"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Settembre 2024 Pagina 21 di 22

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sull’inganno di se stessi

Cari amici, l’inganno di se stessi è un atteggiamento interiore molto pericoloso, perché con esso ci nascondiamo e non vogliamo conoscerci nella Verità. Diamo a noi stessi e agli altri una rappresentazione che non esiste. È quello che Gesù ha descritto con parole di fuoco nei confronti degli scribi e dei farisei: “sepolcri imbiancati”, davano una rappresentazione di se stessi ingannevole ma rifiutavano di vedersi nella Verità, ovvero vedersi come Dio ci guarda.

Questa tendenza dell’autoinganno è estremamente pericolosa nella vita spirituale. Dobbiamo imparare a vederci in Dio, nella sua Parola, nei suoi Comandamenti, nelle sue esigenze di santità. In questa luce ci sono quegli atti che portano alla salvezza, cioè si vedono i peccati, il pentimento, il proposito di vita nuova, il cammino di conversione e quindi si procede nella vita alla luce di Dio. Quando arriveremo al momento del giudizio saremo sereni, perché – con la luce che Dio ci dona – possiamo percepire la pace, la quiete e l’amore che sentiamo dentro di noi. La coscienza – quando è in sintonia con la Parola di Dio – non rimorde e non rimprovera.

Per quanto riguarda l’inganno di noi stessi, questo procedimento può venire dal mondo. Invece di ascoltare la Parola di Dio e lasciarci illuminare da essa, ci sintonizziamo sul mondo. Esso, però, è sempre più lontano dalla luce di Dio, quindi ha una sua verità, che consiste nella negazione della Verità. Andando quindi a cercare l’approvazione del mondo su comportamenti che non sono conformi alle esigenze di Dio, è un inganno. Per compiacere alla mentalità comune – per essere in sintonia con gli altri e avere la loro approvazione, per non farci criticare – ecco che abbiamo pensieri, parole, espressioni, comportamenti che sono in dissonanza con la Parola di Dio e la legge dei Comandamenti. Quando arriverà il momento in cui compariremo davanti a Dio, ci renderemo conto che tutte le approvazioni del mondo, che tutti gli applausi del mondo sono serviti a nulla se erano in dissonanza con Dio e la sua legge di santità.

Il mondo cerca di assimilarci, di renderci del suo colore, di sintonizzarci con esso. Siccome siamo in un mondo di tenebre, che è nella lontananza e nel rifiuto di Dio, nel rifiuto della Verità e dei Comandamenti, crediamo di essere in pace con noi stessi. In realtà abbiamo ceduto a qualcosa che ci devia, che ci allontana dalla Verità e della santità. Nel momento in cui Dio ci giudica vedremo come l’inganno ha portato la nostra vita alla perdizione. Se dovessimo morire nel peccato mortale – nella presunzione di essere giusti quando non lo siamo, di piacere a Dio quando dispiacciamo, del fariseo che era in prima linea a pregare dicendo che non era come tutti gli altri – riceveremo la condanna.

C’è questo inganno che è molto pesante e asfissiante, che viene dal mondo – specialmente quello di oggi – ci condiziona nel nostro modo di pensare, per cui succede che peccati gravissimi davanti a Dio li riteniamo dei diritti sacrosanti. Ripensiamo a una serie di peccati che il Vangelo e la Chiesa nella Storia e nei suoi insegnamenti ha qualificato fra i più gravi, come l’omicidio, l’aborto, l’adulterio. Sono tutte quelle deviazioni sulla via del male che man mano siamo andati avanti – mentre la fede si è dissolta e il paganesimo ha preso il sopravvento – abbiamo commesso senza renderci conto della loro gravità.

Quindi, inganniamo noi stessi, siamo sollecitati in questo inganno proprio dalla mentalità comune, da quello che leggiamo, ascoltiamo, i discorsi che si affrontano, i mass media che catechizzano a modo loro. Invece di difenderci da questo inganno assentiamo ad esso, siamo complici. Dio nella sua Misericordia gli elementi di verità li dà nel corso della vita e attraverso di essi risveglia la coscienza, rimprovera, fa vedere la nostra situazione di schiavitù. Se questo capita durante la vita e ascoltiamo, accettiamo il giudizio della voce di Dio sulla nostra vita, accogliendo il cambiamento – l’impegno, il proposito, il progetto di una vita nuova – allora ci si salva. Ma se ci siamo adagiati sull’andazzo del mondo e abbiamo accettato che il peccato entrasse nella vita e la dominasse, se arriviamo così davanti alla morte, non possiamo salvarci.

Questi sono insegnamenti che la Chiesa ha sempre dato e che dà tutt’ora. Se leggessimo il Catechismo della Chiesa cattolica, troveremmo scritto che se un uomo muore in uno stato di peccato mortale, in una situazione che comporti il rifiuto di Dio e il Suo perdono, egli si perde eternamente. Il mondo inganna, ma ognuno ha la coscienza e la grazia della fede, di una conoscenza del Cristianesimo e dei Comandamenti. Ma anche chi non ha avuto tutto questo, ha una legge morale che è scritta nel cuore. Per cui c’è un discernimento, nella luce vera del proprio intimità fra ciò che è bene e ciò che è male.

Questa mentalità è talmente entrata nei cuori e nelle menti delle persone che abbiamo la presunzione di dire che Dio non c’è, stabiliamo leggi a noi stessi, ciò che è bene e male siamo noi a deciderlo, siamo i giudici di noi stessi. È chiaro che se nella vita abbiamo acconsentito a questo inganno sistematico e quindi ci siamo dati in mano al principe della menzogna, la conseguenza è la rovina eterna, di cui noi parliamo poco. Cristo, però, ne parla molto e la Madonna ha dato tanti ammonimenti nel corso delle Apparizioni dicendo: «Un numero pure molto grande va all’inferno» (2 novembre 1983).

Questo succede perché ci auto inganniamo, siamo presuntuosi, pensiamo di essere buoni ma non lo siamo. Per noi è buono e bravo chi ha successo, anche a qualsiasi prezzo. Il principe della menzogna che è il diavolo, quando trova le persone che sono ben salde nella legge di Dio e nel cammino di santità, le assedia e le inganna in tutti i modi. Il diavolo è l’ingannatore per eccellenza, che ha creato il grande inganno del nostro tempo e l’umanità l’ha assimilato.

È il medesimo inganno con il quale satana distrusse la santità originale della coppia dei nostri progenitori, Adamo ed Eva. Ha convinto questo mondo di essere “dio” al posto di Dio, che non esiste Dio e che non c’è la vita eterna, l’inferno, il Paradiso – che invece dobbiamo costruirci su questa Terra – sono tutte cose che a volte si sentono persino negli ambienti ecclesiastici. La dimensione mondana è una grande forma di autoinganno, presenta il male come fosse il bene; quindi, la si abbraccia senza capire che satana ci distrugge con quello che offre.

Questa è una situazione nella quale ci troviamo e che sta portando innumerevoli anime alla deriva. È necessaria la testimonianza della Verità, la testimonianza della fede, che Cristo è Dio, che la Croce ci salva, che la negazione di Dio è un autoinganno, che porta alla morte: «l’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione» (25 gennaio 2023). È necessaria la testimonianza del Vangelo senza paura, fino in fondo, che dica cosa è bene e cosa è male. Nei dieci Comandamenti, ad esempio, c’è tutto il bene da una parte e il male dall’altra. Queste due parti lottano nel cuore degli uomini per prevalere. Dobbiamo cercare di far prevalere il bene prima di tutto dentro di noi e poi nelle nostre famiglie, nei figli, nelle persone che conosciamo. Perché questo è il modo con cui si resiste al male e alla menzogna del mondo.

Ecco la situazione esistenziale del combattimento spirituale nel quale ci troviamo. Chiediamoci se non stiamo ingannando noi stessi, dicendo che siamo giusti e invece siamo nel peccato, facendo il discorso del fariseo quando dobbiamo fare quello del pubblicano. L’accecamento del cuore che è una forma di autoinganno è possibile anche alle persone che sono avanti nel cammino spirituale. Re Davide era avanti nel cammino spirituale – è stato l’autore di molti Salmi – improvvisamente è caduto nel male dell’adulterio e dell’omicidio, due peccati enormi nel quale è caduto e non se n’era reso conto, tanto da autogiustificarsi. Dio ha dovuto inviargli il profeta Natan per risvegliarlo.

Questa è la situazione oggi, in cui molti giacciono nelle tenebre dell’ombra e della morte. Il maligno ci ha messo in una cappa di oscurità, nella quale siamo intrappolati nella falsità e nella menzogna, da tanti peccati – che sappiamo essere gravissimi – ci autoassolviamo. Ci stiamo scavando la fossa, apriamo gli occhi, che cadano le squame e rendiamoci conto dell’inganno nel quale satana cerca di attirarci per distruggerci e farci schiavi nel suo regno di morte.

