"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Settembre 2025 Pagina 13 di 32

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Venerdì 19 Settembre 2025

h. 9.00: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

ATTUALITA’ MONDO-CHIESA

Trump: “Siamo molto vicini ad una guerra mondiale”

Putin seleziona le leadership in chiave di guerra totale

La resurrezione di Stalin nella Russia di Putin


h. 9.25 – h. 9.35: VIATICO QUOTIDIANO

Pensieri sulla Fede


h. 9.35 – 9.55: MEDJUGORJE: LE MIE PAROLE VENGONO DAL CIELO

4. “Questo mondo non ha conosciuto il Dio d’amore” (25-o8-2025)

+La situazione di perdizione del mondo contemporaneo

+Il rifiuto del Vangelo e della Croce

+L’odio verso i credenti e la Chiesa

+Il ritorno al paganesimo

+Satana al posto di Dio

+Il bivio della vita e della morte nel tempo dei Segreti

La Caduta degli idoli e il trionfo della Madre di Dio


h. 10.05: TELEFONATA A PADRE LIVIO


h. 10.o5: LE TROMBE DELL’APOCALISSE (8)


BLOG: blogdipadrelivio.it

Charlie Kirk martire della libertà?


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San Gennaro


autore: Andrea Vaccaro anno: 1635 titolo: L’ascensione di San Gennaro luogo: Museo del Prado, Madrid

Nome: San Gennaro

Titolo: Vescovo e martire

Nascita: 21 aprile 272, Benevento

Morte: 19 settembre 305, Pozzuoli

Ricorrenza: 19 settembre

S. Gennaro nacque nella seconda metà del secolo III molto probabilmente a Benevento anche se alcune fonti dicono che sia venuto alla luce a Napoli. Di famiglia nobile e molto cristiano, predilesse fin dalla sua giovinezza la vita ecclesiastica. A trent’anni era sacerdote e vescovo di Benevento, quando scoppiò la persecuzione di Diocleziano. Grande era la sua amicizia col diacono Sosio, che consultava sovente circa gli affari della diocesi, trovando in lui molto sapere e conforto spirituale.

Un giorno, mentre Sosio leggeva il Vangelo nella chiesa, il Vescovo vide scintillare sopra il suo capo una fiamma che conobbe essere preannunzio del martirio. Pieno di giubilo per tanta grazia, baciò il capo di colui che doveva patire per amore di Gesù Cristo e ne rese grazie al Signore, rimanendo in attesa che si compisse la volontà di Dio. Difatti. poco dopo, per ordine del giudice Draconzio, il santo diacono fu chiuso in prigione. Ciò saputo Gennaro andò a visitarlo, ed entrato nel carcere: « Perché, esclamò, quest’uomo di Dio è tenuto prigioniero senza alcun motivo? ». Riferite queste parole a Timoteo, prefetto della Campania, questi fece arrestare anche Gennaro.

Il nostro Santo, gettato in una fornace ardente, ne uscì illeso. Pertanto il prefetto preso da sdegno, ordinò di stirare il corpo del Martire, fino a rompergli le articolazioni. Frattanto un altro diacono, Sisto, ed il lettore Desiderio, presi e incatenati furono trascinati, insieme col Vescovo, davanti al carro del prefetto, fino a Pozzuoli e gettati nella medesima prigione ove erano detenuti Sosio e Proculo ed i cristiani Eutiche e Ponzio già condannati alle belve.

Il giorno dopo furono tutti esposti alle fiere nell’anfiteatro; ma queste, dimentiche della loro naturale ferocia, si accovacciarono ai piedi di Gennaro. Intanto il prefetto, attribuendo ciò a incantesimi, pronunciò contro i martiri di Cristo la sentenza capitale, e divenuto cieco sull’istante, non ricuperò la vista che per le preghiere del Santo. A questo miracolo quasi cinquemila uomini abbracciarono la fede di Cristo. Tuttavia l’ingrato giudice non convertito dal beneficio, anzi sdegnato per la moltitudine delle conversioni e fanatico osservatore dei decreti imperiali, ordinò che il santo Vescovo coi compagni fossero uccisi di spada il 19 settembre.

