"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Giugno 2025 Pagina 13 di 31

🔴LIVE🔴 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🔴LIVE🔴 VOI SIETE LA MIA SPERANZA – Catechesi di P. Livio – Puntata 3

Loading the player...

🔴LIVE🔴RADIO MARIA DONO DI MARIA PER QUESTO TEMPO – Editoriale di Padre Livio – 07/06/2025

Loading the player...

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Giovedì 19 Giugno  2025

h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

°°°°°°°°°°°°

+ h. 9.oo: ATTUALITA’ NEL MONDO E NELLA CHIESA

Breve prospetto degli eventi più importanti

°°°°°°°°°°°°

+9.30 RADIO MARIA DONO DI MARIA PER QUESTO TEMPO

Editoriale di Padre Livio per gli Esercizi Spirituali dei Direttori di Radio Maria

+h. 10.00  VOI SIETE LA MIA SPERANZA (3)

Versione radiofonica dell’ultimo libro di Padre Livio

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

+Segue radio giornale vaticano

+H 14.00. Novena in preparazione all’anniversario in collegamento con la collina delle apparizioni. Salita recitando il Santo Rosario e  i sette Pater Ave e Gloria davanti alla statua della Madonna.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°

DAI UNA MANO ALLA EVANGELIZZAZIONE DI RADIO MARIA IN ITALIA E NEL MONDO

+Bonifico Bancario  Intestato a: Radio Maria ETS, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)

Banca Intesa Sanpaolo filiale di Milano – IBAN: IT26 H030 6909 6061 0000 0126 574

+Conto corrente postale – N. 1 4 5 2 2 2 2 1

Intestato a: Associazione Radio Maria, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)

+ 5×1000 per i progetti di Radio Maria: C. F. 94023530150

RITAGLI DI PAGINE INEDITE

TROVI LE PUNTATE PRECEDENTI NELLA SEZIONE “CATECHESI DI PADRE LIVIO”

NOVITÀ estrapolazioni da ascoltare ritagli di pagine inedite dal LIBRO di P.LIVIO: “VOI SIETE LA MIA SPERANZA”
{Qui nella versione radiofonica a cura di Roberta
IL LIBRO è DISPONIBILE su
TUTTI gli STORE ONLINE
con messaggio WhatsApp: 031 610610
e-mail [email protected]
segreteria: 031 610600 e
nelle LIBRERIE!

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 371 – LA MATERNITA’ DI MARIA VERSO LA CHIESA – IL CULTO DELLA SANTA VERGINE – MARIA ICONA DELLA CHIESA

Loading the player...

Leone XIV: la vita è nelle nostre mani, diamo voce al desiderio di guarigione

L’immobilismo, interiore ed esteriore, è al centro della catechesi dell’udienza generale del Papa, la quinta dall’inizio del suo pontificato. Attraverso la figura evangelica del paralitico, invita a superare ogni “visione fatalistica”, esortando ciascuno a rialzarsi e ad assumersi “la responsabilità di scegliere quale strada percorrere”. Il Pontefice chiede di pregare per “chi non vede vie d’uscita”

Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano

Le paralisi del corpo e dell’anima, i vicoli ciechi dell’esistenza, esterni e interiori. Blocchi invisibili che soffocano il respiro di chi vuole ancora “sperare”, insinuando l’idea amara che attendere, desiderare, sognare sia ormai inutile. Immobilità antiche, generate da delusioni tanto profonde da intorpidire “anche la volontà di guarire”. A volte ci si sente schiacciati sotto il peso di un “destino avverso”, e la “lotta” pare già perduta, sepolta sotto una “visione fatalistica” della vita. Eppure, proprio da quel fondo silenzioso, si leva il “desiderio più vero e profondo”: rialzarsi. Un anelito sommesso, ma vivo, cui è essenziale “dare voce”.

È un appello al coraggio quello che Papa Leone XIV rivolge ai fedeli riuniti numerosi in Piazza San Pietro questa mattina, 18 giugno, nella quinta udienza generale del suo pontificato. È un invito, quello del Pontefice, a uscire dalle proprie stasi, a non cedere alla rassegnazione.

Paralisi e vicoli ciechi

La catechesi si sviluppa a partire dalla continua contemplazione di “Gesù che guarisce”. In questa occasione, il Papa si sofferma sulle situazioni di stallo esistenziale, quelle in cui si avverte il soffocamento di un “vicolo cieco”.

A volte ci sembra infatti che sia inutile continuare a sperare; diventiamo rassegnati e non abbiamo più voglia di lottare.

Uno stato d’animo che i Vangeli incarnano con l’immagine della paralisi. Ed è proprio sulla guarigione del paralitico, narrata nel capitolo quinto del Vangelo di Giovanni, che Leone XIV concentra la sua riflessione.

La speranza dei malati

L’episodio si svolge a Gerusalemme, durante una festa dei Giudei. Gesù “non si reca subito al tempio”, sottolinea il Papa, ma “si ferma invece presso una porta” adibita al lavaggio delle pecore destinate al sacrificio. Nelle vicinanze, stazionavano anche numerosi malati. Un dettaglio importante: “a differenza delle pecore, erano esclusi dal tempio perché considerati impuri”. Nel loro “dolore”, è quindi Gesù a farsi prossimo.

La Chiesa, immagine di guarigione

Gli infermi nutrivano speranza “in un prodigio che potesse cambiare la loro sorte”. La piscina di Betzatà – ovvero “casa della misericordia” – era ritenuta possedere acque taumaturgiche, capaci di guarigione. Quando esse si muovevano, si credeva che il primo a immergersi sarebbe guarito. Ne nasceva una “gara tra poveri”, una scena triste: malati che, a fatica, cercavano di trascinarsi verso la piscina. Il Pontefice ne trae una connotazione, invece, positiva, partendo dal significato originario della piscina.

Potrebbe essere un’immagine della Chiesa, dove i malati e i poveri si radunano e dove il Signore viene per guarire e donare speranza.

La delusione che scoraggia

Tra quei malati, Gesù si rivolge a un uomo paralizzato da trentotto anni: troppi. “Ormai è rassegnato”, osserva Papa Leone.

In effetti, quello che ci paralizza, molte volte, è proprio la delusione. Ci sentiamo scoraggiati e rischiamo di cadere nell’accidia.

Papa Leone XIV in Piazza San Pietro (@Vatican Media)

“Vuoi guarire?”

La domanda che Gesù gli rivolge sembra banale: “Vuoi guarire?”. Eppure non è così.

È invece una domanda necessaria, perché, quando si è bloccati da tanti anni, può venir meno anche la volontà di guarire. A volte preferiamo rimanere nella condizione di malati, costringendo gli altri a prendersi cura di noi. È talvolta anche un pretesto per non decidere cosa fare della nostra vita. Gesù rimanda invece quest’uomo al suo desiderio più vero e profondo.

“Perché differire ancora la guarigione?”

La risposta è, infatti, eloquente, e delinea la “visione della vita” del paralitico. “Non ha nessuno che lo immerga”, dice innanzitutto.

La colpa quindi non è sua, ma degli altri che non si prendono cura di lui. Questo atteggiamento diventa il pretesto per evitare di assumersi le proprie responsabilità. Ma è proprio vero che non aveva nessuno che lo aiutasse?

A rispondere è Sant’Agostino: “Sì, per essere guarito aveva assolutamente bisogno di un uomo, ma di un uomo che fosse anche Dio. È venuto dunque l’uomo che era necessario; perché differire ancora la guarigione?”

Alzarsi e risollevarsi

Il paralitico lamenta anche che qualcuno sempre lo precede nell’acqua. Una “visione fatalistica” dell’esistenza – sottolinea Leone XIV – che si radica quando pensiamo che le cose capitino solo per sfortuna o “destino avverso”.

Quest’uomo è scoraggiato. Si sente sconfitto nella lotta della vita. Gesù invece lo aiuta a scoprire che la sua vita è anche nelle sue mani. Lo invita ad alzarsi, a risollevarsi dalla sua situazione cronica, e a prendere la sua barella.


Scegliere la strada da percorrere

Quel lettuccio non va dimenticato o ignorato: è “storia” di un passato, di una malattia che fino a quel momento rappresentava un ostacolo, costringendo quella persona a “giacere come un morto”.

Ora è lui che può prendere quella barella e portarla dove desidera: può decidere cosa fare della sua storia! Si tratta di camminare, prendendosi la responsabilità di scegliere quale strada percorrere. E questo grazie a Gesù!

Pregare per chi è paralizzato

Leone XIV conclude, quindi, esortando ciascun fedele a domandare al Signore “il dono di capire dove la nostra vita si è bloccata”.

Proviamo a dare voce al nostro desiderio di guarire. E preghiamo per tutti coloro che si sentono paralizzati, che non vedono vie d’uscita. Chiediamo di tornare ad abitare nel Cuore di Cristo che è la vera casa della misericordia!

Papa Leone XIV: “Il cuore della Chiesa è straziato per le grida che si levano dai luoghi di guerra”

Appello del Pontefice per Ucraina, Iran, Israele e Gaza e per tutti i luoghi dove si combatte

Papa Leone XIV |  | Daniel Ibanez EWTNPapa Leone XIV | | Daniel Ibanez EWTN

Di Marco Mancini

Città del Vaticano, mercoledì 18 giugno 2025, 11:02 (ACI Stampa).

Prima di concludere l’udienza generale, il Papa ha voluto lanciare un nuovo accorato appello per la pace.

Il cuore della Chiesa è straziato per le grida che si levano dai luoghi di guerra, in particolare dall’Ucraina, dall’Iran, da Israele da Gaza. Non dobbiamo – ha esortato Papa Leone – abituarci alla guerra, Anzi, bisogna respingere come una tentazione il fascino degli armamenti potenti e sofisticati. In realtà, poiché nella guerra odierna si fa uso di armi scientifiche di ogni genere, la sua atrocità minaccia di condurre i combattenti a una barbarie di gran lunga superiore a quella dei tempi passati“.

Il Papa ha concluso citando due suoi predecessori: “In nome della dignità umana e del diritto internazionale ripeto ai responsabili ciò che soleva dire Papa Francesco: la guerra è sempre una sconfitta, e Pio XII: nulla è perduto con la pace, tutto può esserlo con la guerra”.

🔴LIVE🔴 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Pagina 13 di 31

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy