"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2025 Pagina 267 di 364

Effetto figliol prodigo, in Francia è boom di battesimi adulti

Sempre meno bambini battezzati, ma sempre più francesi al fonte battesimale ci vanno da grandi, a Pasqua. Spesso provengono da famiglie cristiane che non hanno trasmesso loro la fede e la riscoprono da soli dopo aver sperimentato il vuoto.

Luisella Scrosati – La Nu0va Bussola 17_04_2025

Europe1, CNews, Franceinfo, fino a Le Figaro e Le Monde: la grande stampa non può tacere il boom di battesimi che verranno conferiti in Francia a uomini e donne nella prossima Veglia di Pasqua. 10.384 adulti, a cui si sommano oltre 7.400 adolescenti, per un totale di quasi 18.000 catecumeni che stanno per ricevere il Battesimo, è un numero imponente, che non può essere ignorato. I risultati dell’Enquête “Catéchuménat 2025” sur les Baptisés de Pâques mostrano un miglioramento ulteriore del trend positivo dello scorso anno (+45%), che già mostrava un significativo aumento rispetto al 2023, anno della svolta.

La media dei battesimi di adulti negli ultimi dieci anni era di circa 4000 unità ogni anno. Nel 2015 se ne contavano circa 3900, mentre dieci anni dopo oltre 10 mila, con un incremento di oltre il 160%. Tra gli adulti, quest’anno la fascia d’età compresa tra il 18 e i 25 anni (42%) ha superato quella tra i 26 e i 40 (39%). Netta la prevalenza femminile, con il 63% dei battezzandi, così come la loro area professionale di provenienza: il 27% proviene dal mondo degli studenti universitari, che nel 2020 rappresentava appena il 17% del totale, mentre il 36% esercita la professione di impiegato, operaio o tecnico, ed il 13% quello di insegnante.

La maggior parte di questi catecumeni (52%) proviene da famiglie cristiane, ossia da genitori battezzati che tuttavia hanno scelto di non trasmettere la fede ai propri figli; una parte consistente, circa il 18%, afferma di aver vissuto senza una religione. Interessante anche il dato delle conversioni dall’Islam, il 4%, che significa circa 400 persone che lasceranno la religione di Maometto per abbracciare il dolce giogo di Cristo, non di rado entrando in conflitto con i propri familiari.
Tra le Province ecclesiastiche che registrano un incremento di oltre il 50% di catecumeni, rispetto allo scorso anno, troviamo Toulouse, Montpellier, Clermont, Lyon, Dijon, Tours, Besançon e Metz.

Sul versante degli adolescenti (11-17 anni), i numeri risultano un po’ più incerti, poiché non tutte le diocesi francesi hanno inviato i dati relativi. Inequivocabile è però l’aumento rispetto allo scorso anno (+33%) degli adolescenti che riceveranno il battesimo la notte o il giorno di Pasqua, confermando una crescita costante a partire dal 2023. Anche tra gli adolescenti è netta la prevalenza femminile (65%).

Il dato estremamente positivo dei catecumeni non deve però far dimenticare che in Francia, ogni anno, il numero dei bambini che vengono battezzati è drammaticamente in calo. Secondo Le Monde, «nel 1974, tre quarti dei bambini con meno di 7 anni erano battezzati, la metà nel 1996 e non più di un quarto nel 2024». VaticanNews ricorda che il numero assoluto di battezzati in vent’anni, dal 2000 al 2020, si è drasticamente dimezzato. E tuttavia l’incremento che si registra da circa tre anni fa riflettere, oltre che ben sperare.

