Mese: Maggio 2025 Pagina 26 di 34
Quando era Vescovo della Diocesi dove vi é la Sede di Radio Maria
“Cari fratelli e sorelle, volontari di Radio Maria a Chiclayo, è un piacere potervi salutare in questo momento per darvi, soprattutto, la benedizione del Signore. Voi che svolgete un lavoro meraviglioso di evangelizzazione, attraverso la radio, attraverso Radio Maria. State anche sostenendo questo grande progetto, che è quello di portare la pace al mondo, far conoscere il Vangelo, far vivere nell’amore di Cristo. Che Dio benedica tutti voi, che il Signore sia la vostra forza nel servizio alla Chiesa e nella nostra regione di Lambayeque.”

Caro Padre Livio,
il Sacratissimo Cuore di Gesù, unico Cristo e Redentore, trafitto da freccia (sulla S. Scrittura e con essa la Chiesa), e il grande giglio su azzurro della Purissima, Beatissima Vergine Maria, nei due campi uguali, distinti ma congiunti, quasi “incrociati”; il campo di Maria sopra quasi “protagonista” dell’attuale Tempo…
Le sembrerebbe un icastico richiamo proprio della futura e prossima realizzazione, con Medjugorje, di Fatima, verso il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria…?
Un caro saluto
Luigi
Venerdì 9 maggio 2025
h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
h. 9.00: LEONE XIV DONO DI MARIA
Un Papa saldo nella fede
Un Papa per la pace di Cristo
Un Papa missionario
Un Papa umile e sensibile ai bisogni della gente
Un Papa mariano
Maria lo ha preparato per una grande missione
h. 9.20: I DONI DELLO SPIRITO SANTO (4)
h. 9.45: IL MIRACOLO DELLA CONVERSIONE (32)
BLOG: blogdipadrelivio.it
Il Diario radiofonico quotidiano (74)
Ritagli di pagine inedite – Sono vostra Madre e vi amo – (17) –Dizione: Roberta
Lettera di Radio Maria a Leone XIV
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Cari amici,
è proprio vero, come affermava San Giovanni Paolo II, che il Soprannaturale sorprende. Ho avuto infatti un soprassalto al cuore quanto ho sentito quel nome che ignoravo, ma soprattutto quando ho visto quel volto di persona semplice, schietta e amabile che mai avrei immaginato.
Ha trattenuto a stento le lacrime quando la folla, incerta dopo quel nome inaspettato, si è ripresa e ha incominciato ad applaudire, presa da improvvisa simpatia. Ma anch’io a stento ho trattenuto le lacrime di commozione e di gioia sincera.
Penso che la Madonna non poteva fare alla Chiesa un regalo migliore. Grazie anche ai Cardinali che si sono lasciati guidare dallo Spirito, dando l’impressione di una Chiesa capace di camminare insieme nella medesima direzione.
Il Papa è il Papa, è il Successore di Pietro e il rappresentante di Cristo Buon Pastore.
Radio Maria, come ha sempre fatto nella sua storia di servizio alla Chiesa, prega per il Papa, lo aiuta e lo ama.
Santità, le chiediamo umilmente la sua apostolica benedizione.
Suo Dev.mo Padre Livio – Direttore di Radio Maria

di Redazione Online – Asia News – 8 Maggio 2025
Robert Francis Prevost, nato a Chicago, ha doppia cittadinanza, statunitense e peruviana, è stato stretto collaboratore di Francesco. La sua caratteristica è la capacità di dialogo. Ha 69 anni ed è stato a lungo in Perù. È membro degli Agostiniani

Il cardinale Robert Francis Prevost è il nuovo Papa. Ha scelto per sé il nome di Leone XIV. Nato a Chicago, 69 anni, è una figura di spicco nel panorama dell’episcopato americano. Stretto collaboratore di Francesco per essere stato Prefetto del Dicastero per i vescovi, è il primo Papa statunitense. Il meno «statunitense» tra i porporati statunitensi (il secondo gruppo più consistente), ha un passato di missionario e conosce bene l’America Latina.
Membro dell’Ordine degli Agostiniani, dal 2001 al 2013 è stato priore generale della Congregazione e vescovo di Chiclayo, in Perù. Ora guida il Dicastero per i vescovi ed è presidente della Pontificia commissione per l’America Latina.
Ha un profilo centrista e pragmatico, capace di mediare fra le diverse anime dell’America cattolica. Ha una profonda sensibilità verso le tematiche sociali e culturali e potrebbe dare continuità ad un pontificato orientato verso il dialogo.
Il discorso e le prime parole: «La pace sia con voi»
«La pace sia con tutti voi», ha detto, appena eletto. «Questo è il primo saluto del Cristo risorto, il buon Pastore. Vorrei che la pace raggiungesse le vostre famiglie, tutti i popoli, tutta la terra. La pace sia con voi. Una pace disarmata, disarmante, umile. Dio ci ama tutti, incondizionatamente».
«Ancora conserviamo nelle nostre orecchie la voce di papa Francesco, che benediceva Roma, e il mondo intero, il giorno di Pasqua. Consentitemi di dar seguito a quella stessa benedizione. Dio ci vuole bene, Dio vi ama tutti. E il male non prevarrà: siamo tutti nelle mani di Dio. Pertanto senza paura, uniti mano nella mano con Dio e tra di noi, andiamo avanti. Siamo discepoli di Cristo, Cristo ci precede. Il mondo ha bisogno della sua luce. L’umanità necessita di lui come il ponte per essere raggiunti da Dio e dal suo amore. Aiutateci a costruire ponti, con il dialogo, per essere sempre in pace. Grazie a Papa Francesco». «Vorrei isolare tutti i fratelli cardinali che hanno scelto me per essere successore di Pietro, per camminare insieme a voi per cerare la pace, la giustizia, e lavorare con gli uomini e le donne, fedeli a Gesù Cristo, per essere missionari». «Sono un figlio di Sant’Agostino, Agostiniano. E con voi sono cristiano, per voi Vescovo. Alla Chiesa di Roma un saluto speciale. Dobbiamo cercare insieme di essere una Chiesa missionaria, che costruisce ponti, dialogo, come questa piazza aperta a ricevere tutti coloro che ne hanno bisogno».
Poi un saluto in spagnolo alla sua diocesi, in Perù. E, tornando all’italiano: «Vogliamo essere una Chiesa vicina a coloro che soffrono». Infine il passaggio sulla Madonna di Pompei, e la preghiera dell’Ave Maria insieme ai fedeli.
La biografia del nuovo Papa
È nato il 14 settembre 1955 a Chicago (Illinois, Stati Uniti). Nel 1977 è entrato nel noviziato dell’Ordine di Sant’Agostino, nella provincia di Nostra Signora del Buon Consiglio, a Saint Louis.
Il 29 agosto 1981 ha emesso i voti solenni. Ha studiato presso la Catholic Theological Union di Chicago, diplomandosi in Teologia.
A 27 anni è stato inviato dall’Ordine a Roma per studiare Diritto Canonico presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (l’Angelicum). Ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 19 giugno 1982.
Ha conseguito la Licenza nel 1984, quindi è stato inviato a lavorare nella missione di Chulucanas, a Piura, in Perù (1985-1986). Nel 1987 ha conseguito il Dottorato ed eletto direttore delle vocazioni e direttore delle missioni della Provincia Agostiniana «Madre del Buon Consiglio» di Olympia Fields, in Illinois (USA).
Nel 1988 è stato inviato nella missione di Trujillo come direttore del progetto di formazione comune degli aspiranti agostiniani dei Vicariati di Chulucanas, Iquitos e Apurímac. Lì è stato priore di comunità (1988-1992), direttore della formazione (1988-1998) e insegnante dei professi (1992-1998). Nell’Arcidiocesi di Trujillo è stato vicario giudiziario (1989-1998), professore di Diritto Canonico, Patristica e Morale nel Seminario Maggiore «San Carlos e San Marcelo».
Nel 1999 è stato eletto priore provinciale della Provincia «Madre del Buon Consiglio» (Chicago). Dopo due anni e mezzo, il Capitolo generale ordinario lo ha eletto priore generale, ministero che l’Ordine gli ha nuovamente affidato nel Capitolo generale ordinario del 2007.
Nell’ottobre 2013 è tornato nella sua Provincia (Chicago) per essere insegnante dei professi e vicario provinciale; incarichi che ha ricoperto fino a quando Papa Francesco lo ha nominato, il 3 novembre 2014, amministratore apostolico della Diocesi di Chiclayo (Perù), elevandolo alla dignità episcopale di vescovo titolare della Diocesi di Sufar.
Il 7 novembre ha preso possesso canonico della Diocesi alla presenza del nunzio apostolico James Patrick Green; è stato ordinato vescovo il 12 dicembre, festa di Nostra Signora di Guadalupe, nella Cattedrale della sua Diocesi. È vescovo di Chiclayo dal 26 settembre 2015.
Dal marzo del 2018 è stato secondo vicepresidente del Conferenza episcopale peruviana. Papa Francesco lo aveva nominato membro della Congregazione per il Clero nel 2019 e membro della Congregazione per i Vescovi nel 2020.
Il 15 aprile 2020 il Papa lo ha nominato Amministratore Apostolico della diocesi di Callao.
Dal 30 gennaio 2023 è Prefetto del Dicastero per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina.
Da Papa Francesco creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 30 settembre 2023 della Diaconia di Santa Monica.
L’elezione del Papa, dalla fumata bianca all’“Habemus Papam”
Vatican News 8 Maggio 2025
Ecco cosa è accaduto nella Cappella Sistina nei minuti che hanno preceduto la fumata e cosa avviene prima dell’annuncio scandito dal cardinale protodiacono Mamberti, dalla Loggia delle Benedizioni della Basilica di San Pietro, del nome del nuovo Vescovo di Roma
Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano
La fumata bianca del comignolo della Cappella Sistina ha appena annunciato ai fedeli e al mondo che è stato eletto un nuovo Vescovo di Roma, successore di Pietro. Ma cos’è successo sotto le volte affrescate da Michelangelo pochi minuti prima, e cosa succederà fino all’annuncio del nome del nuovo Papa, pronunciato dopo l’”Habemus Papam” dalla Loggia delle Benedizioni della Basilica di San Pietro dal cardinale protodiacono, il francese Dominique Mamberti?

I cardinali in Cappella Sistina dopo l’ingresso in Conclave e prima dell'”Extra omnes (Vatican Media)
Il rito dell’accettazione
In base a quanto stabilito e normato dall’Ordo rituum Conclavis e dalla Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis, un cardinale presente nella Cappella Sistina ha raggiunto la maggioranza richiesta, e l’elezione è avvenuta canonicamente. Il primo dei cardinali per ordine e anzianità, o se lui è l’eletto il secondo, a nome di tutto il Collegio degli elettori, ha chiesto, in latino, il consenso dell’eletto con le seguenti parole: “Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?”. E appena ricevuto il consenso, gli ha posto la domanda: “Come vuoi essere chiamato?”. Allora il maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, con funzione di notaio e avendo per testimoni due cerimonieri, ha redatto un documento che attesta l’accettazione del nuovo Pontefice e il nome da lui assunto.
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07/05/2025
Dall’Extra omnes all’Habemus Papam, il latino protagonista nell’elezione del Papa
Dall’ingresso in Sistina all’annuncio dalla Loggia della Benedizione, è la lingua latina da secoli a scandire i momenti decisivi dell’elezione del Papa. Ma per il caso del nome…
Conclusione del Conclave
Il Conclave, specifica la Costituzione Universi Dominici Gregis, si conclude dopo che il nuovo Papa dà l’assenso alla sua elezione, “a meno che Egli disponga diversamente”. Quindi possono entrare in Cappella Sistina il sostituto della Segreteria di Stato, il segretario per i Rapporti con gli Stati e chiunque altro debba trattare con il Pontefice eletto le cose al momento necessarie.

La “Stanza delle Lacrime”, accanto alla Cappella Sistina, dove avviene la vestizione del Papa appena eletto (� Vatican Media)
La fumata bianca e la “Stanza delle Lacrime”
Concluso il rito di accettazione, sono state bruciate tutte le schede e le altre scritture usate per l’elezione e la fumata bianca ha attestato che è stato eletto un nuovo Pontefice. Mentre i fedeli in Piazza San Pietro applaudono e tutto il mondo resta in attesa di conoscere il nome del nuovo Papa, l’eletto esce dalla Cappella Sistina ed entra nella cosiddetta “Stanza delle Lacrime”. Qui, con l’aiuto del maestro delle Celebrazioni Liturgiche, lascia la veste cardinalizia, indossa una delle tre vesti papali già pronte, e si raccoglie in preghiera per alcuni minuti.

07/05/2025
La “Stanza delle lacrime”, dove il cardinale diventa Papa
Sulla parete del Giudizio universale della Cappella Sistina, ai lati dell’altare, ci sono due porte chiuse di non grandi dimensioni. Quella a sinistra conduce alla cosiddetta …
La prima cerimonia, l’ossequio e il “Te Deum”
Al suo ritorno in Sistina, il Pontefice appena eletto siede alla cattedra e ha luogo una breve cerimonia, introdotta con un saluto dal cardinale primo dell’Ordine dei Vescovi. Il cardinale protodiacono legge poi un passo del Vangelo, che può essere “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”, oppure “Pasci le mie pecorelle”. E infine il primo tra i cardinali presbiteri recita una preghiera per il Successore di Pietro appena eletto. Di seguito tutti i cardinali elettori presenti, secondo l’ordine di precedenza, sfilano davanti al nuovo Pontefice per manifestare il loro ossequio e la loro obbedienza. Quindi tutti insieme cantano l’inno del “Te Deum”, intonato dal Papa appena eletto.

I cardinali nella Cappella Paolina prima dell’ingresso in Conclave (Vatican Media) (Vatican Media)
La preghiera del nuovo Papa nella Cappella Paolina
Il cardinale protodiacono Dominique Mamberti raggiunge la Loggia delle Benedizioni, e annuncia al popolo l’avvenuta elezione e il nome del nuovo Pontefice con la formula “Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam!”. Nel frattempo, il Papa eletto, mentre esce dalla Sistina per andare alla Loggia, entra nella Cappella Paolina, dove si ferma a pregare, in silenzio, davanti al Santissimo Sacramento, e poi riprende il cammino verso la Loggia, da dove rivolge il suo saluto e in parte la prima benedizione apostolica “Urbi et Orbi”.