Se fossimo coerenti ed esigenti con noi stessi, se non fossimo complici con il male, il male non riuscirebbe ad ingannarci.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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PROFEZIE SUL SECOLO DI SATANA

Secondo quanto è stato tramandato da fonti dell’epoca, Leone XIII, papa fra il 1878 e il 1903, ebbe una terrificante visione:  «Aveva celebrato la santa Messa e stava assistendo a un’altra di ringraziamento, come al solito. A un tratto lo si vide drizzare energicamente il capo, poi fissare intensamente qualche cosa, al di sopra del capo del celebrante. Guardava fisso, senza battere palpebra, ma con un senso di terrore e di meraviglia, cambiando colore e lineamenti. Qualcosa di strano, di grande, avveniva in lui».

Il pontefice «vide la terra aprirsi come una melagrana: dalla spaccatura uscirono miriadi di demoni che invasero la terra suscitando da per tutto errori, sedizioni, guerre e rivoluzioni. Una foschia immensa si diffuse nella terra, i morti divennero tanti che il sangue sembrava sommergere la terra. A questo punto vide un nugolo di demoni scagliarsi contro la Chiesa, simboleggiata dalla basilica di San Pietro, e arrivare a scuoterla, tanto che essa sembrava crollasse. Fu lì che il Papa gridò: “Ma nessuna salvezza è possibile alla Chiesa?”. Ed ecco scendere dal cielo san Michele arcangelo, che ingaggia battaglia contro i demoni e li sconfigge. I demoni rientrano nella spaccatura della terra, la spaccatura si chiude, il sangue viene assorbito dalla terra, la foschia si disperde, sorge una giornata radiosa. Allora una voce gli dice: “Tutto questo comincerà ad avvenire tra alcuni pontificati, e avverrà per causa della Russia”».

A questo punto papa Leone «come rivenendo in sé, e dando un leggero ma energico tocco di mano, si alza. Lo si vede avviarsi verso il suo studio privato. I famigliari lo seguono con premura e ansiosi. Già dicono sommessamente: “Santo padre, non si sente bene? Ha bisogno di qualcosa?”. Risponde: “Niente, niente”, e si chiude dentro. Dopo una mezz’ora fa chiamare il segretario della sacra congregazione dei Riti e, porgendogli un foglio, gli ingiunge di farlo stampare e di farlo pervenire a tutti gli ordinari del mondo. Che cosa conteneva? La preghiera che recitiamo al termine della Messa insieme al popolo, con la supplica a Maria e l’infocata invocazione al Principe delle milizie celesti san Michele, implorando Dio che ricacci Satana nell’inferno».

A conferma di ciò, c’è anche la testimonianza del cardinale Giovanni Battista Nasalli Rocca: «Leone XIII scrisse egli stesso quella preghiera. La frase “che si aggirano per il mondo” (i demoni) ha una spiegazione storica, a noi più volte riferita dal suo segretario particolare, monsignor Rinaldo Angeli. Leone XIII ebbe veramente la visione degli spiriti infernali che si addensavano sulla Città eterna (Roma); e da quella esperienza venne la preghiera che volle far recitare in tutta la Chiesa. Tale preghiera egli la recitava con voce vibrata e potente: la udimmo tante volte nella basilica vaticana. Non solo: ma scrisse di sua mano uno speciale esorcismo contenuto nel Rituale romano. Questi esorcismi egli raccomandava ai vescovi e ai sacerdoti di recitarli spesso nelle loro diocesi e parrocchie. Egli lo recitava spessissimo lungo il giorno».

Successivamente Pio XI, nell’allocuzione del 22 giugno 1930, diede disposizione affinché, recitando queste preghiere, si ponesse particolare intenzione per la Russia: «E affinché tutti possano senza fatica e incomodo continuare in questa santa crociata, stabiliamo che quelle preci che il nostro antecessore di felice memoria, Leone XIII, comandò che si recitassero dopo la Messa dai sacerdoti e dai fedeli, siano dette a questa particolare intenzione e cioè per la Russia. Di ciò i vescovi e il clero regolare e secolare abbiano cura di rendere informati il loro popolo e quanti sono presenti al santo Sacrificio, né manchino di richiamare spesso quanto sopra alla loro memoria».

Nel testo originale di Leone XIII, pubblicato negli Atti ufficiali della Santa Sede nel 1891 e incluso nel Rituale romano nel 1903, c’è un chiarissimo accenno alla tematica che qualche anno prima era stata già segnalata da Mélanie Calvat, la veggente dell’apparizione francese di La Salette nel 1846: «Roma perderà la fede e diventerà la sede dell’Anticristo». Scrisse papa Pecci (i corsivi sono nostri): «La Chiesa, Sposa dell’Agnello immacolato, da molto astuti nemici è stata riempita di amarezza e abbeverata di fiele; essi hanno messo le loro empie mani su tutto ciò che c’è di più sacro; e lì dove fu istituita la sede del beatissimo Pietro e la cattedra della Verità, hanno posto il trono della loro abominazione ed empietà, così che colpito il pastore, il gregge possa essere disperso. O invincibile condottiero, appalésati dunque al popolo di Dio, contro gli irrompenti spiriti di nequizia, e dai la vittoria. Tu, venerato custode e patrono della santa Chiesa, tu glorioso difensore contro le empie potestà terrene e infernali, a te il Signore ha affidato le anime dei redenti destinate alla suprema felicità. Prega, dunque, il Dio della pace perché tenga schiacciato Satana sotto i nostri piedi e non possa continuare a tenere schiavi gli uomini e a danneggiare la Chiesa».

Risulta emblematica, a questo riguardo, la cerimonia che si svolse nei Giardini vaticani il 5 luglio 2013. Poche settimane dopo l’elezione al pontificato, Francesco volle al proprio fianco Benedetto XVI per l’inaugurazione di un monumento raffigurante san Michele arcangelo che sconfigge Satana, con la contemporanea nomina del capo delle schiere celesti come patrono del Vaticano. Sorprendente fu la richiesta che papa Bergoglio inserì nel proprio discorso: «Nel consacrare lo Stato Città del Vaticano a san Michele arcangelo, gli chiediamo che ci difenda dal Maligno e che lo getti fuori».

Si mostra dunque improvvida la soppressione della recita delle “preghiere leonine” (fra cui l’invocazione a san Michele), resa nota nell’istruzione Inter oecumenici del 26 settembre 1964 sulla sacra liturgia, in linea con il rinnovamento stabilito dal concilio Vaticano II. Una decisione che non sembra sia stata gradita in cielo, a giudicare dalle dure parole di Gesù a don Ottavio Michelini: «Come si spiegano certe lacune, che hanno aperto brecce paurose al Nemico? Così, ad esempio, improvvisamente si annullano ogni giorno mezzo milione di esorcismi, che un grande pontefice aveva voluto, con intuito profetico, per questo vostro secolo, per combattere Satana e le sue schiere… Mi riferisco all’orazione alla Madre mia e vostra e a san Michele, che si recitava alla fine della santa Messa. Con che cosa si è pensato di sostituire tale importantissimo provvedimento, preso da un mio vicario e confermato da tanti suoi santi successori? Con nessun provvedimento! È saggezza distruggere ciò che era stato costruito con sapienza ed intelletto, senza poi provvedere a sostituire?».

Per quanto concerne invece la tempistica, nonostante ciò che comunemente si trova ripetuto in numerosi libri e siti, Leone XIII non ricevette alcuna premonizione su un periodo di cento anni chiesto da Satana per tentare gli uomini. Era stata piuttosto Mélanie Calvat, nella stesura definitiva dei segreti di La Salette redatta nel 1878, a indicare alcune date: «Nell’anno 1864, Lucifero con un gran numero di demoni saranno slegati dall’inferno; aboliranno la fede, a poco a poco e perfino tra le persone consacrate a Dio; essi le accecheranno in modo tale che, a meno di una grazia particolare, queste persone prenderanno lo spirito di questi angeli cattivi; numerose case religiose perderanno completamente la fede e causeranno la perdizione di molte anime. (…) Nell’anno 1865, si vedrà l’abominio nei luoghi santi; nei conventi, i fiori della Chiesa diverranno putridi e il diavolo si stabilirà come il re dei cuori. Coloro che sono a capo delle comunità religiose stiano in guardia con le persone che devono ricevere, poiché il demonio userà tutta la sua malizia per introdurre negli ordini religiosi persone dedite al peccato, in modo che i disordini e l’amore dei piaceri carnali saranno diffusi su tutta la terra».

Qualche commentatore ha avanzato dubbi su una data così vicina all’apparizione del 1846, ipotizzando che il punto di partenza fosse da collocarsi un secolo più tardi, a metà Novecento, visto che Mélanie annotò nel 1851: «Il tempo non è lontano, non passeranno due volte 50 anni». In effetti, l’altro veggente di La Salette, Maximin Giraud, dopo aver descritto, anch’egli nel 1851, i segreti a lui affidati dalla Vergine concluse: «Tutto quello che vi dico accadrà nel prossimo secolo, al più tardi negli anni Duemila».

Nell’apparizione del 1947 alle Tre Fontane, pure a Bruno Cornacchiola era stato genericamente detto dalla Madonna: «Satana è sciolto, da promessa divina, per un periodo di tempo: accenderà fra gli uomini il fuoco della protesta, per la santificazione dei santi. […] L’ira di Satana non è più mantenuta; lo spirito di Dio si ritira dalla terra, la Chiesa sarà lasciata vedova, ecco il drappo talare funebre, sarà lasciata in balìa del ».

In realtà lo specifico riferimento ai “cento anni” è stato esplicitato dai veggenti di Medjugorje, che avrebbero ricevuto la confidenza dalla Regina della pace: «Dovete sapere che Satana esiste. Egli un giorno si è presentato davanti al trono di Dio e ha chiesto il permesso di tentare la Chiesa per un certo periodo con l’intenzione di distruggerla. Dio ha permesso a Satana di mettere la Chiesa alla prova per un secolo, ma ha aggiunto: “Non la distruggerai”. Questo secolo in cui vivete è sotto il potere di Satana, ma – quando saranno realizzati i segreti che vi sono stati affidati – il suo potere verrà distrutto. Già ora egli comincia a perdere il suo potere e perciò è diventato ancora più aggressivo». In messaggi più recenti è stato precisato che «è giunta l’ora in cui a Satana è consentito di agire con tutte le sue forze e la sua potenza; l’ora presente è l’ora di Satana» e che «vi ho voluto qua in modo speciale adesso che Satana è libero dalle catene».

Emerge evidente l’aggancio con la sconvolgente descrizione di Katharina Emmerick, quando, il 19 ottobre 1823, ebbe la visione dell’inferno durante la discesa di Gesù agli inferi: «Alcuni angeli costrinsero quella moltitudine di spiriti maligni a prostrarsi dinanzi a Gesù, poiché tutti dovevano riconoscerlo e adorarlo. Questo fu per loro il più terribile tormento. Un gran numero era incatenato in un cerchio attorno ad altri che erano a loro volta legati fra loro. Al centro c’era un abisso di oscurità. Lucifero vi fu gettato dentro, incatenato, e un denso vapore nero si innalzò attorno a lui. Tutto ciò avvenne per decreto divino. Ho sentito che Lucifero (se non sbaglio) sarà nuovamente liberato per un po’ di tempo, cinquanta o sessant’anni prima dell’anno 2000»; «Vidi pure che di quei diavoli che furono incatenati quando Gesù Cristo discese agli inferi, alcuni sono stati recentemente sciolti dai loro vincoli. Vidi che a ogni alternanza di generazioni altri demoni vengono sciolti».

Nel 1943, mentre la Seconda guerra mondiale aveva ormai coinvolto combattenti di ogni continente, Gesù spiegò con chiarezza a Maria Valtorta che i conflitti bellici sono una delle principali modalità con cui agisce Satana, «il quale ha mandato i suoi angeli neri a muovere i regni della Terra l’uno contro l’altro. La Battaglia soprannaturale è già iniziata. Essa è. È dietro alle quinte della piccola battaglia umana. Piccola non per vastità di mole, ma per motivo. Non è, non è il piccolo motivo umano l’origine di essa. Non è. È un altro il motivo vero che fa dei fratelli tante belve omicide che a vicenda si mordono e uccidono. Vi battete coi vostri corpi. Ma in realtà sono le anime quelle che si battono. Vi battete per l’ordine di quattro o cinque potenti. Credete sia così. No. Uno è l’esecutore di questa rovina. Uno che è sulla Terra, perché voi lo volete, ma non è di questa Terra. Satana è che conduce i fili di questa carneficina in cui sono più le anime che muoiono che non i corpi. Questa è una delle battaglie iniziali. Il regno dell’Anticristo ha bisogno di un cemento fatto di sangue e di odio per consolidarsi. E voi, che non sapete più amare, lo servite a dovere e vi scannate a vicenda».

Ancora a Bruno Cornacchiola la Vergine delle Tre Fontane spiegò i metodi utilizzati dal demonio, particolarmente nei nostri tempi: «O fa del tutto per non far credere che esiste, oppure si presenta succube dell’eterno amore, e fa passare Dio per cattivo, e lui, il maligno, si presenta buono, convincendo che non è cattivo lui, ma è Dio il cattivo e il geloso; e lo dipinge e lo presenta in modo disonesto. Attenzione, allora! Pregate e praticate la dottrina della verità per fuggirlo e non ascoltarlo; e pregate che il Cielo vi aiuti a vincerlo con la spada della verità dottrinale».

( Fonte: Libro: La profezia dei due papi – di Saverio Gaeta ( Sito : Maria a Medjugorje)

🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Lunedì 2 Settembre  2024

H. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube in differita

L’INGANNO DI SE STESSI

È il falso invece del vero

Può venire dagli altri (il più delle volte)

Può venire dal maligno: nella tentazione

Può venire da stessi:

È un atteggiamento interiore di rifiuto della verità che ci riguarda

È la rimozione della voce della coscienza

È in definitiva il rifiuto di Dio

L’umiltà è la medicina dell’auto-inganno

IL DILAGARE DELL’ODIO E DELLA VIOLENZA

Si ripetono delitti sempre più orribili

Le stragi senza scrupoli nelle guerre

Nel mondo senza Dio satana regna

Non permettiamo che il male prevalga

Preghiamo in famiglia

SATANA SCIOLTO DALLA CATENE

Le rivelazioni a mistici e santi

Come difenderci dal maligno

La devozione alla Madonna

La fede – la preghiera – la rinuncia –

BLOG : Le parole di Vicka sul tempo dei Segreti


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LE PAROLE DI VICKA SUL TEMPO DEI SEGRETI

“Il fatto di contenuto nei Segreti riguarda tutto il mondo. La Madonna non ne parla perché evidentemente non è ancora il momento di parlarne a tutti. Lei darà un segno quando si potrà iniziare a parlarne, quando i tempi saranno maturi

(Vicka – fine Dicembre 2006)

Carissimo Padre Livio, ho letto l’intervista a Vicka ripubblicata sul blog il 27 agosto, di cui lei ci aveva già spiegato più volte l’importanza. Lei ha giustamente – e molto opportunamente – sottolineato la straordinaria consolazione della presenza di Maria anche nel mezzo della battaglia del tempo dei 10 segreti, un dono inestimabile e probabilmente indispensabile per poter resistere nelle difficoltà e tribolazioni che arriveranno. 

Mi ha molto confortato, inoltre, ciò che Vicka dice all’inizio, in risposta alla sua domanda sul perché la Regina della Pace non parli dei segreti nei messaggi alla parrocchia: “… non è ancora il momento… Lei darà un segno quando si potrà iniziare a parlarne, quando i tempi saranno maturi”.

Mi sembra perciò che la Gospa avvertirà con un certo anticipo dell’imminente inizio del tempo dei segreti. Avremo quindi un tempo prezioso per testimoniare ed ammonire le persone che ci sono vicine sulla serietà dei tempi e sull’urgenza della conversione.

Naturalmente, saranno necessari fede, digiuno e preghiera per essere vigili e cogliere i segnali che la Madonna ci darà e, soprattutto, per essere credibili nella testimonianza.

 Purtroppo, temo che molti, invece, non daranno ascolto, per pregiudizio o per indolenza spirituale a questa ennesima grazia del Cielo. 

Dio la benedica, 

Francesco 


Caro Francesco ti ringrazio di aver sottolineato queste parole di Vicka che, quando riferisce il pensiero e le parole della Gospa, è sempre molto precisa.

Intanto è di grande importanza la sottolineatura che Vicka ha fatto riguardo ai segreti dicendo che riguardano tutto il mondo (e non solo una parte di esso).

Inoltre Vicka afferma (siamo a fine Dicembre 2006) che la Madonna stessa darà un segno riguardo a quando si potrà  iniziare a parlarne. A mio avviso queste parole riguardano la rivelazione del primo segreto, che darà inizio al tempo delle prove, che coinvolgeranno sempre più l’intera  umanità.

Chi deve mostrare il rotolo dei segreti a un Sacerdote è Mirjana (il Sacerdote ne potrà leggere uno per volta). Chi sia il Sacerdote, Mirjana ha precisato che sarà la Madonna ad avere l’ultima parola.

A mio avviso la Madonna desidera che si parli dei segreti man mano che ci avviciniamo, ma vuole che lo si faccia in modo serio, in modo tale da essere spiritualmente preparati e non fare la fine della Vergini stolte.

Per quanto riguarda quale dei tre veggenti (Vicka, Maria, Ivan) avrà le apparizioni quotidiane nel tempo dei segreti e oltre,  Vicka ha detto che non lo sa, pur essendo Lei la veggente alla quale la Madonna ha fatto questa rivelazione.

Per quanto Vicka sia da tempo malata e qualcuno tenda ad emarginarla, non si può escludere che sia proprio lei ad  avere le apparizioni quotidiane e i messaggi in tutto il tempo dei segreti e anche dopo. A questo riguardo la Gospa potrebbe sorprenderci.

Precisato che i 10 Segreti sono il cuore del messaggio della Regina della pace e che, come ha detto la Madonna, si realizzeranno necessariamente perché il mondo possa cambiare, è importante presentarli come un intervento straordinario di Dio per aiutare la Chiesa e il mondo in un momento estremamente critico, che avrà come sbocco finale il trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

Per quanto non ci siano segni che rivelano l’inizio e la fine dei segreti, a mio avviso si potrebbe ipotizzare il bimillenario della Redenzione (anno 2033) come il compimento del piano di salvezza di Maria e l’inizio di un tempo di pace sulla terra.

Tale data è ovviamente una ipotesi che però sarebbe compatibile anche con l’età degli attori.

Ave Maria

Padre Livio

DALLA CAPPELLA DI RADIO MARIA P. LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO

Madre di Misericordia, riconosciuti i frutti di Pellevoisin

L’arcivescovo di Bourges, d’intesa con il Dicastero per la Dottrina della Fede, ha riconosciuto la bontà dei messaggi e dei frutti legati alle apparizioni della Madonna, ancora ufficialmente presunte, a Estelle Faguette. Perno della devozione: lo scapolare del Sacro Cuore.

Ecclesia 31_08_2024-Ermes Dovico – La Nuova Bussola

Dopo i recenti via libera per Rosa Mistica (Montichiari), la Madonna dello Scoglio (Placanica), la Santissima Trinità Misericordia (Maccio di Villa Guardia) e altri al di fuori dei confini italiani, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha autorizzato un altro decreto di nihil obstat, stavolta in relazione all’esperienza spirituale vissuta da Estelle Faguette e legata a Nostra Signora della Misericordia di Pellevoisin, piccolo comune della Francia centrale.

Anche in questo caso, secondo la prassi ordinaria indicata nelle nuove Norme per procedere nel discernimento di presunti fenomeni soprannaturali (maggio 2024), il DDF non si esprime sulla soprannaturalità delle apparizioni, ma riconosce la bontà dei messaggi e dei frutti spirituali da esse scaturiti. E anche in questo caso il riconoscimento è formalizzato con una lettera del cardinale Víctor Manuel Fernández, recante la data del 22 agosto 2024 ma pubblicata ieri, in cui si dà appunto il benestare al decreto di nihil obstat, come proposto dall’arcivescovo di Bourges, monsignor Jérôme Daniel Beau. La lettera del prefetto del DDF, intitolata “Nostra Signora della Misericordia ci porta al Cuore di Cristo”, contiene diversi apprezzamenti e citazioni dei racconti e dei messaggi trasmessi dalla veggente, affermando in conclusione che nella già fiorente devozione sorta a Pellevoisin si trova «un cammino di semplicità spirituale, di fiducia, di amore, che farà un gran bene».

All’origine ci sono le 15 apparizioni mariane che Estelle Faguette (12 settembre 1843 – 23 agosto 1929) avrebbe avuto nel 1876, dal 14 febbraio all’8 dicembre.

Estelle proveniva da una famiglia molto povera e cercava, con il suo lavoro, di aiutare i genitori. Ma era di salute malferma e, nel 1875, a 32 anni, pativa ormai una grave forma di tubercolosi che si credeva dovesse presto portarla alla morte. Nel settembre di quell’anno la giovane Estelle scrisse una lettera alla Madonna e la fece porre nella riproduzione di una grotta di Lourdes che si trovava a Pellevoisin, nella proprietà dei conti di La Rochefoucauld, presso cui lavorava. Nella lettera, tra l’altro, scriveva: «O mia buona Madre, eccomi di nuovo prostrata ai vostri piedi, non potete rifiutarvi di ascoltarmi. Non vi siete dimenticata che io sono vostra figlia e che vi amo: ottenetemi allora dal vostro divin Figlio la salute del mio povero corpo per la sua gloria. Guardate al dolore dei miei genitori. Voi sapete bene che non hanno che me come loro risorsa. (…) Ricordatevi anche ciò che avete sofferto quando Gesù fu disteso sulla croce. Ho confidenza in voi, mia buona Madre, se voi volete, vostro Figlio può guarirmi (…) ma che sia fatta la sua volontà e non la mia (…). Vi prometto, o mia buona Madre, se mi concederete le grazie che vi domando, di fare tutto ciò che dipenderà da me per la vostra gloria e quella del vostro divin Figlio (…)».

Pochi mesi dopo questa lettera, Estelle, nella notte tra il 14 e il 15 febbraio 1876, passata tra molti dolori, ebbe la prima apparizione della Madre celeste, che, dopo aver scacciato il demonio, le preannunciò che avrebbe sofferto «ancora cinque giorni in onore delle cinque piaghe di mio Figlio e sabato sarai morta o guarita. Però, se mio Figlio ti restituisce la vita, voglio che divulghi la mia gloria». Nei giorni successivi, Estelle ebbe altre apparizioni. Già nella seconda, Maria SS. le assicurò che sabato – il 19 febbraio – sarebbe guarita. La giovane rispose che, potendo scegliere, a quel punto avrebbe preferito morire, perché sentiva di essere ormai ben preparata all’estremo momento. La Madonna la rimproverò dolcemente: «Ingrata, se mio Figlio ti rende la vita, è perché tu ne hai bisogno. Infatti, che cosa ha dato all’uomo sulla terra di più prezioso della vita? Restituendoti la vita, non credere però che sarai esente dalle sofferenze; no, tu soffrirai e non sarai esente da pene. È questo che dà merito alla vita. Se mio Figlio si è lasciato commuovere è stato per la tua grande rassegnazione e la tua pazienza. Non perderne il frutto con la tua scelta. Non ti ho forse detto: se Lui ti restituisce la vita, tu renderai pubblica la mia gloria?».

Una gloria, quella di Maria, che riflette quella di Gesù, termine di riferimento di tutte le apparizioni. Non per nulla, nel prosieguo del ciclo, stando sempre al resoconto di Estelle, la Madre celeste le dirà: «Ciò che più mi affligge è la mancanza di rispetto che si ha per mio Figlio nella santa Comunione e l’atteggiamento nella preghiera quando la mente è occupata da altre cose. Lo dico per quelli che pretendono di essere pii».

Nella nona apparizione (9 settembre 1876) la Santa Vergine parlò per la prima volta di una nuova pia pratica, peculiare proprio della sua venuta a Pellevoisin: la diffusione dello scapolare del Sacro Cuore di Gesù. «Da molto tempo i tesori di mio Figlio sono aperti: che preghino!», avrebbe detto la Madonna, mostrando lo scapolare del Sacro Cuore che Lei stessa indossava sul petto: «Mi piace questa devozione. È qui che sarò onorata».

Nel complesso, nelle 15 apparizioni descritte da Estelle emerge la straordinaria premura materna di Maria verso la Chiesa e verso la Francia, teatro in quegli anni di idee e sconvolgimenti portatori di una diffusa scristianizzazione. Centrale, qui come a Lourdes, è il richiamo alla conversione e il valore salvifico della sofferenza vissuta in unione al Signore. Ed è evidente il ruolo di Maria – la «tutta misericordiosa», come si presentò nella terza apparizione del ciclo – quale Mediatrice di tutte le grazie, che Lei ottiene da Gesù e quindi dispensa ai suoi figli. È la stessa Madre celeste a esplicitarlo, come ad esempio riporta Estelle nel racconto dell’ultima apparizione, dopo aver visto spargersi una pioggia di grazie (devozione, salvezza, fiducia, conversione…) dalle braccia aperte di Maria: «Queste grazie sono di mio Figlio. Io le prendo dal Suo Cuore. Lui non può rifiutarmele».

Sebbene fin qui la Chiesa non si sia spinta a riconoscere ufficialmente le apparizioni di Pellevoisin, già prima dell’attuale nihil obstat sono arrivati significativi riconoscimenti ecclesiali di singole richieste e fatti legati a Nostra Signora della Misericordia. Riconoscimenti provenienti anche da alcuni papi.

Ad esempio Leone XIII, dopo aver ricevuto per due volte Estelle in udienza privata (il 30 gennaio  17 febbraio 1900), approvò il 4 aprile 1900, attraverso un decreto della Congregazione dei Riti, lo scapolare del Sacro Cuore di Gesù secondo il modello di Pellevoisin (eccetto due lievi modifiche), avente sul retro un’immagine di Maria, con la scritta “Madre di misericordia”. Poi, come ricorda la lettera di Fernández, Benedetto XV, ricevendo lo scapolare, affermò che «Pellevoisin è stata scelta dalla Beata Vergine come luogo privilegiato dove diffondere le sue grazie».

Nel 1983, l’allora vescovo di Bourges, Paul Vignancour (1908-1987), riconobbe come miracolosa la guarigione di Estelle. E a conferma della credibilità di quest’ultima, nel 2020 la Conferenza episcopale francese ha votato a favore dell’apertura della sua causa di beatificazione. Una causa che ora, come sottolinea la stessa arcidiocesi di Bourges, potrà essere favorita dal nihil obstat concesso da Roma.

(Ermes Dovico – La Nuova Bussola – 1 Settmbre 2024)

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