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: La preghiera e le “Dio-incidenze”

Caro Padre Livio, sono una nuova ascoltatrice che sta seguendo con gran de fervore e in comunione di preghiera i messaggi della Regina della Pace e le sue catechesi giornaliere che, in un periodo di grande bisogno di conforto per l’ anima, rappresentano una guida e un sostegno indispensabili insieme alla lettura dei suoi preziosi libri.
Questo forte avvicinamento personale alla Madre Celeste ha coinciso, attraverso Radio Maria, ad un spontaneo e fruttuoso risveglio della preghiera nei confronti di persone a me vicine che si sono ritrovate per “Dio-incidenza” a recitare il rosario ogni giorno.
Questo credo sia una meraviglia e posso testimoniare davvero che il Signore sta operando nelle famiglie. La nostra Mamma vuole la pace nelle nostre case e silenziosamente e dolcemente entra nelle nostre vita se le apriamo le porte.
Vorrei davvero esortare chi è scoraggiato nella preghiera a ostinarsi a continuare con ancora più forza perché il nostro esercito si sta davvero componendo!
Con grande stima
Lia da Taranto
Cara Lia,
mi hanno molto colpito le sue parole che hanno messo in luce la misteriosa azione della grazia che silenziosamente conquista i cuori.
L’inizio è sempre il proprio cuore che sente la chiamata di Dio ad aprirsi e mi incoraggia non poco il fatto che Radio Maria ne sia stato lo strumento.
Tuttavia l’opera dello Spirito Santo non si ferma, ma si espande da cuore a cuore, conquistando altre persone grazie alla nostra disponibilità.
Lo strumento che lega queste esperienze è la preghiera che fortifica e arricchisce e prepara con discrezione nuove conquiste.
In questo modo l’opera misteriosa ma efficace della grazia guarisce i cuori, sana le ferite famigliari e prepara gli apostoli che con Maria conquisteranno il mondo.
La Regina della pace non solo esorta alla preghiera in famiglia, ma sollecita le famiglie ad unirsi in gruppi di preghiera, perché saranno queste cellule indistruttibili della Chiesa che resisteranno alla furia del maligno.
Quello che tu hai descritto è il modo con cui Dio incide nella Storia della Redenzione, dove tutto inizia nel silenzio della casa di Nazareth e prosegue con la visita di Maria alla cugina Elisabetta, coinvolgendo via via gli umili e i semplici.
E’ una storia che continua inarrestabile nel frastuono e nel disprezzo dei supponenti, che tuttavia collasseranno su se stessi, perché nulla regge se Dio non lo sorregge.
Coraggio, perché le opere di Dio si realizzano nell’umiltà e nella perseveranza.
Ave Maria
Padre Livio
Indicare la Fonte
Per quanto il futuro sia come una parete nera oltre la quale si fa fatica a guardare, per grazia della Madonna siamo in grado di conoscere alcune cose sul futuro. Dalle rivelazioni di Medjugorje e da quelle di Fatima abbiamo la possibilità di sapere il futuro che ci attende. Siamo davanti a una fase della Storia in cui accadranno eventi mai visti prima.
La cosa più importante che sappiamo del futuro è che i prossimi dieci anni circa saranno i più drammatici della Storia umana in generale, accadranno eventi sconvolgenti perché per la prima volta satana ha il potere di distruggere il mondo, l’opera della Creazione e della Redenzione; la Madonna lo ha detto più volte e questi eventi sono contenuti nei Segreti di Medjugorje e in quelli di Fatima. Il futuro che ci aspetta è veramente drammatico, non è pianificabile.
La seconda certezza è che la protagonista di questo tempo sarà la Madonna. Questa è la cosa più importante, nonostante non si prenda in considerazione. La Madonna sarà la Regina del tempo dei Segreti, sarà Lei a rivelarli tre giorni prima che accadano, Lei li illuminerà con la sua presenza, Lei ci guiderà con i suoi messaggi, Lei porterà le schiere mariane al trionfo del suo Cuore Immacolato e alla fine alla conversione della Russia.
Indubbiamente abbiamo di fronte un futuro tremendo, basta guardare i gradi di odio e cattiveria che ci sono nel mondo, tali da portare alla distruzione del pianeta. Sarà un futuro che vedrà la presenza di Maria e Lei lo dominerà, lo guiderà, sarà la Regina del tempo dei Segreti.
Nel tempo dei Segreti la Russia avrà certamente il ruolo principale. Non può essere diversamente perché la Madonna l’ha citata tre volte nel Segreto di Fatima, quando ha detto che la Russia avrebbe diffuso i suoi errori nel mondo, avrebbe distrutto popoli e nazioni, avrebbe perseguitato la Chiesa e avrebbe fatto soffrire molto il Santo Padre:
«Avete visto l’inferno dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se faranno quel che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire; ma se non smetteranno di offendere Dio, durante il Pontificato di Pio XI ne comincerà un’altra ancora peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace».
La profezia di Fatima si è realizzata in parte, fino alla Seconda guerra mondiale cui è seguita la caduta del comunismo; con il nuovo secolo – «satana è libero dalle catene» (Messaggio di Medjugorje del 1 gennaio 2001) – è iniziata la nuova epopea russa che minaccia con le bombe atomiche il mondo e tiene sotto i suoi missili tutte le città dell’Occidente.
Nel tempo dei Segreti la Russia avrà il ruolo principale, questo è certo perché diversamente non si può capire come farà a convertirsi al termine del tempo dei Segreti, come ha detto la Madonna a Fatima e lo ha ribadito a Medjugorje. Questa è un’ulteriore certezza, nel tempo dei Segreti la Russia avrà il ruolo devastatore.
Per quanto riguarda l’Europa e l’Occidente in generale, non sappiamo nulla e possiamo solamente azzardare delle ipotesi. L’unica certezza sul piano geo-politico è che la Russia sarà una protagonista devastatrice e anche anticristica perché propone un Cristianesimo messianico legato all’etnia russa. Dal terzo Segreto di Fatima sappiamo che la Chiesa sarà oggetto di persecuzione con l’intento di sterminarla e il Santo Padre stesso verrà ucciso. Non sappiamo dove, ma il Segreto di Fatima parla di una uccisione durante la salita al Calvario, potrebbe essere Roma.
Altre certezza che abbiamo davanti è che molti apostateranno. L’apostasia è il rinnegamento della Chiesa Cattolica da parte dei cattolici stessi. A Fatima la Madonna ha detto che il Portogallo avrebbe conservato il dogma della fede, ne deriva che ci sarà un’apostasia. Il diavolo, inoltre, cercherà di figurare dei falsi messia che prometteranno false salvezze. Rimaniamo ancorati alla Chiesa, alla Regina della pace e al Santo Padre, non lasciamoci abbindolare.
Abbiamo davanti un futuro drammatico costellato di eventi mai visti prima, prepariamoci. La protagonista di questo periodo sarà la Madonna e noi dobbiamo essere suoi per vincere. Nel tempo dei Segreti la Russia sarà l’attrice devastatrice, lo dice il Segreto di Fatima che in parte si è realizzato e in parte sui deve realizzare come ha detto autorevolmente Benedetto XVI.
La Chiesa Cattolica sarà perseguitata probabilmente per mano della Russia perché punta ad essere il centro del Cristianesimo, perché si ritiene la terza Roma e vuole imporre l’ortodossia. Ci sarà l’apostasia in conseguenza alla persecuzione; molti resisteranno saldi nella fede, molti altri per paura rinnegheranno la fede.
Alla luce di queste considerazioni dobbiamo pregare per l’Italia e per l’Europa perché siamo in pericolo. Gli Stati Uniti sono più cristiani dell’Europa stessa, è l’Europa che rischia perché ha abbracciato la religione umanitaria e perché è qui che molti hanno già apostatato e una parte della Chiesa si è svuotata della fede e non crede più. In Europa siamo veramente diventati pagani, per questo siamo in pericolo.
Preghiamo perché la Madonna si ricordi di quello che l’Europa ha fatto in passato e la protegga anche in questo momento in cui la fede vacilla. La Madonna sarà qui a proteggere le due sponde dell’Europa, quella occidentale e quella orientale; di fatto Medjugorje è un punto strategico in tal senso.
Quello che ha detto la Madonna è molto chiaro ed sufficiente per capire che il futuro che ci attende è difficile ma noi dobbiamo rimanere saldi e forti nella fede.
La Madonna elogia la gente di Medjugorje

Carissimo Padre Livio,
grazie per il suo piacevole commento all’ultimo messaggio (25 Luglio 2024), come sempre ricco di reminiscenze del passato di Medjugorje. Mi piacerebbe però sapere per quale motivo lei ha cambiato una parola della traduzione italiana sostituendo “uomini” con “persone”. La cosa mi incuriosisce perché conosco la sua applicazione e precisione.
La saluto caramente!
Angela di Catania
Cara Angela,
innanzi tutto incominciamo col dire che la Madonna dà i messaggi in croato e non in italiano. Come è noto la traduzione in se stessa non è sempre una cosa facile e nel nostro caso viene fatta in una decina di lingue e in tempi piuttosto ristretti.
Per quanto riguarda la parola in questione (Ljude- Ljudi) il suo significato codificato dai vocabolari è “uomini”, “gente”, “persone”. D’altra parte basta andare su Google per accertarsi.
A mio avviso la Madonna nel suo messaggio ha fatto riferimento proprio alla popolazione di Medjugorje, dicendo di loro che sono persone di fede, speranza e preghiera. E’ indubbiamente un prezioso incoraggiamento dopo le tirate di orecchio precedenti.
Per capire come sia stata “studiata” la parola usata della Madonna (Ljude) propongo questa riflessione tratta da un sito internet, nel quale fra l’altro risulta che la parola in questione viene tradotta preferibilmente con “persone”:
“Il nome “Ljudi” è di origine slava e può essere trovato in paesi come Serbia, Croazia, Montenegro e Bosnia ed Erzegovina. Questo nome ha una lunga storia e un significato unico che è durato nel corso degli anni. In questo articolo esploreremo l’origine e il significato di “Ljudi” e la sua rilevanza nella cultura slava.
Origine del nome “Ljudi”
Il nome “Ljudi” affonda le sue radici nell’antica lingua slava, parlata dalle tribù slave dell’Europa orientale. Questo nome deriva dalla parola slava “ljub” che significa “amore” o “caro”, e “ljudi” che significa “popolo” o “persone”. Pertanto, il significato originale del nome “Ljudi” può essere interpretato come “amato dal popolo” o “amato dal popolo”.
Gli slavi avevano un forte legame con la natura e la comunità e i nomi che scelsero per i loro figli riflettevano il loro rapporto con l’ambiente. Il nome “Ljudi” è diventato un modo per onorare i membri amati della comunità e trasmettere un senso di appartenenza e amore reciproco.
Significato di “Ljudi” nella cultura slava
Nella cultura slava, i nomi avevano un significato profondo ed erano considerati una parte importante dell’identità personale. Il nome “Ljudi” era visto come simbolo di stima e di affetto verso la persona che lo portava, ed era considerato un onore essere chiamato in questo modo.
Gli slavi attribuivano grande valore alla famiglia e alla comunità e il nome “Ljudi” rifletteva l’importanza di mantenere forti legami con i propri cari e con la società in generale. Questo nome evocava sentimenti di amore e rispetto ed era associato alla gentilezza e alla generosità verso gli altri.
Varianti e popolarità di “Ljudi”
Nel corso degli anni, il nome “Ljudi” ha mantenuto la sua popolarità nei paesi slavi ed è rimasto una scelta comune per i genitori che cercano un nome dal significato profondo e tradizionale. Inoltre, esistono varianti di questo nome in diverse lingue slave, come “Ljudevit” in croato, “Ljudmila” in russo e “Liudvika” in lituano.
Sebbene “Ljudi” possa non essere così comune in altri paesi al di fuori dell’Europa orientale, il suo significato e le sue radici culturali lo rendono unico e significativo in qualsiasi parte del mondo. La globalizzazione ha portato i nomi slavi a diventare più conosciuti in tutto il mondo, il che ha contribuito alla crescente popolarità di “Ljudi” come opzione di nome per i ragazzi.
Personaggi famosi con il nome “Ljudi”
Molti individui hanno portato il nome “Ljudi” nel corso della storia e alcuni di loro si sono distinti in campi diversi e hanno lasciato il segno nella società. Tra loro c’è Ljudi Polika Oljaca, una rinomata artista serba nota per le sue opere e i suoi contributi alla cultura visiva. Anche lo scrittore sloveno Ljudi Knafelj, riconosciuto per la sua letteratura e le sue riflessioni sull’identità slovena.
Queste personalità hanno contribuito a rendere popolare il nome “Ljudi” e hanno dimostrato che questo nome può essere associato al successo, al talento e alla creatività. La sua eredità ha contribuito a rafforzare il significato di “Ljudi” nella società contemporanea e ha dimostrato che questo nome può essere una scelta potente e significativa per chiunque.
Conclusioni
In sintesi, il nome “Ljudi” ha un’origine antica e una ricca storia nella cultura slava. Il suo significato originale di “amato dalla gente” riflette l’importanza della connessione e dell’amore all’interno della società. Nel corso degli anni, “Ljudi” ha mantenuto la sua popolarità e rimane una scelta significativa per i genitori che cercano un nome con profonde radici culturali e significato simbolico.
L’influenza di personalità di spicco con questo nome ha contribuito a rafforzare la sua rilevanza nella società moderna e ha dimostrato che “Ljudi” può essere associato al successo, alla creatività e al contributo della cultura. In definitiva, il nome “Ljudi” continua a essere una parte importante del patrimonio slavo e un simbolo di amore, apprezzamento e appartenenza nella società contemporanea.”
( Sito: nomipropri.eu)
Cara Angela, se sei arrivata fino alla fine ti sarai resa conto con quale divina finezza la Madonna abbia usato la parola in questione per significare quanto ama i suoi cari figli che ha scelto.
Ave Maria
Padre Livio
MESSAGGIO 25 LUGLIO 2024
”Cari figli miei! Con gioia vi ho scelti e vi guido perché in voi, figlioli,
vedo persone di fede, speranza e preghiera.
Figlioli, vi guidi la fierezza di essere miei, e io vi guido a Lui che è via, verità e vita.
Sono anche con voi affinché la pace vinca in voi ed attorno a voi, perché Dio mi ha mandato a voi per questa intenzione.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
Poruka, 25. srpanj 2024
„Draga moja djeco! S radošću sam vas izabrala i vodim vas jer u vama, dječice, vidim ljude vjere, nade i molitve. Nek vas, dječice, vodi ponos da ste moji, a ja vas vodim Njemu koji je put, istina i život i s vama sam da mir pobjedi u vama i oko vas, jer s tom nakanom Bog me posla vama. Hvala vam što ste se odazvali mome posivu

Pensiero Spirituale sulla grande varietà di peccato
Cari amici, uno dei compiti della Chiesa è proprio quello di convincere il mondo di peccato. Il mondo, nella sua cecità, cerca di eliminare lo stesso concetto di male e di peccato e l’uomo stesso decide ciò che è bene e ciò che è male. La Chiesa ha proprio il dovere di rendere consapevole il mondo dell’esistenza del peccato e quindi di eliminarlo perché è un veleno che distrugge la vita, è una falsa libertà che cela una forma di schiavitù.
In rapporto a Dio scopriamo la sua volontà, la sua legge di santità e di grazia, la sua legge morale, i suoi precetti. In rapporto a Dio possiamo scoprire la via del bene e da qui la decisione di quale strada percorrere. Il peccato, allora, lo possiamo comprendere nella luce di Dio che è la Verità che ci indica con certezza ciò che è bene e ciò che è male. È una luce soprannaturale della Divina Rivelazione ma anche la luce naturale dei Comandamenti impressi nel cuore di ogni uomo. Tutti, anche i non cristiani, possono scoprire che uccidere, rubare, mentire è male.
Il peccato ha una varietà immensa. Il male genera se stesso in forme sempre nuove, è sempre all’ordine del giorno. Il peccato precede le mode, costruisce gli orientamenti ed è una fonte inquinata che si dirama in innumerevoli rivoli. Il peccato poi prende forme particolari a seconda dell’inclinazione personale: c’è chi è più violento, chi è più menzognero, chi è pervertito sessualmente. I semi del male sono molto vari e crescono differentemente nei cuori; ci sono peccati che prevalgono nella vita di questa o quella persona.
Messa a fuoco la varietà del peccato, il Vangelo ci insegna che il male ha una radice unica che è l’orientamento del cuore. È come un albero con innumerevoli rami e che produce altrettanti frutti di male; i rami però convergono tutti al medesimo tronco che ha radici profonde. Allo stesso modo, tutti i peccati hanno una radice interiore che è il cuore dell’uomo. Gesù stesso ci insegna che il male esce dal cuore dell’uomo.
L’uomo cede alla tentazione, accarezza l’idea del male, la fa propria, si lascia avvelenare, si fa sedurre dal demonio che lo porta a fare qualsiasi cosa. Molte volte, quando si rompono le dighe c’è una proliferazione del male in una persona che la porta a pervertirsi nella cattiveria, nel peccato e diventare immagine del demonio. Questo succede perché nel nostro cuore, con la nostra volontà abbiamo ceduto alla seduzione del serpente, ci siamo fatti incantare dalla sua menzogna e dalle sue false luci.
Il diavolo ci trascina sulla via del male e ci porta verso tutte le degradazioni possibili e immaginabili. Accade poi che i peccati personali si estendono nella società e diventano i peccati del mondo. Il nostro compito è purificare le radici del cuore, non lasciare spiragli al diavolo perché vi si insinui e farlo abitare unicamente da Dio.
Nel nostro cuore ci siano le radici dell’amore e dell’umiltà affinché germoglino le virtù prendendo il sopravvento sui vizi. Questo è il combattimento spirituale cristiano che ha come campo di battaglia proprio il cuore dell’uomo e le cui armi sono la preghiera e la penitenza.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica dedica due punti proprio alla diversità dei peccati:
1852 La varietà dei peccati è grande. La Scrittura ne dà parecchi elenchi. La lettera ai Galati contrappone le opere della carne al frutto dello Spirito: «Le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio» (Gal5,19-21).
1853 I peccati possono essere distinti secondo il loro oggetto, come si fa per ogni atto umano, oppure secondo le virtù alle quali si oppongono, per eccesso o per difetto, oppure secondo i comandamenti cui si oppongono. Si possono anche suddividere a seconda che riguardino Dio, il prossimo o se stessi; si possono distinguere in peccati spirituali e carnali, o ancora in peccati di pensiero, di parola, di azione e di omissione. La radice del peccato è nel cuore dell’uomo, nella sua libera volontà, secondo quel che insegna il Signore: «Dal cuore […] provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adultèri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie. Queste sono le cose che rendono immondo l’uomo» (Mt15,19-20). Il cuore è anche la sede della carità, principio delle opere buone e pure, che il peccato ferisce.
Questi due punti del Catechismo della Chiesa Cattolica sono molto istruttivi e ci aiutano a preparare un buon esame di coscienza. Per prepararci a una santa Confessione è bene leggere la Parola di Dio che ci svela l’inganno del demonio che ci propone il veleno sotto forma di caramella. Possiamo anche dire che la letteratura e il cinema prosperano sulla varietà dei peccati, delle perversioni umane e sempre meno sulla Redenzione, sul tema del superamento del male con il bene. Una volta era diverso, adesso invece si descrive lo scivolamento verso l’abisso della perversione come se fosse qualcosa di ineluttabile, di non redimibile. Guai a noi se entriamo nella prospettiva della resa al male considerandolo invincibile. Gesù Cristo ha detto: “Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!” (Gv 16,33).
Dipende da noi lavorare nel cuore perché ci siano i semi del bene che germoglino nelle virtù; estirpare le erbacce del male sul nascere; orientare il cuore al bene e renderlo degno di essere la dimora della Santissima Trinità; vigilare alla porta del cuore perché satana non lanci i suoi dardi velenosi che divampano e distruggono tutto.
Dobbiamo scegliere chi mettere al centro del nostro cuore, chi è l’unico re del nostro cuore: la Santissima Trinità, che con la sua luce ci richiama ai Comandamenti e alle opere di bene, oppure il diavolo con i suoi intenti di odio e di cattiveria.
Decidiamo, ogni giorno, se edificare in noi il Paradiso o l’inferno. Quello che abbiamo nel cuore si effonde in tutta la persona, nei suoi pensieri, nelle sue parole, nei suoi atteggiamenti, nei suoi comportamenti, nelle sue decisioni. Le persone abitate da Dio si riconoscono subito, così come si individuano immediatamente i cuori abitati dal demonio.
Lavoriamo ogni giorno per avere un cuore degno di Dio. Affrontiamo il quotidiano combattimento spirituale con il proposito di santità e con gli occhi alla meta che è il Cielo.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”
24 Luglio 2024 ore 11:20 di Cristina Siccardi – CR

Il 26 luglio ricorre la festività di sant’Anna, la madre di Maria Vergine. Di lei nulla si dice nei Vangeli canonici, mentre alcune notizie sono riportate nei Vangeli apocrifi. Grazie alla tradizione della Chiesa ci sono diverse cose da raccontare.
Tratti agiografici vengono riportati per la prima volta negli apocrifi Protovangelo di Giacomo e Vangelo dello pseudo-Matteo e ulteriori arricchimenti sono stati aggiunti nel corso dei secoli, fino ad arrivare alla Legenda Aurea dell’arcivescovo domenicano Jacopo da Varazze (1230 ca.-1298). Da rilevare che diversi santi orientali hanno predicato sul tema della madre della Madonna, come san Giovanni Damasceno (670/680-749), sant’Epifanio di Salamina (310 ca.-403), san Sofronio di Gerusalemme (560 ca.-638). Le vicende della santa furono poi raccolte nel De Laudibus Sanctissime Matris Annae tractatus del 1494 e nel 1584 papa Gregorio XIII (1501/1502-1585) estese la festività di sant’Anna a tutta la Chiesa cattolica.
Il suo sposo Gioacchino, uomo virtuoso e molto ricco della tribù del Regno di Giuda e della stirpe di Davide, era sterile e, umiliato pubblicamente, in quanto si vedeva rifiutare le offerte al Tempio per non aver dato figli ad Israele, mentre la serva di Anna lo ingiuriava, egli decise di ritirarsi nel deserto, dove digiunò e pregò. La tradizione racconta che, mentre erano separati, un angelo apparve sia ad Anna che a Gioacchino per annunciare loro l’imminente concepimento di una creatura e, quindi, si incontrarono alla Porta Aurea di Gerusalemme. A questo riguardo, è celeberrima la rappresentazione pittorica di Giotto con il suo Incontro di Anna e Gioacchino alla Porta d’Oro, che si trova nella Cappella degli Scrovegni a Padova, in cui viene riprodotto un casto bacio fra gli sposi, considerato come l’immacolato concepimento di Maria.
Il prodigio della nascita di un figlio ricordava numerose nascite insperate dell’Antico Testamento: virgulti della grazia divina e non della carne. Come Samuele, anche Maria Vergine sarà presentata e consacrata al Tempio di Gerusalemme.
Sempre secondo la tradizione Anna e Gioacchino con Maria Bambina abitavano a Gerusalemme nei pressi dell’attuale Porta dei Leoni, nella parte nord-orientale della città vecchia, laddove si trovano i resti della piscina di Betzaeta. Oggi nel luogo dove abitarono Gioacchino, Anna e Maria sorge la chiesa di Sant’Anna, costruita dai crociati nel XII secolo.
Ancora secondo la tradizione della Chiesa la salma di sant’Anna venne portata in Provenza dai santi Lazzaro, Marta e Maria o, secondo altre fonti, da sant’Auspicio, primo vescovo di Apt (regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra) – qui inviato alla fine del I secolo e morto martire nell’anno 102 – luogo in cui le reliquie della madre di Maria Santissima furono poi sotterrate in profondità, per paura delle invasioni arabe, sotto la cattedrale. Carlo Magno (742-814), dopo aver vinto sui saraceni, andò a pregare nella Cathédrale Sainte-Anne d’Apt la domenica di Pasqua del 792. Su indicazione di un ragazzo cieco, sordo e muto dalla nascita, si scavò in un punto preciso della stessa cattedrale e venne alla luce una cripta illuminata da una lampada, che non aveva mai cessato di ardere davanti alla tomba di sant’Anna, nonostante l’assenza d’aria. Il giovane guarì subito dalle sue infermità e il santuario divenne una popolarissima meta di pellegrinaggi, nonché sacro luogo legato a numerose indulgenze concesse da papa Adriano I.
Secondo un’altra tradizione le reliquie di sant’Anna furono salvate dalla distruzione dal centurione Longino. I resti vennero conservati in Terra Santa finché alcuni monaci li traslarono in Francia. A causa delle incursioni arabe, l’intero corpo fu chiuso in una bara di cipresso e murato per precauzione in una cappella scavata sotto la nascente cattedrale di Apt. Molti anni dopo avvenne il ritrovamento, preceduto e seguito, secondo le narrazioni, da diversi miracoli che portarono all’identificazione del corpo, grazie soprattutto ad una scritta in greco. In seguito ne avvenne la smembratura e divisione fra aristocratici e clero. Attualmente il cranio di sant’Anna è custodito all’interno della Cappella Palatina del castello dei Ventimiglia a Castelbuono, in provincia di Palermo. Nella chiesa della Santissima Trinità di Castelbuono si trovano invece due statue settecentesche di ottima fattura, con paramenti in tessuto, che raffigurano sant’Anna e san Gioacchino, e fra loro due Maria Bambina, la Corredentrice, che, non a caso, ricorda molto Gesù Bambino con la corona sul capo, ma in aggiunta dodici stelle e ai suoi piedi la luna.
Il pellegrinaggio a Sainte-Anne d’Auray, in Bretagna, secondo luogo di pellegrinaggio in Francia dopo il santuario di Lourdes, ha un’origine diversa. Fra il 1623 e il 1625 un contadino bretone, che non sapeva né leggere, né scrivere, ma era molto pio e molto considerato dalla sua comunità, Yves Nicolazic (1591-1645), ebbe delle apparizioni di sant’Anna. Una notte, con suo cognato, videro una dama bianca con una candela in mano al campo del Bocenno. Il 25 luglio 1624, alla vigilia della festa di sant’Anna, la dama gli apparve di nuovo: era notte e lo accompagnò a casa con una torcia in mano. Gli disse con chiarezza: «Yves Nicolazic, non aver paura. Sono Anna, madre di Maria. Dì al tuo sacerdote che nel pezzo di terra chiamato Bocenno, c’era una volta una cappella a mio nome. Voglio che venga ricostruita il più presto possibile e che tu ne abbia cura perché Dio desidera che io sia onorata lì» (cfr. Storia del Santuario di Sainte Anne d’Auray, https://www.sainteanne-sanctuaire.com/?mode=histoire&langue=en). Sant’Anna chiese dunque che venisse riscostruita una cappella a lei consacrata, laddove già era esistita, ma che era stata distrutta intorno al 700. La storia di Yves Nicolazic e delle apparizioni di sant’Anna sono ben note e ben attestate, soprattutto con la dichiarazione da lui stesso sostenuta davanti a Sir Jacques Bullion il 12 marzo 1625 nel presbiterio di Pluneret (diocesi di Gwened), dove Yves era nato.
Nella notte fra il 7 e l’8 marzo 1625, sant’Anna si presentò nuovamente e raccomandò al veggente di prendere con sé i suoi vicini e di seguire la luce di una fiaccola; fu allora che egli trovò un’antica statua di sant’Anna in legno. Tre giorni dopo, i pellegrini iniziarono ad arrivare per pregare davanti al simulacro. Nonostante le riserve del parroco, la prima messa ufficiale fu celebrata per decisione del vescovo di Gwened (Vannes) il 26 luglio 1625 e vinte le prime resistenze del clero, nel 1627 fu eretto un santuario. Il servo di Dio Yves Nicolazic (il 27 novembre 1937 venne aperta un’inchiesta diocesana preliminare per la sua beatificazione) era dai suoi contemporanei chiamato «il Costruttore», in quanto lui stesso diresse i lavori e prestò la sua forza alla costruzione della basilica, che venne affidata ai Carmelitani e fu arricchita di numerose indulgenze dai Pontefici. Ma durante la Rivoluzione francese, nel 1792, in pieno sabba giacobino, la statua fu fatta a pezzi e bruciata. Tuttavia, una mano pietosa salvò il volto, ancora oggi incassato nel piedistallo della statua attuale.
Sant’Anna è la patrona e il modello delle madri di famiglia e di tutte le attività legate alla dimensione della domesticità: tessitori, sarte, merlettaie, rigattieri… ma è anche patrona dei marinai e a migliaia sono gli ex-voto che si trovano a Sainte-Anne-d’Auray. Lei che partorì senza dolore, come narra ancora la tradizione, l’Immacolata figlia, concepita senza peccato, è patrona delle donne incinte, delle puerpere e delle nutrici. A Roma si benedicevano i ceri di sant’Anna, che le donne accendevano durante i loro parti. Ma è anche patrona delle istitutrici, infatti è spesso ritratta nell’atto di insegnare a leggere a Maria Bambina. Le attività di moglie, madre, governante della casa, istruttrice che sant’Anna esplicò perfettamente, sono quelle di cui molte donne del nostro tempo si vergognano o difettano, avendo sottomesso se stesse alle idee femministe e anticristiane. E poi, ma non certo per ultimo, anzi, è il vertice dei suoi meriti, secondo una lettura profondamente teologica, sant’Anna è anche patrona dei falegnami e degli ebanisti, avendo realizzato e modellato in sua figlia il primo Tabernacolo che custodì Nostro Signore Gesù Cristo.

COMMENTO BREVE AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE – 25 LUGLIO 2024
Di Padre Livio Fanzaga
il 26 Luglio 2024
in COMMENTO AI MESSAGGI DELLA REGINA DELLA PACE
Cari amici ,
il messaggio della Regina della pace del mese di Luglio è stato particolarmente affettuoso e incoraggiante. La Madonna si è rivolta a noi chiamandoci “Cari figli miei”, quasi a voler sottolineare che le apparteniamo in modo speciale.
Come la Madonna ha già sottolineato in passato, i suoi messaggi riguardano in primo luogo la Parrocchia di Medjugorje e poi tutti quelli che vi sono spiritualmente collegati.
La “Gospa” ricorda che con gioia ha scelto la Parrocchia ( già nel 1984) per poterla guidare nel cammino di fede e ora si compiace nel vedere persone “di fede, speranza e preghiera”.
Effettivamente in occasione della Novena in preparazione all’Anniversario delle apparizioni, c’è stata una convincente manifestazione di fervore , come da tanto tempo non si vedeva.
La Madre esorta i figli a seguirla con fierezza, senza vergognarsi, senza farsi intimidire dagli spiriti supponenti e a mostrare col Rosario in mano che non abbiamo paura di appartenerle.
Infatti Lei non ci tiene per sé, ma ci guida verso suo Figlio, che è via, verità e vita. “Per essere cristiani bisogna essere mariani” aveva autorevolmente sottolineato il grande Papa S. Paolo VI. Chi segue Maria arriva a Gesù. Chi vuole arrivare a Gesù senza Maria, alla fine rimane impantanato nella sua presunzione.
Alla fine la Madonna ci ricorda che Lei è stata inviata da Dio a Medjugorje come Regina della pace. Questa è la sua missione che realizzerà in pienezza.
Noi possiamo e dobbiamo aiutarla, facendo crescere la pace di Dio in noi e attorno a noi. Con i cuori che si riconciliano con Dio, Maria vincerà la sua grande battaglia e il mondo intero godrà di un tempo di pace come mai prima.
Vostro Padre Livio