BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

🔔 BENEDIZIONE DI P.LIVIO 🔔22ma Domenica del Tempo Ordinario🍇🌾”..chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.”

Preghiera a Maria nostra Signora della casa di Nazareth

Vergine Santa, che fosti Madre dell’Altissimo
e ti dichiarasti sua serva,
Tu che passasti la vita
presso l’Eterno Sacerdote Cristo Gesù
nell’umiltà, nel silenzio e nel nascondimento,
volgi uno sguardo di speciale predilezione
a noi chiamati al servizio dei sacerdoti del tuo Divin Figlio.

Rivestici del tuo spirito;
fa’ che sentiamo il nostro servizio come una missione;
suscita in noi le tue medesime disposizioni,
così che ognuno di noi abbia per il sacerdote
vigili cure, delicate attenzioni, prudente riserbo.

Adornaci delle tue virtù, della tua pietà e del tuo fervore,
affinché siamo ai fedeli vivo esempio di vita cristiana.
Fa’ che non ci arrestiamo davanti ad alcun sacrificio,
ma anzi siamo risoluti nel seguire Te sulla via del Calvario.
Ed, infine, imploriamo dal tuo amore misericordioso
che questa nostra vocazione sia conosciuta e accolta.

Amen.

🟢 PADRE LIVIO – GESU’ CI INSEGNA A VIVERE – Puntata 9

🟢LIVE IN RADIOVISIONE: <:::::::::::::>——+ 👼PREGHIERE DEI BAMBINI ~ CATECHISMO IN PILLOLE〽️ #ROSARIO PER LA #PACE 🕊️COI GIOVANI DI RADIO MARIA 🙏

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Papa Leone in processione sulle barche a Castel Gandolfo per la Festa della Madonna del Lago

Martirio di san Giovanni Battista

La «lampada che arde e risplende», come Gesù chiamò Giovanni Battista, offrì la sua vita per mettere gli uomini in guardia fino alla fine sulla realtà del peccato e testimoniare la Verità che si era fatta carne.

Santo del giorno 29_08_2026 – Emes Dovico – La Nuova Bussola

San Giovanni Battista preannunciò con l’esempio del suo martirio le terribili sofferenze di Gesù, suggellando così la sua missione di Precursore. La data del 29 agosto si può rintracciare nella dedicazione di una piccola basilica (risalente all’inizio del V secolo) in onore del Battista, edificata sul luogo del suo sepolcro, a Sebaste, in Samaria. La stessa data compare inoltre nei sacramentari romani in cui la festa liturgica del suo giorno di nascita al Cielo (che si aggiunge alla celebrazione della sua Natività al 24 giugno) era chiamata Passio o Decollatio; il Martirologio Romano riferiva che in tale giorno era avvenuto il secondo ritrovamento della testa di san Giovanni Battista, che papa Innocenzo II (1130-1143) fece poi traslare nella chiesa di San Silvestro in Capite, a Roma.

Dai Vangeli e dalla tradizione sappiamo che Giovanni Battista era stato arrestato e messo in catene per ordine di Erode Antipa, figlio di Erode il Grande (responsabile della strage dei Santi Innocenti), a causa della concubina Erodiade, moglie di suo fratello Filippo. Il santo, infatti, aveva detto chiaramente al tetrarca: «Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello» (cfr. Mc 6, 17-29). Mentre la peccaminosa convivenza e l’adulterio continuavano, arrivò il giorno del compleanno di Erode, che rimase ammaliato al vedere danzare la figlia di Erodiade, Salomè, tanto da giurarle davanti a tutti i commensali: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». E Salomè, consultatasi con la madre, chiese che le venisse subito portata su un vassoio la testa di Giovanni Battista.

Finì così la vita terrena dell’ultimo e più grande dei profeti, decapitato da una guardia di Erode. Appena saputa la notizia, i discepoli di Giovanni «andarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informarne Gesù» (Mt 14, 12). Grazie alle Antichità Giudaiche di Flavio Giuseppe (Gerusalemme, 37 – Roma, 100) si sa che la prigionia e il martirio del Battista avvennero nella fortezza di Macheronte, sulla riva orientale del Mar Morto.

La «lampada che arde e risplende», come Gesù chiamò Giovanni Battista, offrì quindi la sua vita per mettere gli uomini in guardia fino alla fine sulla realtà del peccato e testimoniare la Verità che si era fatta carne. Disse san Beda il Venerabile: «San Giovanni subì il carcere e le catene a testimonianza per il nostro Redentore, perché doveva prepararne la strada. Per Lui diede la sua vita, anche se non gli fu ingiunto di rinnegare Gesù Cristo, ma solo di tacere la verità. Tuttavia morì per Cristo. Cristo ha detto: Io sono la Verità (Gv 14, 6), perciò proprio per Cristo versò il sangue, perché lo versò per la verità. E siccome col nascere, col predicare, col battezzare doveva dare testimonianza a Colui che sarebbe nato, avrebbe predicato e battezzato, così soffrendo segnalò anche che il Cristo avrebbe sofferto. […] Ma a persone come lui non doveva riuscire gravoso, anzi facile e bello sopportare per la verità tormenti transitori ripagabili con le gioie eterne».

🟢LIVE🟢PELLEGRINO A QUATTRORUOTE – itinerari con Padre Livio – puntata 43: FATIMA

EUROPA DELL’EST: LA MOLDAVIA ATTENDE UNA RADIO MARIA 

Cattedrale di Chisinau capitale della Moldavia

Grazie alla sua posizione la Moldavia è un ponte ideale tra l’Ovest e l’Est, tra Romania ad ovest, Ucraina al nord e al sud.
Nel periodo sovietico, tutte le Chiese vennero chiuse e trasformate in sale per distrazioni profane: soppresse le parrocchie, i sacerdoti sono costretti a lasciare il paese.

Soltanto un sacerdote ebbe il permesso di rimanere a Chisinau e cercò di servire in segreto i cristiani. Dopo l’era Gorbaciov inizia la rinascita delle comunità, sei di queste sono legalizzate, arriva un altro sacerdote per aiutare, iniziano così la costruzione o ricostruzione delle chiese o cappelle.

Dal 1990 quando inizia il cambio politico, la dichiarazione dell’indipendenza dell’ex repubblica sovietica, ci sono degli importanti cambiamenti anche nella organizzazione delle Chiese locali, come la riammissione dei vecchi vescovi soppressi, e nuovi Amministratori Apostolici.

Il 28 ottobre 1993 è stata fondata l’Amministratura Apostolica della Chiesa Cattolica nell’attuale territorio della R. Moldava ed è stato nominato amministratore apostolico, il parroco della chiesa “Provvidenza Divina” di Chisinau, P. Anton Cosa, che più tardi, il 6 gennaio 2000, sarà consacrato vescovo da S.S. Giovanni Paolo II.

La Diocesi della Chiesa Romano-Cattolica in Moldavia comprende 11 parrocchie, 6 filiali, 20.000 credenti, 20 sacerdoti, 2 congregazioni maschili e 6 femminili.

In una zona geopolitica molto delicata in questi anni, è richiesta una Radio Maria per aiutare la popolazione moldava nel suo cammino di fede in Cristo sotto lo sguardo di Maria.

Si sta lavorando per creare una sede radiofonica a Chisinau in collaborazione con la Diocesi locale. Si partirà con una webradio cercando allo stesso tempo di ottenere frequenze per coprire tutto il territorio nazionale. L’obiettivo sarà un palinsesto che attraverso la Santa Messa quotidiana, la preghiera, i contenuti di promozione umana possa far sentire le comunità cattoliche vicine e unite, in comunione tra loro e con i tanti moldavi all’estero.

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

Pensieri sui Vangeli Festivi: XXII Domenica del Tempo Ordinario – di Padre Livio

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