"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Ottobre 2023 Pagina 2 di 15

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

La purificazione del mondo (Luisa Picarreta)

Caro Padre Livio

Mi permetto di inviarle questo estratto del Libro di Cielo dove al n. 4 Gesù parla a Luisa del rimedio che Dio, Padre Buono, decide di inviare sulla terra per correggere i figli lontani da Lui. Mi sembra che possa essere una prefigurazione del tempo che ci attende e che, come dice lei, è già iniziato.

Rileggendo l’ultimo messaggio della Regina della Pace mi colpisce la parola “venti”, mi rimanda ad una forza che si è messa in moto per portare “nuvoloni”.

Dio la benedica e la protegga sempre.

Con affetto,

Chiara


Luisa Piccarreta (Libro di Cielo) 2 – 87 Ottobre 25, 1899 Gesù parla del suo amore grande per le creature.

(1) Continua il mio dolcissimo Gesù a manifestarsi quasi sempre lo stesso. Questa mattina ha soggiunto:

(2) “Figlia mia, è tanto l’amore verso le creature, che come un eco risuona nelle regioni celesti, riempie l’atmosfera e si diffonde sopra tutta quanta la terra. Ma qual è la corrispondenza che fanno le creature a quest’eco amoroso? Ahi! mi corrispondono con un eco d’ingratitudine, velenoso, ripieno d’ogni sorta di amarezze e di peccati, con un eco quasi micidiale, atto solo a ferirmi. Ma Io spopolerò la faccia della terra, acciocché quest’eco risonante di veleno non assordi più le mie orecchie”.

(3) Ed io: “Ah! Signore, che dite?”

(4) E Gesù: “Io non faccio altro che come un medico pietoso, che ha gli estremi rimedi verso i suoi figli, e questi figli sono ripieni di piaghe, che fa questo padre e medico, che ama i suoi figli più che la propria vita? Lascerà incancrenire queste piaghe? Li farà perire, per timore che, applicando il fuoco ed i ferri, vengano essi a soffrire? Mai, no! Sebbene sentirà come se sopra di sé si applicassero tali strumenti, con tutto ciò mette mano ai ferri, squarcia e taglia le carni, vi applica il veleno, il fuoco, per impedire che più s’inoltri la corruzione. Sebbene molte volte succede che in queste operazioni i poveri figli se ne muoiono, ma non era questa la volontà del padre medico, ma la sua volontà è di vederli risanati. Tale sono Io. Ferisco per risanarli, li distruggo per risuscitarli. Che molti periscano, non è questa la mia Volontà, questo è effetto solo della loro malvagia ed ostinata volontà, è effetto di quest’eco velenoso che, fino a vedersi distrutti, vogliono inviarmelo”.

(5) Ed io: “Dimmi, mio unico Bene, come potrei raddolcirvi quest’eco velenoso che tanto vi affligge?”

(6) E Lui: “L’unico mezzo è che tu faccia sempre tutte le tue operazioni per il solo fine di piacermi e che impieghi tutti i sensi e le potenze tue per fine d’amarmi e di glorificarmi. Sia che ogni tuo pensiero, parola e tutto il resto non vorrà altro che l’amore che hai verso di Me, così il tuo eco salirà gradito al mio trono e raddolcirà il mio udito”.

INTERVISTE A VICKA (3,9)

Vicka di Medjugorje ha tenuto in diretta su Radio Maria cinque interviste che sono un importante documento storico sulle apparizioni di Medjugorje e una testimonianza di profonda spiritualità mariana. Le pubblichiamo suddividendole in puntate. (Terza  intervista- Medjugorje 3 Agosto 2000)

“Ci sono certamente tantissimi sacrifici che noi possiamo fare, ma quando la Madonna ha chiesto il digiuno ha parlato chiaro, invitando le persone sane a digiunare a pane e acqua il mercoledì e il venerdì per 24 ore”

Padre Livio: Una richiesta molto particolare e importante della Regina della pace qui a Medjugorje è il digiuno. E’ un invito che la gente desidera capire e mettere in pratica. Che cosa richiede esattamente la Madonna al riguardo?

Vicka: Siccome fra gli ascoltatori di Radio Maria ci sono anche molti malati, vorrei dire innanzi tutto che il loro digiuno è la sofferenza, che devono offrire con amore. A loro è sufficiente fare qualche piccola rinuncia e donarla alla Madonna. Invece le persone che stanno bene sono invitate a fare il digiuno a pane e acqua due volte alla settimana, il mercoledì e il venerdì. Anche se all’inizio possono trovare qualche difficoltà, devono andare avanti con forte volontà, senza scuse, e digiunare per amore di Dio e della Madonna.

Padre Livio: Il digiuno va da mezzanotte a mezzanotte?

Vicka: Tutto il giorno.

Padre Livio: Ventiquattro ore?

Vicka: Sì. Se si incomincia alla mattina, lo si fa fino all’indomani mattina.

Padre Livio: Spesso la gente chiede se il tè o il caffè rompono il digiuno richiesto dalla Madonna.

Vicka: Se la Madonna chiede pane e acqua vuol dire che è pane e acqua.

Padre Livio: Ho l’impressione che alcuni amino il digiuno per motivi di dieta.

Vicka: Quello non conta niente. La dieta non c’entra con la Madonna. Quando si fa il digiuno per amore di Dio, non importa se una persona è grassa o magra, ma importa che lo faccia col cuore.

Padre Livio: Alcune persone non si sentono per vari motivi di fare un digiuno come quello richiesto dalla Madonna, ma sono disponibili per esempio a saltare un pasto. A queste persone io dico sempre che la Madonna prende quello che noi le diamo secondo le nostre possibilità.

Vicka: Se una persona incomincia a privarsi della cena , poi sarà anche capace a privarsi del pranzo e della colazione e così arriva il digiuno completo.

Padre Livio: C’è anche un cammino verso il digiuno?

Vicka: Sì, c’è anche un cammino.

Padre Livio: Tuttavia la Madonna non ha chiesto soltanto il digiuno della gola, ma anche quello della lingua, quando ha invitato a non mormorare, e quello degli occhi, quando ha invitato a spegnere la televisione.

Vicka: Certamente.

Padre Livio: Potremmo allora interpretare come digiuno anche la rinuncia al fumo, alla televisione e cose di questo genere?

Vicka:  Guarda, Padre Livio, ci sono certamente tantissimi sacrifici che noi possiamo fare, ma quando la Madonna ha chiesto il digiuno ha parlato chiaro, invitando le persone sane a digiunare a pane e acqua il mercoledì e il venerdì.

Padre Livio: In altre apparizioni, come a Lourdes e a Fatima, la Madonna ha chiesto sacrifici, ma è tipico di Medjugorje il digiuno a pane e acqua.

Vicka: I sacrifici si possono e si devono fare ogni giorno. Invece il Mercoledì e il Venerdì la Madonna ci chiede una cosa molto precisa. Non ci chiede di mangiare niente, ma di nutrirci col pane e con l’acqua.

Padre Livio: Perchè è così importante il digiuno a pane e acqua?

Vicka: La Madonna ha detto che con il digiuno a pane e acqua si possono allontanare le guerre, per quanto violente esse siano. Mentre noi digiuniamo la Madonna ci purifica nel nostro intimo e ci toglie dal nostro cuore il male che si è depositato lì da tanto tempo. Molte persone sono diventate insensibili e neppure sanno di avere un cuore. Col digiuno pian piano riusciamo a scoprirlo e a purificarlo.

Padre Livio: La Madonna ci ha messo in mano un’arma potentissima.

Vicka: Quante volte la Madonna ha detto che col digiuno e con la preghiera si può allontanare anche la guerra!

Padre Livio: A una mamma che vuole la conversione del figlio si può consigliare il digiuno a pane e acqua per ottenere la grazia della conversione?

Vicka: Ma certo. Il digiuno a pane e acqua con la preghiera.

Padre Livio: Il digiuno e il rosario insieme?

Vicka: Tutte e due le cose insieme.

Padre Livio: La Madonna ci ha messo in mano due armi formidabili.

Vicka: Sono le più forti che esistono.

Padre Livio: Si può ottenere tutto con queste armi?

Vicka: Tutto, tutto.

Padre Livio: Però anche i sacrifici e le mortificazioni sono importanti. La Madonna nelle sue apparizioni li chiede spesso e anche qui a Medjugorje sono entrati nella vostra vita quotidiana.

Vicka: Sì, la Madonna chiede anche piccoli sacrifici. L’importante è che siano veramente tali e che siano fatti col cuore e con gioia.

Padre Livio: Per esempio dare un po’ del mio tempo a una persona che ha bisogno, oppure sopportare con pazienza una persona antipatica…

Vicka: Quelli sono sacrifici e non fare qualcosa che mi piace, per esempio aiutare una persona a cui voglio bene. Sacrificio è aiutare una persona che è distante, o perdonare quando sei stato offeso…

Padre Livio: Sacrificio è anche accettare le prove che Dio ci manda.

Vicka: Quando noi sappiamo accogliere con gioia quello che Dio ci dà, allora tutto cambia. Invece tante volte  ci lamentiamo e diciamo: “ Ma dov’è Dio?”, “ Ma perché proprio a me?” e pochissimi sono pronti a dire: “Signore ti ringrazio per questo grande dono della sofferenza e se hai ancora qualcosa da darmi, ecco io sono pronto, solo ti chiedo in questo momento la forza e il coraggio di andare avanti”.

Padre Livio: Certo.

Vicka: Anche la Madonna ha detto: “ Voi non sapete quanto valore ha la sofferenza davanti agli occhi di Dio”.

