"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Giugno 2024

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Ma la Madonna appare veramente o è “lo Spirito Santo che  potrebbe immettersi?

Molto Reverendo P.Livio

Ieri sera ho ricevuto da un’amica che si trova in pellegrinaggio a Medjugorje con un gruppo numeroso di Italiani, due video di ieri pomeriggio dove si danno delucidazioni in merito al documento del Papa sulle apparizioni. Queste spiegazioni mi hanno destato molta perplessità anzi mi hanno proprio messa a disagio perché ho cominciato a chiedermi : ma allora le apparizioni del passato nel mondo approvate dalla Chiesa e le apparizioni della Madonna oggi a  Medjugorje non  sono vere ? Cioè  la Madonna è apparsa e appare veramente oppure no? Perché qui (le trascrivo esattamente parola per parola e le allego i due video in questione in modo da dimostrare quanto ascoltato da tutti) si sostiene questo:

“Tutte le Apparizioni del mondo, ci sono tanti fenomeni, tutti questi fenomeni che ci sono, anche qui a Medjugorje ,questi messaggi, possono essere lo Spirito Santo, può immetterli perché possono essere utili per vivere bene oggi la rivelazione di Dio.”

Mi serve davvero una sua chiarificazione perché qui si nega la stessa possibilità delle Apparizioni e del fatto che la Madre di Dio dia Messaggi come in passato la Chiesa ha sempre riconosciuto.

Milena 


Cara Milena,

Sono rimasto sorpreso e persino incredulo nel guardare i due video che mi ha inviato perché, come lei ha ben compreso, si nega la verità delle apparizioni e dei messaggi che costellano la storia della Chiesa.

 Ne conseguirebbe che tutti i veggenti che le hanno avute e messaggi che hanno ricevuto sono suggestioni “immesse dallo Spirito Santo.”

Io mi chiedo come potrebbe lo Spirito Santo ingannare non solo i veggenti ma la stessa Chiesa, prospettando false apparizioni.

Si tratta di affermazioni sconcertanti che non riflettono il pensiero costante della Chiesa al riguardo.

Ave Maria

Padre Livio

🌾LIVE 🌾🤍❤️DALLA NOSTRA CAPPELLA〽️P.LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO- CORPUS DOMINI🌾🙏❤️🤍

I MIRACOLI EUCARISTICI

Il miracolo eucaristico di Bolsena

I tanti miracoli eucaristici aiutano a ricordare la grandezza del mistero che la solennità del Corpus Domini onora in modo speciale. È il mistero dell’Eucaristia, il cuore della nostra fede e il sacramento dei sacramenti istituito da Gesù nell’Ultima Cena, come cibo e bevanda di salvezza

Ermes Dovico, la nuova Bussola – 2 Giugno 2024

«Come avete fatto a estrarre da una persona un pezzo di cuore vivente?», è la domanda che pose nel 2005 Frederick Zugibe (1928-2013), esperto di medicina legale e docente alla Columbia University, dopo aver analizzato un frammento di Ostia consacrata, che nel 1996 si era tramutata in carne sanguinante nella parrocchia di Santa Maria, a Buenos Aires. Il professor Zugibe aveva ricevuto un campione della Sacra Particola, ma senza che gli fosse rivelato di cosa si trattasse. Ad anni di distanza le analisi, condotte in precedenza da altri scienziati e sempre con gli stessi esiti, mostravano che quel campione era in tutto e per tutto un frammento vitale di cuore umano. In particolare si manifestava la presenza di globuli bianchi intatti e gruppo sanguigno AB, lo stesso riscontrato dalle ricognizioni (l’ultima delle quali svolta negli anni Settanta del XX secolo) sulle reliquie del miracolo eucaristico di Lanciano, avvenuto nell’VIII secolo.

Questi fatti aiutano a ricordare la grandezza del mistero che la solennità del Corpus Domini onora in modo speciale. È il mistero dell’Eucaristia, il cuore della nostra fede e il sacramento dei sacramenti istituito da Gesù nell’Ultima Cena, come cibo e bevanda di salvezza. Sono proprio le parole solenni di Nostro Signore, scolpite in tutti e quattro i Vangeli e trasmesse pure da san Paolo (Mt 26, 26-29; Mc 14, 22-25; Lc 22, 19-20; Gv 6, 53-58; 1 Cor 11, 23-29), a non lasciare dubbi sulla sua presenza reale nell’Eucaristia. A questo miracolo, che attualizza il sacrificio di Cristo ogni volta che viene celebrata una Messa, la Chiesa ha dato il nome di transustanziazione, per esprimere quanto avviene all’atto della consacrazione: le specie del pane e del vino, pur mantenendo inalterate le loro caratteristiche sensibili, si convertono interamente nel Corpo e Sangue di Gesù.

La solennità del Corpus Domini fu celebrata per la prima volta nel 1247 nella diocesi di Liegi. Alla sua origine vi furono le esortazioni di santa Giuliana di Cornillon (c. 1192-1258), una monaca agostiniana che intorno ai 16 anni ebbe una prima visione, poi ripetutasi altre volte, mentre adorava il Santissimo Sacramento. Giuliana vide una luna nel suo pieno splendore, simboleggiante la Chiesa pellegrina sulla terra, attraversata da una striscia scura, a indicare la mancanza di una festa. Come le spiegò poi lo stesso Gesù, la festa sarebbe servita per accrescere la fede e riparare le offese al Santissimo Sacramento. Per diversi anni la santa non parlò a nessuno di queste rivelazioni. Si decise poi a rivolgersi ad alcuni dei maggiori teologi ed ecclesiastici dell’epoca (tra cui l’arcidiacono di Liegi, Jacques Pantaléon, futuro Urbano IV), esortandoli a istituire la festa, come farà per primo il vescovo di Liegi, Roberto di Thourotte.

Nel 1263 avvenne il celebre miracolo eucaristico di Bolsena. Un sacerdote boemo, Pietro da Praga, giunse in pellegrinaggio in Italia perché assalito dai dubbi sulla presenza reale di Gesù nell’Eucaristia. Questi dubbi svanirono solo dopo che ebbe celebrato Messa nella chiesa di Santa Cristina, a Bolsena: qui, al momento della consacrazione, l’Ostia iniziò a sanguinare sul corporale. Urbano IV, che si trovava nella vicina Orvieto, fece subito verificare l’accaduto. L’anno successivo lo stesso pontefice incaricò san Tommaso d’Aquino di scrivere l’ufficio liturgico del Corpus Domini, dando al Doctor Angelicus l’occasione di comporre sublimi inni eucaristici, come l’Adoro Te devote, il Pange Lingua, il Sacris Solemniis e il Verbum supernum prodiens. Inoltre, con la bolla Transiturus de hoc mundo (11 agosto 1264), estese la solennità a tutta la Chiesa, fissandola al primo giovedì dopo l’Ottava di Pentecoste. In Italia, nel 1977, la Cei ne ha spostato la celebrazione alla domenica seguente.

Così scrisse Urbano IV nella bolla: «Sebbene l’Eucaristia ogni giorno venga solennemente celebrata, riteniamo giusto che almeno una volta l’anno se ne faccia più onorata e solenne memoria. Le altre cose di cui facciamo memoria, noi le afferriamo con lo spirito e con la mente, ma non otteniamo per questo la loro reale presenza. Invece, in questa sacramentale commemorazione del Cristo, anche se sotto altra forma, Gesù Cristo è presente con noi nella propria sostanza. Mentre stava infatti per ascendere al cielo disse: Ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo».

Per questo il beato Carlo Acutis (1991-2006) chiamava l’Eucaristia «la mia autostrada per il Cielo». E, sapendo di poter adorare Gesù in qualsiasi momento nel silenzio del tabernacolo, insegnava che siamo più fortunati delle persone vissute duemila anni fa in Terrasanta, perché loro dovevano continuamente spostarsi per seguirlo, mentre noi no, perché «Gerusalemme ce l’abbiamo sotto casa».

I russi, le vittime di sé stessi

di Stefano Caprio- Asia News – 2 Giugno 2024

Una serie di video-documentari diffusi a partire da Maša Pevčik, una delle più note collaboratrici di Naval’nyj, scaricano tutte le colpe e le responsabilità di quanto oggi accade sui banditi e i corrotti che hanno impedito negli anni Novanta lo sviluppo di una società libera e democratica. Parlano di quegli anni sia i propagandisti putiniani sia i pubblicisti di opposizione, i più anziani e i più giovani, tutti avviluppati nei sensi di colpa e nei risentimenti. 

In questa delicata fase della guerra mondiale – dall’Ucraina alla Palestina agli scenari legati alle prossime elezioni in Europa, in Inghilterra, in America, in Georgia e nel mondo intero – i russi si sentono sempre più delle vittime e dei “perdenti”, e risuona sempre più nelle discussioni pubbliche, sui social e nelle interviste semiclandestine e dall’estero, una parola che definiva la condizione della popolazione russa negli anni Novanta: i poterpevšie, “quelli che hanno perso”. Allora si riferiva alla frustrazione degli sconfitti della guerra fredda, che aveva condotto alla fine dell’Urss e alla profonda crisi economica degli anni gorbacioviani. Come ricorda l’editorialista di Radio Svoboda Sergej Medvedev, “sentii questa parola la prima volta dal salumiere, quando un pensionato si lamentava della scarsa razione di salame che gli era stata consegnata, e la commessa gli disse rassegnata: ‘smettila di lamentarti come un poterpevšij’, concedendogli benevola una fettina in più, quando il salame scarseggiava perfino a Mosca, e in provincia era ormai soltanto un mito”.

I russi si sentono sconfitti non per la durezza del regime putiniano e le repressioni politiche, non per il corso stagnante della guerra in Ucraina e il sacrificio dei giovani al fronte, e neanche per la riforma fiscale che succhierà valanghe di soldi per mantenere l’industria bellica. Il lamento è ancora per quella umiliazione di oltre trent’anni fa, per le sofferenze “dei Novanta”, il peccato originale che non lascia in pace le coscienze nonostante tutti i successivi sconvolgimenti mondiali. Tutte le colpe risalgono a quell’infelice passaggio storico, e la stura alla nuova ondata di vittimismo è stata data da una serie di video-documentari diffusi a partire da metà aprile da Maša Pevčik, una delle più note collaboratrici del martire Aleksej Naval’nyj, dal titolo Predateli, “Traditori”. Girati con il tipico stile scandalistico del movimento navalnista del “Fondo per la lotta alla corruzione”, i racconti scaricano tutte le colpe e le responsabilità di quanto oggi accade sui banditi e i corrotti che hanno impedito lo sviluppo di una società libera e democratica, finendo per consegnare la Russia allo zar degli oligarchi, il padrino mafioso Vladimir Putin.

Nei giorni scorsi il dibattito è stato rilanciato in modo clamoroso da un’intervista realizzata da uno dei più seguiti video-blogger, Jurij Dud, a uno dei grandi protagonisti del periodo eltsiniano, il petroliere Mikhail Khodorkovskij, divenuto poi oppositore di Putin e sua vittima nel lager per un decennio, per poi essere amnistiato a fine 2013 ed esiliato all’estero, dove rappresenta una delle voci più seguite dell’opposizione liberale. Anch’egli ha ripreso i toni accusatori della Pevčik, soprattutto nei confronti di politici che hanno organizzato la transizione da Eltsin a Putin come Anatolij Čubajs, il “grande burattinaio” che dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina ha abbandonato la Russia e ora vive in Israele, dopo essere scampato per miracolo al classico avvelenamento dei servizi segreti. Si è quindi diffuso il detto che i russi “non soffrono per Kharkov, ma per Čubajs”, in un mese di terribili bombardamenti in Ucraina tra Černigov, Odessa e Kharkov con morti e stermini, mentre in Russia si discute delle scelte degli oligarchi di trent’anni fa.

A Kharkov i medici legali prendono dai bambini i campioni di Dna per cercare di riconoscere i corpi dei loro genitori dilaniati dalle bombe russe, mentre i russi si scannano a parole per decidere la verità delle aste finanziarie del 1994, della privatizzazione di Svjazinvest nel 1997 che diede inizio al crollo delle piramidi finanziarie e dei ruoli della “famiglia di Eltsin” che a fine secolo se la spassava nella reggia dell’Osennyj Bulvar a Mosca, per poi lasciare il potere in mano a Putin in cambio dell’immunità totale, di cui tuttora godono le figlie e gli eredi nell’esilio dorato londinese. Il serial della Pevčik in realtà è la realizzazione del “testamento politico” dello stesso Naval’nyj, che egli espresse nel testo diffuso dal lager “Il mio timore e il mio odio” dell’agosto 2023, quando egli per primo si scagliò contro i politici del decennio post-sovietico. Al di là delle ragioni e dei torti, stupisce l’enorme interesse con cui tutti i russi, risvegliandosi dallo stato di totale atarassia e indifferenza rispetto agli eventi in patria e all’estero, si sono messi a “sezionare le ossa” di quegli anni ormai lontani.

Parlano dei Novanta sia i propagandisti putiniani sia i pubblicisti di opposizione, i boomer e gli zoomer, i più anziani e i più giovani, tutti avviluppati nei sensi di colpa e nei risentimenti che fanno sentire vittime di ogni male dei tempi vicini e lontani, dell’Occidente e dell’Oriente, della guerra fredda e di quelle precedenti, dall’invasione napoleonica al giogo tartaro medievale. Medvedev chiama questo atteggiamento “la morale degli schiavi”, l’odio vendicativo della persona “umiliata e offesa”, per richiamarsi ai termini dostoevskiani, di colui che si sente impotente di fronte alla rovina del destino personale e comunitario, e cerca di scaricare ogni colpa sul male proveniente da ogni parte. L’uomo del “sottosuolo” di Dostoevskij, che viveva in uno scantinato di San Pietroburgo dopo una serie di umiliazioni ricevute da parte delle autorità e della società locale, sognava di distruggere il “Palazzo di Cristallo” della lontana Londra, la sede del Maligno su cui riversava le sue pretese di vendetta.

È la domanda maledetta espressa dal padre dei rivoluzionari russi dell’Ottocento, Aleksandr Herzen: kto vinovat?, “di chi è la colpa?”, che si rivolgeva in sequenza ai tatari, ai boiari latifondisti, ai nemtsy (tedeschi o stranieri in generale), agli ebrei, agli anglosaksy, agli zar e ai sovietici, e ora ai “selvaggi anni Novanta” degli oligarchi. I protagonisti di allora sono morti da tempo come Eltsin e Gajdar, o sono dispersi in esilio come Khodorkovskij e Čubajs, eppure la rabbia nei loro confronti non solo non si spegne, ma si alimenta sempre di più, non potendo evidentemente prendersela con la casta attualmente al potere per evitare spiacevoli conseguenze. È una specie di “odio terapeutico”, senza senso ormai e senza conseguenze, ma permette di canalizzare la frustrazione e di riconciliarsi con un presente altrimenti insopportabile, attribuendo un’identità a chi si sente escluso dalla realtà mondiale.

La “retropolitica” del resto è una caratteristica russa tradizionale, che idealizza i brevi periodi di apertura discutendone negli infiniti tempi di “stagnazione”, come avveniva al tempo di Brežnev dopo i pochi anni del “disgelo chrusceviano”, nelle cantine dove si radunavano i dissidenti del samizdat o nei circoli degli intellettuali in esilio che litigavano in continuazione, o si rinchiudevano nell’eremo della loro sdegnata solitudine, come Solženitsyn nel gelo canadese del Vermont. È un ciclo che si ripete da secoli: prima della rivoluzione bolscevica ci fu il “Secolo d’Argento”, un’esplosione di creatività tra il 1905 e il 1917, dopo la vittoria su Napoleone ci fu il “Magnifico Decennio” tra gli anni Trenta e Quaranta dell’Ottocento, con il grande dibattito tra slavofili e occidentalisti, e così risalendo fino allo scisma seicentesco tra i riformatori e i “Vecchio-credenti”, o alla disputa tra i monaci pauperisti e quelli “statalisti” di fine Quattrocento, per ribadire una corrispondenza dell’anima russa con i tempi atmosferici, che prevedono brevi primavere e inverni senza fine.

In queste fugaci aperture e finestre sul mondo esterno, la Russia riesce ad inghiottire le culture, le religioni, le scoperte scientifiche e le trasformazioni sociali dei popoli europei, asiatici e degli altri continenti per poi rigettarle all’improvviso, trattenendo solo una propria versione deformata e isterica, come si può vedere in modo clamoroso con la “rinascita religiosa”, la riscoperta della fede che animava le persone degli anni Novanta in una sincera ricerca di spiritualità e significato, per poi sprofondare nell’Ortodossia patriottica e militante che benedice la guerra e le stragi, con una criminale superbia che fa impallidire anche la predicazione delle Crociate medievali. Questa deriva si applica anche alla politica e all’economia, alla morale e alla cultura, alla scuola e ad ogni istituzione della società russa attuale. In questi giorni è stata perfino pubblicata una nuova rivista dal titolo Politruk, il “dirigente politico” (Političeskij Rukovoditel) di sovietica memoria, un manuale di istruzione militare in cui accanto ad ogni ufficiale e ogni soldato ci deve essere un istruttore e “suggeritore politico”, che “con la sua parola ispirata e l’esempio di dedizione senza riserve al servizio della Patria possa cementare lo spirito dei collettivi militari”, come recita l’introduzione del vice-ministro della difesa, il generale Viktor Goremykin.

Del resto il Politruk era stato reintrodotto già a febbraio dallo stesso Putin in tutti gli organi statali con un decreto “riservato”, per cui ad ogni carica deve corrispondere un “vice-direttore per le funzioni politiche e sociali”, come avveniva appunto ai tempi di Stalin. Lo scopo è sempre quello di “rafforzare il patriottismo e garantire un’adeguata e approfondita comprensione della politica statale”, spegnendo ogni velleità di ritrovare sé stessi, di ritrovare la Russia dispersa negli anni Novanta, e nella nebbia delle storie passate.

BUONA DOMENICA

SOLENNITA’ DEL SANTISSIMO CORPO E  SANGUE DI CRISTO

Cari amici, la Solennità del Corpus Domini è giustamente  fra la più sentite dal popolo cristiano, perché il Sacramento dell’Eucarestia ci dona Cristo vivo nella sua totalità di Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Infatti, come osserva  San Tommaso d’Acquino, Cristo è realmente presente in Cielo e nelle Specie eucaristiche.

La presenza reale di Cristo nell’Eucaristia tocca profondamente il cuore, perché ci fa comprendere l’immensità del suo amore, che lo ha spinto a stare  con noi, nell’umiltà del pane e del vino consacrati, fino alla fine dei secoli.

Gesù non ha voluto lasciarci, ma ha ascoltato l’invocazione  dei discepoli di Emmaus: “Resta con noi Signore”. Ha fatto alla Chiesa pellegrina sulla terra  il dono inestimabile della sua presenza reale, donandoci se stesso, come pane di vita, nelle difficoltà del nostro cammino.

Gesù non ci ha lasciato soli, ma si è messo nelle nostre mani donandoci il dono del Sacerdozio, grazie al quale possiamo rivivere con Lui, nella santa Messa, il Sacrificio della Redenzione.

La presenza di Gesù eucaristico è il dono più grande che la Chiesa ha ricevuto, perché la fortifica e la rende indistruttibile nonostante attacchi delle potenze del male e protegge la terra e tutti i suoi abitanti dalle follie del caos infernale.

Gesù realmente presente nella Santa Eucaristia è il Cielo sulla terra, è il nutrimento che vivifica, è la forza invincibile, è la certezza della vita eterna.

Andare alla Santa Messa nel giorno del Signore è come mettere un piede in paradiso, perché Colui che è in Cielo è anche realmente presente nel tabernacolo.

Svegliamoci dunque dal sonno stanco delle nostre anime e facciamo dell’Eucaristia il centro focale  della nostra vita. Non esiste altra  fonte inesauribile di grazia e di gioia alla quale il cuore umano possa attingere.

Vostro Padre Livio


Vangelo

Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue.

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 14,12-16.22-26

Il primo giorno degli àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

Parola del Signore


BENEDETTO XVI

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 26 giugno 2011
 

Cari fratelli e sorelle!

Oggi, in Italia e in altri Paesi, si celebra il Corpus Domini, la festa dell’Eucaristia, il Sacramento del Corpo e Sangue del Signore, che Egli ha istituito nell’Ultima Cena e che costituisce il tesoro più prezioso della Chiesa. L’Eucaristia è come il cuore pulsante che dà vita a tutto il corpo mistico della Chiesa: un organismo sociale tutto basato sul legame spirituale ma concreto con Cristo. Come afferma l’apostolo Paolo: “Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo dell’unico pane” (1Cor 10,17). Senza l’Eucaristia la Chiesa semplicemente non esisterebbe. E’ l’Eucaristia, infatti, che fa di una comunità umana un mistero di comunione, capace di portare Dio al mondo e il mondo a Dio. Lo Spirito Santo, che trasforma il pane e il vino nel Corpo e Sangue di Cristo, trasforma anche quanti lo ricevono con fede in membra del corpo di Cristo, così che la Chiesa è realmente sacramento di unità degli uomini con Dio e tra di loro.

In una cultura sempre più individualistica, quale è quella in cui siamo immersi nelle società occidentali, e che tende a diffondersi in tutto il mondo, l’Eucaristia costituisce una sorta di “antidoto”, che opera nelle menti e nei cuori dei credenti e continuamente semina in essi la logica della comunione, del servizio, della condivisione, insomma, la logica del Vangelo. I primi cristiani, a Gerusalemme, erano un segno evidente di questo nuovo stile di vita, perché vivevano in fraternità e mettevano in comune i loro beni, affinché nessuno fosse indigente (cfr At 2,42-47). Da che cosa derivava tutto questo? Dall’Eucaristia, cioè da Cristo risorto, realmente presente in mezzo ai suoi discepoli e operante con la forza dello Spirito Santo. E anche nelle generazioni seguenti, attraverso i secoli, la Chiesa, malgrado i limiti e gli errori umani, ha continuato ad essere nel mondo una forza di comunione. Pensiamo specialmente ai periodi più difficili, di prova: che cosa ha significato, ad esempio, per i Paesi sottoposti a regimi totalitari, la possibilità di ritrovarsi alla Messa domenicale! Come dicevano gli antichi martiri di Abitene: “Sine Dominico non possumus” – senza il “Dominicum”, cioè senza l’Eucaristia domenicale non possiamo vivere. Ma il vuoto prodotto dalla falsa libertà può essere altrettanto pericoloso, e allora la comunione con il Corpo di Cristo è farmaco dell’intelligenza e della volontà, per ritrovare il gusto della verità e del bene comune.

Cari amici, invochiamo la Vergine Maria, che il mio Predecessore, il beato Giovanni Paolo II ha definito “Donna eucaristica” (Ecclesia de Eucharistia, 53-58). Alla sua scuola, anche la nostra vita diventi pienamente “eucaristica”, aperta a Dio e agli altri, capace di trasformare il male in bene con la forza dell’amore, protesa a favorire l’unità, la comunione, la fraternità.

🔴LIVE🔴 INCONTRI CON VICKA VEGGENTE DI MEDJUGORJE – a cura di P.LIVIO – Gennaio 2005

Loading the player...

Credibilità e soprannaturalità nelle apparizioni di Medjugorje

Trascrizione del testo – Citare fonte

A proposito di Medjugorje la mia è una prospettiva precisa perché credo fermamente alle apparizioni, alla presenza della Regina della pace e ai suoi messaggi. Ho creduto fin da subito alle apparizioni, da quando si era sparsa la voce nel 1981 che la Madonna appariva a dei ragazzi. Sono stato a Medjugorje per la prima volta nel marzo 1985 e sono andato subito a parlare con il vescovo al quale ho spiegato le mie motivazioni; di contro lui mi ha riferito i motivi del suo non credere; ci siamo poi chiariti ed eravamo d’accordo sul fatto ci saremmo attenuti a quello che la Chiesa avrebbe disposto.

Dal mio punto di vista, il documento del Dicastero per la Dottrina della Fede pubblicato venerdì 17 maggio 2024 non sposta quello che la Chiesa aveva già disposto sul piano pastorale in questi anni a proposito delle apparizioni di Medjugorje. Il vero punto interessante per me di questo documento è il fatto che è stata riservata unicamente al Papa la dichiarazione di soprannaturalità. La Regina della pace, già nel 1982, ha detto che quelle di Medjugorje sono le sue ultime apparizioni sulla Terra e che questa è l’ultima chiamata alla conversione. Vedo questo documento come un mezzo con cui la Chiesa potrà smascherare le false apparizioni che ci saranno, perché dopo Medjugorje è evidente che non ci saranno altre vere apparizioni. Ciò non toglie che la Madonna possa apparire personalmente a qualcuno, ma non è detto che la Chiesa se ne occupi. Non ci saranno, allora, apparizioni per le quali valutare la credibilità o la soprannaturalità.

Per quanto riguarda Medjugorje, il fatto che sia il Papa l’unico a poterne affermare la soprannaturalità è una disposizione di un’importanza enorme e non trascurabile. Quando sarà il momento del terzo Segreto – che sarà un evento di carattere indiscutibilmente soprannaturale – il Santo Padre dovrà decidere su questo punto fondamentale che sarà dirimente per tutto il tempo dei Segreti, perché sarà l’apertura della fase successiva, ovvero quella dei sette flagelli dell’Apocalisse (i Segreti dal quarto al decimo).

Dopo Medjugorje non ci saranno più apparizioni di rilievo ecclesiale. Mi interessa, allora, fare una diagnosi su Medjugorje, per vedere come si colloca questa affermazione del documento del Dicastero per la Dottrina della Fede secondo la quale il Papa è l’unica persona che può dichiarare la soprannaturalità delle apparizioni. Questa posizione è stata molto criticata, ma a mio parere si tratta di una disposizione che viene direttamente dal Cielo. Nel momento del terzo Segreto, prima dei grandi sconvolgimenti che cambieranno il mondo, proprio il Santo Padre sarà chiamato a decidere e a dichiarare la soprannaturalità del segno sulla montagna e quindi delle apparizioni di Medjugorje. Per quelli che credono alle apparizioni di Medjugorje, questo punto è senza dubbio nella prospettiva del piano della Regina della pace.

Bisogna fare una distinzione fondamentale fra la credibilità delle apparizioni e la loro soprannaturalità. La credibilità delle apparizioni si pone sul piano razionale, nel quale vengono analizzati diversi elementi, soprattutto di carattere pastorale e teologico; portando avanti questo piano di riflessione, prudentemente e manifestamente, la Chiesa approva l’adesione da parte dei fedeli e quindi il cammino pastorale che la Chiesa in quel determinato luogo di apparizioni si prende carico di portare avanti. La credibilità delle apparizioni è, quindi, un fatto razionale, bisogna analizzare i fatti positivi e spiegarli e fare lo stesso con quelli negativi. Quando si parla di credibilità delle apparizioni ci si muove nel campo dell’uso della ragione; alla luce di ragionamenti e di valutazioni razionali sui fatti positivi e negativi, si arriva a delle convinzioni serie per cui si apre ai fedeli la possibilità di aderire alle apparizioni.

La soprannaturalità, così come il documento del Dicastero per la Dottrina della Fede la presenta in rapporto alle apparizioni, è una decisione del Papa; ne deriva che questa decisione si colloca all’interno del carisma di Pietro con cui il Santo Padre guida la Chiesa. Si tratta, allora, del giudizio del Papa su un evento dal punto di vista soprannaturale, partendo anche dalle conclusioni di carattere razionale. È chiaro, però, che il carisma di Pietro non può essere la conclusione di un ragionamento. Il giudizio di soprannaturalità è la conclusione di un processo che coinvolge anche la Chiesa tutta che riconosce in una determinata apparizione la presenza di Dio. Quando ci sarà il segno sulla montagna e il Santo Padre si pronuncerà circa la soprannaturalità di quell’evento e delle apparizioni di Medjugorje, verrà riconosciuto che quel segno viene da Dio e non ha alcuna spiegazione naturale.

Voglio soffermarmi sui motivi di soprannaturalità delle apparizioni di Medjugorje, che sono quelli maturati nel tempo e che convincono di più le persone. Credere o non credere alle apparizioni è un evento di grazia, un campo che sfugge alla razionalità. Gli argomenti di razionalità servono, però, a chi già crede per confermare l’adesione a questa ispirazione interiore.

La prova del tempo

Il tempo è il primo motivo di credibilità delle apparizioni di Medjugorje. Se non venissero da Dio sarebbero durate qualche giorno, ma non di più. In questi decenni abbiamo visto molti focolai che si sono attivati qua e là attirando la gente, per poi dissolversi nel nulla. Per quanto riguarda le apparizioni di Medjugorje c’è una presenza costante nel tempo che è andata sempre più ampliandosi. Sappiamo che il tempo è galantuomo, il grano e la zizzania crescono insieme ma distinguendosi chiaramente. In tutti questi anni abbiamo avuto la possibilità di vedere fiorire i semi che la Madonna ha sparso in tutto il mondo; abbiamo visto che tutte le opposizioni e gli attacchi fatti alle apparizioni di Medjugorje (molte volte anche con il supporto pesante dei mass media, specialmente in Italia), non è emerso alcun argomento degno di nota che mi insinuasse qualche dubbio.

 Mons. Hoser, primo delegato del Papa a Medjugorje, disse che i veggenti di Medjugorje sono dei bravi cristiani e il loro tenore di vita è in linea con quello degli abitanti di Medjugorje. Inoltre, disse che la loro testimonianza è così decisa che è ben difficile non credere ai veggenti. Mons. Hoser ha espresso questi giudizi fondati, seri e da prendere in considerazione. Il tempo è una prova importantissima, se le apparizioni di Medjugorje non venissero da Dio sarebbero già finite, si sarebbero dissolte. Il tempo che passa è un argomento molto forte a favore di Medjugorje anche perché in tutti questi anni il seme di senapa è cresciuto fino a diventare un albero rigoglioso, al riparo del quale tutti i pellegrini provenienti da ogni parte del mondo hanno trovato ristoro.

 In tutto questo tempo, per quanto satana non si sia risparmiato negli attacchi, la parrocchia ha continuato a perseverare salda e in comunione con la Chiesa. Se la radice non fosse divina, se la Madonna non apparisse veramente, le apparizioni di Medjugorje si sarebbero dissolte come bolle di sapone, com’è avvenuto in altre occasioni. La presenza vera della Madonna fa di Medjugorje un albero che continuamente diventa sempre più rigoglioso. La prova del tempo, a mio parere, è determinante.

Il radicamento nella realtà storica ed ecclesiale

Le apparizioni di Medjugorje sono radicate nella Storia e nella vita ecclesiale degli ultimi quattro decenni. Sono apparizioni del nostro tempo. La Madonna è qui e parla agli uomini del nostro tempo e li mette in guardia dalle insidie del diavolo e dai pericoli e di questo tempo. Tutti i messaggi di Medjugorje sono collocati nel tempo che viviamo. La Madonna in tutto questo tempo ha seguito la vita e le difficoltà della Chiesa, il Magistero dei Papi, la realtà quotidiana della vita della parrocchia di Medjugorje.

Le apparizioni di Medjugorje non sono astratte, non sono fuori dal tempo, ma sono radicate nel tempo, guidano la Storia e la illuminano, talvolta la cambiano. Il crollo del comunismo l’ha voluto la Regina della pace dopo dieci anni di apparizioni in cui chiedeva preghiere e digiuni per la pace nel mondo. All’inizio del nuovo millennio la Gospa ha descritto in anticipo la dissoluzione della fede, l’odio che cresce nel mondo: «satana è libero dalle catene» (messaggio del 1° gennaio 2001). I messaggi della Regina della pace sono la realizzazione di una luce profetica che Lei dona e con la quale illumina il presente e il futuro. Seguendo i messaggi della Madonna si nuota nel fiume della Storia, nel passato, nel presente e nel futuro. Razionalmente, alla luce anche della motivazione del radicamento delle apparizioni di Medjugorje nella realtà storica ed ecclesiale, non possiamo affermare che queste apparizioni non sono vere e che i messaggi vengono prodotti dai veggenti. Usiamo la ragione.

L’adesione della popolazione e la prova della persecuzione (comunismo)

Le apparizioni sono avvenute in un Paese comunista. La popolazione era sotto il giogo comunista; queste apparizioni hanno scatenato fin dall’inizio la persecuzione che ha riguardato non solamente i veggenti con le loro famiglie, ma anche tutto il villaggio di Medjugorje. È stata una persecuzione capillare tale da colpire le famiglie addirittura nel lavoro, ad esempio veniva negato il passaporto ai padri dei veggenti che lavoravano all’estero. Con questi e altri mezzi il comunismo ha cercato di bloccare la popolazione. Diversamente da Fatima, da Lourdes e da altre apparizioni in cui c’era un certo clima di contrasto (la mamma di Lucia diceva che sua figlia era una bugiarda), la popolazione di Medjugorje ha creduto e ha saputo sopportare le pressioni del regime comunista per almeno dieci anni.

 Il parroco stesso ha pagato di persona affrontando tre anni di prigione. L’adesione della popolazione di Medjugorje alle apparizioni della Regina della pace è durata per tutto questo tempo. Durante la guerra sono arrivate a Medjugorje molte persone di altre zone, il popolo è aumentato e tanta gente che attualmente abita lì non ha vissuto i primi anni delle apparizioni; ne deriva che con l’aumento della popolazione, una parte è meno coinvolta. Nei primi dieci anni c’è stata una forte resistenza della popolazione alle persecuzioni, successivamente la resistenza è stata nei confronti della guerra. I primi vent’anni sono stati molto tribolati, tanta era la sofferenza della popolazione locale e dei pellegrini che eroicamente hanno affrontato il tragitto con il pericolo incombente delle bombe. Non sono mancate manifestazioni di solidarietà e di vicinanza alle popolazioni colpite dalla guerra, gli italiani stessi hanno portato tantissimi aiuti in quel periodo veramente difficile e tragico. I primi vent’anni di apparizioni a Medjugorje hanno tratti eroici di testimonianze e di carità. Sono argomenti che fanno capire che c’è veramente qualcosa di profondo e di reale. A Medjugorje c’è veramente la presenza della Madonna.

La prova della seduzione (modernismo)

Nel messaggio del 25 settembre 2023 la Regina della pace ha messo in guardia gli abitanti di Medjugorje dal modernismo: «Il modernismo vuole entrare nei vostri pensieri e rubarvi la gioia della preghiera e dell’incontro con Gesù». Il modernismo è quella visione della vita che nega il soprannaturale e che seduce indicando la vita come qualcosa da realizzare nel tempo fallace delle gioie effimere. Questa seduzione è indubbiamente presente a Medjugorje e la pressione modernista rischia di distogliere lo sguardo dalla Verità; per questo motivo la Madonna nello stesso messaggio ha esortato a tornare al fervore delle origini «quando vi ho scelti e la risposta era la preghiera giorno e notte ed il Cielo non taceva ma ha donato in abbondanza pace e benedizione a questo luogo di grazia» (messaggio del 25 settembre 2023). Medjugorje è chiamata a resistere nella fede di fronte a un mondo che corre nell’incredulità. Oggi è veramente importante rimanere saldi nella fede nelle apparizioni. Il 1° gennaio 2024 la Regina della pace ha messo alla prova la fede degli abitanti di Medjugorje quando ha dato loro appuntamento sul Podbrdo; in quel pomeriggio piovoso e freddo sono accorsi tanti pellegrini ma anche tanti parrocchiani. In quell’occasione, a tutti coloro che hanno risposto a questa chiamata speciale la Madonna ha detto: «Grazie perché avete risposto alla mia chiamata e avete pregato per le mie intenzioni. Non vi pentirete né voi né i vostri figli né i figli dei vostri figli».

La credibilità dei veggenti

È chiaro che i veggenti sono un bersaglio che facilmente si presta a critiche. È vero anche che è facile credere alle chiacchiere infondate se non ci si è recati sul posto e non si è toccato con mano quello che accade a Medjugorje. Da parte dei mass media c’è stata un’opera di diffamazione sistematica nei confronti di Medjugorje e, purtroppo, molti si sono fatti abbindolare. Mons. Hoser, come abbiamo detto, ha definito i veggenti persone normali, comuni abitanti di Medjugorje che, come tanti, hanno come unica fonte di guadagno per le loro famiglie dei semplicissimi alberghi che accolgono i pellegrini. A Medjugorje non c’è altra fonte di guadagno, pertanto i veggenti sono in linea con il tenore di vita di tantissimi altri abitanti del posto. Bernardette è stata per otto anni a Lourdes a testimoniare le apparizioni e il vescovo di allora regalò alla famiglia Soubirous un mulino e una casa nuova con cui hanno potuto vivere dignitosamente.

È chiaro che i veggenti che hanno famiglia devono pensare a mantenerla (nella sobrietà e nella semplicità, ovviamente) e lo fanno esattamente come gli altri abitanti di Medjugorje. Non mi sembra uno scandalo, inoltre, il fatto che alcune persone vogliano liberamente fare delle donazioni ai veggenti. Personalmente sono stato a fianco di Vicka quando dalla famosa scala accoglieva i pellegrini per dare la sua testimonianza; lì ho visto con i miei occhi che rifiutava le buste contenenti denaro e indicava ai pellegrini di portarle come offerte alla parrocchia.

In tutti questi anni i veggenti di Medjugorje si sono dimostrati sempre credibili, sono padri e madri, sono nonni. Sono persone semplici che hanno fatto scelte di vita che permettessero loro di servire liberamente la Madonna. Se fossero entrati in qualche comunità monastica non avrebbero avuto tutta questa libertà. La Madonna ha tenuto a sottolineare l’importanza della vita religiosa dicendo che avrebbe desiderato che entrassero in convento; di fatto li ha orientati verso la vita familiare della quale hanno dato indubbiamente un buon esempio. Anche il matrimonio è un Sacramento, quindi nemmeno da questo punto di vista non si possono addurre critiche. In tutti questi anni i veggenti sono stati perseveranti e non si sono mai contraddetti. Marija, Vicka e Ivan hanno apparizioni quotidiane che alla lunga sono un appuntamento che indubbiamente condiziona la vita.

 I veggenti sono sempre stati a quello che la Gospa ha stabilito, hanno sempre obbedito quando la Madonna ha deciso di togliere le apparizioni e ridarle. Nessuno decide per conto suo, non ci sono programmi fatti da loro, è la Madonna che decide tutto. Queste cose, però, sono evidenti solamente per chi si reca lì; diversamente, a distanza, non si possono trarre conclusioni. Siamo nel campo della razionalità, sono verità tangibili. I veggenti non si sono mai contraddetti e si sono sempre rispettati fra loro nel ruolo che la Madonna ha assegnato a ciascuno. Alcuni, pur desiderando le apparizioni, hanno dovuto cessarle. Vicka ha avuto per cinque volte l’invito della Madonna a rinunciare per un mese alle apparizioni e lei ha dovuto accettare. È la Madonna che dispone, i veggenti obbediscono.

 A riguardo del fatto che la Madonna indica giorno e ora dell’apparizione dobbiamo dire che non è una cosa inconsueta. In tante altre apparizioni approvate dalla Chiesa la Madonna ha indicato giorno, ora e luogo al veggente a cui sarebbe apparsa. A Bernadette, ad esempio, diede appuntamento nello stesso luogo per quindici giorni consecutivi. Anche a Fatima la Madonna ha invitato i pastorelli alla Cova di Iria per sei mesi consecutivi dicendo anche che al sesto mese avrebbe dato un grande segno. A Medjugorje la prima apparizione è stata repentina e inaspettata, il giorno successivo quattro dei sei veggenti hanno provato ad andare nello stesso luogo alla stessa ora e hanno trovato la Madonna che li aspettava; Vicka andò a chiamare Marija e Jakov a casa. Dal terzo giorno, allora, si è formato il gruppo dei veggenti che non è più cambiato; satana ha cercato di aggiungere qualcuno, ma non è mai riuscito perché la Madonna li ha protetti.

