"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Settembre 2024 Pagina 9 di 22

🟥LIVE : P.LIVIO CON ANDREA TORNIELLI 🟥 Direttore Editoriale del Dicastero per la Comunicazione🟥 SUL “NULLA OSTA” DELLA SANTA SEDE A MEDJUGORJE

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🔴LIVE🔴CONFERENZA STAMPA SU MEDJUGORJE IN DIRETTA CON VATICAN NEWS

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sul perdono che guarisce il cuore

Cari amici, una delle componenti fondamentali del messaggio cristiano è il perdono. Tutti gli studiosi delle religioni del mondo sanno che il perdono è presente solo nel Cristianesimo ed è assente come elemento strutturale nelle altre religioni. Non esiste questo aspetto della perfezione divina che è il perdono di Dio verso le creature, specialmente in alcune religioni orientali. È talmente assente che l’anima per purificarsi dai peccati deve fare delle trafile lunghissime di reincarnazione. Il concetto che Dio possa perdonare la Sua creatura e purificarla non esiste, ovviamente in chiave cristiana con il presupposto del pentimento. Questo rompe tutte quelle catene di schiavitù che sono presenti in tantissime religioni e dove la salvezza è quasi senza speranza, è frutto per pochi che riescono a entrare nei vari gradi di purificazione.

La grandezza del Cristianesimo è che il perdono non è un fatto banale ma serio. Veniamo perdonati dei nostri peccati per quanto grandi essi siano – purché ci sia il pentimento – perché per essi ha già pagato Qualcun altro. Cristo ha pagato in Croce, ha vissuto straordinarie, incredibili, ineffabili sofferenze della Passione della Croce. Le ha vissute espiando al nostro posto i nostri peccati e per nostro amore, ottenendo un perdono totale. Chi si pente profondamente e realmente, anche se ha commesso dei gravissimi peccati, ha la possibilità di andare direttamente in Paradiso. Ci devono essere, tuttavia, delle condizioni interiori e soggettive specifiche: il dolore perfetto per aver offeso Dio infinitamente buono e degno di essere amato. Questo elemento del Cristianesimo è una rivelazione divina, è il Mistero della Croce. Gli Apostoli hanno faticato a capire quello che Gesù avrebbe dovuto subire: ovvero essere processato, flagellato, crocifisso, per poi risorgere il Terzo giorno. Non potevano capire il perché di tutto questo. Dopo la Resurrezione e la grazia dello Spirito Santo, gli Apostoli hanno capito per quale motivo Gesù ha sofferto così tanto. Pietro, infatti, nella sua predicazione ha detto che Cristo patì per i nostri peccati.

Questo è il motivo per cui non si può dire che tutte le religioni sono uguali. Uno solo ha espiato i peccati per tutti gli uomini di tutte le religioni: Gesù Cristo. Colui che è il Verbo eternamente generato dal Padre e che si è fatto uomo nel grembo della Vergine Maria. Colui che ha annunciato il Vangelo con coraggio, una sapienza straordinaria e una potenza di miracolo nei tre anni della Sua missione. Colui che ha redento il mondo attraverso il Suo sacrificio d’amore, ottenendo per noi il perdono dei peccati. La Salvezza avviene per grazia dello Spirito Santo che agisce nei cuori di tutti, per il perdono che viene da Cristo e non da altri dèi. La Croce è la fonte di grazia per tutti gli uomini di tutti i tempi, per quelli che hanno una fede esplicita e implicita, per quelli che hanno una rettitudine di coscienza e un cuore aperto alla grazia.

Questo annuncio del perdono ha sollevato un macigno che ci schiacciava, ovvero il peso dei peccati personali e di quelli del mondo. È quel peso che sentiamo quando la coscienza ci rimorde ed esitiamo ad aprirci al perdono di Dio. Diventa una liberazione nel momento in cui ci inginocchiamo, chiediamo perdono, andiamo a confessarci, riceviamo in nome di Cristo l’assoluzione dei peccati. Dopodiché, riusciamo a trovare una gioia inenarrabile, indescrivibile, ineffabile che inonda il cuore. Solo in quel momento si piangono lacrime di gioia e di commozione per il perdono ricevuto. L’essere perdonati da Dio è una delle più belle esperienze che si possano fare nella vita. Il vivere nel male e nel peccato porta a essere degradati, soggiogati e disprezzati dal diavolo. È difficile resistere in una situazione del genere, senza la grazia non possiamo liberarci.

Dio nella sua immensa bontà comincia a entrare nel cuore, risveglia la coscienza e cerca di aprire un varco, fa entrare la luce della speranza, fa guardare le proprie miserie attraverso la Sua misericordia. Così inizia l’itinerario del perdono dei peccati ed è fondamentale acquisirlo in questa vita perché nella misura in cui acquisiamo il perdono da parte di Dio sentiamo il suo abbraccio, la sua amicizia come se fossimo già in Paradiso. Viviamo bene nella gioia e nella pace, desiderosi di perdonare gli altri. Perdonare non è facile, per via della nostra superbia e supponenza di aver ragione. Difficilmente riusciamo a seguire le parole del Padre Nostro: “Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”.

Quando si è ottenuto il perdono di Dio siamo ben felici di perdonare gli altri perché le nostre ferite vengono rimarginate. Se ci chiudiamo su noi stessi, ci inchiodiamo alle nostre supposte ragioni e abbiamo un atteggiamento di superbia verso il prossimo, quella situazione esistenziale è di sofferenza. Di conseguenza, la coscienza rimorde e la ferita dentro di sé è ancora aperta. Per rimarginarla – nella misura in cui ci è possibile – incominciamo a perdonare gli altri, pregare per loro ed essere pronti a tendere la mano.

Questo è tutto un dono di Dio ed è una caratteristica dell’identità cristiana. Mediante la Croce Dio ha perdonato i nostri peccati donandoci la pace e che nel medesimo tempo esorta noi a fare lo stesso, così da essere portatori della pace nel mondo.

Il Cristianesimo è veramente unico. Non ci sono tracce paragonabili ad esso in nessuna religione o filosofia. È un Mistero divino, di fede, difficile da capire, ci vuole la grazia, la luce, la forza dello Spirito Santo.

Questo messaggio profondamente cristiano afferma dunque che il perdono guarisce il cuore dalle ferite del male e se una persona si ostina a non perdonare continua a sanguinare.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

🔴LIVE🔴CATECHESI: MEDJUGORJE IL FUTURO E’ DI DIO – Puntata 6

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🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Giovedì 19 Settembre   2024

H. 9 : Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube in differita

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IL PERDONO GUARISCE IL CUORE

Il perdono è un messaggio tipicamente cristiano

Dio perdona se ci pentiamo e lo chiediamo

Dio perdona qualsiasi peccato

La vittoria del cuore sul risentimento e la vendetta

Il perdono guarisce le ferite ricevute

LA SITUAZIONE FRA ISRAELE LIBANO SI AGGRAVA

“Scoppiati i walkie talkie usati da Hezbollah”

Articoli di Nello Scavo e Camille Eid su Avvenire

SVOLTA DEL CONFLITTO IN UCRAINA ?

Saltati in aria i depositi strategici delle forze armate russe

Articolo Gianluca Di Feo – La Repubblica 18 Settembre 2024

Guerra in Ucraina: un milione di morti e feriti

Alessandra Muglia – Corriere della Sera  – 18 Settembre 2024

BLOG: Medjugorje:  Le attese sono quelle di un passo avanti molto importante

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Guerra in Ucraina, un milione di morti e feriti. Il politologo Ivan Krastev: «Quante persone puoi perdere prima di perdere il tuo futuro?»

di Alessandra Muglia – Corriere della Sera – 18 Settembre 2024

II bilancio è molto più alto di quello ammesso da Putin e Zelensky. I governi di Mosca e Kiev non comunicano dati ufficiali, ma dall’inizio della guerra hanno pagato un costo umano enorme

Il conflitto in Ucraina avrebbe raggiunto il milione di vittime, tra morti e feriti su entrambi i fronti. Ragazzi colpiti nel momento più produttivo della loro vita, con conseguenze a lungo termine per Paesi che erano alle prese con un calo demografico già prima dell’inizio dell’invasione. L’ultima stima sulle vittime di due anni e mezzo di questa guerra arriva dal Wall Street Journal. Di stima si tratta perché i dati ufficiali sono considerati segreti di Stato. Russia e Ucraina si rifiutano di pubblicare i numeri e anche quando hanno divulgato cifre, sono apparse poco attendibili. Arrivare dunque a calcolare il costo umano del conflitto nel cuore dell’Europa non è semplice. 

