Mese: Giugno 2025 Pagina 3 di 31
Il Papa incontra nella Basilica di San Pietro circa 5 mila fedeli della Chiesa greco-cattolica, a Roma dall’Ucraina e altri Paesi in pellegrinaggio giubilare, e loda la fede di questa terra “fecondata dalla testimonianza di tanti santi” e “irrigata con il sangue di molti martiri”. Il Pontefice esorta a confidare in Dio: “È con noi e la vita vincerà contro la morte”. Al Signore il Papa affida “i desideri di pace e serenità”. Poi saluta e benedice alcune madri dei soldati caduti al fronte
Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano – 28 Giugno 2025
Vicinanza alla “martoriata Ucraina”, quindi ai bambini, ai giovani, agli anziani, alle famiglie che piangono i propri cari. Dolore per i prigionieri e per le vittime di “questa guerra insensata”. Sono un abbraccio le parole che Papa Leone XIV rivolge ai circa 5 mila fedeli ucraini venuti a Roma da diversi Paesi del mondo per il pellegrinaggio giubilare della Chiesa Greco-cattolica ucraina. Il Papa li ha incontrati stamattina nella Basilica di San Pietro, dove il gruppo di fedeli – tra cui sono presenti tutti i vescovi dell’UGC – si è riunito dopo aver svolto in mattinata la processione da via della Conciliazione verso la Porta Santa, seguendo la Croce giubilare. Alle 12.30 a San Pietro si celebra invece la Divina Liturgia presieduta da Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyč, e animata dal famoso coro maschile ucraino Dudary.
Non perdere la fede e la speranza
A suggello della intensa mattinata, il Papa – che ha benedetto alcune madri dei soldati caduti al fronte – ha voluto dare il suo personale saluto a questa gente, in rappresentanza di un popolo che da oltre tre anni patisce le conseguenze dell’aggressione russa. Un breve saluto, quello del Pontefice, per lodarne e incoraggiarne la fede ora “messa a dura prova”.
Molti di voi, da quando è iniziata la guerra, sicuramente si sono chiesti: Signore, perché tutto questo? Dove sei? Che cosa dobbiamo fare per salvare le nostre famiglie, le nostre case e la nostra Patria?
“Credere non significa avere già tutte le risposte, ma confidare che Dio è con noi e ci dona la sua grazia, che Egli pronuncerà l’ultima parola e la vita vincerà contro la morte”, assicura il Papa. Ed esorta a non perdere la speranza, quella testimoniata attraverso questo pellegrinaggio che, sottolinea, “è segno del desiderio di rinnovare la fede, di rafforzare il legame e la comunione con il Vescovo di Roma”. La speranza “non delude”, rimarca Papa Leone, ricordando le parole di san Paolo scelte dal predecessore Francesco per la bolla di indizione del Giubileo in corso.

Dall’Ucraina in pellegrinaggio a Roma: portiamo speranza al nostro Paese che soffre
Circa cinquemila fedeli hanno preso parte oggi a Roma al Giubileo della Chiesa greco-cattolica ucraina. Dopo il pellegrinaggio alla Porta Santa della Basilica di San Pietro e…
L’invito del Giubileo
La speranza non delude “perché nasce dall’amore di Cristo che è stato riversato nei nostri cuori dallo Spirito Santo”, aggiunge Leone XIV. E il Giubileo, afferma, “ci chiama a diventare pellegrini di tale speranza in tutta la nostra vita, nonostante le avversità del momento presente”.
Il viaggio a Roma, con il passaggio delle Porte Sante e le soste presso le tombe degli Apostoli e dei Martiri, è il simbolo di questo cammino quotidiano, proteso verso l’eternità, dove il Signore asciugherà ogni lacrima e non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno

Il Papa nella Basilica di San Pietro per l’incontro con i fedeli della Chiesa greco-cattolica ucraina (@Vatican Media)
Terra irrigata dal sangue dei martiri
“La fede, carissimi, è un tesoro da condividere. Ogni tempo porta con sé difficoltà, fatiche e sfide, ma anche opportunità per crescere nella fiducia e nell’abbandono a Dio”, assicura ancora Papa Prevost, ringraziando quanti sono partiti dalla “bella terra” ucraina, “ricca di fede cristiana, fecondata dalla testimonianza evangelica di tanti santi e sante” e “irrigata con il sangue di molti martiri che lungo i secoli, con il dono della propria vita, hanno sigillato la fedeltà all’Apostolo Pietro e ai suoi Successori”.
Desideri di pace e serenità
Ai fedeli del martoriato Paese, il Pontefice indica l’esempio della Vergine Maria che “con il suo umile e coraggioso ‘sì’ ha aperto la porta alla redenzione del mondo” e ora “ci assicura che anche il nostro ‘sì’, semplice e sincero, può diventare strumento nelle mani di Dio per realizzare qualcosa di grande”.
Dire “sì” oggi può permettere di aprire nuovi orizzonti di fede, di speranza e di pace, soprattutto a tutti quanti sono nel dolore
Al Signore il Papa dice di affidare le intenzioni di tutti i presenti, così come le loro “fatiche e tragedie quotidiane” e, soprattutto, “i desideri di pace e di serenità”.

Il saluto del Papa ai metropoliti ucraini (@Vatican Media)
Saluti e benedizioni
Al termine dell’incontro, dopo il canto del Padre Nostro intonato da Shevchuk e seguito da tutta l’assemblea, Leone XIV saluta il cardinale Mykola Bychok, vescovo dell’Eparchia dei Santi Pietro e Paolo di Melbourne per i cattolici ucraini in Australia, Nuova Zelanda e Oceania, con i suoi 45 anni il più giovane membro del Collegio cardinalizio. Segue poi il saluto a tutti i metropoliti e i vescovi seduti tra le prime file. Gli stessi presuli si raduneranno nei prossimi giorni nel Collegio Pontificio a Roma per il loro Sinodo annuale.
Papa Leone si reca poi verso sul lato destro della Basilica dove sono sedute quattro donne, in lacrime già da prima dell’arrivo del Pontefice. Sono le mamme dei soldati morti durante il conflitto. Una di loro tiene in mano la foto del figlio, un’altra si stringe la mano sul petto. Piangono mentre stringono una ad una le mani del Papa, il quale consegna a tutte un Rosario. Poi invoca pace su di loro e porge la sua benedizione.
Vangelo
Tu sei Pietro, a te darò le chiavi del regno dei cieli.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 16,13-19
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Parola del Signore
di Andrea Nicastro – Corriere della Sera – 28 Giungo 2025
Il presidente Usa: Iran, Paese senza futuro. Secondo la «Cnn» c’è una proposta da 30 miliardi sul nucleare
Da quando sostiene di aver «cancellato» i progetti atomici iraniani, Donald Trump cerca di rendere stabile la tregua tra il blocco israelo-americano e la Repubblica islamica d’Iran. Ieri il presidente ha usato il bastone e la carota. Poi altro bastone. «La guerra l’abbiamo vinta noi — attacca Trump in conferenza stampa —. L’ayatollah Khamenei dica la verità», visto che, ecco la carota, «è un uomo di grande fede e molto rispettato nel suo Paese». Un «endorsement», un appoggio, che farà arrabbiare gli oppositori del regime clerico-militare. Un giornalista chiede: che farebbe se gli iraniani riprendessero ad arricchire uranio? «Non avrei dubbi a bombardare di nuovo» risponde Trump. Per questo Teheran «deve tornare ad aprirsi alle ispezioni dell’Aiea, l’Agenzia per l’energia atomica, o qualche altro organismo di fiducia» degli Stati Uniti.
Secondo la Cnn, Washington avrebbe consegnato, prima dei bombardamenti del 13 giugno, una proposta da 30 miliardi per riaprire le trattative sul nucleare. I soldi arriverebbero da conti di Teheran congelati all’estero e investimenti di Paesi arabi nel nucleare civile. In cambio, gli Usa pretenderebbero la rinuncia all’arricchimento dell’uranio. La Repubblica islamica dovrebbe quindi importare il materiale radioattivo. L’Iran si è sempre rifiutato. A sera, sul suo social Truth, Trump è tornato sugli stessi concetti. Cambiando tono. «Sapevo esattamente dove si trovava Khamenei e non ho permesso che lo colpissero. Nell’atto finale della guerra, ho chiesto a Israele di richiamare gli aerei. Erano diretti a Teheran, in cerca del grande giorno, forse il colpo di grazia! Khamenei non ha bisogno di dire “Grazie, presidente Trump!”, però l’ho salvato da una morte brutta e ignominiosa, da uomo di fede dovrebbe almeno dire la verità. Lavoravo alla rimozione delle sanzioni, ma sono stato colpito da una dichiarazione di rabbia, odio e disgusto — di Khamenei — e ho rinunciato» all’idea. I governanti iraniani, scrive Trump, «sono sempre così arrabbiati, ostili e infelici, e guarda cosa hanno ottenuto: un Paese bruciato, senza futuro, un esercito decimato, un’economia orribile e morte tutt’attorno. Si ottiene più col miele che con l’aceto».
L’Iran mantiene una postura altrettanto dura. Sul suo sito, il presidente Masud Pezeshkian ha scritto che «l’Onu e l’Agenzia internazionale per l’energia atomica devono adottare un atteggiamento più responsabile nei confronti di aggressori e guerrafondai». Poi in un videomessaggio al Forum economico eurasiatico in Bielorussia ha affermato che il confronto armato avrebbe potuto degenerare in una «guerra su vasta scala e incontrollabile» se l’atteggiamento iraniano fosse stato diverso.
Un’indiretta conferma di trattative sotto banco arriva dall’ambasciatore iraniano all’Onu. L’Iran «è pronto a collaborare a un consorzio regionale sull’atomo purché parte degli impianti siano sul nostro territorio».

Nome: Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria
Titolo: Ammirabile Cuore della Madre di Dio
Ricorrenza: 28 giugno
Tipologia: Commemorazione
Questa festa fu istituita nel 1945 a perenne ricordo della consacrazione della Chiesa e del genere umano al Cuore Immacolato di Maria fatta da Pio XII nel 1942, allorché quasi tutte le nazioni erano provate da atrocissima guerra.
La devozione al Cuore ammirabile della Madre di Dio è antichissima nella Chiesa. In S. Luca si hanno i primi accenni ai segreti tesori di quell’amabilissimo Cuore. Anche i Ss. Padri ed i Dottori celebrano spesso le lodi del Cuore ammirabile della Madre di Dio. Nel Medioevo questa soave devozione fu rivelata a Santa Matilde ed a S. Gertrude e da esse coltivata con trasporto e diffusa mediante i loro scritti. Anche S. Bernardino da Siena ne fu entusiasta. Ma il vero padre, l’apostolo ed il dottore di questa devozione è S. Giovanni Battista Eudes (1601-1680). Egli fu il primo che « non senza una divina ispirazione » (come si espresse S. Pio X nel decreto di beatificazione) pensò di tributare il culto liturgico al Cuore purissimo di Maria, componendo egli stesso la Messa e l’Ufficio. E questa devozione lasciò in eredità alle sue due famiglie religiose: la Congregazione di N. S. della Carità e quella di Gesù e Maria. Su questa devozione scrisse pure il prezioso trattato: Il Cuore ammirabile della SS. Madre di Dio.
La devozione poi andò crescendo insieme a quella del Sacro Cuore di Gesù, e dal secolo XVII in poi, molte famiglie religiose si dedicarono in modo speciale ad onorare questo Cuore amabilissimo. Nel secolo scorso, la devozione alla « medaglia miracolosa », che porta sul retro i due cuori di Gesù e di Maria, fu una potente spinta verso il carattere di « riparazione » che questa devozione doveva prendere specialmente dopo le rivelazioni di Fatima.
Difatti la Vergine SS., apparendo ai tre fortunati pastorelli, disse: Per la salvezza dei peccatori Iddio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato, e se sarà fatto quanto io vi dirò, molte anime si salveranno. E chiedeva preghiere: Rosario quotidiano, Comunione riparatrice nei primi Sabati del mese, penitenze: quelle imposte dal proprio dovere compiuto diligentemente e fedelmente, l’accettazione delle croci che il Signore ci manda, penitenze anche volontarie, come la rinuncia a qualche comodità, e la mortificazione in qualche piacere anche lecito…
Ella stessa insegnò questa preghiera: « O Signore, è per vostro amore, per la conversione dei peccatori ed in riparazione delle ingiurie commesse contro l’Immacolato Cuore di Maria… » e la consacrazione di se stessi e di tutto il mondo al suo Cuore Immacolato.
PRATICA. Consacriamoci al Cuore Immacolato di Maria ed oggi facciamo una mortificazione volontaria per la conversione dei peccatori.
PREGHIERA. O Dio onnipotente ed eterno che preparasti nel Cuore della Beata Vergine Maria una degna dimora dello Spirito Santo, concedi propizio a noi che celebriamo devotamente la festa del suo Cuore Immacolato di vivere secondo il tuo cuore.
MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria del Cuore Immacolato della beata Vergine Maria: serbando nel proprio cuore la memoria dei misteri di salvezza compiuti nel suo Figlio, ne ha atteso con fiducia il compimento in Cristo.
CONSACRAZIONE AL
CUORE IMMACOLATO DI MARIA
O Maria, Vergine potente e Madre di misericordia, Regina del cielo e rifugio dei peccatori, noi ci consacriamo al vostro Cuore Immacolato. Vi consacriamo il nostro essere e tutta la nostra vita, tutto ciò che abbiamo, tutto ciò che amiamo, tutto ciò che siamo. Vostri siano i nostri corpi, i nostri cuori, le anime nostre, le nostre abitazioni, le nostre famiglie, la nostra Patria. Vogliamo che tutto ciò che è in noi e attorno a noi Vi appartenga e sia partecipe delle vostre materne benedizioni. E affinché questa consacrazione sia veramente efficace e duratura, rinnoviamo oggi, ai piedi vostri, o Maria, le promesse del Battesimo e della prima Comunione.
Ci obblighiamo di professare con coraggio e sempre, le verità della fede, di vivere da veri cattolici, sottomessi interamente a tutte le norme del Papa e dei Vescovi uniti a Lui. Ci obblighiamo di osservare i comandamenti di Dio e della Chiesa e in modo particolare la santificazione delle feste. Ci obblighiamo di fare entrare nella nostra vita, per quanto ci sarà possibile, le pratiche consolatrici della religione cristiana e soprattutto la santa Comunione. Vi promettiamo, finalmente, o gloriosa Madre di Dio e tenera Madre degli uomini, di impiegare tutto il nostro cuore nel servizio del vostro culto benedetto, per sollecitare ed assicurare, mediante il dominio del vostro Cuore Immacolato, il dominio del Cuore adorabile del Figlio vostro nelle anime nostre ed in tutte le anime, nella nostra cara nazione e in tutto l’universo; così sia in terra come in cielo. Così sia.
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