"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2025 Pagina 296 di 364

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul regno dell’anticristo

Ci troviamo in un punto unico della Storia della Salvezza perché abbiamo davanti un segno chiarissimo: le apparizioni più lunghe della Storia bimillenaria della Chiesa sono in corso proprio adesso, da oltre quarant’anni.

È chiaro, allora, che siamo entrati in una fase della Storia che deve essere interpretata alla luce delle Sacre Scritture, dell’insegnamento della Chiesa e delle Rivelazioni mariane di santi, di mistici. In particolare, dobbiamo considerare l’asse privilegiato che da Fatima va a Medjugorje. Alla luce di tutto questo, soprattutto alla luce di quanto detto dalla Madonna a Fatima e a Medjugorje, possiamo dire che questa fase della Storia della Salvezza che stiamo vivendo è quella degli ultimi tempi.

La fase conclusiva della Storia della Salvezza ha tre tappe: la prima è quella nella quale siamo entrati, cioè il grande combattimento escatologico fra la Donna vestita di Sole e il dragone infernale; ci sarà poi il tempo della pace; infine, ci sarà l’ultimo combattimento, quando satana in persona assalirà strenuamente l’opera della Creazione e della Redenzione, ma verrà Cristo nella gloria e giudicherà il mondo.

Dobbiamo, allora, concentrarci sulla prima fase della Storia della Salvezza che è caratterizzata dal regno dell’anticristo; questa tematica è ben delineata nelle Scritture. Nei Messaggi di Medjugorje la Regina della pace non nomina mai l’anticristo perché usa dei nomi particolari, ancora più incisivi e chiari: satana, è lui il vero anticristo, è l’avversario di Cristo per eccellenza! Quando la Madonna vuole descrivere il regno dell’anticristo usa un’espressione equivalente: il mondo nuovo senza Dio.

Mentre la letteratura cristiana parla dell’anticristo e del suo regno, la Madonna a Medjugorje parla di “satana” e del “mondo nuovo senza Dio”.

La Regina della pace ha detto che satana ha realizzato il suo progetto di costruire un mondo nuovo senza Dio. Possiamo allora affermare che il regno dell’anticristo si sta istaurando in questo mondo: questa è la chiave di comprensione del tempo nel quale viviamo. In questa luce comprendiamo anche che cos’è il tempo dei dieci Segreti, quando si manifesterà il regno dell’anticristo in tutta la sua virulenza, la sua forza, la sua cattiveria, la sua pretesa di sostituirsi a Dio, la sua scelleratezza.

I dieci Segreti sono il tempo nel quale l’anticristo cercherà di conquistare il mondo, ma la Madonna lo sconfiggerà e il Suo Cuore Immacolato trionferà .

Con queste consapevolezze possiamo inquadrare il tempo che stiamo vivendo, diversamente siamo nella totale confusione. Senza questa impostazione molto chiara presa dalle parole della Madonna a Fatima e a Medjugorje (ovviamente con lo sfondo della Sacra Scrittura), rischiamo di non capire il tempo nel quale viviamo, di incappare nelle trappole dei falsi profeti, di rimanere accecati dalle false luci.
È proprio con la falsità, le menzogne, la violenza, la bramosia di potere che satana vuole impadronirsi delle nostre anime.

Il Messaggio dato dalla Madonna alla veggente Mirjana il 18 marzo 2025 è illuminante: «Cari figli! Con amore materno vi prego: datemi le vostre mani giunte, datemi i vostri cuori purificati nella confessione ed io vi guiderò a mio Figlio! Perché, figli miei, soltanto mio Figlio, con la Sua luce può illuminare le tenebre, soltanto Lui, con la Sua Parola può togliere la sofferenza. Perciò non abbiate paura di camminare con me perché io vi guido a mio Figlio, alla salvezza. Vi ringrazio».
La Madonna ci mette in guardia dalle false luci, dalle false salvezze e ci indica ancora una volta l’unico e vero Salvatore del mondo, Suo Figlio Gesù!

L’unica strada giusta è quella illuminata da Cristo, da Maria, dal Santo Padre, dalla Chiesa. In questo tempo difficile in cui il mondo vacilla nella fede, dobbiamo avere punti di riferimento assolutamente saldi: Gesù Cristo, la Regina della pace, il Santo Padre, la Chiesa Cattolica. Guardando a queste sole certezze dobbiamo crescere nell’adesione a questa realtà; ecco perché la Madonna ci invita a purificarci, a tornare a Dio e ai Suoi Comandamenti. È affidandoci totalmente a lei, con un cuore purificato nel Sacramento della Confessione e una vita orientata alla santità e improntata sulla preghiera, che la Madonna ci porterà per mano a Suo Figlio.

Vegliamo, vigiliamo, preghiamo, purifichiamo la mente e il cuore. Recidiamo con decisione i vizi e i peccati che infestano la nostra anima.

Dice San Paolo nella Lettera ai Tessalonicesi: E quando la gente dirà: «C’è pace e sicurezza!», allora d’improvviso la rovina li colpirà, come le doglie una donna incinta; e non potranno sfuggire. Siamo entrati nel tempo della Misericordia per chi si pente, ma del giudizio per chi non si pente. Nessuno scamperà! Non lasciamoci ingannare dalle false luci, dai falsi profeti, dalle lingue biforcute che predicano falsità, ma sono lupi vestiti da agnelli! Solamente Cristo può darci la vera pace, è Lui l’unico Salvatore e Redentore del mondo. Non c’è altra pace al di fuori di Cristo. Rimaniamo saldi nella fede, nell’amore per la Chiesa Cattolica, nel sostegno al Santo Padre, nel seguire la Regina della pace che ci guiderà a Suo Figlio. La Madonna è qui per portare il mondo a un tempo di pace e per salvare quante più anime possibili. La Regina della pace ci ama e Dio le ha permesso di venire dal Cielo sulla Terra per condurci alla salvezza eterna, ascoltiamola.

Dobbiamo capire quello che sta accadendo e leggere i segni dei tempi alla luce della fede.

🟥 P.LIVIO IN DIRETTA 🟥

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SIANO LODATI GESU’ E MARIA

DALLA SEDE DI RADIO MARIA BUONA GIORNATA

Segno della Croce

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen

Ti adoro

Ti adoro, mio Dio e ti amo con tutto il cuore.
Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte.
Ti offro le azioni della giornata, fa che siano tutte secondo la Tua santa volontà e per la maggior Tua gloria.
Preservami dal peccato e da ogni male.
La Tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari.
Amen

Padre Nostro

Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il Tuo nome,
venga il Tuo regno,
sia fatta la Tua volontà,
come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen

Gloria

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre
nei secoli dei secoli.
Amen

Ave Maria

Ave Maria, Piena di Grazia,
il Signore è con te,
tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno: Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte.
Amen

Credo

Io credo in Dio,
Padre Onnipotente,
creatore del cielo e della terra;
e in Gesù Cristo, suo unico Figlio,
nostro Signore,
il quale fu concepito di Spirito Santo
nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato,
fu crocifisso, morì e fu sepolto;
discese agli inferi;
il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo, siede alla destra di Dio
Padre onnipotente;
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.

Credo nello Spirito Santo,
la santa Chiesa Cattolica,
la comunione dei Santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne,
la vita eterna.
Amen

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA


Lunedì 24 Marzo 2025

h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)


h.  9.00:  LA DIRETTA DI PADRE LIVIO: NEL MONDO SI INSTAURA IL REGNO DELL’ANTICRISTO

Il mondo senza Dio e il Regno dell’Anticristo sono lo stessa cosa

Nel tempo dei Segreti verrà rovesciato il Regno dell’Anticristo

E quando si dirà: «Pace e sicurezza», allora d’improvviso li colpirà la rovina, come le doglie una donna incinta; e nessuno scamperà (1 Tess 5,3)

