"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis: il realismo della santità

Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis: il realismo della santità

 10 Settembre 2025 ore 09:35

di Maria Gorgonio – Corrispondenza Romana 1915

Nella splendente domenica settembrina di tre giorni fa, le immagini solari del giovane Pier Giorgio Frassati, morto a 24 anni il 4 luglio di cento anni fa (Anno Santo anche allora), e dell’adolescente Carlo Acutis, morto a 15 anni il 12 ottobre 2006, sventolavano sui drappi appesi sulle logge di San Pietro, mentre papa Leone XIV affermava sul sagrato della Basilica, nell’omelia della Messa per la loro canonizzazione: «I santi Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis sono un invito rivolto a tutti noi, soprattutto ai giovani, a non sciupare la vita, ma a orientarla verso l’alto e a farne un capolavoro».

Santi di epoche diverse, ma uniti dagli stessi ideali che caratterizzano tutti i santi: l’amore per Gesù Cristo e l’orgogliosa testimonianza pubblica della loro fede. Il Santo Padre ha invitato i giovani, di fronte ad una piazza gremita da oltre 80 mila fedeli, a stare accorti, perché il rischio più grande è quello di lasciarsi sfuggire dalle mani il prezioso tempo, senza rendersene conto; ha quindi fatto degli esempi di santità che si ricollegano a quelli appena proclamati, andando indietro nel tempo, partendo dalla figura biblica di re Salomone: «Egli, alla morte di Davide, suo padre, si era reso conto di disporre di tante cose: il potere, la ricchezza, la salute, la giovinezza, la bellezza, il regno. Ma proprio questa grande abbondanza di mezzi gli aveva fatto sorgere nel cuore una domanda: “Cosa devo fare perché nulla vada perduto?”. E aveva capito che l’unica via per trovare una risposta era quella di chiedere a Dio un dono ancora più grande: la sua Sapienza, per conoscere i suoi progetti e aderirvi fedelmente. Si era reso conto, infatti, che solo così ogni cosa avrebbe trovato il suo posto nel grande disegno del Signore. Sì, perché il rischio più grande della vita è quello di sprecarla al di fuori del progetto di Dio». 

La santità non ha tempo, percorre vie diverse in ciascuna anima, ma l’obiettivo è sempre lo stesso per tutti i chiamati che hanno risposto esercitando le virtù eroiche: inondati dalla Verità di Cristo, Lo cantano, Lo trasmettono agli altri e Lo riconoscono nel prossimo povero, sofferente, malato, ed ecco che Leone XIV, pur parlando di due santi vissuti fra il XX e XXI secolo, ha ricordato la scelta radicale sia di san Francesco d’Assisi che di sant’Agostino.

Tra la folla, dove erano presenti anche i familiari di Pier Giorgio e Carlo, ambedue apostoli dell’Eucaristia, sventolavano striscioni che riportavano i loro ardenti motti: «Vivere, non vivacchiare» di Pier Giorgio e «Tutti nasciamo come originali» di Carlo. Si addice bene a loro due quanto papa Prevost aveva detto il 25 agosto scorso ai chierichetti giunti a Roma dalla Francia per Giubileo: «La vita diventa bella e felice con Gesù. Egli attende però la vostra risposta. Bussa alla porta e attende per entrare: “Ecco, io sto alla porta e busso; se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me”» (Ap 3, 20). […] L’Eucaristia è il tesoro della Chiesa, il tesoro dei tesori. Fin dal primo giorno della sua esistenza, e poi nei secoli, la Chiesa ha celebrato la Messa […] per ricordarsi che cosa il suo Signore ha fatto per lei. […] Gesù dona ancora la sua vita sull’altare, versa ancora il suo sangue per noi oggi. […] la celebrazione della Messa ci salva oggi! Salva il mondo oggi! È l’evento più importante della vita del cristiano e della vita della Chiesa, perché è l’incontro in cui Dio si dona a noi per amore, ancora e ancora. Il cristiano non va a messa per dovere, ma perché ne ha assolutamente bisogno […]».

Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis, convinto che «davanti al sole ci si abbronza, davanti all’Eucaristia si diventa santi», erano innamorati dell’Ostia divina, tanto da praticare assiduamente l’adorazione eucaristica. Nella biografia a tutto tondo, con pagine e fotografie inedite della vita del santo, scritta da Cristina Siccardi, Pier Giorgio Frassati. Parsifal e alpinista di Cristo (San Paolo Edizioni), si legge quanto fu intensa questa devozione nel giovane diventato terziario domenicano: «Qualcuno, come suor Angelica Barcellona delle Francescane, ha testimoniato di averlo visto pregare misticamente e in totale isolamento nei confronti del mondo circostante. Estatico e trasfigurato, per esempio, nel Duomo di Torino, incurante delle gocce di cera calda che dalle candele gli cadevano sul capo e sul collo durante l’adorazione notturna. […] Al professor Mario Bergonzi un giorno, mentre si recava all’adorazione eucaristica, rivelò parole cariche di mistero: Caro Mario, se tu sapessi quale relazione passa tra me e Gesù, saresti più buono, e crederesti di più senza andare in cerca di tanti discorsi inutili. Non c’è grazia che domandi che mi venga negata. Gesù, lo sento, è in me, è qui vicino a noi, è il mio amore, mi dice tante cose, mi ama, come io pure lo amo. Vorrei salire su, su, fino al trono celeste per non ritornare più sulla terra, dove vedo peccato e corruzioni… La Madonna è nostra Madre. Lei mi rapirà presto e vuole che io faccia bene per darmi un premio» (pp. 143-144).

Affermò Pier Giorgio: «Il giorno della morte sarà il più bel giorno della mia vita», eppure, come sperimenterà anche Carlo, aveva le giornate piene di impegni, studio, sport, amici, carità, ma i loro sguardi erano diretti sempre «verso l’Alto», come ha lasciato scritto Pier Giorgio sulla sua ultima fotografia che lo ritrae mentre compie la sua ultima scalata. Essi, ha proseguito il Papa nell’omelia, «ci incoraggiano con le loro parole, “non io, ma Dio”, diceva Carlo, e Pier Giorgio, “Se avrai Dio per centro di ogni tua azione, allora arriverai fino alla fine”. Questa è la formula semplice, ma vincente della loro santità ed è pure la testimonianza che siamo chiamati a seguire per gustare la vita fino in fondo e andare incontro al Signore nella festa del Cielo».

  Si confessavano frequentemente perché, come sosteneva Carlo, «l’unica cosa che dobbiamo temere veramente è il peccato» e «gli uomini si preoccupano tanto della bellezza del proprio corpo e non si preoccupano della bellezza della propria anima». Carlo Acutis ha realizzato due siti specifici su Internet, che tutti possono ancora andare a consultare, sui miracoli eucaristici e sulle apparizioni mariane nel mondo. Gesù Eucaristia e la Madonna: le due principali vie per la realizzazione di sé in terra e per la salvezza eterna. Sia Pier Giorgio che Carlo vivevano in famiglie agiate, il primo era addirittura figlio del senatore Alfredo Frassati, fondatore e direttore de “La Stampa” e stretto amico dello statista Giovanni Giolitti; ma tutte e due non hanno mai considerato importante la ricchezza materiale, anzi, per loro era essenziale giungere al tesoro della Verità. Scrisse Frassati, aspirante ingegnere minerario, all’amico Isidoro Bonini il 27 febbraio 1925: «[…]ogni giorno di più comprendo qual Grazia sia esser cattolici. Poveri disgraziati quelli che non hanno una fede: vivere senza una fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere in una lotta continua la Verità non è vivere ma è vivacchiare. Noi non dobbiamo mai vivacchiare ma vivere perché anche attraverso ogni disillusione dobbiamo ricordarci che siamo gli unici che possediamo la Verità, abbiamo una fede da sostenere, una speranza da raggiungere: la nostra Patria» (ivi, p. 94).

Il primo miracolo per intercessione di Pier Giorgio, che visse grandi tormenti in casa propria, tanto da renderlo un modello particolarmente attuale in questa società colma di incomprensioni e problemi familiari, è stato, come riporta Siccardi con dovizia di particolari, la conversione del padre, dopo un lunghissimo travaglio spirituale. Alfredo Frassati, come il resto della famiglia, comprese veramente chi era stato suo figlio il giorno dei suoi funerali, il 6 luglio 1925, quando alla chiesa Beata Vergine delle Grazie, sita nel quartiere Crocetta di Torino, si riversò una immensa folla di persone, non tanto perché era mancato l’erede del senatore Frassati, già ambasciatore a Berlino e firma giornalistica eminente a livello internazionale, ma soprattutto perché, andarono per rendere omaggio a colui che era morto di poliomielite, dopo aver assistito un malato in una delle soffitte torinesi, tutti quei poveri ed infelici che erano stati da lui soccorsi per amore di Dio. Aveva scritto due giorni prima, il 4 luglio, la domestica di casa Frassati Ester Pignata sul calendario appeso in cucina: «Ore 7, irreparabile sventura. Povero san Pier Giorgio! Era santo e Dio l’ha voluto con sé!» (ivi, p. 338).

In un’epoca in cui paganesimo e cristianesimo mondanizzato si guardano benevolmente a vicenda e in cui i giovani non hanno più serie ragioni di vita, alienate da burrascose vicende affettive e da patologiche esigenze di moda “social”, tali da produrre malesseri e tormenti psicologici da placare con psicofarmaci, oppure alcol, droghe, aggressività o violenza, le linee tracciate dai santi Pier Giorgio e Carlo offrono soluzioni e antidoti per riscoprire il reale, pacifico e felice senso dell’esistenza. 

Medjugorje: perché non ho dubbi – 37. Quanto durerà il tempo dei Segreti? – 10/09/2025

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LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – Di Padre Livio – 10/09/2025

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🔴LIVE🔴 Il Viatico quotidiano – di P. Livio – Puntata 6

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Mercoledì 10 Settembre 2025

h. 9.00 : Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

h. 9.00 – 9.20 ATTUALITA’ MONDO – CHIESA

+Un professore condannato per aver richiamato una studentessa satanista (Articolo di Avvenire – Lunedi 8 Settembre 2025

+Satanismo fenomeno in crescita soprattutto fra i giovani


h. 9.25 – h. 9.35: VIATICO QUOTIDIANO

Pensieri sulla Fede


h. 9.35 – 9.55: MEDJUGORJE: PERCHE’ NON HO DUBBI

Quanto durerà il tempo dei Segreti?

+Gli eventi dei Segreti hanno una lunga preparazione iniziata nel 1917

La prima fase termina con la seconda guerra mondiale (1945)

La seconda fase inizia con le apparizioni di Medjugorje (1981)

La terza fase inizia con la rivelazione del primo Segreto

I primi tre Segreti hanno un tempo più lungo?

I Segreti dal quarto al decimo avranno uno svolgimento più rapido?

Il termine dei Segreti sarà il 2033 bimillenario della Redenzione?


h. 9.55 – 10.05 TELEFONATA A PADRE LIVIO


h. 10.o5 LE TROMBE DELL’APOCALISSE (3)


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INTERVISTA SU RADIO MARIA

Intervista rilasciata a Don Primoz Krecic – mir Medjugorje – Capodistria

Chi è Padre Livio? Può gentilmente in poco parole presentaci la sua vita.

Sono un sacerdote e un religioso dell’Ordine dei Padri Scolopi, fondato da San Giuseppe Calasanzio. Ho fatto i miei studi di teologia alla Università Gregoriana di Roma e conseguito la Laurea in filosofia all’Università cattolica di Milano. Ho svolto il mio apostolato in una grande Parrocchia di Milano dal 1966 al 1988, salvo un anno di missione in Africa. Dal 1988, col permesso dei miei Superiori, mi sono trasferito a Erba come Direttore di Radio Maria, che allora era una piccola radio parrocchiale, per trasformarla in una Radio al servizio della Regina della pace.

Con Radio Maria siete usciti dall’Italia, raggiungendo molti Paesi e luoghi nel mondo. Siete diventati la radio cattolica più diffusa. Quale chiamata vi ha spinto a questo e quali sono i frutti? Puo’ presentarci la famiglia mondiale di Radio Maria?

Radio Maria è stata costruita su un messaggio della Madonna del 1 Gennaio 1987 dato a un gruppo di pellegrini di Erba attraverso la veggente Vicka. La Madonna li invitava ad essere annunciatori di conversione e a diffondere i Messaggi della Regina della pace. Il palinsesto, incentrato sulla preghiera, la fede cattolica e il grande patrimonio culturale cristiano, ha trovato una accoglienza favorevole in Italia e nelle varie nazioni in cui la Radio si è propagata. Dopo la prima diffusione in Europa, in America ed Asia è stato necessario organizzare una Associazione mondiale per coordinare e sostenere le vari emittenti nazionali e anche per crearne di nuove.

Siete stati i primi a portare nelle case, via radio, la Santa Messa, il Rosario, i Vespri, la Compieta e tutta la Liturgia delle Ore. Quali sono gli altri contenuti fondamentali nel programma di Radio Maria?

