"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Luglio 2025 Pagina 18 di 27

Meloni soddisfatta per le aperture degli Usa, ma resta il nodo delle spese militari: conclusa la conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina

di Marco Galluzzo – Corriere della Sera – 12 Luglio 2025

Bilaterale con Dombrovskis sulle modifiche al Patto di stabilità

La descrivono stanca, ma estremamente soddisfatta. Di mattina si divide fra una supervisione a distanza, da palazzo Chigi, delle fasi finali della due giorni di Conferenza internazionale sulla ricostruzione dell’Ucraina, e un incontro nel suo studio con il Commissario europeo all’Economia, quel Valdis Dombrovskis che tante volte in passato non è stato tenero con il governo italiano. Ma oggi le relazioni con la Commissione sono diverse dal passato, segnate dal rapporto molto saldo della premier con quella Ursula von der Leyen che non ha mancato l’appuntamento romano, nonostante la mozione di sfiducia in discussione, nelle stesse ore, a Bruxelles.

Ma prima ancora dei dettagli sul dossier trattato con Dombrovskis a palazzo Chigi c’è il tempo di collezionare complimenti per l’organizzazione della Conferenza, filata via liscia con risultati concreti condivisi da tutti gli attori presenti, ma che ha avuto un suggello nella presenza dell’inviato speciale per l’Ucraina, il generale Keith Kellogg, ricostruendo dopo mesi un formato di unità dell’Occidente sul quale Giorgia Meloni lavora in modo costante da mesi e che non ha mai smesso di perseguire. La presenza di Kellogg a Roma, in videocollegamento con la coalizione dei Volenterosi guidata da Francia e Gran Bretagna, è stata il risultato di un lavoro diplomatico che Meloni ha seguito passo dopo passo e soprattutto cercato.

Può essere forse sopravvalutato ma indubbiamente è stato un risultato che fotografa una situazione di maggiore vicinanza, almeno sull’Ucraina, fra Unione europea e Stati Uniti, sul quale Meloni si è spesa in modo anche personale, e al quale ha contribuito il recente disgelo della relazioni fra Parigi e Roma. Non è un caso che ieri il ministro degli esteri francese, Jean Noel Barrot, abbia avuto un lungo e proficuo incontro con Tajani, non è un caso che il cancelliere Merz fosse presente a Roma, non è un caso neppure la cronaca di dettagli minori, ma significativi: ieri erano nella Capitale per incontri con il nostro governo sia il consigliere diplomatico di Merz che quello di Macron.

Il ritorno delle forniture militari americane verso Kiev, seppure attraverso dinamiche e contabilità della Nato, annunciato da Trump ieri, è una delle scommesse che la nostra premier non ha mai rinunciato a reiterare, nemmeno nei momenti di maggiore distanza, se non crisi, fra Washington e gli alleati europei. Le parole che Kellogg ha pronunciato, rimarcando che venivano anche da Trump, sulla necessità di non mollare nella difesa dell’Ucraina e di restare uniti come comunità internazionale occidentale è stato un altro risultato di cui Meloni va fiera.

Con la testa al futuro ora il nostro governo è concentrato nel far passare alcune piccole modifiche al Patto di Stabilità europeo che consentano anche a Paesi come il nostro, che sono sotto procedura di infrazione per il deficit, di poter spendere e fare investimenti, nel settore della Difesa, e di riflesso anche nell’aiuto a Kiev, senza incappare in regole che possono diventare paradossali.

Un tema che è stato al cuore del bilaterale tra Giorgia Meloni e Vladis Dombrovskis. Un colloquio a porte chiuse, a Palazzo Chigi, sul quale viene diffusa soltanto una nota, ma molto esplicita, alla fine. «Abbiamo discusso degli sviluppi economici, dell’importanza di rafforzare la competitività e di aumentare la spesa per la difesa», conferma su X Dombrovskis, che si dice «grato all’Italia — e personalmente alla premier Meloni — per il suo fermo sostegno» a Kiev.

Mentre Palazzo Chigi sottolinea che la conversazione è ruotata anche intorno all’importanza di promuovere la competitività delle imprese e il processo di semplificazione della normativa comunitaria. E soprattutto di cambiare alcune regole per consentire all’Italia di fare quegli investimenti militari che sono ormai indifferibili, sia per gli impegni assunti in ambito Nato, sia per le effettive e credibili capacità di deterrenza e funzionalità delle nostre forze armate.

🔴LIVE🔴🙏⭐️CATECHESI GIOVANILE⭐️P.LIVIO: SONO VOSTRA MADRE E VI AMO – Puntata 2🙏

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SORRISI DALLA TERRA SANTA – STUDI DI RADIO MARIA NAZARETH

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 393 – LA PREGHIERA CRISTIANA

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🔴LIVE🔴Incontro di Padre Livio con la veggente Vicka di Medjugorje – Dicembre 1988

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UN TERZA GUERRA MONDIALE E’ EVITABILE? 11/07/2025

EDITORIALE DI PADRE LIVIO – 11 LUGLIO 2025

🔴LIVE🔴 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

🔴LIVE🔴VOI SIETE LA MIA SPERANZA – Catechesi di P. Livio – Episodio 18

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LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Venerdì 11 Luglio 2025

h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)


+h. 9.oo: ATTUALITA’ DEL MONDO E DELLA CHIESA

Una terza guerra mondiale è evitabile?


+h. 9.30: MEDJUGORJE: PERCHE’ NON HO DUBBI

16. I Veggenti hanno perseverato nella loro missione

La Madonna ha disposto dei Veggenti a suo piacimento

I Veggenti hanno sempre obbedito a ogni disposizione della Madonna

I veggenti non hanno mai mancato a un appuntamento con la Madonna.

La Madonna ha lasciato liberi i Veggenti nella scelta del loro stato di vita

I Veggenti nell’ambito delle possibilità hanno sempre dato testimonianza

Nel tempo dei Segreti tutti i Veggenti dovranno testimoniare

Il compito dei Veggenti terminerà con la loro vita


h. 10. VOI SIETE LA MIA SPERANZA (18)


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Il Papa torna a Castel Gandolfo (di Cristina Siccardi)


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San Benedetto da Norcia

autore: Hans Memling anno: 1487 titolo: Trittico di Benedetto Portinari luogo: Galleria degli Uffizi

Titolo: Abate, patrono d’Europa

Nascita: 480, Norcia

Morte: 21 marzo 547, Montecassino, Frosinone

Ricorrenza: 11 luglio

San Benedetto, padre del monachismo d’Occidente e restauratore dello spirito cristiano dei suoi tempi, nacque a Norcia, nell’Umbria, dalla nobile famiglia Anicia nel 480. Inviato a Roma per addottorarsi nelle discipline liberali, tosto si ritirò dal mondo. Prese dimora nello speco di Subiaco ove rimase per tre anni nascosto e ignoto a tutti, conducendo vita penitente e angelica.

Essendosi sparsa la fama della sua santità, alcuni monaci si posero sotto la sua guida sapiente ed illuminata. Ma la sua condotta era un continuo rimprovero e uno stridente contrasto con la loro vita rilassata. Non volendo essi sottomettersi ai suoi richiami, tentarono di avvelenarlo: però, fatto egli, come era suo costume, il segno della croce, il bicchiere che gli veniva presentato si spezzò.

Allora il nostro Santo si ritirò nuovamente nella solitudine, e accorrendo a lui gran numero di discepoli, dovette costruire dodici monasteri. Si trasferì poi a Montecassino, ove, abbattuta la statua di Apollo, fondò quel celebre monastero, meraviglia di bellezza e di arte, da cui partirono i primi apostoli benedettini.

Qui creò la sua nota regola nella quale si organizzava nei minimi particolari la vita dei monaci all’interno di una “corale”. Questa filosofia dava nuova ed autorevole sistemazione alla complessa, ma spesso vaga e imprecisa, precettistica monastica precedente. I concetti principali erano due: stabilitas loci (l’obbligo di risiedere per tutta la vita nello stesso monastero) e la conversatio (la buona condotta morale, la pietà reciproca e l’obbedienza all’abate).

Il “padre amoroso” (il nome deriva proprio dal siriaco abba, “padre”), mai chiamato superiore, era il cardine di una famiglia ben ordinata che scandisce il tempo nelle varie occupazioni della giornata, durante la quale la preghiera e il lavoro si alternano nel segno del motto « ora et labora » (“prega e lavora”).

San Benedetto fu dotato da Dio del dono della profezia: predisse, tra l’altro, le gesta e il tempo della morte a Totila, re dei Ostrogoti. Pochi mesi prima predisse la propria morte: sei giorni innanzi si fece aprire il sepolcro; il sesto giorno, portatosi in chiesa a ricevervi l’eucarestia, spirò tra le braccia dei suoi monaci.

Benedetto visse a Montecassino fino alla sua morte, ricevendo omaggi dai pellegrini e personalità come Totila che Benedetto ammonì. Secondo il racconto di san Gregorio Magno nei Dialoghi, Totila si recò a Montecassino per incontrare san Benedetto. Al suo arrivo, si presentò con abiti regali e un seguito imponente, ma Benedetto, senza esitazione, smascherò il suo travestimento, dicendo: « Togli questa veste, figlio mio, non è tua ». Totila, colpito dalla prontezza del santo, si avvicinò umilmente e si prostrò ai suoi piedi. Benedetto lo rimproverò per le sue azioni e gli predisse il futuro: « Tu entrerai in Roma, passerai il mare, regnerai nove anni, al decimo morirai ». Totila, profondamente turbato, chiese al santo di pregare per lui e, secondo la leggenda, da quel momento cambiò il suo comportamento, mostrando maggiore clemenza e moderazione nelle sue azioni.

San Benedetto morì il 21 marzo 547 dopo sei giorni di febbre, circa quaranta giorni dopo la morte della sorella Scolastica, con cui condivise la sepoltura.

Secondo la leggenda, spirò in piedi, sostenuto dai discepoli, dopo aver ricevuto la comunione, con le braccia sollevate in preghiera mentre li benediceva.

La sua anima fu vista salire al cielo su un fulgore di luci mentre un uomo diceva: « Questa è la via per cui Benedetto ascende al cielo ». Aveva oltre sessanta anni.

« San Benedetto, scrive D. Guéranger, è il padre dell’Europa perché egli per mezzo dei suoi figli numerosi come le stelle del cielo e l’arena del mare, ha rialzato gli avanzi della società romana, schiacciata sotto l’invasione dei barbari; ha presieduto allo stabilimento del diritto pubblico e privato delle nazioni, ha portato il Vangelo e la civiltà nell’Inghilterra, nella Germania, tra i popoli del Nord e perfino tra gli Slavi; ha distrutto la schiavitù, insegnata l’agricoltura e salvato infine il deposito delle lettere e delle arti dal naufragio che sembrava inghiottirle senza speranza di salvezza ».

Tanto fu grande il suo spirito di mortificazione ed estrema e delicata la sua purezza, che non esitò a ravvolgersi tra le spine per vincere una violenta tentazione.

Grandissima fu la sua prudenza di legislatore e di direttore di anime: egli è uno dei quattro grandi patriarchi d’Occidente e le sue regole sono tutt’ora adottate e seguite da molte famiglie religiose.

L’ordine religioso fondato da San Benedetto si estese in tutto il mondo, e diede un numero grandissimo di santi, papi, vescovi e personaggi illustri. Tra i santi benedettini più celebri si annoverano San Mauro Abate e San Placido Martire, San Willibrodo, San Vifrido, San Ruberto, San Bonifazio, San Gregorio Magno, San Agostino di Canterbury, per non dire di tanti altri.

Le comunità benedettine e il calendario della Forma straordinaria lo ricordano il 21 marzo, mentre la Chiesa cattolica invece lo celebra l’11 luglio, da quando Papa Paolo VI, il 24 ottobre 1964, con il breve Pacis nuntius, proclamò san Benedetto da Norcia patrono d’Europa in onore della consacrazione della Basilica di Montecassino.


LA REGOLA DI SAN BENEDETTO

San Benedetto compose la sua Regola a Montecassino intorno al 525, ispirandosi a regole precedenti di San Giovanni Cassiano, San Basilio, San Pacomio, San Cesario e l’Anonimo della Regula Magistri. Benedetto combinò disciplina e rispetto per le capacità individuali, con l’intento di fondare una “scuola del servizio del Signore” caratterizzata da una gestione non troppo rigida.

La Regola di San Benedetto organizzava nei minimi particolari la vita dei monaci, migliorando la vaghezza delle norme monastiche precedenti. Due principi fondamentali della vita comunitaria erano la stabilitas loci (l’obbligo di risiedere permanentemente nello stesso monastero, contrastando il vagabondaggio dei monaci) e la conversatio (buona condotta morale, pietà reciproca e obbedienza all’abate).

L’abate, considerato un “padre amoroso” (dal siriaco abba), era il centro di una comunità ben ordinata dove preghiera e lavoro si alternavano secondo il motto “ora et labora” (prega e lavora).

I monasteri seguendo la Regola di San Benedetto sono noti come benedettini. Ogni monastero è autonomo sotto l’autorità di un abate, ma spesso si organizzano in confederazioni monastiche, tra cui le più importanti sono la congregazione cassinense e quella sublacense, legate rispettivamente ai monasteri di Montecassino e Subiaco.

Le 5 regole di San Benedetto per una buona preghiera

La preghiera è il momento più bello e più alto per un cristiano che ha l’occasione di stare tu per tu con il Signore. Ecco le preziose indicazioni di San Benedetto da rispettare per una buona preghiera.

  1. Il dare appuntamento alla preghiera: fin quando possibile, sempre alla stessa ora del giorno. Scandiamo la nostra vita anche seguendo i ritmi che Dio stesso ci dà. Se pensiamo di rimandare il tempo della preghiera per lasciare spazio a cose più futili e meno importanti, questi, stiamo certi, non arriverà mai. E alla fine della giornata, ci ritroveremo senza aver pregato mai. Il tempo della preghiera va cercato, non è lui, di certo, che ci viene incontro.
  2. Il luogo per la preghiera: di certo, non sempre siamo nelle vicinanze di una chiesa o abbiamo a disposizione una cappella dove incontrare il Signore. Anche la nostra stanza può essere il luogo dove pregare. Ogni cristiano ha un’immagine sacra nella propria casa. Ecco: basta raccogliersi in preghiera davanti a lei, senza farsi distrarre da ciò che c’è intorno. Anche quello è un validissimo momento di preghiera.
  3. Dio deve essere sempre nella nostra vita: non siamo cristiani solo a parole, ma anche con i fatti. La preghiera è essenziale sì, ma a volte, bisogna arricchirla. Anche semplicemente portando un’immaginetta sacra nel nostro portafoglio, un piccolo rosario con noi (non come una catena inutile al collo… intendiamoci, ma come un oggetto che ci aiuti alla preghiera. Va sempre rispettato), che ci accompagni nella preghiera quotidiana.
  4. La preghiera sia semplice: Dio non ha bisogno di frasi ad effetto, di preghiere particolari o complesse. Lui legge nel nostro cuore, sa subito di cosa abbiamo bisogno. La preghiera umile, fatta con il cuore a lui aperto, è ciò che a Lui è più gradito.
  5. Semplice e pura: così sia la nostra preghiera. Nulla che ci distragga attorno, ma tutta la semplicità a Lui gradita. Che venga direttamente dal nostro cuore.

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