“Soltanto mio Figlio con la sua luce può illuminare le tenebre”

h. 9,15: IL SEGNO DI MEDJUGORJE SCUOTERA’ IL MONDO ( 5)

h 9.45: IL QUARESIMALE DI PADRE LIVIO: IL MIRACOLO DELLA CONVERSIONE (2)

BLOG: blogdipadrelivio.it

Il Diario radiofonico quotidiano (35)

Ritagli di pagine inedite (36)

La trappola Sovietica di Putin (Stefano Caprio)


DAI UNA MANO ALLA EVANGELIZZAZIONE DI RADIO MARIA IN ITALIA E NEL MONDO

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RITAGLI DI PAGINE INEDITE

– 37 – Ritagli di pagine inedite dal #bestseller di P. Livio: Il segno di #MEDJUGORJE scuoterà il mondo [a cura di Roberta]
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Trovi le puntate precedenti nella sezione “MEDJUGORJE” del Blog

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 284 – ORIGINE, FONDAZIONE E MISSIONE DELLA CHIESA

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Il mondo rivede il Papa, il saluto dal Gemelli: “Grazie a tutti”

Francesco si è affacciato per la prima volta dall’inizio del ricovero dal balcone del Policlinico, prima di lasciare l’ospedale dove era degente dal 14 febbraio. Saluti, benedizioni e pollici in su verso le 3 mila persone radunate nel piazzale che applaudivano e gridavano il suo nome. Dal Pontefice un saluto alla signora Carmela, 72 anni, con in mano un mazzo di fiori gialli: “È brava!”

Salvatore Cernuzio – Roma – Vaticn News – 23 Marzo 2025

“Grazie a tutti!”

Eccolo il Papa, eccolo riapparire ai 3 mila fedeli riuniti dalla mattina nel piazzale del Gemelli che in questi 39 giorni di ricovero ha visto una catena ininterrotta di preghiere per la sua guarigione. Poche parole dal balconcino del quinto piano, il volto provato, le mani sulle ginocchia che si sono alzate per benedire e tirare su i pollici. Un accenno di sorriso nel vedere e sentire questa folla che grida: “Francesco, Francesco!”, “ti vogliamo bene!”, “siamo qui per te!”.

Il saluto a Carmela, “la signora dai fiori gialli”

“Grazie a tutti!”, scandisce il Papa con voce flebile. Era previsto un gesto di saluto, ma il Papa ha voluto farsi vedere oltre che sentire. Lo sguardo è andato da una parte all’altra della piazza, poi, come è tipico di lui, si è concentrato su un particolare: la signora Carmela Mancuso, 72 anni, calabrese, in prima fila diretta verso il balconcino, con in mano un mazzo di fiori gialli. È partita dalla Stazione di San Pietro per recarsi al Gemelli. Lo ha fatto quasi ogni giorno da oltre un mese, ma lo ha fatto anche tante volte durante l’udienza generale del mercoledì.

“E vedo questa signora con i fiori gialli! È brava!”

Un applauso, un coro di “W il Papa!”. La stessa Carmela che ha piegato la testa verso il basso tirata giù dal peso delle lacrime. “Non so che dire. Grazie, grazie, grazie, al Signore e al Santo Padre. Non pensavo di essere così ‘vista’”, commenta subito dopo ai media vaticani. “Doveva dare la benedizione e invece ha visto il mio fascio di rose. Gli auguro di guarire subito e tornare come prima tra noi”.