Padre Livio: Le malattie che noi vogliamo Dio ci togliesse, in realtà sono dei doni.

Vicka: Ma guarda, Padre Livio, questi sono grandissimi doni. Dio sa perché  li dà e quando li toglie.

Padre Livio: Però dobbiamo anche curarci.

Vicka: Ma certo. Il medico fa la sua parte e Dio fa la sua.

DALLA NOSTRA CAPPELLA P. LIVIO PRESENTA IL VANGELO DOMENICALE

Il concilio putiniano della religione patriottica

di Stefano Caprio – 29 Ottobre 2023

Il 25 ottobre il leader supremo di “tutte le Russie” ha convocato due gruppi sinodali, per affrontare e risolvere i problemi del mondo intero. La prima sessione conciliare ha riunito i responsabili militari e tecnici dell’armamentario nucleare. Subito dopo ha raggiunto la sessione dei capi religiosi, che lo hanno pazientemente atteso nelle sale più solenni del Cremlino

La reazione della Russia agli avvenimenti tragici del Medio Oriente è quanto mai ambigua, essendo in gioco fattori locali e globali, che alimentano lo scontro di civiltà e religioni già innestato dall’invasione dell’Ucraina. Per questo, oltre ad appelli e iniziative diplomatiche in cui Mosca cerca di mostrare la sua centralità geopolitica, il presidente Vladimir Putin ha deciso di elevarsi al di sopra di tutti anche nella dimensione religiosa, con un Sobor (Concilio) del Cremlino, convocando i capi delle “religioni tradizionali” con un piglio grottesco, che tanto ha ricordato l’assemblea dell’Anticristo immaginata dal grande filosofo russo Vladimir Solov’ev, alla vigilia del Novecento e delle grandi guerre mondiali.

Il 25 ottobre il leader supremo di “tutte le Russie” ha convocato due gruppi sinodali, per affrontare e risolvere i problemi del mondo intero. La prima sessione conciliare ha riunito i responsabili militari e tecnici dell’armamentario nucleare, che si occupano in particolare dei missili balistici e tattici, per valutare le possibili risposte a un attacco atomico dell’Occidente collettivo contro la Santa Russia. Subito dopo ha raggiunto la sessione dei capi religiosi, che lo hanno pazientemente atteso nelle sale più solenni del Cremlino, quelle dove poco più di quattro secoli fa venne tenuto in cattività dorata il patriarca di Costantinopoli Ieremias II, costretto infine a firmare il decreto di istituzione del patriarcato di Mosca – Terza Roma, a cui veniva affidata la missione universale di difendere la vera fede contro ogni nemico.

La pattuglia conciliare era formata da un gruppo di personalità molto vicine al presidente russo da anni, a cominciare ovviamente dal patriarca Kirill (Gundjaev), il profeta del sovranismo ortodosso e della “guerra metafisica”, insieme ad altri metropoliti e alti gerarchi del patriarcato di Mosca. Lo affiancava il rabbino capo di Russia, Berl Lazar, detto anche il “rabbino di Putin”, molto festeggiato in quanto reduce da un grave incidente durante una “danza della Torah” nella festa di Simkhat: un altro ballerino gli è rovinato addosso facendogli sbattere la testa per terra, proprio nel giorno in cui i terroristi di Hamas stavano attaccando Israele. Si è temuto per la sua vita, ma dopo alcuni giorni di coma, in sintonia spirituale con il suo popolo sottoposto a dure prove, il rabbino di Russia è tornato in tempo per riabbracciare il padre delle religioni e dei popoli della Russia, insieme al fedele Aleksandr Boroda, presidente della Federazione delle comunità ebraiche di Russia e membro della Camera sociale di Mosca.

La terza religione rappresentata era ovviamente l’Islam, in realtà la più ricca di fedeli dopo l’Ortodossia e quella dominante nella regione uralo-caucasica, con la coppia storica dei muftì Ravil Gajnutdin, il tataro da trent’anni presidente dell’amministrazione dei musulmani di Russia, e Ismail Berdiev della Karačaevo-Circassia nel Caucaso settentrionale, anch’egli ai vertici dell’islam russo dal 1991. In seconda fila stavano i leader delle religioni “un po’ meno” tradizionali: il lama buddista siberiano Damba Ajušeev, il vescovo Ezras (Nersisyan) della Chiesa apostolica degli armeni di Russia, il metropolita Kornilij (Titov), capo dei Vecchio-Credenti ortodossi tanto apprezzati da Putin, e in rappresentanza dei cristiani “occidentali” (protestanti e cattolici) c’era il vescovo Sergej Rjakhovskij, immarcescibile leader dei pentecostali russi fin dai tempi sovietici, passato anche attraverso le persecuzioni degli ultimi anni brezneviani. L’assise era completata da altri “padri sinodali” di grado inferiore.

