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Pensiero spirituale sull’essere uomini di pace
Mai come in questi tempi il mondo ha bisogno di spiritualità, di preghiera, di pace. La Madonna ha detto che possiamo vivere un pezzetto di Paradiso già su questa Terra e ci ha indicato la strada per poterlo fare: mettere in pratica l’esortazione che Lei stessa ha fatto nell’apertura del Messaggio del 25 maggio 2025: «Cari figli, in questo tempo di grazia vi invito ad essere uomini di speranza, pace e gioia, affinché ogni uomo sia operatore di pace e amante della vita». È proprio questo il modo per far sì che la vita su questa Terra sia piacevole: essere persone di speranza, pace e gioia.
Durante la pandemia da Covid19 eravamo tutti ovviamente preoccupati per il virus che si stava diffondendo e per la sua pericolosità; la Madonna era, invece, preoccupata per un’altra epidemia dalla quale ci ha messo in guardia: l’odio con cui satana scardina i cuori. Il mondo sta andando degradandosi proprio perché gli uomini sono uno contro l’altro; satana inietta nei cuori quella superbia e quell’odio che sono i suoi stessi elementi costitutivi. L’odio è irrazionale, spietato, inspiegabile, talmente brutale e diffuso che è il mezzo con cui satana regna.
La forza umana non basta per contenere il dilagare della stoltezza, della cattiveria, della violenza. Il rimedio a tutto questo dev’essere una reazione spirituale, è l’amore di Dio. Il rimedio sono i cuori che coltivano l’amore di Dio è del prossimo; la pace di cui parla la Madonna è quella che viene da Dio. Anziché lasciare che satana scardini i cuori, dobbiamo aprirci all’amore di Dio; tutte le altre soluzioni sono inutili, insufficienti. L’odio si argina solamente con l’amore. Il cambiamento avviene prettamente sul piano spirituale resistendo al veleno di satana e aprendoci all’amore di Dio.
Il male è dentro di noi, è un residuo del peccato originale; la tendenza al peccato si chiama concupiscenza. È un veleno che subdolamente trasforma il nostro cuore, ne fa una sentina di vizi di ogni genere. L’unico rimedio è l’amore di Dio, la preghiera, l’apertura del cuore, l’ascesi, la mortificazione; contrapporre all’odio l’amore, alla superbia l’umiltà, all’invidia la generosità. Questo è il combattimento spirituale senza il quale la società non cambia. Questa deriva sulla china del male fino ad arrivare sul fondo dell’inferno, deriva dal fatto che abbiamo preso la strada del male che allontana da Dio, che volta le spalle a Dio. È la strada che ha tracciato per primo l’angelo ribelle e che porta all’inferno già su questa Terra. È così, basta guardarsi intorno.
Di qui, il profondo significato dell’esortazione della Regina della pace che ci invita a «essere uomini di speranza, pace e gioia, affinché ogni uomo sia operatore di pace e amante della vita» (Messaggio del 25 maggio 2025). La Madonna, poi, ci invita a pregare lo Spirito Santo – che è l’amore di Dio – affinché entri nei nostri cuori e li trasformi, come dice la preghiera:
Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
raddrizza ciò ch’è sviato.
Mettiamoci all’opera guardando a noi stessi e al modo in cui ci rapportiamo con gli altri. Ciascuno faccia i conti con se stesso, in casa propria, a partire da come si rapporta con i propri cari. Abbandoniamo la via del male, della superbia, dell’avarizia e apriamo il cuore al Dio invocando lo Spirito Santo affinché entri nei nostri cuori, li purifichi, li illumini e li renda fecondi di opere buone. Certamente questo cambiamento costa fatica ma è una fatica che genera gioia. La gioia nasce dall’amore di Dio che irrora il terreno del nostro cuore e da lì germogliano le virtù.
Quando, con la fatica del combattimento spirituale, tutto questo si realizza dentro di noi e ci accorgiamo che diventiamo più buoni; ne deriva che il nostro cuore è più contento. Diventando buoni e amabili, diventiamo un dono per il prossimo; non siamo più un nemico da temere, siamo un dono da desiderare. Trasformiamo noi stessi in doni che gli altri desiderano conoscere, avere accanto. Nel medesimo tempo, la nostra vita diventa sempre di più come una fonte d’acqua viva, sempre più feconda di opere buone.
Grazie a Dio, se il mondo ancora non è collassato è perché ci sono ancora persone buone, di pace, di coraggio, di testimonianza. Queste persone sono una benedizione per tutti. La pace incomincia a livello personale, nel proprio cuore e a livello proprio delle relazioni interpersonali, a partire dai legami familiari.
La pace incomincia nel proprio cuore e nelle relazioni che intessiamo quotidianamente. Dobbiamo, allora, lavorare sul cuore e far fiorire alcune virtù fondamentali che poi sono le fondamenta della vita familiare e sociale: il rispetto, il perdono, la compassione e la generosità.
Il rispetto. Gli altri non sono cose, sono creature di Dio; anche se hanno deviato, con le nostre preghiere e la nostra testimonianza possono rinascere, convertirsi.
Il perdono. Quanto è difficile perdonare le offese, le ingiustizie subite. Anche per le persone che sono avanti nel cammino spirituale il perdono costa fatica e viene naturale la pretesa di umiliare gli altri, di avere ragione, di guardare gli altri con superiorità; questo modo di fare ci abbruttisce. Lo sguardo di chi guarda gli altri dall’alto in basso, abbassa proprio chi lo applica. Chi guarda gli altri con superiorità deturpa se stesso. Chi non perdona non è umile. Come Dio ci perdona, noi perdoniamo gli altri a prescindere dal fatto che vogliano non il nostro perdono. Il perdono è come una primavera che rinnova tutto.
La compassione. Dobbiamo imparare a compatire chi pecca, chi devia, chi è nel male. La compassione è balsamo sulle ferite. Lo sguardo di compassione deve sostituire lo sguardo altezzoso. Papa Francesco, in occasione della visita al carcere Regina Coeli ha raccontato di sentirsi come «graziato dal Signore». «Quando andavo a visitare i detenuti nel carcere di Buenos Aires uscendo mi chiedevo: Perché loro e non io? Pensare a questo mi fa bene: poiché le debolezze che abbiamo sono le stesse, perché lui è caduto e non sono caduto io? Per me questo è un mistero che mi fa pregare e mi fa avvicinare ai carcerati». È una riflessione di un’importanza straordinaria, se Dio non ci tenesse una mano sulla testa potremmo cadere da un momento all’altro.
La generosità. Siamo in una società in cui ciascuno guarda a se stesso. Dobbiamo imparare a ringraziare Dio se godiamo di buona salute, possiamo provvedere a mantenere la famiglia, se abbiamo dei buoni guadagni. Inoltre, sarebbe bello condividere con gli altri i propri beni materiali, le proprie doti e qualità. Per essere uomini e donne di pace dobbiamo essere generosi in maniera incondizionata. «Vi è più gioia nel dare che nel ricevere» dice Gesù nel libro degli Atti degli Apostoli (At 20,35), facciamo nostra questa frase. Dio ricolma di doni le persone generose.
Diamo una svolta a una società che moltiplichi gli uomini e le donne di pace perché questa è la via che porta a un tempo di pace per l’intera umanità. Vigiliamo quotidianamente alla porta del cuore perché non entrino i veleni dell’odio, della superbia e dell’invidia che il maligno vuole iniettare.
Sperando in una visita di Papa leone XIV, le comunità cattoliche mantengono viva la fede come testimonia la recente inaugurazione di due nuove chiese.
Anna Bono – La Nuova Bussola, 31/05/2025

“Nell’era di papa Leone XIV, i fedeli sperano che i vescovi da nominare e approvare secondo l’accordo possano veramente amare i fedeli, conoscere il loro gregge. Che siano abili nella cura pastorale e abbiano il sostegno dei fedeli. Solo in questo modo il vescovo potrà guidare i fedeli ad amare il Paese e la Chiesa, unire i fedeli, guidandoli attivamente verso la costruzione del Paese, contribuire a mantenere la stabilità sociale e essere buoni cittadini, buoni cattolici e produrre frutti nell’evangelizzazione”.
Così l’agenzia di stampa AsiaNews sintetizza i sentimenti dei cattolici cinesi e il loro vivo auspicio. Il cardinale Stephen Chow Sau-yan, vescovo di Hong Kong, il 22 maggio, durante la messa celebrata nella cattedrale di Hong Kong, ha invitato tutti i fedeli a pregare affinché il Papa possa presto fare una visita pastorale in Cina. Nonostante le limitazioni e le imposizioni del processo di sinicizzazione della religione cristiana voluto dal regime comunista cinese, i fedeli guardano al futuro con fede e speranza.
Lo prova l’apertura di nuove chiese, “segno concreto – commenta AsiaNews – della perseveranza testimoniata dalle comunità cattoliche cinesi nel cammino di fede che prosegue nelle diverse circostanze della storia”. Il 10 maggio a Xiaogan, nella provincia di Hubei, è stata inaugurata una chiesa dedicata a Cristo Re con una solenne liturgia di consacrazione celebrata da monsignor Francesco Cui Qingqi, vescovo di Hankou/Wuhan, e da 32 sacerdoti concelebranti. Erano presenti un migliaio di fedeli e dei rappresentanti delle autorità civili locali. “Il campanile di 33 metri della nuova chiesa è come un segno che ci aiuta a volgere il nostro sguardo al Regno del Cielo – ha detto pronunciando l’omelia monsignor Qingqi – e ci richiama anche all’urgenza di mettere salde radici cristiane nel terreno fertile della cultura cinese, per manifestare la nostra fede attraverso la testimonianza della vita cristiana”. La chiesa può ospitare 500 persone e il complesso comprende una canonica e un centro per le attività pastorali.
Nello stesso giorno nell’arcidiocesi di Taiyuan, nella provincia di Shanxi, anche la piccola comunità cattolica di Guzhai ha inaugurato la sua nuova chiesa, dedicata a Nostra Signora della Cina. Il vescovo, monsignor Paolo Meng Ningyou, che ha celebrato la messa di inaugurazione, ha elogiato lo zelo pastorale e missionario del parroco e dei fedeli. “Avete affrontato opportunità ed emergenze – ha detto – ma grazie alla comunione e alla sinodalità della comunità che comprende anche i lavoratori immigrati ho visto una comunità benedetta e piena di vita”. Monsignor Ningyou ha poi esortato i laici a essere forza trainante, a partecipare alla guida della preghiera e alla gestione delle attività parrocchiali.
Lunedì 2 Giugno 2025
h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
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h. 9.00: Pensiero spirituale
“ESSERE UOMINI DI PACE”
“Satana scardina i cuori con l’odio”
È la situazione in crescendo del mondo di oggi
Il rimedio sono i cuori che coltivano l’amore di Dio è del prossimo
Si incomincia da se stessi e nei rapporti personali
Il rispetto – Il perdono – la compassione – la generosità
Vigilare alla porta del cuore perché non entrino i veleni del maligno
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h. 9.30: PENSIERO MARIANO
“IL SEGRETO DELL’UMILTA” (10)
Dal libro di padre Livio: “Magnificat – il poema di Maria”
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h. 10: I DONI DELLO SPIRITO SANTO (13)
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BLOG – blogdipadrelivio.it
Foto dell’incontro del Veggente Ivan in Svizzera
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La preghiera del Regina Coeli. “La Vergine Maria benedica le famiglie e le sostenga nelle loro difficoltà”
Veronica Giacometti – ACI Stampa, 1/06/2025
Al termine della Celebrazione Eucaristica in occasione del Giubileo delle Famiglie, dei Bambini, dei Nonni e degli Anziani, Papa Leone XIV, prima di recitare la preghiera del Regina Caeli, ringrazia e saluta calorosamente tutti i partecipanti. “Siete venuti da ogni parte del mondo, con delegazioni di centotrentuno Paesi. Sono contento di accogliere tanti bambini, che ravvivano la nostra speranza! Saluto tutte le famiglie, piccole chiese domestiche, in cui il Vangelo è accolto e trasmesso”, dice subito il Pontefice da Piazza San Pietro.
“Che la fede, la speranza e la carità crescano sempre nelle nostre famiglie. Un saluto speciale ai nonni e agli anziani, voi siete modello genuino di fede e ispirazione per le giovani generazioni. Grazie di essere venuti!”, continua ancora il Pontefice.
“Oggi in Italia e in diversi Paesi si celebra la solennità dell’Ascensione del Signore. È una festa molto bella, che ci fa guardare alla meta del nostro viaggio terreno. In questo orizzonte ricordo che ieri a Braniewo (Polonia) sono state beatificate Cristofora Klomfass e quattordici consorelle della Congregazione di Santa Caterina Vergine e Martire, uccise nel 1945 dai soldati dell’Armata Rossa in territori dell’odierna Polonia. Nonostante il clima di odio e di terrore contro la fede cattolica, continuarono a servire gli ammalati e gli orfani. All’intercessione delle nuove Beate martiri affidiamo tutte le religiose che nel mondo si spendono generosamente per il Regno di Dio”, ricorda Papa Leone prima della preghiera mariana.
“La Vergine Maria benedica le famiglie e le sostenga nelle loro difficoltà: penso specialmente a quelle che soffrono a causa della guerra in Medio Oriente, in Ucraina e in altre parti del mondo. La Madre di Dio ci aiuti a camminare insieme sulla via della pace”, conclude infine il Pontefice.