L’abbraccio della gente

È l’augurio che esprimono infermiere, medici, studenti dell’Università Cattolica riuniti nel cortile. Ci sono fedeli di diverse nazionalità, la Cooperativa Auxilium che ha innalzato prima delle 12 un grande cartellone con le bandiere di tutto il mondo e un appello per la pace. C’è un uomo che ieri ha compiuto 75 anni che esibisce un cartello in cui affida Francesco alla intercessione del suo predecessore Giovanni Paolo II. E c’è un gruppo che da Piazza San Pietro ha imbracciato la croce del Giubileo – quella che viene usata per il pellegrinaggio verso la Porta Santa – ed è arrivata fino al Gemelli: “È importante essere qui”. Ci sono Emanuela e Adam, con i loro tre figli, che dopo la Messa “qui vicino” hanno voluto portare i bambini a salutare Francesco: “Abbiamo pregato ogni giorno a tavola per lui, era giusto che lo vedessero”, dice il papà.

Poi c’è lei, suor Geneviéve Jeanningros, la religiosa angelo del Luna Park di Ostia, impegnata per la pastorale di rom e sinti ma anche di omosessuali e persone transgender. Una vecchia conoscenza del Papa (la “enfant terrible”, la chiama lui) che va a salutare ogni mercoledì all’udienza in Piazza San Pietro o in Aula Paolo VI. “Non vedevo l’ora che Francesco si facesse vedere e uscisse”, commenta ai media vaticani. “Non ce la facevamo più. Gli facciamo tanti auguri. Auguri buoni!”.

I fiori alla Madonna a Santa Maria Maggiore

Subito dopo aver lasciato il balconcino, la folla si è spostata verso l’ingresso del Gemelli per catturare l’uscita del Pontefice nella consueta e ormai nota Fiat 500L bianca. Ancora saluti e cori hanno accompagnato il passaggio del Papa in auto, con i finestrini alzati. La direzione è Santa Maria Maggiore, la basilica che mai una volta – dopo un viaggio internazionale o una operazione e un ricovero – Jorge Mario Bergoglio ha mancato di visitare per pregare la Salus Populi Romani e ringraziarla per la sua protezione. La Sala Stampa della Santa Sede fa sapere che il Papa ha consegnato dei fiori al cardinale Rolandas Makrickas, arciprete coadiutore della Basilica liberiana, da porre ai piedi dell’icona mariana.

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I numeri. Nel mondo i cattolici sono aumentati. Pochissimo in Europa

Redazione romana – giovedì 20 marzo 2025

I dati distribuiti dall’Annuario Pontificio e dall’Annuario di statistica si riferiscono al biennio 2022-2023. In leggero calo i sacerdoti, le religiose professe e i seminaristi. Solo l’Africa cresce.

Aumentano i cattolici nel mondo. Di poco ma aumentano. Si tratta di una percentuale dell’1,15% rispetto al biennio precedente, che fa passare il numero complessivo dei credenti in comunione piena con Roma da circa 1.390 a 1.406 milioni. Questo per quanto riguarda il biennio 2022-2023. La distribuzione dei cattolici battezzati, in accordo con il differente peso demografico dei continenti, è diverso nelle varie aree geografiche. L’Africa raccoglie il 20% dei cattolici dell’intero pianeta e si caratterizza per una diffusione della Chiesa Cattolica assai dinamica: il numero dei cattolici passa da 272 milioni nel 2022 a 281 milioni nel 2023, con una variazione relativa pari a +3,31%. Tra i paesi del continente africano, in particolare la Repubblica Democratica del Congo si conferma al primo posto per numero di cattolici battezzati con quasi 55 milioni di unità, seguita dalla Nigeria con 35 milioni; anche Uganda, Tanzania e Kenya registrano cifre di tutto rispetto.

Con una crescita di 0,9%, nel biennio, l’America consolida la sua posizione quale continente a cui appartiene il 47,8% dei cattolici del mondo. Di questi, il 27,4% risiede nell’America del Sud (dove il Brasile, con 182 milioni, rappresenta il 13% del totale mondiale e continua a essere il paese con la più alta consistenza di cattolici), il 6,6% nell’America del Nord e il restante 13,8% nell’America Centrale.

