
Pensiero spirituale sulla pace del cuore che è il dono più grande
Cari amici, la pace del cuore è il dono più grande che si possa avere in questa vita. Si sente di avere raggiunto qualcosa di molto vicino alla felicità, quindi si cerca di proteggerlo. I nostri cuori sono spesso inquieti, vagabondi, angosciati e molte volte sbandati. Non è facile ottenere la pace del cuore, per questo sono necessarie la preghiera e la fede.
Vorrei indicare la strada a tutti quelli che apprezzano, sentono, desiderano la pace del cuore. La strada che bisogna seguire – per la pace vera, inattaccabile, piena e sazia – è quella di essere, innanzitutto, in pace con Dio. È una condizione esistenziale che possiamo verificare nella nostra vita. Tutti coloro che nel cammino della propria vita sono riusciti ad avere la pace del cuore, sanno che è dovuto al fatto che sono riusciti ad entrare in pace con Dio e vivere stabilmente con Lui. Coloro che sono agitati nel cuore e nella sofferenza, fra le tante possibilità che il mondo offre. non ce n’è una che porti a quella pace profonda e gioiosa che è un dono inestimabile. Soltanto chi ha preso la strada della trascendenza, cioè dell’apertura del cuore a Dio, conosce e sperimenta questa pace.
Bisogna poter fare i tre passi verso Dio col cuore per ascoltare la Sua voce, per presentare a Lui le proprie miserie, i peccati che Egli brucia nel suo amore, e la nostra decisione di fare la Sua Santa volontà. Come disse Dante: “E ‘n la sua volontade è nostra pace” (Paradiso III, vv.85-87), cioè la sintonia tra la nostra volontà e quella di Dio, dà una pace del cuore talmente profonda e salda che nessuna tempesta della vita riesce a metterla in discussione.
Arrivare a questo è un cammino molto impegnativo perché significa mettere a tacere tutte quelle voci che sono l’espressione del nostro egoismo, bisogna mettere a tacere i desideri della carne, che ci spingono ad agire in opposizione a Dio. Questo provoca più angoscia, inquietudine e insoddisfazione. Lo sperimentiamo quando disobbediamo ai Comandamenti che sono l’espressione della sua Santa volontà. Per ogni disobbedienza alla volontà di Dio ci rendiamo conto che non siamo in pace, siamo inquieti e la coscienza ci rimorde. La coscienza che rimorde è come un tarlo che ci accompagna giorno e notte, i tentativi di tacitarlo sono inutili. Se si riesce a zittirlo, vuol dire che abbiamo perso la dimensione morale di noi stessi.
Il primo passo è quello di aprire il cuore a Dio, il secondo passo è purificare il nostro cuore da tutto ciò che va contro i suoi precetti – la lotta al peccato e i desideri della carne – infine lo sforzo quotidiano nella vita di fare la volontà del Signore. Nella sua impostazione di fondo, la volontà di Dio si esprime nei Comandamenti e in tutte le loro applicazioni per tutti gli uomini.
C’è anche una volontà di Dio legata alla nostra vita personale, alla nostra vocazione e alla missione che ci ha affidato. Dopo che si è data questa impostazione di fondo, per cui si è davanti a Dio come creature e come figli, ci sono le vocazioni personali che sono fondamentali. Dentro ogni vocazione c’è una missione. Dio assegna ad ognuno il proprio percorso nella vita. Il cammino di santità, infatti, è una risposta alla volontà di Dio diversa per tutti. La volontà di Dio si conosce nella preghiera di silenzio, ascoltando la voce del cuore e della coscienza, dei Cieli, della Chiesa e delle persone che hanno un’autorità su di noi. Questo fa si che ci sintonizziamo sempre più nella Sua volontà.
Questo percorso di affinamento di noi stessi con Dio deve arrivare a un’unione con Dio. In noi si crea quella serenità, quella pace, quella stabilità anche di fronte alle intemperie e difficoltà della vita. Di fronte alle sofferenze, riusciamo a sopportare e affrontare tutto. Riusciamo a vivere la vita nella dimensione del ringraziamento, della serenità, dell’amore di Dio con il quale ogni paura viene fugata. Per cui una persona vive in comunione con Dio, nell’attesa di raggiungerlo nella vita eterna e guarda al futuro senza timore, sapendo che va verso la pienezza di pace che già ora fiorisce ed è custodita nel Suo cuore.
Quando uno è in pace con Dio, come effetto naturale è in pace anche con se stesso. Non è facile essere in pace se si esclude Dio. Questo non è autosufficienza ma una sinfonia con Dio. Questa pace crea in noi in modo spontaneo un orientamento di bene verso il prossimo. Alla fine, ci rendiamo conto che la pace viene da Dio che bussa alla porta del cuore. Sintonizziamo i desideri del nostro cuore con quelli del Signore e la Sua Santa volontà. Questo fa di noi delle persone serene, positive, pacifiche. Ci mette in una posizione di irradiazione della nostra pace nei confronti del prossimo.
La Madonna a Medjugorje, quando parla della pace nel mondo, ci indica la Sua via. La strada è proprio quella di tornare a Dio, ai suoi Comandamenti e alla Sua volontà. Per cui senza questo non ci sarà la pace. Il ritorno a Dio genera la pace con noi stessi, con il prossimo, nella società e nel mondo. Questa è la prospettiva che la Regina della pace ci dà del futuro: «Ritornate a Dio ed alla preghiera affinché la preghiera diventi gioia per voi. Figlioli non avrete né futuro né pace finché nella vostra vita comincerete a vivere la conversione personale ed il cambiamento nel bene» (25 agosto 2020). L’amore di Dio entra nei nostri cuori, ci riappacifica con noi stessi, diventa un dono che facciamo agli altri. Questo è un programma di vita e santità, di riforma della società, che riguarda il futuro. Il futuro passa attraverso la nostra conversione, il nostro impegno di preghiera, di santità, di purificazione, ogni cuore diventa un centro di irradiazione di pace.
La Madonna ha detto che arriveremo a questo traguardo attraverso un passaggio di purificazione. Lei stessa è venuta come Regina della pace per portarci a un mondo di pace che passa attraverso la sintonia dei cuori con il cuore di Cristo. È la strada che la Madonna ci chiama a percorrere con la conversione e la riforma di noi stessi, in modo tale che il nostro cuore sia ripieno di Dio. Con la pace di Dio non abbiamo bisogno di nient’altro.
Che la nostra vita sia un’irradiazione della pace che Dio ci dona. Non c’è dono e ricchezza più grande, non c’è nulla di più desiderabile che la pace del cuore.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”



