"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Gennaio 2024 Pagina 15 di 17

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

La mia esperienza sul Podbrdo il giorno della chiamata di Maria

Caro Padre Livio,

sono una assidua ascoltatrice e sostenitrice di Radio Maria e vorrei ringraziarLa per il suo editoriale di ieri 3 gennaio 2023. 

Le spiego subito, anche se non brevemente, il perché

Io e mio marito siamo partiti da Arezzo per Medjugorje lo scorso sabato 30 dicembre con l’intenzione di trascorrervi un fine anno dedicato alla preghiera e all’Adorazione. Siamo partiti con grande fatica perché molto provati fisicamente da un’influenza che ci aveva costretti a casa nei giorni di Natale, addirittura io accusavo un forte mal di schiena che mi aveva fatto balenare l’idea di restare a casa anziché affrontare un lungo viaggio in automobile. 

Fatto sta che, imputando siffatti timori alle solite tentazioni pre-Grazia del maligno, siamo comunque partiti. 

E come al solito (siamo stati più volte a Medjugorje) una volta arrivati  alla Chiesetta parrocchiale, tutti i dolori e i malesseri si sono attenuati per poi addirittura dissolversi nella Pace del luogo.

Far parte di quelle migliaia di persone devotamente inginocchiate dinanzi al Santissimo Sacramento, sia in Chiesa che all’aperto che nella sala San Giovanni Paolo II, partecipare ai canti dolcissimi dedicati al Bambin Gesù e a Sua Madre, per noi ha rappresentato, come rappresenta ogni volta, una vera anticipazione della gioia del Paradiso.

Abbiamo accolto con grande riconoscenza il dono di poter partecipare finalmente ad un’Apparizione della Gospa e con grande entusiasmo, il pomeriggio di lunedì 1 gennaio, già alle 14,30 eravamo saliti al Podrobo e ci eravamo piazzati in una buona posizione a circa dieci metri dalla statua della Madonna. 

Ma, trovandoci ancora su questa terra, la prova e la tentazione erano in agguato.

Alle 15.00 sono iniziati i canti e le preghiere a Maria… e via via arrivava sempre più gente.

Avevamo un solo ombrello e dei giubbotti non così impermeabili come promettevano: quando alle 15,30 ha iniziato a piovere abbiamo cominciato a sentire freddo… e continuava ad arrivare sempre più gente. 

Mio marito a un certo punto è rimasto un po’ indietro con l’ombrello perché era intenzionato, in caso di eccessiva pioggia, a tornare giù al paese, io invece, imperterrita, non mi sono spostata di un centimetro dal posto in cui avevo piazzato i piedi, senza ombrello. 

E continuava ad arrivare gente.

Alle 16.00 ho iniziato a sentire brividi di freddo, la pioggia aumentava, le persone accanto a me avevano gli ombrelli aperti che grondavano ancora più acqua di quella che pioveva dal Cielo. Le persone continuavano ad affluire e pretendevano di avanzare sempre più  avanti, qualcuno sgomitando, senza alcun riguardo di noi  altri che eravamo lì in attesa già da due ore. Avevo tanto freddo e ho avuto paura, la mia schiena e il mio mal di gola non ne avrebbero certo beneficiato!

E’ cominciata una grande tentazione, soffrivo fisicamente e mi chiedevo: “possibile che la Mamma del Cielo pretenda da noi questa sofferenza, che utilità potrà avere stare qui ammassati come animali da allevamento intensivo con questa pioggia a dirotto? Ma tutto questo e’ un incubo non certo un Dono! Maria per favore, fai cessare almeno la pioggia, non posso resistere ancora molto in queste condizioni !

A questi pensieri ne seguivano altri che mi spronavano a pregare, ad tenere duro, a fare un vero e proprio Atto di Fede, quella penitenza così preziosa che la Gospa ci chiede continuamente. Così mi concentravo nuovamente sulla preghiera e sui canti, finché non venivo nuovamente urtata da qualche maleducato che sgomitava e mi superava per piazzarsi ancora più avanti, accrescendo in me un senso di rabbia. Senza contare che non sapevo più che fine avesse fatto mio marito !

