Medjugorje estate 1982 – Foto dei sei veggenti che mostrano una impressionante sincronia negli sguardi. Tutti guardano nella medesima direzione, si inginocchiano e si alzano nel medesimo momento.
Nessuno è obbligato a credere alle apparizioni, ma l’esperienza che fanno i veggenti è umanamente inspiegabile ed è stata studiata da diverse équipes scientifiche.
Tuttavia meraviglia che, anche dopo il Nulla Osta, ci sia qualcuno, anche a Medjugorje, che semina zizzania, come ha ammonito la Gospa nel messaggio del 25 febbraio 2024: “La zizzania ha preso molti cuori e sono diventati sterili.”
GLI ESPERIMENTI SCIENTIFICI SUI VEGGENTI
Confesso di non aver mai dato particolare importanza agli esperimenti scientifici sui veggenti, anche se capisco che possano avere la loro utilità. Il discernimento degli spiriti è una scienza spirituale ben conosciuta dalla Chiesa ed è ad essa che fa riferimento quando si tratta di dare il suo autorevole giudizio sull’origine soprannaturale di un’apparizione.
La Chiesa guarda giustamente ai frutti spirituali, in primo luogo alle conversioni, perché sono esse il segno che commuove e apre i cuori. La diffusione delle apparizioni nel mondo è avvenuta sulle ali dell’entusiasmo di coloro che, toccati dalla grazia, ne hanno dato testimonianza col cambiamento della loro vita.
Gli abitanti di Medjugorje, che conoscevano bene i veggenti, non hanno certo atteso il parere dei medici del regime per credere che i ragazzi dicevano la verità. Quando tu condividi la vita con una persona e la conosci nella sua quotidianità, ti rendi subito conto se è sincera e credibile. D’altra parte fin dai primi giorni delle apparizioni i ragazzi sono stati visitati e dichiarati sani di corpo e di mente dai medici del regime comunista. Non c’era bisogno di tale responso per saperlo. Nessuno di loro ha mai avuto patologie psichiche prima delle apparizioni, né le ha mai avute fino ad ora.
Per quanto interessante, il contributo degli esperimenti scientifici in questo ambito è piuttosto limitato. La Madonna ha lasciato fare quando i medici hanno elaborato le loro sperimentazioni prima, durante e dopo l’apparizione. Solo una volta, quando qualcuno voleva varcare il limite da Lei posto, se ne é andata dicendo: “Non è necessario”. Si era tentato infatti di verificare come mai durante l’apparizione i veggenti parlano, ma non si sente la voce, benché le corde vocali vibrino regolarmente.
La Madre sa che noi abbiamo bisogno di segni e Lei stessa ne ha concessi molti, ma non si fa illusioni. Se il cuore rimane indurito non servono a nulla. Riguardo al grandioso segno che lascerà sulla collina ci ha ammonito dicendo: “ Anche quando sulla collina lascerò il segno che vi ho promesso, molti non crederanno. Verranno sulla collina, si inginocchieranno, ma non crederanno. E’ ora il tempo di convertirsi e di fare penitenza” (19.07-1981).
Sappiamo bene come i notabili di Gerusalemme hanno reagito al più grande miracolo di Gesù, la resurrezione di Lazzaro. Irritati dall’evento, hanno deciso si ucciderli ambedue. Bisogna essere consapevoli che la battaglia fra il bene e il male si svolge in primo luogo nell’intimo dei cuori. Il vero pericolo nel campo delle apparizioni non viene dalle patologie psichiche, ben note alla scienza, e facilmente accertabili.
Gli inganni più sottili vengono dal Principe delle tenebre, che si manifesta come angelo di luce. Satana infatti, come insegna S. Giovanni della Croce, è in grado di riprodurre la quasi totalità dei fenomeni soprannaturali, salvo i “tocchi” dello Spirito nell’anima, che sono il vertice dell’esperienza mistica.
L’ambito in cui si sono mossi gli esperimenti scientifici sui veggenti di Medjugorje è per sua natura limitato. Tuttavia vale la pena metterlo in luce, se non altro per tappare la bocca a chi, ancora oggi, cerca di liquidare lo straordinario evento, relegandolo nel campo delle allucinazioni o degli inganni.
La prima indagine scientifica, effettuata nel 1984 dalla dottoressa Federica Maria Magatti anestesista, era volta a valutare “la sensibilità dei veggenti e la loro reattività a stimoli sensori, tattili, luminosi, dolorifici”. La sperimentazione conferma ciò che era già noto fin dai primi giorni, e cioè che prima e dopo le apparizioni i veggenti rispondono agli stimoli di diversi tipo, ma durante l’apparizione non manifestano alcuna sensibilità agli stimoli anche di tipo doloroso, pur mantenendo un’assoluta normalità di atteggiamento.
E’ noto il caso di Vicka che, bucata da un tale, per ben due volte, con uno spillone, non ha avvertito alcuno dolore né ha mostrato alcune reazione, rendendosi conto al termine dell’apparizione di una macchia di sangue apparsa sulla spalla.
Sono stati studiati, dal dottor Luciano Cappello, tre inspiegabili sincronismi provocati dall’apparizione. All’inizio tutti i veggenti cadono contemporaneamente in ginocchio. Durante l’apparizione la loro voce scompare, ma ricompare improvvisamente, e senza che nessun comando arrivi dall’esterno, con le parole. “Che sei nei cieli”, quando la Madonna inizia il Padre nostro. Alla fine dell’apparizione tutti i veggenti, con un assoluto parallelismo dello sguardo, innalzano contemporaneamente gli occhi al cielo, seguendo un punto solo a loro visibile.
Successivamente sono arrivate équipes attrezzate con macchinari sofisticati. Il professor Henry Joyeux, dell’Università di Montpellier, in tre spedizioni del 1984 applica ai veggenti degli apparecchi in grado di controllare i dati fisiologici durante l’apparizione. La conclusione è che non si tratta di sonno, di sogno, né di epilessia e non si tratta di allucinazioni nel senso patologico del termine. Non si tratta di isteria, di nevrosi o di estasi patologica, perché i veggenti non hanno alcun sintomo di queste affezioni. Non si tratta di catalessi, perché i muscoli della faccia funzionano normalmente. La conclusione è che “ a Medjugorje le estasi non sono patologiche e non c’è imbroglio….Il fenomeno delle apparizioni di Medjugorje si rivela scientificamente inspiegabile”.
La èquipe del dottor Luigi Frigerio e del Dottor Giacomo Mattalia l’anno seguente ripete le sperimentazioni precedenti arrivando alle medesime conclusioni, con alcuni particolari riguardanti la pupilla del veggente che, durante l’apparizione, a condizioni immutate di luce, si dilata straordinariamente, per poi ritornare come prima al termine.
Il professor Marco Margnelli neurofisiologo, ha utilizzato a Medjugorje il poligrafo psicofisiologico, una specie di macchina della verità, per stabilire se i veggenti mentivano. Dopo la sperimentazione il professore ha dichiarato che “posso concludere che non c’è frode o simulazione”. Che dire del contributo di questi esperimenti scientifici? Sono preziosi nella misura in cui escludono patologie e inganni, mettendo nel medesimo tempo a fuoco fenomeni a cui la scienza non sa rispondere.
La strada è così stata sgombrata dai dubbi e dai pregiudizi ed è stata lasciata aperta la porta che introduce al mistero. Fare un passo oltre non appartiene più all’ambito della scienza.
Accertato che il fenomeno dell’estasi è scientificamente inspiegabile e che i veggenti sono sani e sinceri, il vero problema è quello di valutarne la credibilità nell’insieme dei loro comportamenti. Questo è stata fin dal principio l’ossessione del parroco, Fra Jozo, che li ha sottoposti a interrogatori estenuanti. La credibilità dei veggenti si è manifestata sempre più nel corso degli anni. Il tempo è un fattore straordinario di verità. Sono trascorsi i decenni e l’albero ha dato i suoi frutti, anche nella vita di quelli che allora erano solo dei ragazzi.
La Gospa stessa ha indicato loro la strada dicendo: “Voi mi chiedete il segno perché si creda alla mia presenza. Il segno verrà, ma voi non ne avete bisogno: voi stessi dovete essere un segno per gli altri” (08-02-1982). In effetti è quanto è avvenuto. Chi conosce i veggenti fin dal principio li ha visti crescere “in sapienza, età e grazia”, pur in un quadro di normalità che li rende ancora più credibili.
Innanzi tutto, in un tempo in cui gioventù è esposta a sbandamenti, sono stati perseveranti nel loro cammino di fede, fino ad arrivare a diventare dei bravi e padri e madri di famiglia. Hanno anche loro i limiti e i difetti propri della natura umana, ma sono maturati progressivamente, dimostrando equilibrio, saggezza, fedeltà e bontà. E’ straordinaria la loro umiltà, che si manifesta nella consapevolezza di avere avuto una grazia e un compito da loro non voluto e non meritato, ma di cui dovranno rendere conto.
Non hanno mai cercato di diventare delle star, evitando i pericoli del mondo mass-mediatico. Non si sono però mai sottratti alla testimonianza, incontrando i pellegrini a Medjugorje e accogliendo gli inviti a partecipare a incontri di preghiera, spesso promossi da sacerdoti nelle loro parrocchie. Per la conoscenza che ho di loro fin dai primi anni, devo dire che hanno adempiuto nel migliore dei modi all’invito della Gospa di essere loro stesso un segno per gli altri.
“Chi riceve un compito riceve anche le grazie necessarie per adempierlo. La Madonna vede i cuori e sa trarre il meglio da ognuno. Ai ragazzi di Medjugorje ha affidato una missione la cui ampiezza e importanza non si sono ancora pienamente manifestate. Non è mai accaduto in apparizioni pubbliche che la Vergine abbia chiesto un impegno così intenso e prolungato, tale da assorbire l’intera vita di una persona. Si tratta di un compito che esige fedeltà, coraggio, spirito di sacrificio, costanza e perseveranza.
Ci chiediamo se questa straordinaria missione affidata a dei giovanissimi venga adempiuta bene. A questo riguardo la risposta è una sola: i ragazzi, ormai divenuti persone adulte, hanno risposto nel migliore dei modi. Dio non pretende da loro che pervengano a tappe forzate alle vette della santità.
I due pastorelli di La Salette non saranno mai elevati agli onori degli altari. La loro vita è stata piuttosto travagliata. Essi però hanno perfettamente compiuto la loro missione nella più grande fedeltà, rimanendo leali fino alla fine alla loro testimonianza sul messaggio ricevuto. Anche i santi hanno i loro difetti. Figuriamoci dei ragazzi ancora agli inizi del cammino spirituale.
In questo tipo di missione contano due virtù fondamentali: l’umiltà e la fedeltà. La prima è la consapevolezza evangelica di essere dei servi inutili e difettosi. La seconda è il coraggio della testimonianza del dono ricevuto, senza mai rinnegarlo. I veggenti di Medjugorje, come li conosco io, pur con i loro limiti e difetti, sono umili e fedeli. Lo sa soltanto Dio quanto siano santi. Questo d’altra parte è vero per tutti. La santità è un lungo cammino che siamo chiamati a percorrere fino all’ultimo istante della vita.
(Medjugorje: Il Cielo sulla terra – di Padre Livio – Edizioni Piemme)
La preghiera per la pace per un mondo sull’orlo della catastrofe
Il mondo di oggi è sull’orlo del pericolo. Mai nella Storia dell’umanità la sopravvivenza dello stesso genere umano è stata a rischio come oggi. La memoria storica del diluvio è di carattere salvifico perché, nonostante una catastrofe così grande, Dio ha provveduto a far sì che una parte dell’umanità sopravvivesse. C’è, allora, qualcosa di unico che fatichiamo ad assimilare e a cui non riusciamo a credere; per la prima volta siamo in grado di mettere fine alla vita sulla Terra, le minacce sono all’ordine del giorno e non sono nemmeno poi così celate.
Veramente, allora, possiamo affermare che satana ha la possibilità di distruggere il mondo.
Il 25 gennaio 1991 la Madonna ha dato un Messaggio molto allarmante, in un momento storico apparentemente tranquillo: «Cari figli, oggi, come mai prima, vi invito alla preghiera. Che la vostra preghiera sia preghiera per la pace. Satana è forte e desidera distruggere non soltanto la vostra vita umana, ma anche la natura e il pianeta sul quale vivete. Perciò, cari figli, pregate per poter essere protetti attraverso la preghiera con la benedizione della pace di Dio. Dio mi ha mandato tra voi per aiutarvi. Se volete, afferrate il Rosario; già il solo Rosario può fare miracoli nel mondo e nella vostra vita. Io vi benedico e rimango con voi finché Dio lo vuole. Grazie perché voi non tradirete la mia presenza qui. Grazie perché la vostra risposta serve al bene e alla pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». La Regina della pace ha ripetuto queste parole nel Messaggio del 25 marzo 2020: «Cari figli! Tutti questi anni Io sono con voi per guidarvi sulla via della salvezza. Ritornate a mio Figlio, ritornate alla preghiera e al digiuno. Figlioli, permettete che Dio parli al vostro cuore perché satana regna e desidera distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale camminate. Siate coraggiosi e decidetevi per la santità. Vedrete la conversione nei vostri cuori e nelle vostre famiglie, la preghiera sarà ascoltata, Dio esaudirà le vostre suppliche e vi darà la pace. Io sono con voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».
La Madonna è qui da così tanto tempo proprio per salvarci e lo ha detto in tempi non sospetti, quando l’assetto geo-politico mondiale era tutto sommato in equilibrio. Satana ha spinto fino a suggestionare i suoi e portarli a realizzare i suoi obiettivi di distruzione e di morte: l’innominabile distruzione totale per mezzo delle armi atomiche è diventata una minaccia ormai all’ordine del giorno. Il mondo è a rischio come mai era successo prima. Il Santo Padre con forza ha denunciato più volte che il mondo è a rischio e che la guerra potrebbe portare a una situazione irreversibile, eppure la tentazione di prevalere a tutti i costi non si riesce a spegnere.
Se non ci fosse la Madonna il mondo sarebbe già crollato, le nostre vite sarebbero già state distrutte. La Regina della pace è qui per salvare le anime dalla perdizione eterna e il nostro pianeta dall’autodistruzione; la Madonna vuole contrastare il piano di satana che vuole impossessarsi delle nostre anime e distruggere la Creazione. Se vogliamo la pace, se vogliamo che l’umanità prosegua il suo cammino e che il pianeta sia preservato è quanto mai urgente la conversione, dobbiamo tornare a Dio. La situazione nella quale ci troviamo sfugge dalle mani di qualsiasi possibilità umana, nessuno può fermare il piano di satana, solamente il Cielo può salvarci. Dio, infatti, ha incaricato la Madonna a indicarci la via della pace che è Gesù Cristo.
La Madonna è qui per farci capire che l’unica via di salvezza è il ritorno a Cristo, senza Dio non c’è pace. Il mondo può salvarsi solo tornando a Dio e ai suoi Comandamenti. Le potenze del male sono più che mai scatenate e in questa situazione apparentemente irreversibile può salvarci solamente Dio. Non facciamoci illusioni, solamente Maria potrà tirarci fuori da questo abisso, la sua mano tesa è l’unica salvezza. Il ritorno a Dio e la conversione personale siano il programma di vita di ciascuno di noi; chi è nel peccato abbandoni la strada della perdizione, chieda perdono a Dio, prenda il Rosario in mano e con queste armi spirituali risponda alla chiamata della Gospa che ci chiede aiuto per vincere contro satana.
Ritorniamo alla bellezza della vita cristiana, torniamo a Comandamenti e ai Sacramenti, alla preghiera e al dialogo interiore con Dio. Ristabilire un rapporto d’amore con il Signore sia il programma quotidiano di ciascuno perché la salvezza dell’anima è la cosa più importante a cui dobbiamo puntare. Aneliamo al Cielo e per raggiungerlo convertiamoci!
Nel 1983, quando la Russia era intenzionata a distruggere l’Europa attraverso il posizionamento tattico di missili molto potenti, la Madonna diede Messaggi allarmanti richiamando alla preghiera ma la gente non capiva. Messaggio del 25 aprile 1983: «Il mio Cuore brucia d’amore per voi. La sola parola che desidero dire al mondo è questa: conversione, conversione. Fatelo sapere a tutti i miei figli. Chiedo soltanto conversione. Nessuna pena, nessuna sofferenza mi è di troppo, pur di salvarvi. Vi prego soltanto di convertirvi. Pregherò mio Figlio Gesù di non punire il mondo, ma vi supplico: convertitevi. Voi non potete immaginare ciò che accadrà, né ciò che Dio Padre manderà sul mondo. Per questo vi ripeto: convertitevi. Rinunciate a tutto. Fate penitenza. Ecco, qui c’è tutto ciò che desidero dirvi: convertitevi. Portate il mio ringraziamento a tutti i miei figli che hanno pregato e digiunato. Io presento tutto al mio divin Figlio per ottenere che Lui mitighi la sua giustizia nei confronti dell’umanità peccatrice».
Gli ultimi appelli della Regina della pace hanno la medesima portata perché il mondo di oggi non può andare avanti così all’infinito, il male deve essere necessariamente e urgentemente fermato, arginato. Il bene deve operare perché il male non prevalga. Purtroppo, l’uomo moderno si è allontanato dall’unica fonte di bene e di pace che è Dio e ha aderito alla religione del demonio che ha sete di odio, di violenza, di guerra; l’odio trabocca dai cuori umani ed è per questo che è necessaria e urgente la mobilitazione di coloro che invece hanno scelto Dio. I credenti testimonino la fede, combattano per la pace, contrastino l’odio portando l’amore, preghino incessantemente anche per coloro che sono lontani da Dio.
Gli apostoli di Maria, coloro che hanno risposto alla sua chiamata, imbraccino le armi spirituali della preghiera e delle rinunce e si schierino per arginare il male che dilaga, siano come delle dighe di pace e di amore. La potenza del male cerca di impadronirsi dell’opera della Creazione e della Redenzione, ma non prevarrà! La vittoria del bene è certa ma non sarà facile perché richiederà un forte spirito di sacrificio, di adesione, di amore, di coraggio. «Soltanto con la preghiera e il digiuno anche le guerre si possono fermare» (25 gennaio 2001). Rinunciamo al peccato, preghiamo con fervore, ritorniamo ai Comandamenti e ai Sacramenti.
come diversi anni fa venivo a trovarti nella cappelletta di Radio Maria, a chiederti suggerimenti per affrontare il quotidiano, quando ricevevi di persona al sabato mattina, così oggi ti scrivo grazie alle tecnologie, Visti i tuoi tanti impegni non occorre che mi rispondi ma sono certo che leggerai la mia e-mail… e francamente mi sono sempre chiesto che “ricetta usi” per gestire tutto il traffico di posta elettronica conciliandolo con gli impegni della Radio Maria!
Ho sentito la “Lettura della cronaca della storia” dove accennavi al profeta Elia che sentendosi solo il Signore gli ha detto “Ma io lascerò in Israele un residuo di settemila uomini, tutti quelli il cui ginocchio non s’è piegato davanti a Baal, e la cui bocca non l’ha baciato”.
Trovo azzeccato questo passo della bibbia con i tempi che stiamo vivendo: oggi che sono malato di cancro a 55 anni e non è una “passeggiata” sia mentale che fisica, Satana cerca di “farmi fuori” con lo scoraggiamento; tuttavia trovo tanto conforto nella famiglia, nelle equipe di medici e infermieri che mi assistono al meglio e in fratelli nella fede che stanno pregando per me, per la mia guarigione ed anche in tanti ascoltatori di Radio Maria.
Un piccolo aneddoto: quando stavo tornando a casa dall’ospedale e mi avevano appena diagnosticato il cancro sono riuscito a prendere la linea in diretta alla Radio chiedendo preghiere. A fine collegamento Roberta con la sua “stupenda voce radiofonica” ha letto la preghiera a San Pellegrino Leziosi e Leopoldo Mandich protettori di questa malattia, un radio ascoltatore sconosciuto a seguire mi ha inserito nelle preghiere e alcuni amici che erano collegati mi hanno “identificato” e mi stanno sostenendo con novene e preghiere.
Così come anche io prego nelle notti insonni per tutti i combattenti impegnati in guerre assurde che malati e feriti non possono godere come il sottoscritto di assistenza mediche adeguate, di un letto caldo e della vicinanza della famiglia,
Il male fa più tanto rumore ma, come dici tu c’è anche il bene… la comunione di preghiera non si sente e non si vede ma arriva sicuramente alla Madonna che nella sua infinita misericordia la sa gestire e intercede per noi come nelle nozze di Cana; Gesù con la sua potenza moltiplica la preghiera come i pani ed i pesci.
TI abbraccio Massimiliano
Caro Massimiliano,
quante cose belle, di vita vissuta, hai scritto in poche righe. La malattia, per quanto temibile, come può essere un tumore, non è mi un male assoluto, perché la grazia, che opera silenziosamente in noi, ci affina e ci purifica, illumina lo sguardo che vede l’essenziale della vita e fa vibrare le orecchie dell’anima, che colgono la voce di Colui che ci cerca e ci accompagna.
La malattia, vissuta nel silenzio della preghiera, è un potente mezzo di crescita e di santificazione, perché rende umili, ci fa vedere la nostra precarietà, ci chiama alla preghiera, ci spinge a cercare la solidarietà.
La sofferenza è una grande medicina spirituale che, se accettata con lo sguardo fisso alla Croce,ci eleva all’intima unione con Dio.
Sono perciò felice che Dio ti guidi lungo questa strada, che ho appreso a Medjugorje dalla veggente Vicka, per la quale le croci che il Cielo ci manda sono una grazia e ancor più una gioia.
Per questo dobbiamo pregare per i malati, che sono una moltitudine immensa, perché comprendano quale forza di redenzione e di salvezza possano essere, per sé e per gli altri, la sofferenza e la malattia.