La preghiera è senza dubbio il programma più importante di Radio Maria e occupa circa 8 ore al giorno. Ogni giorno, al mattino e alla sera, ci colleghiamo, grazie agli studi mobili, a due parrocchie diverse per assicurare agli ascoltatori la ricchezza della preghiera liturgica. Seguono i Rosari, le preghiere del Buon Cristiano e le preghiere personali. Le altre componenti del programma sono tematiche teologiche e pastorali, argomenti di attualità in chiave cristiana e diversi programmi di promozione umana.

Radio Maria ha un’impostazione intellettuale molto elevata: trasmettete teologia, storia, vi confrontate con gli eventi culturali, commentate la politica. Perché avete scelto questo approccio, mentre molte radio cattoliche evitano di essere troppo esigenti per non perdere ascoltatori?

Radio Maria è stata definita dalla stampa laica una grande università religiosa popolare. Questa scelta riflette non solo la mia personale formazione, ma l’esigenza della gente di conoscere sempre più a fondo la propria fede e il grande patrimonio culturale del cristianesimo. Radio Maria Italia ha circa 150 conduttori di programmi, di cui oltre sessanta sono sacerdoti. L’ascolto tuttavia è piacevole, anche per la possibilità degli ascoltatori di partecipare telefonicamente.

Fin dall’inizio avete curato un contatto vivo con gli ascoltatori, soprattutto riguardo alla spiritualità e alla vita religiosa. Non vi siete rivolti soltanto alla generazione degli anziani. Continuate sempre a mantenere un’attenzione ai giovani, alle famiglie e ai bambini. Come riuscite a mantenere?

Fin dall’inizio, nonostante la serietà del programma, Radio Maria ha avuto un taglio popolare e giovanile, improntato alla semplicità. Lo staff, nella sede di Radio Maria Italia, è composto da una ventina di giovani quasi tutti al di sotto dei trenta anni. Personalmente ho portato in Radio i miei vent’anni di pastorale giovanile in parrocchia.

Non trasmettete musica profana e non avete pubblicità, vivete del sostegno e delle offerte degli ascoltatori. Come si può vivere oggi della provvidenza di Dio?

Fin dall’inizio della nostra avventura, col primo Presidente Emanuele Ferrario, che era un imprenditore, abbiamo deciso di vivere di offerte come fa una parrocchia. Su questo principio non abbiamo mai ceduto. Io personalmente mi sono incaricato di presentare agli ascoltatori i nostri bisogni per sostenere la Radio e per diffonderla. Hanno sempre risposto con generosità.

A Radio Maria i volontari svolgono un grande lavoro. Come li reclutate e come curate la loro formazione?

Tutte le persone che trasmettono a Radio Maria lo fanno a titolo di volontariato. In genere sono persone che hanno una formazione professionale e che io stesso scelgo. Poi ci sono molte attività di volontariato, la più rilevante sono gli studi mobili (73) della cui formazione si occupa un ufficio particolare.

La missione di Radio Maria è collegata alle apparizioni di Medjugorje. Avete scritto: “La nostra missione è quella di aiutare la Regina della Pace affinché le sue parole di salvezza arrivino dappertutto, anche ai più lontani”. In quale misura questo si sta realizzando?

Per noi non vi è dubbio che Radio Maria sia un dono della Regina della Pace ed è al suo servizio, in comunione con la Chiesa e i suoi Pastori. Per questo abbiamo chiesto ai nostri ascoltatori di aiutarci a portare Radio Maria in ogni parte del mondo. In sintesi, possiamo presentare questi numeri: 130 sedi di trasmissione in 85 nazioni dei cinque continenti – Programmazione in 83 lingue di cui 53 native africane. – 30.000 volontari – 615 studi mobili per i collegamenti con le parrocchie – 740 milioni di persone raggiunte dal segnale di Radio Maria – 1021 le Diocesi della Chiesa cattolica coinvolte.

Coltivate un rapporto stretto con i veggenti di Medjugorje. Come li percepite?

Personalmente ho conosciuto i Veggenti di Medjugorje fin dal 1985 e li ho frequentati mediamente un mese all’anno fino al 2018, quando è sopravvenuta una interruzione per il Covid. Posso dire di conoscerli bene e di alcuni di loro sono persino amico. Io li ho trovati degli ottimi servitori della Regina della Pace in tempi agitati e in situazioni difficili. Non si sono mai contraddetti e non hanno mai tradito la Madonna. Le critiche mi fanno sorridere. Evidentemente molti pensano che essere veggente significhi essere senza difetti e senza sbagli. Basta leggere il Vangelo per constatare come anche gli Apostoli al seguito di Gesù erano pieni di difetti.

Perché il documento vaticano su Medjugorje è in qualche modo critico verso i veggenti e la loro vita?

La Chiesa è saggia e sa che il peggior danno che può arrecare ai Veggenti è quello di esaltarli più del necessario. Dimostra invece di amarli e di proteggerli come una Madre fa con i propri figli mostrando loro i difetti di cui si devono correggere.

A Medjugorje si parla poco della rivelazione dei dieci segreti. Lei, invece, ne parla molto. Come immagina il loro compimento?

I Dieci Segreti sono il fine delle apparizioni. Sono la ragione ultima per la quale la Madonna è presente da così tanto tempo da quel 24 giugno del 1981. Il tempo dei Segreti a mio avviso è quello del primo combattimento escatologico dell’Apocalisse capitolo 12, fra la Donna vestita di sole e l’enorme drago rosso. Tutti gli eventi dei Segreti saranno resi noti tre giorni prima, come affermano concordemente i sei Veggenti. I primi due Segreti saranno una prova per Medjugorje. Il terzo sarà un segno sulla collina delle apparizioni che sarà visibile, indistruttibile, durevole, che vien dal Signore.  I Segreti dal quarto al Decimo saranno “sette flagelli” che colpiranno luoghi determinati del pianeta, ma che saranno rivelati tre giorni prima per ordine della Madonna. Nel tempo dei Segreti la Santa Vergine si manifesterà come l’unica salvezza di cui l’umanità dispone per non perire e molti si convertiranno ed entreranno, con Maria e la Chiesa cattolica, in un tempo di pace.

È possibile collegare la pandemia del coronavirus con la maturazione apocalittica della storia e con le profezie di Maria nei suoi messaggi?

Certamente, perché la Madonna già in un messaggio del 2019 ci aveva avvertito che sarebbe arrivato un tempo di prove. Dopo il Coronavirus è arrivata la guerra in Europa che è una minaccia assolutamente da non sottovalutare e che evidenza il legame di Medjugorje con Fatima.

Spesso menzionate che non si è ancora compiuta una parte del terzo segreto di Fatima. Che cosa significa?

Riguardo al Segreto di Fatima, nelle sue tre parti, Benedetto XVI ha affermato che in parte si è realizzato e in parte si deve ancora realizzare. Ovviamente questo riguarda sia il ruolo della Russia sia la persecuzione alla Chiesa di cui parlano la seconda e la terza parte del Segreto di Fatima.

Come seguite la guerra in Ucraina e a Gaza? Quale ruolo ha Radio Maria tra queste popolazioni?

Radio Maria è presente in Ucraina con una Radio che trasmette eroicamente da Kiev sotto i bombardamenti. Ovviamente noi la sosteniamo nelle sue necessità. Siamo presenti in tutto il Medio Oriente con Radio Mariam in lingua araba, che è viva ed è presente, in modo particolare con la preghiera.

Ha scritto molti libri: come riesce a farlo accanto al lavoro editoriale e organizzativo? Ci stupisce come riesca, su temi simili, a offrire sempre prospettive nuove e fresche.

Effettivamente ogni tanto mi stupisco anch’io come possa fare così tante cose e ringrazio Dio. Penso che mi aiuti molto la consapevolezza che sto lavorando per la Madonna.

Qual è il suo rapporto con Maria?

Non saprei come dire. Sento il suo amore e mi sforzo di contraccambiare. E’ la creatura che amo di più.

Può presentarci i suoi stretti collaboratori?

Emanuele Ferrario è stato il primo Presidente di Radio Maria, uomo di fede e imprenditore infaticabile. Il suo successore, Vittorio Viccardi, cammina sulle sue tracce. Con ambedue ho vissuto una avventura indimenticabile. Però la mia vita quotidiana l’ho condivisa, fin dalle origini, con Roberta, una ragazza qui del posto, voce e anima di Radio Maria, che ha dedicato la sua vita alla Madonna e a Radio Maria.

Nonostante gli ottant’anni, riesce ancora a preparare discorsi teologico-spirituali e a commentare gli avvenimenti in patria e nel mondo. Come ci riesce, come mantiene questa giovinezza?

La forza viene dalla preghiera da coltivare incessantemente.

Padre Livio – 3 settembre 2025

🔴LIVE🔴 IL DISCERNIMENTO SPIRITUALE – di Padre Livio – Puntata 20 – La religione cristiana

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