E così è stato fino alle 17,30 quando, improvvisamente, la pioggia è cessata ed ho potuto udire ancor più distintamente la preghiera a Maria in tutte le lingue del mondo, poi il silenzio assoluto durante l’Apparizione, la commozione del momento, la speranza (non lo nego) di vedere qualche segno dal Cielo che ripagasse di tutto quel patire, ed infine, la traduzione del bellissimo messaggio della Gospa: “Grazie perché avete riposto alla mia chiamata e avete pregato per le mie intenzioni. Non vi pentirete né voi né i vostri figli né i figli dei vostri figli!”

Questo meraviglioso messaggio lì per lì  non mi ha dato però la consolazione e la gioia che mi da’ adesso. 

Sul Podbrdo ero ancora preoccupata per il freddo, per le mie condizioni di salute, per mio marito che non sapevo dove fosse, per la discesa insidiosa che mi aspettava! Continuava ad insinuarsi in me il pensiero che forse tutto era stato inutile, che una Mamma del Cielo non può esigere tanto patire dai Suoi figli, che non aveva grande senso quel radunarsi tutti lassù sotto la pioggia scrosciante per recitare delle preghiere che avremmo potuto recitare in Chiesa al calduccio. 

E già mi ero proposta di scrivere a Lei, caro Padre Livio, per chiedere spiegazione di tanta tentazione e di tanta incredulità da parte mia: in cosa ho sbagliato? Perché ho scoperto una parte di me che non credevo venisse allo scoperto proprio a Medjugorje? 

Sono restata un po’ delusa dalla Gospa (me ne vergogno adesso, ma lì per lì è stato proprio così) e molto più delusa di me stessa che non sentivo più nel cuore quella Pace e quella Grazia che di solito mi pervade quando sono a Medjugorje. 

La discesa giù dal Podbrdo è stata lunga e ancor più faticosa della salita: la delusione, la stanchezza, il buio, l’incertezza. Eravamo tantissimi, c’era chi scivolava accanto a me, chi mi offriva il braccio, chi si appoggiava a me.

Mentre scendevo pensavo che in fondo quella esperienza era esattamente la metafora della Vita: la Speranza, la Sofferenza, la Tentazione, la Carità ricevuta e quella donata, la Grazia, la necessità della Perseveranza nella Fede, infine la Salvezza, giù  al paese una volta terminata la discesa.

In questi giorni che seguono quella esperienza, non proprio edificante per me sotto il profilo psicologico e spirituale, ascoltando i Suoi editoriali, in particolare quello di ieri 3 gennaio, sto maturando invece la consapevolezza che la Madonna mi ha fatto più di un Dono sul Podbrdo: ha risaltato le mie enormi lacune nella Fede, ha portato a galla i miei limiti, mi ha fatto scoprire la mia tiepidezza, la mia miseria, la mia presunzione. E’ stato un canto del gallo.

E voglio  sperare che nonostante tutto ciò , la Madonna ha promesso anche a me che non mi pentirò per tutti i giorni della mia vita e per quelli a venire di essere stata lassù  con Lei a pregare sul Podbrdo quel pomeriggio.

Mi scuso per la lunga lettera, mi scuso anche per la sincerità dei miei sentimenti, di alcuni dei quali mi vergogno, ma era indispensabile per me renderla partecipe di questa mia esperienza e se crede che possa essere utile per qualche altra persona, la pubblichi pure, l’autorizzo sin da ora.

Le sarei però tanto grata se volesse darmi, con comodo, se e quando potrà, una Sua interpretazione di quanto accadutomi.

E vorrei anche ringraziarLa infinitamente per  l’incrollabile Fede con cui porta avanti la Sua missione con Radio Maria, non immagina quanto sia preziosa per noi ascoltatori !

Un caro saluto e, se posso, un abbraccio fraterno

Elisabetta

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Un Dono che è Profezia di Amore e di Pace.

Caro padre Livio,

sono da sempre un ascoltatore di Radio Maria e grazie a molte interessanti trasmissioni che negli anni si susseguono nel vostro palinsesto, ho potuto apprendere molte informazioni particolarmente importanti per poter capire ed interpretare, al meglio, le Sacre Scritture.

Lei sa meglio di me che la Bibbia non può e non deve essere interpretata alla lettera come spesso, purtroppo, fanno certe “sette” religiose.

In Essa quasi nulla ha valenza cronologica (sia in termini di tempo che di spazio che di luoghi) bensì ci vuole donare un messaggio Teologico che quasi sempre viene descritto e raccontato con delle allegorie, con delle metafore che assumono un valore simbolico per indicare un concetto o dare un messaggio ben preciso.

Dico questo perché ascoltando il meraviglioso messaggio che la Madre di Dio ha donato al mondo, per bocca di Marija, nel pomeriggio del 1° gennaio 2024, mi sono tornate alla memoria delle antichissime Parole che troviamo nel Libro dell’Esodo nel momento in cui Dio sta per consegnare i dieci comandamenti a Mosè e ne chiede l’osservanza:

Dio pronunciò tutte queste parole:

“Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile. (…) Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra la sua bontà fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.” (Es 20,1-6)

Ecco, padre Livio, secondo un mio modesto parere, Maria Santissima, con il suo messaggio:

“Grazie perché avete risposto alla mia chiamata e avete pregato per le mie intenzioni.

Non vi pentirete né voi né i vostri figli né i figli dei vostri figli”.

non voleva dare una tempistica cronologica – temporale che si ottiene moltiplicando gli anni di una generazione (40 anni) per tre. 

Bensì voleva intendere: “non ve ne pentirete “in eterno” per sempre!!” 

Questo messaggio è, a mio avviso, un grande Dono con valore soprattutto escatologico che vuole essere una Profezia di Amore e di Pace per tutta l’Umanità.

Mentre Mosè ci dice che il Dio, dell’Antico Testamento, puniva le colpe dei padri e dei figli fino alla terza generazione, Maria ci vuol far capire che Gesù Benedice e “dimostra la sua bontà fino a mille generazioni!”

Secondo me questa potrebbe essere la giusta chiave di lettura per comprendere quanto veramente sia stato immenso questo Dono del Cielo!!

P.S. la Madonna, anni fa, disse che queste di Medjugorje sarebbero state le ultime sue “apparizioni” sulla Terra. Questo fatto rafforza l’ipotesi che il tanto atteso Trionfo dei Cuori Immacolati di Marie e di Gesù (che è già iniziato a Fatima nel 1917) avrà il suo pieno compimento sicuramente prima di “tre generazioni”, se volessimo fare un calcolo prettamente cronologico e temporale, altrimenti il suo messaggio non sarebbe né realistico né veritiero.

Le auguro un buon Cammino anche in questo Nuovo Anno appena iniziato; sempre in unione di preghiera.

Con affetto e stima,

Giampiero da Falconara Marittima (AN)

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“Siamo alla vigilia di qualcosa di grosso

Salve carissimo Padre Livio.

Non so se è stato detto ma veramente questo intervento della Madonna il primo giorno dell’anno è formidabile. Da una parte tranquillizza tutti quei credenti preoccupati per i propri figli, credenti che spesso interpellano direttamente anche lei Padre Livio su questo tema che per un genitore è importantissimo veramente con la I maiuscola.

La infinita bontà di Dio arriva ai figli dei propri figli tranquillizzando per due generazioni e donando sempre più di quello che si chiede.

D’altra parte questa rivelazione bellissima della Madonna sottende ai tempi difficili. Il fatto che la Madonna ad un dato momento rassereni gli animi dei credenti da veramente il polso sulla situazione.

Evidentemente siamo alla vigilia di qualcosa di grosso e su questo siamo tutti concordi. Ma il riferimento alle due generazioni da anche una misura degli eventi che ci saranno.

Padre Livio un abbraccio come sempre. Marco

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’anima immortale

Cari amici, Dio si è riservato nella nostra anima un luogo sacro. In quel luogo dobbiamo incontrare Dio nella preghiera perché è una vera e propria cella di spiritualità. L’anima umana ha una parte particolare che viene chiamata “spirito” dalla tradizione, alcuni mistici la chiamano “la punta dell’anima”, altri “il fondo dell’anima”; si tratta della parte aperta alla trascendenza.

