"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Settembre 2025 Pagina 9 di 32

DIARIO DEL VIAGGIO-PELLEGRINAGGIO PERSONALE DI PADRE LIVIO A MEDJUGORJE  SETTEMBRE 2025: PARTENZA DA ERBA – RADIO MARIA

ORE 5:30 IN PARTENZA PER MEDJUGORJE

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio

Martedì 23 settembre

ore 8:50 Editoriale “Medjugorje: la Madonna ha rivelato l’Apocalisse”

ore 9:50 Catechesi “Le trombe dell’Apocalisse”

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DAI UNA MANO ALLA EVANGELIZZAZIONE DI RADIO MARIA IN ITALIA E NEL MONDO

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San Pio da Pietrelcina


Nome: San Pio da Pietrelcina

Titolo: Sacerdote cappuccino

Nome di battesimo: Francesco Forgione

Nascita: 25 maggio 1887, Pietrelcina, Benevento

Morte: 23 settembre 1968, San Giovanni Rotondo, Foggia

Ricorrenza: 23 settembre

Martirologio: edizione 2004

Tipologia: Memoria liturgica

Beatificazione:
2 maggio 1999, Roma, papa Giovanni Paolo II

Canonizzazione:
16 giugno 2002, Roma, papa Giovanni Paolo II

Luogo reliquie: Santa Maria delle Grazie

Pochi santi furono, come padre Pio, dotati di doni straordinari che hanno richiamato su di lui l’attenzione del mondo intero: le stimmateil profumo misterioso che emanava dal suo corpo, i carismi di profezie e di scrutamento dei cuorile guarigioni e le conversioni attribuite alla sua preghiera.

Nel convento del Gargano, nel quale l’umile frate cappuccino viveva, la ressa di devoti era quotidiana: tutti lo volevano vedere, toccare; tutti desideravano assistere alla sua messa – “un momento di rara intensità spirituale” – e soprattutto confessarsi, rimettersi in sintonia con Dio guidati da lui.

La confessione era un incontro che spesso sconvolgeva le persone mutando per sempre la loro vita, mentre il numero dei «convertiti» e dei devoti estimatori aumentava incessantemente.


Ma poi, in concreto, per lui la vita fu un lungo calvario che egli visse unendosi a Cristo per la salvezza delle anime, fedele a un programma di vita, che egli aveva così espresso nell’immagine ricordo della sua prima messa

«Gesù, mio sospiro e mia vita, oggi che trepidante ti elevo in un mistero d’amore, con te io sia per il mondo Via, Verità e Vita e per te sacerdote santo, vittima perfetta».


Francesco Forgione (così si chiamava padre Pio prima di indossare il saio francescano) nacque il 25 maggio 1887 a Pietrelcina, piccolo paese di contadini e pastori della provincia di Benevento.

I genitori, ambedue analfabeti, pur sudando sui campi, non riuscivano a sfamare la copiosa nidiata che avevano messo al mondo (sette figli). Tanto che papà Orazio un giorno si imbarcò per l’America sperando in una sorte migliore. Gli andò bene: lavoratore instancabile e avveduto, riuscì a mettere insieme una discreta fortuna.

Alla famiglia intanto badò mamma Maria Giuseppa. Forte e ricca di fede, aveva una predilezione per il piccolo Francesco, perché era il più gracile, spesso in preda a misteriose e violente febbri, e dotato di una fine sensibilità religiosa che lo portava a ricercare luoghi solitari per dedicarsi alla preghiera.

E si chiedeva, mamma Maria, che cosa avrebbe potuto fare da grande quel suo figliolo così gracile. Risolse lui stesso il problema. Indicando con la mano il frate cappuccino venuto per la questua, disse:
«Voglio farmi frate, come fra Camillo».


Nel 1903, indossando il saio francescano nel convento dei cappuccini di Morone, iniziava il cammino di preparazione alla vita religiosa e sacerdotale che si concluse il 10 agosto 1910.

