
“Siate le mie mani di pace”, un toccasana per l’anima
Carissimo Padre Livio,
Desidero ringraziarla per la sua puntuale newsletter, e non solo. Le sono grato anche per i suoi editoriali così densi ed esaustivi.
Ma in particolare la voglio ringraziare per il suo ultimo libro: “Siate le mie mani di pace”, un testo molto bello, da meditare e approfondire. D’altra parte tutti i suoi libri sono come “medicine spirituali”, che ravvivano l’anima.
Padre Livio, continui così! Il bene che sta seminando nel “terreno” di Radio Maria, se lo ritroverà accreditato un giorno, il centuplo, nella vita eterna.
Le voglio bene. Prego sempre per lei.
Ave, Maria!
Donato da Milano
Caro Donato,
grazie per l’incoraggiamento. Sono contento che apprezzi il nuovo libro, che ho pensato per questi mesi estivi.
Curando l’anima ne trae beneficio anche il corpo. Quando nel cuore c’è la pace di Dio, diventiamo dei benefattori dell’umanità senza rendercene conto.
Dio ti benedica
Padre Livio
di Agnese Palmucci, Roma
Si è aperto stamattina il secondo Concistoro straordinario del Pontificato di Leone XIV, che si tiene oggi e domani in Vaticano. Il Papa nell’intervento iniziale: “la sinodalità non è un insieme di procedure” ma “una maniera più evangelica di vivere insieme le responsabilità”.
26 giugno 2026 – Avvenire

Lo sguardo sul mondo, la pace, il bene comune e la sinodalità. Su questi quattro temi «tra loro profondamente collegati» papa Leone XIV ha «desiderato» che si concentrasse il lavoro dei cardinali convocati a Roma da tutto il mondo per il secondo Concistoro straordinario del suo Pontificato. Non si tratterà anzitutto «di riflettere sulla vita interna della chiesa», come ha spiegato lo stesso Pontefice stamattina nell’intervento che ha introdotto la due giorni di lavori dei porporati in aula Paolo VI. Ma le condivisioni convergeranno nelle sessioni in una sola domanda: «come possiamo aiutare oggi le nostre chiese ad annunciare il Vangelo con maggiore fedeltà libertà e credibilità?», ha specificato, prendendo la parola dopo il canto del Veni Creator Spiritus e il saluto del cardinale decano, Giovanni Battista Re. Poi ribadisce ancora il “motivo” di questa scelta. «La missione non è uno dei molti compiti della Chiesa, è la sua ragione di esistere, e proprio per questo diventa anche il criterio che orienta il nostro discernimento».
E’ un intervento “fraterno” e disteso, quello di Leone XIV ai cardinali, ma franco e determinato, che è partito ricordando anzitutto le motivazioni e lo stile del ritrovarsi insieme, senza negare le possibili difficoltà. Il suo «desiderio semplice», oltre a quello di approfondire insieme alcune questioni urgenti, è che incontri come il Concistoro aiutino il collegio cardinalizio «a imparare sempre più a lavorare insieme nel servizio della Chiesa» e a proseguire una conversazione che aiuti il Papa «nel servizio della missione». Due tra le «responsabilità» più importanti affidate ai porporati, ha sottolineato. Sono i cardinali i primi ad essere chiamati a costruire la «comunione di Cristo», ha detto ancora, «che prende forma in una chiesa sinodale nella quale tutti cooperano alla medesima missione, ciascuno secondo il proprio carisma e il proprio ministero». Non si tratta di essere «custodi di interessi particolari», dunque, «ma discepoli e testimoni del regno di Dio».
Perché la sinodalità, ha specificato più volte nel suo intervento, «non è anzitutto un insieme di procedure, come ho avuto modo di dire più volte, ma un atteggiamento, un’apertura, una disponibilità a comprendere». Anche se «talvolta è stata interpretata come una diminuzione dell’autorità, in realtà ci aiuta a comprendere più profondamente il significato dell’autorità stessa, che esiste per custodire la comunione, favorire la partecipazione di tutti e orientare il cammino comune della Chiesa». Dal Papa è arrivata la richiesta di sostenere, anche nelle proprie Chiese locali, questo «stile di discernimento ecclesiale», senza negare le difficoltà che questo comporta. Anche se questo richiede «pazienza» e «talvolta suscita interrogativi», ha detto, «sono convinto che il Signore ci stia insegnando una maniera più evangelica di vivere insieme la responsabilità che ci ha affidato».
Poi li ha incoraggiati a «vivere con convinzione» il lavoro dei gruppi, anche se per «per molti di noi non è il modo abituale di svolgere il concistoro». Eppure, ha proseguito, «anche questo fa parte del cammino lungo il quale il Signore ci sta conducendo». Perciò ha chiesto a tutti «di entrare con fiducia in questo esercizio ecclesiale». Durante l’omelia della Messa nella Basilica di San Pietro che ha aperto il Concistoro, poco prima di intervenire in aula Paolo VI, il Papa aveva ricordato anche che «la nostra collegialità fa sintesi della sinodalità alla quale tutti i battezzati partecipano», e che sinodalità e collegialità sono «forme della fraternità cristiana, che ci lega come battezzati e come vescovi». E, infatti, «l’aiuto che potrete darmi, nell’esercizio del ministero petrino, – ha aggiunto – trova in me chi chiede, non chi comanda». Perché l’autorità del primato «è propria di chi ascolta e solo perciò guida, di chi apprende e solo perciò insegna, sempre alla sequela dell’unico Maestro».
Davanti a lui, in aula Nervi, come era accaduto anche nel Concistoro di gennaio scorso, i cardinali sono seduti attorno ai tavoli rotondi, in stile “sinodale”. Qualcuno ha già il suo pc aperto per prendere appunti, altri ascoltano la traduzione delle parole del Papa, che parla in italiano, attraverso le cuffie. Nella prima sessione di lavori, iniziata stamattina dopo la meditazione biblica del cardinale Grzegorz Ryś, arcivescovo metropolita di Cracovia, come ha ricordato ancora il Papa, i cardinali «sono invitati a contemplare il mondo nel quale la Chiesa è chiamata ad annunciare il Vangelo». Perché prima di domandarsi «cosa fare» occorre «sostare davanti alla realtà guardandola con gli occhi della fede e lasciandoci interrogare dall’ascolto dei fratelli». In questo modo, aveva sottolineato ancora nell’omelia, «la testimonianza cristiana diventa profezia di un mondo nuovo, evangelizzazione e servizio, progetto culturale e sociale che promuove integralmente lo sviluppo umano», perché «mentre annuncia il Vangelo, tra gioie e persecuzioni, la Chiesa non è mai di parte: è per tutti, e a ciascuno rivolge l’identica parola di conversione e di salvezza».
Nella sessione pomeridiana, invece, saranno chiamati a riflettere «sulla cultura della potenza e sulla civiltà dell’amore». Molti cardinali, infatti, ha sottolineato Leone XIV, «provengono da zone segnate dalla guerra, dalla violenza, dalla polarizzazione sociale o religiosa, ma nessuno di noi è estraneo alle molte forme di conflitti, di sopraffazione di frattura che attraversano oggi le nostre società». Proprio per questo il discernimento «riguarda tutti e interpella la missione della chiesa, non il contesto». A supportare il confronto anche il testo dell’enciclica Magnifica humanitas, che «offre alcune chiavi preziose per leggere questo tempo». Della guerra «che non è mai degna dell’uomo, e non è mai benedetta da Dio» aveva parlato il Pontefice durante la Messa della mattina, «perché il Creatore ci ha dotati di intelligenza e volontà per risolvere i conflitti da esseri umani e non da bestie, magari dotate di armi iper-tecnologiche».
Domani, invece, la terza sessione «approfondirà ancora la Magnifica humanitas, interrogandosi sul contributo che la Chiesa può offrire alla costruzione del bene comune», in un tempo in cui «cresce la tentazione della frammentazione e prevalgono facilmente interessi particolari». Per la Chiesa questo impegno, ha proseguito Prevost, assume la forma di «uno stile sinodale al servizio della missione del Ragno», come ricorda il n’86 dell’enciclica, aggiungendo che questo richiede attenzione al modo in cui si prendono le decisioni e si esercitano le responsabilità». L’ultima sessione invece, nel pomeriggio del 27 giugno, sarà dedicata al cammino di attuazione del sinodo, senza aprire nuovi temi, ha spiegato, ma raccogliendo le condivisioni delle diverse sessioni.
Su questo Prevost torna più volte, per rendere lo stile sinodale più condiviso possibile. «Di fronte alle ferite del mondo, alla costruzione del bene comune e alla missione della Chiesa, – continua a specificare – la sinodalità indica un modo di procedere, ascoltare, discernere, e assumere insieme la responsabilità delle scelte che il Signore ci affida». Perché «quando impariamo ad ascoltarci, a portare insieme le responsabilità, a riconoscere l’azione dello Spirito nelle diverse Chiese», non stiamo «soltanto migliorando il nostro modo di lavorare, ma stiamo diventando una Chiesa più capace di incontrare gli uomini e le donne del nostro tempo e di testimoniare loro la gioia del Vangelo».
Non da ultimo, il Papa si è rivolto ai cardinali chiedendo, come aveva già fatto nel primo Concistoro, di poter contare sul loro «appoggio, forte esplicito e pubblico». «Ho bisogno di sentirmi sostenuto da voi come da fratelli, – ha aggiunto -. Aiutatemi ad ascoltare ciò che emerge nelle Chiese, a riconoscere i segni di speranza che spesso crescono nel silenzio, ma anche a non ignorare le fatiche, le incomprensioni e le resistenze che possono rallentare il cammino». Il ministero petrino «non può essere vissuto da solo», perciò, ha concluso, il Papa ha bisogno «della vostra libertà, della vostra franchezza e della vostra lealtà».
Domani sera poi, al termine dei lavori a cui il Papa non prenderà parte, Leone XIV ascolterà gli interventi dei cardinali e interverrà di nuovo per concludere il Concistoro.
“Rinnovate la preghiera famigliare. Pregate, pregate, pregate. Cari figli, portate la pace e l’amore di mio Figlio ad ogni cuore. Pregate per la pace, la pace, la pace.”
Nell’ ultima apparizione quotidiana del 7 maggio 1985 la Madonna, rivelandole il decimo ed ultimo segreto, disse a Ivanka che per tutto il resto della sua vita avrebbe avuto un’apparizione all’anno nel giorno dell’Anniversario delle apparizioni. Così è avvenuto anche quest’anno: l’apparizione è durata 4 minuti dalle 18:35 alle 18:39,nella sua casa, presenti solo i famigliari
Il racconto di Ivanka al termine dell’Apparizione
“La Madonna ha detto: Rinnovate la preghiera famigliare. Pregate, pregate, pregate. Cari figli, portate la pace e l’amore di mio Figlio ad ogni cuore. Pregate per la pace, la pace, la pace.”
(Con approvazione ecclesiastica)

Caro Padre Livio,
In occasione del 45.mo anniversario delle apparizioni di Medjugorje, mi permetta di fare alcune considerazioni personali su questo evento straordinario:
1.Il programma della Madonna non cambia in base i nostri umori e alle nostre pretese e neppure a causa delle nostre infedeltà e delle nostre supponenze.
2.Il programma della Regina della pace si realizza perché così ha deciso Dio, nonostante le nostre tiepidezze e i nostri errori.
3.I segreti si realizzeranno perché, eccetto il terzo, sono opera del maligno che domina il mondo, come più volte ci ha ammonito la Madonna.
4.Ci conviene prepararci seriamente perché le Vergini stolte, che non avevano con sé la riserva d’olio, sono rimaste chiuse fuori dal palazzo del Re.
5.Nessuno è previlegiato dinanzi alla Madonna. Anzi, quelli che noi scartiamo e ai quali non apriamo la porta di casa sono i suoi prediletti.
6. Tutti, nessuno escluso, devono convertirsi, anche quelli che hanno ricevuto la grazia immeritata di vedere la Madre di Dio tutti i giorni.
7. La via della santità è uguale per tutti. Consiste nell’abbracciare la propria croce ogni giorno e seguire Gesù umile, povero e misericordioso lungo la via del Calvario.
8. Allor saremo per davvero il sale della terra e la luce del mondo e non fugaci e inconsistenti comparse televisive.
9. Caro Padre Livio anche Lei deve convertirsi, però la prego, non smetta di richiamarci ogni giorno alla Sequela Christi con Maria.
Anonimo Medjugorjano
Effettivamente dovremmo prendere consapevolezza che siamo delle creature. Non possiamo ovviamente annullare tutto quello che la Regina della pace ha detto in tutti questi anni solo perché non ci fa comodo. La Madonna non cambia i suoi piani. Il piano della Madonna si realizza necessariamente perché così ha deciso Dio e noi invano cercheremmo di fermarlo. I Segreti si realizzeranno; Dio permette i Segreti per cambiare il mondo, per portare l’umanità a un tempo di pace. Questo ascoltatore ritiene che i Segreti si realizzeranno perché, eccetto il terzo che viene da Dio, tutti gli altri sono opera del maligno che domina il mondo; i Segreti si realizzeranno proprio perchè il tempo dei Segreti è il tempo della sconfitta di satana e del crollo del mondo senza Dio. È bene prepararci per il futuro che ci attende, si prospetta un tempo di difficoltà. Dobbiamo entrare nella prospettiva del Calvario anche noi. Già la vita è un Calvario, ma se seguiamo Cristo arriviamo alla resurrezione. Dobbiamo metterci nella prospettiva di camminare in salita per goderci poi il panorama.
Giustamente questo ascoltatore dice che nessuno è privilegiato davanti alla Madonna, anzi le sono più cari quelli che il mondo scarta. Alla Madonna non piacciono quelli che sgomitano per stare in prima fila e ostentano meriti che non hanno; alla Madonna piacciono gli umili di cuore. Tutti dobbiamo convertirci, la via della santità è uguale per tutti. Ognuno di noi deve abbracciare la croce ogni giorno e seguire Cristo. Ringrazio questo ascoltatore che ci ha dato qualche granello di sapienza e di saggezza dandoci lo spunto per una riflessione calzante sul tempo che stiamo vivendo.
