"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Maggio 2024

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sul Rosario che è l’arma della vittoria

Cari amici, il mese di maggio è particolarmente legato al Cuore Immacolato di Maria, è il mese mariano per eccellenza. La preghiera del Rosario ha una lunga storia nella pietà cristiana, ma nel corso dei secoli è diventata un’arma spirituale nelle mani dei mariani. Un’arma con la quale si sono vinte le guerre di difesa dall’Islam, che tentava di conquistare l’Europa.

Nei tempi moderni con le apparizioni della Madonna a Fatima, il Santo Rosario è diventato un’arma per fermare le guerre. Infatti, a Fatima la Gospa ha insegnato ai bambini la recita del Santo Rosario perché la guerra finisse quanto prima. Soprattutto, nelle apparizioni della Regina della Pace a Medjugorje esso è diventato l’arma invincibile. Con la preghiera e con il digiuno, le rinunce e i fioretti si possono fermare le guerre per quanto disastrose esse siano.

Satana ha in mano armi per distruggere il mondo, la Madonna ha messo in mano nostra un’arma facile, accessibile a tutti, che si può portare in tasca e in mano: «Con il Rosario vincerete tutti gli ostacoli che Satana, in questo momento, vuole procurare alla Chiesa cattolica» (25 giugno 1985); «Cari figli, rivestitevi dell’armatura contro Satana e vincetelo con il Rosario in mano» (8 agosto 1985). Satana è colui che vuole l’odio e la guerra, colui che miete le anime, che distrugge la fede. Siamo muniti dell’arma, ma solo Dio sa quanti la useranno: «Figlioli, quanto avete risposto alla mia chiamata, Dio sa» (25 settembre 2018).

Sarebbe restrittivo limitare l’uso del Rosario in funzione della pace, per quanto sia un problema importante. Ma il problema più grande è la perdita delle anime. Nel 1991 la Madonna dette un Messaggio drammatico, quando cadde l’unione sovietica. In previsione di questo evento, Maria disse: «Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera, ora come non mai, da quando il mio piano ha cominciato a realizzarsi. Satana è forte e vuole disturbare i miei progetti di pace e di gioia e farvi pensare che mio Figlio non sia forte in ciò che ha deciso. Perciò vi invito, cari figli, a pregare e a digiunare ancora più intensamente. Vi invito a qualche rinuncia per la durata di nove giorni, affinché con il vostro aiuto si realizzi tutto ciò che voglio realizzare secondo i segreti iniziati a Fatima. Vi invito, cari figli, a comprendere l’importanza della mia venuta e la serietà della situazione. Voglio salvare tutte le anime e presentarle a Dio. Perciò preghiamo affinché tutto quello che ho cominciato si realizzi completamente. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (25 agosto 1991).

Dobbiamo pensare che il Cielo ha una visione diversa. Ha una gerarchia di preoccupazioni diverse dalle nostre. La nostra prima preoccupazione è la vita sulla Terra, il futuro dell’umanità. Il Cielo invece, sa che Cieli e Terra passeranno, ma le anime eterne non passeranno. Quindi, la prima preoccupazione del Cielo è la salvezza delle anime.

Il Santo Rosario ha una funzione estremamente efficace in questo senso, è un’arma di battaglia che ha come primo obiettivo la salvezza eterna delle anime. Questo ci riguarda personalmente. La recita del Santo Rosario con i quattro Misteri è una panoramica meravigliosa dell’opera della Redenzione. Nel Santo Rosario è racchiusa tutta l’opera della Redenzione, dal momento in cui il Verbo si è fatto carne nel grembo della Vergine Maria e alla gloria degli angeli e dei Santi, con il giudizio finale e la Resurrezione della carne.

Se recitiamo il Rosario con attenzione ai Misteri, fortifichiamo straordinariamente la nostra fede. Non si tratta solo di recitare ma di vivere il Rosario, con i suoi Misteri. Ogni Mistero ha una pienezza che riguarda l’opera della Redenzione in generale e che riguarda la nostra collocazione all’interno di essa. Si può applicare ogni Mistero a se stessi.  Chiediamo a Maria la grazia di dire il nostro Sì alla missione che Dio ci ha dato. Pensiamo al secondo Mistero e alla sollecitudine con cui Maria è andata a portare la buona novella e il Verbo. Chiediamo di essere zelanti come Lei per portare Gesù alle anime. Continuiamo con il terzo Mistero e la gioia per la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme. La nostra anima diventa il grembo che accoglie Gesù, diciamo il nostro Sì a Lui, con Maria, gli angeli e i Santi in Cielo per tutta l’eternità.

Applichiamo tutti i Misteri o con intenzioni che riguardano il mondo, la Chiesa o a noi stessi, rivivendo ogni Mistero. Dicendo il Rosario intero ogni giorno, si rivisitano tutti i Misteri . Questo appuntamento quotidiano diventa così un percorso spirituale nell’opera della Redenzione, rivivendo quello che Gesù e Maria hanno vissuto. Si riversano i frutti sul mondo e sulla Chiesa.

Ogni Mistero può diventare qualcosa di straordinario, uno squarcio di vita spirituale di inestimabile valore. Con perseveranza, senza cedere alla stanchezza, vivendo in questa situazione ci si fortifica enormemente. Ogni Mistero diventa una fonte di grazia, un invito al rinnovamento, a fare i propositi, diventa un appuntamento a cui non si può rinunciare. Se ci sono le abitudini del corpo, ci sono anche le fami dell’anima che si rafforzano man mano che viene alimentata dai fiumi della grazia di Dio.

Oggi, siamo tutti turbati per ciò che accade, ma se tutti pregassimo il Santo Rosario per la pace nel mondo, avremmo la pace nel mondo. Quando è scoppiata la guerra in Bosnia, la Madonna disse: «Cari figli, io desidero che voi capiate quanto è seria la situazione e che molto di quello che accadrà dipende dalla vostra preghiera» (25 luglio 1991). Dopo tre anni, la guerra non finiva ma diventava sempre più devastante. Allora Maria nel Messaggio disse: «Voi parlate, ma non vivete: è per quello, figlioli, che questa guerra dura così a lungo» (25 ottobre 1993). Quando arrivò il quarto anno invece: «Cari figli, oggi vi ringrazio per le vostre preghiere. Voi tutti mi avete aiutata a far sì che questa guerra finisca il più presto possibile» (25 febbraio 1994).

Armiamoci del Santo Rosario per la nostra vita spirituale perché insieme all’Eucarestia, alla Parola di Dio, ai Sacramenti che viviamo, esso è una fonte della grazia. Teniamo sempre con noi la Corona del Rosario, preghiamo dappertutto. Riempiamo di preghiere le nostre giornate, non c’è nulla di più bello e Santo, che ci porta al cuore stesso della Redenzione. Nel mese di maggio non stanchiamoci mai di recitare il Santo Rosario.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

«LA CHIESA ORTODOSSA È PEGGIO DI PUTIN E VI SPIEGO PERCHÉ»

Intervista a Don Stefano Caprio

30/04/2024  – Famiglia Cristiana

La sospensione di due sacerdoti “dissidenti” è solo l’ultimo atto di una Chiesa sempre più contigua al regime dello “zar”, come ci racconta don Stefano Caprio, che parla anche della morte di Navalny, di come potrebbe finire il conflitto in Ucraina e di quanto sia urgente una nuova rinascita religiosa per Mosca

Matteo Menegol

L’ultimo atto è stata la sospensione, decisa dal patriarca di Mosca Kirill, di due sacerdoti, Dmitry Safronov, con l’accusa di aver celebrato una funzione in memoria di Alexei Navalny a 40 giorni dalla morte del dissidente russo, e Alexander Vostrodymov, reo di aver condiviso sui propri profili social alcune riflessioni cristiane sulla pace. Da questi “capi d’imputazione” si evince non soltanto quali siano i tabù del governo russo, ma anche quanto marcata sia la contiguità della Chiesa ortodossa col regime di Vladimir Putin. Ne abbiamo parlato con don Stefano Caprio, docente di storia, filosofia, teologia e cultura russa che ha vissuto per diverso tempo a Mosca.

Don Stefano, partiamo dall’attualità: la sospensione dei due sacerdoti può sfociare in un arresto?

«Nel caso di Dmitry Savfronov, che ha celebrato una Messa in memoria di Navalny, si tratta di una misura puramente ecclesiastica, la cui durata, peraltro, è ancora imprecisa, ma potrebbe arrivare fino a tre anni. Al momento, parliamo di un trasferimento in un’altra parrocchia dove non potrà celebrare alcuna funzione, ma soltanto fare il cantore o il lettore. Il significato, semmai, sta nel fatto che quella preghiera era rivolta a Navalny. Per quanto riguarda Vostrodymov, essendo stata avviata anche un’indagine, potrebbe ricevere una multa, ma non credo che si arriverà all’arresto».

C’è la possibilità che a entrambi venga tolto il sacerdozio?

«Sul piano ecclesiastico, sì. Lo stesso patriarca Kirill ha minacciato l’utilizzo di questa misura per coloro che si rifiutano di recitare la preghiera per la vittoria russa nella guerra in Ucraina. Vostrodymov si è limitato ad alcune riflessioni sulla pace, ma nel caso di Safronov l’essersi rifiutato di recitare quella preghiera, peraltro in una funzione in memoria di Navalny, credo che gli faccia correre questo rischio».

Quanti casi di dissidenza all’interno della Chiesa russa si sono registrati dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina?

«All’inizio del conflitto, ci fu la lettera sottoscritta da 300 sacerdoti contrari all’invasione. Diverse decine di loro vennero posti sotto osservazione».

Questo cosa implica?

«Si apre un procedimento presso il Tribunale ecclesiastico della singola diocesi. In certi casi si arriva direttamente al Tribunale di Mosca del patriarcato, come nel caso di Aleksei Uminsky, immediatamente ridotto allo stato laicale e costretto a fuggire in Lituania, dov’è stata aperta una sezione del patriarcato di Costantinopoli, che accoglie tutti i preti russi contrari alla guerra».

Ci sono stati altri preti costretti alla fuga?

«Alcuni sono andati all’estero, altri ci hanno provato. Altri ancora, invece, sono in bilico: preferiscono non esporsi troppo perché hanno una famiglia…».

E il governo russo quanto incide su questo?

«In Russia esiste un vero e proprio gemellaggio, una “sinfonia” come la chiamano loro, tra lo zar e il patriarca. E nonostante le proteste e i dissidi, ormai è diventato impossibile rovesciare il sistema. Anche a livello ecclesiastico. C’è una forte manipolazione delle coscienze per cui la Chiesa ortodossa sostiene la propaganda di Stato per dimostrare che la Russia è il bersaglio dell’Occidente e, per questo, tutti devono contribuire alla causa per difendere i valori tradizionali».

Nemmeno con la morte di Navalny, che pure ha scosso parecchie coscienze, c’è stato un sussulto nella Chiesa russa?

«Assolutamente no. Peraltro, a differenza di Putin, che a un certo punto si è trovato costretto a giustificare l’accaduto, senza ovviamente assumersene la responsabilità,  il patriarcato moscovita ha ignorato tutta la vicenda. Non ha mai detto una parola, neanche dopo la morte di Navalny».

Vuole dire che, da questo punto di vista, la Chiesa ortodossa è peggio di Putin?

«Certo che sì. Parliamo di una struttura che vigila ormai sull’aspetto ideologico e, dunque, anche per non dare segnali di cedimento, non può né deve dire alcunché a riguardo».

Possiamo quindi affermare che la Chiesa ortodossa è la cassa di risonanza della propaganda putiniana?

«In un certo senso, sì. Con l’avvento di Putin al potere, la Chiesa ispirò la popolazione russa attraverso concetti come difesa, sovranità e identità. Poi, quando Putin ha deciso di prendere in mano la situazione in modo aggressivo, prima con l’invasione della Georgia e poi dell’Ucraina, si è limitata a fare da eco alla sua propaganda, aggiungendo giustificazioni di natura religiosa».

E non è mai stato possibile ribellarsi a quella violenza?

«A dire il vero, Kirill inizialmente non appoggiò Putin. Il momento più clamoroso fu l’annessione della Crimea nel 2014: il patriarca non partecipò ai festeggiamenti. Questa sua contrarietà derivava dal fatto che capì il rischio, in quel frangente, di inimicarsi l’Ucraina, dove la Chiesa ortodossa è molto più popolare e radicata. Anche all’inizio dell’invasione del 2022 sembrava non volersi esporre più di tanto, optando per il silenzio. Una settimana più tardi, però intervenne per ribadire la difesa contro l’Occidente».

A proposito del conflitto in Ucraina, come pensa che si potrà risolvere la questione?

«Ci sono tre possibilità. La prima è che la Russia riesca a sfondare e a vincere del tutto: non credo che riuscirà a conquistare l’intera Ucraina, ma sicuramente a rivendicare i territori occupati perché, in questo momento, la guerra è a suo favore. Una seconda opzione è che, messa alle strette, decida di scatenare la Terza guerra mondiale utilizzando armi nucleari, cosa che, tuttavia, mi pare gli stessi russi vogliano evitare. La terza variante è che non ci saranno vinti o vincitori, ma una situazione di stallo, una specie di guerra fredda che potrà durare decenni come accadde con Breznev alla fine della Seconda guerra mondiale».

Per un cambiamento nella Russia del futuro, pensa che sarà la Chiesa ortodossa dall’interno o quella cattolica da fuori a giocare un ruolo decisivo?

«Temo che la Chiesa cattolica avrà un ruolo molto ridotto, perché rappresenta una minoranza in Russia. Non ha grande capacità d’influenza e, per sopravvivere, è costretta talvolta a sottomettersi un po’a quella ortodossa. Quest’ultima, sebbene completamente squalificata così com’è, ha un grandissimo peso. Per cambiare occorrerebbe tornare alla situazione che c’era alla fine dell’Urss, quand’era guardata male proprio per l’appoggio che dava alle politiche sovietiche. Bisogna attendere una nuova rinascita religiosa, perché, ad oggi, non esiste alcuna alternativa in Russia».

Medjugorje: i tre giorni della salvezza – Catechesi a cura di Padre Livio – Puntata 13

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🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“Nella Chiesa vedo che molti pensano che Lei sia un po’ matto”

Caro Padre Livio,

ho ascoltato la sua trasmissione di questa mattina, come quelle di ogni giorno; io vedo che nessuno ci crede o poche anime umili e semplici; anche nella Chiesa vedo che molti pensano che lei sia un po’ matto, un po’ fissato e mi dispiace perché io le credo davvero.

Penso che proprio per questo abbiamo bisogno dello Spirito Santo che insieme a Maria credo verrà nel tempo dei segreti per aprire le nostre menti e i nostri cuori, io intendo in questo senso l’illuminazione di cui si parla in altre apparizioni anche di santi, anche se magari non nelle modalità in esse descritte.

E questi veggenti di Medjugorje, tutti e sei e da tutti questi anni, miei coetanei, ma chi glielo fa fare, se non è vero? Basta questo per credere!

Eppure la nostra intelligenza e soprattutto quella dei giovani è piena di scientismo e di modernismo, anche le persone più ricche di fede fanno fatica a credere, siamo come quel cieco che manco chiedeva la guarigione, Gesù stesso gli ha buttato il fango sugli occhi per guarirlo, lui non sapeva di essere cieco e così questa generazione.

Io prego ogni giorno perché il Signore ci mandi il suo Spirito, ci apra gli occhi e il cuore, Gesù stesso nel vangelo ci invita a  chiederLo al Padre.

