Mese: Aprile 2023 Pagina 15 di 16
I dubbi sulle apparizioni di Medjugorje

Caro Padre Livio,
la seguo da tanti anni e una delle cose che più mi ha colpito di lei è la sua sicurezza, apparentemente incrollabile, riguardo alle apparizioni di Medjugorje.
Possibile che dopo così tanti anni di frequentazione, non le siano mai sorti dei dubbi o almeno degli interrogativi?
Lei per molti è un punto di riferimento e credo che sarebbe utile conoscere le ragioni della sua certezza.
D’altra parte non sono mancati fin dall’inizio opposizioni qualificate a questi apparizioni, a cominciare dai Vescovi locali.
La stessa Commissione Ruini ha sollevato alcune perplessità, lasciando aperto qualche spiraglio solo riguardo ai primi giorni delle apparizioni.
La Santa Sede, grazie a Papa Francesco, ha fatto notevoli aperture dal punto di vista pastorale, ma c’è un silenzio generale riguardo alla presenza della Madonna e ai suoi messaggi, dati alla Chiesa attraverso i veggenti.
Lei però va avanti impavido come se nulla fosse.
Non è il caso di avere un atteggiamento più prudente, visto che dopo 42 anni stiamo ancora aspettando che siano rivelati i segreti?
Giuliano da Milano
Caro Giuliano,
incomincio col dire ciò che più è importante e che mi ha detto il Vescovo di Mostar, Mons. Zanic, quando, nel Marzo 1985, sono andato a trovarlo per conoscere le ragioni della sua contrarietà alle apparizioni.
Mi disse testualmente: “Caro Padre, la Chiesa lascia liberi di credere o di non credere, lei però dovrà attenersi alla disposizioni disciplinari che verranno date”.
Io ho sempre seguito lealmente questa indicazione del Vescovo locale, che poi è quella indicata dalla Santa Sede, e non ho mai avuto problemi.
Devo dire però che io, quando sono andato a Medjugorje, per grazia già credevo al cento per cento alle apparizioni e da allora non solo non ho mai avuto dubbi, ma mi sono confermato ulteriormente nella mia convinzione.
Ho conosciuto la popolazione dei primi anni e soprattutto i veggenti quando erano ancora dei ragazzi. Ho avuto la grazia di un lungo rapporto amichevole, facilitato anche dal fatto che avevo imparato la lingua locale.
In tutto questo arco di tempo, nel quale mi sono dedicato al servizio della Regina della pace attraverso Radio Maria, la grazia iniziale della chiamata è stata arricchita da conoscenze ed esperienze che mi hanno ulteriormente fortificato e guidato nel discernimento.
Chi segue Medjugorje sa che il piano di salvezza di Maria si sta irresistibilmente realizzando e che sarà Lei, in obbedienza a suo Figlio, a salvare la fede, le nostre vite e il pianeta sul quale viviamo.
La prova del nove riguardante la veridicità delle apparizioni sarà il segno sulla collina, preannunciato dai veggenti come bellissimo, indistruttibile, durevole e proveniente dal Signore.
Però la Madonna, ai dubbiosi e agli scettici, dice che sarà troppo tardi per decidere la Conversione.
D’altra parte coltivare ancora i dubbi sulla presenza di Maria dopo oltre quarant’anni e con un mondo sull’orlo della catastrofe mi sembra un po’ troppo.
Ave Maria
Padre Livio
L’URGENZA DELLA CONVERSIONE

Cari amici,
la Madonna a Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché, se aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà troppo tardi. Con questa nuova iniziativa del Blog offriamo la possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali da meditare e da vivere. ( Le troverai man mano nella sezione: Il Combattimento spirituale)
Vostro Padre Livio
6. Qualcuno veglia su di noi
Il tuo mondo interiore non è un deserto disabitato. Al di là del groviglio delle passioni, dei pensieri e dei sentimenti puoi avvertire il mistero di una presenza. Non sei solo, murato nel tuo io senza porte e senza finestre. Se gli uomini di tutti i tempi non si sono mai stancati di cercare Dio, è necessario farsene una ragione.
Il mondo esteriore con la sua immensità, la sua bellezza e il suo ordine è un’ opera di tale portata che postula l’esistenza di una mano onnipotente. Forse anche tu sei rimasto incantato davanti alla bellezza di un tramonto e il tuo animo si è commosso di fronte allo spettacolo affascinante del grande libro della natura.
Ti sei chiesto se sia ragionevole attribuire al caso il mirabile capolavoro della creazione. Però non sei andato oltre, l’emozione si è dissolta e tu ti sei di nuovo dimenticato che sopra di te splende l’esercito innumerevole delle stelle.
Ora però la situazione è diversa. Dio non è più soltanto un’ipotesi che formula tua intelligenza, ma “Qualcuno” che ti è così vicino da dimorare in te. Ti sei posto tante volte l’interrogativo se Dio esista, però non sei mai andato a fondo.
Non hai fatto una scelta che imprimesse una svolta alla tua vita. Non hai mai avuto la forza interiore di deciderti per lui. Hai lasciato irrisolto il problema, preso dagli affanni quotidiani. Ora ti rendo conto che devi affrontarlo. Tu non lo cercavi più , ma Lui è venuto a cercare te.
“Io sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” ( Ap 3,20). Rifletti sulla tua situazione attuale. Eri su un cammino di perdizione, disilluso e angosciato della vita. Ti sentivi un animale braccato, senza via di scampo.
Improvvisamente hai preso la decisione che eri solito rimandare al giorno dopo. Ti sei fermato e hai incominciato a riflettere sulla tua vita. Sei rientrato in te stesso e hai prestato attenzione alle voci che salgono dal cuore.
Pensi che tutto ciò sia accaduto casualmente? Oppure ti illudi di essere tu l’attore principale? Né l’una né l’altra cosa. La vita umana non è una barchetta in balia delle onde e delle correnti. Qualcuno veglia su di noi e quando ti accorgerai che anche tu sei seguito e amato, ti sentirai trasalire di gioia.
Sappi che mentre correvi verso l’abisso, l’occhio paterno di chi ti ha creato ti seguiva con apprensione. Vedeva ogni tuo pensiero, ogni tuo sentimento e ogni tua azione. Quando è giunta l’ora stabilita è venuto a cercarti, come il pastore va alla ricerca della pecora che si è allontanata dall’ovile e che i lupi stanno per assalire.
Si è avvicinato in silenzio al tuo cuore, senza che tu ti accorgessi e ha incominciato a bussare sommessamente, perché tu non ti spaventassi. Quando l’uomo si allontana da Dio, non viene abbandonato a se stesso. La pazienza del Creatore è senza misura e attende il momento propizio per aprirsi una strada. Se tu nella difficoltà avessi gridato a lui, egli ti avrebbe risposto.
L’Onnipotente si è avvicinato a te con grande rispetto, spinto da un amore sconfinato. Ti è venuto incontro non per giudicarti e tanto meno per condannarti, ma solo per risollevarti. E’ vero, tu non gli hai chiesto aiuto, ma egli ha voluto incrociare la tua strada perché ne ha il diritto e persino il dovere.
E’ lui infatti il tuo Creatore e il tuo Padre e tu sei la sua creatura, anzi suo figlio. Poteva abbandonarti? Poteva lasciarti precipitare nell’abisso senza fare tutto il possibile per impedirlo? Dio ti ha cercato come un padre e una madre cercano il figlio che si è smarrito e che non trova la casa.
Di che cosa hai paura? Temi che Dio ti tolga la tua autonomia e la libertà di vivere la tua vita? Sospetti che la sua onnipotenza ti schiacci e che la sua presenza sia ingombrante? Liberati da questi fantasmi mentali e disponiti alla vera conoscenza di colui che è amorfe prodigo e senza confini.
E’ infatti l’Amore che bussa alla porta del tuo cuore. Lo fa con tocchi soavi, quasi impercettibili. L’Onnipotente non è un prepotente, ma un mite e umile di cuore. E’ cosi discreto che quasi si nasconde. Non vuole imporsi, ma solo farsi vivo. Vuole che tu tenda le orecchie e, nel silenzio, colga il sussurro della sua chiamata
Non vuole entrare tuo malgrado, ma che tu senta il desiderio di lui. Vuole che tu faccia qualche passo verso la porta per sentire meglio e fugare ogni dubbio. Vuole che tu desideri che Qualcuno venga a visitarti e a dirti una parola di consolazione.
Quando nel cuore si fa largo il desiderio di Dio, significa che egli è già venuto e che aspetta. Nella tua aspirazione a cambiare vita e a rinnovarti spiritualmente sappi che egli è presente. Il cuore che anela alla verità, al bene e all’eternità è già in cammino verso Dio, anche se ancora non lo conosce.
Per te è giunto un momento decisivo della vita. Colui che ti ha creato e che ti è venuto a cercare nelle tenebre delle menzogna e della morte, ti chiede di poterti incontrare nel luogo più segreto che ci possa essere.
Egli non entrerà se tu non apri. Non insisterà se tu provi fastidio. Forse ritornerà, o forse no. “Timeo Dominum transeuntem”, “Temo il Signore che passa”, esclama S. Agostino. La decisione è solo tua. Dio ha messo la vita nelle nostre mani.
Se vuoi uscire dal pantano e riprendere a vivere nella speranza devi aprire la porta del cuore e lasciare che il tuo Creatore vi possa entrare. Sei nell’incertezza e sei tentato di rimandare un’altra volta? Incomincia a pregare. Chiedi l’aiuto al solo che te lo può dare.
E’ in questo modo, semplice e umile, che il cuore si apre e che la barriera della separazione viene abbattuta. Se l’uomo aspettasse di avere la certezza che Dio esiste per incominciare a pregare, rischierebbe di restare per sempre nella sua tenebra.
E’ con una decisione della volontà che uno esce dalla prigione in cui si è orgogliosamente confinato. L’ateismo è una decisione del cuore che si è chiuso al trascendente e non una conclusione dell’intelligenza. L’incontro con Dio, a sua volta, non è il risultato di un ragionamento, ma la risposta a una chiamata interiore.
Dio ti lascia decidere. Non ti costringe e neppure ti condiziona. Nella sua infinita umiltà si china davanti alle scelte della tua libertà. Ma se tu lo respingi che cosa ti resta? Quale speranza ti rimane per la vita? Vuoi prolungare la tua agonia nella landa desolata dove non splende mai il sole?
Se ti decidi per Dio, improvvisamente tutto cambia e un mondo nuovo si apre davanti a te. Tuttavia non lo conoscerai e non ne farai parte se non hai il coraggio di aprire a colui che bussa.
DOMENICA DELLE PALME: PASSIONE DEL SIGNORE

Cari amici,
con la Domenica delle Palme entriamo nella settimana santa, durante la quale Gesù ha compiuto l’opera della nostra Redenzione mediante la sua morte in Croce e la sua gloriosa Resurrezione.
La settimana incomincia con l’ingresso festoso di Gesù in Gerusalemme, acclamato come figlio di Davide, cioè il Messia, dalla folla dei piccoli e dei poveri, in particolare le donne e i loro bambini.
Gesù si presente come un Messia umile , seduto su un’asina accompagnata dal suo puledro, a significare che il suo è un Regno di pace e di amore.
Il messaggio di Gesù non è accolto dai potenti del tempo che si affrettano a realizzare il loro piano per catturarlo e per ucciderlo.
L’uomo non vuole che sia Dio ha governare il mondo e ogni tentativo di limitare la sua fame di potere assoluto viene stroncato, perseguitando ed eliminando gli inviati dell’Altissimo.
Gesù lo sa ed entra consapevole e deciso nel dramma della sua Passione, compiendo fino in fondo la volontà del Padre e offrendo la sua vita in sacrificio di amore per la salvezza del mondo.
Noi siamo chiamati, con tutta la Chiesa, a rivivere nella nostra mente e nel nostro cuore la Passione di Gesù, perché porti frutti di rinnovamento spirituale, per affrontare il nuovo attacco dell’impero delle tenebre contro Cristo e i suoi discepoli
Chiediamo a Maria, che ha accompagno Gesù in quelle ore della grande battaglia della redenzione, di farci partecipi dei suoi pensieri, dei suoi sentimenti, della sua preghiera e della sua fortezza incrollabile nella testimonianza della fede.
Vostro Padre Livio
VANGELO
Mt 21,1-11
Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro.
Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: “Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma”».
I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada.
La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».
Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea».

Ave Maria padre Livio,
In questo brano dagli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta, Gesù svela il pensiero della Passione nella Madonna…
Gesù è il contento dei contenti.
(1) Mi sentivo un certo scontento per le privazioni del mio sempre amabile Gesù, e Lui venendo appena mi ha detto:
(2) “Figlia mia, che fai? Io sono il contento dei contenti; stando in te e sentendo degli scontenti, ti vengo a riconoscere che sei tu, e quindi non mi riconosco solo in te, perché gli scontenti sono parte della natura umana, non divina, mentre la mia Volontà è che l’umano non più esista in te, ma solo la mia Vita Divina”.
(3) Aggiungo che pensavo tra me alla dolce Mamma, e Gesù mi ha detto:
(4) “Figlia mia, alla mia cara Mamma mai sfuggì il pensiero della mia Passione, e a forza di ripeterla si riempì tutta, tutta di Me. Così succede all’anima, a forza di ripetere ciò che Io soffrii, viene a riempirsi di Me”.
(Libro di Cielo – Marzo 24, 1913)
Ave Maria padre FIAT
Massimo
Le parole di Maria nella precisione dei fatti che avverranno.

Carissimo P.Livio, alcuni si chiedono e cercano nelle parole di Maria nei messaggi un significato da riscontrare nella realtà cui siamo abituati, ma questo principio è sbagliato, io credo che il senso dei messaggi di Maria è sempre da ricercare partendo dalla prospettiva che con la nostra realtà mondana non se ne renderebbe il senso. La comparazione delle parole di Maria con le nostre visioni inquinate dal mondo arriva fino a un certo punto.
Per dirne una e fare un esempio: la meticolosità con cui Maria ci darà il giorno, l’ora e il minuto, la durata, non è solo per dare una via d’uscita temporale ai credenti, ma può essere anche una conferma della veridicità per i non credenti o per i tiepidi, difatti sarà difficile confutare l’avvenimento tramite teorie mondane o scientifiche, né tantomeno con ragionamenti di ordine politico-sociale.
Questa PRECISIONE non potrebbe lasciare dubbi, non lascia spazio a teorie umane, quando “il cielo” si fa sentire le cose le fa bene senza lasciare strascichi per altri tipi di discussione a perdere. Di fronte all’evidenza dei fatti che i messaggi contengono già molto tempo prima che si avverino, il solo buon senso basterebbe, non lasciando perplessità di sorta.
A volte, certe cose che in apparenza risultano banali o senza troppa importanza hanno in seno quella semplicità che non si coglie se non con l’approfondimento con una seria riflessione, meglio se meditata in preghiera, la quale, risveglia la vera realtà delle cose che vanno a scapito sulle verisimiglianze mondane.
Le PAROLE di Maria non sono opzionabili, né tantomeno sono discorsetti a caso. Non sono contentini devozionali da prendere sottogamba, non hanno significati all’acqua di rose con cui “giocare” a produrre dispute sul quando, sul come, e sul perché. La fede, cui ci conduce e ci sollecita Maria con le sue parole, cresce nella Semplicità, le ipotesi lasciano il tempo che trovano e la nostra realtà non è la Verità che il mondo ci propina, questo mi pare chiaro e limpido da qualche decennio, difatti le parole che ci fa mangiare il mondo non sono le PAROLE di Maria, la Gospa di Medjugorje. Io me ne rendo conto via, via, che il tempo passa, non prenderle sul serio la parole di Maria sarebbe esistenzialmente il nostro totale disastro.
Al dubbioso dico: Vai a confutare l’ora, il minuto, la durata, con tutta la tua gnosi, con tutta l’intera meccanica quantistica, per dire… la nostra scienza se ne andrebbe in malora a gambe all’aria. Rubo la definizione di un grande scienziato – Albert Einstein- Se Dio non gioca a dadi, figurarsi se la Madonna gioca a tresette. Chi gioca contro Dio gioca col diavolo e quando avverrà il primo segreto per questo tipo di mondo sarà già SCACCO MATTO.
Sempre in gamba carissimo e Ave Maria.
Giuseppe.