E non fu un cammino facile: le misteriose malattie che lo avevano tormentato a casa, continuarono con assalti di una virulenza tale da far temere che non sarebbe mai giunto vivo all’ordinazione, tant’è vero che, non appena ebbe l’età minima richiesta dal diritto canonico, fu consacrato sacerdote.

Con gli sgargianti paramenti sacri addosso pareva ancora più debole ed emaciato, tanto che i superiori ebbero compassione di lui e, anziché inserirlo subito nell’attività pastorale, lo mandarono a Pietrelcina, sperando che l’aria di casa gli avrebbe fatto tornare un po’ di forze;

qui invece il giovane frate imboccava dritto la strada di quel calvario che percorrerà per tutta la vita.

Il 5 agosto 1918 gli apparve un misterioso personaggio che gli trafisse il cuore con un dardo infuocato, mentre il 20 settembre riceveva le stimmate, inizialmente invisibili.

«Ero in coro – ha raccontato lui stesso – dopo la celebrazione della santa messa, allorché venni sorpreso da un riposo simile a un dolce sonno. Tutti i sensi interni ed esterni nonché le stesse facoltà dell’anima si trovarono in una quiete indescrivibile. Vi subentrò subito una grande pace. E mentre tutto questo si andava operando, vidi innanzi un misterioso Personaggio, simile a quello visto il 5 agosto, che si differenziava solamente in questo: aveva le mani, i piedi e il costato che grondavano sangue. La sua vista mi atterrì. Mi sentii morire e sarei morto se il Signore non fosse intervenuto a sostenere il cuore che sentivo sbalzare dal petto. Il Personaggio si ritirò e io mi avvidi che mani, piedi e costato erano trasformati e grondavano sangue».


Un fatto mistico accompagnato da dolore fisico acuto e lacerante. Ma sopportabile.

Più profondo e più lacerante fu il dolore provocato invece dai giudizi, dai sospetti e dalle condanne che gli vennero da istituzioni ecclesiastiche, da confratelli e da ambienti scientifici, per i quali le ferite del frate del Gargano erano frutto di isterismo.

Scienziati di ogni tipo, inviati da organismi religiosi e dallo stesso Vaticano, si accanirono per dimostrare che i fenomeni attribuitigli non avevano alcuna origine soprannaturale.

E riuscirono a convincere il Sant’Uffizio, promotore di una delle inchieste più clamorose durante il pontificato di Pio XI, che si trattava di fenomeni isterici.

E gli arcigni monsignori del Vaticano, nel 1923, con un apposito decreto, vietavano al frate di Pietrelcina di dire la messa in pubblico e di confessare i fedeli.

Un’atroce tortura, durata una decina d’anni, che padre Pio visse in silenzio, senza protestare, rifugiandosi nella preghiera e nella penitenza.


La gente, che non aveva mai messo in dubbio l’origine soprannaturale di quelle misteriose piaghe, quando cessò l’ostracismo, riprese a salire la mulattiera che conduceva al convento per ascoltare la messa celebrata dal frate delle stimmate.

Padre Pio definiva la messa «il mistero tremendo».

Ed era per lui un momento di grande emozione spirituale: il volto trasfigurato, gli occhi luminosissimi, il corpo rapito oltre il tempo e lo spazio.

Ma anche per quanti la seguivano era un momento di rara tensione e, dopo la messa, facevano la coda davanti al suo confessionale per accedere al sacramento del perdono e per chiedergli di intercedere per loro presso Dio.

E c’era chi se ne andava deluso o irritato, e chi interiormente trasformato.

Molte le conversioni anche di personaggi notissimi al grande pubblico che verso il frate stigmatizzato nutrirono sempre profonda riconoscenza e devozione.

Padre Pio, uomo di grande carità e umiltà, aveva anche il dono di leggere nei cuori«sentiva» se chi lo avvicinava era sincero o ambiguo; per questo con alcuni era buono e con altri spicciativo o addirittura burbero.

