BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

De Maria numquam satis

Chiesa cattolica | CR 1958

 8 Luglio 2026 ore 16:35

di Redazione

Riportiamo di seguito l’atto di Consacrazione alla SS.ma Vergine di san Luigi Maria Grignion di Montfort presente nella terza parte della sua opera Trattato della Vera devozione alla Vergine di Maria.

O eterna ed incarnata Sapienza! o amabilissimo ed adorabilissimo Gesù, vero Dio e vero uomo, Unigenito dell’eterno Padre e di Maria sempre vergine!

Vi adoro profondamente nel seno e negli splendori del Padre vostro, nell’eternità, e nel seno verginale di Maria, vostra degnissima Madre, nel tempo della vostra incarnazione.

Vi ringrazio di avere annientato voi stesso, prendendo la forma di uno schiavo, per liberarmi dalla crudele schiavitù del demonio;

vi lodo e vi glorifico per aver voluto vivere sottomesso in ogni cosa a Maria, vostra santa Madre, per rendermi, per Suo mezzo, vostro schiavo fedele.

Ma, ohimè! ingrato e infedele quale sono, non ho mantenuto i voti e le promesse che vi ho così solennemente fatto nel mio battesimo né ho adempiuto ai miei obblighi; io non merito di essere chiamato figlio vostro né vostro schiavo, e poiché non vi è nulla in me che non meriti i vostri rimproveri e la vostra collera, non oso più accostarmi da me stesso alla vostra santissima e augustissima Maestà.

Ricorro perciò all’intercessione della vostra santissima Madre, che mi avete dato come mediatrice presso di voi, e per suo mezzo spero di ottenere da voi la contrizione e il perdono dei miei peccati, insieme con l’acquisto e la conservazione della Sapienza.

Vi saluto, dunque, o Maria immacolata, tabernacolo vivente della divinità, in cui la Sapienza eterna nascosta vuole essere adorata dagli angeli e dagli uomini.

Vi saluto, o Regina del cielo e della terra, al cui impero soggiace tutto ciò che dipende da Dio;

Vi saluto, o Rifugio sicuro dei peccatori, la cui misericordia non è mancata a nessuno: esaudite i miei desideri della divina Sapienza, e ricevete per questo i voti e le offerte che la mia pochezza vi presenta.

Io, NN, peccatore infedele, rinnovo oggi e ratifico nelle vostre mani i voti del mio battesimo: rinuncio per sempre a Satana, alle sue vanità e alle sue opere, e mi do interamente a Gesù Cristo, Sapienza incarnata, per portare dietro a Lui la mia croce tutti i giorni della mia vita. E affinché gli sia più fedele di quanto lo sia stato nel passato, Vi scelgo oggi, o Maria, alla presenza di tutta la corte celeste, come mia Madre e Padrona. Vi abbandono e vi consacro, in qualità di schiavo, il mio corpo e la mia anima, i miei beni interiori ed esterni, e il valore stesso delle mie buone azioni passate, presenti e future, lasciandovi completo e pieno diritto di disporre di me e di tutto quanto mi appartiene, senza eccezione, secondo il vostro beneplacito, per la maggior gloria di Dio, nel tempo e nell’eternità.

Ricevete, o Vergine benigna, questa piccola offerta della mia schiavitù, ad onore ed in unione della sottomissione che la Sapienza eterna ha voluto avere alla vostra maternità; in omaggio del potere che entrambi avete su questo piccolo verme e questo miserabile peccatore, e in rendimento di grazie [dei privilegi] di cui la Santissima Trinità vi ha favorito.

Dichiaro di volere ormai, come vostro autentico schiavo, cercare il vostro onore e ubbidirvi in ogni cosa.

O Madre mirabile! presentatemi al vostro caro Figlio in qualità di schiavo eterno, affinché, avendomi riscattato attraverso voi, mi riceva per mezzo vostro.

O Madre di Misericordia! fatemi la grazia di ottenere la vera Sapienza di Dio, e di mettermi, per questo, nel numero di coloro che amate, istruite, guidate, nutrite e proteggete come vostri figli e vostri schiavi.

O Vergine fedele, rendetemi in tutto un così perfetto discepolo, imitatore e schiavo della Sapienza incarnata, Gesù Cristo Figlio vostro, da arrivare, con la vostra intercessione, seguendo il vostro esempio, alla pienezza della sua età sulla terra, e della sua gloria nei cieli. Così sia.

Papa Leone XIV, all’Angelus nuovo appello per la pace in Medio Oriente e in Ucraina

Da Castel Gandolfo, dove si trova per il periodo estivo, Papa Leone XIV stamane ha recitato la tradizionale preghiera mariana domenicale dell’Angelus

Papa Leone XIV |  | Daniel Ibanez EWTNPapa Leone XIV | | Daniel Ibanez EWTN

Di Marco Mancini

Castel Gandolfo , domenica, 12. luglio, 2026 12:16 (ACI Stampa).

Da Castel Gandolfo, dove si trova per il periodo estivo, Papa Leone XIV stamane ha recitato la tradizionale preghiera mariana domenicale dell’Angelus.

Commentando la parabola del seminatore, il Papa osserva che “Gesù stesso, il Verbo fatto uomo, che ha dato la vita per la nostra salvezza, è il seme che il Padre continua a spargere nel mondo perché, morendo, porti molto frutto: a volte incontra in noi un terreno duro e insensibile, altre volte distratto; ma ci sono momenti in cui trova una terra ricettiva e feconda, e allora si innescano miracoli d’amore capaci di cambiare tutto il resto, come certamente abbiamo sperimentato anche noi nella nostra vita”.

“Per questo – sottolinea Leone XIV – il Padre non smette di seminare, perché sa che la potenza del suo amore è più forte della nostra debolezza”.

“La generosità di Dio nei nostri confronti – aggiunge Papa Leone – non è ingenua, ma sapiente, e sa cogliere in noi la possibilità di un bene di cui a volte nemmeno noi ci rendiamo conto. Per questo il Signore, che conosce bene il terreno del nostro cuore, meglio di quanto noi stessi lo conosciamo, non smette di credere in noi, in quello che siamo e in quello che possiamo diventare, giorno per giorno, se con fede ci abbandoniamo a Lui”.

Dopo aver salutato gli abitanti di Castel Gandolfo, il Papa ha fatto subito un accenno alla attualità: “Tornano purtroppo a soffiare i venti della guerra in Medio Oriente, in Ucraina e in numerose altre parti del mondo seminando violenza, terrore e morte e colpendo ancora una volta tanti innocenti: non lasciamo che questi venti spengano la fiammella della speranza e della pace, anche quando essa è sempre a fragile e vacillante.  Rinnovo il mio auspicio affinché si percorra con perseveranza la via del dialogo, dell’incontro e della diplomazia unico cammino capace di condurre a una pace giusta e duratura nella quale i popoli possano vivere riconciliati nella sicurezza reciproca e nel rispetto della dignità di ogni persona”.

“Oggi – ha aggiunto – ricorre la domenica del mare. Il mio pensiero va a tutti marittimi, i pescatori e i lavoratori portuali del mondo che segnati dalla lontananza dei propri cari e talvolta dalla paura per i conflitti che attraversano le vie del mare, sostengono con un lavoro paziente e silenzioso il commercio e la vita di molti popoli”.

Al termine dell’Angelus il Papa si è avvicinato ai fedeli che gremivano Piazza della Libertà per salutarli prima di rientrare nel Palazzo Apostolico.

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

I Messaggi di Medjugorje senza approvazione ecclesiastica

Caro Padre Livio,

certamente come Lei saprà, circolano attraverso i mass-media dei Messaggi attribuiti alla Gospa che sono senza approvazione ecclesiastica. Come dobbiamo comportarci al riguardo?

Marta da Arezzo

Cara Marta, i Messaggi di Medjugorje fin dall’inizio sono stati inviati dai veggenti alla Parrocchia prima di venire diffusi.

La Parrocchia ne ha fatto una raccolta ufficiale e, nell’epoca di internet, li ha pubblicati e li pubblica tutt’ora sul suo sito.

Anche Radio Maria ha fatto la stessa cosa.

Col Nulla Osta i  Messaggi, prima di essere pubblicati dalla Parrocchia, vengono inviati alla Congregazione della Dottrina della fede per una supervisione.

Con questo procedimento la Chiesa assicura i fedeli che i Messaggi si possono leggere.

I messaggi senza approvazione ecclesiastica non hanno questa importante e necessaria assicurazione in difesa dalla fede  ed è per questo che Radio Maria non li pubblica.

Non dimentichiamo inoltre che la Madonna esorta a leggere ogni giorno un brano della Bibbia, che è Parola di Dio rivelata per la nostra salvezza.

I Messaggi della Madonna si capiscono di più se si legge e si mette in pratica il Vangelo.

Ave Maria

Padre Livio

🔔BENEDIZIONE DI P.LIVIO + quindicesima DOMENICA del Tempo Ordinario 🍇🌾

🟢IN RADIOVISIONE: PADRE LIVIO – LA TENTAZIONE – Puntata 53


🟢IN RADIOVISIONE: IL FALSARIO: LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO SATANA – PUNTATA 116


LA REGOLA DI SAN BENEDETTO

San Benedetto compose la sua Regola a Montecassino intorno al 525, ispirandosi a regole precedenti di San Giovanni CassianoSan BasilioSan PacomioSan Cesario e l’Anonimo della Regula Magistri. Benedetto combinò disciplina e rispetto per le capacità individuali, con l’intento di fondare una “scuola del servizio del Signore” caratterizzata da una gestione non troppo rigida. 

Cristianesimo

La Regola di San Benedetto organizzava nei minimi particolari la vita dei monaci, migliorando la vaghezza delle norme monastiche precedenti. Due principi fondamentali della vita comunitaria erano la stabilitas loci (l’obbligo di risiedere permanentemente nello stesso monastero, contrastando il vagabondaggio dei monaci) e la conversatio (buona condotta morale, pietà reciproca e obbedienza all’abate).

L’abate, considerato un “padre amoroso” (dal siriaco abba), era il centro di una comunità ben ordinata dove preghiera e lavoro si alternavano secondo il motto “ora et labora” (prega e lavora).

I monasteri seguendo la Regola di San Benedetto sono noti come benedettini. Ogni monastero è autonomo sotto l’autorità di un abate, ma spesso si organizzano in confederazioni monastiche, tra cui le più importanti sono la congregazione cassinense e quella sublacense, legate rispettivamente ai monasteri di Montecassino e Subiaco.

Le 5 regole di San Benedetto per una buona preghiera

La preghiera è il momento più bello e più alto per un  cristiano che ha l’occasione di stare tu per tu con il Signore. Ecco le preziose indicazioni di San Benedetto da rispettare per una buona preghiera.

  1. Il dare appuntamento alla preghiera: fin quando possibile, sempre alla stessa ora del giorno. Scandiamo la nostra vita anche seguendo i ritmi che Dio stesso ci dà. Se pensiamo di rimandare il tempo della preghiera per lasciare spazio a cose più futili e meno importanti, questi, stiamo certi, non arriverà mai. E alla fine della giornata, ci ritroveremo senza aver pregato mai. Il tempo della preghiera va cercato, non è lui, di certo, che ci viene incontro.
  2. Il luogo per la preghiera: di certo, non sempre siamo nelle vicinanze di una chiesa o abbiamo a disposizione una cappella dove incontrare il Signore. Anche la nostra stanza può essere il luogo dove pregare. Ogni cristiano ha un’immagine sacra nella propria casa. Ecco: basta raccogliersi in preghiera davanti a lei, senza farsi distrarre da ciò che c’è intorno. Anche quello è un validissimo momento di preghiera.
  3. Dio deve essere sempre nella nostra vita: non siamo cristiani solo a parole, ma anche con i fatti. La preghiera è essenziale sì, ma a volte, bisogna arricchirla. Anche semplicemente portando un’immaginetta sacra nel nostro portafoglio, un piccolo rosario con noi (non come una catena inutile al collo… intendiamoci, ma come un oggetto che ci aiuti alla preghiera. Va sempre rispettato), che ci accompagni nella preghiera quotidiana.
  4. La preghiera sia semplice: Dio non ha bisogno di frasi ad effetto, di preghiere particolari o complesse. Lui legge nel nostro cuore, sa subito di cosa abbiamo bisogno. La preghiera umile, fatta con il cuore a lui aperto, è ciò che a Lui è più gradito.
  5. Semplice e pura: così sia la nostra preghiera. Nulla che ci distragga attorno, ma tutta la semplicità a Lui gradita. Che venga direttamente dal nostro cuore.

❀☆ALLA MADONNA DEL PARADISO ❀☆☆ ❀☆ ❀☆ ❀☆ ❀☆ ❀*̥☆ ❀

O Maria, Madre bellissima del Signore e Madre mia, rivolgi anche a me con tenerezza materna il tuo sguardo pietoso.
Se tu aprirai sopra di me i tuoi occhi, come da fonti prodigiose scenderanno nella mia anima le grazie più abbondanti della Redenzione.
Illumina la strada del mio esilio, o Stella del mare.
Conduci a vittoria i miei combattimenti spirituali, o Vergine potentissima.
Mostrami nel Scramento Eucaristico il tuo Gesù, o Mamma del bello amore.
Trasfigura nella tua bellezza soprannaturale la mia vita, o Immacolata.
Fortifica la mia fede perchè dovunque l’insegni e la difenda con l’esempio e la parola, o Regina degli Apostoli.
Donami la generosità di portare con gioia la mia croce fin sulla vetta del Calvario, o Madre del Crocifisso.
Tu che tutti esaudisci, e intercedi la salute eterna anche ai figli che non ti pregano, salva anche me, o Madre misericordiosa, che ti invoco con il più filiale e fiducioso amore.
L’ultimo nome che pronuncerò morente, sia il tuo nome, o Maria, e il primo volto che incontrerò sulla porta del cielo sia il tuo, o dolcissima Regina del Paradiso.
AMEN

Il dilemma di Putin: trattare con Kiev o puntare su un’escalation? L’intelligence ucraina: «Lo zar valuta anche un attacco a una base Nato sul Baltico»

di Paolo Valentino – Corriere della Sera – 11 Luglio 2026

La guerra in Ucraina non è più un’eco lontana, ma è entrata a gamba tesa nelle vite dei russi. Vladimir Putin è al più basso livello di popolarità da quattro anni a questa parte. Così il dittatore è tentato da una nuova escalation, ma sa che il prezzo potrebbe essere troppo alto

I russi sono sull’orlo di una crisi di nervi. La frustrazione cede il passo all’ansia e alla rabbia verso il potere. La guerra in Ucraina non è più un’eco lontana, ma è entrata a gamba tesa dentro le loro vite, materializzandosi nella cronica penuria di carburante, nei continui blackout della rete, nella sparizione di molti prodotti dagli scaffali, nell’aumento dei prezzi, in primis quello della mitica kartoshka, la patata, aumentato del 4,5% in un solo mese. E anche lo Zar non sta messo molto bene: Vladimir Putin è al più basso livello di popolarità da quattro anni a questa parte.

«Che fare?», si chiedeva il suo omonimo Lenin in una celebre opera. «Che fare» è lo stesso dilemma del dittatore russo, tentato da una nuova escalation, ma consapevole che il prezzo umano ed economico da pagare sia alto, troppo alto perfino per lui e la stabilità del suo regime.
I segnali che vengono da Mosca sono contraddittori. Secondo fonti vicine al Cremlino citate dall’agenzia Reuters, il presidente russo è sotto forte pressione perché riprenda il negoziato con Kiev, ma «punta i piedi» e sarebbe invece deciso a lanciare nuove offensive nei mesi a venire.
A rafforzare la sua ostinazione — meglio, a farlo arrabbiare, secondo le fonti — sarebbero stati i recenti attacchi in profondità nel territorio russo dei droni ucraini contro impianti, depositi petroliferi e porti della Federazione, che ne hanno messo fuori uso buona parte della capacità di raffinazione. In risposta, la Russia ha lanciato due massicci attacchi con droni e missili contro l’Ucraina e soprattutto la sua capitale, causando decine di vittime tra la popolazione civile.

Una delle fonti, secondo l’agenzia una persona in regolare contatto con il presidente russo, ha detto che di recente Putin ha respinto il suggerimento di un gruppo di consiglieri di accettare il compromesso di una tregua sull’attuale linea del fronte, che com’è noto vede le forze di Mosca controllare una parte ma non tutto il Donbass. Il capo del Cremlino rimane invece fissato con l’obiettivo di conquistare l’intera regione orientale dell’Ucraina, anzi sarebbe convinto che questo avverrà molto presto. Un’operazione per la definitiva conquista del Donbass comporterebbe però una nuova mobilitazione, cioè il lancio di una leva obbligatoria, mossa politicamente impopolare che Putin ha cercato di evitare sin dall’inizio del conflitto.

Suona comunque conferma di questa linea la dichiarazione fatta ieri dal portavoce presidenziale, Dmitry Peskov, secondo il quale se l’obiettivo di Putin rimane una soluzione diplomatica, Mosca sta tuttavia cercando di ampliare la zona cuscinetto, frase in codice per dire che vuole avanzare nel Donbass, in risposta all’escalation dell’Ucraina: «La Russia è pronta per una soluzione pacifica, ma ha sufficiente capacità per agire in modo indipendente e continuare l’operazione militare speciale», ha aggiunto Peskov. Ancora a giugno, Putin aveva respinto pubblicamente l’offerta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, di un incontro mirato a concordare una tregua. I segnali di fumo dal Cremlino seguono le dichiarazioni fatte all’inizio della settimana da Donald Trump, alla vigilia del vertice Nato tenutosi martedì e mercoledì ad Ankara. Il capo della Casa Bianca, che aveva parlato poco prima al telefono con Putin, ha detto che il leader russo vorrebbe mettere fine alla guerra e che una soluzione sarebbe «più vicina di quanto si pensi». In margine al vertice turco, Trump aveva avuto anche un lungo colloquio di persona con Zelensky, col quale ha discusso «idee per avvicinare la pace».

La valutazione dell’intelligence di Kiev è che Putin stia in effetti preparando una nuova escalation in Ucraina e stia addirittura considerando l’opzione di un attacco limitato contro il territorio di un Paese occidentale, per esempio una delle basi Nato in uno degli Stati baltici. Anche se l’ipotesi appare azzardata, alcuni analisti militari occidentali pensano che un simile scenario potrebbe essere usato per creare tensioni ed eventualmente dividere l’Alleanza sul tipo di risposta da dare.

Verrebbe in altre parole messo alla prova l’impegno, ribadito nel comunicato finale del vertice di Ankara, che un attacco a uno dei membri è un attacco a tutta la Nato, come stabilito dall’articolo 5 del Patto atlantico

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

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