C’è un luogo dentro di noi che trascende il mondo e fa sì che la nostra anima rifletta l’immagine di Dio e sia capace di Dio, sia capace di orientarsi a Dio, di cercarlo, di incontrarlo, di ascoltarlo. Questa è una dote, è una caratteristica dell’anima umana che è strutturalmente orientata a Dio, capace di Dio, capace di ospitare Dio. Questo è il mistero dell’uomo che ci è dato come caratteristica dell’anima ma nel medesimo tempo deve essere conquistato perché la ferita del peccato originale ha fatto in modo che questo luogo sacro venga inquinato dalle conseguenze stesse del peccato originale, come l’indebolimento della volontà e di tutte le facoltà dell’anima.

Con l’aiuto della grazia di Dio che riceviamo nel Sacramento del Battesimo e con l’aiuto della preghiera dobbiamo riportare questo luogo al suo originario splendore e soprattutto deve diventare per noi il luogo in cui incontriamo Dio, ci apriamo al suo amore, lo amiamo. La conquista di questo interiore dell’anima è ovviamente un lungo cammino perché chi è in uno stato di peccato grave deve purificare l’anima altrimenti non può sentire la presenza di Dio e nemmeno le grazie che la Madonna ci concede. Questa è la conseguenza di un depositarsi del male originario ma anche dei nostri peccati.

La grazia della conversione fa in modo che questo luogo dell’anima che è sepolto dalla coltre del male e dell’effimero si faccia sentire la voce di Dio, il rimorso del male commesso. Dio cerca di espugnare questa fortezza in cui il male si è insediato proprio facendo risvegliare la coscienza che rimorde per il peccato che abbiamo commesso e ridandoci la luce della grazia, attraverso la quale le tenebre si illuminano e vediamo la nostra condizione esistenziale di lontananza da Dio, di infelicità ma anche di pervertimento e depravazione. Il peccato è un veleno, è una forza che distrugge. Quando la grazia di Dio filtra nella caverna oscura, la illumina con i suoi raggi e ci fa rendere conto della nostra situazione di lontananza da Dio, questo è il primo passo del cammino di conversione, è il risveglio della coscienza che prima era assopita e rassegnata nel peccato.

Dopo questo dono di grazia che è il risveglio della coscienza, bisogna fare i passi nella direzione verso la quale Dio ci chiama, cioè verso la luce che illumina il cammino, la luce della grazia, la voce che ci chiama, il cuore misericordioso che scioglie la durezza del nostro cuore.

I passi della conversione sono certamente dolorosi, difficili, impegnativi.

Dopo la grazia del risveglio della coscienza c’è quella della disintossicazione della cella interiore che Dio si è riservato per sé. È un processo faticoso e doloroso perché bisogna dapprima tagliare i legami con il male e poi estirparne le radici. Bisogna, allora, avere il coraggio di procedere e di non lasciarsi prendere dallo sconforto; bisogna pregare, proporsi di non peccare più, accostarsi ai Sacramenti della Confessione e dell’Eucarestia, leggere opere di spiritualità e la Sacra Scrittura, lasciarsi affascinare dagli esempi di vita dei Santi.   

Passo dopo passo, conquista dopo conquista, si può raggiungere uno stato di stabilità nel bene e man mano si cade meno nel peccato, si rafforza la preghiera, si rafforza il desiderio di piacere a Dio. Se si procede con umiltà le conquiste accelerano; vincendo una battaglia si prende forza per combattere e vincere tutte le altre.

È bene, allora, ambire a questo stato di stabilità nella grazia. Dobbiamo essere vigilanti e tenere questa cella ben illuminata dalla luce di Dio, pregare costantemente per ravvivare il dialogo con Lui, in questo modo la Sua presenza si irradia in tutto il nostro essere, in tutta l’anima, in tutta la psiche e perfino nel corpo.

Vigiliamo sulla porta della nostra cella interiore, facciamo in modo che sia abitata unicamente da Dio.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”  

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

L’Esperienza di un pellegrino sul Podbrdo

Buonasera Padre Livio

Mi chiamo Giuseppe.

Le scrivo per dirle che anche io per Grazia di Dio ho fatto parte della schiera dei pellegrini che erano a Medjugorje per il Capodanno appena passato.

Anche io con la maggior parte del mio gruppo siamo saliti sul Pobrdo. Ho visto salire e scendere tantissima gente inzuppata d’acqua da quel monte.

 Arrivato in cima era praticamente impossibile arrivare alla Statua della Madonna (bianca) per la gente che c’era. Era un fiume di preghiera che saliva in Cielo. Salire e scendere Padre Livio era faticoso:

1 per la pioggia che veniva giù  copiosa e che formava dei fiumiciattoli d’acqua che scendevano dal monte

2 perché sulle pietre è come se avessero passato sapone o olio per come si scivolava

3 per la presenza di fango .

Ma non ho sentito dire  nessuno che si è fatto male in modo grave.

Glielo dice uno che alla discesa ha piantato un volo sul fango .

Ringrazio il Buon che dove sono scivolato non ho avuto sotto di me pietre altrimenti non so come andava a finire.

Padre Livio Medjugorje non è morto come qualcuno forse vuole farci credere e L’esercito di Maria secondo me sta crescendo.

Una cosa mi ha colpito in modo particolare in quest’ ultimo Messaggio di Maria come siano bastate 3 ore di preghiera per far dire al Cielo che non dobbiamo pentirci né noi né i nostri figli e né i figli dei nostri figli, soprattutto in questi tempi in cui il mondo sta andando verso l’autodistruzione

Santa serata in Gesù, Maria e Giuseppe

Giuseppe 

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Anniversario di luce

Caro Padre Livio oggi particolarmente sento il bisogno di scriverLe per raccontarLe una bella storia.

Sono una avvocata di 52 anni che ha vissuto contando su se stessa e sulle proprie capacità fino esattamente al 30.12.2021.

Il lavoro, la famiglia, la carriera procedevano bene ma la mia inquietudine interiore non mi mostrava luce, comunque dentro stavo al buio. Quella mattina del 30 dicembre di due anni fa dentro me faceva più buio della mezzanotte più buia che si possa immaginare, ero in macchina guidando immersa nei miei oscuri pensieri finchè la sua voce non risuonò in radio girando svogliatamente stazioni. 

Per la prima volta mi sono soffermata sulla stazione di Radio Maria perchè qualcosa dentro mi diceva “ascolta!”!!

Nella Sua catechesi e nella Sua voce ho riconosciuto un messaggio tutto per me, tanto che ho dovuto fermare l’auto perchè mi sono messa a piangere. Da allora è iniziato un cammino di fede, tra tante sensazioni, momenti belli e altri duri e anche durissimi perchè seguire il Signore è difficilissimo, spesso doloroso, Lui ci lascia liberi di seguirlo, ma per seguirlo veramente ci condiziona a dover passare per tante rinunce, tentazioni, abbandoni di cose e persone….per Lui. 

Ecco Padre, la mia storia di conversione non posso estenderla per lettera perchè risulterebbe prolissa, ma con la presente vorrei che Lei sapesse due cose:

1) In questi due anni ho ascoltato molti altri  preti pregevoli e letto testi, seguito e lasciato il cammino francescano, iniziato quello vincenziano in cui mi riconosco per indole, iniziato un corso di teologia di base e tanto altro….però caro Padre….la sua voce – soprattutto se mi prende lo sconforto – è sempre la mia copertina che mette a riposo la mia anima! La sensazione non passa anche se passano mille altre voci che mi parlano di Dio;

2) La mia esperienza con Radio Maria la racconto a chiunque, anche in alcune chiese, ai giovani e ai miei figli a cui dico che prima troveranno o si lasceranno trovare da Dio e prima cammineranno per la retta via e nella luce, agli altri Parroci e a chiunque perchè Lei Padre merita il riconoscimento dell’evangelizzazione come grazia ricevuta!

Grazie Padre per avermi indicato per primo la direzione verso cui volgere lo sguardo per andare verso la Luce.

Con affetto 

Barbara


 Cara Barbara,

Grazie per la tua testimonianza che farà bene a molte anime che cercano Dio. Infatti è vero che  la via della conversione ha momenti dolorosi, persino duri, ma perseverando si arriva alla luce e alla pace.

Ora anche tu puoi essere strumento  per tante anime che vagano qua e là, perché trovino la via della salvezza.

Ave Maria

Padre Livio

“MEDJUGORJE E’ LA SPERANZA DEL MONDO ” – Puntata 26″

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