Il continente asiatico registra una crescita dei cattolici di 0,6% nel biennio, il suo peso nel 2023 è attorno all’11% nel mondo cattolico. Il 76,7% dei cattolici del Sud Est Asiatico nel 2023 si concentra nelle Filippine con 93 milioni e in India, con 23 milioni di unità.

L’Europa, pur ospitando il 20,4% della comunità cattolica mondiale, si conferma l’area meno dinamica, con una crescita del numero dei cattolici nel biennio pari ad appena 0,2%. Questa variazione, d’altra parte, a fronte di una quasi stagnazione della dinamica demografica, si traduce in un lieve miglioramento della presenza sul territorio che raggiunge nel 2023 quasi il 39,6%. Italia, Polonia e Spagna vantano un’incidenza dei cattolici superiore al 90% della popolazione presente. I cattolici dell’Oceania sono pari, nel 2023, a poco più di 11 milioni superiori dell’1,9% rispetto a quelli del 2022.

I dati sono contenuti nell’Annuario Pontificio 2025, appena pubblicato, e nell’Annuarium Statisticum Ecclesiae 2023, la cui redazione è stata curata dall’Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa della Segreteria di Stato.

Alla fine del 2023 sono presenti nelle 3.041 circoscrizioni ecclesiastiche nel mondo cattolico 406.996 sacerdoti, con una flessione di 734 unità rispetto al 2022, pari a -0,2%. In sostanza il dato è rimasto pressoché stabile. In buon aumento invece i diaconi permanenti. Nel 2023 il loro numero ha raggiunto le51.433 unità rispetto ai 50.150 registrati nel 2022, con un incremento del 2,6%. Diminuiscono invece le religiose professe, passando da da 599.228 nel 2022 a 589.423 nel 2023, con una variazione relativa di -1,6%. E anche i candidati al sacerdozio sono passati nel pianeta da 108.481 unità nel 2022 al 106.495 nel 2023, con una variazione di -1,8%. Il calo interessa tutti i continenti, con l’eccezione dell’Africa, dove i seminaristi aumentano dell’1,1% (da 34.541 a 34.924 unità).

LA TRAPPOLA SOVIETICA DI PUTIN

Oggi Mosca prende tempo aspettando la proclamazione della Vittoria per il 9 maggio. Ma la sintonia con Trump le consegna già comunque ciò che attendeva da più di trent’anni: il ritorno della Russia al tavolo delle superpotenze, come attore di primo piano nell’arena politica mondiale.

di Stefano Caprio – Asia News – 23 Marzo 2025

Le trattative tra Donald Trump e Vladimir Putin si trascinano piuttosto stancamente, senza di fatto lasciar intravedere una fine del conflitto in Ucraina, con le promesse di non toccare le infrastrutture energetiche ucraine, mentre lo stesso giorno una pioggia di droni-kamikaze e avio-bombe si sparge sull’intero Paese invaso, occupato e devastato da più di tre anni. Il Cremlino accompagna queste false promesse con assicurazioni a dir poco tragicomiche, raccontando che non appena Putin ha dato l’ordine di non colpire le centrali ucraine, gli aerei russi sono stati costretti ad abbattere i loro stessi droni che stavano andando proprio verso quegli obiettivi, che poi Trump ha proposto di affidare agli americani. In compenso, pare che i due imperatori siano riusciti ad accordarsi sulle partite di hockey tra le rispettive nazionali, una notizia che ha suscitato grande entusiasmo nell’opinione pubblica russa, che considera gli americani come i propri sparring partner per ottenere vittorie veramente soddisfacenti.

È del resto evidente che Putin mira alla proclamazione solenne della Vittoria nella parata del 9 maggio, e prima di allora qualunque trattativa sarà soltanto una messinscena, nella narrazione trumpiana degli “spettacoli televisivi ben riusciti” e delle conversazioni “cordiali e molto promettenti”. La prossima puntata del serial russo-americano sarà a Gedda il 23 marzo, per cominciare a mettere per iscritto il piano di pace (verranno anche gli ucraini, ma senza incontrare i russi), o forse soltanto la trama dei sequel successivi, per mantenere alto l’interesse del pubblico.

Da parte russa si applica invece la tattica classica della “trappola sovietica”, come ha osservato l’ex-ufficiale della Cia Matthew Schumacher, quando ai tempi della guerra fredda l’Urss rallentava qualunque processo di dialogo e trattativa per cercare intanto di riorganizzarsi, e trovare nuove leve di influenza sugli avversari. Oggi Putin ha bisogno di tempo non solo per rispettare la scaletta delle puntate fino a maggio, ma anche per mettersi al sicuro dal punto di vista politico e militare, e soprattutto da quello economico.

La sintonia tra i due grandi hockeisti di Oriente e Occidente, come confermano tutti gli osservatori, consegna al Cremlino la prima e fondamentale vittoria agognata da più di trent’anni, vale a dire il ritorno della Russia al tavolo delle superpotenze, come attore di primo piano nell’arena politica mondiale. La questione dell’Ucraina non è neanche l’argomento fondamentale del dialogo, perché oltre allo sport delle palettate sul ghiaccio interessano i grandi affari energetici e minerari, e l’aggiramento delle sanzioni da affidare non soltanto ai sudditi caucasici e centrasiatici o al grande fratello cinese, ma direttamente ai partner americani. L’ultima cosa che può interessare lo zar sono le soluzioni per la pace, visto che ormai è assodato che la guerra rimarrà il contesto fondamentale della vita dei popoli, soprattutto in Europa e dintorni.

Una conferma ulteriore dell’intenzione putiniana di proseguire a oltranza la guerra è stata data dall’assemblea dell’Unione russa degli imprenditori e investitori (Rspp) nei giorni scorsi, in cui il presidente ha garantito che “la Russia è pronta ad attaccare Odessa”, se l’Ucraina non riconoscerà le regioni annesse della Crimea, di Lugansk, Donetsk, Zaporižja e Kherson, che i russi chiamano “il Donbass e la Novorossija”, le zone simboliche dei cosacchi e degli ebrei deportati nei secoli passati. All’inizio la pretesa si limitava al territorio storicamente più significativo della penisola di Crimea, occupata e inglobata nel 2014, ma siccome “nessuno ci ascoltava”, si è giunti a imporre la presenza russa anche al di là dei territori effettivamente conquistati, visto che parti di queste regioni sono ancora sotto il controllo dell’Ucraina. Putin ha comunque dichiarato che Mosca può andare anche oltre queste richieste, mirando a “tutti i territori attualmente sotto il controllo di Kiev”. Non a caso la telefonata con Trump ha avuto luogo subito dopo l’assemblea degli imprenditori, da cui lo zar ha preso particolare ispirazione.

L’incontro della Rspp ha peraltro lasciato una traccia molto ansiosa nell’animo degli industriali russi, soprattutto dopo la relazione del ministro delle finanze Anton Siluanov – riassunta con la frase “non ci sono soldi, ma voi tenete duro” dal presidente dell’associazione Aleksandr Šokhin – che ha anche invitato i presenti ha “sostenere le attività imprenditoriali con le preghiere, insieme alle azioni”. Siluanov ha insistito che il governo farà di tutto con “sussidi, privilegi e sconti”, raccomandando comunque di ridurre gli sprechi e liberarsi delle attività infruttuose, come sta attualmente facendo il colosso Gazprom, licenziando migliaia di dipendenti e mettendo all’asta le sue sedi più lussuose in tutto il Paese. Lo stesso Putin ha poi riconosciuto la necessità di “raffreddare l’economia”, anche se ha invitato a “non arrivare fino alle camere iperbariche”, pur non illudendosi nella speranza di annullamento delle sanzioni contro la Russia che “non hanno precedenti nella storia”, e sono l’espressione della volontà dell’Occidente di “non far crescere la nostra economia” per evitare inutili concorrenze sui mercati internazionali.

Il mantra putiniano in questo senso ribadisce “l’utilità delle sanzioni, che sono un catalizzatore del nostro sviluppo”, costringendo la Russia a ripensare sé stessa come un Paese autonomo e in perenne guerra con il mondo, senza doveri o debiti nei confronti degli altri. In verità i problemi non mancano, con le migliaia di miliardi di spese militari che alimentano l’inarrestabile inflazione, soffocando il business con tassi di interesse molto elevati ormai da mesi. Secondo i dati dello Zmakp, il Centro di analisi macro-economica e di prognosi a breve termine molto vicino al Cremlino, un’azienda su cinque in Russia è a rischio di chiusura, con un’economia determinata dalle “valanghe delle bancarotte corporative”. Il Pil nazionale era cresciuto nel 2024 del 4,1%, con un’economia gonfiata dagli investimenti nell’industria degli armamenti, ma per l’anno in corso il Fondo monetario internazionale prevede al massimo l’1.5%, tre volte di meno del precedente.

Serve quindi almeno una pausa, e le feste di maggio porteranno sicuramente a qualche forma di distensione temporanea. Più di tutti sono eccitati dalle ultime conversazioni imperiali i dirigenti della Crimea, che sperano nel riconoscimento dell’annessione da parte dell’America di Trump, non potendo accontentarsi di quelli dell’Iran, del Venezuela e della Corea del Nord. A Sebastopoli era stata smontata la copia della Statua della Libertà, che ora viene ripresa in fretta e furia dal deposito dove era stata dismessa per ordine dello speaker del parlamento crimeano Vladimir Konstantinov, secondo cui i “buoni risultati” della telefonata transoceanica riguardano proprio lo status della penisola del mar Nero. Egli aggiunge naturalmente che “non permetteremo agli americani di mettere le mani sulle nostre risorse, come stanno cercando di fare in Ucraina”, ma assicura che “la Crimea sarà uno spazio adeguato per il dialogo e la collaborazione a pari diritti e a vantaggio di tutti”, nello spirito della nuova Yalta trump-putiniana. Il voltafaccia è notevole, considerando che Konstantinov era uno dei più accesi critici di Trump prima della sua rielezione, considerandolo “un nemico peggiore di tutti gli altri”.

Il vice-premier della Crimea, Georgij Muradov, rappresentante di Putin nella penisola, vede nei colloqui di questi giorni il “superamento della contrapposizione tra le civiltà”, e addirittura “la formazione di un nuovo sistema di ordine mondiale, senza il conflitto militare globale”. Meglio di tutti rivela l’entusiasmo dei russi un imprenditore e blogger di Mosca che vive a Sebastopoli, Aleksandr Sergeev detto Gornyj, il “Montanaro”, che scrive “ecco che i pindosy sono diventati nostri amici”, usando un termine di origine ucraino-crimeana che indica il disprezzo ironico verso “gli sciocchi stranieri”, come anticamente venivano chiamati i greci della penisola, e gli americani durante i tempi sovietici. Ora è stata data indicazione ai propagandisti del Cremlino di non usare più il termine anglosaksy, visto che è finita la “guerra delle civiltà”, e tornano in voga i pindosy, facili da raggirare e da sfruttare.

Il blogger Gornyj assicura quindi che “torneremo a volare sui Boeing, a guidare le Ford e a usare le carte di credito Visa, sarà una grande turbolenza piena di sorprese, ci attendono già dall’estate grandi cataclismi e catastrofi climatiche, che si trasformeranno in invasioni tecnogeniche e in nuove crisi mondiali, e la nostra Crimea sarà al centro di tutto”.

Questa è proprio la visione della “pace putiniana”, che non viene dagli accordi e dalle trattative, ma mettendo la Russia al centro del mondo, per impedire a chiunque di diventarne padrone. Non sarà un armistizio temporaneo, ma una pace eterna.

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