"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2025 Pagina 144 di 364

San Pio X

Titolo: Papa

Nome di battesimo: Giuseppe Melchiorre Sarto

Nascita: 2 giugno 1835, Riese

Morte: 20 agosto 1914, Roma

Ricorrenza: 21 agosto

Beatificazione:
3 giugno 1951, Roma, papa Pio XII

Canonizzazione:
29 maggio 1954, Roma, papa Pio XII

Giuseppe Sarto nacque a Riese, presso Treviso, il 2 giugno 1835, da Giovanni Battista Sarto e da Margherita Sanson, poveri, ma ottimi coniugi, cari a tutti per il loro spirito di carità. Era il primogenito di dieci figli. Ricevette i primi insegnamenti religiosi in seno alla famiglia, dove la virtù era tradizionale.

All’età di 9 anni « Bepi » fa alla mamma una cara confidenza: Vuole essere prete!… L’inaspettata rivelazione è accolta con un sussulto di gioia e una pena a stento dissimulata. Troppo onore per la famiglia Sarto! Ma, e i mezzi?… « Occorre confidare – pensò l’ottima madre – se Dio lo vuole sacerdote ci fornirà i mezzi necessari ». Nel novembre del 1850 entrò nel Seminario di Padova e il 18 settembre del 1858 fu ordinato sacerdote a Castelfranco Veneto e il giorno seguente celebrò la Prima Messa Solenne nella nativa Riese, dove era stato battezzato e aveva ricevuto la Prima Comunione.


Fu Cappellano a Tombolo, Parroco a Salzano e poi Canonico e Cancelliere della Curia di Treviso. Ma tanto fu lo zelo e la competenza dimostrata nell’esplicare le mansioni affidategli, che Leone XIII lo elesse il 24 nov. 1884 Vescovo di Mantova, quindi Vescovo di S. Apollinare di Roma e in seguito Cardinale e Patriarca di Venezia. Lo Spirito Santo lo voleva però Capo Supremo di tutta la Chiesa. Morto infatti Leone XIII, il 4 agosto 1903 il Cardinal Sarto veniva eletto Papa col nome di Pio X.

Sulla Cattedra di Pietro Pio X fece delle riforme che rimarranno indelebili nella storia del Pontificato, dalla riforma della Musica Sacra, alla codificazione del diritto canonico ad encicliche sul catechismo, sull’Immacolata Concezione, contro la Massoneria, alla riorganizzazione dell’Azione Cattolica. La riforma più importante fu quella di portare ai 7 anni l’età della Prima Comunione, che fino allora si faceva in età molto più avanzata Decreto Quam singulari Christus amore sulla comunione ai fanciulli. (Decreto “Quam singulari Christus amore” sulla comunione ai fanciulli.) I giansenisti superstiti inorridirono; i modernisti mormorarono. Ma Pio X era sicuro di non sbagliare, e non cedette.

A mezzo secolo di distanza l’eresia modernista, che funestò in quel tempo la Chiesa, non è ormai che un ricordo. I suoi fautori pretendevano adeguare la Chiesa ai tempi moderni, e riuscirono a fare molti adepti anche tra le file del clero. L’enciclica « Pascendi dominicis » fece l’effetto di una bomba, che schiantò definitivamente l’eresia modernista. 

Pio X fu sensibile a molti altri gravi problemi sociali, politici ed economici del suo tempo, tra cui il socialismo, problema aperto dalla “Non expedit” di Pio IX; la separazione francese fra Stato e Chiesa, i problemi sindacali esistenti in alcuni stati europei; l’avvicinarsi della guerra mondiale, o com’egli diceva, « il guerrone ». Gemeva, implorava la pace; ma la voragine s’aprì inesorabilmente. « Poveri figli miei, poveri figli miei sospirava nell’agonia… Offro la mia vita… Milioni di uomini che muoiono… Io avrei voluto evitare, ma non ho potuto… ». Egli può considerarsi la prima e più illustre vittima della guerra mondiale.

Siate forti! Non si deve cedere… Si deve combattere, non con mezzi termini, ma con coraggio; non di nascosto, ma in pubblico; non a porte chiuse, ma a cielo aperto!

