Come scrivere una lettera formale: struttura e contenuto

Ciao,

sono Sara, una normale ragazza di quasi diciotto anni, che vive in una casa normale e frequenta una normale scuola.

Ma se fosse tutto semplicemente normale perché sarei qui a scrivere?!

Ve lo dico io il perché. In realtà qualcosa di straordinario c’è, qualcosa che oggi viene considerato quasi un difetto, ma che per me è una grande ricchezza: sono CRISTIANA. Wow! Direte voi, è difficile trovare un tale esemplare di questi tempi. E invece, anche se siamo una minoranza, esistiamo; e a dirla tutta non siamo nemmeno pochi.

Ma una ragazza cristiana come guarda un mondo in cui si sta facendo di tutto per togliere il creatore dalla sua opera?

Proverò a raccontarvelo.

Innanzitutto c’è da dire una cosa: è straziante vedere come il mondo, pur di non chiedere aiuto a Dio, cerchi risposte e consolazione in qualsiasi cosa.

È come voler mettere l’oceano in un bicchiere. Prendiamo un esempio molto attuale: la pandemia. Durante la celebrazione dell’Eucaristia, alla preghiera dei fedeli, domenica il sacerdote ha detto: “ Non perdiamoci in polemiche sterili e inutili su si-vax e no-vax, rispettiamo le norme di distanziamento e le regole che ci vengono indicate e chiediamo a Dio la grazia di far passare questo periodo”.

Ciò mi ha fatto riflettere molto: l’uomo sta chiedendo e implorando la scienza di dargli risposte che non è in grado di fornirci con certezza. Un’unica persona, Dio Padre, potrebbe aiutarci come aiutò gli antichi nel deserto quando, per colpa della loro poca fiducia nella provvidenza, si trovarono tra i serpenti.

Eppure il mondo se ne frega, si rifiuta di chiedere aiuto. Anzi, forse, se apparisse Gesù e dicesse : “Figli, ho io la soluzione! Dovreste solo chiedermela!”, si sentirebbe un coro ( fortunatamente non univoco)
rispondere : “Tornatene nell’alto dei tuoi cieli che qui ci pensiamo noi. L’uomo si fa da sé.”

La cattiveria, l’indifferenza, l’egoismo si stanno diffondendo talmente con velocità, che, altro che variante Delta!

L’altro giorno, parlando con delle mie amiche, ho sentito dire: “ Io sesso lo faccio senza precauzioni, è più bello e se resto incinta pace, abortisco e tutto apposto”.


Questa frase è M-O-S-T-R-U-O-S-A.

Una donna che in un momento di difficoltà commette questo errore è comprensibile, tutti nella vita possiamo sbagliare!

Ma che si pensi all’aborto come soluzione già a priori per me è una cosa incomprensibile, il gesto più innaturale che esista, un pensiero che non ha eguali in termini di egoismo e superficialità.

Tutto questo per dirvi cosa? Che il male esiste , certo, e lo vediamo, però non è l’unica scelta.

A fianco di tutta questa cattiveria, quest’ingordigia di se stessi che
porta a una serie di conseguenze ( tra cui un aumento smisurato di attacchi di panico e disturbi alimentari), c’è anche il bene.

Ovvio che c’è, e non è neanche poco.
Oltre a una serie di ragazzi che vivono nella dissolutezza, ce ne sono altri che
credono in Dio, ci parlano, lo pregano e non lo mettono sull’isola che non c’è del loro cuore, insieme alle favole che ci raccontavano da piccoli.

Siamo ragazzi normali che però hanno trovato il senso della vita. Ci piace andare a ballare, mangiare la pizza insieme e fare i tik-tok.

Ma ci piace anche andare alla messa prima della pizza e fare la raccolta viveri alla Coop per la Caritas, prima di andare al Missiva a Cascina
per bere una birra.

Le nostre vite non sono perfette: piangiamo, ci arrabbiamo e a
volte anche a noi viene da gettare la spugna, ma non lo facciamo.

Quell’ostia ogni domenica ci dà la forza per lottare e la Confessione mensile ci ricorda che anche se sbagliamo non importa, ripartiamo da lì, insieme, più forti di prima.

Adesso siamo all’inizio dell’Avvento e vorrei fare un augurio a tutti noi: desidero che i nostri occhi non siano mai abbagliati dalla luce del mondo, ma spero che riescano sempre a seguire la luce vera di Cristo per dire un giorno, come San Paolo,
“NONOSTANTE TUTTO HO PRESERVATO LA FEDE”