so che avrà ricevuto tante domande riguardo a questo messaggio, ma le voglio comunque chiedere una cosa.
Il termine discendente indica chi verrà dopo di noi. Quindi il messaggio avrebbe dovuto dire di pregare per i peccati che i discendenti “commetteranno” e non “hanno commesso”, perché se sono discendenti o non sono ancora morti oppure sono ancora in vita, oppure non sono ancora nati.
Inoltre, se si parla di anime che in futuro saranno in Purgatorio, perché dovrebbero essere protette dal male? Il diavolo può agire anche in quel luogo? Non è solo un luogo di espiazione? Che ruolo avrebbe il demonio in Purgatorio se tanto l’anima è comunque destinata al Paradiso?
Forse ha ragione lei a dire che la veggente ha interpretato male.
Grazie di tutto Padre Livio
Ave Maria
Silvia da Torino
Cara Silvia,
la Madonna in questi 45 anni ci ha esortato molte volte, a pregare per le anime del purgatorio, ma mai nel modo così lontano dal linguaggio della Chiesa e della liturgia come giovedì 18 Giugno 2026, terzo giorno della novena.
Ho ritenuto mio dovere rilevarlo. Mi auguro che la cosa venga chiarita in modo tale da guardare ai messaggi della Regina della pace con fiducia, come abbiamo sempre fatto.
In ogni caso i Veggenti hanno l’obbligo di sottoporre i Messaggi alla valutazione della Autorità ecclesiastica competente. Questo non è stato fatto e non credo che la Madonna sia stata contenta.
Noto che Mirjana, Ivanka e Jakov sono molto puntuali e consegnano alla Parrocchia il Messaggio che ricevono in occasione della loro apparizione annuale.
Si corrono pericoli gravissimi per la fede propagandare le parole delle apparizioni della Regina della pace in diretta televisiva mondiale, con molteplici traduzioni e senza approvazione ecclesiastica.
Ora non so quanti si chiederanno che cosa significa pregare per i discendenti. Rimango esterrefatto dinanzi a tanta insipienza e riprovevole supponenza. È proprio vero che la TV fa perdere la testa.
Al quinto giorno della novena la Madonna si sarebbe dimenticata di dare i compiti. Evidentemente “qualcuno” è intervenuto, come era inevitabile.
Non si dimenticherà però di cessare le apparizioni quotidiane quando rimarrà un solo Veggente con l’inizio dei Dieci Segreti.
L’insegnamento della Gospa sul suffragio per le anime del Purgatorio è sempre stato semplice e conforme all’insegnamento e alla liturgia della Chiesa e non ha mai usato il soprendente e discutibile linguaggio del messaggio di Giovedì 18 Giugno 2026
Ecco alcuni esempi:
Messaggio del 20 luglio 1982
In Purgatorio ci sono tante anime e tra queste anche persone consacrate a Dio. Pregate per loro almeno sette Pater Ave Gloria e il Credo. Ve lo raccomando! Molte anime sono in Purgatorio da molto tempo perche’ nessuno prega per loro. Nel Purgatorio ci sono diversi livelli: i più bassi sono vicini all’Inferno mentre quelli elevati si avvicinano gradualmente al Paradiso.
Messaggio del 2 novembre 1982
Le anime del Purgatorio aspettano le vostre preghiere e i vostri sacrifici.
Messaggio del 2 novembre 1983
La maggior parte degli uomini, quando muore, va in Purgatorio. Un numero pure molto grande va all’Inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va direttamente in Paradiso. Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in Paradiso al momento della vostra morte.
Messaggio del 31 gennaio 1984
Continuate ad aiutare i poveri, a visitare i malati e a pregare per i defunti.
Messaggio del 6 novembre 1986
Cari figli, Oggi desidero invitarvi a pregare ogni giorno per le anime del Purgatorio. Ad ogni anima è necessaria la preghiera e la grazia per giungere a Dio e all’amore di Dio. Con questo anche voi, cari figli, ricevete nuovi intercessori, che vi aiuteranno nella vita a capire che le cose della terra non sono importanti per voi; che solo il cielo è la meta a cui dovete tendere. Perciò, cari figli, pregate senza sosta affinché possiate aiutare voi stessi e anche gli altri, ai quali le preghiere porteranno la gioia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!
Messaggio del 28 gennaio 1987
Miei cari figli! Sono venuta da voi per condurvi alla purezza dell’anima e, quindi, verso Dio. Ma come mi avete accolto? All’inizio senza credere, con paura e sfiducia verso i ragazzi che ho scelto. Poi una maggioranza di voi mi ha accolto nel suo cuore e ha incominciato a mettere in pratica le mie richieste materne. Ma purtroppo questo non è durato a lungo. In qualunque luogo io vada, e con me mio Figlio, là mi raggiunge anche Satana. Voi avete permesso, senza accorgervene, che prendesse il sopravvento in voi, che vi dominasse. Alcune volte capite che qualche vostro gesto non è permesso da Dio, ma rapidamente soffocate questo sentimento. Non cedete, figli miei! Asciugate dal mio volto le lacrime che verso osservando quello che fate. Guardatevi intorno! Trovate il tempo per accostarvi a Dio in chiesa. Venite nella casa del Padre vostro. Trovate il tempo per riunirvi in famiglia e supplicare grazia da Dio. Ricordatevi dei vostri morti, date loro gioia con la celebrazione della Messa. Non guardate con disprezzo il povero che vi supplica per una crosta di pane. Non cacciatelo dalla vostra mensa piena. Aiutatelo, ed anche Dio aiuterà voi. Forse la benedizione che il povero vi dà come ringraziamento, si realizza, forse Dio lo ascolta. Voi, figli miei, avete dimenticato tutto questo. E in ciò ha contribuito anche Satana. Non cedete! Pregate con me! Non ingannatevi pensando: “Io sono buono, ma il fratello che mi sta accanto non vale nulla”. Non sareste nel giusto. Io, come vostra madre, vi amo e perciò vi ammonisco. Qui ci sono dei segreti, figli miei! Non si sa di che si tratta, ma quando lo si verrà a sapere, sarà tardi! Ritornate alla preghiera! Nulla è più importante di essa. Vorrei che il Signore mi permettesse di chiarirvi almeno in parte i segreti; ma sono già troppe le grazie che vi offre. Pensate a quanto voi offrite a Lui. Quando avete rinunciato l’ultima volta a qualche cosa per il Signore? Non voglio rimproverarvi ulteriormente. Desidero invece invitarvi ancora una volta alla preghiera, al digiuno, alla penitenza. Se col digiuno desiderate ottenere una grazia da Dio, che nessuno sappia che digiunate. Se con un dono ad un povero, desiderate ottenere una grazia da Dio, che nessuno lo sappia all’infuori di voi e del Signore. Ascoltatemi, figli miei e riflettete in preghiera su questi miei richiami!
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MESSAGGIO DEL 18 GIUGNO 2026 #Medjugorje (3°giorno di novena sulla collina delle apparizioni)
“Nel momento dell’apparizione, quando è arrivata la Madonna, le ho affidato tutte le nostre intenzioni, comprese le intenzioni del nostro cuore. Tutte le persone nei nostri pensieri e nel nostro cuore anche quelle che stasera non possono essere qui con noi.
La nostra cara Madre Celeste ha steso le sue braccia su di noi e ha pregato per noi nella sua lingua, Aramica.
La Madonna ci ha affidato un altro compito: pregare per tutti i defunti, per tutta la nostra stirpe, per tutti i nostri discendenti, affinché il Signore li protegga da ogni male, da tutti i peccati che hanno commesso, e affinché possano risorgere dal Purgatorio al cielo e unirsi con Lui.
Perciò ci ha chiesto di pregare per tutte le anime, di fare penitenza per loro, specialmente per quelle del Purgatorio.
Dopo ci ha benedetto con il segno della croce ed è tornata in Paradiso.”
di Marco Galluzzo – Corriere della Sera – 20 Giugno 2026
Per il suo staff lo scherno è attribuibile alla salute mentale del tycoon. I dubbi «clinici» su Donald Trump
Dal nostro inviato BRUXELLES– Le macchine del corteo sono pronte. Uscita laterale dell’Europa Building. La faccia di Giorgia Meloni è una maschera di irritazione, esasperazione, rabbia. In due parole, è nera. Non si è nemmeno posta il problema di incontrare i cronisti. Via prima possibile da Bruxelles, via per tornare a Roma, per elaborare insieme al resto del governo quanto accaduto. Del resto non è finita, almeno è questa la convinzione della premier.
Mentre si aprono le portiere delle macchine la delegazione italiana si muove, ma le parole di lei spezzano il silenzio e anche il senso di disorientamento generale: «Certo che sono preoccupata, non credo sia finita qui».
Fare un passo indietro è utile a capire meglio cosa è successo. Giovedì notte, la prima del Consiglio, Giorgia Meloni lascia il palazzo dedicato anche a Justus Lipsius verso l’una e trenta. A Bruxelles diluvia. Arrivano delle telefonate da Roma, in anticipo, per cortesia, la premier viene informata che Trump ha rilasciato quelle dichiarazioni.
Meloni rientra poco dopo all’hotel Amigò, sono le due di notte, sale in camera, c’è da pensare a una risposta. Quella, durissima, in cui accusa il presidente americano in sostanza di essere un bugiardo, e di andare a braccetto con i nemici dell’Occidente, risposta che posta su Instagram l’indomani mattina, un’ora dopo la diffusione, da parte di La7, delle parole di scherno dell’inquilino della Casa Bianca.
La salute mentale del presidente americano, per usare un eufemismo, fa capolino a Consiglio europeo concluso, quando Meloni finalmente è libera di incontrare il suo staff e di confrontarsi con i suoi assistenti su quanto accaduto. Non si cerca una spiegazione, si attribuisce l’accaduto al profilo clinico di Trump. Non è chiaro se ci sia stato un tentativo di reach out, espressione che i diplomatici usano per descrivere un tentativo di chiarimento, in questo caso con la staff della Casa Bianca, prima di replicare e alzare il livello dello scontro. Se c’è stato non è andato a buon fine, e a Meloni non è rimasta che la necessità di rispondere a muso duro. Almeno a suo giudizio.
Ma le lancette dell’orologio possono andare indietro anche di tre giorni, all’inizio del G7, sul lago Lemano, ad Evian. La genesi dell’incidente va cercata a ritroso nei saloni lussuosi del resort che ha ospitato nei suoi due hotel i leader del vertice. Sembra che siano stati diffusi troppi video di Meloni e Trump, troppi e non tutti autorizzati dallo staff americano. In primo luogo uno in cui la premier italiana gesticola e sembra, con l’indice puntato verso Trump, volergli spiegare qualcosa. È diventato virale negli Stati Uniti fra gli elettori democratici. Difficile che sia piaciuto a Trump.
Di sicuro una cosa hanno notato in tanti, anche nello staff di Giorgia Meloni, fra coloro che hanno seguito o partecipato alla trasferta: intorno all’ipotetico disgelo con Trump c’era troppa ansia da parte della delegazione italiana. Un esempio? Sono state smentite da palazzo Chigi, o dalla stessa Meloni, quindi per due volte, le ricostruzioni dei media di alcune innocenti risate fra i due leader, che invece sono state poi diffuse dal circuito video del G7 gestito dai francesi. Insomma c’è stato certamente un corto circuito.
Si coglieva la voglia di raccontare una ricucitura che invece si è rivelata più di facciata che reale. Forse anche così si spiega il punto più basso delle relazioni fra Roma e Washington da decenni a questa parte.