"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Novembre 2024 Pagina 6 di 23

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Ci sarà un pax anticristica?

Caro padre Livio, a seguito dei tuoi recenti bellissimi editoriali volevo fare alcune osservazioni e farti alcune domande. Con l’elezione di Trump si sta delineando un quadro mondiale per me indefinibile. Da una parte nella nuova amministrazione americana ci sono persone che coprono ruoli di rilievo che come descritto sui quotidiani di ieri hanno l’intenzione di portare l’umanità verso l’uomo dio, superamento dei limiti umani, intelligenza artificiale applicata all’uomo, nuovi mondi dove pochi godranno del potere a loro beneficio a discapito dei più, persino l’ideale di vincere la morte, un quadro che riporta alla società descritta dal libro di Benson, una società anticristica che vuole eliminare Dio.

Poi da un punto di vista politico la Russia non è vista da questa amministrazione come un pericolo per l’umanità, lo stesso futuro vicepresidente americano poco prima delle elezioni aveva dichiarato che del futuro dell’Ucraina, in un senso o nell’altro, non gliene importava nulla: e questa dichiarazione fa pensare che anche del futuro dell’Europa non gliene importi nulla. Trump è lì perché sarà una pedina importante nel tempo dei segreti, è un uomo fondamentalmente religioso che ha riconosciuto la mano della Madonna mesi fa, ma non si capisce ancora bene che idee abbia rispetto a coloro cui si è attorniato e in politica estera soprattutto riguardo il conflitto in Europa, quello nel medio oriente e la crisi del sud-est asiatico.

Certo è che se gli Usa si disimpegneranno dall’Europa e dalla Nato, la Russia avrà mano libera ben oltre l’Ucraina in un contesto dove la Germania non pare più guidare l’Europa con il suo nuovo corso post Merkel, la Francia va per conto suo e l’Inghilterra ormai si è isolata. Se accadesse questo bisognerà vedere come gli Usa si comporteranno, se torneranno sui loro passi. Il tempo dei segreti lo dirà.

Però quel che volevo chiederti è riguardo ai passaggi che hai fatto di recente sull’apostasia e la persecuzione. Questi saranno scenari certi durante il tempo dei segreti per via sicuramente della Russia e chissà forse anche un certo islam, forse la Cina. Quando la Madonna ha detto a Lucia che il Portogallo conserverà sempre la fede, potrebbe significare che questa terra sarà l’unica in Europa preservata dalla guerra, dalla persecuzione nei confronti della Chiesa, potrebbe addirittura essere la sede provvisoria nel tempo dei segreti della romana Chiesa perseguita anche a Roma?

Grazie e buona serata. Ave Maria.

Andrea 


Caro Andrea,

non vi è dubbio, stando ai messaggi della Madonna, che la Russia rappresenti il pericolo più grande per la sopravvivenza del mondo e per la stessa Chiesa cattolica, alla quale da sempre contende il primato religioso. Infatti la vittoria più grande della Madonna sarà la conversione del popolo russo.

Tuttavia, nella situazione attuale, nella quale satana è sciolto dalle catene, è l’intera umanità che “ha scelto per la morte” (22 Ottobre 2022) in quanto si è sostituita a Dio. “L’uomo moderno non vuole Dio e perciò va verso la perdizione” (25 Gennaio 2023).

In questa fase potrebbe esserci  una “pax universale” di natura anticristica, che i potenti della terra potrebbero stipulare in nome della loro sopravvivenza.

Tuttavia durerà poco e la Russia riprenderà a fare quello che sta facendo, ovverossia piegare con la forza il mondo alle sue pretese o distruggerlo completamente perché loro, gli eletti, avranno in dono cieli nuovi e terra nuova (come promettono i loro mentori).

Ave Maria

Padre Livio

Il Papa ai giovani: non “stelle per un giorno” ma testimoni dell’amore di Dio

Accuse, consensi e verità. Su queste tre parole riflette Francesco, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, spronando i ragazzi a non ragionare secondo la logica del mondo ma secondo la verità di Cristo. “La storia – afferma – non la fanno i violenti, i prepotenti, gli orgogliosi”, Dio lascia liberi e non smette mai di amarci. Al termine della Messa il passaggio di consegne dai giovani portoghesi ai coreani per la prossima Gmg di Seoul nel 2027

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

Nelle mani dei giovani coreani che prendono la croce della Gmg, al termine della Messa nella Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, da quelle dei ragazzi portoghesi c’è molto di più che un semplice passaggio di consegne. Ad accompagnare il momento l’icona della Madonna Salus Popoli Romani, a cui Papa Francesco è devoto. È infatti a Gesù e alla protezione della Vergine che vengono affidate le speranze, i timori e le gioie di tanti giovani in cammino verso Seoul 2027.

Teniamo gli occhi fissi su Gesù, sulla sua Croce, e su Maria, nostra Madre: così, anche nelle difficoltà, troveremo la forza di andare avanti, senza temere le accuse, senza bisogno dei consensi, con la propria dignità, con la propria sicurezza di essere salvati e di essere accompagnati dalla mamma, Maria, senza fare dei compromessi, senza maquillage spirituale. La vostra dignità non ha bisogno di essere truccata. Andiamo avanti, contenti di essere per tutti, di essere nell’amore, e essere testimoni della verità. E per favore, non perdere la gioia.

Le domande difficili

Ci sono poi le parole del Papa che, in un’omelia di padre, si fa interprete delle domande che albergano nel cuore di tanti e a cui sembra impossibile dare risposta. Parla “delle guerre, delle violenze, dei disastri ecologici”, di un futuro incerto fatto di lavori precari, di “divisioni e disparità che polarizzano la società”.  

Nessuna paura delle condanne

Si sofferma così su tre parole – le accuse, i consensi e la verità – che “possono aiutarci – spiega il Papa – a procedere con coraggio nel nostro cammino, attraverso le sfide che incontriamo”. Partendo dalle accuse che vengono mosse a Gesù, Francesco ricorda che Pilato non vuole turbamenti nella “pace militarizzata” del suo distretto e quindi accontenta gli accusatori del Messia. Attraverso questo episodio, il Papa invita i giovani a non aver paura se messi “sotto accusa” perché seguono Gesù, a non sentirsi sbagliati, a non omologarsi perché prima o poi le accuse cadranno e si riveleranno per quelle che sono, “illusioni”.

Ciò che resta, come Cristo ci insegna, è altro: sono le opere dell’amore. Questo è ciò che rimane e che rende bella la vita! Il resto non conta. L’amore concreto nelle opere. Perciò, vi ripeto: non abbiate paura delle “condanne” del mondo. Continuate ad amare! Ma ad amare alla luce del Signore, a dare la vita per aiutare gli altri.

La gratuità dell’amore che salva

La seconda parola è “consenso”.  Gesù dice che il suo regno non è di questo mondo, rifiutando così ogni logica di potere e così i giovani di oggi possono fare, non lasciandosi “contagiare dalla smania di essere visti, approvati e lodati”, lontani dalla ricerca affannosa dell’approvazione altrui che porta a “sgomitare competere, fingere, scendere a compromessi, svendere i propri ideali” e la propria dignità. “Dio vi ama così come siete, non come apparite” è infatti la gratuità dell’amore che rende felici e salva, un amore che è libertà “in armonia – dice il Papa –  con la vostra dignità”.

Non truccatevi l’anima, non truccatevi il cuore; siate come siete: sinceri, trasparenti. Non siate “stelle per un giorno” sui social o qualsiasi altro contesto.  Il cielo in cui siete chiamati a brillare è più grande: è il cielo dell’amore, è il cielo di Dio.

Il cielo di piccole luci

Francesco ricorda che il cielo di Dio è fatto di “piccole luci” che rendono forti, è “un firmamento vero in cui splendere come astri nel mondo”, riflesso di un amore che “non si compra, è gratuito, è donazione di sé stesso”.

Queste piccole luci: affetto fedele degli sposi – cosa bella -, la gioia innocente dei bambini – è una bella gioia questa! -; l’entusiasmo dei giovani, siate entusiasti tutti voi; la cura degli anziani. Una domanda: voi avete cura degli anziani? Andate a trovare i nonni? Siete generosi nella vostra vita e caritatevoli verso i poveri nell’onestà del lavoro.

La grande menzogna dell’io

La verità, l’ultima parola, passa dall’amore per Dio e i fratelli. Ci libera infatti dalla prigionia dell’io, “radice di ogni ingiustizia e infelicità”, e ci fa fiorire nella “piena dignità”. Ricordando il futuro santo Pier Giorgio Frassati e l’invito a non vivacchiare, Francesco esorta a “testimoniare la verità nella carità, amandoci come Gesù ci ha amato”.

Non è vero, come alcuni pensano, che gli eventi del mondo sono “sfuggiti” dalle mani di Dio. Non è vero che la storia la fanno i violenti, i prepotenti, gli orgogliosi. Molti mali che ci affliggono sono opera dell’uomo, inganno dal Maligno, ma tutto è sottoposto, alla fine, al giudizio di Dio.

Al cospetto di Dio

Francesco sfiora l’attualità di oggi, fatta di conflitti e violenze. Ricorda che Dio ci lascia liberi di scegliere, che non ci lascia soli e non smette mai di amarci e risollevarci.

Quelli che distruggono la gente, che fanno le guerre, come avranno la faccia quando si presenteranno davanti al Signore? “Perché hai fatto quella guerra? Perché hai ucciso?”. E loro, cosa risponderanno? Pensiamo a questo. Anche a noi, noi non facciamo la guerra, noi non uccidiamo, ma ho fatto questo, questo, questo, … Quando il Signore ci dirà: “Ma perché hai fatto questo? Perché sei stato ingiusto in questo? Perché hai speso questi soldi nella tua vanità?”. Anche a noi il Signore ci domanderà queste cose.

Maria accanto alla Croce

Infine ricordando il passaggio della croce e dell’immagine di Maria Salus Popoli Romani dai portoghesi ai coreani. Il Papa esorta a guardare a Gesù e a Maria, la madre.

Voi giovani coreani riceverete la Croce, il Signore, la Croce di vita, il segnale di vittoria, ma non da sola. La riceverete con la mamma. È Maria ad accompagnarci sempre verso Gesù; è Maria che nei momenti difficili è accanto alla Croce nostra per aiutarci, perché Lei è Madre, Lei è mamma. È la nostra mamma. Pensate a Maria.

La certezza dell’amore invincibile di Dio

Poco prima del passaggio della Croce e dell’icona di Maria, simboli che “vennero affidati ai giovani da San Giovanni Paolo II perché li portassero in tutto il mondo”, Francesco ha rivolto un pensiero ai ragazzi anche alle vittime delle guerre: 

E voi, cari giovani coreani, adesso tocca a voi! Portando la Croce in Asia voi annuncerete a tutti l’amore di Cristo. Abbiate coraggio! Abbiate il coraggio di testimoniare la speranza di cui abbiamo più che mai bisogno oggi. Là, dove passeranno questi simboli, possano crescere la certezza dell’amore invincibile di Dio e la fratellanza tra i popoli. E per tutti i giovani vittime dei conflitti e delle guerre, la Croce del Signore e l’icona di Maria Santissima, siano sostegno e consolazione.

👑🙏LIVE DALLA 🪔CAPPELLA DI RADIO MARIA 🪔P.LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO🕯️👑SOLENNITÀ DI CRISTO RE DELL’UNIVERSO🪔👑

SOLENNITA’ DI CRISTO RE DELL’UNIVERSO

«Allora Pilato gli disse: Dunque tu sei re? Rispose Gesù: Tu lo dici. Io sono re» (Gv 18, 37). La risposta che Nostro Signore diede a Pilato risuona oggi nella solennità di Cristo Re dell’Universo, introdotta da Pio XI con l’enciclica Quas Primas dell’11 dicembre 1925 per ricordare la regalità di Dio Figlio sulla storia e porre rimedio a un male che già allora affliggeva la società: il laicismo. «Ora, se comandiamo che Cristo Re venga venerato da tutti i cattolici del mondo, con ciò Noi provvederemo alle necessità dei tempi presenti, apportando un rimedio efficacissimo a quella peste che pervade l’umana società», scriveva papa Ratti, esplicitando subito dopo: «La peste dell’età nostra è il così detto laicismo coi suoi errori e i suoi empi incentivi».

Era l’epoca in cui sorgevano i totalitarismi atei (il comunismo) e neopagani (il nazismo), responsabili insieme di oltre cento milioni di morti e miranti a eliminare il cristianesimo. In Messico, nello stesso frangente storico, si consumava la tragedia dei cristeros perseguitati dal governo massonico.

All’espulsione di Dio dalla sfera pubblica si era arrivati gradualmente, sull’onda dell’Illuminismo ispiratore della Rivoluzione francese e di altre ideologie (che oggi continuano a proliferare, magari trasformate). Il loro elemento comune era la pretesa di poter fare a meno di Cristo. Consapevole delle radici del laicismo, Pio XI ricordava lucidamente che «tale empietà non maturò in un solo giorno ma da gran tempo covava nelle viscere della società. Infatti si cominciò a negare l’impero di Cristo su tutte le genti; si negò alla Chiesa il diritto – che scaturisce dal diritto di Gesù Cristo – di ammaestrare, cioè, le genti, di far leggi, di governare i popoli per condurli all’eterna felicità. E a poco a poco la religione cristiana fu uguagliata con altre religioni false […]; quindi la si sottomise al potere civile e fu lasciata quasi all’arbitrio dei principi e dei magistrati».

La solennità di Cristo Re viene celebrata l’ultima domenica dell’anno liturgico nella forma ordinaria del Rito Romano. La sua istituzione aveva ricevuto un grande impulso già nel 1899, quando Leone XIII, con l’enciclica Annum Sacrum, stabilì la consacrazione dell’umanità al Sacro Cuore di Gesù, e fu presentata una petizione di 49 vescovi per istituire una festa liturgica. A riprova di quanto fosse sentita nel popolo di Dio l’urgenza di onorare la regalità di Cristo, una seconda supplica fu presentata a Pio XI all’inizio del suo pontificato. La terza e definitiva petizione venne sottoscritta da 340 tra cardinali, vescovi e superiori generali, sostenuta da 200 congregazioni e ordini religiosi, 12 università cattoliche e centinaia di migliaia di fedeli in tutto il mondo.

Era un popolo cosciente che solo riconoscendo i diritti regali di Cristo, principio e fine ultimo di tutte le cose, può edificarsi non solo il cuore dell’uomo ma l’intera società. La quale è chiamata a obbedire innanzitutto alla legge del suo Creatore se vuole che in essa regnino giustizia e vera pace. Il venir meno del principio di autorità, spiegava Pio XI, nasce proprio dall’aver allontanato il Redentore «dalle leggi e dalla società […]. Dal che è derivato un generale turbamento della società». Da un lato, il pontefice rimarcava che siamo in attesa del Regno dei Cieli, dove entreranno gli uomini che nella penitenza e nell’accettazione della croce faranno la volontà di Dio («Questo Regno è opposto unicamente al regno di Satana»). Dall’altro, affermava che «sbaglierebbe gravemente chi togliesse a Cristo Uomo il potere su tutte le cose temporali» e ammoniva le nazioni sul dovere di venerare pubblicamente Cristo, perché «è Lui solo l’autore della prosperità e della vera felicità sia per i singoli sia per gli Stati»

Ermes Dovico – la Nuova Bussola

L’improbabile fine della guerra della Russia

di Stefano Caprio – 24 Novembre 2025

Si moltiplicano proposte e ipotesi sulla conclusione del conflitto. ma per Putin le possibili trattative con Trump sarebbero soltanto una fase intermedia di un processo da proseguire. Mentre per gli ucraini la situazione si fa sempre più drammatica non solo per le incertezze degli aiuti occidentali ma anche per la sempre minore partecipazione dei cittadini alle azioni di difesa.

Dopo l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti, l’evento che ha concluso per quest’anno la “guerra mondiale elettorale”, una delle varianti della guerra ibrida della politica e della propaganda, ora si moltiplicano le proposte e le ipotesi sulla conclusione della guerra sul campo dell’Ucraina e della Russia. Quanto Vladimir Putin sia disposto ad accettare una soluzione attraverso trattative di pace, o al contrario portando gli scontri a un livello sempre più elevato e distruttivo, è materia di non facile comprensione nel corso degli eventi degli ultimi giorni.

L’uso delle armi americane a lunga gittata da parte degli ucraini ha provocato l’approvazione della “nuova dottrina sulle armi nucleari” da parte di Putin, una dottrina che si può condensare in una sola frase: “faremo fuori tutti gli ucraini e i loro alleati”, rafforzata dalla dimostrazione con un “missile ipersonico” lanciato sulla città di Dnipro, uno dei giocattoli preferiti dello zar, anche se privo della testata nucleare.

Si capisce bene quanto queste minacce rimangano nell’ambito della retorica bellica, mentre da inizio novembre Putin non mette più fuori il naso dal suo bunker. Il Cremlino ripete di essere pronto a iniziare le trattative a condizione che gli ucraini lascino i territori occupati nella regione di Kursk, mentre Zelenskyj ripete che proprio l’attacco a Kursk è la garanzia dell’inizio delle trattative, che entrambe le parti intendono condurre da una “posizione di forza”.

In effetti dopo l’attacco a sorpresa in territorio russo, la controffensiva di Putin è stata molto decisa e violenta, con l’aiuto del battaglione Akhmat dei volontari ceceni e l’arrivo di migliaia di soldati dalla Corea del nord. Eppure, nonostante tre impetuose ondate di assalti agli ucraini, i russi non sono ancora riusciti a riconquistare del tutto la regione di Kursk, dove le forze ucraine controllano ancora un’area di circa 600 chilometri quadrati, e mentre prima Putin pretendeva la consegna dell’intero territorio delle regioni occupate in Ucraina di Kherson e Zaporižja, ora ripete che le trattative inizieranno solo con la liberazione di Kursk. D’altra parte, da Mosca si intensificano gli attacchi missilistici anche con gli Shahed iraniani contro le principali città dell’Ucraina, a Kiev, Kharkov e Odessa, quindi la pace sembra ogni giorno meno probabile.

L’offensiva continua a pieno regime anche nel Donbass, con l’esercito russo a un passo dalla conquista dell’ennesimo “punto strategico” di Kurakhovo, che darebbe accesso a una delle città più importante della regione di Donetsk ancora dalla parte ucraina, quella di Pokrovsk. Fino al 2016 questo capoluogo di provincia si chiamava Krasnoarmijsk, in onore dell’Armata Rossa, come i russi vorrebbero che tornasse a essere nominata dopo la “liberazione”.

Da qui le armate di Mosca potrebbero cercare di sfondare anche in un’altra regione ucraina, quella di Dnepropetrovsk, rilanciando il progetto di “de-nazificare” e conquistare l’intera Malorossija, con grandi entusiasmi di tutti i propagandisti russi che parlano dell’ormai inevitabile crollo dell’Ucraina, che verrà abbandonata anche dagli alleati occidentali.

La situazione per gli ucraini diventa sempre più drammatica non solo per le incertezze degli aiuti occidentali e l’incognita delle scelte future di Trump, ma anche per la sempre minore partecipazione dei cittadini alle azioni di difesa, con quasi diecimila diserzioni di soldati fuggiti dal campo di battaglia negli ultimi mesi. Il giornalista ucraino Vladimir Bojko parla di 93.500 persone sotto inchiesta per diserzione dall’inizio dell’invasione russa nel 2022. L’industria bellica russa è stata riorganizzata negli ultimi sei mesi, da quando a guidare il ministero della difesa è stato messo l’economista Andrej Belousov, e si calcola che nel prossimo anno Mosca sarà in grado di produrre il 30% in più di munizioni d’artiglieria rispetto a tutti i Paesi della Ue messi insieme, come ha ricordato anche il ministro degli esteri ucraino Andrej Sibiga nel recente incontro a Kiev con Joseph Borrel.

La fine della guerra, nelle intenzioni di Putin, può essere solo la fine dell’Ucraina, e le possibili trattative con Trump sarebbero soltanto una fase intermedia di un processo da proseguire in seguito, anche senza prevedere una conclusione, come “guerra perpetua” verso l’intero Occidente.

 In questo gioca un fattore molto importante proprio la direzione del settore della difesa da parte del ministro “ortodosso-patriottico” Belousov, che è subentrato all’eterno Sergej Šojgu, al governo dai tempi di Eltsin e oggi segretario del Consiglio di sicurezza, mentre tutti i suoi sodali del ministero da lui retto per un ventennio sono oggi in prigione per corruzione e malversazioni varie.

Belousov in realtà si occupava di questioni militari fin dall’inizio dell’invasione in Ucraina, quando era vice-premier per l’economia e conduceva stress-test per capire come contrastare le inevitabili sanzioni occidentali, cercando di orientare l’economia russa in una direzione bellica globale. Anche prima, fin dal 2013 come documenta il centro Dossier, si occupava di “diverse questioni legate agli armamenti in linea amministrativa”, e assisteva le operazioni della compagnia Wagner di Evgenij Prigožin. Ora il ministro viene accostato a figure storiche come il generalissimo Aleksandr Suvorov, che aprì la strada alla vittoria russa contro Napoleone, o in alternativa al primo ministro degli inizi del Novecento Petr Stolypin, colui che indicò la strada delle “riforme patriottiche” anche a Mussolini e Hitler, e perfino all’eroe americano della resistenza a ogni potere John Rambo, fino a meritarsi la nomea russificata di Rambovič.

Il nuovo ministro ha operato il grande “repulisti” del ministero russo della difesa a partire dall’arresto ad aprile dell’ex-vice ministro, Timur Ivanov, aprendo un’indagine che ha già coinvolto più di una ventina di funzionari di massimo livello. Al loro posto ha nominato figure piuttosto impreviste per il settore della difesa, provenienti per lo più da varie strutture dell’amministrazione statale, e sistemando come segretaria generale del ministero la nipote di Putin, Anna Tsivileva, esponente privilegiata della classe dei grandi oligarchi russi. Tsivileva guida dal 2023 anche la fondazione dei “Difensori della Patria”, creata su indicazione dello zio-zar Putin per sostenere i partecipanti alla operazione militare speciale in Ucraina.

Dallo scorso giugno Belousov ha cominciato a mostrarsi in uniforme militare alle riunioni del Comitato di sicurezza, con somiglianza affettata a quella dei generali, e il Cremlino ha dovuto chiarire che “il grado civile del consigliere statale di prima classe viene equiparato a quello dei generali dell’esercito”.

Uno dei paradossi della guerra è che il ministro ha diversi parenti che vivono a Kiev, dove è sepolto un suo zio, il generale dell’esercito ucraino Aleksandr Belousov. Tra i parenti russo-ucraini non c’è comunicazione, se non per le bombe che la Russia continua a gettare sulle case dei parenti del proprio ministro della difesa. Del resto, anche il capo di Stato maggiore dell’esercito ucraino, Aleksandr Syrskij, ha tutta la sua parentela in Russia nella città di Vladimir, che per ora non è stata toccata da bombe ucraine. Pare che il ministero russo della Difesa stia preparando un piano per la suddivisione dei territori dell’Ucraina entro il 2045, con un parte russa, una filo-russa e una “in bilico”.

Ora la Duma di Mosca ha approvato il bilancio preventivo per gli anni 2025-2027, aumentando ulteriormente le spese per la guerra, che già superano il 40% (oltre 120 miliardi di dollari), e soprattutto raddoppiando i fondi destinati ai “Difensori della Patria” della Tsivileva, per coprire tutte le necessità dei soldati al fronte e delle loro famiglie, e anche dei veterani che tornano a casa per diventare le nuove guide del Paese, da istruire per ricoprire ruoli dirigenziali nelle amministrazione regionali e federali. Non importa che i prezzi dei generi alimentari aumentino del 20%, i servizi comunali del 10%, la benzina del 5%; crescono i prelievi fiscali sugli utili, per le piccole e medie aziende, per l’estrazione del gas, del petrolio e del carbone, sugli alcolici, sulle sigarette e le bevande zuccherate.

Un terzo di tutto il bilancio della Russia è sempre affidato all’esportazione di gas e petrolio, vendendo quest’ultimo almeno a 70 dollari al barile, ciò che sarà sempre più difficile per l’aumento della produzione petrolifera degli altri Paesi, che farà scendere il prezzo fino a 40 dollari. La guerra costa sempre di più alla Russia, con un’inflazione galoppante che costringe ad alzare tutti i tassi di interesse e i parametri del costo della vita, e sembrerebbe logico trovare una soluzione per fermare questa folle corsa verso l’autodistruzione dell’economia e della società.

 La Russia però non è mai in grado di fermarsi, fare una sosta o tornare indietro, negli spazi sconfinati della tajga per raggiungere un confine inesistente: andrà avanti ancora, in un modo o nell’altro, con Trump o senza Trump, per trovare la sua Ucraina, anche a costo di perdere la sua anima.

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 170 – CONCEPITO PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO

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BUONA DOMENICA

SOLENNITA’ DI NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO RE DELL’UNIVERSO

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica,

Oggi con la festa di Cristo Re si conclude l’anno liturgico che prelude all’atto finale della Storia della salvezza, quando il Signore risorto verrà sulle nubi del Cielo con potenza e gloria grandi per giudicare il mondo.

E’ Gesù stesso che nel momento più drammatico della sua missione, quando le potenze del male sembravano avere il sopravvento, prima davanti al Sommo Sacerdote e poi davanti a Pilato, lo afferma in forma solenne.

Gesù fin dalla nascita ha manifestato  la sua regalità, preannunciata dalle profezie, in quanto discendente della casa di Davide, temuta da Erode fino a far strage dei bambini di Betlemme, ma riconosciuta di Magi venuti dall’Oriente.

Anche nel tempo della sua missione Gesù ha indicato se stesso come il Messia promesso e ne ha annunciato il Regno universale che non avrebbe avuto fine.

In che cosa consiste la regalità di Gesù e su che cosa è fondata? Gesù ha sempre rifiutato una messianismo terreno, affermando che il suo Regno non è di questo mondo.

Gesù non ha mai fatto concorrenza ai poteri umani e non ha mai ricorsi ai loro mezzi, che sono la menzogna e la violenza.

Il suo Regno è interiore e spirituale, si rivolge alla mente degli uomini, illuminandole con la parole di Verità e bussando alla porta dei cuori, chiedendo il dono dell’amore.

Gesù poteva fare questo perché è Dio, il Figlio eternamente generato dal Padre, il Creatore e il Salvatore del mondo, la Verità che illumina le tenebre, la Via che porta ala meta, la vita che vince la morte.

Gesù ha potuto fare questo perché è il Risorto, perché è vivo e presente nella storia degli uomini e il suo Regno di estende da cuore a cuore, portando speranza , amore e pace nelle plaghe desolate della sofferenza e della disperazione.

Gesù ci chiama ad aprire il Cuore e a farlo entrare, perché possiamo avere parte al suo Regno, alla sua gloria e alla sua gioia.

Soprattutto ora, nel momento in cui l’umanità è un balia delle potenze del male che, sedotte da Satana,  la minacciano e la opprimono, dobbiamo cercare rifugio nel Cuore di Gesù e nel Cuore Immacolato di Maria.

Non c’è altra protezione più sicura ed efficace di questa, nella quale siamo invitati ad entrare, portando con noi le persone che vagano senza speranza, alle quali dobbiamo tendere la mano.

Vostro Padre Livio


Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 18,33b-37
 
In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».
 
Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».
 
Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

RADIO MARIA LIBANO CANTA SOTTO LE BOMBE

Lebanon,
Lebanon is consecrated to Her Heart.
On the radio, we share a voice,
A sweet voice, come and listen!

Radio Maria, Radio Maria,
A chance filled with beauty.
Radio Maria, Radio Maria,
A station of love and unity.

Libano,
Il Libano è consacrato al Suo Cuore.
Alla radio condividiamo una voce,
Una dolce voce, vieni ad ascoltare!

Radio Maria, Radio Maria,
Un’opportunità piena di bellezza.
Radio Maria, Radio Maria,
Una stazione d’amore e unità.

La Madonna ci ha già rivelato quello che sta accadendo

La situazione mondiale che stiamo attualmente vivendo è certamente seria e preoccupante. È, allora, quanto mai importante prendere sul serio le parole della Madonna; diversamente non si può comprendere la Storia dal punto di vista teologico. Le apparizioni di Fatima, è la loro prosecuzione a Medjugorje, sono una grande profezia mariana unica sul futuro dell’umanità.

Non possiamo abbandonarci a riflessioni di geo-politica e ignorare la profezia del Cielo su quello che è stato tutto il tragitto che la Storia ha fatto dal 1917 ad oggi. Il 13 luglio 1917 a Fatima la Madonna ha dato un messaggio diviso in tre parti, sul quale la Chiesa ha riflettuto, lo ha approvato ed è stato oggetto di studio e interpretazione da parte dei Papi a partire da Pio XII.

La Storia del Cristianesimo comprende anche le profezie mariane che non si possono ignorare. A Fatima la Madonna ha profetizzato tutto quello che è successo, quello che sta accadendo e quello che sta per avvenire. Nel Segreto di Fatima la Madonna fa un nome specifico di chi avrebbe perpetrato i suoi errori nel mondo seminando l’anticristianesimo, la negazione di Dio, la persecuzione al Cattolicesimo, l’odio della guerra distruttrice.

 Nelle profezie mariane da Fatima a Medjugorje c’è un solo soggetto: la Russia. Il protagonismo russo è stato anticipato per suscitare la devozione al Cuore Immacolato con la quale la Madonna si è proposta di bloccare l’evoluzione anticristica della Russia, che se dovesse protrarsi, porterebbe inevitabilmente il mondo all’autodistruzione realizzando così il piano di satana.

Non possiamo cancellare questa profezia. È bensì vero che l’Occidente ha incrementato il progresso ma senza Dio, come se non fosse Lui il Creatore, ma non sarà l’Occidente a perpetrare il male nel mondo, a distruggere i popoli, a uccidere il Papa. Le profezie mariane dell’ultimo secolo in parte si sono già realizzate, è dunque impensabile non prenderle sul serio! Accade, però, che una certa opinione pubblica cattolica non si soffermi sulle profezie mariane e non le prenda seriamente in considerazione.

Le parole della Madonna sono inequivocabili, a Fatima e a Medjugorje ha parlato chiaramente della Russia. La Regina della pace ha detto che è stata mandata da Dio per salvare le nostre vite e il pianeta sul quale viviamo; Maria è qui per contrastare il piano di satana che vuole distruggere il mondo e accaparrarsi quante più anime possibili per portarle alla perdizione eterna. Non si tratta di una questione di opinioni geo-politiche, si tratta di comprendere e considerare appieno le profezie mariane, crederci e fidarsi. Da sempre la Russia ha rivendicato per sé il primato cristiano nel mondo condannando le altre fedi; la Russia punta anche a impossessarsi della Cattedra di Pietro.

Da Fatima a Medjugorje sono l’unica fonte di interpretazione storica di quello che è accaduto, che accade e che accadrà. La Regina della pace ha detto che il popolo russo alla fine si convertirà, questo accadrà proprio quando l’attuale casta che lo dirige verrà sconfitta dalla Madonna. Il mondo nuovo senza Dio crollerà e il mito della Russia si schianterà.

La Russia farà certamente il tentativo di impadronirsi della Chiesa Cattolica e scatenerà tutte le forze che ha in serbo per realizzare il suo piano, compresa una sanguinosa persecuzione. La Madonna è qui da così tanto tempo proprio perché i pericoli che incombono sul mondo e sull’umanità sono gravissimi; siamo veramente sull’orlo dell’abisso, in bilico sull’autodistruzione. La Regina della pace è qui per salvarci dalle minacce di distruzione atomica e dal tentativo della Russia di impadronirsi della Chiesa Cattolica e di trasformare l’Europa in un’estensione territoriale dell’impero sovietico-ortodosso.

Molti pensano che la sorte del mondo e dell’umanità sia nella mani dei più cattivi, di chi ha sete di sangue, ma il vero e unico padrone della Storia è Gesù Cristo che ha mandato sua Madre per salvarci!

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Dalla terza alla prima Roma

Caro Padre Livio,

Grazie del bellissimo aiuto radiofonico nell’aiutarci a discernere meglio i tempi in cui viviamo. Apprezzo molto la sua intelligenza e capacità intellettuale.

Ho apprezzato in particolar modo quello che ha detto nella puntata di oggi in quanto mi tocca molto da vicino.

Ha parlato della Russia e di come tanti “allocchi” cattolici sono finiti per credere all’ideologia russa. So che questo è verissimo. Se la può rincuorare, per me il viaggio è stato all’inverso.

Sono italiano e cresciuto nella chiesa cattolica. In età adulta ho conosciuto mia moglie, che è russa. A quei tempi mi sembrava che gli ortodossi pregassero molto di più e più ‘seriamente’ di noi cattolici e così mi convertii alla loro religione, frequentando una chiesa russa in Inghilterra dove vivo (della quale il capo principale è il patriarca Kirill, sebbene sia una chiesa autocefala ed indipendente dalla chiesa maggiore di Mosca). Nacquero 2 figli che vennero battezzati nella chiesa ortodossa.

Frequentai quella chiesa per 10 anni, nei quali di cose strane ne ho viste diverse. Il culmine però è stato 2 anni fa con lo scoppio della guerra in Ucraina. Con grande shock ho potuto constatare che sia il clero che i laici ed amici della chiesa non solo non erano turbati dagli assassinii di innocenti (specialmente penso ai bambini), ma non avevano neanche un problema con le parole blasfeme e tutt’altro che cristiane di Kirill. Ne fui fortemente turbato; la domenica quando durante la liturgia si commemorava il nome di Kirill più volte, la mia coscienza stava davvero male… il prete cattolico del mio paese in Italia dove ero cresciuto, nonché i miei parenti e maestri mi avevano insegnato da bambino ad amare e rispettare gli altri.

Come potevo quindi giustificare un tale scempio e per lo più nel nome di Dio? Come potevo continuare a partecipare alla liturgia in una chiesa dove non prendono posizione contro una tale ideologia mentre ne commemorano uno dei maggiori sostenitori?

Così mi allontanai da quella chiesa e per un periodo non frequentai alcuna chiesa, neanche quella cattolica in quanto mi era stato martellato in testa per anni da certi ortodossi che è scismatica, brutta e cattiva!

È stato un periodo molto, molto difficile nel quale abbiamo sperimentato questa triste frattura spirituale nella famiglia (mia moglie ed i bambini continuano a frequentare la chiesa russa). Nessuno sembrava capirmi o aiutarmi, anzi… sono pure stato insultato pubblicamente da una persona della chiesa russa quando le ho spiegato gentilmente (rispondendo alla sua domanda) il perché non mi vedeva più in chiesa… le dissi che non potevo nella mia coscienza commemorare un ‘patriarca’ che incoraggia la morte e l’omicidio, soprattutto se si parla di bambini! Le indicai che avendo bambini io stesso non potevo non pensare a tutto quel dolore di quelle famiglie.

In tutta risposta mi disse con rabbia che i media occidentali mi hanno lavato il cervello, che è tutto opera dell’America, che questa ‘prova’ mandata da Dio ai cristiani russi (ossia l’attacco dell’Occidente ai ‘valori’ russi) era stata predetta perfino su un foglio trovato sulla reliquia di un santo, ecc. ecc. Insomma, non sembravano le sue opinioni ma la ripetizione di cose che le avevano messo in testa, eppure, da quanto mi diceva ero io quello lavato nel cervello…

Mi ha davvero inorridito osservare come persone semplici che conosco bene si siano totalmente lasciate prendere e convincere dalle idee di Putin e Kirill. Penso sia in parte un qualcosa che deriva ancora dall’ era sovietica: molti russi sembrano credere che Putin sia perfetto e non faccia errori – se chiedi a loro quale sia una mancanza di Putin ti ignorano o ti attaccano verbalmente e mai ti daranno una risposta. Come con le bellissime favole russe, tanti russi preferiscono credere alla fiabesca idea di una perfetta Russia protetta da un perfetto presidente e da un Dio che predilige i russi.

Essere insultato, abbandonato e sentirmi molto solo mi ha fatto provare in un certo modo (ma naturalmente in modo molto minore) il dolore di Gesù quando lo abbandonarono e lo insultarono… e questo mi ha fatto innamorare ancora di più di Gesù in quanto riesco a capire meglio cosa deve aver sofferto per noi.

Così pian piano ho trovato il coraggio di ritornare alla chiesa cattolica ed è stata un’esperienza molto forte e profonda e continua ad esserlo. Mi confesso regolarmente e prendo la Comunione e in più ho instaurato una bella amicizia con il prete italiano della diocesi locale. Prego a casa e leggo libri cattolici, mi piacciono soprattutto gli scritti di Santa Gemma Galgani. Dio mi ha fatto trovare la pace ‘al di la’’ degli esseri umani… in un qualche modo mi ha fatto capire fortemente negli ultimi tempi che mi vuole tutto per sé e che non mi devo preoccupare dei comportamenti e delle cattiverie degli uomini. ‘A me solo devi pensare’ mi dice nel mio cuore.

Non mi sono mai sentito così vicino a Gesù come negli ultimi tempi e sicuramente non ho mai sentito niente di simile nei 10 anni nell’ortodossia.

Spero le possa essere di qualche conforto sapere che, mentre alcuni si fanno attrarre dall’ ideologia del Russky Mir, il “mondo russo”, altri come me se ne sentono inorriditi, se la danno a gambe e ritornano in seno alla chiesa cattolica. E tutto questo naturalmente non per merito mio: è Gesù che mi salva giorno per giorno, nonché le preghiere di chi ha pensato a me.

Le mando un forte abbraccio e prego per lei e per voi tutti di Radio Maria!

Patrick

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