"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Giugno 2025 Pagina 12 di 31

🔴LIVE🔴 VOI SIETE LA MIA SPERANZA – Catechesi di P. Livio – Puntata 4

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LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Venerdì 20 giugno 2025

h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)


+h. 9.oo: ATTUALITA’ NEL MONDO E NELLA CHIESA

Breve prospetto degli eventi più importanti


+h. 9.30: MEDJUGORJE: PERCHE’ NON HO DUBBI

6. La Madonna ci ha svelato l’azione nascosta di Satana

La straordinaria presenza di Satana nei messaggi della Gospa

E’ il tempo di Satana sciolto dalle catene

La deriva anticristica e il mondo senza Dio

Satana “miete le anime”

Satana vuole distruggere il mondo mediante l’odio e la guerra

Satana vuole prevalere sulla Chiesa con la seduzione e la persecuzione

La lotta contro Satana con la fede, la preghiera e il digiuno

+h. 10.00 VOI SIETE LA MIA SPERANZA (4)

Versione radiofonica dell’ultimo libro di Padre Livio


+Segue radio giornale vaticano

+H 14.00. Novena in preparazione all’anniversario in collegamento con la collina delle apparizioni. Salita recitando il Santo Rosario e i sette Pater Ave e Gloria davanti alla statua della Madonna.


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RITAGLI DI PAGINE INEDITE

TROVI LE PUNTATE PRECEDENTI NELLA SEZIONE “CATECHESI DI PADRE LIVIO”

NOVITÀ estrapolazioni da ascoltare ritagli di pagine inedite dal LIBRO di P.LIVIO: “VOI SIETE LA MIA SPERANZA”
{Qui nella versione radiofonica a cura di Roberta
IL LIBRO è DISPONIBILE su
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🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 372 – CREDO LA REMISSIONE DEI PECCATI – UN SOLO BATTESIMO PER LA REMISSIONE DEI PECCATI – IL POTERE DELLE CHIAVI

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Medjugorje stasera – Solennità del Corpus Domini

Dopo la Messa tutti in processione

🙏🙏OGGI PAPA LEONE FESTEGGIA 43 ANNI DI SACERDOZIO!!!

CARISSIMO PAPA LEONE LA GRANDE FAMIGLIA DI RADIO MARIA SI UNISCE A TUTTA LA CHIESA IN FESTA PER IL SUO 43.MO ANNIVERSARIO DI ORDINAZIONE SACERDOTALE.

LE VOGLIAMO BENE, LA SEGUIAMO E PREGHIAMO OGNI GIORNO PER LA SUA ALTISSIMA MISSIONE DI SUCCESSORE DI PIETRO

🔴 LIVE 🔴Incontro di Padre Livio con la veggente Vicka di Medjugorje – 27 Dicembre 1988

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⭐ACCENDI RADIO MARIA〽💐LIVE DA #MEDJUGORJE : NOVENA SULLA COLLINA DELLE #APPARIZIONI🌹ROSARIO E I SETTE PATER AVE E GLORIA🙏GLI ASCOLTATORI IN DIRETTA TELEFONICA PARTECIPANO ALLA PREGHIERA E STIAMO SALENDO SUL PODBRDO – 031 610610🙏〽

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l ruolo chiave dei pasdaran: un generale al posto di Khamenei? «Per ribaltare il regime ne andrebbero estirpati 2.000»

di Greta Privitera – Corriere della Sera – 19 Giugno 2025

La guerra ha visto crescere il potere della super milizia che costituisce l’ossatura degli apparati di sicurezza interna. L’esperto: «I più influenti sono 2.000, i veri capi 200»

Sulle buste con il logo dei Guardiani della Rivoluzione (Irgc), pilastri fondanti della Repubblica islamica, c’è scritto: «Preparategli contro tutto ciò che potete in termini di forza e di cavalli da guerra, per incutere timore al nemico di Allah». Si tratta del versetto 60, della Sura Al-Anfal, «Il bottino». In questi sette giorni di missili scambiati tra Benjamin Netanyahu e l’ayatollah Ali Khamenei, tra gli scenari messi sul tavolo del futuro del Medio Oriente — che rischiano di assomigliare di più a desideri —, spesso spunta anche il loro nome, quello dei pasdaran.

