Mese: Agosto 2025 Pagina 7 di 34

Pensiero Spirituale sulla fiducia in Dio e quella negli uomini
La fiducia in Dio è la chiave risolutiva del problema della vita. La vita è un’avventura meravigliosa e allo stesso tempo pericolosa. È meravigliosa specialmente per coloro che hanno ricevuto la grazia della fede fin da piccoli, educati da una famiglia cristiana, guidati nel vedere la presenza di Dio in mezzo a noi. Ci si trova su un’imbarcazione solida, che è quella della Chiesa, sulla quale c’è Cristo e – benché ci siano le tempeste – la barca resta sempre a galla. Chi ha avuto questa grazia di non trovarsi in mare aperto ad annaspare cercando di stare a galla, magari afferrando qualche tronco per non affogare, è certamente in una situazione diversa rispetto a chi non ha questo patrimonio spirituale, umano e morale che è la fede. La fede, l’amore di Dio, la presenza viva di Cristo e Maria nella propria vita rendono la vita meravigliosa. Chi crede, nella fede ha tutte le risposte sul senso della vita. La risposta è Cristo! Da questo punto di vista la vita è un’avventura meravigliosa, affascinante; è certamente difficile perché è in salita, ma la fede ci dà la certezza dell’aiuto di Dio, della sua consolazione, del suo amore, della sua presenza, oltre che la sicurezza di un traguardo luminoso.
Come ha detto la Regina della pace, con la fede la vita è già un pezzetto di Paradiso sulla Terra. La vita nella quale si ha fiducia in Dio è meravigliosa pur in mezzo alle tribolazioni. Per chi non ha la grazia della fede, non ha fiducia in Dio e deve confidare negli uomini, la vita mostra man mano tutta la fragilità delle salvezze umane, delle barchette umane che affondano alla prima tempesta che incontrano. Le sicurezze umane e terrene sono effimere, il denaro passa, le amicizie finiscono, il potere crolla. Nel mondo il maligno opera liberamente e quindi le certezze umane crollano proprio perché sono fragili per natura. Questa è la situazione del mondo contemporaneo che ha abbandonato la fiducia in Dio, che non crede più nella Chiesa e quindi si trova in balìa di potenze negative, di certezze dubbie, di salvezze false.
La vita, allora, da pericolosa diventa mortale, diventa un abisso nel quale si viene risucchiati e, troppo tardi, si capisce che nel mondo c’è la potenza del male e del peccato. Nel mondo c’è la potenza di satana. Quando si vive del mondo senza Dio, siamo in balìa della potenza del demonio che ci perseguita, ci segue, ci punta come prede appetibili finché ci afferra e ci inghiotte. Chi ci aiuterà? La maggior parte della gente di trova nella perdizione perché, senza Dio, abita nella casa sulla sabbia che crolla su se stessa sotto la pioggia. Chi costruisce la casa sulla roccia, resiste nonostante i venti, le tempeste, lo straripare dei fiumi.
Dio è la roccia su cui edificare la nostra casa. Per la grazia della fede dobbiamo far crescere la fiducia in questa grande opportunità che Dio ci dona offrendoci una sicurezza totale perché chi è come Dio? Chi è onnipotente come Dio? Chi è capace di amore prodigo come Dio? La Madonna è abitata da Dio come nessun’altra creatura e nel Messaggio del 25 agosto 2025 ci ha chiamati “amati miei”, si tratta di un amore sconfinato, certissimo, che non manca mai.
La vita è un’avventura pericolosa per chi non ha fiducia in Dio, fiducia in Cristo, fiducia nella Madonna, fiducia negli angeli e nei santi, fiducia nelle persone che sono partecipi della nostra avventura e della nostra fragilità. Nessuna persona è affidabile totalmente, ma attraverso chi è abitato da Dio, possiamo essere illuminati, protetti, aiutati da Dio.
Partendo dalla costatazione di che cos’è la vita, cioè un’avventura pericolosissima specialmente perché con la luce della fede possiamo capire che ci si può perdere eternamente, possiamo impostarla come un cammino verso Dio e allora la vita diventa bellissima, faticosa; è una battaglia, è una lotta, ma si cresce nella gioia come sono gioiosi tutti i santi. La gioia si sperimenta anche nella fatica, anche portando la croce. Questa bellezza e questa forza sono una conquista quotidiana attraverso il rinnovamento della fiducia in Dio. Quando siamo nella prova e iniziamo a dubitare, a prendercela con Dio e a perdere fiducia in Lui, dobbiamo tirare fuori tutta la nostra forza interiore per chiedere al Signore di salvarci, di trarci in salvo dal profondo in cui siamo precipitati.
Quando Pietro vide Gesù camminare sulle acque gli chiese di poterlo fare anche lui; Gesù lo accontentò e lo chiamò a sé. L’apostolo si mise a camminare verso il Maestro ma, quando distolse lo sguardo per guardarsi intorno distraendosi, iniziò a dubitare e quindi cadde in acqua. Se non alimentiamo la fiducia in Dio finiremo per affondare anche noi, entriamo in depressione, cadiamo giù, ci arrabbiamo con Dio, ci allontaniamo da Lui e cerchiamo rifugio nelle sicurezze umane.
Ogni giorno dobbiamo rinnovare la fiducia in Dio, pregare, rimanere aggrappati a Dio nelle prove, esercitarci nell’affidamento, credere che Dio può tutto e compie anche miracoli. Quella del male è una falsa verità, è una falsa gioia, è una falsa forza. Quante volte la Madonna ha detto che quella del male è una falsa forza. Siamo in tempi in cui il panorama del mondo è tale per cui a volte viene da chiedersi perché Dio permette il male, la sofferenza dei giusti, il prevalere dei prepotenti. Il diavolo prima crea il caos e poi, attraverso di esso, punta il dito contro Dio, insinua dubbi sulla sua capacità giusta di governo sul mondo.
Attraverso le false sicurezze molti si sono allontanati dalla Chiesa, dall’unica roccia che salva che è Cristo. Si sono aggrappati all’effimero, agli inganni con cui satana li ha abbindolati e catturati. Nel panorama del mondo in cui ci troviamo abbiamo bisogno della sicurezza che Dio c’è, che la Madonna c’è e l’amore di Dio trionferà nonostante quello che accade, nonostante quello che accadrà. Mai dubitare. Mai scoraggiarsi. Mai distogliere lo sguardo da Dio, da Cristo, dalla Chiesa, dalla Vergine Maria, dalla Gerusalemme celeste.
Nel Messaggio del 25 agosto 2025 la Madonna ha voluto mostrare il suo Cuore e quello di Suo Figlio Gesù che sono quelli che salveranno il mondo. Ci ha esortato a rinnovare la fiducia in Lei e in Suo Figlio. Dio ha inviato Maria per guidarci e a Lei ci dobbiamo affidare se vogliamo salvarci. La Madonna ci invita ad affrontare la grande battaglia spirituale con la totale fiducia nell’amore di Dio, in modo da essere a nostra volta le sue mani tese verso quelli che vacillano, verso quelli che saranno travolti dalle onde della tempesta.
La Madonna ci chiede di avere fiducia in lei e di rinnovare ogni giorno questo affidamento.
Teniamo sempre presenti le parole del Messaggio del 1° gennaio 2001: «Cari figli, questa sera in modo speciale vi ho voluto qua. In modo speciale adesso in cui Satana è sciolto dalle catene. Io vi invito a consacrarvi al mio Cuore e al Cuore di mio Figlio. In modo speciale adesso, cari figli miei, vi invito a essermi vicini. Io vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Andate in pace, cari figli miei».
Affidandoci ogni giorno nella preghiera, consacrandoci ogni giorno al Cuore Immacolato di Maria e a quello di suo Figlio Gesù, la nostra casa sarà edificata sulla roccia, su di essa troverà stabilità e sarà solida, non verrà abbattuta dalla tempesta del male. La Madonna è qui per accompagnarci a Suo Figlio, ci guida con i suoi Messaggi ci conforta con la sua presenza.
di Lorenzo Cremonesi – Corriere della Sera – 26 Agosto 2025
A Dobropillia, città devastata dall’artiglieria di Mosca. La sfida dei soldati ucraini: noi e i russi usiamo gli stessi pezzi, venduti dai cinesi

DOBROPILLIA (DONBASS) – «Vedi tutti questi droni? Alla fine, quelli che ci guadagnano di più da questa guerra sono i cinesi, vendono sia a noi che ai russi i componenti fondamentali. Tutti compriamo da Pechino». Le frasi del maggiore Sergei — ingegnere e ufficiale 48enne del battaglione di forze speciali «Taifun» incaricato di coordinare le unità dei droni nel Donbass — ci accompagnano nella visita ai loro bunker comando e poi sulla linea del fronte nella cittadina sconvolta dai raid russi di Dobropillia.
Ci arriviamo in circa un’ora e mezza di auto da Kramatorsk su strade dove i genieri ucraini stanno stendendo ragnatele di reti sospese per contrastare i droni nemici. I comandi di Mosca avevano iniziato l’attacco per prendere Dobropillia l’11 agosto e da allora la linea delle trincee sta rapidamente cambiando in tutto il Donbass settentrionale.
Ma, prima di arrivare nel cuore della cittadina che in tre settimane è stata distrutta dai bombardamenti russi per il 40 per cento e dalla quale gran parte dei suoi 28 mila abitanti hanno scelto di sfollare, facciamo tappa nel bunker comando della «Taifun». È stato adattato negli scantinati di alcune palazzine di epoca sovietica e scendendo pochi gradini sottoterra si entra nel laboratorio della guerra del futuro. «Noi disponiamo di droni commerciali manufatti in carbonio dalle ditte ucraine. Qui poi li modifichiamo per le esigenze dei combattimenti: aggiungiamo i dispositivi per agganciare le bombe e mettiamo le batterie al litio potenziate», racconta Sergei.
Attorno a lui ci sono tecnici e ingegneri in maglietta e pantaloncini. Lavorano come fossero in un qualsiasi centro di ricerche, sugli schermi dei computer appaiono paginate di formule matematiche. Ricevete anche droni dagli alleati della Nato? «Sì, ma non servono, si rivelano obsoleti. Ormai siamo noi ucraini a insegnare agli alleati in Europa o negli Stati Uniti le tecnologie della nuova guerra nei cieli. A noi più che altro servono aiuti economici per comprare sul mercato il meglio dell’elettronica», risponde mostrando le batterie superleggere e la componentistica cinesi. Da una serie di scaffali recupera le fibre ottiche e le matasse di cavi che servono per controllare i droni a filo. «Questi funzionano per evitare le interferenze elettroniche russe. I nostri cavi però sono lunghi 15 chilometri, quelli russi arrivano a oltre 25 e loro sono molto bravi nel costruire i meccanismi che paralizzano i nostri telecomandi. La sfida è tutta qui: sapere essere sempre un passo avanti del nemico. Ed è un processo velocissimo. Il meccanismo, l’arma che oggi sembra decisiva, già tra un mese potrebbe rivelarsi superata. Siamo in rincorsa continua».
In questo laboratorio modificano soprattutto droni che valgono tra i 500 e 1.000 dollari. Sono armi usa e getta con un raggio di 10-15 chilometri. Quelle dei russi sono costruite in alluminio, meno sofisticate, ma molto efficaci quando lanciate in grande numero. «Per ogni nostro drone i russi ne sparano dieci; dispongono anche di più uomini da mandare in pattuglia», dice l’ufficiale. Da pochi giorni entrambi gli eserciti stanno lanciando i matka, i droni «madre» che possono volare sino a 50 chilometri di distanza e hanno attaccati alle ali due piccoli «figli» kamikaze. Oggetti costosi: oltre 200 mila euro per un singolo matka: sino ad ora vengono usati con parsimonia.
Verso mezzogiorno percorriamo in jeep gli ultimi 20 chilometri di strada deserta per Dobropillia. «Il nostro mezzo è dotato di jammer per interferire nelle lunghezze d’onda dei droni russi. Ma la tecnica migliore è viaggiare a oltre 150 all’ora, visto che in genere loro non superano i 70», dice l’autista, un trentenne di Dnipro.
Gli ultimi 2-3 chilometri sono assolutamente spettrali. Già dai primi palazzi appare evidente la solita tecnica russa della terra bruciata. Le loro bombe plananti e le artiglierie stanno distruggendo la zona urbana con sistematica ferocia. Le loro pattuglie avanzate sono a quattro o cinque chilometri dal centro. Dobropillia inizia a ricordare gli scenari visti a Bakhmut, Avdiivka, Pokrovsk o Chasiv Yar, le città che hanno già occupato o stanno prendendo.
«C’è da chiedersi dove troverà i soldi Putin per ricostruire. Avrà bisogno di miliardi», osserva il soldato che ci scorta con il mitra puntato verso il cielo, nel caso dell’arrivo di droni.
Ogni tanto passa un civile carico di sacchi di cibo. Acqua e luce sono interrotte, i negozi hanno chiuso e la gente viene aiutata dai soldati. «Noi abbiamo invitato tutti a evacuare, ma tanti anziani preferiscono restare, vivono come topi rintanati nelle cantine», spiega Sergei.
Anche la zona del mercato è stata colpita: sacchi di patate, carote, conserve sono riversi nei vicoli. Si vedono piccioni e cani morti. A un certo punto un ronzio spettrale ci fa correre in un negozio abbandonato. Un anziano passa con la sua bici carica di pacchi. «Non voglio parlare con i giornalisti», sibila ostile. Un’ora dopo il nostro arrivo decidiamo di ripartire.

Martedì 26 Agosto 2025
h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
H. 9.00 – 9.30 PENSIERO SPIRITUALE
La fiducia in Dio e quella negli uomini
+ Ci si può fidare degli uomini?
+ Valutiamo le nostre esperienze al riguardo
+ Perché Dio merita una fiducia assoluta in Lui?
+ Dio non abbandona mai, Dio non tradisce mai, Dio perdona sempre chi si pente
+ La mancanza di fiducia in Dio è un segno di poca fede
+ La fiducia in Dio si rafforza con la preghiera
Rinnovare l’affidamento quotidiano
h. 9.30 COMMENTO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE
h. 10. LOTTE E TENTAZIONI DEI PADRI DEL DESERTO (24)
BLOG: blogdipadrelivio.it
Testimonianze dal Meeting di Rimini
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🔴LIVE🔴 COMMENTO DI PADRE LIVIO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE – 25 AGOSTO 2025
Di Padre Livio Fanzaga
il 25 Agosto 2025
in COMMENTO AI MESSAGGI DELLA REGINA DELLA PACE