 Nel corso dei primi anni i ragazzi sono stati sottoposti a esperimenti scientifici dei quali ci sono i resoconti che dicono chiaramente che è tutto vero e non c’è alcun inganno: gli occhi vedono qualcosa che nessun altro vede e le corde vocali vibrano senza emettere suoni. L’evento dell’apparizione è stato approfonditamente studiato. Io stesso ho potuto essere presente a diverse apparizioni, in particolare a una lunghissima con Vicka (45 minuti, durante la quale ho potuto constatare e rendermi conto che lo stesso evento dell’apparizione è una prova di credibilità; si vede chiaramente che in quel momento il veggente è fuori dall’ambito di questo mondo, che quel “parlare muto” è reale e che gli eventi esterni non lo condizionano minimamente. La stessa apparizione è un dato di credibilità che si può verificare, ma se una persona non crede, non vede nemmeno le cose evidenti. La credibilità dei veggenti, per quello che mi riguarda, è fuori discussione anche perché li conosco personalmente, ho avuto modo di parlare molte volte con loro durante le interviste a Radio Maria ma anche in situazioni informali e posso affermare con certezza che mai ho avuto dubbi.

La credibilità dei messaggi

Quando sono stato ricevuto dal vescovo Mostar per la prima volta, mi disse che secondo lui i messaggi erano evangelici ma venivano “prodotti” dai padri francescani. Questa ipotesi non poteva stare in piedi e si è dimostrata assolutamente infondata col tempo. I messaggi sono una realtà tangibile; hanno un altissimo valore spirituale; vengono letti da milioni di persone nel mondo; sono la forma più attuale, più moderna e più capillare di evangelizzazione oggi e riguarda centinaia di milioni di persone. I messaggi di Medjugorje vengono riportati da veggenti che non hanno certamente una cultura teologica e, nonostante ciò, non contengono errori teologici, spirituali, morali. I messaggi della Madonna, poi, sono in perfetto croato, non contengono errori grammaticali. Come possono i veggenti produrre dei messaggi così corretti e così concordanti fra loro? Si capisce che è il medesimo soggetto a darli. I messaggi hanno una luce immensa rispetto alla limitata e umana intelligenza dei veggenti. Non è razionale né logico affermare che i veggenti producono incoscientemente i messaggi. Nel campo della razionalità non si possono spiegare i messaggi e nemmeno le apparizioni.

L’adempimento delle profezie

Il Card. Carlo Caffarra ha detto che le apparizioni di Fatima sono diverse da tutte le altre perché sono una profezia sul futuro. Le apparizioni di Medjugorje sono l’adempimento di questa profezia. Con la profezia dei dieci Segreti la Madonna è entrata in quella fase della Storia in cui satana vuole distruggere il mondo e la Chiesa, vuole distruggere la fede e la vita umana. Siamo entrati in questa fase della Storia che la Madonna ci ha indicato da molto tempo: «Satana è forte e desidera distruggere non soltanto la vostra vita umana, ma anche la natura e il pianeta sul quale vivete» (25 gennaio 1991). La Madonna è all’interno di una profezia di salvezza come risposta al tentativo dell’impero delle tenebre di distruggere l’opera della Creazione e della Redenzione. Man mano che il tempo passa si vede chiaramente la realizzazione di queste profezie. Si vede anche come la tematica dei dieci Segreti diventa attualissima, basta sfogliare i giornali, ascoltare le parole del Santo Padre che mette in guardia dal rischio di una Terza guerra mondiale. L’adempimento delle profezie e l’attualità assoluta del piano di salvezza di Maria sono inconfutabili. Se non ci fosse la Madonna il mondo non avrebbe alcuna possibilità di salvarsi.

L’adesione di parte della Chiesa

Le apparizioni di Medjugorje hanno un altissimo tasso di ecclesialità. La Madonna ha scelto una parrocchia, l’ha guidata e l’ha seguita; attraverso la parrocchia divulga i messaggi e chiama fedeli e sacerdoti da tutto il mondo. Le apparizioni di Medjugorje sono state una manna per la Chiesa: ci sono molte conversioni solide, i pellegrinaggi sono numerosissimi. La gente va a Medjugorje e affronta un viaggio lunghissimo proprio perché lì c’è veramente la Madonna. C’è un’adesione ecclesiale straordinaria. È un fatto noto, inoltre, che San Giovanni Paolo II all’inizio del suo Pontificato chiese alla Madonna di apparire perché era in difficoltà e, quaranta giorni dopo l’attentato di piazza San Pietro, la Regina della pace è apparsa a Medjugorje. Inoltre, in un colloquio con la veggente Mirjana, San Giovanni Paolo II ha detto: “Medjugorje è la speranza del mondo”. Anche l’allora Card. Ratzinger nel libro-intervista con Vittorio Messori si sbilanciò a favore delle apparizioni di Medjugorje. Sono numerosissimi i cardinali che credono alle apparizioni di Medjugorje e tante sono le personalità di spicco all’interno della Chiesa che non si tirano indietro nel dirsi credenti, basti pensare al Card. Schönborn o al Card. Simoni. Inoltre, dobbiamo dire che ogni anno circa ventimila sacerdoti concelebrano a Medjugorje. C’è un’ampia e reale adesione da parte della Chiesa, bisogna tenere conto del sensus fidei del popolo di Dio.

Nei punti appena analizzati abbiamo visto in ottica razionale i motivi di credibilità delle apparizioni di Medjugorje. Ho riportato la mia esperienza e le mie riflessioni personali, nel massimo rispetto nei confronti della Madre Chiesa. A mio avviso, un discorso razionale sulla credibilità di Medjugorje ha talmente tanti argomenti a favore che è quasi impossibile non credere. Fermo restando che tutti siamo liberi di credere o no.

Mi vorrei ora soffermare sull’argomento della soprannaturalità delle apparizioni di Medjugorje. Già in passato la Chiesa ha riconosciuto la veridicità delle apparizioni, quindi promuovendo il culto, costruendo santuari. Di fatto, sono poche le apparizioni di cui la Chiesa ha dichiarato l’origine soprannaturale; adesso si è deciso che solamente il Santo Padre, e in via eccezionale, può dichiarare l’origine soprannaturale delle apparizioni. Questo punto, secondo me, non è stato messo per caso nel documento, io ci vedo il dito della Madonna perché queste sono le sue ultime apparizioni sulla Terra, non ce ne saranno altre.

L’argomento della soprannaturalità, allora, è già caduto; non ci saranno altre apparizioni dopo quelle di Medjugorje. È su questa apparizione che bisogna chiedersi se il Santo Padre deciderà di pronunciarsi sulla soprannaturalità. Questa indicazione contenuta nel documento che il Papa possa personalmente dichiarare l’origine soprannaturale di un’apparizione o di un fenomeno altrimenti inspiegabile è preziosissima dal punto di vista della prospettiva di Medjugorje perché fin dalle origini la Regina della pace ha detto che avrebbe dato un segno. Successivamente la Gospa ha spiegato che il segno sulla collina – bellissimo, indistruttibile, che viene dal Signore, inspiegabile umanamente, durevole nel tempo e che durerà fino alla fine del mondo – verrà dato per dimostrare che Lei lì appare veramente.

La promessa fatta a Medjugorje è un evento unico nel suo genere, mai la Madonna aveva detto una cosa simile; perfino il sole di Fatima non è stato nulla in confronto al segno che verrà dato a Medjugorje. Di fronte a un segno soprannaturale, tra l’altro profetizzato e atteso, si presenterà l’opzione di dichiararne la soprannaturalità o meno; sarà proprio quello il momento decisivo, perché dal quarto al decimo Segreto si manifesteranno i sette flagelli dell’Apocalisse. Personalmente non ho dubbi che il quel momento il Santo Padre riconoscerà la soprannaturalità del segno del terzo Segreto; inevitabilmente questa decisione non troverà l’appoggio e il consenso di tutta la Chiesa e  la parte modernista prenderà le distanze proprio perché non crede al soprannaturale.

La scelta del Papa sarà dirimente. Il Santo Padre, insieme a quella parte della Chiesa che crede alla Madonna, percorrerà la via del Calvario, come profetizzato a Fatima. Quando si realizzerà il terzo Segreto la Chiesa riconoscerà il segno soprannaturale attraverso il Papa; tuttavia, molti si inginocchieranno ma non crederanno: «Anche quando sulla collina lascerò il segno che vi ho promesso, molti non crederanno. Verranno sulla collina, si inginocchieranno, ma non crederanno» (messaggio del 19 luglio 1981). Quella parte di Chiesa modernista che non crede al soprannaturale non crederà nemmeno al segno sulla montagna, nonostante il riconoscimento del Santo Padre.

 Paolo VI, parlando con Jean Guitton, disse che in questo periodo storico è in discussione la fede, è in atto il rifiuto della fede e del soprannaturale. È veramente così. Il modernismo si è insinuato da decenni all’interno della Chiesa e ha portato una visione intramondana del Cristianesimo e della Chiesa stessa, ridotta a una ONG che fa di Cristo un grande umanitario negandone la divinità, come aveva ammonto il Card. Giacomo Biffi. Nel momento in cui il Papa riconoscerà il segno soprannaturale a Medjugorje ci sarà una rottura all’interno della Chiesa: una parte seguirà Cristo sul Calvario, l’altra seguirà il mondo, con tutte le conseguenze che ci saranno.

La vera Chiesa è quella che sta dalla parte del vero Papa e della Madonna. Il vero Papa sarà quello che riconoscerà la presenza della Madonna a Medjugorje; il falso papa sarà quello che invece la negherà e seguirà il mondo promuovendo la falsa religione dell’uomo moderno che non vuole Dio. La Madonna attende la Chiesa e il Santo Padre nel momento del segno sulla montagna, quando sarà inevitabile dichiararne la soprannaturalità. Dal quarto al decimo Segreto ci saranno i “sette flagelli” per quelli che non credono che saranno invece “eventi salvifici” per quelli che credono; alla fine ci sarà il trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

Termino ribandendo che il mio atteggiamento nei confronti della Chiesa è di grande devozione, amore e gratitudine. Ho voluto fare questa riflessione sul tema delicatissimo della credibilità e della soprannaturalità delle apparizioni di Medjugorje basandomi sulla mia personale esperienza e sulla mia testimonianza.

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

 Voi siete stati scelti per portare la gioia e la pace

Buongiorno Padre Livio, mi chiamo Maria Antonella e vivo a Pisa.

Ho ricevuto il dono della conversione a Medjugorje nel 2010; dopo che mi hanno diagnosticato una malattia rara, sono stata a Medjugorje per 1 ora, dopo un viaggio lungo, è accaduto qualcosa dentro di me, al mio cuore, che ho sentito come gonfiarsi, che mi ha portato ad iniziare un cammino verso la Fede.

Ci sarebbero da scrivere tante cose su cosa mi è accaduto dopo e durante, ma non è per questo che le scrivo. Le scrivo perché ascoltando le sue considerazioni e catechesi sui messaggi della Madonna, mi viene da pensare ad una cosa:

dal momento che i segreti (tragedie) verranno comunicati 3 giorni prima, posso solo immaginare il caos e le conseguenze che porteranno nel luogo che verrà indicato dove accadranno e, questo può portare ancora tanta paura e disperazione

Ma è davvero questo che vuole Dio? Paura, disperazione e punizione?

Questo mi porta ad avere paura, tristezza, a non vedere un Padre che ci ama ma che castiga, non solo, con l’avvertimento sarà ancora più terribile, un fuggi fuggi generale di disperazione

Ma è davvero così? Grazie se vorrà rispondermi, penso che questa disperazione sia diffusa in tante altre persone

Un caro saluto nell’Amore di Gesù

Maria Antonella


Cara Maria Antonella,

L’unico evento dei dieci segreti che ci manda Dio è un segno bellissimo sulla collina di Medjugorje per testimoniare la sua presenza e la sua Provvidenza. Tutto il resto sono eventi provocati dalla malvagità umana.

Tuttavia Dio ci preavvisa tre giorni prima perché possiamo credere e salvarci. Come questo avvenga non possiamo saperlo ora, ma possiamo e dobbiamo fidarci della Madonna che ha detto che non ci pentiremo né noi né i nostri figli, né i figli dei nostri figli se rispondiamo alla sua chiamata.

Come Dio ha salvato Israele nella fuga dalla schiavitù d’Egitto, così la Madonna salverà il suo popolo nel tempo della grande prova. Però per questo ci vuole una fede ferma, che possiamo ottenere con la preghiera quotidiana.

La Madonna ci invita ad avere fiducia con parole di incoraggiamento come queste:

“Cari figli! Anche oggi sono con voi per dirvi: figlioli, chi prega non ha paura del futuro e non perde la speranza. Voi siete stati scelti per portare la gioia e la pace, perché siete miei. Io sono venuta qui con il nome: Regina della Pace perché il diavolo vuole l’inquietudine e la guerra, vuole riempire il vostro cuore di paura per il futuro ma il futuro è di Dio. Perciò siate umili, pregate ed abbandonate tutto nelle mani dell’Altissimo che vi ha creati. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Ave Maria

Padre Livio

Pagina 22 di 22

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy