"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2024 Pagina 87 di 236

CONOSCIAMO “RADIO MARIA PAPUA NUOVA GUINEA”

Papua Nuova Guinea: 462 840 km² – 9 311 874 abitanti

Abitanti – Religioni – Lingue

La Papua Nuova Guinea, a sud-ovest del Pacifico, comprende la regione orientale della Nuova Guinea e le sue isole.
Caratterizzata da una vastissima diversità culturale, piena di villaggi di tribù locali, molte delle quali parlano ancora la propria lingua. La popolazione complessivamente è di 10 milioni di abitanti.
I Papua comprendono innumerevoli popoli; il loro nome deriva dal termine malese papuah, che indica la loro caratteristica capigliatura cespugliosa.
L’84% della popolazione è autoctona, il 13% di origine europea, l’1% di origine indonesiana, il 2% di altra origine.
In Papua Nuova Guinea esistono centinaia di gruppi etnici indigeni; il più numeroso è rappresentato dai papuani. La restante parte della popolazione è composta da austronesiani. Vi sono, infine, consistenti minoranze di cinesi, europei, australiani, filippini, indiani e cingalesi. La popolazione è prevalentemente rurale e giovane. Pensate : l’84% degli abitanti abita nelle campagne e il 40% ha meno di quindici anni.
Per quanto riguarda la religione, il 30% della popolazione pratica culti tradizionali, per lo più combinandoli con il Cristianesimo. Il restante 69% degli abitanti dichiara di praticare esclusivamente la religione cristiana. Il 36% della popolazione appartiene alla Chiesa cattolica, il resto è composto da diversi gruppi protestanti. Lo 0,8-1% della popolazione è islamica: si tratta prevalentemente di immigrati dall’Indonesia durante il regime di Sukarno.
In Papua Nuova Guinea ci sono tre lingue ufficiali (inglese, tok pisin e hiri motu) a cui si aggiungono circa 850 lingue locali (appartenenti alle famiglie austronesiane e papuane). Questa incredibile varietà linguistica fa sì che nel paese si concentri circa il 10% delle lingue parlate nel mondo. Con una media di soli 7.000 parlanti per ogni lingua diffusa, la Papua Nuova Guinea è il paese che vanta, nel mondo, la seconda più alta densità linguistica (il primo è Vanuatu).

Radio Maria Papua Nuova Guinea precisamente dove si trova e cosa fa?

Sede principale a Port Moreby – RM PAPUA NG trasmette in lingua inglese da una nuova sede presa in affitto nel complesso della conferenza episcopale della PNG nella città di Port Moresby. Attualmente trasmette in inglese ben undici diocesi.

Mancano tuttavia le necessarie risorse economiche (i costi delle frequenze e dei ripetitori) per un area di trasmissione così vasta, dato che la radio stessa fatica a sostenersi se non per le spese ordinarie.

A inizio 2024 è arrivato il nuovo direttore della sede principale, nella città di Port Moresby, Padre Joseph Emmanuvel Amith.
Il sacerdote ha iniziato il suo cammino tutto in salita totalmente da solo. Ora abbiamo anche un’assistente editoriale!

Il piccolo studio in lingua locale a Vanimo:
La sottostazione originaria, con tutte le sue difficoltà, prosegue la sua missione di evangelizzazione in lingua locale indigena. Questo studio è molto apprezzato dalla Chiesa locale in modo particolare dal vescovo di Vanimo, che ha benedetto le nostre attrezzature, quando è iniziata la prima trasmissione.
Proprio una settimana fa questo studio è andato in “down”. In questi giorni è arrivato un tecnico specializzato da RM Indonesia per riattivare lo studio ma per ora non è possibile risolvere i problemi perché i voli interni in Papua NG sono molto inaffidabili. Ma noi non molliamo mai.

Inoltre è necessario un mezzo di trasporto per contattare i numerosi villaggi dove arriva il segnale di Radio Maria.


Diamo una mano per l’evangelizzazione di questa povera gente aperta al Cristianesimo.

(Radio Maria non ha pubblicità)

+Bonifico Bancario  Intestato a: Radio Maria ETS, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)

Banca Intesa Sanpaolo filiale di Milano – IBAN: IT26 H030 6909 6061 0000 0126 574

+Conto corrente postale – N. 1 4 5 2 2 2 2 1

Intestato a: Associazione Radio Maria, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)

+ 5 x 1000 : Codice fiscale di Radio Maria   94023530150

Il Nuovo Studio di Radio Maria nella sede centrale di Port Moreby

Il vecchio studio della sottostazione di Vanimo, prima sede di Radio Maria

P. Joseph Emmanuvel Amith Direttore di Radio Maria Papua NG

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Loading the player...

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Martedì 3 Settembre 2024

H. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube in differita

L’UMILTA’ DI ESSERE FIGLI

Nessuno di noi ha deciso di esistere

Qualcuno ha deciso al tuo posto

Qualcuno ha deciso la tua identità

Devi accettare di essere una creatura

La saggezza della sottomissione

L’inutilità e l’inganno della ribellione

GLI STUPRI, IL VIRUS CHE CONTINUA A INTOSSICARE L’INDIA:

CHI L’AVREBBE MAI IMMAGINATO?

Un articolo sconvolgente sugli stupri e violenze sessuali di gruppo

fino alla morte che dilagano in India.

Le leggi e le pene sempre più restrittive non servono a nulla.

Francesca Marino – il Foglio 2 Settembre 2024

SATANA CERCA DI PREVALERE COME MAI PRIMA

L’attuale momento storico è quello in cui satana persegue la rivincita

e di sostituire Cristo nel governo del mondo.

Questa è la ragione per cui la Madonna è presente e ci chiama alla conversione decisa e coraggiosa.

BLOG: I Sacerdoti sono fondamentali nella Chiesa e non potranno mai essere sostituiti


DAI UNA MANO ALLA EVANGELIZZAZIONE DI RADIO MARIA IN ITALIA E NEL MONDO

(Radio Maria non ha pubblicità)

+Bonifico Bancario  Intestato a: Radio Maria ETS, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)

Banca Intesa Sanpaolo filiale di Milano – IBAN: IT26 H030 6909 6061 0000 0126 574

+Conto corrente postale – N. 1 4 5 2 2 2 2 1

Intestato a: Associazione Radio Maria, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)

+ 5 x 1000 : Codice fiscale di Radio Maria   94023530150

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

I Sacerdoti sono fondamentali nella Chiesa e non potranno mai essere sostituiti

Caro Padre Livio, innanzitutto ringrazio Gesù e Maria che con l’aiuto della mia mamma terrena mi hanno fatto conoscere Medjugorje e di conseguenza Radio Maria perché per me occupate entrambe un posto speciale nel mio cuore. 

Ho 59 anni, mi chiamo Sandra e le scrivo da un paesino della Carnia. Sono sposa, mamma e nonna ma soprattutto sono innamorata di nostro Signore e questo da sempre.

Ricordo la mia fanciullezza non felice ma Gesù nel mio cuore è sempre stato presente, questo non mi ha impedito di fare sbagli e anche tanti ma Lui è sempre stato lì, mai a giudicarmi ma sempre a sostenermi. Poi a un certo punto mi ha portato con il mio sposo, in viaggio di nozze a Medjugorje affinché io potessi conoscere sua Madre e potessi imparare da lei come si fa la mamma, non perché la mia fosse stata cattiva con me ma semplicemente figlia di contadini, abituati solo al lavoro nella stalla, nei campi… poi all’estero, non sapeva abbracciare, non sapeva dare affetto… materiale, erano altri tempi, la mia nonna pregava in latino, aveva fatto solo la 1 elementare ma la sua era una fede grande e mi diceva: non so cosa vuol dire ma so che si prega così e che al Signore piace. 

Non so perché le racconto questo e mi perdoni ma sentivo il desiderio di confidarmi con Lei, caro Padre Livio. Sono cresciuta con Lei, e ogni mattina mi rincuora e mi istruisce facendomi vedere il mondo con gli occhi di Dio   Lei è uno di famiglia, tutti a casa lo hanno conosciuto e insieme a Radio Maria ci avete fatto tanta compagnia. Ricordo quando i miei figli erano piccoli e inaspettatamente prendevano la linea al telefono per pregare una preghiera prima del Rosario serale e questo succedeva per tante sere.

Ora vorrei porle una domanda e relativa alla Confessione. Solitamente ogni mese mi confesso dallo stesso Sacerdote ma poiché ho subito un’operazione al ginocchio e ho difficoltà ancora a deambulare, mia figlia Anna mi ha portato ad un Santuario dedicato a San Antonio da Padova a me caro e vicino al mio paese. Sono certa che il Signore mi abbia perdonato dai miei peccati ma il Confessore per un’oretta mi ha parlato in maniera… strana, ossia per me non comprensibile di come a suo dire la Chiesa ci propone nostro Signore, dicendomi che ci raccontano un sacco di stupidaggini, che la Genesi è il peggiore dei libri, che alcuni salmi sono brutti, che la Messa ci fa sentire solo peccatori e non perdonati e poi altro che non ricordo. Ho voluto tenere per me solo che Dio è Amore.

Poiché proprio oggi ho sentito da lei il consiglio di recitare l’atto di dolore perfetto mi sono ricordata che il Confessore ha detto che non dobbiamo insegnare questa preghiera ai bimbi perché dire… meritato i tuoi castighi quando Dio è Amore e non vendicativo? Insomma caro Padre Livio, io mi sento amata e perdonata dal Signore, ma se noi non facciamo un esame interiore del nostro comportamento allora tutto sarebbe lecito. La nostra Mamma in Cielo aiuti tanto voi Sacerdoti, lo Spirito Santo sia sempre su voi così da essere di conforto, di saggezza, di umiltà e di esempio sulle anime che il Signore vi fa incontrare. 

Grazie Padre Livio per il suo Amore a Gesù e a Maria, lo sento ogni giorno e questo mi da tanto conforto, che possa essere contagioso in tanti giovani perché amare Gesù non significa rinunciare ma anzi trovare il Paradiso già su questa terra. 

Che Dio la stra benedica , con affetto Sandra


Cara Sandra,

grazie per la sua invocazione perché lo Spirito Santo illumini noi Sacerdoti nella conduzione delle anime che ci fa incontrare. Ne abbiamo bisogno e la Madonna ha speso molte parole perché comprendiamo la responsabilità di essere i Pastori che Cristo ha scelto per il suo gregge. Non stanchiamoci di pregare per loro, in particolare per quelli che hanno la cura delle nostre anime.

I Sacerdoti sono fondamentali nella Chiesa e non potranno mai essere sostituiti da altri soggetti a seconda dei bisogni. Dobbiamo perciò sostenere con la preghiera quelli che ci sono e pregare il Padre celeste perché mandi operai nella sua messe.

La grandezza del Sacramento dell’Ordine è al di là di ogni comprensione, perché veramente il Sacerdote è un “Alter Christus”, con una missione e una responsabilità che lo assimila a Cristo stesso.

Se lo comprendessimo e ci dedicassimo di più alla preghiera, non ci sarebbero quelle crisi di fede che inducono non pochi sacerdoti a cercare compensazioni inseguendo i pensieri, il linguaggio e i comportamenti della mondanità. Amiamo i nostri Pastori e preghiamo per loro.

Ave Maria

Padre Livio

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 91 – LA PROVVIDENZA DIVINA

Loading the player...

Gli stupri, il virus che continua a intossicare l’India

Francesca Marino  02 set 2024-IL FOGLIO

Nuove leggi e pene più severe (anche per i silenzi della polizia) non sono servite: aumentano le violenze, spesso brutali. Come quella subita fino alla morte da una dottoressa, per cui il paese da giorni protesta

Calcutta, lo scorso 9 agosto. La sala seminari dell’R.G. Kar Medical College and Hospital, che di sera è vuota e ha un bagno riservato, serve da sala di riposo per medici e infermieri di turno. Una dottoressa tirocinante poco più che trentenne si è buttata a riposare su una panca dopo un turno massacrante di più di ventiquattro ore. La ritroveranno il giorno dopo, morta. Ridotta a un fagotto di sangue e abiti strappati, le pelvi spezzate, le carni straziate. I genitori stenteranno a riconoscerla. L’autopsia conferma che la ragazza è stata vittima di un brutale stupro di gruppo, ma la polizia si limita ad arrestare un volontario dell’ospedale, più o meno a caso. Non sigillano nemmeno la scena del crimine, tanto è inutile. La storia finisce immediatamente su media e social media, e scatena un’ondata di proteste in tutta l’India. 


La mente di tutti corre al caso di una studentessa di 23 anni che nel 2012 a Delhi era stata stuprata da un branco di sei individui all’interno di un autobus in movimento. Nirbhaya, così era stata chiamata la ragazza, era morta tredici giorni dopo a causa delle ferite riportate: la sua morte, e la brutale ferocia dell’aggressione, avevano scatenato un’ondata di rabbia a livello nazionale e proteste di piazza a non finire, costringendo il governo dell’epoca a modificare la leggi indiana relativa ai reati sessuali. La nuova legge, tra le altre cose, ha ampliato la definizione di stupro, lo ha reso un reato perseguibile d’ufficio e per cui non è ammessa la libertà su cauzione, ha aumentato le pene detentive per la maggior parte dei tipi di violenza sessuale e ha previsto la pena di morte nei casi in cui lo stupro abbia causato la morte della vittima o l’abbia lasciata in stato vegetativo o abbia come vittima una bambina. Secondo la legge, inoltre, un agente di polizia che si rifiuta di presentare un Fir (First Information Report) su un caso di stupro rischia la reclusione fino a un anno o una multa o entrambe le cose.


Eppure, la situazione non è migliorata. Secondo la polizia, in India viene denunciato uno stupro ogni venti minuti circa, mentre ogni diciotto minuti viene denunciata una qualche forma di violenza sessuale. Sempre secondo dati rilasciati dalle forze dell’ordine, c’è stato un incremento del centoquaranta per cento circa dei casi di stupro e del cinquecento per cento dei casi di molestie sessuali. Il West Bengal, lo stato in cui si trova Calcutta, è al secondo posto nel numero di stupri denunciati, e al primo nella poco lusinghiera classifica degli stupri non puniti. Nonostante il Chief Minister dello stato sia una donna, Mamata Banerjee: che ha però il vezzo, ogni volta che in città o nello stato avviene uno stupro particolarmente efferato, di incolparne i suoi avversari politici, di coprire i responsabili e, infine, di incolpare la vittima: che, se fosse stata a casa come tutte le brave ragazze, sarebbe ancora viva. 


Era successo, sempre nel 2012, nel caso di Suzette Jordan, attivista dei diritti umani brutalmente stuprata una notte nel centro elegante di Calcutta: Mamata aveva incolpato i suoi avversari politici per aver “montato” il caso e fatto a pezzi moralità e personalità di Suzette. In quest’ultimo caso l’ineffabile signora, dopo aver trasferito in fretta e furia i vertici dell’ospedale e aver passato in tutta calma il caso, dopo giorni in cui la polizia cittadina inquinava le prove, agli investigatori del Central Bureau of Investigation, si è messa in marcia alla testa di uno scelto gruppo di persone per protestare contro il suo stesso governo. E contro sé stessa, visto che detiene anche i portafogli di ministro della Salute e degli Interni dello stato. Giorni prima, in piazza erano scese, a Calcutta e in tutta l’India, migliaia di donne, ragazze e bambine al grido di “Riprendiamoci la notte”: contro i manifestanti era stata schierata la polizia, e la Banerjee ha fatto arrestare centinaia di persone colpevoli di aver diffuso sui social i dettagli del delitto facendo in modo che trasparisse l’identità della vittima.


“Abbiamo fatto marce e fiaccolate, campagne contro lo stupro e lo sfruttamento delle donne. Le leggi sono state rafforzate e rese più dure ma, a quanto pare, non è servito a niente. Non è servito a niente perché siamo ancora qui a guardarci incredule davanti all’ennesimo orrore, che è sempre un po’ peggiore di quello precedente” commenta Urmi Basu, fondatrice e direttore esecutivo dell’Ong “New Light” di Calcutta. Attivisti e sociologi sono difatti concordi nel ritenere che non basta discutere di pene e misure di sicurezza, ma c’è bisogno di compiere un lavoro quotidiano e certosino nelle scuole e nelle famiglie. “Bisogna cambiare la mentalità corrente, la mentalità di una società schizofrenica che venera la Dea come forza creativa e che ‘onora’ le proprie donne negando loro libertà e diritti. Una società che produce premier, scienziati, capitani d’industria, giudici di Corte suprema e presidenti della Repubblica donna ma che non riesce a ancora fare i conti con la parità di diritti e di trattamento per ragazzi e ragazze”. 

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sull’inganno di se stessi

Cari amici, l’inganno di se stessi è un atteggiamento interiore molto pericoloso, perché con esso ci nascondiamo e non vogliamo conoscerci nella Verità. Diamo a noi stessi e agli altri una rappresentazione che non esiste. È quello che Gesù ha descritto con parole di fuoco nei confronti degli scribi e dei farisei: “sepolcri imbiancati”, davano una rappresentazione di se stessi ingannevole ma rifiutavano di vedersi nella Verità, ovvero vedersi come Dio ci guarda.

Questa tendenza dell’autoinganno è estremamente pericolosa nella vita spirituale. Dobbiamo imparare a vederci in Dio, nella sua Parola, nei suoi Comandamenti, nelle sue esigenze di santità. In questa luce ci sono quegli atti che portano alla salvezza, cioè si vedono i peccati, il pentimento, il proposito di vita nuova, il cammino di conversione e quindi si procede nella vita alla luce di Dio. Quando arriveremo al momento del giudizio saremo sereni, perché – con la luce che Dio ci dona – possiamo percepire la pace, la quiete e l’amore che sentiamo dentro di noi. La coscienza – quando è in sintonia con la Parola di Dio – non rimorde e non rimprovera.

Per quanto riguarda l’inganno di noi stessi, questo procedimento può venire dal mondo. Invece di ascoltare la Parola di Dio e lasciarci illuminare da essa, ci sintonizziamo sul mondo. Esso, però, è sempre più lontano dalla luce di Dio, quindi ha una sua verità, che consiste nella negazione della Verità. Andando quindi a cercare l’approvazione del mondo su comportamenti che non sono conformi alle esigenze di Dio, è un inganno. Per compiacere alla mentalità comune – per essere in sintonia con gli altri e avere la loro approvazione, per non farci criticare – ecco che abbiamo pensieri, parole, espressioni, comportamenti che sono in dissonanza con la Parola di Dio e la legge dei Comandamenti. Quando arriverà il momento in cui compariremo davanti a Dio, ci renderemo conto che tutte le approvazioni del mondo, che tutti gli applausi del mondo sono serviti a nulla se erano in dissonanza con Dio e la sua legge di santità.

Il mondo cerca di assimilarci, di renderci del suo colore, di sintonizzarci con esso. Siccome siamo in un mondo di tenebre, che è nella lontananza e nel rifiuto di Dio, nel rifiuto della Verità e dei Comandamenti, crediamo di essere in pace con noi stessi. In realtà abbiamo ceduto a qualcosa che ci devia, che ci allontana dalla Verità e della santità. Nel momento in cui Dio ci giudica vedremo come l’inganno ha portato la nostra vita alla perdizione. Se dovessimo morire nel peccato mortale – nella presunzione di essere giusti quando non lo siamo, di piacere a Dio quando dispiacciamo, del fariseo che era in prima linea a pregare dicendo che non era come tutti gli altri – riceveremo la condanna.

C’è questo inganno che è molto pesante e asfissiante, che viene dal mondo – specialmente quello di oggi – ci condiziona nel nostro modo di pensare, per cui succede che peccati gravissimi davanti a Dio li riteniamo dei diritti sacrosanti. Ripensiamo a una serie di peccati che il Vangelo e la Chiesa nella Storia e nei suoi insegnamenti ha qualificato fra i più gravi, come l’omicidio, l’aborto, l’adulterio. Sono tutte quelle deviazioni sulla via del male che man mano siamo andati avanti – mentre la fede si è dissolta e il paganesimo ha preso il sopravvento – abbiamo commesso senza renderci conto della loro gravità.

Quindi, inganniamo noi stessi, siamo sollecitati in questo inganno proprio dalla mentalità comune, da quello che leggiamo, ascoltiamo, i discorsi che si affrontano, i mass media che catechizzano a modo loro. Invece di difenderci da questo inganno assentiamo ad esso, siamo complici. Dio nella sua Misericordia gli elementi di verità li dà nel corso della vita e attraverso di essi risveglia la coscienza, rimprovera, fa vedere la nostra situazione di schiavitù. Se questo capita durante la vita e ascoltiamo, accettiamo il giudizio della voce di Dio sulla nostra vita, accogliendo il cambiamento – l’impegno, il proposito, il progetto di una vita nuova – allora ci si salva. Ma se ci siamo adagiati sull’andazzo del mondo e abbiamo accettato che il peccato entrasse nella vita e la dominasse, se arriviamo così davanti alla morte, non possiamo salvarci.

Questi sono insegnamenti che la Chiesa ha sempre dato e che dà tutt’ora. Se leggessimo il Catechismo della Chiesa cattolica, troveremmo scritto che se un uomo muore in uno stato di peccato mortale, in una situazione che comporti il rifiuto di Dio e il Suo perdono, egli si perde eternamente. Il mondo inganna, ma ognuno ha la coscienza e la grazia della fede, di una conoscenza del Cristianesimo e dei Comandamenti. Ma anche chi non ha avuto tutto questo, ha una legge morale che è scritta nel cuore. Per cui c’è un discernimento, nella luce vera del proprio intimità fra ciò che è bene e ciò che è male.

Questa mentalità è talmente entrata nei cuori e nelle menti delle persone che abbiamo la presunzione di dire che Dio non c’è, stabiliamo leggi a noi stessi, ciò che è bene e male siamo noi a deciderlo, siamo i giudici di noi stessi. È chiaro che se nella vita abbiamo acconsentito a questo inganno sistematico e quindi ci siamo dati in mano al principe della menzogna, la conseguenza è la rovina eterna, di cui noi parliamo poco. Cristo, però, ne parla molto e la Madonna ha dato tanti ammonimenti nel corso delle Apparizioni dicendo: «Un numero pure molto grande va all’inferno» (2 novembre 1983).

Questo succede perché ci auto inganniamo, siamo presuntuosi, pensiamo di essere buoni ma non lo siamo. Per noi è buono e bravo chi ha successo, anche a qualsiasi prezzo. Il principe della menzogna che è il diavolo, quando trova le persone che sono ben salde nella legge di Dio e nel cammino di santità, le assedia e le inganna in tutti i modi. Il diavolo è l’ingannatore per eccellenza, che ha creato il grande inganno del nostro tempo e l’umanità l’ha assimilato.

È il medesimo inganno con il quale satana distrusse la santità originale della coppia dei nostri progenitori, Adamo ed Eva. Ha convinto questo mondo di essere “dio” al posto di Dio, che non esiste Dio e che non c’è la vita eterna, l’inferno, il Paradiso – che invece dobbiamo costruirci su questa Terra – sono tutte cose che a volte si sentono persino negli ambienti ecclesiastici. La dimensione mondana è una grande forma di autoinganno, presenta il male come fosse il bene; quindi, la si abbraccia senza capire che satana ci distrugge con quello che offre.

Questa è una situazione nella quale ci troviamo e che sta portando innumerevoli anime alla deriva. È necessaria la testimonianza della Verità, la testimonianza della fede, che Cristo è Dio, che la Croce ci salva, che la negazione di Dio è un autoinganno, che porta alla morte: «l’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione» (25 gennaio 2023). È necessaria la testimonianza del Vangelo senza paura, fino in fondo, che dica cosa è bene e cosa è male. Nei dieci Comandamenti, ad esempio, c’è tutto il bene da una parte e il male dall’altra. Queste due parti lottano nel cuore degli uomini per prevalere. Dobbiamo cercare di far prevalere il bene prima di tutto dentro di noi e poi nelle nostre famiglie, nei figli, nelle persone che conosciamo. Perché questo è il modo con cui si resiste al male e alla menzogna del mondo.

Ecco la situazione esistenziale del combattimento spirituale nel quale ci troviamo. Chiediamoci se non stiamo ingannando noi stessi, dicendo che siamo giusti e invece siamo nel peccato, facendo il discorso del fariseo quando dobbiamo fare quello del pubblicano. L’accecamento del cuore che è una forma di autoinganno è possibile anche alle persone che sono avanti nel cammino spirituale. Re Davide era avanti nel cammino spirituale – è stato l’autore di molti Salmi – improvvisamente è caduto nel male dell’adulterio e dell’omicidio, due peccati enormi nel quale è caduto e non se n’era reso conto, tanto da autogiustificarsi. Dio ha dovuto inviargli il profeta Natan per risvegliarlo.

Questa è la situazione oggi, in cui molti giacciono nelle tenebre dell’ombra e della morte. Il maligno ci ha messo in una cappa di oscurità, nella quale siamo intrappolati nella falsità e nella menzogna, da tanti peccati – che sappiamo essere gravissimi – ci autoassolviamo. Ci stiamo scavando la fossa, apriamo gli occhi, che cadano le squame e rendiamoci conto dell’inganno nel quale satana cerca di attirarci per distruggerci e farci schiavi nel suo regno di morte.

Se fossimo coerenti ed esigenti con noi stessi, se non fossimo complici con il male, il male non riuscirebbe ad ingannarci.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

RADIO MARIA PAPUA NUOVA GUINEA ASPETTA IL PAPA

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

Pagina 87 di 236

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy