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68. I Segreti sono eventi che si manifestano nella natura e nella storia
Solo uno dei dieci Segreti è un evento soprannaturale che viene direttamente da Dio, ed è il segno sulla collina delle prime apparizioni.
Gli altri nove Segreti sono eventi della natura e della storia che crescono mano mano che il tempo passa e, come tali, possono essere percepiti nel loro progressivo sviluppo.
In particolare la Madonna a Medjugorje, come a Fatima, ha ci ha insegnato a vedere l’azione di satana che agisce per portare l’umanità all’autodistruzione mediante l’odio e la guerra.
È questa una realtà che si manifesta e si espande sotto i nostri occhi e che viene resa sempre più drammatica dall’empietà delle guerre in corso e dalla minaccia di armi estreme in grado di distruggere la natura, la vita e il pianeta sul quale viviamo.
Il crescendo di questa corsa verso l’abisso vedrà momenti spaventosi, come mai erano accaduti in passato, e che noi sessi stiamo preparando, accecati dall’odio e dalla superbia.
Il fatto che la Madonna li riveli tre giorni prima, avrà degli effetti che non possiamo immaginare, ma che saranno salutari per quanto riguarda la fede, la preghiera e la salvezza delle anime.
Uno degli eventi più significativi è rivelato dallo scenario del terzo Segreto di Fatima con una persecuzione alla Chiesa che non ha precedenti nel tempo, con la chiara finalità di annientarla anche fisicamente.
Quando questo accadrà ci renderemo conto che la manifestazione di questo odio satanico non è stata un evento improvviso, ma semplicemente la traduzione nei fatti delle molteplici ideologie anticattoliche che vengono diffuse nel nostro tempo.
Lo stesso possiamo dire dell’apostasia, una realtà che è la conseguenza della zizzania che satana semina e che inquina e istiga al male molti cuori.
Tutto questo è una conferma che dei Segreti che la Madonna ha rivelato ai sei Veggenti di Medjugorje hanno come causa il peccato e il suo infernale ispiratore, ma che la Madonna manifesterà perché cadano le squame dagli occhi e le persone si convertano.
Noi, nella luce della divina sapienza, possiamo individuarli fin da ora, per poterli affrontare al momento opportuno con le armi della vittoria.

Pensiero Spirituale sulla recita del Santo Rosario
La Regina della pace fin dall’inizio delle apparizioni a Medjugorje ha dato come indicazione spirituale di pregare il Santo Rosario completo tutti i giorni; il 14 agosto 1984 è apparsa inaspettatamente al veggente Ivan, nella vigilia della solennità dell’Assunta, e gli ha detto di trasmettere al popolo queste parole: «Vorrei che la gente in questi giorni preghi con me. E che preghi il più possibile. Che inoltre digiuni il mercoledì e il venerdì. Che ogni giorno reciti almeno il Rosario: i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi». Nel 2002 San Giovanni Paolo II ha introdotto i Misteri della luce, pertanto, le Corone sono diventate quattro.
Sostanzialmente la Madonna ci chiede di dedicare un paio d’ore della nostra giornata alla recita del Santo Rosario. Sono consapevole che la vita frenetica, il lavoro, la famiglia, gli impegni sono molti, i tempi sono cambiati e la società è ben diversa rispetto a qualche decennio fa; possiamo, però, suddividere la nostra preghiera in diversi momenti, ad esempio in auto quando andiamo al lavoro, in fila al supermercato, mentre aspettiamo i bambini fuori da scuola, al mattino mentre ci prepariamo. Sono tanti i momenti della giornata in cui possiamo per così dire “distribuire” le Corone del Rosario.
La Madonna è da sempre molto insistente nella recita del Santo Rosario, ci tiene molto e lo manifesta in tutte le apparizioni anche del secolo scorso, oltre che a Medjugorje. La recita del Santo Rosario affonda le sue radici lontano, fin dai tempi della battaglia di Lepanto (1571), quando i marinai cristiani si unirono a Papa Pio V (un domenicano) nella preghiera del Santissimo Rosario e sconfissero una forza turca molto più grande. La battaglia fu un punto di svolta nel respingere le invasioni turche dall’Europa. Il 7 ottobre è stata istituita la festa della Madonna del Rosario proprio per ricordare la battaglia e l’intercessione della Madonna.
Viviamo in una società laicizzata, mondanizzata, dove la dimensione soprannaturale è stata completamente cancellata e il riferimento a Dio è totalmente assente. Certamente a questo hanno contribuito i mass-media (esclusi quelli cattolici, ovviamente) che non fanno altro che bombardare di notizie e alimentare le chiacchiere della gente, senza alcun riferimento all’interiorità e alla spiritualità. La mentalità moderna, ormai, esclude il soprannaturale e indirizza l’opinione pubblica in maniera molto terrena ed effimera. I mass-media non orientano mai lo sguardo della gente verso il Cielo, anzi.