Da qualcuna delle testimonianze emerse, sembra che il fattore “figliol prodigo” sia stato determinante, non necessariamente per essersi volontariamente allontanati dalla casa paterna, ma per aver sperimentato quella tremenda fame che contorce le viscere dell’anima. Anaë, 20 anni, della diocesi di Nantes, si è ritrovata a vivere una profonda depressione già a 12 anni, probabilmente provocata da alcune dipendenze della madre. Poi gli sforzi di riempire il vuoto che la divorava, con nottate passate a consumare alcool, droghe, relazioni mordi e fuggi. Nel gennaio 2022, racconta, «non riuscivo ad alzarmi dal letto, non avevo nulla da fare, passavo le giornate a rimuginare. Poi ho sentito parlare della Quaresima. Senza capire perché, in quel preciso momento, ho sentito come una forza nel mio cuore che mi spingeva a scoprire di cosa si trattava. Volevo assolutamente sapere tutto. In seguito ho capito che il mio cuore cercava davvero di conoscere Dio. Due mesi dopo, il 2 marzo 2022, ho iniziato il mio primo periodo di Quaresima. Da quel giorno, non ho più lasciato il Signore». La frequentazione delle sante Messe, senza comprendere né capire più di tanto e quindi l’incontro con la comunità cristiana a Nantes: «Dio è venuto a cercarmi quando avevo toccato il fondo, e nemmeno avevo idea di chi fosse». Il buon Samaritano non riposa mai, ma percorre instancabile la strada che va da Gerusalemme, la città di Dio, a Gerico, la città maledetta, nonché la più bassa del globo terrestre (-250m s.l.m.), per soccorrere i viandanti che incappano nei briganti.

Lautalyne, 22 anni, studentessa a Lione: «Stavo attraversando un periodo difficile della mia vita, avevo problemi di salute e aspettavo le visite mediche con due o tre anni di ritardo. Un giorno, molto semplicemente, ho pregato e la mattina dopo ho avuto le mie visite mediche entro una settimana». La fede cristiana, non a caso, si fonda sulla prova storica che Dio mostra la potenza del suo braccio proprio quando umanamente non c’è più speranza. Lo ha fatto nell’attraversamento del Mar Rosso, evento storico (checché ne dicano certi biblisti) paradigmatico, dove Jahvé interviene quando il popolo aveva davanti a sé il mare e dietro i carri del faraone; lo ha fatto nella risurrezione di Cristo, quando la pietra aveva già chiuso il sepolcro.

Non vi sono dati che permettono di avere contezza su quanti di questi catecumeni provengano da “cammini” ecclesiali particolari, e quanti invece siano stati “pescati” direttamente dal Signore, per quanti di loro sia stata decisiva un’amicizia oppure la partecipazione, forse casuale, alla liturgia della Chiesa. Il contesto universitario appare però un terreno fertile. P. Jean-Baptiste Siboulet, cappellano universitario a Nantes, spiega che quasi tutte le settimane gli provengono richieste di giovani studenti che vogliono conoscere di più il cattolicesimo: «i giovani vogliono comprendere, conoscere ed acquisire delle basi teologiche solide».

Sembra chiaro che è l’incontro con il Dio vivo, principio di luce e di vita, con la sua potente misericordia, a convertire i cuori, non il cristianesimo dei valori; cuori che poi cercano appunto solidità, perché di mode entusiasmanti ma peregrine ne hanno abbastanza. È il buon Samaritano a caricare su di sé le anime, lasciate mezze morte sulla via, e portarle alla locanda, dove chiede alla sua Chiesa di prendersi cura di loro, promettendo di ricompensare ogni spesa al suo ritorno.

I numeri molto dicono, ma molto di più nascondono; quello che mai emergerà da ricerche, sondaggi e statistiche è quella parte invisibile, ma sostanziale e determinante, che accompagna ogni conversione. Dietro ad ogni errante che si avvicina o riavvicina a Dio, ci sono la preghiera, il sacrificio, l’offerta di tante persone, i cui gemiti sono conosciuti solo dal Signore; una rete nascosta di intercessori che si estende per tutto l’orbe terrestre, e lo valica per congiungersi con le preghiere dei santi e degli angeli. E la Francia cattolica, che da secoli soffre la persecuzione di una delle peggiori forme di laicismo, e non di rado deve soffrire anche a causa dei suoi pastori, non manca di queste anime. Non c’è male che Dio non sappia volgere ad un bene.

DIARIO RADIOFONICO QUOTIDIANO

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59.  Medjugorje dovrà dare l’esempio al mondo di come rispondere alla rivelazione dei Segreti

Il villaggio di Medjugorje era alle origini un gruppo di case contadine intorno alla Chiesa, che la Provvidenza aveva procurato di costruire più ampia del bisogno.

Da allora è divenuto un centro mondiale di spiritualità mariana grazie alla più lunga mariofania di tutti i tempi che, secondo quanto ha rivelato la Regina della pace, durerà fino alla morte dei Veggenti.

In tutti questi anni Medjugorje è stato uno strumento col quale la Madonna ha portato avanti il suo piano di rinnovare la Chiesa e di salvare il mondo dalla distruzione.

Non vi è dubbio che non siano mancati gli alti e i basi, come appare anche negli stessi messaggi che la Madonna ha rivolto alla Parrocchia. Alla fine però il Cielo ha ritenuto la risposta valida, anche se forse avrebbe desiderato  di più.

Non vi è dubbio che Medjugorje svolgerà un ruolo di primaria importanza anche e soprattutto nel tempo dei Segreti e la Madonna al riguardo si aspetta che non venga tradita la sua presenza, come già aveva anticipato nel messaggio del 25 Gennaio 1991.

Questo riguarda innanzi tutto l’evento del primo Segreto che coinvolgerà direttamente la Parrocchia di Medjugorje. Il tema è delicato perché il primo Segreto, come il secondo, sono eventi naturali che provocheranno disastri, anche se non così gravi come quelli successivi dal quarto al decimo.

Al riguardo la Veggente Mirjana è stata chiara e in ogni caso le decisioni della Madonna non possono essere messe in discussione. Nella versione di Mirjana i due eventi hanno la finalità di una purificazione interiore e di elevare l’anima a visione nella luce dell’eternità di questa vita che passa.

Forse è questo il motivo per cui a Medjugorje il tema dei Segreti non pare all’ ordine del giorno. Però è necessario che ci sia al riguardo una preparazione seria, perché il comportamento degli abitanti di Medjugorje sarà un esempio per tutti coloro che, nel mondo,  saranno coinvolti nei Segreti successivi, molto più gravi nelle conseguenze.

Quello che si può prevedere  è che, col primo segreto, a  Medjugorje ci saranno grandi cambiamenti spirituali e materiali che prepareranno all’evento inimmaginabile del terzo Segreto.

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 310 – LA CHIESA, TEMPIO DELLO SPIRITO SANTO

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IL VELO DELLA VERONICA

Roberto de Mattei  – Corrispondenza Romana -1894

Simone di Cirene e la Veronica sono due personaggi che la tradizione della Chiesa ha reso cari ai fedeli che, nella Via Crucis, si uniscono alla Passione di Nostra Signore.

Di Simone il Vangelo dice: «Allora costrinsero un tale che passava, Simone di Cirene, padre di Alessandro e di Rufo, che veniva dalla campagna, a portare la croce» (Mc 15, 21).

Simone, proveniente da Cirene, una città della Libia nordafricana, che all’epoca ospitava una fiorente comunità ebraica, si trovava a passare per caso e fu obbligato a portare la Croce, perché a Gesù mancavano le forze e i Giudei volevano invece che arrivasse fino al Calvario, per vederlo lì crocifisso. Ma l’imposizione che Simone subì fu per lui uno straordinario privilegio, ed è perciò lecito immaginare che la Divina Provvidenza lo prescelse perché la sua anima era stata mossa a profonda compassione, davanti all’infame spettacolo. 

La Veronica agì invece di sua iniziativa, con quello slancio che rende spesso le donne più generose e pronte al sacrificio degli uomini. La ricompensa per lei fu straordinaria. Secondo la tradizione, l’immagine del Sacro Volto di Gesù rimase impressa sul velo di lino che aveva offerto al Salvatore, per asciugare il sangue e il sudore del suo viso.

Poco sappiamo di entrambi, ma il fatto che il Vangelo di Marco (15, 21) nomini i figli di Simone, fa pensare che la sua famiglia possa aver svolto un ruolo attivo della Chiesa primitiva e che Rufo, citato da san Marco, sia lo stesso menzionato da san Paolo nella Lettera ai Romani, quando dice: «Salutate Rufo, l’eletto nel Signore, e sua madre, che è anche madre mia» (Rm 16, 13).

Veronica, non compare nei Vangeli canonici, ma a differenza di Simone, è venerata come santa dalla Chiesa cattolica, il che ne fa un indiscusso personaggio storico, che ha avuto una grande importanza nella devozione della Chiesa, proprio grazie al suo Velo che è divenuto una delle reliquie più preziose della Cristianità. 

Il velo della Veronica è conservato nella Basilica di San Pietro almeno dagli inizi dell’VIII secolo, quando papa Giovanni VII fece erigere una cappella a San Pietro dedicata alla reliquia, forse giunta, come molte altre, da Costantinopoli. Il riconoscimento della sua autenticità è dimostrato anche dal fatto che nel XIII secolo, Papa Innocenzo III autorizzò la sua esposizione pubblica e da allora, in occasioni speciali, venne mostrato ai pellegrini dalla loggia di San Pietro, con grande afflusso di fedeli. Ce lo attesta Dante Alighieri che, in un celebre passo della Divina Commedia, paragona sé stesso ad uno dei tanti pellegrini venuto «forse di Croazia» a venerare l’icona del volto di Cristo nel primo Giubileo dell’anno 1300:

[…] colui che forse di Croazia
viene a veder la Veronica nostra,
che per l’antica fame non sen sazia,
ma dice nel pensier, fin che si mostra:
‘Segnor mio Iesù Cristo, Dio verace,
or fu sì fatta la sembianza vostra?
’
[Paradiso, XXXI 103-108]

Espressione di questa devozione è anche la grande statua della Veronica, realizzata dallo scultore Francesco Mocchi nel 1640, che si trova in una nicchia dei quattro piloni che sorreggono la Basilica di San Pietro.

 Il gesuita Heinrich Pfeiffer (1939-1921), professore di Storia dell’arte nella Pontificia Università Gregoriana, nel suo libro Il Volto Santo di Manoppello (Carsa Edizioni, Pescara 2000) ha sostenuto, supportando la sua tesi con indagini storiche e iconografiche, che la preziosa reliquia, custodita per secoli nella Basilica di San Pietro, sarebbe stata trafugata e trasportata in segreto nella piccola città dell’Abruzzo di Manopello, tra il 1608 e il 1618. 

Veronika Maria Seifert, docente di Storia della Chiesa all’Istituto Superiore di Scienze Religiose Sant’Apollinare, che ha condotto a sua volta una meticolosa ricerca, in un libro dedicato a Il sudario della Veronica e il Volto Santo. Storia e devozione (Velar, Bergamo 2024), afferma invece che la reliquia sottratta nel XVII secolo dalla Basilica di San Pietro, non è il sudario della Veronica, bensì quello del Volto Santo ovvero il piccolo sudario testimoniato da Giovanni nella tomba vuota (Gv 20, 7). La Madre di Dio, gli apostoli e i discepoli dell’epoca avevano raccolto con cura tutti gli oggetti che erano venuti a contatto con Gesù, spiega l’autrice di questo studio, e le due reliquie, custodite con devozione nella Chiesa di generazione in generazione, erano giunte entrambe a Roma. Il sudario della Veronica si trova ancora in Vaticano, mentre il Volto Santo fu trasferito nel XVII secolo nel Convento dei Cappuccini di Manoppello. Tra le due reliquie intercorrono incredibili punti di contatto, ma anche profonde divergenze: dagli occhi, chiusi o aperti, al “disegno” impresso sulla stoffa in modo più o meno leggibile. 

La Basilica di San Pietro rivendica il possesso del Velo della Veronica, visto che il 6 aprile del 2025 lo ha pubblicamente esposto, come ogni quinta domenica della Quaresima, dalla Loggia della Veronica. Le sacre reliquie, considerate “acheropite”, ovvero immagini non dipinte da mano d’uomo, che restituiscono ai fedeli l’effige del Cristo sofferente, morto e risorto, sono dunque tre: il velo della Veronica, il Sacro Volto di Manoppello e la Sacra Sindone di Torino. 

 Quale che sia numero di queste reliquie e il luogo dove sono conservate, esiste da tempo immemorabile un profondo culto al Sacro Volto di Gesù. Santa Teresa del Bambin Gesù e del Volto Santo, che ne è stata una fervente devota, contemplava con immenso amore il volto di Gesù, che malgrado i segni di tutte le ferite, le percosse e le umiliazioni subite, esprimeva una impressionante misericordia, mitezza e nobiltà di tratti.

La Chiesa è il Corpo Mistico di Cristo e sta davanti a noi come Cristo davanti alla Veronica. Nel sacro volto che la Veronica ci ha tramandato, oggi contempliamo le sofferenze della Chiesa, che soffre il suo Venerdì Santo, ma che conserva la straordinaria dignità che illuminava il Volto di Cristo nella Sua Passione. I santi nel corso dei secoli hanno pianto sulla Passione di Cristo. Che la Madonna inumidisca almeno i nostri occhi e scuota il nostro cuore torpido, unendoci intimamente, nel Sacro Triduo, alla sua compassione redentrice.

Via Crucis con Vicka sul Krizevac a cura di P. Livio

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla Passione di Maria in unione con Gesù – Venerdì Santo

Il Venerdì Santo è un giorno particolare, dedicato alla preghiera, al digiuno e soprattutto alla contemplazione della Croce sulla quale Cristo si è immolato come vittima d’amore per la salvezza dei peccati del mondo. Per gli Apostoli è stato difficile comprendere l’importanza e la grandezza della Croce, ma con la grazia dello Spirito Santo disceso su di loro nel giorno della Pentecoste Pietro ha capito perché Cristo ha dovuto patire sulla Croce.

Cristo patì per i nostri peccati. Il Figlio di Dio ha dovuto espiare tutti i peccati di tutti gli uomini, di tutti i tempi. Sulla Croce Cristo ha distrutto il male, lo ha vinto. È questo il senso della sofferenza di Gesù proprio perché il suo dolore è animato dall’amore per l’umanità. Sono misteri che possono essere illuminati solamente dalla grazia della fede. Al di là della carne e del sangue e al di là dell’intelligenza umana, ci vuole la grazia dello Spirito Santo.

La Madonna ha partecipato profondamente alla Passione di Suo Figlio Gesù. Non deve colpire, allora, il fatto che proprio nei giorni della Settimana Santa la Madonna fosse presente a Gerusalemme consapevole di quello che Suo Figlio avrebbe affrontato. La Madonna sapeva che una spada le avrebbe trafitto l’anima, come predetto dal vecchio Simeone. A differenza degli Apostoli, Maria aveva capito e aveva creduto a tutte le rivelazioni che Gesù aveva fatto su come sarebbe avvenuta la Redenzione.

Tutta la vita di Maria è stata contrassegnata dalla Passione, dal dolore proprio perché aveva compreso profondamente e fin da subito che quel Bambino concepito verginalmente era il Figlio di Dio e che sarebbe morto sulla Croce per redimere i peccati del mondo. Maria ha sofferto insieme a Suo Figlio e il suo più grande dolore era dovuto al fatto che la crocifissione sarebbe stata inutile per molti che l’avrebbero rifiutata, non l’avrebbero accolta come ancora della Salvezza. Il rifiuto della Salvezza che viene dalla Croce da parte di molti è il motivo della sofferenza di Gesù durante la Passione e mentre prega sudando sangue nel Getsemani. È per lo stesso motivo che la Regina della pace piange lacrime di sangue per ogni suo figlio che si perde nel peccato.

La Madonna ha avuto l’annuncio della sua sofferenza quando Gesù è stato presentato al Tempio, quando Simeone le annunciò la profezia del dolore che, come madre, avrebbe dovuto affrontare. Quelle parole sono state l’orizzonte che Maria ha avuto davanti agli occhi durante tutta la vita di Gesù, fin dall’infanzia; durante la predicazione quella prospettiva si è concretizzata. Quando Gesù è entrato nella Sinagoga di Nazaret e ha preso il testo messianico del profeta Isaia e lo ha attribuito a se stesso: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura, che voi avete udito». Gli abitanti di Nazaret hanno reagito con ostilità e lo hanno deriso rabbiosamente; non volevano accettare che il figlio del falegname si autoproclamasse il Messia, lo conducono in cima a una collina per gettarlo giù e ucciderlo. Di fronte a un evento del genere possiamo immaginare la sofferenza e l’angoscia di Maria che aveva visto suo Figlio così disprezzato proprio nella città dove era cresciuto.

Le classi dirigenti di allora avevano già condannato Gesù e lo avevano giudicato un bestemmiatore proprio perché diceva di se stesso di essere il Figlio di Dio, il Salvatore del mondo. Nei tre anni di predicazione pubblica non hanno potuto condannarlo a morte perché non era giunta ancora la sua ora, ma indubbiamente la Madonna è stata testimone della durezza dei cuori di questo mondo che non vuole Dio. La Regina della pace ripete queste parole ancora oggi nei Messaggi di Medjugorje: «l’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione» (Messaggio del 25 gennaio 2023). La Madonna soffriva molto perché Suo Figlio – che sarebbe morto sulla Croce per salvare l’intera umanità – veniva rifiutato, deriso e condannato da quelli che avrebbe salvato.

Maria ha capito e creduto alle parole di Gesù quando diceva che sarebbe stato catturato, imprigionato, percosso e crocifisso. La Madonna ha creduto anche alle parole di Gesù sulla sua gloriosa Resurrezione. Maria ha accettato che Suo Figlio fosse vittima innocente d’amore perché sapeva che quella era la volontà di Dio ed era sicura che Gesù sarebbe risorto. La fede di Maria e l’accettazione della missione di Suo Figlio hanno sostenuto Gesù. Quando la Vergine Maria dice sì all’angelo che le annuncia che il Figlio di Dio si sarebbe fatto carne nel suo grembo, nel suo “Eccomi” è racchiusa anche l’accettazione della Croce. La Madonna accetta la volontà di Dio che invia Suo Figlio a patire sulla Croce per cancellare i peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi. La Regina della pace ha racchiuso in una bellissima frase il suo atteggiamento di accettazione della volontà del Padre: «La mia vita è stata dolore, silenzio ed un’immensa fede e fiducia nel Padre Celeste» (Messaggio a Mirjana del 2 settembre 2016).

Il grande amore per Suo Figlio, per l’umanità e per il disegno di Dio, hanno fatto sì che la Madonna accettasse la Croce come l’ha accettata Gesù stesso. Maria segue sempre Gesù, è con Lui in ogni istante, non lo abbandona mai. La Madonna è stata l’unica a comprendere profondamente quello che sarebbe accaduto a Suo Figlio. La Madonna ha illuminato gli Apostoli, li ha fortificati nella fede proprio perché Lei stessa è sempre stata fedele alle parole di Cristo. La Madonna è testimone di tutto quello che è avvenuto, ha visto il Figlio maciullato dai flagelli, incoronato di spine, beffeggiato dai soldati, umiliato e offeso. Maria ha visto fino in fondo il coraggio di Suo Figlio, l’amore di Dio attraverso il sacrificio di Gesù. La Madonna ha sempre creduto, la sua fede non ha vacillato nemmeno per un istante. La Madonna ha visto anche la ferocia della gente, l’odio dei cuori che hanno rifiutato Gesù e preferito Barabba, ha visto il diavolo che possedeva le anime.

Maria nella sua umiltà ha accettato la sofferenza di Suo Figlio, proprio come Gesù stesso ha preso la Croce e l’ha portata su di sé per espiare i peccati anche di coloro che non credevano, che lo condannavano, che gli sputavano addosso. Anche oggi Cristo è rifiutato, è condannato, è maltrattato, è deriso. I cuori umani sono feroci, sono intrisi di odio e di violenza.

Maria, ai piedi della Croce, è come un altare che offre al Padre Suo Figlio, vittima d’amore per la salvezza del mondo. Commuove contemplare con quanta devozione, amore e dolore, Maria prende tra le braccia il corpo di Suo Figlio e se ne prende cura con amore immenso di Madre. Maria, poi, sarà la prima a vedere Gesù Risorto, sarà l’unica ad aspettarlo vivo nel giorno della Resurrezione. Il dolore della Madonna continua ancora, a Medjugorje ha detto che versa lacrime di sangue per ogni figlio che si perde nel peccato.

È il momento di lavare le nostre anime con il sangue di Cristo e con le lacrime di Maria dai peccati che le insudiciano.

IL SALUTO PASQUALE DI VICKA

LA CARA VICKA VEGGENTE DI MEDJUGORJE HA INVIATO QUESTO AUGURIO PASQUALE PER TUTTA LA FAMIGLIA DI RADIO MARIA

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

LA PASQUA DI RADIO MARIA UCRAINA

✝🙏🌿 DA RADIO MARIA UCRAINA SEDE DI KIEV – POCO FA: P.ALEKSEJ Direttore-
Venerdì Santo – 18/4/25

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🔴LIVE🔴QUARESIMALE DI PADRE LIVIO: IL MIRACOLO DELLA CONVERSIONE

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