprendenti, anche quando erano stari chiaramente profetizzati.
Il diluvio sorprende un mondo che irride Noè che costruiva un’Arca per assicurare il futuro all’umanità. “Come avvenne al tempo di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, si ammogliavano e si maritavano, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece perire tutti.” (Luca 17:26-30)
L’evento centrale della Storia della salvezza, l’incarnazione del Verbo e la sua opera di redenzione hanno visto la fede di pochi e incontrato l’incredulità e ostilità di molti. Il Soprannaturale non ha una buona accoglienza su questa terra e, mano che il tempo procede, la potenza del male dilaga. Satana non si arrende e fino al “Basta” finale persegue i suoi progetti perversi.
Gesù stesso ha rivelato che la tappa finale della storia avrebbe visto l’attacco più furioso del maligno e lo ha anticipato in profezie che risuonano nei vangeli fino alla fine del mondo. Come non riflettere sull’interrogativo che lui stesso si pone e che ci fa rabbrividire. “Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?». (Luca 18,8).
Quello che Gesù rivela riguardo alla sua venuta finale, per analogia può essere riferito al primo combattimento spirituale dell’Apocalisse, quello in cui è entrata la nostra generazione e che prepara il tempo di pace. Si sta arrivando al momento decisivo dei Segreti, quando la gloria di Dio per mezzo di Maria manifesterà la sua potenza, in un clima generale di scetticismo e di disprezzo.
Solo Dio sa, ha detto la Madonna, quanti sono quelli che credono e sperano e potranno entrare attraverso la porta della salvezza. Per questo appuntamento, come per quello finale della nostra vita, valgono le parole di Gesù: “Chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato”.

Padre Livio come sta davvero?
Padre Livio ma come stai davvero? Sono preoccupata… ma quando ti operano alla seconda corda vocale?
Maria Luisa da Roma
Cara Maria Luisa,
Il programma era l’intervento chirurgico su una corda vocale, ma poi si è convento di operare anche l’altra, sia pure meno bisognosa. Io ho preferito così, perché voglio essere in buona salute quando incomincerà a tuonare.
Grazie a Dio il prossimo intervento è fra qualche giorno, mentre per la prima operazione ho dovuto aspettare parecchie settimane a causa dell’affollamento.
Dopo l’intervento ci vuole almeno un mese e anche un po’ di logopedia prima di poter parlare in Radio. Alla fine, con l’aiuto di Dio e le vostre preghiere, andrà tutto a posto.
A parte la voce che è in restauro, io godo di ottima salute e sono presente in Radio da mattina a sera per i molteplici impegni da affrontare per radio Maria Italia e per le Radio Maria nel mondo.
Ho approfittato per portarmi avanti nei libri da pubblicare e per curare il Blog che in questi primi due mesi dell’anno è aumentato di trecento mila unità, arrivando, negli ultimi dodici mesi, a quattro milioni e trecentomila utenti identificati (Google).
Stiamo sereni, perché la Madonna ha tutto in mano. Continuiamo a sostenere Radio Maria perché è più che mai uno strumento di Maria per portare l’umanità a un tempo di pace.
Ave Maria
Padre Livio

di Adriana Logroscino- Correre della Sera – 2 Marzo 2025
Prima del summit, il faccia a faccia con il britannico Starmer
Difficile e sicuramente non comoda, la posizione di Giorgia Meloni attesa oggi a Londra. Ieri la premier ha sentito al telefono il presidente Usa Donald Trump, anche in vista dell’incontro che avrà oggi con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: in programma, infatti, ci sono il bilaterale con il primo ministro Keir Starmer, annunciato da tempo per parlare anche di contrasto all’immigrazione irregolare, trapela da Palazzo Chigi, e poi per il summit largo, 18 Paesi più i vertici di Ue e Nato, sull’Ucraina. E la premier intende scommettere sullo spazio stretto e alternativo che prova a occupare: promuovere il tavolo comune con gli Stati Uniti, magari, ipotizzano nel governo, sotto l’ombrello della Nato, «la cornice migliore» per fornire a Kiev le garanzie di sicurezza che Zelensky invoca. Questa sarà la sua proposta perché, come ha osservato nella sua nota di due giorni fa «ogni divisione dell’Occidente ci rende tutti più deboli».
Per perseguire l’obiettivo dell’unità, però, serve «equilibrio», una parola d’ordine che Meloni ha trasferito nei colloqui che ha avuto ieri con i due vicepremier. Equilibrio tra la fedeltà alla linea della compattezza europea e l’ambizione di ritagliare per l’Italia un ruolo centrale nel rapporto con gli Stati Uniti. Attraverso quella capacità, che Meloni si riconosce, di «saper prendere» Trump, ma anche convincendo Zelensky a ricucire.
Un compito impegnativo sul fronte internazionale ma che si complica ulteriormente se su quello interno non si marcia uniti. Con Antonio Tajani, con il quale Meloni si è confrontata anche ieri, linea e strategia sono condivise. Le sortite pro Trump, senza se e senza ma, di Matteo Salvini, invece, le creano delle difficoltà. Ieri infatti la premier avrebbe nuovamente invitato il leghista ad ammorbidire toni e frequenza delle dichiarazioni.
La linea deve essere quella con cui Meloni ha tentato di rilanciare l’altra sera, alcune ore dopo la rottura tra Trump e Zelensky in diretta tv dalla Casa Bianca: «Un immediato vertice tra Stati Uniti, Stati europei e alleati per parlare in modo franco di come intendiamo affrontare le grandi sfide di oggi, a partire dall’Ucraina».
La proposta sarà inevitabilmente sviluppata dalla premier al vertice di oggi: bisogna tenere tutti allo stesso tavolo, spiegava ieri ai suoi. Un disegno che i vertici come quello di Parigi il 17 febbraio, e questo sequel di Londra oggi, potrebbero non favorire se esacerbassero le contrapposizioni. Se fare a meno degli Stati Uniti non si può, il senso del suo ragionamento, irrigidire troppo la posizione non conviene.
Qualcosa in chiaro sulla strada che deve imboccare l’Europa, la dice il viceministro degli Esteri, di Fratelli d’Italia, Edmondo Cirielli: «Deve fare molta diplomazia per non perdere un alleato storico. Ci vogliono realismo e umiltà». Una chiamata che suona rivolta anche a Zelensky: «Bisogna essere in linea di principio d’accordo con l’Ucraina — continua Cirielli — ma neutrali nella polemica tra Trump e Zelensky».
In ogni caso, perché si possa realmente definire la strategia, occorre preparare la strada. E sebbene le voci non siano confermate, non si possono escludere contatti telefonici (forse imminenti) con Trump. Intanto Meloni oggi ascolterà la prospettiva che offrirà al tavolo a Lancaster house, Starmer. Secondo quel che filtra da Palazzo Chigi, ci si aspetta più concretezza rispetto a quanto emerso dal vertice di Parigi: per esempio una concreta pianificazione del sostegno militare all’Ucraina. Meloni certamente ribadirà le sue fortissime perplessità circa l’ipotesi di un invio di truppe di peacekeeping europee, lanciata da Emmanuel Macron e appoggiata dal Regno Unito. Per Palazzo Chigi configurerebbe uno scenario estremamente rischioso. La cornice migliore per il governo italiano, resta l’alleanza atlantica.