Anno: 2025 Pagina 167 di 364

Martedì 29 Luglio 2025
h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
+h. 9.oo: PENSIERO SPIRITUALE
“Lottate figlioli e non permettete a Satana di prevalere”
San Gregorio VII un Papa combattente (articolo di R. De Mattei)
h. 9.30 – MEDJUGORJE: PERCHE’ NON HO DUBBI
I Segreti di Medjugorje sono il fine delle apparizioni (25)
La lunga presenza della Madonna è per preparare l’umanità al tempo dei Segreti
Il tempo dei Segreti è il tempo della Donna dell’Apocalisse
L’Apocalisse è la parte conclusiva della Storia della salvezza
L’Apocalisse è un elemento fondamentale della Divina rivelazione e della Fede cattolica
La Madonna ha costantemente rivelato l’essenziale dei Segreti nei suoi Messaggi.
Gli eventi dei Segreti costringeranno tutti a una presa di posizione
+ LOTTE E TENTAZIONI DEI PADRI DEL DESERTO (6)
BLOG: blogdipadrelivio.it
Lettera di Claudio e la mia risposta
DAI UNA MANO ALLA EVANGELIZZAZIONE DI RADIO MARIA IN ITALIA E NEL MONDO
+Bonifico Bancario Intestato a: Radio Maria ETS, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)
Banca Intesa Sanpaolo filiale di Milano – IBAN: IT26 H030 6909 6061 0000 0126 574
+Conto corrente postale – N. 1 4 5 2 2 2 2 1
Intestato a: Associazione Radio Maria, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)
+5×1000 per i progetti di Radio Maria: C. F. 94023530150

Nome: Santa Marta di Betania
Titolo: Vergine
Nascita: I Secolo, Israele
Morte: 29 luglio 84, Marsiglia, Francia
Ricorrenza: 29 luglio
Era sorella di Lazzaro e di Maria. Era questa una famiglia molto distinta e caritatevole che Gesù molto amava e sovente onorava con la sua presenza. A Marta era affidata la cura delle faccende domestiche. Ella mostrava ogni impegno per servire bene Gesù, e S. Luca narra che una volta, vedendo che la sorella Maria non l’aiutava nelle sue faccende, si lamentò dolcemente col Maestro Divino dicendo:
« Signore, non t’importa che la mia sorella mi lasci sola a servire? ». Ma Gesù, pur non biasimando la sua sollecitudine, le disse: « Marta, Marta, tu ti affanni e t’inquieti di troppe cose. Una sola cosa è necessaria ».
Alla morte del fratello Lazzaro le due sorelle rimasero molto contristate e non c’era chi potesse consolarle nel loro dolore. Fosse almeno stato presente Gesù! Egli, avvisato, non era ancora ritornato. Ma quattro giorni dopo, ecco arrivare il Maestro. « Marta, narra l’evangelista S. Giovanni, appena seppe della venuta di Gesù, gli andò incontro, mentre Maria se ne stava in casa a piangere. Disse a Gesù: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto. Ma anche ora so che tutto quello che domanderai a Dio, te lo concederà. Gesù le disse: Tuo fratello risorgerà. Rispose Marta: Lo so che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno. E Gesù: Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se morto vivrà e chi vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo? Ella rispose: Si, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il figliuolo di Dio vivo, che sei venuto in questo mondo».
Gesù, per rinfrancare la fede di Marta e di Maria e per mostrare ai Giudei ch’egli era veramente padrone della vita e della morte, giunto al sepolcro, disse ai circostanti: « Togliete la pietra ». E a Marta che gli osservava: « Signore, già puzza, perché da quattro giorni è lì ». Gesù rispose: « Non ti ho detto che se credi. vedrai la gloria di Dio? ». Gesù richiamò in vita Lazzaro, e « molti Giudei, conchiude l’Evangelista, venuti da Maria e da Marta, avendo visto quanto aveva fatto Gesù, credettero in Lui ». Non si può certo descrivere la gioia delle due sorelle nel riavere vivo il loro amato fratello che tanto avevano pianto. Esse per tutta la vita serbarono al Redentore la più viva gratitudine.
Molto probabilmente Marta fu presente al Calvario con sua sorella Maria, e con lei vide il Salvatore risorto. Dopo l’Ascensione di Gesù al cielo, Marta, con la sorella Maria ed il fratello Lazzaro, fu dai Giudei gettata in mare, perché venisse sommersa dalle onde; ma la nave miracolosamente protetta e guidata giunse incolume nel golfo di Marsiglia. In questa città S. Marta fondò una comunità di vergini che governò santamente, finché ricca di meriti, il 29 luglio dell’84, passò al gaudio sempiterno.
Le sue reliquie si venerano a Tarascona, sul Rodano. Marta fu anche nota per aver sconfitto un drago, la Tarasca, che aveva terrorizzato gli abitanti di Tarascona. Metà bestia e metà pesce, il mostro era intento a divorare un uomo, quando fu annientato da Marta, armata di aspersorio e acquasantiera.
TROVI LE PUNTATE PRECEDENTI NELLA SEZIONE “CATECHESI DI PADRE LIVIO”
NOVITÀ estrapolazioni da ascoltare ritagli di pagine inedite dal LIBRO di P.LIVIO: “VOI SIETE LA MIA SPERANZA”
{Qui nella versione radiofonica a cura di Roberta
IL LIBRO è DISPONIBILE su
TUTTI gli STORE ONLINE
con messaggio WhatsApp: 031 610610
e-mail [email protected]
segreteria: 031 610600 e
nelle LIBRERIE!

23 Luglio 2025
di Roberto de Mattei – CR 1908
Nel maggio del 1085, 940 anni fa, morì il Papa san Gregorio VII, Ildebrando di Soana (1030ca-1085), il più grande riformatore del suo tempo e anche uno dei più grandi Papi della storia.
Ildebrando, malgrado la sua riluttanza, fu eletto al soglio pontificio il 29 aprile 1073, a sessant’anni di età. Così egli si esprimeva appena eletto: «Voglio che voi sappiate fratelli carissimi che siamo stati posti in tal luogo da essere costretti, volenti o nolenti, ad annunciare la verità e la giustizia a tutte le genti, soprattutto alle genti cristiane, poiché ha detto il Signore: grida, non stancarti di gridare, leva la tua voce come una tromba e annuncia al mio popolo i suoi delitti».
Gregorio VII affrontò di petto i mali morali del suo tempo. Pochi mesi dopo la sua elezione, nel 1074, convocò a Roma un Concilio e vi fece approvare due importanti decreti: il primo contro i preti trasgressori della legge sul celibato, il secondo contro la simonia; inviò quindi da ogni parte legati e lettere, imponendo ai vescovi di tenere concili dove promulgassero e facessero osservare tali decreti. In un secondo concilio nel 1075 condannò l’investitura laica dei vescovi.
Per Gregorio esisteva uno stretto nesso tra la simonia e la politica delle investiture. I pubblici poteri (imperatore, re, duchi e conti) infatti designavano i prelati, ne imponevano la scelta e talvolta li creavano consegnando loro il pastorale o l’anello, insegna dei loro uffici religiosi. Obiettivo di Gregorio era quello di ripristinare la dignità e l’indipendenza dell’episcopato, opponendosi all’investitura laica da parte dell’imperatore o di altri poteri secolari.
Si ribellarono al Papa l’imperatore Enrico IV, il clero di Germania e quello di Lombardia. Gregorio citò Enrico a comparire in Roma, in un dato giorno, con minaccia di scomunica se egli avesse mancato. Allora Enrico convocò un Concilio contro Gregorio a Worms e si accordò con il prefetto di Roma, Leucio, per destituire il Papa. Leucio, nella notte di Natale del 1075, entrò con i suoi armati in Santa Maria Maggiore, dove il Pontefice celebrava una cerimonia, lo strappò dall’altare ferendolo nel capo e lo fece prigioniero. Ma il popolo poche ore dopo liberò il Papa. Gregorio adunò un nuovo Concilio (1076) nel quale solennemente scomunicò Enrico e dichiarò i sudditi di Germania e di Italia sciolti dal giuramento di fedeltà, scrivendo però ai principi tedeschi che non abusassero della scomunica contro il Re, ma cercassero di farlo ravvedere.
La sentenza del Papa fu un colpo terribile per la causa di Enrico in Germania. Molti dei signori a lui soggetti gli si ribellarono e convocarono una dieta per nominargli il successore. Enrico allora, visto il pericolo, scese in Italia per riconciliarsi con il Papa (1077). Gregorio, che si era mosso da Roma per recarsi in Germania per assistere alla dieta di Augusta, saputo del viaggio di Enrico in Italia, da Mantova, dove si trovava, si portò a Canossa, nel castello della contessa Matilde, a lui fedele. Era il mese di gennaio. Gregorio, all’inizio, si rifiutò di ricevere Enrico, ma questi giunse al castello di Canossa, camminando a piedi nella neve, rivestito di una tunica di lana grezza. Il Papa nutriva diffidenza verso quel pentimento così improvviso, ma la contessa Matilde e l’abate Ugo di Cluny implorarono il Pontefice di non ricusare le suppliche di un penitente. Dopo tre giorni di attesa, il 28 gennaio (1077), Enrico venne ufficialmente ammesso alla presenza del Papa, perdonato e assolto dalla scomunica.
Dopo circa sette secoli da che l’Imperatore Teodosio si era inginocchiato penitente di fronte al vescovo Ambrogio di Milano, un nuovo imperatore si inginocchiava di fronte all’autorità religiosa della Chiesa. Ma il pentimento di Enrico IV, a differenza di quello di Teodosio, non fu sincero. Il sovrano non rimase fedele alle sue promesse e nonostante gli fosse stata vietata dal Papa l’incoronazione come re d’Italia, si fece coronare e prese le armi contro Rodolfo di Svevia che intanto era stato eletto imperatore in sua vece dai principi tedeschi.
Gregorio VII reagì con fermezza rivendicando la sua autorità. Egli sintetizzò la sua posizione nel Dictatus Papae, una raccolta di sentenze che mostra le relazioni che devono esistere fra il Sacro Romano Impero e il Papato. Si aprì una guerra tra i fedeli dell’imperatore e quelli del Papa.
Gregorio trovò appoggio in Matilde di Canossa, una donna straordinaria, di stirpe longobarda. Suo marito era stato assassinato e Matilde era rimasta sola a governare un vasto Stato, nel centro dell’Italia, di cui, non avendo eredi, fece dono a Gregorio nel 1079, in aperta sfida con l’imperatore. Enrico IV convocò a Bressanone un Concilio, in cui fece deporre il Papa e decretò Matilde deposta e bandita dall’impero. Il sovrano tedesco scese quindi su Roma e assediò il Papa in Castel Sant’Angelo. Gregorio fu deposto e l’antipapa Clemente fu intronizzato solennemente al suo posto. Il giorno di Pasqua (31 marzo 1079) Enrico, insieme con la moglie Berta, ricevette la corona imperiale dall’antipapa. Il principe normanno Roberto il Guiscardo accorse in aiuto di Gregorio VII, ma il saccheggio della città a cui si abbandonò il suo esercito provocò la reazione del popolo che, sobillato dalla fazione contraria al Papa, si sollevò in armi.
Gregorio, protetto dalle armi di Roberto il Guiscardo, fu costretto a fuggire e si recò in volontario esilio a Salerno, dove rinnovò la scomunica contro Enrico e l’antipapa Clemente e poco dopo morì, il 24 maggio 1085. Fu canonizzato nel 1606 da papa Paolo V e le sue spoglie sono venerate nel Duomo di Salerno.
Si dice che le sue ultime parole furono: «Dilexi iustitiam, et odivi iniquitatem, propterea morivi in exilio», riecheggiando quella del salmista: «Amasti la giustizia e odiasti l’iniquità, perciò ti mosse il Signore con l’oblio della letizia dei tuoi pari» (Salmo 44, 9).
La vita di san Gregorio VII ci insegna molte cose. Vorrei intanto sottolinearne una. Il Papa, come Gesù Cristo di cui è Vicario, è sempre stato segno di contraddizione dentro e fuori la Chiesa. La vita di Gregorio VII fu una lotta continua. Qualcuno pensa che nel Medioevo, o in altre epoche, i cristiani potessero vivere disinteressandosi di ciò che diceva e faceva il Papa. Non è così. Nel Medioevo, come in ogni epoca storica, tutti i cristiani, anche i più semplici furono chiamati a rendersi consapevoli delle lotte che la Chiesa affrontava e a dover scegliere tra un Papa e un antipapa, tra un Papa e un imperatore, assumendosi davanti a Dio le responsabilità della propria scelta. La vita del cristiano, come quella della Chiesa, è lotta, e non ci si può sottrarre a questa lotta, limitandosi a seguire l’insegnamento e i riti della Chiesa, senza prendere parte alla battaglia che essa combatte ogni giorno contro i suoi nemici interni ed esterni.
STANNO ARRIVANDO GRUPPI DA OGNI PARTE DEL MONDO

Delegazione di Radio Maria dall’Australia
Delegazione di radio Maria Spagna e di Radio Maria Paraguay

Delegazione di Radio Maria Chile nella nostra cappella di Roma







✅ LIVE ✅dalla Sede di Famiglia Mondiale di Radio Maria a #Roma❣❣❣ #GIUBILEO DEI #GIOVANI – QUI DELEGAZIONE GIOVANI DA #TAIWAN ospiti ai microfoni di Radio Maria #Cina


TAIWAN

Il Cambiamento deve essere totale e veloce
Gent.mo Padre Livio,
Sono rimasto molto colpito dall’impostazione che la Madonna ha dato a questo messaggio. (25 Luglio 2025)
È un messaggio duro, che non lascia la possibilità di fraintendimenti.
Non riesco a capire.
Sembra che la Pedagogia Divina stia cambiando.
La visione del futuro prossimo, in questo Messaggio, ci prospetta una situazione cruenta, fondata sul combattimento.
Il verbo lottare è una rarità nella terminologia Divina, se non in momenti altamente drammatici.
Il mondo attraversa una fase terribile di guerra a pezzi, e la “lotta” purtroppo, nel linguaggio umano, è ormai sinonimo di quotidianità.
Ma nei messaggi Divini, se i verbi usati, inneggiano al cruento spirituale, significa che “il momento” sta per giungere.
Al riguardo, istintivamente, nella rilettura del Messaggio, mi sono fermato al tempo verbale passato, e non presente, usato dalla Madonna.
Perché la Vergine dice “mi ha permesso” e non dice “mi permette”?
È come se una fase temporale si sia conclusa o si stia per concludere.
Insomma, nelle parole della Madonna si percepisce l’urgenza di un qualcosa.
Certamente, immagino, che il qualcosa sia la conversione di ognuno di noi. Ma la durezza del messaggio va oltre l’invito al cambiamento.
Il cambiamento semplice non è più sufficiente, perché il tempo a disposizione potrebbe non bastare più.
Il cambiamento deve essere totale e veloce.
Caro Padre Livio, confesso la mia inettitudine, e non saprei mettermi nei panni di un Prete, ma Lei come Sacerdote, come Padre spirituale, come Pedagogo di anime, come Direttore di Radio Maria, con la Sua enorme, unica, esperienza, non “legge” nelle Parole del Cielo un certo sdegno nei confronti dell’umanità? Per essere più esatti di “questa” attuale umanità?
Giusto una grande dose di superficialità non consente all’uomo odierno di cogliere la lunga serie di ultimatum che arrivano dall’Alto.
Veramente è tutto incomprensibile.
In ogni caso, grazie Padre Livio, per la Sua santa insistenza, e per la “lettura” dei Messaggi, che Lei riesce a trasferirci con l’infinito amore che solo un vero Pastore di anime è in grado di fare.
Grazie…
Il Signore La benedica!!!!
Claudio
Caro Claudio,
La Madonna che ci parla è la Donna del cap. 12 dell’Apocalisse, incoronata di 12 Stelle, che vede il Drago famelico avventarsi sull’opera divina della Creazione e della Redenzione per farne scempio, mentre noi siamo imbelli e ignari di quello che sta per accadere.
Lei vede quello che noi non vediamo, non ostante che il Cielo ci abbia inviato molte Voci che ci hanno svelato i piani di distruzione e di morte di “Satana sciolto dalle catene”.
La voce di Maria è come il seme del buon Seminatore che, solo in parte, cade sulla terra buona per fruttificare. Il più rimane inerte e infruttuoso perché i cuori sono oppressi dal vizio e dall’incredulità.
La Madre di Dio, in tutto questo tempo delle sue ultime apparizioni, ha rivelato i piani del maligno e dei suoi seguaci e ha dato le prove della sua presenza in mezzo a noi con segni e miracoli inequivocabili.
Ciononostante rimaniamo impantanati nelle paludi dell’iniquità, che inesorabilmente inghiottono tutti quelli che non alzano gli occhi al Cielo per chiedere umilmente aiuto.
Ci siamo arresi al male e alla morte, come ha detto la Madre, che versa lacrime di sangue per ogni suoi figlio che si perde nel peccato.
Che fare? “Pregate, pregate pregate”! Non permettiamo a Satana di prevalere e lottiamo con fiducia e con coraggio.
Alla fine il Cuore Immacolato di Maria trionferà. Ma quanti periranno per non essersi pentiti e non aver aperto il cuore all’Amore misericordioso?
Ave Maria
Padre Livio

Lunedì 28 Luglio 2025
h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
+h. 9: ATTUALITA’ CHIESA – MONDO
Il Giubileo dei giovani al via
La Parola di Papa Leone all’Angelus
I Dazi e l’Occidente
h. 9.30 – MEDJUGORJE: PERCHE’ NON HO DUBBI
Col terzo Segreto la Chiesa riconoscerà le apparizioni? (24)
Il Nulla Osta è importante ma non basta alla Madonna
Perché la Madonna lascia un segno soprannaturale sul Podbrdo?
Il Segno di Maria dividerà la Chiesa e il mondo
Chi sono quelli che si inginocchieranno ma non crederanno?
Quale sarà la sorte di chi crede e di chi non crede?
+ h. 10 COMMENTO AL MESSAGGIO
BLOG: blogdipadrelivio.it
Lettera di Francesco sul Messaggio della Madonna
DAI UNA MANO ALLA EVANGELIZZAZIONE DI RADIO MARIA IN ITALIA E NEL MONDO
+Bonifico Bancario Intestato a: Radio Maria ETS, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)
Banca Intesa Sanpaolo filiale di Milano – IBAN: IT26 H030 6909 6061 0000 0126 574
+Conto corrente postale – N. 1 4 5 2 2 2 2 1
Intestato a: Associazione Radio Maria, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)
+5×1000 per i progetti di Radio Maria: C. F. 94023530150