In questa situazione veniamo rinchiusi in una sorta di bozzolo intramondano, dalla nascita alla morte. Benché per grazia abbiamo la voce interiore della coscienza che ci richiama al trascendente, generalmente siamo comunque trascinati in un modo di pensare ormai globalizzato, standardizzato alla totale assenza di riferimenti a Dio.
Indubbiamente la perdita della fede è la catastrofe del nostro tempo. Anche i cristiani sono stati ampiamente condizionati da questo tipo di società e, nonostante ci siano delle evidenti piccole riprese, molti hanno abbandonato la fede, vivono ignorando i Comandamenti e i Sacramenti sono ormai quasi del tutto disertati.
In questo contesto storico, allora, la Madonna ha pensato a una medicina, uno strumento efficacissimo, per conservare la fede e irrobustirla, proprio perché sta rischiando di evaporare. La Madonna ha chiesto la recita del Rosario completo, la contemplazione di venti Misteri suddivisi ingaudiosi, dolorosi, gloriosi e luminosi. Il Rosario è una preghiera molto semplice, non necessita del supporto di un messale, l’enunciazione dei Misteri è facilmente memorizzabile. Se detto con un po’ di attenzione, il Rosario è in grado di richiamare ai misteri della Redenzione lungo il corso di tutta la giornata, è una medicina potentissima contro tutte le malattie della secolarizzazione che hanno abolito la Legge di Dio. Il Rosario è un antidoto fortissimo per conservare la fede e per fermare il virus della scristianizzazione.
Il Rosario, inoltre, è alla portata di tutti. I bambini sono già in grado di pregare il Rosario se in famiglia viene insegnato. È una preghiera che abbraccia la Chiesa intera dalle più alte cariche ecclesiali alla gente semplice, i bambini, gli adulti, i malati, i sofferenti, le famiglie, le persone sole. Può essere recitato ovunque: in auto, in casa, in un letto di ospedale. La Madonna vuole questa preghiera sulle labbra di ciascun pastore della Chiesa e di tutti i cristiani, anche i più semplici.
L’efficacia della recita del Santo Rosario completo sta proprio nel fatto che, meditando i venti Misteri, ci accostiamo quotidianamente all’intera opera della Redenzione. Il Rosario completo è una sintesi mirabile del Cristianesimo. La pratica quotidiana permette di raggiungere un livello spirituale altissimo, si riescono a portare avanti le occupazioni quotidiane e terrene mantenendo lo sguardo interiore elevato verso il Cielo.
Ad esempio, se iniziamo la giornata meditando i Misteri della gioia, ripercorriamo eventi meravigliosi come l’Annunciazione, la visita di Maria alla cugina Elisabetta, la nascita di Gesù, la presentazione di Gesù al tempio e il ritrovamento di Gesù fra i dottori. Con queste immagini nel cuore, le nostre labbra pregano ringraziando Dio per aver fatto del nostro cuore la sua dimora.
I Misteri della luce, poi, ci portano a meditare sul valore del Sacramento del Battesimo, sull’annuncio della conversione e del Regno di Dio e quindi ci rafforzano nella convinzione e nel coraggio di annunciare e testimoniare la nostra fede.
I Misteri dolorosi avvicinano le nostre sofferenze a quelle di Gesù, lo accompagniamo sulla via del Calvario con le nostre croci e, guardandolo soffrire, chiediamo la grazia di sopportare i nostri dolori e offrirli per amore, per la salvezza delle anime. Uniti a Cristo nella meditazione delle umiliazioni che ha subito per noi, ci sentiremo più forti nel sopportare qualsiasi oltraggio nei nostri confronti.
I Misteri della gloria ci aiutano a chiedere alla Vergine Maria di saper ringraziare la Santissima Trinità per il miracolo meraviglioso dell’Opera della Redenzione, della santificazione e della glorificazione che ci tocca da vicino e riguarda la nostra vita perché essa ci eleva, ci redime, ci santifica.
Recitato e meditato in questo modo il Rosario diventa un viaggio attraverso tutti i misteri meravigliosi della salvezza, della gioia, della luce, del dolore e della gloria. Applicandosi quotidianamente nella recita completa del Santo Rosario, essa stessa diventa una pratica di cui non si riesce più a fare a meno. La Madonna ha chiesto la recita completa del Rosario ogni giorno proprio per questo motivo, per elevarci spiritualmente nonostante le occupazioni terrene. Questa pratica è veramente alla portata di tutti se impariamo a valorizzare i vuoti della giornata.
Continuando nella pratica e tenendo viva la recita quotidiana del Rosario completo la nostra anima si eleva e la nostra psiche ne risente positivamente perché scopriamo quanto è bello godere della compagnia di Gesù e di Maria in ogni momento. Per invogliarci alla preghiera e non aiutarci a prendere questa sana abitudine teniamo la Corona del Rosario sempre a portata di mano, in tasca ad esempio. La recita quotidiana delle quattro Corone è una corazza invulnerabile agli strali del maligno: «rivestitevi dell’armatura contro satana e vincetelo con il Rosario in mano» (Messaggio dell’8 agosto 1985). Satana è veramente libero dalle catene e solamente chi lo sa affrontare con la Corona del Rosario in mano ne esce vittorioso.
Prendiamo questo impegno di recitare il Rosario nella sua completezza. Inizialmente saremo un po’ in difficoltà, ma poi diventerà un’abitudine di cui non riusciremo più a fare a meno proprio perché ne sentiremo i benefici interiori che solamente questa pratica può darci. La preghiera del Santo Rosario non solo fa bene a noi stessi, ma porta tantissime anime a Dio proprio per la sua forza di intercessione. La Madonna ci ha promesso la pace, la Corona del Rosario è l’arma della battaglia e della vittoria.
di Lorenzo Cremonesi – 30 Aprile 2025
Mentre a Gerusalemme i suoi confratelli studiavano l’arabo, lui scelse l’ebraico
Quando, nei primi anni Novanta, Pierbattista Pizzaballa era un frate francescano poco più che trentenne, studioso di teologia e innamorato della Terra Santa, tanti nella comunità cattolica latina di Gerusalemme lo consideravano un «filo-sionista». Mentre era normale allora per tutti gli uomini di chiesa arrivati dall’Europa studiare arabo, Pizzaballa scelse invece di seguire i corsi di ebraico all’Università ebraica di Monte Scopus.
Erano gli anni del patriarcato del palestinese Michel Sabbah. La Chiesa locale guardava con sospetto alle ripercussioni tardive del Concilio Vaticano II, che finalmente anche qui volevano aprire al dialogo con gli ebrei «fratelli maggiori», come li aveva chiamati papa Wojtyla. Le violenze della prima Intifada pesavano sui rapporti tra israeliani e palestinesi. I cristiani locali frequentavano messe celebrate in arabo. E tanti in cuor loro non potevano digerire l’avvio nel 1993 dei pieni rapporti diplomatici tra Israele e Santa Sede. Un evento epocale, conseguenza degli accordi di Oslo tra Ytzhak Rabin e Yasser Arafat. Ma soprattutto un passo che, per la prima volta dal 1948, vedeva la Chiesa di Roma riconoscere la legittimità di uno Stato che sino ad allora aveva osteggiato per motivi sia teologici sia sulla base di valutazioni di opportunità politica in rapporto al mondo arabo.
Ma la novità portata da Pizzaballa era proprio la sua apertura alla lingua e alla cultura del mondo ebraico. Grazie alle sue conoscenze, studiò le scritture dei Profeti e la teologia dei rapporti tra l’universo della Bibbia e il primo cristianesimo. Tradusse in ebraico i libri della liturgia latina per la piccola comunità di cattolici locali, che avevano studiato nelle scuole israeliane e dunque parlavano ebraico. Poteva celebrare la messa nella loro lingua.
Nel seguente quarto di secolo questo intellettuale dello spirito, figlio del sentimento religioso «semplice e spontaneo», come lui stesso descrive le radici della sua famiglia immersa nel cattolicesimo tradizionale della provincia bergamasca, è diventato una delle figure di riferimento centrali della variegata e spesso controversa realtà delle Chiese a Gerusalemme.
Pochi sono stati capaci come lui di favorire il dialogo interreligioso.
Non solo tra le comunità, con i pellegrini e i fedeli, ma anche nei seminari di studio, tra gli esperti di teologia, storia e filosofia. Quando lo si incontra non è difficile cogliere una sua certa ritrosia alle cerimonie. E infatti anche oggi, che assieme al cardinale Matteo Zuppi e al segretario di Stato Pietro Parolin è indicato come uno dei «papabili» d’origine italiana, il sessantenne Pizzaballa viene descritto da chi lo conosce come «molto lontano dai giochi interni alla curia romana».
Uomo del dialogo, si è ritrovato a dovere affrontare un universo sempre più minacciato dalla violenza e dalla guerra seguite all’aggressione di Hamas contro le basi militari e le comunità israeliane attorno a Gaza il 7 ottobre 2023. Possiede adesso gli strumenti per capire e reagire.
In tutti questi anni è diventato docente all’Università ebraica, quindi allo Studio biblico francescano. Dal 2004 è stato per 12 anni il 167esimo Custode di Terra Santa, la massima autorità francescana. L’8 giugno 2016 per conto di papa Francesco organizzò in Vaticano il momento di preghiera tra l’ex presidente israeliano Shimon Peres e il capo dell’Autonomia palestinese a Ramallah, Mahmoud Abbas. La carica nel 2017 di vicepresidente vicario della Conferenza dei vescovi latini nelle regioni arabe l’ha spinto a conoscere da vicino il dramma del progressivo assottigliarsi della comunità cristiana in questa parte del mondo. Un’attività continua, assidua. Ogni tanto voci non verificate parlano di una sua certa esasperazione, forse vorrebbe partire, fare altro. Ma poi i risultati ci sono: la sua autorità è indiscussa. Tanto che nel 2020 è diventato Patriarca latino di Gerusalemme e dal primo maggio 2024 è cardinale.
Ma intanto il gravissimo attacco di Hamas sconvolge tutto. «Nulla sarà più come prima», dice: lo dichiara apertamente in interviste, scritti, omelie e colloqui interconfessionali. La sua conoscenza profonda, intima, del mondo ebraico gli fa comprendere il dramma di una società che parla apertamente di un «nuovo Olocausto». Il 16 ottobre 2023 si offre volontario come ostaggio ad Hamas in cambio della liberazione degli ostaggi nelle loro mani. Ma poi la durissima reazione israeliana, i bombardamenti su Gaza, gli attacchi agli ospedali, il terrore quotidiano, la morte di decine e decine di migliaia di civili, lo vedono in tutto e per tutto a fianco delle reazioni critiche contro Israele di papa Francesco.
Pizzaballa conosce bene le gravi ingiustizie commesse dagli estremisti ebrei, vede i crimini, sa delle aggressioni compiute dai coloni in Cisgiordania, comprende da tempo gli effetti devastanti del muro che lacera il tessuto della società palestinese. La stessa Città vecchia di Gerusalemme è teatro da anni di sputi, minacce e offese ai pellegrini e fedeli cristiani da parte specialmente dei giovani delle yeshivot , le scuole ebraiche ortodosse.
Molti di loro sono minorenni, tanti arrivano dalla diaspora americana. Le bandiere azzurre e blu dei nazionalisti messianici invadono aggressive la via Dolorosa, gli accessi al Santo Sepolcro. «Il grave attacco di Hamas non avviene nel vuoto. C’è un prima e un dopo», dice, quasi ripetendo le denunce all’Onu di Antonio Guterres. Il suo sermone la notte di Natale del 2023 nella Chiesa della Natività a Betlemme è anche un atto di accusa al governo Netanyahu. Lo ripete nel 2024. Oggi parla della necessità della «speranza nella ripresa del dialogo». Sa che è difficilissimo. Pizzaballa è ormai figlio della Chiesa precipitata nel fronte della guerra, denuncia la «religione usata e strumentalizzata dalla politica». Non sappiamo quante possibilità abbia di essere eletto dal Conclave. Certo è che, se diventasse Papa, sarebbe davvero un pontificato tutto da seguire.
Giovedì 1 maggio 2025
h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
h. 9.00
IL ROSARIO COMPLETO PROTEGGE LA FEDE
La perdita della fede è la catastrofe del nostro tempo
Il Cristianesimo è sostituito dall’ateismo e da falsi spiritualismi
La Medicina della Madonna è la recita del Santo Rosario, una preghiera semplice e alla portata di tutti in qualsiasi momento della giornata e della vita.
IL Rosario nei suoi 20 misteri è una sintesi mirabile del cristianesimo
La recita quotidiana delle quattro corone è una corazza invulnerabile agli strali del maligno
Tenere sempre il rosario in tasca o in mano, nella mente e nel cuore
h. 9.30
“SONO VOSTRA MADRE E VI AMO” (13)
Lettura a puntate del nuovo Libro di P. Livio sulla Madonna
h. 10.00
CATECHESI PASQUALE DI PADRE LIVIO: IL MIRACOLO DELLA CONVERSIONE (27)
BLOG: blogdipadrelivio.it
Il Diario radiofonico quotidiano (63)
Ritagli di pagine inedite – Sono vostra Madre e vi amo – (9) –Dizione: Roberta
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