I Napoletàni, dietro avviso celeste, accorsero a raccogliere in ampolle parte del sangue del martire San Gennaro e trasportarono il corpo prima a Benevento, poi a Montevergine e infine nella cattedrale di Napoli, ove fu eletto a patrono principale della città. Napoli attribuì alla sua protezione la grazia di essere stata liberata da molteplici e violenti eruzioni del Vesuvio, e dalle armi di molti nemici che avevano giurato la sua rovina.

Nella cappella del Tesoro della cattedrale si conserva il capo e due ampolle di sangue del santo Vescovo: quivi da sedici secoli si ripete il miracolo detto di S. Gennaro. Tale portento venne studiato da dotti di ogni secolo e d’ogni fede e tutti furono d’accordo nell’attribuirlo ad un intervento soprannaturale. Infatti, allorché nella ricorrenza del suo martirio e della sua consacrazione episcopale si pone il capo del Santo martire, racchiuso in una preziosa custodia, alla presenza del suo sangue raggrumato e contenuto in due ampolle di cristallo, senza l’intervento di alcun agente esterno, la massa del sangue del martire passa dallo stato solido allo stato liquido e lo si vede bollire.

PRATICA: Facciamo oggi un piccolo sacrificio per la nostra fede.

PREGHIERA. O Dio, che ci rallegri coll’annua solennità dei tuoi santi martiri Gennaro e compagni, concedi che come siamo rallegrati dai loro meriti, così siamo infiammati dai loro esempi.

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SOTTO LA TUA PROTEZIONE

Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio.
Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova,
ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.

PENSIERO QUOTIDIANO

1. Aiutiamoci a conservarci saldi nella fede

Cari amici,

siamo entrati in una fase particolare del cammino umano, o meglio, della Storia della Salvezza, ed è per questo che la Madonna scende ogni giorno dal Cielo sulla terra per confortarci e per guidarci.

La gente, anche quella che è nata in un contesto cristiano, vaga qua e là, senza una meta, spesso in balia di maestri falsi e ingannatori, di lupi travestiti da agnelli.

E’ necessario che noi cristiani ci aiutiamo a conservarci saldi nella fede cattolica e a camminare sulla via stretta ma sicura del Vangelo, l’unica che porta alla vita eterna.

Per questo ho pensato di aprire sul nostro Blog, ormai molto affollato, una finestra al mattino e alla sera, per confrontarci sulle difficoltà da affrontare, sulle scelte da fare, sulla testimonianza da dare.

I nostri punti di riferimento per essere veri seguaci di Cristo sono il Papa e la Regina della pace.

Io vi proporrò un pensiero al mattina e alla sera. Anche voi potete partecipare inviandomi le vostre considerazioni.

Prossimamente mi recherò qualche giorno a Medjugorje per presentare alla Madonna questa iniziativa al servizio del suo piano di salvezza.

Vostro Padre Livio

( 18 Settembre 2025)

🔴LIVE🔴 IL DISCERNIMENTO SPIRITUALE – di Padre Livio – Puntata 29 – La sacra scrittura è parola di Dio

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“Hamas perderà sul campo, ma vincerà nell’opinione pubblica”. Parla Hulata, ex Mossad

Giulio Meotti – 18 settembre 2025 – Il Foglio

Il gruppo terroristico “oggi è guerriglia e per l’Idf non sarà facile annientarla” dice Eyal Hulata, che ha servito nell’agenzia di intelligence e un servizio segreto dello Stato d’Israele per più di vent’anni. La prima vittima della guerra è la verità

La prima vittima della guerra è la verità, recita l’adagio. Secondo Eyal Hulata, che ha servito nel Mossad per 23 anni, compresa la direzione del Dipartimento di pianificazione strategica del servizio segreto israeliano, prima di assumere l’incarico di consigliere per la sicurezza nazionale nei governi di Naftali Bennett e Yair Lapid, Hamas perderà sul terreno ma ha già vinto nell’opinione pubblica.  

“L’obiettivo della guerra è la sconfitta finale di Hamas, che è molto dibattuta: prima l’assedio di Gaza City e ora l’esercito che entra” dice Hulata al Foglio. “Non credo che Hamas possa essere davvero ‘sconfitta’: le possibilità non sono al momento molto alte”. Dice Hulata:

“Chi sostiene la campagna ritiene che Hamas si stai sgretolando e arriverà al punto in cui dirà basta. Ci spero anche io, ma non mi faccio illusioni. Hamas come organizzazione militare è stata sconfitta un anno fa, ora è una organizzazione di guerriglia e la guerriglia non si ferma. O si arriva a un accordo o viene completamente eliminata. La sua stessa esistenza è fare la guerra a Israele. Hanno fatto un calcolo molto razionale con gli ostaggi. E gli ostaggi hanno fin dall’inizio legato le mani a Israele. Un possibile finale della guerra potrebbe essere che Donald Trump finisce la pazienza e spinge Netanyahu a concludere la guerra”. 


Ieri il portavoce dell’esercito israeliano, Effie Defrin, ha detto che “la città di Gaza è il fulcro centrale del potere militare e governativo di Hamas, la loro principale roccaforte. Sotto le strade si estende una vasta rete di tunnel che collegano centri di comando, lanciarazzi e depositi di armi, tutti deliberatamente nascosti sotto i civili e le infrastrutture civili. Hamas ha creato il più grande scudo umano della storia a Gaza City, impedendo alla popolazione di evacuare la città”.

 Se Israele continua a essere in vantaggio sui sette fronti di guerra (Gaza, Libano, Yemen, Cisgiordania, Iran, Iraq e Siria), esiste un ottavo fronte, quello della politica internazionale, dei media, dell’opinione pubblica occidentale, su cui invece oggi appare perdente. Se i terroristi non si arrendono, nonostante le sconfitte militari subite sul terreno a Gaza c’entra anche il sostegno di cui godono nell’opinione pubblica mondiale, che di fatto prolunga guerra e sofferenze. 


“La popolazione di Gaza è nella miseria e non vedo come Hamas possa celebrare una vittoria” dice Hulata. “Ma sicuramente Hamas sta vincendo nell’opinione pubblica con la distruzione dell’immagine di Israele in occidente. L’8 ottobre non mi aspettavo quello che vedo oggi: non è nuovo, ma è sorprendente la velocità in cui sta avvenendo.

Il governo Netanyahu ha fallito nel lenire i rapporti con i partner occidentali. Mi aspetto un ritorno alla normalità nei rapporti con i governi dopo la fine della guerra, mentre temo che l’opinione pubblica sia persa. Anche in Italia siete piene di proteste contro Israele, anche se a livello del governo c’è apprezzamento per quello che rappresentiamo, l’intelligence, la tecnologia.

Le sfide che i paesi europei stanno affrontando sono talmente importanti che spero in un ritorno alla ragione: Macron o Starmer che vogliono la Palestina all’Onu in mezzo alla guerra saranno visti come più forti o deboli?

E’ davvero dura vedere gli occidentali cadere nella propaganda del più brutale gruppo terroristico del mondo. Hamas sta perdendo sul terreno, ma ha già vinto nell’arena diplomatica. Non so se la dichiarazione della Palestina all’Onu sia da loro visto come un successo,  vogliono la fine di Israele, ma  se guardano a molti paesi europei quelli di Hamas saranno  contenti. Il mondo ci vede come  aggressori e  dibatte se Israele ha il diritto di esistere”.

Charlie Kirk è davvero un “martire della libertà”?

– di Fabio Fuiano CR 1916 – 17 Settembre 2025

Lo scorso 10 settembre il mondo è stato profondamente scosso dall’omicidio dell’attivista Charlie Kirk (1993-2025), con un proiettile esploso dal ventiduenne Tyler Robinson, durante un dibattito alla Utah Valley University di Orem.

Kirk è stato un ragazzo brillante che, dall’età di diciotto anni, si è costruito da zero una fama nazionale tramite un sapiente utilizzo dei social media, tanto da diventare una delle persone più influenti negli Stati Uniti senza esercitare un ruolo politico. Il suo ascendente sui giovani è stato così forte che, per ammissione dello stesso Donald Trump, senza il contributo di Kirk non sarebbe stato eletto presidente degli Stati Uniti. Il suo principale terreno di battaglia era la diffusione di idee nei campus universitari e nelle scuole statunitensi con eventi, comizi e dibattiti, organizzati dall’associazione Turning Point USA, da lui fondata nel 2012. È stato ucciso proprio sotto alla tenda che era solito allestire con la scritta “Prove me wrong” (dimostrami che sbaglio), per provocare gli oppositori durante i suoi dibattiti universitari.

Charlie Kirk era un cristiano evangelico, anche se, grazie alla moglie Erika Frantzve, si stava con ogni probabilità avvicinando alla fede cattolica: in una delle sue ultime trasmissioni, pur con alcune riserve, aveva criticato l’impostazione evangelica sulla figura di Maria Santissima, definendola «la soluzione al femminismo tossico negli Stati Uniti». A più riprese, ha manifestato il suo amore per Cristo, tanto da fondare l’associazione Turning Point Faith, per promuovere i valori cristiani nella politica statunitense. Il vescovo Robert Barron, col quale avrebbe dovuto incontrarsi nuovamente se non fosse stato assassinato, lo ha ricordato come un “cristiano appassionato”. Kirk trovava nella fede anche la chiave del mistero del dolore: «La croce è la risposta di Dio al male… La domanda non dovrebbe essere ‘perché esiste il male?’, ma ‘che cosa ha fatto Dio a riguardo?’».

D’altro canto, sui principali temi di morale, aveva le idee molto chiare: i social traboccano di contenuti che riportano le più accese discussioni riguardanti l’aborto, l’ideologia gender, la cultura woke. Egli ribadiva con forza che la vita umana inizia col concepimento e che la famiglia è il fondamento della società. Kirk poneva tali argomentazioni non come soggettive opinioni, bensì come verità evidenti di fronte ad interlocutori ideologicamente contrapposti.

Negli ultimi giorni si sono susseguite molte reazioni a sinistra e a destra: le une sminuendo o addirittura legittimando l’assassinio, le altre definendo Charlie Kirk un martire della libertà d’espressione e della democrazia. Queste ultime meritano d’essere analizzate con più attenzione.

A rigore, perché possa parlarsi di martirio in senso stretto, si richiederebbe, oltre ad una vera morte corporale, che tale morte (a) sia inflitta in odio alla verità cristiana e (b) che sia accettata volontariamente dal morente (F. Roberti, P. Palazzini, Dizionario di Teologia Morale, Effedieffe, vol. 2, pp. 38-39).

Charlie non ha volontariamente subito la propria morte, nel senso che non avrebbe potuto ragionevolmente aspettarsene una così imminente, se non astrattamente per il tipo di attività che conduceva e la radicale violenza dei suoi oppositori (avvalorata dalle reazioni festanti per la sua morte). Ciononostante, si può parlare di martirio in senso lato, essendo la morte di Charlie qualificabile se non per una propria intenzione, per le intenzioni dell’assassino. Sussistono, infatti, elementi che permettono ragionevolmente di congetturarle: (a) i proiettili non sparati recavano slogan antifascisti e di sostegno ai transgender, come riportato dal governatore dello Utah, Spencer Cox; la scelta manifesta l’appartenenza di Robinson ad una precisa identità ideale; (b) poco prima dell’omicidio, un membro dal pubblico aveva chiesto a Kirk se sapesse quanti americani transgender sono stati autori di sparatorie di massa negli ultimi dieci anni. Neanche il tempo di rispondere “troppi” e Kirk era già accasciato, insanguinato per recisione della giugulare. Si è poi scoperto in seguito che l’assassino conviveva con un ragazzo transgender.

Al di là dei nuovi elementi che emergeranno, Kirk non è stato ucciso per una mera libertà d’espressione, bensì in odio, se non alla fede, a quell’ordine costituito dalla societas christiana. Chi, a destra, lo proclama martire della libertà, gli fa effettivamente un torto, perché qualifica la sua morte con una intenzione che non rende giustizia ad un vero martirio. Ciò è principalmente dovuto ad un errore, purtroppo diffuso, che è quello del liberalismo, spesso condannato dalla Chiesa, particolarmente nell’enciclica Mirari vos (1832) del papa Gregorio XVI. Da questo errore nasce la cosiddetta “libertà d’opinione”, secondo la quale tanto l’errore quanto la verità avrebbero il “diritto di esprimersi”, fino a spodestare la verità: infatti, se si arriva ad uccidere, ciò è dovuto al fatto che l’errore, sostituendosi alla verità, ritiene “legittimo difendersi” da essa, concependola paradossalmente come un errore! Da qui la censura della verità, fino alla paura di testimoniarla. Per convincersene, basti analizzare gli argomenti di chi, a sinistra, pur esecrando l’omicidio, ritiene le idee di Kirk su aborto e famiglia inconcepibili, persino nell’alveo della libertà d’espressione.

Mons. Henri Delassus (1836-1921), nel suo capolavoro Il problema dell’ora presente (Effedieffe, Viterbo, 2014, pp. 362-366), parlando dello spirito rivoluzionario spiegò che «mentre i perversi ostentano e affermano con audacia gli errori politici, sociali e religiosi che ci conducono all’abisso, i buoni sono mossi da timori che si riepilogano in quello d’essere presi per quello che sono. Quante volte si vide questo timore condurre al punto di dire e anche di fare ciò che l’avversario vuol far dire e fare!».

In particolare, l’azione esercitata dalla Rivoluzione «sopra la gioventù da coloro che la istruiscono, o che l’avvicinano […] contribuisce certamente, per una gran parte, alla corruzione delle idee nella società cristiana. L’impressione ricevuta nei primi giorni della vita difficilmente si cancella, e l’uomo conserva generalmente, nell’età matura, i pregiudizi che primi presero possesso della sua intelligenza».

Sono soprattutto le parole ad insinuare errori nelle masse: con esse «si producono correnti di opinioni, modi di pensare e di fare, che guadagnano or questo or quello, e finiscono per costituire l’atmosfera morale che tutti li avvolge, l’ambiente che tutti respirano. Giornali e libri, romanzi e opuscoli, che divulgano la scienza, conversazioni ed esempi lo corrompono sempre più e ne fanno un veleno onde i caratteri anche più vigorosi a malapena si difendono». 

Così la Rivoluzione, «spande la notte nelle intelligenze anche le più distanti dalla sua azione, impregna talmente la società d’idee false, che tutti gli errori al giorno d’oggi si propagano quasi da sé medesimi». Tali idee sono diffuse «nell’atmosfera degli spiriti, respirate e subito tenute, professate e praticate da una moltitudine di uomini che non si possono dire massoni, poiché non sono iscritti nei registri di nessuna loggia, non si sono fatti iniziare, né hanno prestato giuramento alla setta; ma che le appartengono per le idee che hanno accolte nella loro intelligenza e che propagano intorno coi loro scritti, coi discorsi, coi loro atti, con la influenza che esercitano sull’opinione, sulla vita di famiglia, sull’insegnamento, sui divertimenti pubblici e sulle opere sociali, sulla legislazione e sulle relazioni internazionali: in una parola, su tutto, contribuendo così potentemente al progresso dell’opera massonica che è la rovina della società».

Charlie Kirk era tra i pochi che osava apertamente sfidare questa atmosfera davanti a tantissimi giovani, affermando la verità proprio contro quegli errori rivoluzionari (non semplici “opinioni”) che hanno corrotto il cuore del suo assassino fino al folle gesto.

🔴LIVE🔴 Incontro di Padre Livio con la veggente Vicka di Medjugorje – Agosto 1998 – 2 parte

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🔴LIVE🔴 Il Viatico quotidiano – di P. Livio – Puntata 12


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