Gira la notizia che la Guida suprema abbia trasferito una parte significativa dei suoi poteri al Consiglio di comando dell’Irgc. L’avrebbe fatto come atto preventivo per assicurarsi che la gestione della guerra proceda anche se lui venisse ucciso. 

Sono due le ipotesi che vedono le Guardie della Rivoluzione come protagoniste. 
La prima li mantiene al potere: l’ayatollah viene costretto a fare un passo indietro, oppure viene eliminato, e un generale Irgc prende la guida del Paese, magari facendo un accordo con gli Stati Uniti in cui assicura la fine del programma nucleare e missilistico. Un risultato che potrebbe accontentare Netanyahu e l’amico The Donald che lo farebbe passare come una «mission accomplished» — una missione compiuta. Una soluzione che ricorda il destino dell’Egitto di Hosni Mubarak. Nel 2011, durante la «Primavera araba», dovette consegnare il potere al Consiglio Supremo delle Forze Armate, che assunse la gestione del Paese. Per molti iraniani, si tratta di uno degli scenari peggiori da immaginare, perché manterrebbe lo status quo, che significa: repressione, zero diritti, apartheid di genere.

La seconda ipotesi è l’eliminazione della Repubblica islamica. Quello che Saeid Golkar, politologo iraniano esperto di Irgc, definisce «un vero regime change». «Se tra gli obiettivi israeliani e — ormai — americani c’è un cambio di regime, devono eliminare tutto quello che è regime. Vuol dire rimuovere Khamenei e gli alti ranghi dei pasdaran: per ora ne hanno fatti fuori 25».

Le Guardie della Rivoluzione sono composte da circa 180 mila elementi. Duemila, spiega Golkar, sono quelli più influenti. Tra questi, duecento sono i veri vertici. «I duemila devono essere estirpati, gli altri si possono convincere a entrare nell’esercito regolareUn’operazione che non si può fare con i missili dal cielo, ma che necessiterebbe di commando sul campo. Per ora non abbiamo nessun segnale che porti a pensare a qualcosa del genere, ma vista la velocità con cui cambiano gli assetti, tutto è possibile», continua il politologo che non crede invece reale l’ipotesi di un tradimento dei generali.

La fedeltà di questi uomini è cruciale per l’esistenza del regime: difficilmente lo abbandoneranno. 

Sono un compromesso tra un esercito, un impero economico e un ordine religioso. Può entrare a farne parte solo chi proviene dai circoli sciiti e conservatori — tranne per qualche eccezione sunnita. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione nasce nell’aprile del 1979 per volontà di Khomeini, a pochi mesi dalla fondazione della Repubblica islamica. Non sono forze armate qualunque: sono fatte su misura per proteggere — quasi come body guard — i nuovi «padroni» del Paese: gli ayatollah. Spietati, hanno anche il compito di tenere sotto controllo l’esercito regolare ed eliminare chiunque sia fedele alla vecchia dittatura o si opponga alla Rivoluzione: incarcerano, torturano e impiccano gli uomini dei gruppi radicali di sinistra come il Mek e il Partito Tudeh.

Si trasformano in una forza militare più convenzionale nella guerra con l’Iraq, durata dal 1980 al 1988. Alla fine del conflitto, con l’ascesa di Khamenei a Guida suprema, l’Irgc si espande e acquisisce sempre più potere, incorporando i Basij, una milizia volontaria per la repressione interna, e la Forza Quds per operazioni all’estero. Negli anni ’90, l’influenza dell’Irgc si allunga sull’economia, sulla politica e anche sull’edilizia iraniana. Diventano un impero temuto e molto odiato dalla popolazione.

Spiega Golkar che per tenere salda la presa sui pasdaran, Khamenei ha costruito un sistema di controllo che non lascia scampo. Tre leve, spietate e precise, per garantire una lealtà senza compromessi.
Il controspionaggio: ogni soldato, ogni ufficiale, è sotto costante sorveglianza. 
La supervisione ideologica
I privilegi: stipendi più alti e soprattutto l’accesso ai contratti pubblici più lucrosi. 

Una fonte interna all’Iran racconta al Corriere che Khamenei difficilmente cederà alle richieste americane e i pasdaran potrebbero sostenerlo. L’ayatollah potrebbe seguire l’esempio di Saddam Hussein e cambiare spesso nascondiglioSecondo la fonte, se lo uccidessero, il regime rischierebbe di collassare, perché si tratta di un sistema ultra personalistico: tutto gira intorno alla sua figura.

Caterina da Genova, la santa del “Divino Amore”

11 Giugno 2025 ore 10:13

di Roberto de Mattei – Corrispondenza Romana: 1902

Santa Caterina nacque a Genova il 5 aprile 1447, ultima di cinque figli. Suo padre era Giacomo Fieschi, di un’illustre famiglia ligure, che diede alla Chiesa due Papi, Innocenzo IV e Adriano V. La profonda vita interiore di Caterina sbocciò all’età di tredici anni. Si sentiva attratta dal convento, ma obbedendo ai genitori, sposò, nel 1463, a sedici anni, Giuliano Adorno, di una famiglia che a Genova era altrettanto ricca e importante della sua.

Il marito si dimostrò però un uomo dalla vita sregolata, che sperperò i beni familiari nel gioco d’azzardo e la maltrattò, rendendola infelice. Caterina abbandonò la sua vocazione e condusse per molti anni la vita di una donna che cercava rifugio alla sua amarezza nel mondo. Ernest Hello fa un’osservazione che ci fa riflettere, perché si applica alla vita di tante anime chiamate alla santità, che non devono scoraggiarsi nei momenti in cui sembrano trovarsi sull’orlo dell’abisso:

 «C’è nella vita dei santi contemplativi, una serie di false partenze a noi assolutamente inintelligibili. Esitano, brancolano, si sbagliano, avanzano, indietreggiano, cambiano strada. Sembra che perdano tempo. Le vie insondabili per cui sono attratte sembrano d’infinita lunghezza. Ci si chiede perché lo Spirito che le guida non indichi loro immediatamente la strada, corta e diritta, per il traguardo. Perché? La domanda è senza risposta».

 Dopo anni di errori, nell’anima confusa di Caterina scese un improvviso raggio di sole. Il 20 marzo 1473, recatasi alla chiesa di san Benedetto, per confessarsi, inginocchiandosi davanti al sacerdote, «ricevette – come ella stessa scrive – una ferita al cuore, d’un immenso amor di Dio», con una visione così chiara delle sue miserie e dei suoi difetti e, allo stesso tempo, della immensa bontà divina, che quasi ne svenne. Fu una di quelle numerose estasi o rapimenti mistici che si ripeteranno anche in seguito.

Caterina prese la decisione che orientò tutta la sua vita, espressa nelle parole: «Non più mondo, non più peccati». Ebbe l’orrore del peccato e comprese la bellezza della grazia divina. Aveva ventisei anni, ma si abbandonò in modo così totale nelle mani del Signore da vivere, per i successivi venticinque anni – come ella scrive – «senza mezzo di alcuna creatura, dal solo Dio istruita et governata» (Libro de la Vita mirabile et dottrina santa, 117r-118r).  

 Primo effetto di questa svolta spirituale fu la conversione del marito Giuliano, che entrò nei Terziari Francescani. Non avevano figli. Di comune accordo, lasciarono la loro grande dimora e si ritirarono in una casa molto più modesta vicino all’ospedale di Pammatone, il più grande complesso ospedaliero genovese, nel quale Caterina iniziò a servire come sguattera e divenne poi direttrice, caso raro a quel tempo per una donna.

La sua esistenza fu dunque totalmente attiva, nonostante le grazie mistiche che riceveva e la profondità della sua vita interiore. Attorno a lei si formò un gruppo di fedeli discepoli, tra i quali di distinse il notaio genovese Ettore Vernazza, sposato con tre figlie ma che, come lei, scelse di seguire interamente il Signore, servendo gli ammalati. Insieme fondarono a Genova, nel 1497, la Compagnia del Divino amore, prima di una rete spirituale di confraternite, che presto avrebbe coperto l’Italia. L’associazione era composta soprattutto di laici, che in segreto, si dedicavano ad un fervente apostolato nei confronti di poveri, malati e infermi, ma soprattutto a radicare nell’unione dei cuori, «il divino amore, cioè la carità». 

Fra le prove per le quali Dio fece passare Caterina, fu quella di non trovare spesso persona che potesse comprenderla e consigliarla. Negli ultimi anni della sua vita patì una malattia straordinaria alla quale i medici non potevano trovar rimedio. Era come un martirio continuo. Nelle feste dei santi sentiva tutti i dolori che questi santi avevano sofferto. Negli ultimi tempi non poteva prendere altro cibo che la Santa Comunione, ricevuta ogni giorno, cosa allora non comune. 

La morte «dolce e soave e bella» arrivò il 15 settembre 1510, quando aveva 63 anni. Fu sepolta nella chiesa della Santissima Annunziata a Genova, oggi nota come chiesa di Santa Caterina da Genova. Fu proclamata beata nel 1675 da papa Clemente X e canonizzata nel 1737 da papa Clemente XII. Nel 1943, Pio XII la dichiarò patrona secondaria degli ospedali italiani.

La sua Vita, il Dialogo spirituale e il Trattato del purgatorio, sono le opere che ne compendiano la profonda dottrina. Parlando ai suoi figli spirituali disse: «Se parlo dell’amore mi pare di insultarlo, tanto le mie parole sono lontane dalla realtà. Sappiate solo che se una goccia di ciò che contiene il mio cuore cadesse nell’Inferno, l’inferno sarebbe cambiato in Paradiso». 

L’influenza spirituale di santa Caterina da Genova e delle Compagnie del Divino Amore fu più profonda di quanto ella avrebbe mai potuto immaginare. Alla Compagnia del Divino Amore di Roma appartenne e si alimentò san Gaetano di Thiene, fondatore dei Teatini, il primo istituto religioso di sacerdoti che, pur professando i voti religiosi, non facevano vita conventuale, ma svolgevano il loro apostolato nel mondo. Al loro modello di vita religiosa si ispirarono, nel XVI secolo, i Barnabiti di sant’Antonio Zaccaria, i Somaschi di san Girolamo Emiliani, e i Ministri degli Infermi di san Camillo de’ Lellis, inaugurando nella Chiesa, l’esperienza dei “chierici regolari”, caratterizzata dalla ricerca della perfezione evangelica nell’equilibrio tra la contemplazione e l’azione.

Le regole dei chierici regolari prevedevano che essi non potessero essere “questuanti”, ovvero che non potessero domandare sostegno finanziario, ma dovessero vivere solo di ciò che ricevevano senza chiedere. Ciò sviluppò nella loro congregazione ed in altre, quell’abbandono alla Divina Provvidenza, che contraddistingue la spiritualità italiana.

 Caterina da Genova, la santa del Divino Amore, può essere considerata, all’alba del Cinquecento, la madre spirituale di una invisibile corrente di santità che salvò l’Italia dai veleni dell’umanesimo e del luteranesimo, riverberandosi nei secoli successivi fino ai nostri giorni. 

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