Il quotidiano americano ha avuto accesso a una stima riservata fatta da Kiev a inizio 2024 che indicava 80.000 soldati ucraini morti e 400.000 feriti. Un bilancio ben più alto di quello presentato dal presidente Volodymyr Zelensky, che a febbraio parlava di 31.000 militari caduti, senza rivelare il numero dei feriti. 

Pochi mesi prima la demografa Ella Libanova, direttrice dell’Accademia delle Scienze ucraina, al Corriere aveva fatto una valutazione ancora più alta, con 100.000 decessi al fronte. Tra i tanti indicatori usati c’erano le sim dei cellulari. «Per evitare di contare come due persone chi ha semplicemente due telefonini addosso abbiamo accesso anche alla geolocalizzazione» spiegava all’inviato Andrea Nicastro. 

Passando al fronte opposto, quello degli aggressori, le stime dell’intelligence occidentale citate dal Wsj quantificano le perdite russe in 200.000 morti e 400.000 feriti. Questo dato è vicino alle valutazioni di Kiev sulle vittime di Mosca: oltre 635.000 tra morti e feriti. 

Ma documenti trapelati dal Pentagono, riportati a luglio dall’Economist, suggeriscono che le perdite russe potrebbero essere ancora maggiori: fino a 728.000 soldati uccisi, feriti o catturati. Scarsamente addestrati per avanzare nell’Est dell’Ucraina, da poco più di un mese sono anche impegnati a contrastare l’incursione ucraina in casa loro, nella regione di Kursk. 

Il progressivo aumento delle vittime da entrambe le parti getta un’ombra sul futuro di Paesi che già prima della guerra stavano lottando contro il calo demografico. E appare paradossale che una delle motivazioni che ha spinto il presidente russo Vladimir Putin all’invasione del vicino nel 2022 fosse quella di aumentare la popolazione russa assorbendo gli ucraini. «La demografia è una priorità per Putin, e vuole usare l’Ucraina e il suo popolo per consolidare il nucleo slavo della Russia», ha chiarito Ivan Krastev, politologo di origine bulgara e autore di un libro di prossima pubblicazione sulla demografia europea. Mosca ha guadagnato 2,4 milioni di abitanti con l’annessione della Crimea, e pochi altri nei territori occupati dopo l’invasione su larga scala, in cui però ne avrebbe perso almeno 200 mila, senza contare gli oltre 600.000 russi fuggiti dal Paese dall’inizio dell’«operazione speciale». Si tratta principalmente di giovani professionisti che hanno potuto permettersi di trasferirsi in paesi stranieri e iniziare una nuova vita. 

Ma le perdite sono molto più dannose per l’Ucraina, la cui popolazione è un quarto di quella del suo gigantesco vicino: con le invasioni e la conquista di parti di territorio ucraino da parte di Mosca nell’ultimo decennio, l’Ucraina ha perso almeno 10 milioni di persone, sommando quanti sono finiti sotto occupazione e quanti si sono rifugiati all’estero. Il risultato è che oggi la popolazione nel territorio controllato da Kiev è scesa sotto i 27 milioni. 

Per l’Ucraina, il dilemma è esistenziale, considera Krastev: «Quante persone puoi perdere in una guerra prima di perdere il tuo futuro?».

L’attacco ucraino a Toropets per dire a Biden che “il piano Zelensky” può chiudere la guerra

dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli . La Repubblica- 19 Settembre 2024

La strategia di Kiev per vincere sarà presentata a New York la prossima settimana

NEW YORK — «Pensiamo presenti una strategia e un piano che possono funzionare». È positivo il giudizio dell’ambasciatrice americana all’Onu, Linda Thomas Greenfield, dopo che il governo ucraino ha informato il segretario di Stato Blinken su come intende portare a termine la guerra. I dettagli del “piano per la vittoria” annunciato dal presidente Zelensky non sono ancora noti, anche perché il programma prevede che lo illustri a Joe Biden durante l’incontro che avranno la settimana prossima, a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu. Il dipartimento di Stato ha confermato che Blinken è stato informato sui contenuti, durante la recente visita a Kiev, e le prime reazioni sono incoraggianti

Zelensky sa che le elezioni del 5 novembre comporteranno un’accelerazione sul fronte dell’invasione russa. Se vincesse Trump, il suo vice Vance ha già lasciato intendere che cercherebbe di porre fine al conflitto creando delle zone demilitarizzate nei territori ucraini occupati da Mosca. Di fatto un passaggio sotto il controllo del Cremlino, anche se non ufficiale. I combattimenti così si fermerebbero, ma in cambio Kiev dovrebbe affermare la propria neutralità, rinunciando ad entrare nella Nato, e forse anche nell’Ue. Se vincesse Harris ci sarebbe più continuità, perché lei ha confermato di considerare l’aggressione di Putin come una minaccia per la sicurezza dell’intera Europa e degli interessi Usa. La guerra però sta logorando tutte le parti, tanto chi la sta combattendo sul terreno, quanto chi la sostiene sul piano militare, economico e diplomatico. Quindi cresce l’esigenza di cercare una soluzione.

Zelensky da diverse settimane ha annunciato che sta lavorando ad un “piano per la vittoria”, che porti alla fine del conflitto senza la capitolazione. L’offensiva a Kursk è stata un’anticipazione, che serviva a distrarre le forze armate russe dal Donbass e prendere territori da usare come merce di scambio nell’eventuale negoziato. Il piano punta a rafforzare le posizioni di Kiev, in modo da avere leve nelle trattative. A questo scopo, però, servono le armi a lunga gittata e il permesso ad utilizzarle contro il territorio russo per colpire le basi militari e logistiche da cui partono gli attacchi verso le città ucraine, consolidare e possibilmente ampliare le conquiste fatte oltre il confine. Kiev però ha sviluppato anche le sue armi in grado di raggiungere il territorio russo, come dimostra l’attacco con i droni a Toropets.

Il capo del Pentagono Austin ha detto che il piano non è stato discusso durante l’ultimo incontro a Ramstein, ma emissari del governo hanno già portato a Washington la lista degli obiettivi che vorrebbero colpire. L’8 settembre Zelensky ha rivelato di aver discusso alcuni elementi del piano anche con una delegazione parlamentare, e martedì il portavoce del dipartimento di Stato Miller ha confermato che è stato anticipato a Blinken la settimana scorsa a Kiev. Il via libera definitivo però potrà venire solo dall’incontro con Biden la settimana prossima.

Testata l’arma segreta di Kiev: apocalisse nel cuore della Russia

di Gianluca Di Feo –  La Repubblca- 19 Settmbre 2024

Una gigantesca esplosione manda in fumo migliaia di tonnellate di proiettili e missili a Toropets, a 410 km da Mosca

Probabile l’uso del nuovo Palianytsia, di fabbricazione ucraina. Zelensky esulta: “Successo militare molto importante

In oltre trenta mesi di guerra e orrore non c’è mai stato nulla di così apocalittico. La notte è stata squarciata da una serie di gigantesche colonne di fuoco, che si sono alzate nel cielo simili a funghi atomici. Come nelle esplosioni nucleari, i sismografi di tutto il mondo hanno registrato un’energia pari a un terremoto di magnitudo 2,8 seguita pochi minuti dopo da una seconda scossa: epicentro alle porte di Toropets, 480 chilometri a Nord-Ovest di Mosca, sede di uno dei più grandi depositi di armamenti dell’esercito russo.

Ieri prima dell’alba uno sciame di nuovi droni ucraini si è abbattuto sulla santabarbara estesa per 13 chilometri quadrati, con dozzine di bunker dove prima del conflitto erano custodite 19mila tonnellate di proiettili e missili: una riserva che secondo alcune fonti nell’ultimo anno sarebbe diventata di 30mila tonnellate. Le immagini satellitari delle scorse settimane mostrano casse di munizioni accatastate nei piazzali, senza le minime precauzioni. Dopo l’attacco, invece, le foto dallo spazio documentano una situazione infernale: l’intera base è costellata di roghi, mentre proseguono le detonazioni e una nuvola colossale si spande nell’atmosfera. È come se un vulcano si fosse risvegliato all’improvviso nel cuore della Russia.

Zelensky esulta, lodando «il successo militare molto importante ottenuto in territorio russo». Il presidente ha ringraziato il servizio di sicurezza Sbu, l’intelligence militare Gur e le forze speciali: l’operazione deve quindi essere stata realizzata con la presenza di uomini in prossimità dell’obiettivo. Proprio il giorno prima aveva trasmesso alla Casa Bianca il suo piano per «vincere la guerra e obbligare il Cremlino a negoziare»: il bombardamento di Toropets sembra essere la premessa a un’ ondata di incursioni in profondità, questa volta condotte con un’arma ucraina in grado di supplire a quelle che gli alleati non permettono di utilizzare oltre il confine.

Nei video si sente il rumore di motori a reazione, a indicare il probabile impiego del Palianytsia: un sistema top secret a lungo raggio chiamato drone ma in realtà molto più simile a un missile cruise. Prende il nome dalla parola usata dagli ucraini per smascherare gli infiltrati russi, che non riuscivano a pronunciarla correttamente. Zelensky ne ha rivelato l’esistenza sui social lo scorso 25 agosto: «È stato progettata in patria per distruggere il potenziale offensivo del nemico». L’unica immagine presentava un piccolo ordigno con ali tozze, tanto che si ipotizzava trasportasse meno di trenta chili di tritolo. Nello stesso post su X veniva però mostrata una catena di montaggio con cilindri di dimensioni notevoli destinati a comporre un missile molto più potente. L’esordio è avvenuto a inizio settembre contro un altro deposito di munizioni a Bryansk. Poi il raid di ieri mattina a Toropets, in cui le prime tre armi ucraine sono penetrate nei bunker e li hanno fatti saltare in aria.
Le fonti ufficiali di Mosca parlano di tredici feriti, tra cui alcuni bambini, ma il bilancio non sembra credibile: i villaggi dei dintorni stanno venendo evacuati e ci sono case praticamente sventrate dall’onda d’urto. Difficile quantificare l’impatto dell’attacco sulle sorti del conflitto ma sarà sicuramente rilevante. Durante la Guerra Fredda furono costruite in Russia tredici mega-polveriere: Toropets è l’unica completamente ristrutturata tra il 2015 e il 2018. Il suo compito era custodire le scorte per affrontare la sfida con la Nato sul fronte più caldo: il confine con la Polonia e i Paesi Baltici.


Dopo l’invasione dell’Ucraina l’importanza è aumentata, trasformandosi dal 2023 nel centro di smistamento di tutta la produzione bellica per sostenere “l’operazione militare speciale”. Secondo alcune fonti, custodiva anche i proiettili e i missili arrivati dalla Corea del Nord. E per l’intelligence di Kiev l’assalto ha incenerito pure le riserve di missili Iskander e di bombe plananti Kab, i due strumenti con cui i russi infieriscono di più sulle città ucraine. Di sicuro però lì si trovavano quantità enormi di pallottole per Kalashnikov, di razzi, di munizioni per artiglieria e di mine. Nel giro di un paio di settimane la distruzione della santabarbara comincerà a pesare sui campi di battaglia.

I media di Mosca stanno cercando di occultare la notizia, ma i filmati del disastro circolano sui social e la nuvola di fumo è visibile a decine di chilometri di distanza. Alcuni blogger hanno diffuso il video dell’inaugurazione della base, in cui il viceministro della Difesa Bulgakov nel 2018 magnificava la sicurezza della struttura «resa in grado di resistere a una bomba atomica»: nel 2022 è stato arrestato per corruzione e si ritiene che un terzo dei fondi dell’appalto di Toropets siano finiti nelle tasche di politici e generali. E adesso tutti si chiedono quale sarà la reazione di Putin davanti a un colpo così devastante.

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