"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2025 Pagina 28 di 367

PENSIERO QUOTIDIANO

C’era una volta il Natale

Chi è entrato nel mondo negli anni Quaranta del secolo scorso, quando infuriava la prima guerra mondale, e negli anni successivi, caratterizzati dal freddo, dalla fame e dalla povertà, si ricorda bene con quale gioia ci si avvicinava alla notte di Natale, come se fosse un anticipo di paradiso da gustare fino in fondo.

La Messa di mezzanotte era l’appuntamento con il Cielo e noi, come i pastori, ci affrettavamo verso la Chiesa per rivivere la notte santa di Betlemme, mente noi stessi prendevano il posto degli angeli nel cantare la ninna nanna a Gesù Bambino.

Quella di Natale era una notte al freddo e al gelo, ma la luce della fede illuminava i volti e riempiva di gioia i cuori. nei quali il Salvatore del mondo trovava la sua dimora.

Rientrati dalla Santa Messa, intorno a una tavola, si mangiava quello che c’era e bastava poco per fare del Natale una grande festa, perché il Cielo si era aperto e Dio era venuto in mezzo a noi a condividere la nostra povertà, le nostre miserie e i nostri affanni.

Ora tutto è cambiato. Il Natale per la nostra società è divenuta una festa pagana, una fiera delle vanità, dove non c’è posto per la Santa Famiglia di Nazareth e neppure per gli angeli che cantano la pace e meni ancora per gli umili e miti di cuore che il mondo ignora e disprezza.

Noi però, che abbiamo la grazia inestimabile della fede, ben più preziosa delle vanità nelle quali gli uomini si perdono, dobbiamo ritornare al Natale vero, quello che ha vissuto la Santa famiglia di Nazareth, nella preghiera e nell’affidamento a Dio, e prepararci ad accogliere il Bambino Gesù e con Lui i doni inestimabili della pace e della gioia che il cuore desidera.

Trascorriamo interiormente il nostro Natale con Maria, Gesù e Giuseppe, portiamo ai nostri familiari, amici e conoscenti il sorriso dei Bambino Gesù e a questo mondo triste e senza speranza, diciamo anche noi, come gli angeli ai pastori: “Oggi è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo Signore”. Accorreranno alla grotta? Preghiamo perché gli occhi vedano e le orecchie sentano.

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

Un aiuto per la Confessione natalizia

Caro amico,

            la Confessione è un passo importante verso la celebrazione del Natale. Gesù oggi vuole nascere nel nostro cuore e noi dobbiamo preparare una degna accoglienza col  pentimento dei peccati e il proposito di non commetterne più. E’ cosi che, come i Pastori di Betlemme,   possiamo gustare  la pace e la gioia che hanno riempito i loro cuori.

Ecco per te un piccolo aiuto per preparare la tua confessione.  

L’ESAME DI COSCIENZA

I dieci comandamenti

Io sono il Signore Dio tuo:

  1. Non avrai altro Dio fuori di me
  2. Non nominare il nome di Dio invano
  3. Ricordati di santificare le feste
  4. Onora tuo padre e tua madre
  5. Non uccidere
  6. Non commettere atti impuri
  7. Non rubare
  8. Non dire il falso
  9. Non desiderare la donna d’altri
  10. Non desiderare la roba d’altri

I precetti della Chiesa

  1. Partecipa alla Messa la domenica e le altre feste comandate e rimani libero dalle occupazioni di lavoro
  2. Confessa i tuoi peccati almeno una volta all’anno
  3. Ricevi il sacramento dell’eucaristia almeno a Pasqua
  4. In giorni stabiliti dalla Chiesa astieniti dal mangiare carne e osserva il digiuno
  5. Sovvieni alle necessità della Chiesa

I sette vizi capitali

  1. Superbia
  2. Avarizia
  3. Lussuria
  4. Ira
  5. Gola
  6. Invidia
  7. Accidia

Il peccati che gridano al Cielo.