Nelle prime ore del 20 agosto 1914 si sparse pel mondo la ferale notizia: Sua Santità Pio X s’era spento serenamente in Cristo all’una e 15 di quella notte, in seguito a broncopolmonite. Il mondo cristiano, quantunque aspettasse di momento in momento il triste annunzio, fu colto da doloroso stupore. Anzi, parve sprofondare in un abisso di tenebre più dense, quando lo spegnersi dell’unico faro di luce, che irradiava dal Colle Valicano, allontanò sempre più la speranza della pace. 

Pio X fu un grande Santo, oltre che per le virtù proprie del suo sacerdozio, per aver fatto risplendere attorno a sé le virtù strettamente evangeliche della povertà e della carità. Evidentemente queste due virtù sono assai care a Dio e ottengono molti favori, se il postulatore della causa di Pio X si trovò imbarazzato nello scegliere, tra i tanti miracoli attribuiti a lui, i due richiesti dai canoni per la finale glorificazione.

Il 29 maggio 1954, anno Mariano, a meno di quarant’anni dalla sua morte, Pio X fu solennemente elevato alla gloria degli altari da Pio XII. Il suo motto che egli attuò scrupolosamente in tutto il suo Pontificato fu « Instaurare omnia in Christo», cioè rinnovare ogni cosa in Cristo.

PRATICA. Compiamo sempre con fine soprannaturale i doveri del nostro stato.

PREGHIERA. O Dio, che per difendere la fede cattolica e per restaurare ogni cosa in Cristo, hai riempito di celeste sapienza e di fortezza apostolica il Sommo Pontefice San Pio X, concedici propizio di seguire i suoi insegnamenti e i suoi esempi per meritare il premio eterno.

L’invito a Mosca, linee rosse e dicerie sul vertice Putin-Zelensky

Micol Flammini – 19 ago 2025 – IL FOGLIO

Trump è fiducioso: si farà. Il Cremlino invece prende tempo. Resoconti discordanti e intenzioni della Russia su un incontro che la Casa Bianca crede imminente

La telefonata fra Donald Trump e Vladimir Putin è durata 40 minuti. Il presidente americano l’ha conclusa soddisfatto, dichiarando di essere riuscito nell’obiettivo di preparare un vertice con il capo del Cremlino e il  presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Putin  ha affidato al suo consigliere per la politica estera, l’ex ambasciatore a Washington Yuri Ushakov, il  resoconto della telefonata. Trump ha scritto che ci sarà prima un bilaterale tra i leader di Russia e Ucraina, poi un trilaterale in sua presenza. 

Putin ha fatto dire a Ushakov che Mosca è disponibile a un incontro tra le  delegazioni russa e ucraina, con la possibilità di alzare il livello della rappresentanza. Non alludeva alla presenza dei presidenti.

Come spesso accade nelle conversazioni fra Trump e Putin sembra che i due prendano parte a telefonate diverse. Trump ha detto che l’incontro avverrà entro fine agosto; alle sue affermazioni, sono seguite  valanghe di dichiarazioni, indiscrezioni, tiri a indovinare su dove si possa tenere un bilaterale tanto complesso. Due fonti vicine alla telefonata, non si sa se tanto vicine da essere nelle stanze dei presidenti, hanno rivelato all’Afp che da parte di Putin ci sarebbe anche stata una proposta: faremo l’incontro a Mosca.

 Un metodo comprovato dalla diplomazia russa è fare offerte talmente strampalate ed eccessive da forzare la controparte a rifiutare. Secondo le fonti che hanno parlato con l’Afp, Zelensky avrebbe risposto negativamente all’offerta di un incontro a Mosca e se davvero Putin ha proposto la capitale della Federazione russa, sapeva  che il presidente ucraino avrebbe rifiutato: non si tengono i negoziati nel paese aggressore e, inoltre, chi garantirebbe la sicurezza di Zelensky, che a inizio dell’invasione del 2022 i sabotatori russi presenti a Kyiv volevano uccidere?

La motivazione ucraina a resistere è stata anche sostenuta dalla figura di Zelensky che, anziché fuggire, scelse di rimanere in Ucraina nonostante le intelligence alleate lo avvertissero del rischio per la sua vita.

 Per Putin, Zelensky è il nemico, e ha più volte detto che uno degli obiettivi della sua operazione militare speciale è liberare l’Ucraina dalla sua leadership da denazificare. Ammesso che l’offerta di andare a Mosca ci sia stata davvero, il presidente ucraino non  avrebbe potuto  accettare di essere ricevuto al Cremlino. Il Kommersant ha fatto una lista di tutti i possibili luoghi di incontri. Gli europei hanno proposto Ginevra, anche Roma è tornata fra le  opzioni, ma il giornale russo ha citato, oltre a Mosca: Budapest, Istanbul e Minsk. 

Al telefono con  Trump, Putin probabilmente  non ha rifiutato né accettato.  E’ stato Sergei Lavrov a far capire la posizione di Mosca. Il ministro degli Esteri russo ha il ruolo di ridimensionare le situazioni. Non lusinga, non blandisce.

Oltre all’abbigliamento nostalgico  – si è presentato in Alaska, venerdì scorso, con indosso una felpa con la scritta Cccp (Urss) – il ministro veste i panni del duro, diplomaticamente parlando. Lavrov ha chiarito: l’incontro fra Putin e Zelensky deve essere “preparato con estrema attenzione” – non è un “no”, ma un “vedremo”; se Kyiv si allineasse all’occidente, “le basi del riconoscimento dell’Ucraina come stato indipendente sparirebbero”.

La seconda affermazione significa che l’adesione di Kyiv alla Nato o all’Unione europea continuano a essere linee rosse per Mosca che quindi rifiuta le migliori garanzie di sicurezza per il paese che ha attaccato. 

Uno degli obiettivi di Putin in Alaska era fare in modo che il presidente americano tornasse a fare pressione su Zelensky e ad accusare gli ucraini di non essere pronti alla pace.

Secondo l’analista russa Tatiana Stanovaya, Putin ha già messo sul tavolo le sue condizioni, impone che vengano soddisfatte prima di concedere un vertice a Zelensky. Per Zelensky, invece, l’incontro è necessario per parlare dei territori ucraini occupati.

Il Cremlino prende tempo, finge di negoziare e tiene in vita l’incontro fantasma su cui si sommano speranze, dicerie, speculazioni e ambizioni trumpiane. 

IL PICCOLO PRINCIPE -Racconto di Antoine de Saint-Exupéry

VERSIONE RADIOFONICA A CURA DI ROBERTA

Il Papa: il perdono non aspetta il pentimento, è dono gratuito che impedisce altro male

All’udienza generale, Leone XIV sviluppa la catechesi sul gesto di Gesù nei confronti di Giuda nell’ultima cena, sa che sta per essere tradito ma “porta avanti e a fondo il suo amore”, “lava i piedi, intinge il pane e lo porge”: la libertà dell’altro, anche quando si smarrisce nel male può ancora essere raggiunta dalla luce di un gesto mite

Tiziana Campisi – Città del Vaticano

Amare fino alla fine: ecco la chiave per comprendere il cuore di Cristo. Un amore che non si arresta davanti al rifiuto, alla delusione, neppure all’ingratitudine.

È questo amore che genera il perdono, Gesù ce lo mostra “durante l’ultima cena”, quando “porge il boccone” a Giuda “che sta per tradirlo”. Il suo “non è solo un gesto di condivisione”, è anche “l’ultimo tentativo dell’amore di non arrendersi”, spiega all’udienza generale, Leone XIV. Proprio al perdono il Pontefice, nell’Aula Paolo VI, dedica la sua terza catechesi su “La Pasqua di Gesù”, nell’ambito del ciclo giubilare “Gesù Cristo nostra speranza”. Ma lo ascoltano anche centinaia di fedeli e pellegrini radunati nel cortile del Petriano e nella basilica di San Pietro. Leone li saluta terminato il momento nell’Aula. “Grazie per la pazienza!”, dice, benedicendo i presenti, i loro cari, “i familiari, i bambini, i malati e i più anziani”. E anche a quanti sono riuniti nella basilica vaticana rivolge, poi, alcune parole in spagnolo, evidenziando che “il perdono è un grande segno di amore, di amore autentico, e soprattutto dell’amore di Dio per tutti noi”. Mentre in inglese esorta tutti ad imparare “a perdonare, perché perdonarci gli uni gli altri è costruire un ponte di pace” e sollecita: “Dobbiamo pregare per la pace che è così necessaria nel nostro mondo oggi, una pace che solo Gesù Cristo ci può donare”.