“Vieni Santo Spirito, vieni per Maria!”

Grazie Daiana


Cara Daiana,

non è che mi dispiaccia di essere ritenuto un po’ matto, anzi a volte lo penso anch’io, diversamente non farei quello che faccio ogni giorno, ormai da quasi quarant’anni, qui a Radio Maria.

Sono matto, ma sono felice e ringrazio la Gospa per la pazzia che mi ha donato in abbondanza e con la quale spero di raggiungerLa in paradiso.

Perciò sii benvenuta nel nostro Club di candidati al TSO cara Daiana!

Ti assicuro che non ti pentirai né tu né i tuoi figli né i figli dei tuoi figli.

Ave Maria

Padre Livio

🔴LIVE VIDEO🔴INCONTRO DI P. LIVIO CON VICKA VEGGENTE DI MEDJUGORJE {1988}

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

E ogni giorno la sua forza è sempre più forte attraverso coloro che hanno scelto la morte e l’odio”. Con queste parole la Madonna ci avverte che si sta preparando il regno dell’Anticristo.

Buongiorno carissimo Padre.

Ieri, ascoltandola, in particolare quando ha detto che i segreti sono sempre più vicini, non ho potuto fare a meno di pensare che, prima ancora dei segreti, è vicino a noi il regno dell’Anticristo.

Almeno questo è quanto mi suggeriscono le parole della Gospa riportate nell’oggetto.

Infatti credo, e la prego di correggermi se sbaglio, che prima sorgerà il regno dell’Anticristo e poi, proprio in conseguenza delle scelte e delle azioni intraprese da quest’ultimo, si manifesteranno gli eventi dei segreti, che serviranno per debellare la sua forza e liberarci dal suo giogo.

Insomma, come per il faraone in Egitto, quando il potere dell’Anticristo giungerà al culmine e scatenerà la massima persecuzione, Dio interverrà per infrangerlo.

Dio interviene sempre all’ultimo momento, sia per mettere alla prova la nostra fede, sia per dare tempo e modo al buon grano di distinguersi e separarsi dalla zizzania.

Inoltre, la ripetizione delle parole FORTE, FORZA e poi di nuovo FORTE da parte della Madonna mi ha suggerito l’idea di un concatenarsi veloce di eventi che, inaspettatamente da parte nostra, ma ben chiaro nella visione celeste, porteranno, nel giro di poco tempo, ad un progressivo sconvolgimento dell’assetto mondiale, sia sul piano politico (non a caso quest’anno è caratterizzato dalle elezioni), sia sul piano bellico (la situazione in Medio Oriente è sempre più in bilico).

Non mi stupirei se già il prossimo anno si manifestassero i primi due segreti…

Cerchiamo rifugio sotto i sacri manti della Santa Vergine Maria e di San Giuseppe.

Un caro saluto.

                          Monica di Baldissero. 


Cara Monica,

sappiamo come la tematica dell’Anticristo sia di radice biblica e appartenga anche all’insegnamento della Chiesa che mette in guardia dalla “massima impostura religiosa che  è quella dell’Anti-cristo, cioè di uno pseudo messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne”( C.C. C. 675)

Questo è esattamente quello che abbiamo sotto gli occhi, che la Madonna stessa ci descrive nei suoi messaggi, ma che tuttavia non nomina mai espressamente nel suo piano di salvezza da Fatima a Medjugorje. Perché?

Al riguardo possiamo fare solo delle ipotesi, anche perché alcuni collocano la manifestazione dell’Anticristo alla fine del mondo, quando Cristo verrà nella gloria.

Altri invece la anticipano al momento attuale identificandolo con le due bestie, quella del potere umana assoluto e quella della falsa religione.

Altri invece identificano l’Anticristo con Satana stesso che si manifesta con la sua sacrilega volontà di dominio al posto di Dio sia ora sia alla fine del mondo. Questa prospettiva mi sembra più coerente con la Sacra Scrittura, in particolare con l’Apocalisse.

In ogni caso dobbiamo partire dalla realtà che la Madonna ci rivela ed è quella del mondo nel quale viviamo  che  non vuole Dio e che rifiuta Cristo. Dobbiamo quindi aspettarci il Regno dell’Anticristo un un futuro ravvicinato?

Lo sostiene Maria Valtorta con una rivelazione da brivido, nella qual precisa che già nel 1943 erano vivi alcuni che avrebbero visto la manifestazione dell’Anticristo. Ecco le sue parole:

 “Del resto a voi non tocca gustare quell’orrore e perciò… Non vi resta che pregare per coloro che lo dovranno subire, perché la forza non naufraghi in essi e non passino a far parte della turba di coloro che sotto la sferza del flagello non conosceranno penitenza e bestemmieranno Iddio in luogo di chiamarlo in loro aiuto. Molti di questi sono già sulla Terra e il loro seme sarà sette volte sette più demoniaco di essi.” (Quaderni del 1943 – Cap. 96).

Da molti segni possiamo ipotizzare che l’impostura anti-cristica sia in preparazione. La Madonna non ne parla esplicitamente perché fa parte del silenzio sui segreti ormai prossimi. Lascia che siamo noi a fare discernimento.

Chi vivrà vedrà. Ma guai a quelli che si troveranno nella parte sbagliata.

Ave Maria

Padre Livio

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

I peggiori peggiorano, i meno peggiori tenteranno di migliorare.

Carissimo, più il tempo passa, più il quadro generale si fa limpido e chiarificante. Il tempo delle sentenze si avvicina, e non saprei se “nella massa”  ci si renda conto a cosa stiamo andando incontro. Per certuni il prossimo vicino futuro rimane nei crismi abituali, e anzi, si continua a ragionare per assunti caotici e su vecchie ideologie laiciste ormai corrose.

Quello che mi fa senso è una quasi completa ottusità, anche di stampo spiritualista. Si crede di ragionare, ma i principi su cui poggiano certi ragionamenti sono quanto meno di natura caotica, e per di più in balia degli umori più bassi e con i soliti fini egoistici dell’umano peggiore. Dietro i camuffamenti delle belle citazioni e di certi atteggiamenti di stampo esistenzial- liberale gli istinti mefistofelici galleggiano perfino nelle auto-certezze più risibili.

La Gospa ci ha detto di tendere le nostre mani, per dare speranza e pace, ma ha ben specificato di tenderle specialmente a quelli che nel buio odierno, di un sociale che annega sempre più spesso nel caos, cercano una luce di pace e speranza, ossia cercano un aiuto là dove va chiesto e cercato, anche qualora non siano ancora pienamente ben coscienti che quella luce si chiama Gesù Cristo.

I primi due ammonimenti, come hai ben detto e sottolineato, non saranno piacevoli, ma saranno soprattutto l’ultimo estremo tentativo di far filtrare quella luce che da più di 4 decenni la Madonna tenta di instillarci nei cuori: Nonostante questo, a mio personale parere, e quindi potrei anche sbagliare, meditando gli ultimi messaggi della Vergine, e guardandomi intorno, il nemico avrà la sua cattiva fetta di vittorie e di anime che stanno gongolando nella zizzania; non crederanno, e quando tutto avverrà, non avranno “Cuore” abbastanza libero e pacificato per sostenere gli urti dei segreti che emergeranno nei loro eventi, ma saranno ancora più profondamente legati nei lacci dei loro idoli modernisti, fatti di ideologie e atteggiamenti talmente inquinati e intossicati dagli interessi egoistici coltivati da una vita che, purtroppo, non avranno altro epilogo che la “Perdizione”.

 I peggiori peggioreranno, i meno peggio tenteranno di migliorare per approdare a un pentimento di redenzione. Finite le sfumature e i colori sarà solo o bianco o nero, le vie di mezzo- che sono sempre sagge- ma pure più spesso anche troppo comode, stanno esaurendosi, e finiranno, poiché Dio ci chiamerà a rapporto.

Detto ciò, carissimo, sempre Ave Maria. Giuseppe

San Giuseppe Lavoratore

Pio XII istituì la festa di «San Giuseppe artigiano» per aiutare i lavoratori a non perdere di vista il senso cristiano del lavoro.

L’1 maggio 1955, Pio XII istituì la festa di «San Giuseppe artigiano» per aiutare i lavoratori a non perdere di vista il senso cristiano del lavoro, così pienamente incarnato nell’umile falegname di Nazareth e glorioso padre putativo di Gesù. Nel discorso con il quale istituì la festa liturgica, oggi memoria di «San Giuseppe lavoratore», papa Pacelli metteva in guardia da un pensiero distorto sulla festa del lavoro, un pensiero allora legatissimo alla visione marxista della lotta di classe e privo di qualsiasi riferimento a Dio Creatore. Il pontefice ricordò che «il nemico di Cristo semina zizzania nel popolo italiano […]. Specialmente nel ceto dei lavoratori esso ha fatto e fa di tutto per diffondere false idee sull’uomo e il mondo, sulla storia, sulla struttura della società e dell’economia».

Pio XII aveva ben chiaro il principio che il lavoro deve essere mezzo per la salvezza eterna, non inciampo che «contrasta con l’ordine di Dio». Perciò spiegava che la Chiesa non può limitarsi alla richiesta di «un più giusto ordine sociale», bensì deve primariamente assicurare al lavoratore una retta formazione cristiana, sollecitare legislatori e datori di lavoro, indicare i princìpi fondamentali, che poi non sono altro che il riconoscimento di Cristo (vero e giusto) e della sua regalità sulla storia. È quanto Giovanni Paolo II chiamerà il «Vangelo del lavoro», un concetto altissimo e magistralmente definito nella sua Laborem Exercens: «Questa verità, secondo cui mediante il lavoro l’uomo partecipa all’opera di Dio stesso suo Creatore, è stata in modo particolare messa in risalto da Gesù Cristo, quel Gesù del quale molti dei suoi primi uditori a Nazareth rimanevano stupiti e dicevano: Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? … Non è costui il carpentiere?».

Già l’Antico Testamento era pieno di riferimenti al lavoro umano («Mangerai del lavoro delle tue mani», dice per esempio il Salmo 127) e il Nuovo – dove Dio è simboleggiato di volta in volta come vignaiolo, seminatore, pastore – completa la pedagogia divina sul significato del lavoro. E ci indica come sommo esempio l’opera silenziosa ma provvidenziale di Giuseppe, che con il lavoro delle sue mani assicurò il sostentamento a Gesù Bambino e alla Vergine Maria, (anche) così partecipando straordinariamente al disegno di salvezza. Scrive ancora Giovanni Paolo II, stavolta nella Redemptoris Custos: «Il lavoro umano e in particolare il lavoro manuale trovano nel Vangelo un accento speciale. Insieme all’umanità del Figlio di Dio esso è stato accolto nel mistero dell’Incarnazione, come anche è stato in particolare modo redento. Grazie al banco di lavoro presso il quale esercitava il suo mestiere insieme con Gesù, Giuseppe avvicinò il lavoro umano al mistero della Redenzione».

A Dio piacque che l’eterno Figlio venisse chiamato «il figlio del falegname» (Mt 13, 55). Lo stesso Gesù imparò il mestiere da Giuseppe e lo esercitò nel nascondimento, mentre cresceva in sapienza e grazia, fino all’inizio della sua attività pubblica. Nobilitò quindi enormemente il lavoro manuale, che nel mondo romano era considerato indegno (vedi Cicerone), affiancandolo in dignità al lavoro intellettuale e operando un’elevazione di entrambi: sempre Gesù esalta lo scriba umile che si fa «discepolo del Regno dei cieli» (Mt 13, 52) e gli Atti degli Apostoli ricordano che Lui «fece e insegnò».

Ermes Dovico – La Nuova Bussola – 1 Maggio 2024

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