
Pensiero spirituale sull’umiltà necessaria per credere
Cari amici, il principio teologico secondo il quale Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi e vengano alla conoscenza della Verità, esige la grazia della fede. Come dice San Paolo, senza la fede non si può piacere a Dio. Si può dedurre che questa grazia venga donata da Dio secondo i mezzi che ha a disposizione. Per coloro che hanno la grazia dell’ascolto del Vangelo, la fede è la risposta alla predicazione. Chi non ha la grazia della testimonianza e dell’incontro con la Chiesa, invece, riceve la grazia interiore dello Spirito Santo. La grazia viene donata a tutti, perciò la causa che porta le persone a non avere la fede bisogna ricercarla nelle condizioni interiori ed esistenziali di ognuno.
Indro Montanelli affermava di non aver ricevuto la grazia della fede, per questo motivo non credeva. Tuttavia, ci sono stati dei particolari che hanno colpito. Si è scoperto che era stato ricoverato in una casa di cura denominata “La Madonnina” e che il numero della sua stanza era il 610, proprio come il numero di telefono di Radio Maria. Un fatto che ha colpito perché avevamo pregato per quest’anima che si lamentava con Dio di non aveva ricevuto il dono della fede. Alla fine, sembra che il Signore abbia voluto dare un piccolo segno. San Giovanni Paolo II, aveva cercato di aiutare Montanelli in questa sua risposta alla fede. A Castel Gandolfo il Papa aveva invitato il giornalista a mettersi in ginocchio in cappella per dire una preghiera per sua madre defunta; così fece. Pur essendo forzato dal Papa, questo è stato un gesto di fede.
Non è mai troppo tardi per essere toccati dalla grazia della fede.
Siccome la grazia della fede viene data a tutti, per quale motivo ci sono persone che non credono?
La causa la troviamo nell’atteggiamento interiore delle persone. La conditio sine qua non, ovvero la condizione senza la quale non si può credere è l’atteggiamento interiore di umiltà. Senza l’umiltà, cioè questo terreno che accoglie il seme e lo fa germogliare, non è possibile avere la fede. Se interiormente abbiamo della roccia, il seme non fruttifica. Questo indurimento che il seme può incontrare è la superbia. L’espressione della Sacra Scrittura che “Dio resiste ai superbi ma fa grazia agli umili”, intende dire che Dio dona la grazia a tutti, ma è la superbia che impedisce alla grazia di fruttificare. Il loro io diventa una torre senza porte e senza finestre nella quale si sono rinchiusi e con la quale si contrappongono all’Onnipotente. Erigono il loro io come un baluardo nei confronti del Padre perché non violi la loro libertà e la loro indipendenza. Finché questo atteggiamento non viene sbriciolato – a volte il Signore lo sbriciola affinché possano ravvedersi e aprissi alla fede – la grazia della fede non attecchirà mai.
Siamo entrati in un mondo che ha perso la fede. La Madonna ha affermato che abbiamo rifiutato la fede nella Croce a causa di un atteggiamento di superbia e di presunzione. Questo mondo in pochi decenni ha visto evaporare la fede, pur avendo delle minoranze cristiane consistenti, anche in Europa. È avvenuto perché è subentrata la cultura dell’uomo al posto di Dio. Questa cultura collettiva della presunzione e dell’esaltazione dell’uomo al di sopra del Padre, ha fatto sì che nei cuori ci sia un atteggiamento tale per cui il seme della fede non attecchisce. Questo spiega l’evaporazione della fede in tanti cuori nei Paesi dell’antica cristianità, portando ad una dissoluzione della fede visibile e quantificata dalle statistiche. Si è diffusa una cultura secondo la quale l’uomo è sufficiente a se stesso, quindi l’uomo non si inginocchia, non prega, non invoca Dio, non lo loda, non riconosce il Padre. Non vede l’immensità della Creazione, l’immensità delle opere di Dio e la propria miseria.
Dio ha lasciato in noi tutti i segni della nostra miseria, le malattie fisiche, psichiche e spirituali, affinché diventassimo umili. L’umiltà è la porta attraverso la quale passa la grazia. Dio molte volte ci lascia nella palude proprio perché dobbiamo prendere la consapevolezza della nostra miseria e incapacità di fare il bene. Quando ci troviamo di fronte alle persone che resistono nel loro ateismo e nella loro superbia, contrapporsi è tempo perso. Sono degli io che si induriscono ancora di più. Bisogna pregare perché abbiamo la grazia dell’umiltà. Attraverso la sofferenza e l’esperienza della propria pochezza, miseria, incapacità, Dio riesce a salvare le loro anime. Quando sono nella polvere, nel fango e nell’impotenza, può accadere che gridino dal profondo: “Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce” (Salmo 130).
Questa è la pedagogia divina con la quale Dio demolisce le fortezze perché, prendendo consapevolezza che siamo delle povere creature, entriamo nel dinamismo e nella prospettiva dei figli che invocano il Padre dicendo: “Liberaci dal male”.
L’umiltà è la porta della salvezza, è il presupposto di tutte le virtù, è necessaria per avere la fede. Senza l’umiltà non si può credere.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”



COMMENTO BREVE AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE (25-06-2024)
Di Padre Livio Fanzaga
il 26 Giugno 2024
in COMMENTO AI MESSAGGI DELLA REGINA DELLA PACE
Cari amici, il 43.mo anniversario delle apparizioni della Regina della pace a Medjugorje è stato preparato da una novena molto impegnativa, che ha coinvolto la Parrocchia di Medjugorje ma anche pellegrini venuti da lontano.
La Madonna infatti ha dato appuntamento alle h. 22 sulla collina del Podbrdo per la recita del Rosario (le quattro corone) culminante con l’apparizione alle h. 23:30.
La Madonna ha chiesto questa preghiera straordinaria per la pace del mondo in un momento in cui è particolarmente minacciata. Mai in precedenza era stata fatta dalla Madonna una richiesta così impegnativa.
Non solo è minacciata la pace, ma lo stesso futuro dell’umanità con l’incubo, apertamente evocato, dell’uso di ordigni nucleari che distruggerebbero la vita e il pianeta sul quale abitiamo.
La Madonna ha sollecitato a partecipare numerosi perché, ha detto. “Ho bisogno di preghiere”. Infatti, ha rivelato in un messaggio, “Con la preghiera e il digiuno si possono fermare le guerre per quante violente esse siano e persino sospendere le leggi della natura”.
Radio Maria ha contribuito a far partecipare alla Novena con una trasmissione audio-video che è stata molto apprezzata dagli ascoltatori e che è stata messa a disposizione anche alle altre radio Maria del mondo.
Nel messaggio dell’anniversario delle apparizioni la Madonna ha evocato i due fronti dell’attacco di satana in questo momento particolarmente critico della storia: Sono la pace e la famiglia. “Figlioli, la pace è in pericolo e la famiglia è sotto attacco”.
Le armi con la quale combattere e vincere sono la preghiera, soprattutto il Rosario in famiglia, che Radio Maria in particolare sta diffondendo in ogni parte del mondo.
Dobbiamo essere consapevoli dello stato di allerta nel quale viviamo, con le forze del male che cercano di prevalere e portare l’umanità alla perdizione. La Madonna è qui per sostenerci nella battaglia e per guidarci alla vittoria, che sarà un dono del suo Cuore Immacolato.
Vostro Padre Livio