Mese: Giugno 2025 Pagina 5 di 31

Ricerca della frase “figli del mio cuore”
Buongiorno padre,
ho fatto un paio di ricerche sia con Google senza IA sia con IA.. per la ricerca nei messaggi della Madonna a Medjugorje della frase “figli del mio cuore”; non risulta in nessun messaggio!
La cosa interessante: sul sito di Radio Maria c’è una apposita sezione con tutti i messaggi, inoltre è possibile cercare anche solo con una parola o frase, bene anche cercando qui la risposta è stata la medesima, non presente!
Inutile dire che lei ha dedicato tutta la sua vita a Medjugorje e al Vangelo, la ringrazio ancora perché insieme a Radio Maria, alla Gospa e Gesù, siete dei fari di luce viva in queste tenebre di peccato, menzogne e odio!
Grazie ancora e forza, prego per lei.
Ave Maria
Pasquale
Grazie Pasquale,
per le tue parole di stima e di incoraggiamento e per le tue preghiere, che fanno bene al cuore.
Possiamo dunque dire che l’espressione del messaggio “figli del mio cuore” è un dono particolare che la Gospa ha voluto fare al suo popolo in occasione della festa del suo anniversario.
Un Grazie rinnovato alla Madonna perché in questo modo ha voluto mostrarci quanto ami ognuno di noi, tanto da dimorare nel suo cuore anche se non ne siamo degni.
Ave Maria
Padre Livio
PS. Il messaggio è stato dato la mattina h 5 nella apparizione sul Podbrdo alla Veggente Marija
“Cari figli, siate operatori di pace. Satana è forte e vuole guerra e irrequietezza, vuole odio, perciò vi chiamo ad essere miei figli, figli del mio cuore.”
🙏Eccoci con la nostra Croce giubilare verso la Porta Santa. Vi portiamo con noi🙏🙏
Eccoci presso la Tomba di San Pietro

Eccoci all’Altare della Cattedra di Pietro🙏🙏siete con noi🙏🙏

Gesù “non solo guarisce”, ma “risveglia anche dalla morte”, afferma il Papa nella catechesi dell’ultima udienza generale prima della pausa estiva. In un mondo spesso scoraggiato, il Pontefice esorta a credere nella potenza di Cristo che cambia le situazioni più difficili ed invita anche a rimanere vicino ai giovani
Isabella H. de Carvalho – Città del Vaticano
“Una malattia molto diffusa nel nostro tempo è la fatica di vivere: la realtà ci sembra troppo complessa, pesante, difficile da affrontare”, ma l’esistenza “va affrontata e insieme con Gesù possiamo farlo bene”. È un incoraggiamento ad avere fede nella potenza di Cristo quello di Papa Leone XIV nella catechesi pronunciata oggi, 25 giugno, durante l’udienza generale, sesta del suo pontificato e ultima prima della pausa estiva (le udienze riprenderanno poi mercoledì 30 luglio). Continuando il ciclo sulle guarigioni di Gesù come segno di speranza, il Papa osserva come spesso davanti alle tribolazioni della vita “ci spegniamo, ci addormentiamo, nell’illusione che al risveglio le cose saranno diverse” e “a volte poi ci sentiamo bloccati dal giudizio di coloro che pretendono di mettere etichette sugli altri”. Ma il Pontefice si sofferma su due episodi del Vangelo di Marco per mostrare come, entrando in relazione con Gesù e conoscendolo a fondo, si può trarre “una forza” che guarisce dalle ferite più profonde, sconvolge le situazioni più difficili e perfino risveglia le anime morte.
Le azioni di un padre e di una donna malata
“Si intrecciano due storie” nel Vangelo di Marco, “quella di una ragazza di dodici anni, che è a letto malata e sta per morire; e quella di una donna, che, proprio da dodici anni, ha perdite di sangue”, spiega Leone XIV. Sia il padre di questa giovane, che la donna malata, operano e si muovono per cercare una soluzione alle loro difficoltà. Il primo “non rimane in casa a lamentarsi per la malattia della figlia, ma esce e chiede aiuto” e non usa la sua posizione come capo della sinagoga per passare davanti ad altri. “Non perde la pazienza e aspetta”, continua il Papa. La donna emorroissa invece, “con grande coraggio”, decide di cambiare la sua vita, nonostante “tutti continuavano a dirle di rimanere a distanza, di non farsi vedere” a “l’avevano condannata a rimanere nascosta e isolata”.
A volte anche noi possiamo essere vittime del giudizio degli altri, che pretendono di metterci addosso un abito che non è il nostro. E allora stiamo male e non riusciamo a venirne fuori.
L’atto di fede della donna
Ma entrambi questi personaggi si appoggiano alle loro fede in Gesù. Il padre quando “vengono a dirgli che sua figlia è morta ed è inutile disturbare il Maestro” continua “ad avere fede e a sperare”, ribadisce il Pontefice. La donna “imbocca la via della salvezza quando germoglia in lei la fede che Gesù può guarirla”. Leone XIV si interroga su come tanti nella folla toccavano Cristo, ma solo lei viene guarita nel momento in cui sfiora la sua veste. “Dove sta la differenza?”, domanda. E risponde spiegando che “ogni volta che facciamo un atto di fede indirizzato a Gesù, si stabilisce un contatto con Lui e immediatamente esce da Lui la sua grazia”. Delle volte “non ce ne accorgiamo”, ma il Pontefice insiste che “in modo segreto e reale la grazia ci raggiunge e da dentro piano piano trasforma la vita”.
Forse anche oggi tante persone si accostano a Gesù in modo superficiale, senza credere veramente nella sua potenza. Calpestiamo la superficie delle nostre chiese, ma forse il cuore è altrove! Questa donna, silenziosa e anonima, vince le sue paure, toccando il cuore di Gesù con le sue mani considerate impure a causa della malattia. Ed ecco che subito si sente guarita. Gesù le dice: “Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace”
L’importanza di stare vicino ai giovani
Il Pontefice prosegue rammentando le parole che Gesù dice al padre, ovvero “non temere” e di avere fede, quando scopre che la figlia è morta. Cristo entra poi nella stanza della giovane e le dice: “Talità kum, ‘Fanciulla, alzati!’” e lei “si alza in piedi e si mette a camminare”. “Quel gesto di Gesù ci mostra che Lui non solo guarisce da ogni malattia, ma risveglia anche dalla morte”, rimarca il Papa. “Per Dio, che è Vita eterna, la morte del corpo è come un sonno”. E mette in guarda invece su “la morte vera”, ovvero “quella dell’anima: di questa dobbiamo avere paura!”. Leone XIV sottolinea anche come Gesù dice ai genitori di dare da mangiare alla bambina dopo averla risuscitata, un “altro segno molto concreto della vicinanza di Gesù alla nostra umanità” ma anche un punto di interrogazione più profondo su come parlare ai giovani di oggi, spesso i primi a sentirsi persi o scoraggiati dalla vita.
Quando i nostri ragazzi sono in crisi e hanno bisogno di un nutrimento spirituale, sappiamo darglielo? E come possiamo se noi stessi non ci nutriamo del Vangelo? Cari fratelli e sorelle, nella vita ci sono momenti di delusione e di scoraggiamento, e c’è anche l’esperienza della morte. Impariamo da quella donna, da quel padre: andiamo da Gesù: Lui può guarirci, può farci rinascere

Giovedì 26 giugno 2025
h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
+ h. 9.oo: BREVE PENSIERO DI PADRE LIVIO
+ h. 9.05: COMMENTO AL MESSAGGIO
+ 9.35: EDITORIALE
La Madonna vuole il ritorno sulla collina delle apparizioni
h. 10.05: VOI SIETE LA MIA SPERANZA (8)
Nuova puntata del libro di spiritualità
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🔴LIVE🔴 COMMENTO DI PADRE LIVIO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE – 25 GIUGNO 2025
Di Padre Livio Fanzaga
il 25 Giugno 2025
in COMMENTO AI MESSAGGI DELLA REGINA DELLA PACE