Invitava tutti comunque a pregare sempre, a essere in continuo contatto con il Signore.


Nel 1940, mentre il mondo era alle prese con il terribile dramma della guerra, nascevano su suo invito i «Gruppi di preghiera», un’istituzione che presto si diffuse proficuamente in tutto il mondo.

«La preghiera – aveva detto ai suoi confratelli – è la chiave dei tesori di Dio, è l’arma del combattimento e della vittoria in ogni lotta per il bene e contro il male».

Nel medesimo anno, spinto da un grande amore per il prossimo, soprattutto per quanti erano afflitti dalla malattia, metteva in moto un movimento di carità e di solidarietà per poter realizzare una struttura ospedaliera a servizio dei malati poveri.

L’idea si concretizzava nel 1956 con l’inaugurazione della Casa sollievo della sofferenza, destinata a diventare uno degli ospedali meglio attrezzati del Meridione, nel quale lavorano luminari della medicina e dove tutti sono invitati a vedere nel malato e nel povero il volto stesso di Gesù.


Tra i tanti doni di cui era dotato, padre Pio ebbe anche quello di prevedere il tempo della sua morte.

Un giorno – ed eravamo nel 1918, quando aveva appena ricevute le stimmate – disse a uno che frequentava il convento:«Coraggio: abbiamo ancora cinquant’anni davanti».

E cinquant’anni dopo, 1968, mentre con i devoti si accingeva a commemorare il mezzo secolo dall’evento, padre Pio avvicinò quel fedele e con un filo di voce gli sussurrò: «Cinquant’anni sono passati».


La domenica 20 settembre si fece gran festa, padre Pio celebrò messa e poi si affacciò a benedire i pellegrini che erano accorsi in gran numero.

Fu l’ultima volta che lo videro vivo, perché la notte del 23, dopo aver recitato per intero il rosariomoriva.

🔴LIVE🔴 IL DISCERNIMENTO SPIRITUALE – di Padre Livio – Puntata 33 – La legge di Dio

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🔴LIVE🔴 Incontro di Padre Livio con la veggente Vicka di Medjugorje – Agosto 1998 – quarta parte

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“Lascia che il miracolo della vita di Charlie sia anche la tua svolta”

IL DISCORSO INTEGRALE DI ERIKA KIRK

“IO LO PERDONO”

Dio vi benedica tutti per essere venuti qui da tutto il mondo, per onorare e celebrare il mio Charlie. A pochi chilometri da qui, due anni fa, all’America Fest 2023, Charlie ha tenuto un discorso sul palco per il nostro evento TP USA Faith. Charlie ama parlare a braccio. È molto bravo in questo, senza un copione. Quindi personalmente non sapevo cosa avrebbe detto. E ciò di cui ha scelto di parlare quel giorno è stata la sua sottomissione alla volontà di Dio. Ha citato uno dei suoi versetti biblici preferiti, Isaia 6:8. “Eccomi, Signore. Manda me”.

Dopo che Charlie ebbe finito, l’ho incontrato nel backstage e gli ho parlato, non lo dimenticherò mai. Gli ho detto: “Charlie, tesoro, per favore parlami la prossima volta prima di dire quella frase. Perché quando dici una cosa del genere, c’è così tanta potenza, quando dici: ‘Eccomi, Signore, usami’, che Dio ti prenderà in parola”. E lo ha fatto con Charlie.

Undici giorni fa Dio ha accettato quella totale resa di mio marito e lo ha chiamato al suo fianco. Più di ogni altra cosa, Charlie voleva fare non la sua volontà, ma quella di Dio. E in questi ultimi 11 giorni, nonostante tutto il dolore, mai prima d’ora ho trovato tanto conforto come ora nelle parole del Padre Nostro: “Sia fatta la tua volontà”. L’amore di Dio mi è stato rivelato proprio il giorno in cui mio marito è stato assassinato.

Nel pomeriggio del 10 settembre sono arrivata in un ospedale dello Utah per fare l’impensabile: vedere il corpo assassinato di mio marito. Ho visto la ferita che gli ha tolto la vita, ho provato tutto quello che ci si aspetterebbe di provare: h o provato shock, ho provato orrore e un dolore al cuore che non sapevo nemmeno esistesse, ma c’era anche qualcos’altro. Anche nella morte, potevo vedere l’uomo che amo. Ho visto l’unico capello grigio su un lato della sua testa, di cui non gli avevo mai parlato. Ora lo sa. Scusa, tesoro, te lo dico ora. Ma non gliel’ho mai detto. Non volevo. Ho visto anche questo. Ho visto anche sulle sue labbra un flebile sorriso. E questo mi ha detto qualcosa di importante. Mi ha rivelato una grande misericordia di Dio in questa tragedia. Quando l’ho visto, ho capito che Charlie non aveva sofferto. Persino il medico mi ha detto che la sua morte era stata qualcosa di così istantanea che, anche se Charlie fosse stato colpito dentro sala operatoria stessa, non si sarebbe potuto fare nulla. Non c’era dolore. Non c’è paura, non c’è agonia. Un attimo prima Charlie stava facendo ciò che amava: discuteva e dibatteva nel campus, lottava per il Vangelo e la verità di fronte a una grande folla e poi ha chiuso i suoi occhi e si è trovato di fronte al suo salvatore in Paradiso. E tutti i misteri celesti gli sono stati rivelati.

L’amore di Dio ha continuato a riversarsi su di me nei giorni successivi. Il giorno dopo, sulla pista dell’Air Force Two, mi sono confrontata con Usha Vance, una donna preziosa. Le tenevo la mano e le ho detto onestamente: “Non so come posso affrontare tutto questo”. Mi ha risposto così: “Sai, quando sei su un aereo con i tuoi figli e sono gli ultimi 15 minuti di volo e la situazione è caotica. I bambini non collaborano, i giocattoli volano ovunque e tutti urlano. E pensi: “Non vedo l’ora che questo volo atterri. E mancano 15 minuti al tuo arrivo”. E mi disse: “Supererai questi 15 minuti e anche i successivi 15 minuti”. Usha, non credo che tu te ne sia resa conto allora, ma quelle parole erano esattamente ciò che avevo bisogno di sentire. Ma soprattutto, la misericordia e l’amore di Dio mi sono stati rivelati in questi ultimi dieci giorni.

Dopo l’assassinio di Charlie, non abbiamo visto violenza. Non abbiamo visto rivolte. Non abbiamo visto la rivoluzione, invece, abbiamo visto ciò che mio marito ha sempre pregato di vedere in questo Paese: abbiamo visto un risveglio. La scorsa settimana, abbiamo visto persone aprire una Bibbia per la prima volta in un decennio, abbiamo visto persone pregare per la prima volta da quando erano bambini, abbiamo visto persone andare a una funzione religiosa per la prima volta in tutta la loro vita.

A Charlie piaceva tenere un diario, e lo dico perché lo faceva per ricordare momenti importanti e frasi che lo avevano segnato. E una delle cose che scrisse nel suo diario era questa: Ogni volta che prendi una decisione, questa lascia un segno nella tua anima. A quelli di voi là fuori che hanno appena preso quella decisione e hanno fatto il primo passo verso una vita spirituale, dico “grazie e benvenuti”. Un giorno, spero che guardiate indietro e vi rendiate conto che è stata la decisione più importante della vostra vita. Perché lo è. Per tutti voi. Lo è. Per tutti voi che siete già credenti. È vostro compito guidare queste persone. Non prendetelo alla leggera. Annaffiate il seme della loro fede. Proteggetelo e aiutatelo a crescere.

Ogni giorno, mentre Charlie entrava in ufficio, scorreva la sua lista dei contatti – e so che molti di voi erano tra questi – scorreva la sua lista dei contatti e inviava i versetti della Bibbia del giorno. Sapeva che la fede è un’abitudine, più la vivi, più cresce, ma sappi anche questo: il seme è stato appena piantato, il nemico ti tenterà di più in un momento come questo, Dio sarà sempre lì per te, ma tu devi scegliere di orientare la tua anima ogni giorno, ancora e ancora nella direzione di Cristo. Prega ancora, leggi di nuovo la Bibbia, vai in chiesa domenica, e la domenica successiva, e quella dopo ancora e liberati dalle tentazioni e dalle catene di questo mondo. Essere un seguace di Cristo non è facile. Non è previsto che lo fosse.

Gesù ha detto: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”. Ha detto che sarebbe stato perseguitato, ha detto che saremmo stati perseguitati. Charlie lo sapeva, e ha portato con letizia la sua croce fino alla fine. Voglio che tutti voi lo sappiate, certo Charlie è morto troppo presto, ma era anche pronto a morire. Non c’era niente, niente che stesse rimandando, che fosse troppo difficile o troppo faticoso o niente che semplicemente non volesse fare, ha lasciato questo mondo senza rimpianti. Ha fatto il 100% di quello che poteva ogni giorno. E vi dico un’altra cosa. Charlie è morto con un lavoro incompiuto, ma non con una missione in sospeso.

Mi mancherà. Mi mancherà tantissimo. Perché il nostro matrimonio e la nostra famiglia erano bellissimi. Lo sono ancora. La causa più importante nella vita di Charlie era cercare di far rivivere la famiglia americana. Quando parlava ai giovani, era sempre desideroso di raccontare loro la visione di Dio sul matrimonio e di come, se avessero avuto il coraggio di viverla, avrebbe arricchito ogni aspetto della loro vita, proprio come aveva arricchito la nostra. Una volta qualcuno mi è stato chiesto come facessimo io e Charlie a mantenere così forte il nostro matrimonio quando lui era impegnato in viaggio. Era il nostro piccolo segreto, lettere d’amore. Ogni sabato, Charlie me ne scriveva uno. Non ha mai saltato un sabato. E in ognuno di quei bigliettini, mi raccontava qual era stato il momento clou della settimana, quanto fosse grato per me e per i nostri bambini. E alla fine, concludeva sempre con la domanda più bella, concludeva sempre chiedendo: “Per favore, fammi sapere come posso servirti meglio come marito, dimmi come posso essere un marito migliore”.

Charlie aveva perfettamente compreso il ruolo di Dio per un marito cristiano: un uomo che guida per poter essere a servizio. A tutti gli uomini che guardano da tutto il mondo, accettate la sfida di Charlie e abbracciate la vera virilità: siate forti e coraggiosi per le vostre famiglie, amate le vostre mogli e guidatele, amate i vostri figli e proteggeteli, siate la guida della vostra casa anche nella fede. Ma per favore, siate una guida degna di essere seguita da vostra moglie. Vostra moglie non è la vostra serva, vostra moglie non è la vostra dipendente, non è la vostra schiava. È la vostra alleata, non siete rivali. Siete una sola carne. Lavorate insieme per la gloria di Dio.

Ero la confidente di Charlie. Ero la sua fortezza, la sua consigliera più vicina e fidata, la sua migliore amica. Mi sono riversata su di lui e l’ho amato profondamente. Gli ho dato forza perché il suo amore per me mi spingeva a essere una moglie migliore. Ogni giorno mi onorava. E pregavo di poter essere la moglie che Dio voleva che fossi per mio marito.

Donne, ho una sfida anche per voi: siate virtuose. La nostra forza risiede nel disegno di Dio per il nostro ruolo, siamo le custodi, siamo quelle che incoraggiano, siamo quelle che preservano. Custodite il vostro cuore. Tutto ciò che fate scaturisce da esso. E se siete madri, vi prego di riconoscere che questo è il compito più importante che avete. Noi cercavamo di accompagnarlo quando potevamo, ma mi assicuravo che, quando Charlie tornava dal lavoro, quello fosse il suo luogo sacro, lontano dalle preoccupazioni del mondo. Non lo facevo sentire in colpa per essere stato via troppo a lungo o troppo a lungo, o per essere tornato a casa troppo tardi, gli dicevo sempre che la casa era qui per lui, pronta ad accoglierlo. E l’ho trasformata nel posto in cui voleva tornare il prima possibile quando era in viaggio.

Non si tenevano i conti fra noi, eravamo una squadra che lavorava insieme per la stessa missione. Non ho mai voluto essere quella che si frapponeva tra Charlie e il compito che Dio aveva preparato per lui e gli aveva assegnato, e sapevo che Charlie avrebbe sempre fatto del suo meglio per esser mio alleato. Il mio matrimonio con Charlie è stata la cosa migliore che mi sia mai capitata, e so che è stata la cosa migliore che sia mai capitata anche a lui. Voleva che tutti provassero quella gioia.

Ed è questo che rende così bello il progetto di Dio per il matrimonio: che tutti possono. Potrei parlarne all’infinito. Negli anni a venire, lo farò. Ma la missione di Charlie, soprattutto, era rivolta direttamente a coloro che non sono sposati. Aveva scelto un nome appropriato per la sua organizzazione, sapeva che le cose non andavano bene in America, e soprattutto tra i giovani, e che avevano bisogno di una nuova direzione. Charlie desiderava ardentemente raggiungere e salvare i Ragazzi Perduti del West, i giovani che si sentono senza direzione, senza scopo, senza fede e senza motivo di vivere, uomini che sprecano la loro vita in distrazioni, consumati dal risentimento, dalla rabbia e dall’odio. Charlie voleva aiutarli. Voleva che trovassero una casa con Turning Point USA, e quando andava al campus, voleva mostrare loro un percorso migliore e una vita migliore, che era a portata di tutti, lui volava mostrarglielo.

Mio marito, Charlie. Voleva salvare giovani uomini, proprio come quello che gli ha tolto la vita, oh. quel giovane. Sulla croce il nostro Salvatore disse: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno”. Quell’uomo, quel giovane, io lo perdono. Lo perdono perché è ciò che Cristo ha fatto nella sua vita. Ciò che Charlie avrebbe fatto. La risposta all’odio non è l’odio. La risposta che conosciamo dal Vangelo è l’amore, e sempre amore.

Amore per i nostri nemici e amore per coloro che ci perseguitano.

Il mondo ha bisogno di Turning Point USA. Ha bisogno di un gruppo che allontani i giovani dal sentiero della miseria e del peccato. Ha bisogno di qualcosa che allontani le persone dall’inferno in questo mondo e nell’altro. Ha bisogno di giovani indirizzati verso la verità e la bellezza. E quindi vi prometto, oggi, che ogni aspetto del nostro lavoro diventerà più grande.

Sono immensamente onorato di essere il nuovo CEO di Turning Point USA, non lo prendo alla leggera, Charlie ed io eravamo uniti nello stesso obiettivo, la sua passione era la mia passione. E ora la sua missione è la mia missione. Tutto ciò che Turning Point USA ha costruito grazie alla visione e al duro lavoro di Charlie, lo renderò dieci volte più grande grazie al potere della sua memoria. USA Faith aggiungerà migliaia di nuovi pastori e decine di membri della congregazione. E sì, gli eventi del campus continueranno e continueremo a tenere dibattiti e confronti.

Il Primo Emendamento della nostra Costituzione è l’emendamento più umano. Siamo esseri naturalmente parlanti, naturalmente credenti, e il Primo Emendamento protegge il nostro diritto a fare entrambe le cose. Nessun assassino ci impedirà mai di difendere questi diritti. Mai. Perché quando si mina il confronto, quando si spezza il dialogo, questo è ciò che accade. Quando perdiamo la capacità e la volontà di comunicare otteniamo violenza.

E mentre sono qui ora e guardo questa bellissima foto di mio marito davanti a me, appesa allo stadio, penso a mio marito 13 anni fa. Non l’avevo ancora incontrato. Aveva 18 anni. Un uomo. Appena uscito dal liceo, che correva per i corridoi della Camera dei Rappresentanti senza un dollaro in tasca e un solo contatto sul telefono. Chi lo vedeva diceva che non sapeva cosa stava facendo, ma lui lo sapeva. Sapeva cosa stava facendo. Sapeva esattamente cosa stava facendo. Avrebbe cambiato il mondo. E lo ha fatto.

La vita di Charlie è stata una svolta per questo Paese. È stato un miracolo. Lascia che quel miracolo della sua vita sia anche la tua svolta: scegli la preghiera, scegli il coraggio, scegli la bellezza, scegli l’avventura, scegli la famiglia, scegli una vita di fede, soprattutto, scegli Cristo. Ti amo, Charlie, tesoro. E ti renderò orgoglioso.

Dio vi benedica tutti. E Dio benedica l’America.

Medjugorje: Le mie parole vengono dal Cielo – di P. Livio – 5. “L’Altissimo mi ha permesso di guidarvi sulla via della santità” (25 luglio 2025)

PENSIERO QUOTIDIANO

5. Per l’informazione accademica i “Segreti” di Medjugorje sono tabù

L’informazione riguardante Medjugorje, in particolare quella “patinata”, ha deciso di rimuovere la tematica dei Segreti, come se essa non facesse parte dei Messaggi della Madonna.

L’obbiettivo è di accantonare un argomento per sua natura problematico e piuttosto fastidioso per chi ama il quieto vivere.

Alla fine, come risulta evidente nella comunicazione mainstream, Medjugorje diventerebbe un’oasi di pace e di preghiera, che Dio ha scelto per concedere la sua grazia, una specie di clinica universale per il male di vivere della nostra generazione.

Ai sette Sacramenti, fonte della grazia istituiti da Gesù Cristo, se ne aggiungerebbe un ottavo, più adatto ai bisogni di oggi, visto che quelli precedenti sono in stato di semiabbandono.

Sarebbe questa una prospettiva molto più tranquilla e accattivante, che avrebbe il vantaggio di attirare i pellegrini senza spaventarli con la paura del diavolo,  che “vuol distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale vivete”.

Ovviamente Satana è soddisfatto perché cosi può realizzare il suo piano per distruggere il pianeta con la guerra e portare trionfalmente le anime alla perdizione eterna.

E’ ingenuo e persino ridicolo pensare che la Madonna possa sopportare una così sfacciata demolizione del suo piano di salvezza, la cui necessità e importanza, per la Chiesa e per il mondo, ogni giorno si manifesta ai nostri occhi sempre più evidente.

“Le mie parole vi siano preziose, perché vengono dal Cielo” ha ammonito la Gospa , ben sapendo che la censura silenziosa dei messaggi più inquietanti sarebbe incominciata presto.

In ogni caso è la Madonna che ha in mano la situazione e tutto quello che Lei ha rivelato accadrà, compresi i Dieci Segreti, ci piaccia o non ci piaccia.

Qualcuno dovrebbe sapere che Gesù è il Signore e che Maria è la Regina,  mentre noi siamo “servi inutili”, che dobbiamo prendere sul serio ogni parola che il Cielo ci invia per la nostra salvezza.

PS.

Qualcuno sta pensando che sarebbe opportuno non parlare più dei Segreti? Mi pare un po’ troppo tardi. Ormai sono in dirittura di arrivo. Ci vuole solo un po’ di pazienza! Tu li cacci dalla porta, ma poi ti entrano nella finestra.

🔴LIVE🔴 Il Viatico quotidiano – di P. Livio – Puntata 14


🔴LIVE🔴LE TROMBE DELL’APOCALISSE di Padre LIVIO – puntata 11

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