Il presidente-pontefice si è rivolto ai membri della sobornost russa ringraziando anzitutto per “il sostegno alle Forze armate della Russia e l’accompagnamento dei nostri combattenti, stando vicini ai soldati sul campo e ai membri delle loro famiglie, a tutti coloro che si sacrificano per la nostra patria nell’ambito dell’operazione militare speciale… Tutti, e specialmente coloro che sono qui presenti, devono capire che siamo sulla stessa barca, nessuno si può separare dallo Stato, e anche se qualcuno lo volesse, che Dio ce ne scampi”, alludendo alle possibili spinte centrifughe delle etnie e comunità regionali. Subito dopo Putin ha spiegato il vero motivo del “concilio”: “dobbiamo parlare degli avvenimenti nel Vicino Oriente e in altre zone del mondo, perché ci riguardano tutte, e noi le viviamo con la sofferenza nel cuore” (tutti hanno sospirato, pensando alle recenti notizie di una crisi cardiaca del capo, ovviamente subito smentite).

Il pastore supremo del Cremlino ha ricordato che “la Terra Santa ha un significato sacrale per i cristiani, per i musulmani e per gli ebrei, per i fedeli delle principali religioni tradizionali mondiali”, quindi esiste un legame ideale tra Gerusalemme e Mosca. Esprimendo le “nostre condoglianze alle famiglie degli israeliani e ai cittadini di altri Paesi, che hanno perso i loro cari o hanno subito gravi ferite”, Putin ha evitato di nominare i palestinesi, ma in ogni caso ha ammonito che “per i crimini commessi dai colpevoli non devono rispondere le persone innocenti”, ovviamente senza neppure accennare alle situazioni dell’Ucraina, perché “la lotta al terrorismo non si deve condurre in base al famigerato principio della responsabilità collettiva”. Egli ha ricordato la posizione ufficiale della Russia nel conflitto israeliano-palestinese, quella dei “due Stati e due popoli” approvata dall’Onu e “sostenuta già dall’Unione Sovietica fin dal 1948”, in questo dichiarandosi erede di Stalin, e concludendo che “il nostro compito principale è fermare la violenza e lo spargimento di sangue”.

Naturalmente non sono mancate le accuse non tanto velate ai “tentativi di alcune forze di provocare un’ulteriore escalation del conflitto, coinvolgendo altri Stati e popoli da usare per i propri interessi egoistici, sollevare un’ondata di caos e odio reciproco per sostenere la propria egemonia nel nuovo ordine mondiale”. E soprattutto la Russia, hanno sostenuto tutti i membri del Sobor, deve impedire la “guerra delle religioni”, “musulmani contro ebrei, sciiti contro sunniti, ortodossi contro cattolici”, anche perché nei riguardi della guerra “l’Europa chiude un occhio”, permettendo le azioni “vandaliche e sacrileghe” contro i simboli della religione islamica e “glorificando i nazisti e antisemiti dell’Ucraina, le cui mani sono sporche del sangue della Shoah”, e dove si è arrivati addirittura alla soppressione della “Chiesa ortodossa canonica”.

Il patriarca Kirill ha lodato l’iniziativa conciliare, “molto attuale e necessaria” nel contesto del nuovo conflitto nel “Mediterraneo orientale”, come egli chiama il Medio Oriente, richiamando la terminologia dei tempi dell’impero romano. In questa regione “nel corso dei secoli si sono concentrate le attenzioni di tutte le religioni abramitiche”, ha ricordato Kirill, è il luogo della “comunicazione tra Dio e l’uomo”, attorcigliandosi poi su “questi tempi difficili, in cui per alcuni le cose facili diventano difficili, per altri quelle difficili diventano facili”, cercando di evitare di esporsi troppo su argomenti esplosivi. Non si è fatto problemi invece l’altro grande muftì Talgat Tadžuddin, che ha esplicitamente denunciato come “le fondamenta di questo conflitto risalgono alle ingiustizie nei confronti del popolo palestinese di oltre 70 anni fa, che non sono mai state risolte da nessuno… non è un problema di oggi, ma le sofferenze hanno ormai superato il limite”, e questo ha causato la crisi iniziata con gli attacchi del 7 ottobre.

Se era prevedibile il “colpo al cerchio” filo-palestinese dei musulmani russi, tanto più lo è stato quello “alla botte” del rabbino Lazar, che però è intervenuto con passione totale non tanto per difendere la causa israeliana, ma per lodare la “saggezza” del capo. Berl Lazar era arrivato in Russia ancor prima della fine dell’Urss, dopo l’infanzia milanese e la giovinezza americana, consacrandosi totalmente alla causa della “nuova Russia” con l’ascesa al potere di Putin, e ha esordito affermando di “sottoscrivere ogni parola, da ripetere ovunque” di quanto esposto dal presidente. Il rabbino è stato l’unico a ricordare che “non è un caso che ci siamo riuniti alla vigilia del 4 novembre, la Festa dell’Unità nazionale” (neanche Putin l’aveva accennato), spiegando che “questo è un momento simbolico, che esalta l’unicità della Russia!”. Come se non bastasse, Lazar ha lodato la guida putiniana anche perché “è cosa molto buona che nessuno scenda a fare manifestazioni per la strada, sappiamo tutti che si finisce col favorire l’estremismo”. Putin ha sorriso e lo ha ringraziato affettuosamente, “grazie, Rebe!”, chiamandolo con complicità “semitica”, dimostrando così che la vera religione russa non conosce confini etnici, confessionali o teologici, ma è la vera “unione sobornica” che i popoli aspettano da sempre, e che nell’apocalisse della Russia, estesa al mondo intero, trova oggi il suo compimento

BUONA DOMENICA

DOMENICA 30.MA DEL TEMPO ORDINARIO (A)

Cari amici di Radio Maria buona Domenica.

Il giorno del Signore è il giorno della sua Resurrezione dai morti e ci ricorda che la vita umana è stata riscattata dal peccato e dalla morte e che la meta del nostro cammino nel tempo è l’eternità.

Alziamo dunque gli occhi al Cielo, che è il traguardo a cui dobbiamo tendere e dove ci hanno preceduto la Chiesa gloriosa e quella sofferente, alle quali ci uniamo nelle  prossime festività.

Nel Vangelo di oggi Gesù, rispondendo alla domanda di un Dottore della Legge, ci indica nell’amore di Dio e del prossimo il più grande Comandamento:

“Amerai il Signore  tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente” e “amerai il tuo prossimo come te stesso”. “Da questo due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti”.

Questa, cari amici, è la sintesi della legge naturale e della morale cristiana che eleva il Cristianesimo al livello di  religione soprannaturale che viene da Dio, che in Gesù Cristo si è rivelato come amore prodigo e senza confini.

Infatti, come potremmo amare Dio e il prossimo come Lui desidera, se Dio non fosse amore e se questo amore non ci fosse donato per purificare il nostro cuore così pieno di egoismi, di malizie e di cattiverie?

Pe questo  motivo  il primo passo per vivere la nostra vita nella dimensione dell’amore è quello di aprire il cuore a Dio, nell’umiltà di un cuore pentito, perché Dio lo purifichi e lo renda capace di amare.

Se non ci abbeveriamo alla fonte dell’amore di Dio, che ci viene donato attraverso il Cuore trafitto di Gesù, noi non potremmo amare né Dio né il prossino né noi stessi.

Nasciamo nel peccato, con un cuore abitato dall’egoismo e da tutte le sue nefaste proliferazioni, che diventano sempre peggiori se viviamo senza Dio, senza preghiera, senza moralità, senza coscienza.

Noi lo vediamo ogni giorno in quali abissi di perversità può precipitare il cuore umano, quando si chiude alla grazia divina che purifica, che guarisce e che eleva.

Resistiamo forti nella fede  ai venti del male, dell’odio e della perversione che soffiano sulla terra, in unione con Cristo crocifisso, che offre la sua vita per amore, pregando e perdonando.

Vostro padre Livio


Vangelo

Amerai il Signore tuo Dio, e il tuo prossimo come te stesso.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 22,34-40

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Parola del Signore

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Secondo me è un grave momento

Ciao Padre Livio,

Ti scrivo per confidarti un paio di riflessioni che ho fatto in questi giorni non facili per l’intera umanità.

La guerra in Palestina mi rammarica e non resta che pregare, offrire i nostri sacrifici al Signore per allontanare il male e pregare per la conversioni dei cuori.

È una tragedia umanitaria pensare a quanti arabi “non schierati politicamente”, gente tranquilla che in questi giorni hanno lasciato le case per trovare rifugio a sud di Gaza.

 Mi chiedo come mai i nostri fratelli musulmani non fanno qualcosa per accoglierli. Un po’ come abbiamo fatto noi Europei con gli Ucraini. Mi spiace perché la Carità è un precetto del Corano e… se questa non è carità?! Perché l’Egitto non ha aperto le frontiere? Gli aiuti li abbiamo già messi noi Europei con l’approvazione del parlamento Europeo.

 Mi rincresce molto constatare che qui non c’entra la politica. E vedo solo Odio, interessi nazionali fasulli, zolfo, puzza di zolfo! Sembra che tutto sia mosso da un unico manovratore. L’avversario nostro. Non resta che pregare il Signore. Che almeno il suo Sacratissimo Cuore riesca a far qualcosa!

Il secondo pensiero invece è rivolto all’Italia o comunque a noi Europei. Ci siamo dimenticati di Dio. Ci siamo dimenticati del nostro passato e che siamo figli di un Padre geloso con i suo figli e che tanto ama.

Guarda i giornali di oggi sabato 28. Non c’è nessuna traccia nelle prime pagine del lamento che ieri il Papa ha pronunciato. Le sue lacrime per la guerra, il suo cuore straziato per il mondo. Si, è la prova evidente che siamo rimasti in pochi ad essere seriamente interessati a Lui.

Io sto offrendo le mie preghiere e sacrifici per la conversione dei cuori, e non mollo. Ti confido che trovo pace solo in Lui. Il mio parroco lascia la chiesa aperta la domenica pomeriggio perché è una chiesa in stile romanico. Io mi ritiro lì la Domenica, già da diverso tempo, metto le cuffie alle 15 del pomeriggio e prego la coroncina della Divina Misericordia con Radio Maria. 

Grazie Gesù per tutto questo. In chiesa non c’è nessuno e sono libero di piangere, commosso da quanto amore ci dai in continuazione. Nel tuo Cuore vorrei abitare, sul tuo Cuore riposare. In quell’ora ti penso steso sul sudario e vorrei consolarti.

Padre Livio, secondo me è un grave momento. 

Ti voglio bene.

Francesco 


Caro Francesco,

ti ringrazio per la tua testimonianza. Gesù cerca cuori che si aprano e che rispondano al suo amore. Se non li trovasse il male riuscirebbe a prevalere e la vita diventerebbe un inferno per tutti.

Ognuno di noi deve chiedersi che cosa intende fare per fermare questa eventualità che incombe sul mondo. Dobbiamo incominciare da noi stessi.

La Madonna non si stanca di chiamarci in ogni suo messaggio perché ritorniamo a Dio, alla sua luce che illumina e al suo amore che riscalda.

Pochi rispondono o si illudono di avere risposto. Perciò ognuno incominci da se stesso a rinnovare la sua vita, la sua preghiera, la sua testimonianza di fede e di carità.

Usciamo fuori dalla fiera delle vanità, dalle paludi maleodoranti del male, dal frastuono interessati dei mass media, dalle dispute inutili, specialmente da quelle di sacristia,

Il Santo Padre ha capito quello che noi, dopo tanti anni che andiamo a Medjugorje, non abbiamo ancora capito veramente.

Ha capito e cerca di farci capire che in momenti come quelli che viviamo e  che presto affronteremo, abbiamo bisogno dell’aiuto indispensabile di Gesù e di Maria.

Perciò dobbiamo inginocchiarci, prendere in mano la Croce, emendarci dei nostri peccati, pregare giorno e notte.

Mentre tu in solitudine preghi nella chiesa romanica, che il tuo parroco lascia aperta, tutto il Cielo ti guarda con gratitudine e i Cuori di Gesù e Maria si sentono consolati dalle tue umili preghiere.

Ecco, caro Francesco le parole che la Regina della pace ha rivolto alle anime come la tua e siano per molti un inviato a rispondere:

“Cari figli, mentre i miei occhi vi guardano, la mia anima cerca anime con le quali vuole essere una cosa sola, anime che abbiano compreso l’importanza della preghiera per quei miei figli che non hanno conosciuto l’Amore del Padre Celeste. Vi chiamo perché ho bisogno di voi. Accettate la missione e non temete: vi renderò forti. Vi riempirò delle mie grazie. Col mio amore vi proteggerò dallo spirito del male. Sarò con voi. Con la mia presenza vi consolerò nei momenti difficili. Vi ringrazio per i cuori aperti. Pregate per i sacerdoti. Pregate perché l’unione tra mio Figlio e loro sia più forte possibile, affinché siano una cosa sola. Vi ringrazio”.

Ave Maria

Padre Livio

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Le parole del Santo Padre e i messaggi di Maria

Caro Padre Livio, ho partecipato ieri alla preghiera voluta da Papa Francesco seguendola da casa e mi sono profondamente legata alla Santa Chiesa sentendomi chiesa io stessa. Confesso pubblicamente che per la prima volta ho percepito me stessa come “figlia” di questo Papa e ho provato grande emozione nel sentire queste parole: “Maria, tante volte ci sei venuta incontro, chiedendo preghiera e penitenza”. 

È un riferimento chiarissimo alla presenza della Madonna e a tutti i messaggi che ci ha donato nelle sue apparizioni. Come non avvertire un riferimento a Fatima, Civitavecchia fino a Medjugorje?

Dio sia lodato

Grazie per tutto

Lidia da Torino 


Grazie Lidia per quello che hai scritto.

Eppure non mancano quelli che, anche fra coloro che vanno a Medjugorje, si mettono in cattedra a giudicare.

Sarebbe ora che tenessero “chiuse le labbra” come ha esortato la Madonna riguardo ai nostri Pastori.

Ave Maria

Padre Livio

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Prima, durante e dopo i segreti

Caro Padre Livio, 

Dopo aver sentito l’editoriale di oggi e dopo aver letto alcune lettere del blog, volevo scrivere la mia sui segreti e sul futuro di Pace che Maria ha promesso.

Non ho dubbi che ciò che Mirjana ha potuto vedere, è una fotografia del futuro. (Luoghi, giorni, ora).

Di fronte a queste date dovremmo chiederci: il destino sul nostro capo è già scritto quindi?

La Madonna ha detto: “Tutto dipende dalla vostra conversione”.

Qui Non penso si riferisca alla possibilità di cambiare questi eventi, ma alla loro portata per la nostra salvezza.

Durante i segreti non so sinceramente come vivremo e cosa faremo. Forse l’unica cosa da fare è affidarsi a Dio e a Maria totalmente.

Mi è venuto in mente questo esempio : 

Quando succede qualcosa di incontrollabile, una malattia , una disgrazia o una prova , io da credente cosa faccio non potendo farci alcun ché?

Prego. Mi affido… chiedo aiuto a Maria e al Signore…

Spesso nell’immediato questi problemi non si risolvono, però il mio cuore inizia a essere più leggero. Il Giogo inizia ad alleggerirsi.

Sento la vicinanza di Maria.

Prego Dio che anche nei segreti abbia la stessa forza di affidarmi cosi.

La nostra preghiera e la nostra fede sono e saranno fondamentali.

Durante un apparizione la Madonna rispose che  il 7 segreto è stato mitigato ma disse a Mirjana: “non dovrai più chiedere queste cose perché deve essere fatta la volontà di Dio”.

Quindi Padre Livio, Nessun altro segreto quindi può essere mitigato?

Io penso che le nostre preghiere non riguarderanno gli effetti dei segreti (che forse per misericordia potranno essere ridotti) riguardano e riguarderanno la possibilità di toccare il cuore delle persone.

E dopo il decimo segreto?

Al termine dei segreti come sarà il mondo?

Ci sarà il mondo della pace (Messaggio Natale 1999 , con il sì al re della Pace, questo secolo (21°), sarà un tempo di prosperità e di pace).

Quando arriverà il 10° segreto quindi (se ci saremo) porteremo nel cuore una grande gioia perché sapremo che dopo esso ci sarà il trionfo del Cuore Immacolato di Maria (promessa che è stata a Fatima-13 Luglio 1917-Il mio Cuore Trionferà e sarà dato al mondo un tempo di pace).

Quindi vivremo si le prove, ma nel cuore porteremo la promessa fatta da Maria.. la gioia topo il tormento, la luce dopo il buio!

Un abbraccio 

Andrea 

La supplica del Papa: ripudiare la follia della guerra, semina morte e cancella il futuro

Celebrazione a San Pietro al termine della Giornata di digiuno e preghiera indetta oggi, 27 ottobre, per invocare la pace in un mondo segnato dalle violenze. Francesco si rivolge alla Madonna e Le affida le sorti dell’umanità: “Scuoti l’animo di chi è intrappolato dall’odio, converti chi fomenta conflitti. Asciuga le lacrime dei bambini, apri spiragli di luce nella notte dei conflitti”

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

“Pacem in Terris”. Pace in un mondo “in subbuglio”, dilaniato dalle lacerazioni provocati dalle divisioni e dal veleno dell’odio. Dilaniato dalla “follia della guerra” che “cancella il futuro”. Ancora una volta Francesco torna ai piedi di Maria, Regina della Pace, e come già in passato per la Siria, per l’Africa e l’Ucraina, guardando ora al fiume di violenze che si consumano in Terra Santa, implora dalla “Madre” il dono della pace. Una urgenza in “questi tempi lacerati dai conflitti e devastati dalle armi”.

Il Papa presiede nella Basilica di San Pietro la celebrazione conclusiva della Giornata di digiuno e preghiera da lui stesso indetta nell’Angelus di domenica 15 ottobre. Un’occasione per riunire il popolo di Dio sparso in tutto il mondo nell’unica intenzione di far tacere le armi e ispirare “vie di pace ai responsabili delle nazioni”.

In preghiera con il popolo

Giunto in Basilica in sedia a rotelle, con il sottofondo del canto della Schola Cantorum, Francesco subito si dirige dinanzi all’icona mariana per soffermarvisi per alcuni istanti. Poi si unisce alla recita dei Misteri dolorosi del Rosario intervallati da momenti di silenzio e dalle meditazioni dei Padri della Chiesa.

Appare solo il Successore di Pietro, seduto a capo chino sulla poltrona bianca, con a fianco l’effigie illuminata dalla penombra di San Pietro. Ma, come un pastore sempre seguito dal gregge, alle sue spalle ci sono centinaia di fedeli, di vescovi, cardinali e partecipanti al Sinodo. Idealmente, stretti al Vescovo di Roma, ci sono poi i credenti di ogni continente che hanno assicurato l’adesione al suo invito. Si prega a Gerusalemme, si prega a Gaza, si prega a Kyiv, si prega nei villaggi del nord Africa e dell’Africa subsahariana. Nelle terre bagnate dal sangue, spesso innocente, i popoli invocano da Dio la “pace in terra, anelito profondo degli esseri umani di tutti i tempi”, come scriveva Giovanni XXIII nell’incipit della storica enciclica che dà il titolo all’evento di oggi.

Guerre che dilaniano il mondo

Francesco, si fa portavoce delle loro sofferenze e di speranze quando, con lo sguardo e il pensiero rivolti alla Vergine, inizia il suo discorso: “Maria, guarda a noi! Siamo qui davanti a te”, scandisce. Al richiamo segue una supplica alla Madonna che ben conosce “le nostre fatiche e le nostre ferite”.

Tu, Regina della pace, soffri con noi e per noi, vedendo tanti tuoi figli provati dai conflitti, angosciati dalle guerre che dilaniano il mondo. In quest’ora buia – è un’ora buia, Madre – ci immergiamo nei tuoi occhi luminosi e ci affidiamo al tuo cuore, sensibile ai nostri problemi.

Curare ogni vita umana 

Sono tempi, quelli odierni, di “inquietudini” e “paure”. Le stesse che la Madre di Dio ha provato nella sua vita e davanti alle quali non si è tirata indietro: “Nei momenti decisivi hai preso l’iniziativa”, dice il Papa. E anche ai piedi della Croce sulla quale era appeso il Figlio, “hai “tessuto di speranza pasquale la notte del dolore”.

“Ora, Madre, prendi ancora una volta l’iniziativa per noi”, prega il Papa. “Volgi il tuo sguardo di misericordia sulla famiglia umana, che ha smarrito la via della pace, che ha preferito Caino ad Abele e, perdendo il senso della fraternità, non ritrova l’atmosfera di casa”.

Intercedi per il nostro mondo in pericolo e in subbuglio. Insegnaci ad accogliere e a curare la vita – ogni vita umana! – e a ripudiare la follia della guerra, che semina morte e cancella il futuro.

Responsabili per la pace

Tante volte la Madonna ha chiesto preghiera e penitenza. “Noi, però, presi dai nostri bisogni e distratti da tanti interessi mondani, siamo stati sordi ai tuoi inviti”, confessa Francesco, “ma tu, che ci ami, non ti stanchi di noi”. “Prendici per mano, prendici per mano”, ripete due volte, “aiutaci a custodire l’unità nella Chiesa e ad essere artigiani di comunione nel mondo”.

Richiamaci all’importanza del nostro ruolo, facci sentire responsabili per la pace, chiamati a pregare e ad adorare, a intercedere e a riparare per l’intero genere umano.

Nelle mani della Madonna, il Papa pone tutte le debolezze dell’uomo: “Da soli non ce la facciamo”. “Noi – assicura – veniamo a te, cerchiamo rifugio nel tuo Cuore immacolato”. Il Cuore a cui aveva consacrato nel marzo 2022, ad un anno dallo scoppio della guerra, la Russia e l’Ucraina.

Invochiamo misericordia, Madre di misericordia; pace, Regina della pace! Scuoti l’animo di chi è intrappolato dall’odio, converti chi alimenta e fomenta conflitti. Asciuga le lacrime dei bambini, a quest’ora piangono tanto… Assisti chi è solo e anziano, sostieni i feriti e gli ammalati, proteggi chi ha dovuto lasciare la propria terra e gli affetti più cari, consola gli sfiduciati, ridesta la speranza.

“Apri spiragli di luce nella notte dei conflitti”

Alla Madonna il Papa consacra infine “ogni fibra del nostro essere, quello che abbiamo e siamo, per sempre”. Consacra la Chiesa perché “sia segno di concordia e strumento di pace”. Consacra il mondo, “specialmente i Paesi e le regioni in guerra”.

“Tu – dice alla Madre di Dio -, aurora della salvezza, apri spiragli di luce nella notte dei conflitti. Tu, dimora dello Spirito Santo, ispira vie di pace ai responsabili delle nazioni”.

Tu, Signora di tutti i popoli, riconcilia… riconcilia i tuoi figli, sedotti dal male, accecati dal potere e dall’odio.

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“Io vedo in questa foto… l’amore che Gesù merita da parte del mondo

Buona sera Padre Livio, io le scrivo soltanto due parole. La voglio ringraziare di cuore perché io non ho mai avuto la fortuna di andare a Medjugorje, ma ascoltando lei tutti i giorni per me è tutto, è un anno e mezzo che l ascolto e che ho incominciato la via della conversione, lei mi aiuta tantissimo e trovo in lei nei suoi discorsi quel qualcosa che altri non hanno, è come portasse Medjugorje in radio, tenga duro padre che nei momenti bui ci deve guidare  perché  io seguo lei e penso di non essere la sola!

Le invio una foto che ho scattato questa estate su nelle nostre montagne,  io vedo in questa foto il dolore dei nostri peccati, la bellezza che Dio ha creato, e l’ amore che Gesù merita da parte del mondo!

Un abbraccio Nadia ❤

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