Il vero perdono non aspetta il pentimento

Nella meditazione proposta, il Papa torna più volte su quel gesto di Gesù verso l’Iscariota, che mostra quel modo di portare avanti “e a fondo il suo amore”, perché Lui “vede con chiarezza” e fa il primo passo.

Ha compreso che la libertà dell’altro, anche quando si smarrisce nel male, può ancora essere raggiunta dalla luce di un gesto mite. Perché sa che il vero perdono non aspetta il pentimento, ma si offre per primo, come dono gratuito, ancor prima di essere accolto.

Gesù non permette che il male abbia l’ultima parola

Quando arriva l’ora più difficile, Gesù “non la subisce: la sceglie”, chiarisce il Papa, in pratica “riconosce il momento in cui il suo amore” sarà ferito dal “tradimento” e, anziché “ritrarsi”, “accusare”, “difendersi”, “continua ad amare: lava i piedi, intinge il pane e lo porge”. L’evangelista Giovanni racconta di Giuda che “Satana entrò in lui” dopo aver ricevuto da Gesù il pane. Un “passaggio” che “colpisce”, riconosce il Papa, “come se il male, fino a quel momento nascosto, si manifestasse dopo che l’amore ha mostrato il suo volto più disarmato”. Ma il gesto di Cristo “ci dice che Dio fa di tutto – proprio tutto – per raggiungerci, anche nell’ora in cui lo noi respingiamo”, sottolinea ancora Leone, e ci fa comprendere che il perdono “non è dimenticanza” né “debolezza”, bensì “capacità di lasciare libero l’altro, pur amandolo fino alla fine”.

L’amore di Gesù non nega la verità del dolore, ma non permette che il male sia l’ultima parola. Questo è il mistero che Gesù compie per noi, al quale anche noi, a volte, siamo chiamati a partecipare.

Continuare ad amare sempre

Oggi accade che tante “relazioni si spezzano”, diverse “storie si complicano” e molte “parole non dette restano sospese”, ma gli evangelisti ci indicano una strada nuova da intraprendere

Il Vangelo ci mostra che c’è sempre un modo per continuare ad amare, anche quando tutto sembra irrimediabilmente compromesso. Perdonare non significa negare il male, ma impedirgli di generare altro male. Non è dire che non è successo nulla, ma fare tutto il possibile perché non sia il rancore a decidere il futuro.

Un’altra via

E se Giuda porta a compimento il suo piano di tradimento, “Cristo rimane fedele fino alla fine, e così il suo amore è più forte dell’odio”.

Anche noi viviamo notti dolorose e faticose. Notti dell’anima, notti della delusione, notti in cui qualcuno ci ha ferito o tradito. In quei momenti, la tentazione è chiuderci, proteggerci, restituire il colpo. Ma il Signore ci mostra la speranza che esiste sempre un’altra via. Ci insegna che si può offrire un boccone anche a chi ci volta le spalle. Che si può rispondere con il silenzio della fiducia. E che si può andare avanti con dignità, senza rinunciare all’amore.

Il perdono libera chi lo dona

Da qui l’invito del Pontefice a chiedere “la grazia di saper perdonare, anche quando non ci sentiamo compresi, anche quando ci sentiamo abbandonati”.

Come ci insegna Gesù, amare significa lasciare l’altro libero — anche di tradire — senza mai smettere di credere che persino quella libertà, ferita e smarrita, possa essere strappata all’inganno delle tenebre e riconsegnata alla luce del bene. Quando la luce del perdono riesce a filtrare tra le crepe più profonde del cuore, capiamo che non è mai inutile. Anche se l’altro non lo accoglie, anche se sembra vano, il perdono libera chi lo dona: scioglie il risentimento, restituisce pace, ci riconsegna a noi stessi.

Insomma, il perdono di Cristo e quel suo “gesto semplice del pane offerto, mostra che ogni tradimento può diventare occasione di salvezza”, se scelto come spazio per un amore più grande”, conclude il Papa. Gesù “vince” il male “con il bene” “impedendogli di spegnere ciò che in noi è più vero: la capacità di amare”.

Leone XIV: il 22 agosto giorno di digiuno e preghiera per invocare pace e giustizia

Al termine dell’udienza generale del mercoledì in Aula Paolo VI il Papa invita in particolare a pregare la Vergine nel giornata di venerdì prossimo in cui è venerata come Regina: il Signore “asciughi le lacrime di coloro che soffrono a causa dei conflitti armati in corso”

Daniele Piccini – Città del Vaticano – 20 Agosto 2025

Papa Leone XIV torna a chiedere insistentemente preghiere per la pace ai fedeli, riuniti oggi, mercoledì 20 agosto, in Aula Paolo VI per l’udienza generale, e li invita ad invocare l’intercessione di Maria. Lo fa chiedendo a tutti i credenti di rispettare nella giornata del 22 agosto, memoria liturgica della Beata Vergine Maria Regina…

…digiuno e preghiera, supplicando il Signore che ci conceda pace e giustizia, e che asciughi le lacrime di coloro che soffrono a cause dei conflitti armati in corso.

Maria, aggiunge il Papa:

E’ Madre dei credenti qui sulla terra, ed è invocata anche come Regina della Pace, mentre la nostra terra continua ad essere ferita da guerre in Terra Santa, in Ucraina, e in molte altre regioni del mondo.

Leone XIV ha salutato con affetto i fedeli che lo attendevano nell'atrio dell'Aula Paolo VI.

Leone XIV ha salutato con affetto i fedeli che lo attendevano nell’atrio dell’Aula Paolo VI. (@Vatican Media)

Perdono presupposto per la pace

Rivolgendosi poi ai fedeli di lingua portoghese Leone XIV ha ricordato il presupposto fondamentale della pacifica convivenza tra i popoli e tra le persone: “Senza il perdono non ci sarà mai la pace!”.

Salutando i pellegrini polacchi presenti a Roma e quelli venuti dal Santuario della Madonna di Jasna Góra, in Polonia, dove è conservata l’icona della Madonna di Częstochowa, ha chiesto loro di “includere nelle vostre intenzioni la supplica per il dono della pace – disarmata e disarmante – per tutto il mondo, in particolare per l’Ucraina e il Medio Oriente”.

Leone XIV prega per la pace al Santuario della Madonna delle Grazie della Mentorella

19/08/2025

Leone XIV prega per la pace al Santuario della Madonna delle Grazie della Mentorella

Il Papa si è recato stamani a Guadagnolo, frazione di Capranica Prenestina, nella diocesi di Palestrina, nell’eremo particolarmente caro a San Giovanni Paolo II. Si è trattenuto…

Preghiera incessante

Nella mattinata di ieri, martedì 19 agosto, il Papa si era recato a Guadagnolo, frazione di Capranica Prenestina, nella diocesi di Palestrina, nell’eremo della Mentorella, particolarmente caro a San Giovanni Paolo II. Qui, ha riferito il rettore si è recato “in chiesa, ai piedi della Madonna, e ha acceso un cero con una supplica particolare per la pace nel mondo”.

Il Papa sull'Ucraina: c'è speranza ma bisogna lavorare e pregare molto

19/08/2025

Il Papa sull’Ucraina: c’è speranza ma bisogna lavorare e pregare molto

Occorre “cercare veramente la strada per andare avanti, trovare la pace” ha detto stasera il Papa ai giornalisti prima di rientrare in Vaticano da Castel Gandolfo, dove si era…

Ancora ieri sera, lasciando la residenza estiva di Castel Gandolfo, intorno alle ore 21, ha detto ai giornalisti che lo aspettavano davanti al cancello di Villa Barberini, che è necessario “pregare molto per la pace”, per alimentare la speranza, che pure c’è.

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – Di Padre Livio – 20/08/2025

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🟡LIVE 🟡 “LOTTE E TENTAZIONI DEI PADRI DEL DESERTO” di PADRE LIVIO – Puntata 20 – 20/08/2025 🕊️🌿

Loading the player...

🔴LIVE🔴 PADRE LIVIO: LE APPARIZIONI DI MEDJUGORJE: UNA GRAZIA DISATTESA? – 20/08/2025

LE APPARIZIONI DI MEDJUGORJE: UN GRAZIA DISATTESA?

PRIMA PARTE: IL PIANO GRANDIOSO DI MARIA

LE APPARIZIONI DI MEDJUGORJE SONO LA MARIOFANIA DI GRAN LUNGA PIU’ IMPORTANTE DELLA STORIA BIMILLENARIA DELLA CHIESA

LO SONO PER LA DURATA NEL TEMPO, IL NUMERO DELLE VENUTE DELLA MADONNA, IL COLLEGGIO COMPATTO DEI VEGGENTI, IL NUMERO E LA BELLEZZA DEI MESSAGGI, LA MOLTITUDNE DELLE CONVERSIONI, I FRUTTI SPIRITUALI  PER LA CHIESA, LA RISONANZA NEL MONDO

EPPURE SI PUO AFFERMARE CHE SIANO ANCORA ALL’INIZIO, PERCHE’ IL TEMPO TRASCORSO FIN’ORA E’ PEPARATORIO ALLA FASE CONCLUSIVA E GLI STESSI VEGGENTI AVRANNO APPARIZIONI, ALMENO UNA VOLTA ALL’ANNO FINO ALLA FINE DELLA LORO VITA.

LA GRANDIOSITA’ DEL PIANO DI MARIA A MEDJUGORJE  SI MANIFESTA IN MODO PARTICOLARE NEL COLLEGAMENTO CON FATIMA, ABBRACCIANDO IL SECOLO SCORSO UNA PARTE DI QUESTO SECOLO.

GLI OBBIETTIVI DI QUESTO PIANO DI INFINITA MISERICORDIA SONO IN PRIMO LUOGO LA SALVEZZA ETERNA DELLE ANIME, DI FRONTE ALL’ATTACCO INAUDITO DEL POTERE DELLE TENEBRE DI DISTRUGGERE L’OPERA DELLA CREAZIONE E DELLA REDENZIONE, CIOE’ IL MONDO LA CHIESA.

PER REALIZZARE IL SUO PIANO DI SALVEZZA LA MADONNA HA SCELTO LA PARROCCHIA DI MEDJUGORJE, PERCHE’ FOSSE STRUMENTO DI RINNOVAMENTO SPIRITUALE DI TUTTE LA CHIESA E LA FORTEZZA INESPUGNABILE PER RESPINGE L’ATTACCO DELL’IMPERO DELLE TENEBRE.

LA FASE ATTUALE, CHE ORMAI SI AVVICINA AL MEZZO SECOLO, E’ PREPARATORIA ALLA BATTAGLIA DECISIVA DEL TEMPO DEI SEGRETI, NELLA QUALE CROLLERA’ IL REGNO DI SATANA E DEI SUOI SOSTENITORI E TRIONFERA’ IL CUORE IMMACOLATO DI MARIA CON LA CHIESA CATTOLICA.

QUESTA FASE DRAMMATICA DELLA STORIA DELLA SALVEZZA HA SOLIDE FONDAMENTA NELLA SACRA SCRITTURA, NELL’INSEGNAMENTO COSTANTE DELLA CHIESA, NELLE APPARIZIONI MARIANE E NELLE RIVELAZIONI DI MISTICI E DI SANTI.

Al TERMINE DI QUESTO PERIODO IL MONDO AVRA’ UN TEMPO DI PACE VERA IN UNIONE CON DIO, PRIMA DELL’ULTIMA RIBELLIONE DI SATANA, CHE VERRA’ CHIUSO PER SEMPRE ALL’INFERNO CON LA VENUTA DI CRISTO NELLA GLORIA

SECONDA PARTE: IL PERICOLO MORTALE DELL’INCREDULITA’

LE APPARIZIONI DELLA REGINA DELLA PACE SONO COME UN SEME DI SENAPA CHE E’ DIVENUTO UN GRANDE ALBERO NEL GIARDINO DELLA CHIESA. I BENEFICI DELLA PRESENZA DELLA MADONNA SONO AUTENTICI E COSTANTI TANTO DA MERITARE IL NULLA OSTA DA PARTE DELLA CHIESA.

TUTTAVIA L’INCREDULITA’ VERSO QUESTA STRAORDINARIA MARIOFANIA E’ MOLTO DIFFUSA NELLA STESSA CHIESA E ANCOR PIU’ AL DI FUORI DI ESSA. GLI ATTACCHI, LE DIFFAMAZIONI E LE RESISTENZE SI SONO MANIFESTATE FIN DALL’INIZIO E SONO PROSEGUITE NEL TEMPO FINO AD OGGI.

LA MADONNA STESSA HA FATTO LE SUE VALUTAZIONI, AFFERMANDO CHE UN NUMERO ENORME DI PERSONE NON L’HA PRESA NEPPURE IN CONSIDERAZIONE (SI TRATTA OVVIAMENTE DI CATTOLICI)

RIGUARDO AI SACERDOTI CHE NON CREDONO, HA FATTO LORO NOTARE  CHE NON E’ LA PRIMA VOLTA CHE DIO L’HA INVIATA SULLA TERRA. 

HA PRECISATO CHE, FRA QUELLI CHE ANNO RISPOSTO ALLA CHIMATA, SOLO UN PICCOLO NUMERO L’HA VERAMENTE CAPITA, MENTRE MOLTI NON HANNO PERSEVERATO NEL CAMMINO DI CONVERSIONE.

PER QUANTO RIGUARDA LA PARROCCHIA DI MEDJUGORJE LA GOSPA NON HA LESINATO LODI E RINGRAZIAMENTI PER QUANDO RIGUARDA L’ADESIONE DEI PARROCCHIANI AI SUOI MESSAGGI, MA ANCOR PIU’ LI HA RIMPROVERATI PER GLI SBANDAMENTI DI VARIO GENERE.

L’IMPRESSIONE CHE SI TRAE DALLE PAROLE DELLA MADONNA, MAN MANO CHE CI SI AVVICINA AL TEMPO DEI SEGRETI, E’ QUELLA DI UN MATERNA PREOCCUPAZIONE PER LA IMPREPARAZIONE SPIRITUALE GENERALIZZATA CHE RIGUARDA L’INSIEME DI CATTOLICI.

A QUESTO RIGUARDO UN GIUDIZIO COMPLESSIVO DELLA GOSPA A SI TROVA NEL MESSAGGIO DEL LUGLIO 2019, CHE PRECEDE LA CATENA DELLE PROVE (COVID E GUERRE IN EUROPA E MEDIO ORIENTE) CHE PORTANO AL TEMPO DEI SEGRETI:

“FIGLIOLI, VERRANNO LE RPROVE E VOI NON SARETE FORTI ED ILPECCATO REGNERA MA, SE SIETE MIEI, VINCERETE PERCHE IL VOSTRO RIFUGIO SARA’ IL CUORE DI MIO FIGLIO GESU”.

LA CAUSA DELL’INCREDULITA’ DIFFUSA RIGUARDO ALLA MAROFANIA PIU’ STRAORDINARIA DELLA STORIA E’ “IL MODERNISMO” CIOE’ DI UNA VISIONE DEL MONDO E DELL VITA CHE RIMUOVE IL SOPRANNATURALE E CHE METTE L’UOMO AL POSTO DI DIO.

IL MODERNISMO E’ UNA STRUMENTO DI SATANA COL QUALE CI DEVIA E CI METTE SULLA SUA VIA, COME HA AFFERMATO LA MADONNA IN DIVERSI SUOI MESSAGGI. IL MODERNISMO NEGA LE APPARIZIONI E CREA UNA MENTALITA’ CONTRARIA AD OGNI MANFESTAZIONE DEL SOPRANNATURALE.

PER LIBEARSI DA QUEST MENTALITA’ CHE ACCECA E’ NECESSARIA UNA RADICALE CONVERSIONE E UNA FORTE ESPERIENZA SPIRITUALE CHE PORTI AD UNA INTIMA UNIONE CON GESU’ E CON MARIA.

SOLO CHI STA PERCORENDO QUESTA STRADA CHE LA MADONNA CI HA INDICATO AL SUO SEGUITO PUO’ AFFRONTARE L’ARDUA  BATTAGLIA DELLA FEDE NEL TEMPO DEI SEGRETI ED USCIRNE VINCITORE.

Pagina 144 di 364

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy