"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Luglio 2025 Pagina 8 di 29

Il vero significato del Cantico delle Creature

 23 Luglio 2025 

di Cristina Siccardi- CR  1908

Come è noto, la prima composizione poetica che è stata scritta in volgare italiano è il Cantico delle creature, anticamente conosciuto come Cantico di Frate Sole, sublime lirica di san Francesco, di cui quest’anno ricorrono 800 anni, essendo stata scritta nel 1225 presso il convento delle Povere Dame (le Clarisse) di San Damiano.

Il Cantico si pone nella tradizione filosofico-teologica di stile agostiniano e trova legami con il salmo 148, nel quale si invitano tutte le creature, animate e inanimate, a lodare Dio, ma anche con il libro veterotestamentario di Daniele (3, 56-88), nel quale si reitera la richiesta a tutti gli elementi del cosmo di benedire il Signore.

Nella purezza e nell’innocente semplicità sta il segreto di questo capolavoro letterario e religioso, che non conosce tempo, grazie alle verità ivi contenute, che trasmettono la gioia di riconoscere in ogni creatura la mano del Creatore e in questa gioia sta la lode d’amore della creazione per il Signore della vita e della morte.

Il cuore del mistico san Francesco, che porta già su di sé le stimmate, trabocca d’amore e di ringraziamento per il Padre, sebbene una dolorosa patologia agli occhi gli stia procurando la cecità e viva nell’oscurità: sono i giorni in cui si trova a San Damiano, in una cella fatta di stuoie; intanto i topi lo disturbano continuamente e la cosa viene presa dai suoi Frati minori come un tormento di origine demoniaca. Una notte, torturato dalle sofferenze fisiche, supplica il Signore di venirlo a soccorrere per sopportare tutto con pazienza, e il Padre non si fa attendere, gli dice di considerare quelle prove come questioni materiali perché lo aspettano gioie incommensurabili nella Salvezza eterna… Grazia e natura, dalla conversione in poi, interloquivano costantemente in lui, perciò, con l’animo colmo di giubilo, consolato direttamente da Dio, vuole comporre in quella mattina di primavera, come ebbe a dire lo stesso san Francesco, «una nuova lauda del Signore riguardo alle sue creature» per sua consolazione e per edificazione del prossimo, perché quotidianamente «usiamo delle creature e senza di loro non possiamo vivere, e in esse il genere umano molto offende il Creatore. E ogni giorno ci mostriamo ingrati per questo grande beneficio, e non ne diamo lode, come dovremmo, al nostro Creatore e datore di ogni bene», (Compilazione di Assisi, in Fonti Francescane, Editrici Francescane, Padova 20113, § 1614, p. 947 e § 1615, p. 947).

Messo in versi il Cantico, fu composta anche una melodia di accompagnamento. San Francesco amava cantare. Quindi mandò a chiamare frate Pacifico per scegliere alcuni frati affinché andassero per il mondo a predicare e lodare Dio con il Cantico di Frate Sole e, al termine, essi dovevano dire alla gente: «Noi siamo giullari del Signore e la ricompensa che desideriamo da voi è questa: che viviate nella vera penitenza» (Ivi, § 1615, p. 948). 

Ma c’è di più, quel di più che non viene ormai quasi più ricordato: san Francesco con questa lauda inneggia il Signore anche per riconoscere il merito di coloro che sanno perdonare e che sopportano malattie e sventure per amore di Dio, «Laudato si’, mi’ Signore,/per quelli ke perdonano per lo Tuo amore/e sostengo infirmitate e tribulazione»; indica poi «Beati quelli ke ‘l sosterrano in pace,/ka da Te, Altissimo, sirano incoronati». Infine, chiude il Cantico esprimendo l’autentico significato della vita, che lo si scopre interamente al momento della morte per entrare nella vita eterna come dannati o salvati: «Laudato si’, mi’ Signore,/per sora nostra Morte corporale,/da la quale nullu homo vivente po’ skampare:/guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;/ beati quelli ke trovarà ne le Tue santissime voluntati,/ka la morte secunda no’l farrà male./Laudate e benedicite mi’ Signore e rengraziate/e serviateli cum grande humilitate».

Per celebrare la gloria di Dio, san Francesco, come sempre, passa attraverso il ponte della contemplazione e dell’estasi piuttosto che per l’enunciazione speculativo-filosofica. Attraverso i sensi filtrati dall’anima, egli penetra la bontà e la bellezza del Signore, rendendogli grazie per tutto ciò che è opera delle sue mani. 

La lirica ebbe il successivo inserimento, dedicato alle facoltà di perdonare e di sopportare le sofferenze, quando san Francesco ottenne la riappacificazione tra Guido II, vescovo di Assisi, e il podestà Oportulo, proprio facendo cantare dai «giullari del Signore» il Cantico di Frate Sole di fronte a loro; mentre l’ultima lassa fu dettata dall’autore quando era prossimo alla morte, nell’ottobre del 1226. I versi totali divennero 33, numero multiplo di tre: richiamo alla Santissima Trinità e agli anni della morte di Gesù Cristo.

Il sentire fraterno di san Francesco con le creature di cielo, mare e terra, non è riconducibile ad una idealizzazione degli esseri come suoi simili, bensì come voci che si uniscono alla sua e a tutti gli umili credenti per dare gloria a Dio attraverso un coro sinfonico che nella molteplicità si fa unità nel Dio Uno e Trino.

Alcuni hanno tentato e tentano, invece, di virare verso la laicizzazione di questo capolavoro, puntando l’attenzione unicamente sugli elementi della natura e mettendo volutamente in disparte Colui che li ha voluti e realizzati, al fine di sostenere l’ideologia ambientalista, scristianizzando Terra e Universo.

San Bonaventura da Bagnoregio, biografo di san Francesco, individuò e illustrò teologicamente e misticamente l’esultanza che l’umile di Assisi aveva per tutte le opere del Signore e carpì il senso autentico della sua contemplazione nel «Laudato si’, mi’ Signore»: «Contemplava, nelle cose belle, il Bellissimo e, seguendo le orme impresse nelle creature, inseguiva dovunque il Diletto. Di tutte le cose si faceva una scala per salire ad afferrare Colui che è tutto desiderabile». 

Santa Brigida di Svezia


Titolo: Religiosa, fondatrice – Compatrona d’Europa

Nome di battesimo: Birgitta Birgersdotter

Nascita: 15 dicembre 1303, Uppland, Svezia

Morte: 23 luglio 1373, Roma

Brigida nacque da Brigero, principe di Svezia e da Sigfrida, discendente dei re dei Goti. Assai presto perdette la madre e venne allevata dalla zia. Si dice che fino a tre anni rimanesse muta, età in cui miracolosamente le si sciolse la lingua e cominciò a parlare in modo perfetto. Non ancora decenne, la notte dopo aver udito un discorso sopra la passione di Gesù, di cui era rimasta impressionatissima, ebbe la visione del Salvatore appeso alla croce, tutto coperto di sangue. Nello stesso tempo sentì una voce: « Guardami figliuola mia, ecco quello che fanno quelli che mi disprezzano e che sono insensibili all’amore che ho per loro ». Da quel tempo non poté più pensare al mistero della passione senza lagrime.

A sedici anni il padre la sposò a Ulfone, principe di Nericia. Brigida, vedendosi così giovane e impreparata a tale passo, pregò ed ottenne dal padre un anno di dilazione prima di coabitare col marito. Così i due sposi, per vicendevole consenso, passarono nella continenza il primo anno di matrimonio. La nostra Santa impiegò questo tempo nel chiedere a Dio con fervorose preghiere, con lagrime e digiuni, che si degnasse di non lasciarla deviare dai suoi precetti, di benedire il suo matrimonio, e di santificare in quel nuovo stato lei, il marito ed i figliuoli che loro avrebbe concesso.

I due sposi santificarono inoltre il vincolo matrimoniale coll’ascriversi al Terz’Ordine di S. Francesco. Ebbero quattro figli e quattro figlie: dei maschi, due morirono bambini e due diedero la vita nelle crociate per la liberazione della Terra Santa. Delle figlie, due abbracciarono lo stato matrimoniale, e due si fecero religiose, anzi Caterina è stata dalla Chiesa canonizzata.

Tutte le premure di Brigida furono rivolte ad allevare i figliuoli nel timore di Dio; dopo la nascita degli otto figli, indusse il marito a rinunciare all’onorevole carica di consigliere del re, per attendere più intensamente alla propria santificazione, e si obbligarono, per voto, a passare il restante della loro vita nella continenza. Fondarono un ospedale ove andavano spesso a servire i malati con le proprie mani. S. Brigida soprattutto si dava alla cura dei poveri e degli infermi come se fossero propri figliuoli.

Dopo la morte del marito, rimase più libera di darsi interamente alla penitenza e alle opere di Dio. Fondò le Suore « Brigidine » a Wastein e per due anni le indirizzò nella via della santità. Poi venne a Roma, dove la tomba del Principe degli Apostoli e le Catacombe somministrarono un pascolo più abbondante alla sua pietà. L’ordine fu riconosciuto solo nel 1370 da Papa Urbano VI, a quel tempo Brigitta era già molto popolare a Roma per le sue buone azioni. Il suo ordine si diffuse presto in tutta Europa e fu grande promotrice della cultura religiosa, letteraria e in parte materiale, soprattutto al nord. Durante la Riforma l’ordine fu in gran parte abolito, solo la casa Waldsten sopravvisse fino al 1595. Si tentò di farla rivivere in Belgio e Spagna nel XVII secolo

Spinta da un ardente amore per Gesù Crocifisso, fece un pellegrinaggio in Terra Santa. Ritornata a Roma, fu assalita da un complesso di malattie che sopportò con ammirabile pazienza. Sentendosi vicina a morire, si fece distendere sopra un cilicio per ricevere ‘gli ultimi Sacramenti. Morì il 23 di luglio del 1373, all’età di 71 anni.

Il corpo della santa fu trasferito da Roma nel monastero di Vadstena (nella regione dell’Östergötland) e lì fu sepolto il 4 luglio 1374. In questa abbazia si conservano anche i crani venerati sia di Santa Brigida che di sua figlia Santa Caterina all’interno di appositi reliquiari esposti ai fedeli.

Patrona di Svezia dal 1º ottobre 1891 per volere di papa Leone XIII, il 1º ottobre 1999 papa Giovanni Paolo II l’ha proclamata compatrona d’Europa insieme a santa Caterina da Siena e santa Teresa Benedetta della Croce, affiancandole a san Benedetto da Norcia e ai santi Cirillo e Metodio.

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’impostare la giornata nella ricerca di Dio

Cari amici, il modo migliore per iniziare la giornata è cercare Dio con il cuore, nella preghiera, in do tale che sia Lui il faro che ci guida durante la giornata. Vivere la giornata nella luce di Dio, in compagnia di Gesù e di Maria, affidandosi alla loro protezione per affrontare i pericoli della vita e per superare le difficoltà, è certamente un’impostazione fruttuosa, bella, luminosa. In questo modo, nel corso della giornata, si respirano pace e gioia che si possono donare agli altri. Vivendo la giornata senza Dio l’umore è ben diverso, si è nervosi, senza motivazione, non si ha la capacità di discernimento fra bene male, si vive in balìa di quello che accade nel mondo, delle forze distruttrici. Senza Dio siamo come turaccioli trasportati dal mare in tempesta e sbattuti qua e là.

È bello iniziare la giornata cercando Dio, con le preghiere semplici del buon cristiano, aprendo il cuore e la mente al Cielo. Nel corso della giornata, la ricerca di Dio dev’essere ripresa proprio per tenere vivo questo luogo di pace ricostruendolo con momenti di silenzio, raccoglimento e riflessione. È consuetudine, durante le vacanze, visitare qualche chiesa di cui il nostro Paese è ricco; oltre che ammirare le bellezze architettoniche e artistiche che certamente sono apprezzabili, è bene anche dedicare un momento di saluto e di preghiera al Santissimo presente sull’altare. La chiesa è la casa di Dio.

Sottraiamo la nostra vita alla banalità e alle cose che passano, inquadriamola nella luce celeste proprio perché veniamo da Dio e torniamo a Lui. Apriamoci interiormente all’eternità, alla verità, alla santità, alla bontà, all’amore. La vita è certamente una lotta continua, ma se la impostiamo nella ricerca di Dio possiamo vivere un pezzetto di Paradiso già sulla Terra. Viviamo le nostre giornate da cristiani, fin dal mattino e nel corso della giornata rinnoviamo questa ricerca con pensieri d’amore, brevi preghiere, giaculatorie, richieste di aiuto e ringraziamenti a Dio, alla Madonna e ai Santi perché sono veramente presenti nella nostra vita e ci accompagnano.

Anche Radio Maria aiuta a impostare la giornata con Dio scandendola con preghiere e riflessioni, di giorno e di notte.

CERCHIAMO DIO NELLA BELLEZZA DEL CREATO

“Cari figli! Oggi vi invito ad andare nella natura perché là incontrerete Dio il Creatore. Figlioli, oggi vi invito a ringraziare Dio per tutto ciò che vi dà. Ringraziandolo, voi scoprirete l’Altissimo e tutti i beni che vi circondano. Figlioli, Dio è grande ed il suo amore è grande per ogni creatura. Perciò, pregate per poter comprendere l’amore e la bontà di Dio. Nella bontà e l’amore di Dio Creatore, anch’io sono con voi come un dono. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!” (Medjugorje 25 Ottobre 1995))

🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Mercoledì 23 Luglio 2025

h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

h. 9.oo: Saluto di Padre Livio

h. 9.05 EDITORIALE

+Seduzione e inganni: E’ l’ora di Satana (55m)

h. 10 LOTTE E TENTAZIONI DEI PADRE DEL DESERTO (2)


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