  1. Omicidio volontario
  2. Peccato impuro contro natura
  3. Oppressione dei poveri
  4. Defraudare la mercede a chi lavora

Le virtù teologali

  1. Fede
  2. Speranza
  3. Carità

Le virtù cardinali

  1. Prudenza
  2. Giustizia
  3. Fortezza
  4. Temperanza

Le opere di misericordia spirituale

  1. Consigliare i dubbiosi
  2. Insegnare agli ignoranti
  3. Ammonire i peccatori
  4. Consolare gli afflitti
  5. Perdonare le offese
  6. Sopportare pazientemente le persone moleste
  7. Pregare Dio per i vivi e per i morti

Le opere di misericordia corporale

  1. Dar da mangiare agli affamati
  2. Dar da bere agli assetati
  3. Vestire gli ignudi
  4. Alloggiare i senza tetto
  5. Visitare gli infermi
  6. Visitare i carcerati
  7. Seppellire i morti

Gli ammonimenti della Parola di Dio       

“ Dal di dentro, dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adulteri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo” ( Marco, 7, 21-23).

“ Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maledicenti, né rapaci, erediteranno il regno di Dio” ( 1 Cor. 6. 9-10).

            “ Ma per i vili e gli increduli, gli abbietti e gli omicidi, gli immorali, o fattucchieri, gli idolatri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. E’ questa la seconda morte”  ( Ap 21, 8).

IL RITO DELLA CONFESSIONE

1. Dopo esserti preparato con la preghiera e aver fatto l’esame di coscienza, ti presenti per fare la tua confessione. Il sacerdote ti accoglie invitandoti a fare il segno della croce:

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Rispondi: Amen.

2. Il sacerdote ti esorta ad esporre con retta coscienza i tuoi peccati confidando nell’infinita misericordia di Dio:

Il Signore che illumina con la fede i nostri cuori, ti dia una vera conoscenza dei tuoi peccati e della sua misericordia.

Rispondi: Amen.

3. Incominci la tua confessione dicendo da quanto tempo non ti confessi e esponendo con semplicità, chiarezza, umiltà e brevità tutti i peccati mortali dall’ultima confessione e almeno alcuni peccati veniali.

4. Il sacerdote ti può rivolgere alcune domande e darti dei consigli adatti. Anche tu puoi chiedere dei suggerimenti per il tuo cammino spirituale o spiegazioni su alcune problematiche che non ti sono chiare.

5. Il Sacerdote ti esorta a recitare una preghiera che esprima il tuo pentimento. Potrai recitare una di queste preghiere:    

Mio Dio, mi pento e mi dolgo

con tutto il cuore dei miei peccati,

perché peccando ho meritato i tuoi castighi,

e molto più perché ho offeso te,

infinitamente buono

e degno di essere amato sopra ogni cosa.

Propongo col tuo santo aiuto

di non offenderti mai più

e di fuggire le occasioni prossime di peccato.

Signore, misericordia, perdonami.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

O Gesù di amore acceso

non ti avessi mai offeso,

o mio caro e buon Gesù

con la tua santa grazia

non ti voglio offendere più

né mai più disgustarti,

perché ti ama sopra ogni cosa.

Gesù mio, misericordia.

6. Il Sacerdote, dopo averti proposto la penitenza, ti dà l’assoluzione con queste parole:

Dio, Padre di misericordia,

che ha riconciliato a sé il mondo

nella morte e risurrezione del suo Figlio,

e ha effuso lo Spirito Santo

per la remissione dei peccati,

ti conceda, mediante il ministero della Chiesa,

il perdono e la pace.

E io ti assolvo dai tuoi peccati

Nel nome del Padre e del Figlio

E dello Spirito Santo.

Rispondi. Amen

San Nicola di Bari


Nome: San Nicola di Bari

Titolo: Vescovo di Mira

Altri nomi: San Nicola di Mira

Nascita: III secolo , Pàtara, Turchia

Morte: IV secolo, Licia, Turchia

Ricorrenza: 6 dicembre

Luogo reliquie:Basilica di San Nicola

Sito ufficiale:www.basilicasannicola.it

San Nicola fu uno dei più illustri santi che fiorirono nella Chiesa orientale nel secolo IV. Nativo di Patara nella Licia, dimostrò fin da bambino di essere predestinato a grandi cose. Prestissimo si innamorò della vita religiosa, e si ritirò in un monastero nelle vicinanze di Mira.


Mirabili furono quivi i suoi slanci d’amore al Signore ed il progresso quotidiano nella virtù. Praticava la carità materiale e spirituale verso il prossimo, e di lui rimase celebre il seguente fatto.

Trovandosi tre giovanette in grave pericolo di perdere l’innocenza, non potendo a causa della loro povertà trovare un onesto collocamento, per tre notti consecutive Nicola si portò vicino a quella casa, ed ogni volta vi gettò dalla finestra una borsa (poi simboleggiati nell’iconografia con palle d’oro)  contenente il necessario per la dote di una figlia.


La sua grande devozione lo spinse a visitare la Terra Santa. Durante il viaggio, quando la nave su cui era montato si trovava in alto mare, si scatenò una tempesta tale che i marinai disperavano della salvezza.

Ma Nicola, rassicuratili, si mise in ginocchio: ed il mare divenne calmo e si arrivò felicemente in porto. Ritornato dal pellegrinaggio, trovò vacante la sede episcopale di Mira, capitale della Licia. Nicola, già celebre per i suoi miracoli e per la sua vita esemplare, fu eletto ad occupare quella sede, e la resse sapientemente per molti anni. Fu grande benefattore dei poveri, padre degli orfani, sostegno delle vedove.

Durante la persecuzione di Diocleziano, fu deportato e confinato. Restituita la libertà alla Chiesa, il santo vescovo ritornò tra il suo popolo. Partecipò al Concilio Ecumenico di Nicea ed ebbe parte assai attiva nella confutazione di Ario, che sosteneva che la natura del Figlio non fosse uguale a quella del Padre.

Il Signore lo preavvisò della prossima sua morte ed il Santo, raccomandatosi alle preci del suo buon popolo, radunò il clero, e prese a recitare il salmo: “In manus tuas Domine commendo spiritum meum”, e col sorriso sulle labbra, spirò. Era l’anno 342.

Dopo la morte di San Nicola, le reliquie rimasero fino al 1087 nella Cattedrale di Myra.

autore Beato Angelico anno 1437 titolo Morte e ascensione di san Nicola

Mira le sue reliquie furono venerate finché non sopraggiunse l’invasione mussulmana. Allora vennero poste in salvo da 62 soldati, devoti corsari della città di Bari. E il 9 maggio del 1087, con immensi onori, furono poste nella celebre, vetusta cattedrale del grande porto pugliese, e Bari divenne il più importante centro del culto di San Nicola.

titolo Traslazione delle reliquie di San Nicola
autore Anonimo russo anno XIX secolo

LA MANNA DI SAN NICOLA

La manna di San Nicola è un’acqua straordinaria che si forma nella tomba del Santo, segno tangibile della sua intercessione divina. Questo fenomeno, presente già nella Basilica di Mira, è riconosciuto come una reliquia preziosa per il contatto diretto con le ossa del Santo. Per la tradizione cattolica, sgorgarebbe miracolosamente dalle ossa o dai marmi della tomba, come ricordano alcune liturgie. La raccolta avviene ogni 9 maggio, giorno in cui, alla presenza dei fedeli, il foro della tomba viene aperto per prelevare questa sacra manna. Nonostante la quantità raccolta sia limitata, l’acqua distribuita ai pellegrini è arricchita dalla manna originale, mescolata con acqua benedetta. I Padri Domenicani, custodi della Basilica dal 1951, promuovono una devozione discreta, ricordando che la manna è segno di consolazione per i fedeli ma invitano a viverla come espressione di fede personale, senza trasformarla in elemento necessario per tutti. Per molti, essa è segno di conforto e grazia, un dono spirituale che richiama la presenza viva di San Nicola nella Chiesa.

Approfondimento

I protestanti, come si sa, non ammettono il culto dei santi. Tuttavia, c’è un santo che è popolare anche e soprattutto nei paesi protestanti, benché non tutti sian capaci di riconoscere, sotto le fattezze e l’abbigliamento del bonario Babbo Natale, uno dei santi più celebri della Chiesa cattolica: San Nicola.


Ma non c’è dubbio. Il cappuccio foderato di pelliccia del nordico Babbo Natale, non è altro che la mitria del barbuto vescovo orientale. Infatti, in Germania, in Romania, in Svizzera e in tanti altri stati europei, Babbo Natale si chiama Nikolaus, e il 6 dicembre è festa grande per i ragazzi. Nikolaus, con la gerla colma di doni, ha varcato l’Oceano sulle navi dei coloni olandesi, e in America è diventato “Santa Claus”, re della tradizione natalizia, e anche pubblicitaria del Nuovo Mondo.

Questo non è l’unico segno della popolarità di San Nicola, uno dei santi più venerati in Oriente e in Occidente. Per tutto l’alto medioevo, egli è stato, per la sua delicata carità, qualcosa di simile a ciò che San Francesco è stato ed è ancora per l’evo moderno. E spesso appare vicino a San Francesco nelle pitture delle chiese francescane.

Pensieri sui Vangeli Festivi: II Domenica di Avvento – di Padre Livio

Vangelo

Convertitevi: il regno dei cieli è vicino.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 3,1-12

In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».
E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

Parola del Signore.

🔴LIVE🔴🙏⭐️CATECHESI GIOVANILE⭐️P.LIVIO: LE TROMBE DELL’APOCALISSE – Puntata 5🙏

Loading the player...

Trump critica l’Europa (e non Mosca) nella nuova Strategia per la sicurezza nazionale: «Reale prospettiva di cancellazione della sua civiltà». Reuters: «Gli Usa vogliono che Ue prenda controllo Nato entro 2027»

di Viviana Mazza – Corriere della Sera – 5 Dicembre 2025

Il documento di National Security Strategy firmato dal presidente Usa: difesa dei confini e mantenimento della leadership planetaria. Tra gli obiettivi la fine della guerra in Ucraina, la stabilità strategica con la Russia e il mantenimento di un rapporto economico vantaggioso con la Cina

DALLA NOSTRA INVIATA

WASHINGTON – Donald Trump vuole mantenere una maggiore presenza miliare statunitense nell’emisfero occidentale per combattere le migrazioni, il narcotraffico e l’ascesa di potenze rivali nella regione, secondo la Strategia di sicurezza nazionale, un documento di 33 pagine a firma del presidente pubblicato giovedì senza grandi annunci sul sito della Casa Bianca. 

Il documento, diviso per regioni, parla anche dell’Europa e della guerra in Ucraina e contiene passaggi molto duri sul Vecchio Continente «in declino»: «I funzionari americani si sono abituati a pensare ai problemi europei in termini di insufficiente spesa militare e stagnazione economica. È in parte vero, ma i veri problemi dell’Europa sono più profondi – si legge nel documento -. Il suo declino economico è eclissato dalla reale e stridente prospettiva di cancellazione della civiltà».

PUBBLICITÀ

È una tradizione pubblicare ad ogni mandato questi documenti di strategia da parte dell’esecutivo: è un modo di definire le priorità per il bilancio e le politiche del governo, anche se poi eventi come l’11 settembre o la guerra in Ucraina hanno cambiato le traiettorie definite da presidenti Usa come Bush o Biden.

La National Security Strategy di Trump afferma che «è un interesse chiave degli Stati Uniti negoziare una rapida cessazione delle ostilità in Ucraina, al fine di stabilizzare le economie europee, prevenire l’escalation ed espansione non voluta della guerra e ristabilire una stabilità strategica con la Russia, come pure di consentire la ricostruzione dell’Ucraina dopo la guerra perché possa sopravvivere come Stato».

Ma il documento non critica Mosca. Invece riserva alcuni dei suoi commenti più duri ad alcuni alleati in Europa. «L’amministrazione Trump si trova in disaccordo con i funzionari europei che mantengono aspettative irrealistiche per la guerra, arroccati in governi instabili di minoranza, molti dei quali calpestano i principi basilari della democrazia per sopprimere l’opposizione. Una ampia maggioranza in Europa vuole la pace, ma questo desiderio non si traduce in politica in gran parte per via del sovvertimento dei processi democratici da parte di questi governi». 

Una delle preoccupazioni espresse è l’ascesa della Cina: «La Guerra in Ucraina ha avuto l’effetto perverso di aumentare le dipendenze esterne dell’Europa, specialmente della Germania. Oggi le aziende chimiche tedesche stanno costruendo alcuni dei più grandi impianti del mondo in Cina, usando gas russo che non possono ottenere in patria». 

Un bersaglio particolare è l’Ue: «Le questioni più ampie che affronta l’Europa includono le attività dell’Unione europea e di altri organismi transazionali che minano le libertà politiche e la sovranità, le politiche migratorie che stanno trasformando il continente e creando conflitti, la censura delle libertà di espressione e la soppressione della opposizione politica, facendo crollare le nascite, con la perdita di identità nazionale e sicurezza in sé». 

L’amministrazione, in termini velati, critica i tentativi di limitare l’influenza dei pareri di destra, definendola una forma di censura. Il documento sembra anche suggerire che le migrazioni cambieranno in modo fondamentale l’identità europea, al punto che ciò potrebbe danneggiare l’alleanza economica e militare con gli Stati Uniti

«Nel lungo periodo, è più che plausibile che nel corso di un paio di decenni al massimo, alcuni membri della Nato diventeranno per la maggioranza non europei», si legge nel testo. «Perciò si pone la domanda se vedranno il proprio posto nel mondo o la propria alleanza con gli Stati Uniti allo stesso modo di coloro che firmarono il Trattato della Nato». 

In questo scenario, gli Usa starebbero proseguendo il loro processo di disimpegno dalla Nato: secondo quanto riportato in esclusiva dalla Reuters, gli Stati Uniti vorrebbero che l’Europa prendesse il controllo della maggior parte delle capacità di difesa convenzionali dell’Alleanza, dall’intelligence ai missili, entro il 2027. La volontà statunitense sarebbe stata trasmessa durante una riunione questa settimana a Washington tra il personale del Pentagono che supervisiona la politica della Nato e diverse delegazioni europee.

Il documento di National Security Strategy riconosce tuttavia l’importanza economica e culturale dell’Europa, come pure il fatto che l’alleanza degli Usa con gran parte del Vecchio continente abbia aiutato l’America. L’enfasi è sul far sì che «l’Europa rimanga europea»: «Non possiamo permetterci di mettere da parte l’Europa… sarebbe controproducente per gli obiettivi di questa strategia. Il nostro obiettivo dovrebbe essere aiutare l’Europa a correggere la sua attuale traiettoria».

Il focus sull’Emisfero occidentale è superiore a quello delle precedenti amministrazioni, che si sono spesso concentrate sulla Russia, la Cina e la lotta al terrorismo. È presentato come cruciale per proteggere gli Stati Uniti.

Questi piani vengono definiti parte di un “Corollario Trump” della Dottrina Monroe, ovvero la nozione presentata dal presidente James Monroe nel 1823 che gli Stati Uniti non tollereranno interferenze di avversari stranieri nel proprio emisfero. «La sicurezza dei confini è l’elemento primario della sicurezza nazionale», si legge nel documento, che fa velati riferimenti al tentativo della Cina di conquistare terreno in America Latina, il “cortile di casa” degli Stati Uniti. «Gli Stati Uniti devono essere preminenti nell’Emisfero occidentale, come condizione per la nostra sicurezza e prosperità – si legge nel documento -. I termini delle nostre alleanze, e sulla base dei quali forniamo ogni genere di aiuto, devono essere dipendenti dalla riduzione dell’influenza esterna rivale incluso il controllo di installazioni militari, porti, infrastrutture chiave fino all’acquisto di beni strategici ampiamente definito”.

Questo è anche il primo di una serie di importanti documenti sulla strategia di politica estera e difesa che l’amministrazione Trump dovrebbe pubblicare, inclusa la National Defense Strategy. La pubblicazione ha subito ritardi in parte per via di dibattiti interni nell’amministrazione sulla Cina. Il segretario del Tesoro Scott Bessent ha spinto per ammorbidire il linguaggio su Pechino, secondo fonti del sito Politico, dal momento che continuano i negoziati commerciali.

La Strategia di sicurezza nazionale del primo mandato di Trump era fortemente puntata sulla competizione con la Russia e la Cina, ma il presidente di fatto cercò spesso di negoziare con i leader delle due superpotenze. La nuova strategia sembra riflettere meglio la visione di Trump, che nel documento viene definito un «Presidente di Pace» che «usa la diplomazia in modo non convenzionale».

La Strategia dice che gli Stati Uniti non possono più occuparsi di tutto il resto del mondo. «Dopo la fine della Guerra fredda, le elite di politica estera americane si convinsero che il dominio americano permanente del mondo intero fosse nel miglior interesse del nostro Paese. Ma gli affari di altri Paesi sono di nostro interesse solo le loro attività minacciano direttamente i nostri interessi», afferma l’attuale dottrina. 

Nell’introduzione, Trump dichiara che questa è la «roadmap per assicurarsi che l’America resti la nazione più grande e di maggior successo nella storia umana e la casa della libertà».

Il testo è in linea con diverse scelte della Casa Bianca in quest’ultimo anno, incluso un maggiore schieramento di forze militari nell’Emisfero occidentale (che non è intesa come una mossa solo temporanea e punta anche a identificare nella regione materie prime strategiche come le terre rare), le mosse finalizzate alla riduzione dell’immigrazione, la spinta per rafforzare la produzione industriale e la promozione della «identità occidentale», anche in Europa. 

Nel testo si menzionano i valori tradizionali evocati spesso dalla destra cristiana, con obiettivi quali «la restaurazione e il rafforzamento della salute spirituale e culturale americana», «un’America che celebra le sue glorie passate e dei suoi eroi». «Un numero crescente di famiglie tradizionali forti che crescano figli sani».

Anche la Cina, considerata da molti politici americani bipartisan la maggiore minaccia per gli Stati Uniti, è centrale nel documento, anche se non sempre menzionata direttamente. L’amministrazione promette di «bilanciare i rapporti economici con la Cina, dando la priorità alla reciprocità e equità per ripristinare l’indipendenza economica americana», ma dice anche che «il commercio con la Cina dovrebbe essere bilanciato e puntare su fattori non sensibili» e suggerisce di «mantenere un rapporto economico davvero vantaggioso per entrambi»

La strategia afferma che l’amministrazione Usa vuole evitare la guerra nell’Indo-Pacifico: «Manterremo la nostra tradizionale politica su Taiwan, ovvero che gli Stati Uniti non appoggiano alcun cambiamento unilaterale allo status quo dello Stretto di Taiwan», una frase che rassicura quanti in Asia si preoccupano che Trump si tiri indietro all’appoggio a Taiwan

LA TUA IMMAGINE PER L’IMMACOLATA

SCEGLI LA PIU’ BELLA DA DONARE A UNA PERSONA CARA

🔴LIVE🔴 I DIECI COMANDAMENTI – di Padre Livio Puntata 1 – INTRODUZIONE: ECLISSI ETICA

Loading the player...

MARIA DOLCE MADRE

TROVI LE PUNTATE PRECEDENTI NELLA SEZIONE CATECHESI DI PADRE LIVIO

17. MARIA MADRE CHE COMPATISCE

Maria è una madre “Piena di grazia” e “Tutta santa”. Nessuna creatura le è paragonabile per bellezza e per santità. Maria è il capolavoro insuperabile di Dio, ancora poco conosciuto, come amava ripetere il Monfort. Per questo S. Bernardo affermava che di Lei non si parla mai abbastanza, perché Maria è un mistero insondabile. Quando le viene rivelata dall’angelo la sua sublime vocazione di Madre del Verbo, è perfettamente consapevole della grandezza sconfinata del dono ed è per questo che nel Magnificat esclama: “Tutte le generazioni mi chiameranno beata”. Nel medesimo tempo rimane ancorata alla sua profonda umiltà di “Ancella del Signore”. La grandezza incommensurabile di Maria non le impedisce di posare i suoi occhi misericordiosi sulla nostra miseria. La Madonna non ci guarda dall’alto al basso, come se la sua esenzione dal peccato originale la ponesse su un altro pianeta. Le, dopo che è stata preservata dal naufragio universale, protende le sue mani verso coloro che si dibattono fra i gorghi del male e non si dà pace finché non li abbia portati alla salvezza..

            Quale madre non ha un riguardo speciale per il figlio malato? Se da una parte gioisce per quelli che crescono sani e robusti, dall’altra si preoccupa e si prodiga per quelli più deboli e infermi. Per essi moltiplica le cure e li circonda di ogni attenzione. Il peccato è la più insidiosa delle malattie. E’ un cancro che intacca il tessuto dell’anima, fino a provocarne la morte. La Madonna lo vede nella sua orribile realtà, che sfugge ai nostri occhi accecati. Gli uomini, che si preoccupano per una indisposizione, non si curano affatto degli effetti deleteri del male che commettono. Quanti di essi si sono ridotti a dei cadaveri che camminano?

La Madre celeste versa lacrime di sangue per ogni suo figlio che si perde nel peccato. Consapevole degli effetti mortali della malattia, si china su ogni suo figlio sofferente e fa il possibile e l’impossibile perché guarisca.  La Madonna non ci giudica e non ci condanna. Il suo compito è quello di guarire. Non ci nasconde affatto la malattia, ma lo fa indicandoci il rimedio. Nessun peccato è così grave da allontanarla dalla nostra vita e nessuno è così ripugnante da farle voltare le spalle.

            L’Ancella del Signore ci cura con infinita pazienza. Sa che gli uomini, come i bambini piccoli, sono esposti a tutte le malattie e, non appena sono usciti da una, ricadono subito in un’altra. Lei sa che anche l’anima, come il corpo,  ha bisogno di tempo per guarire. La Madre si china con amore su ogni capezzale e spia ogni più piccolo  miglioramento. Non chiede mai all’ammalato più di quanto questi non possa dare. Non ci fa correre se non abbiamo ancora imparato a camminare. Le basta un briciolo di buona volontà, che la sua sollecitudine prontamente fortifica e valorizza. Con pazienza ci prende per mano e ci accompagna lungo i sentieri faticosi della vita. Se cadiamo ci rialza e si siamo stanchi ci prende in braccio. Pur non essendo mai stata malata, conosce tutte le nostre malattie. Al suo Cuore, che è una fortezza inespugnabile, sono presenti tutte le  nostre debolezze. I peccati la fanno soffrire, ma non le fanno ribrezzo. Versa su ogni  ferita il balsamo della sua misericordia, finché non si sia completamente rimarginata.

            Maria è una madre che compatisce. Prova dolore per le nostre malattie spirituali fino a sentirsi trapassare il cuore. Quale madre non rimprovera il figlio per i suoi sbandamenti? Lo fa anche la Madonna, ma con materna dolcezza e con gli occhi gonfi di lacrime. Se Giuda, dopo aver aperto gli occhi sull’orrore della sua anima, fosse andato da Lei invece di cercare un albero dove appendersi, avrebbe trovato un cuore che l’avrebbe stretto a sé, senza fargli nessuna domanda e senza rivolgergli nessun rimprovero.

Pagina 28 di 367

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy