"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Maggio 2024 Pagina 9 di 19

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla pace del cuore che è il dono più grande

Cari amici, la pace del cuore è il dono più grande che si possa avere in questa vita. Si sente di avere raggiunto qualcosa di molto vicino alla felicità, quindi si cerca di proteggerlo. I nostri cuori sono spesso inquieti, vagabondi, angosciati e molte volte sbandati. Non è facile ottenere la pace del cuore, per questo sono necessarie la preghiera e la fede.

Vorrei indicare la strada a tutti quelli che apprezzano, sentono, desiderano la pace del cuore. La strada che bisogna seguire – per la pace vera, inattaccabile, piena e sazia – è quella di essere, innanzitutto, in pace con Dio. È una condizione esistenziale che possiamo verificare nella nostra vita. Tutti coloro che nel cammino della propria vita sono riusciti ad avere la pace del cuore, sanno che è dovuto al fatto che sono riusciti ad entrare in pace con Dio e vivere stabilmente con Lui. Coloro che sono agitati nel cuore e nella sofferenza, fra le tante possibilità che il mondo offre. non ce n’è una che porti a quella pace profonda e gioiosa che è un dono inestimabile. Soltanto chi ha preso la strada della trascendenza, cioè dell’apertura del cuore a Dio, conosce e sperimenta questa pace.

Bisogna poter fare i tre passi verso Dio col cuore per ascoltare la Sua voce, per presentare a Lui le proprie miserie, i peccati che Egli brucia nel suo amore, e la nostra decisione di fare la Sua Santa volontà. Come disse Dante: “E ‘n la sua volontade è nostra pace” (Paradiso III, vv.85-87), cioè la sintonia tra la nostra volontà e quella di Dio, dà una pace del cuore talmente profonda e salda che nessuna tempesta della vita riesce a metterla in discussione.

Arrivare a questo è un cammino molto impegnativo perché significa mettere a tacere tutte quelle voci che sono l’espressione del nostro egoismo, bisogna mettere a tacere i desideri della carne, che ci spingono ad agire in opposizione a Dio. Questo provoca più angoscia, inquietudine e insoddisfazione. Lo sperimentiamo quando disobbediamo ai Comandamenti che sono l’espressione della sua Santa volontà. Per ogni disobbedienza alla volontà di Dio ci rendiamo conto che non siamo in pace, siamo inquieti e la coscienza ci rimorde. La coscienza che rimorde è come un tarlo che ci accompagna giorno e notte, i tentativi di tacitarlo sono inutili. Se si riesce a zittirlo, vuol dire che abbiamo perso la dimensione morale di noi stessi.

Il primo passo è quello di aprire il cuore a Dio, il secondo passo è purificare il nostro cuore da tutto ciò che va contro i suoi precetti – la lotta al peccato e i desideri della carne – infine lo sforzo quotidiano nella vita di fare la volontà del Signore. Nella sua impostazione di fondo, la volontà di Dio si esprime nei Comandamenti e in tutte le loro applicazioni per tutti gli uomini.

C’è anche una volontà di Dio legata alla nostra vita personale, alla nostra vocazione e alla missione che ci ha affidato. Dopo che si è data questa impostazione di fondo, per cui si è davanti a Dio come creature e come figli, ci sono le vocazioni personali che sono fondamentali. Dentro ogni vocazione c’è una missione. Dio assegna ad ognuno il proprio percorso nella vita. Il cammino di santità, infatti, è una risposta alla volontà di Dio diversa per tutti. La volontà di Dio si conosce nella preghiera di silenzio, ascoltando la voce del cuore e della coscienza, dei Cieli, della Chiesa e delle persone che hanno un’autorità su di noi. Questo fa si che ci sintonizziamo sempre più nella Sua volontà.

Questo percorso di affinamento di noi stessi con Dio deve arrivare a un’unione con Dio. In noi si crea quella serenità, quella pace, quella stabilità anche di fronte alle intemperie e difficoltà della vita. Di fronte alle sofferenze, riusciamo a sopportare e affrontare tutto. Riusciamo a vivere la vita nella dimensione del ringraziamento, della serenità, dell’amore di Dio con il quale ogni paura viene fugata. Per cui una persona vive in comunione con Dio, nell’attesa di raggiungerlo nella vita eterna e guarda al futuro senza timore, sapendo che va verso la pienezza di pace che già ora fiorisce ed è custodita nel Suo cuore.

Quando uno è in pace con Dio, come effetto naturale è in pace anche con se stesso. Non è facile essere in pace se si esclude Dio. Questo non è autosufficienza ma una sinfonia con Dio. Questa pace crea in noi in modo spontaneo un orientamento di bene verso il prossimo. Alla fine, ci rendiamo conto che la pace viene da Dio che bussa alla porta del cuore. Sintonizziamo i desideri del nostro cuore con quelli del Signore e la Sua Santa volontà. Questo fa di noi delle persone serene, positive, pacifiche. Ci mette in una posizione di irradiazione della nostra pace nei confronti del prossimo.

La Madonna a Medjugorje, quando parla della pace nel mondo, ci indica la Sua via. La strada è proprio quella di tornare a Dio, ai suoi Comandamenti e alla Sua volontà. Per cui senza questo non ci sarà la pace. Il ritorno a Dio genera la pace con noi stessi, con il prossimo, nella società e nel mondo. Questa è la prospettiva che la Regina della pace ci dà del futuro: «Ritornate a Dio ed alla preghiera affinché la preghiera diventi gioia per voi. Figlioli non avrete né futuro né pace finché nella vostra vita comincerete a vivere la conversione personale ed il cambiamento nel bene» (25 agosto 2020). L’amore di Dio entra nei nostri cuori, ci riappacifica con noi stessi, diventa un dono che facciamo agli altri. Questo è un programma di vita e santità, di riforma della società, che riguarda il futuro. Il futuro passa attraverso la nostra conversione, il nostro impegno di preghiera, di santità, di purificazione, ogni cuore diventa un centro di irradiazione di pace.

La Madonna ha detto che arriveremo a questo traguardo attraverso un passaggio di purificazione. Lei stessa è venuta come Regina della pace per portarci a un mondo di pace che passa attraverso la sintonia dei cuori con il cuore di Cristo. È la strada che la Madonna ci chiama a percorrere con la conversione e la riforma di noi stessi, in modo tale che il nostro cuore sia ripieno di Dio. Con la pace di Dio non abbiamo bisogno di nient’altro.

Che la nostra vita sia un’irradiazione della pace che Dio ci dona. Non c’è dono e ricchezza più grande, non c’è nulla di più desiderabile che la pace del cuore.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

🔴LIVE VIDEO🔴Medjugorje: i tre giorni della salvezza – Catechesi a cura di Padre Livio – Puntata 18

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🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

I tempi tristi che verranno per l’uomo…

Ave Maria padre Livio,

In questo brano degli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta, Gesù spiega perché l’uomo vive da bestia. Gesù le fa vedere lo stato lacrimevole del mondo.

(1) Questa mattina il mio diletto Gesù mi ha trasportata fuori di me stessa e mi ha fatto vedere il decadimento della religione negli uomini ed un preparativo di guerra. Io Gli ho detto: “Oh Signore, in che stato lacrimevole si trova il mondo in questi tempi, in fatti di religione. Pare che dal mondo non più si riconosce Colei che nobilita l’uomo e lo fa aspirare ad un fine eterno. Ma quello che fa più piangere è che ignora la religione parte di quei stessi che si dicono religiosi, che dovrebbero mettere la propria vita per difenderla e fare rivivere”. E Gesù, prendendo un aspetto afflittissimo, mi ha detto:

(2) “Figlia mia, è questa la causa ché l’uomo vive da bestia, perché ha perduto la religione; ma tempi più tristi verranno per l’uomo, in pena della cecità in cui lui stesso si è immerso, tanto che mi stringe il cuore a vederli. Ma il sangue farà rivivere questa santa religione, che farò spargere da ogni specie di gente, da secolari e da religiosi, innaffierà il resto delle gente inselvatichite che rimarranno, ed ingentilendole di nuovo le restituirà la loro nobiltà. Ecco la necessità che il sangue si sparga e che le stesse chiese restino quasi abbattute, per fare che ritornino di nuovo ed esistano con il loro primiero lustro e splendore”.

(3) Ma chi può dire lo strazio crudele che ne faranno nei tempi avvenire? Lo passo in silenzio perché non ricordo tanto bene e non lo veggo tanto chiaro; se il Signore vuole che ne faccia parola, mi darà più chiarezza ed allora prenderò di nuovo la penna su questo argomento, perciò, per ora faccio punto.

Libro di Cielo – Agosto 30, 1899

Massimo

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

La logica divina dei dieci segreti

Carissimo, i primi due ammonimenti che, saranno prodomi drammatici per un altro mondo a venire, sono direttamente proporzionali a un certo cedimento che s’è infiltrato a Medjugorje, L’apparenza occidentale, e forse non solo occidentale, è entrata di soppiatto con le strade larghe del commercio.

I paesani si sono difesi, certamente gran parte di loro ha inevitabilmente nel cuore la Madonna, questo credo che basterà a non trasformare il dramma  dei primi due segreti in tragedia, a differenza di quello che sta rischiando invece il mondo.

 I primi due ammonimenti serviranno a “RISVEGLIARE” innanzitutto la chiesa riguardo Medjugorje stessa e alla sua vera natura trascendente e cattolica (cosa che probabilmente, in seguito, solleciterà con intensità più marcata l’ostacolare del mondo il risveglio spirituale medesimo).

Col terzo segreto, che è un segno eccezionale, la lotta fra i figli di Maria e gli odiatori seriali di Gesù, questo Dio, che loro non vogliono, a costo di ucciderlo ancora, se potessero, un’altra volta, uccidere Lui, e gli “innamorati” di Lui in terra, questa diverrà  appunto col terzo segno una lotta frontale… forse è per questo che coi sette segreti restanti, il cielo stesso entrerà in gioco, a livello globale, come mai era successo prima.

Noi, da soli, non potremo difenderci né vincere contro la forza di satana che scaglierà tutto il suo odio per distruggere il mondo, soprattutto di tutta quella forza che ha raccolto e costruito nell’ultimo secolo e  che ha preso col nostro permesso, non dimentichiamoci, dai nostri stessi  sbandamenti generazionali… ma interverrà Dio stesso (per il Trionfo di Maria) con gli ultimi sette atti di una nuova, moderna e non modernista, divina commedia, facendo inciampare satana nella fossa che aveva scavato per noi, e i suoi seguaci facendoli cadere nei loro stessi lacci , quelli che da tempo vanno dicendo -“Dov’è il vostro Dio?”, escogitando zizzanie per la paura di essere svelati nelle loro intenzioni, o per le meschine glorie di un’ora, mettendo trappole e inganni sulle vie dei propri simili.

Allora vedremo che Dio nel suo intervenire, non solo ci difenderà, in terra e in cielo, ma veramente in Cristo fa nuove tutte le cose attraverso Maria, la Gospa.

Carissimo, dunque, sempre Ave Maria.

Giuseppe.

🟢LIVE🟢 : INCONTRI CON #VICKA VEGGENTE DI #MEDJUGORJE -a cura di P.LIVIO -1987-

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla fede tiepida che non regge alla prova

Cari amici, senza una fede forte non riusciremo a reggere nel tempo della prova. La Madonna ha fatto molte volte l’esortazione ad essere saldi e forti nella fede, perché nel tempo dei Segreti sarà soprattutto la fede ad essere messa alla prova.

Sarà messa alla prova l’adesione alla fede cattolica perché ci sarà quella persecuzione alla Chiesa che vedrà oppressi i cattolici fermi nella fede che non apostatano. Se la fede è debole e incerta, pur di salvare la vita – come hanno fatto nella Storia tanti cristiani che sono diventati musulmani – compiono il peccato dell’apostasia. Al tempo delle persecuzioni dei romani, tanti cristiani hanno sacrificato l’incenso alla statua dell’imperatore e per essere riammessi alla Chiesa hanno dovuto fare una lunga penitenza. Il peccato di apostasia è considerato il peccato più grave, già nell’antichità era al primo posto, seguito dall’omicidio e l’aborto per poi passare all’adulterio. Per essere perdonati ci voleva un cammino penitenziale lungo.

Una fede tiepida non regge perché la potenza di seduzione del demonio è molto forte. Abbiamo degli esempi chiarissimi nella Storia della Chiesa e negli stessi Apostoli di Cristo, che hanno condiviso con Lui tre anni di vita. Essi hanno visto Gesù compiere miracoli, la Sua potenza contro i demoni, la sua Onnipotenza sulla natura, la sua eccelsa Santità e la sua Sapienza. Fino alla Passione la loro fede era ancora molto umana, sincera ma legata alle cose terrene, come vediamo nell’Ultima Cena, quando discutevano sul regno messianico dal punto di vista mondano.

Nella Passione vediamo che il diavolo mette alla prova. Gesù disse a Pietro che satana vuole vagliarli come con il grano. Questo avviene per permissione divina, affinché noi stessi possiamo vedere se siamo buon grano, zizzania o pula. C’è anche la speranza di satana di farci cadere durante la prova, come è successo con Pietro e soprattutto Giuda. Vediamo che nella Passione, questi amici di Gesù non hanno retto alla prova.

Pietro negava la possibilità di cadere in tentazione e, affermando che sarebbe stato fedele fino alla fine. Gesù intervenne dicendo che lo avrebbe rinnegato tre volte prima del canto di un gallo. L’Apostolo Pietro era quello più intrepido nella fede, come a Cafarnao quando Gesù nella Sinagoga preannunciò l’Eucarestia. A quelle parole, alcuni Apostoli iniziarono a mormorare e Gesù chiese loro se volessero andare via, ma Pietro rispose: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna”. Il primo Apostolo aveva una fede sincera ma non era molto radicata, non era temprata, non era passata attraverso la persecuzione, perciò, quando è arrivato il momento della prova ha vacillato.

Molte volte siamo presuntuosi, crediamo di essere forti, di essere inattaccabili. La verità è che siamo deboli, perché la forza viene da Dio ed è il dono soprannaturale della fortezza, uno dei doni dello Spirito Santo. Essendo il tempo dei Segreti il tempo della prova della fede, della persecuzione della Chiesa, in cui le porte dell’inferno tenteranno di prevalere, dovremmo essere temprati in modo tale da non vacillare. Se si rinnega la fede, si perde l’anima. Chiediamo sempre al Signore il dono della fortezza, perché ci renda più forti e saldi nella fede.

Essendo questa la prospettiva che abbiamo davanti, non dobbiamo presumere di noi stessi. Molti cristiani hanno una fede molto debole, basta un soffio perché si spenga, appena arriva il nemico tremano, si nascondono o cedono. È proprio per questo che la Madonna è a Medjugorje da così tanto tempo: per fortificare la Chiesa e noi nella fede. «Non voglio costringere nessuno a fare ciò che non sente e non desidera da sé, sebbene io abbia avuto per la parrocchia messaggi particolari, con i quali volevo risvegliare la fede di ogni credente» (30 aprile 1984).

Vuole risvegliare le nostre anime, come se si trovassero in un sonno stanco della tiepidezza. La fede si fortifica attraverso la preghiera continua, come un fiore che ha bisogno di acqua. È la necessità prima perché il fiore della fede non appassisca, una preghiera con la quale ci mettiamo di fronte a Gesù, a Dio, con Maria nella preghiera perché entri in noi la grazia, la luce, la forza e l’amore di Dio.

Quando si sperimenta l’amore di Dio, difficilmente si vacilla e cade. La fede si fortifica anche nella prova, nel combattimento spirituale quotidiano. Quindi cercando di superare le tenebre, i dubbi, le tentazioni, le tiepidezze, perché Dio le permette proprio per questo, così che siamo fortificati e misuriamo le nostre debolezze. Restiamo nell’umiltà e chiediamo la grazia della fortezza, della resistenza e del coraggio.

La fede va nutrita anche con la meditazione della Parola di Dio, con le buone letture, l’esempio delle vite dei Santi, in modo tale da essere dei soldati e testimoni. Siccome è il tempo del combattimento spirituale, degli inganni di satana, delle sue seduzioni e delle sue tempeste, allora dobbiamo preparaci a questo per non soccombere.

L’incontro con la Madonna, con i suoi Messaggi rafforza molto la fede. Non basta andare a Messa e osservare i Comandamenti, ma bisogna seguire anche la Regina della pace e i suoi Messaggi. Le prove che verranno sono dell’Apocalisse, dei tempi del grande combattimento escatologico fra le potenze del Cielo e del male. Saremo in mezzo a questo combattimento e ci sarà chiesto un “” radicale e profondo, come quello della Madonna. Nella tiepidezza di una vita cristiana, riusciremo a dare quel radicale con il quale siamo disposti a sacrificare la vita ed essere fedeli a Cristo?

Sono tempi particolari quelli dei combattimenti spirituali, ma sono una costante nella Storia della Chiesa. Come hanno perseguitato Gesù, perseguiteranno anche noi. È una costante che Dio permette per fortificarci, per essere vittoriosi ed essere strumento di salvezza per le anime degli altri.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

🔴LIVE VIDEO🔴Medjugorje: i tre giorni della salvezza – Catechesi a cura di Padre Livio – Puntata 17

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