VERSIONE RADIOFONICA A CURA DI ROBERTA
All’udienza generale, Leone XIV sviluppa la catechesi sul gesto di Gesù nei confronti di Giuda nell’ultima cena, sa che sta per essere tradito ma “porta avanti e a fondo il suo amore”, “lava i piedi, intinge il pane e lo porge”: la libertà dell’altro, anche quando si smarrisce nel male può ancora essere raggiunta dalla luce di un gesto mite
Tiziana Campisi – Città del Vaticano
Amare fino alla fine: ecco la chiave per comprendere il cuore di Cristo. Un amore che non si arresta davanti al rifiuto, alla delusione, neppure all’ingratitudine.
È questo amore che genera il perdono, Gesù ce lo mostra “durante l’ultima cena”, quando “porge il boccone” a Giuda “che sta per tradirlo”. Il suo “non è solo un gesto di condivisione”, è anche “l’ultimo tentativo dell’amore di non arrendersi”, spiega all’udienza generale, Leone XIV. Proprio al perdono il Pontefice, nell’Aula Paolo VI, dedica la sua terza catechesi su “La Pasqua di Gesù”, nell’ambito del ciclo giubilare “Gesù Cristo nostra speranza”. Ma lo ascoltano anche centinaia di fedeli e pellegrini radunati nel cortile del Petriano e nella basilica di San Pietro. Leone li saluta terminato il momento nell’Aula. “Grazie per la pazienza!”, dice, benedicendo i presenti, i loro cari, “i familiari, i bambini, i malati e i più anziani”. E anche a quanti sono riuniti nella basilica vaticana rivolge, poi, alcune parole in spagnolo, evidenziando che “il perdono è un grande segno di amore, di amore autentico, e soprattutto dell’amore di Dio per tutti noi”. Mentre in inglese esorta tutti ad imparare “a perdonare, perché perdonarci gli uni gli altri è costruire un ponte di pace” e sollecita: “Dobbiamo pregare per la pace che è così necessaria nel nostro mondo oggi, una pace che solo Gesù Cristo ci può donare”.
Il vero perdono non aspetta il pentimento
Nella meditazione proposta, il Papa torna più volte su quel gesto di Gesù verso l’Iscariota, che mostra quel modo di portare avanti “e a fondo il suo amore”, perché Lui “vede con chiarezza” e fa il primo passo.
Ha compreso che la libertà dell’altro, anche quando si smarrisce nel male, può ancora essere raggiunta dalla luce di un gesto mite. Perché sa che il vero perdono non aspetta il pentimento, ma si offre per primo, come dono gratuito, ancor prima di essere accolto.
Gesù non permette che il male abbia l’ultima parola
Quando arriva l’ora più difficile, Gesù “non la subisce: la sceglie”, chiarisce il Papa, in pratica “riconosce il momento in cui il suo amore” sarà ferito dal “tradimento” e, anziché “ritrarsi”, “accusare”, “difendersi”, “continua ad amare: lava i piedi, intinge il pane e lo porge”. L’evangelista Giovanni racconta di Giuda che “Satana entrò in lui” dopo aver ricevuto da Gesù il pane. Un “passaggio” che “colpisce”, riconosce il Papa, “come se il male, fino a quel momento nascosto, si manifestasse dopo che l’amore ha mostrato il suo volto più disarmato”. Ma il gesto di Cristo “ci dice che Dio fa di tutto – proprio tutto – per raggiungerci, anche nell’ora in cui lo noi respingiamo”, sottolinea ancora Leone, e ci fa comprendere che il perdono “non è dimenticanza” né “debolezza”, bensì “capacità di lasciare libero l’altro, pur amandolo fino alla fine”.
L’amore di Gesù non nega la verità del dolore, ma non permette che il male sia l’ultima parola. Questo è il mistero che Gesù compie per noi, al quale anche noi, a volte, siamo chiamati a partecipare.
Continuare ad amare sempre
Oggi accade che tante “relazioni si spezzano”, diverse “storie si complicano” e molte “parole non dette restano sospese”, ma gli evangelisti ci indicano una strada nuova da intraprendere
Il Vangelo ci mostra che c’è sempre un modo per continuare ad amare, anche quando tutto sembra irrimediabilmente compromesso. Perdonare non significa negare il male, ma impedirgli di generare altro male. Non è dire che non è successo nulla, ma fare tutto il possibile perché non sia il rancore a decidere il futuro.
Un’altra via
E se Giuda porta a compimento il suo piano di tradimento, “Cristo rimane fedele fino alla fine, e così il suo amore è più forte dell’odio”.
Anche noi viviamo notti dolorose e faticose. Notti dell’anima, notti della delusione, notti in cui qualcuno ci ha ferito o tradito. In quei momenti, la tentazione è chiuderci, proteggerci, restituire il colpo. Ma il Signore ci mostra la speranza che esiste sempre un’altra via. Ci insegna che si può offrire un boccone anche a chi ci volta le spalle. Che si può rispondere con il silenzio della fiducia. E che si può andare avanti con dignità, senza rinunciare all’amore.
Il perdono libera chi lo dona
Da qui l’invito del Pontefice a chiedere “la grazia di saper perdonare, anche quando non ci sentiamo compresi, anche quando ci sentiamo abbandonati”.
Come ci insegna Gesù, amare significa lasciare l’altro libero — anche di tradire — senza mai smettere di credere che persino quella libertà, ferita e smarrita, possa essere strappata all’inganno delle tenebre e riconsegnata alla luce del bene. Quando la luce del perdono riesce a filtrare tra le crepe più profonde del cuore, capiamo che non è mai inutile. Anche se l’altro non lo accoglie, anche se sembra vano, il perdono libera chi lo dona: scioglie il risentimento, restituisce pace, ci riconsegna a noi stessi.
Insomma, il perdono di Cristo e quel suo “gesto semplice del pane offerto, mostra che ogni tradimento può diventare occasione di salvezza”, se scelto come spazio per un amore più grande”, conclude il Papa. Gesù “vince” il male “con il bene” “impedendogli di spegnere ciò che in noi è più vero: la capacità di amare”.
Al termine dell’udienza generale del mercoledì in Aula Paolo VI il Papa invita in particolare a pregare la Vergine nel giornata di venerdì prossimo in cui è venerata come Regina: il Signore “asciughi le lacrime di coloro che soffrono a causa dei conflitti armati in corso”
Daniele Piccini – Città del Vaticano – 20 Agosto 2025
Papa Leone XIV torna a chiedere insistentemente preghiere per la pace ai fedeli, riuniti oggi, mercoledì 20 agosto, in Aula Paolo VI per l’udienza generale, e li invita ad invocare l’intercessione di Maria. Lo fa chiedendo a tutti i credenti di rispettare nella giornata del 22 agosto, memoria liturgica della Beata Vergine Maria Regina…
…digiuno e preghiera, supplicando il Signore che ci conceda pace e giustizia, e che asciughi le lacrime di coloro che soffrono a cause dei conflitti armati in corso.
Maria, aggiunge il Papa:
E’ Madre dei credenti qui sulla terra, ed è invocata anche come Regina della Pace, mentre la nostra terra continua ad essere ferita da guerre in Terra Santa, in Ucraina, e in molte altre regioni del mondo.

Leone XIV ha salutato con affetto i fedeli che lo attendevano nell’atrio dell’Aula Paolo VI. (@Vatican Media)
Perdono presupposto per la pace
Rivolgendosi poi ai fedeli di lingua portoghese Leone XIV ha ricordato il presupposto fondamentale della pacifica convivenza tra i popoli e tra le persone: “Senza il perdono non ci sarà mai la pace!”.
Salutando i pellegrini polacchi presenti a Roma e quelli venuti dal Santuario della Madonna di Jasna Góra, in Polonia, dove è conservata l’icona della Madonna di Częstochowa, ha chiesto loro di “includere nelle vostre intenzioni la supplica per il dono della pace – disarmata e disarmante – per tutto il mondo, in particolare per l’Ucraina e il Medio Oriente”.

19/08/2025
Leone XIV prega per la pace al Santuario della Madonna delle Grazie della Mentorella
Il Papa si è recato stamani a Guadagnolo, frazione di Capranica Prenestina, nella diocesi di Palestrina, nell’eremo particolarmente caro a San Giovanni Paolo II. Si è trattenuto…
Preghiera incessante
Nella mattinata di ieri, martedì 19 agosto, il Papa si era recato a Guadagnolo, frazione di Capranica Prenestina, nella diocesi di Palestrina, nell’eremo della Mentorella, particolarmente caro a San Giovanni Paolo II. Qui, ha riferito il rettore si è recato “in chiesa, ai piedi della Madonna, e ha acceso un cero con una supplica particolare per la pace nel mondo”.

19/08/2025
Il Papa sull’Ucraina: c’è speranza ma bisogna lavorare e pregare molto
Occorre “cercare veramente la strada per andare avanti, trovare la pace” ha detto stasera il Papa ai giornalisti prima di rientrare in Vaticano da Castel Gandolfo, dove si era…
Ancora ieri sera, lasciando la residenza estiva di Castel Gandolfo, intorno alle ore 21, ha detto ai giornalisti che lo aspettavano davanti al cancello di Villa Barberini, che è necessario “pregare molto per la pace”, per alimentare la speranza, che pure c’è.

PRIMA PARTE: IL PIANO GRANDIOSO DI MARIA
LE APPARIZIONI DI MEDJUGORJE SONO LA MARIOFANIA DI GRAN LUNGA PIU’ IMPORTANTE DELLA STORIA BIMILLENARIA DELLA CHIESA
LO SONO PER LA DURATA NEL TEMPO, IL NUMERO DELLE VENUTE DELLA MADONNA, IL COLLEGGIO COMPATTO DEI VEGGENTI, IL NUMERO E LA BELLEZZA DEI MESSAGGI, LA MOLTITUDNE DELLE CONVERSIONI, I FRUTTI SPIRITUALI PER LA CHIESA, LA RISONANZA NEL MONDO
EPPURE SI PUO AFFERMARE CHE SIANO ANCORA ALL’INIZIO, PERCHE’ IL TEMPO TRASCORSO FIN’ORA E’ PEPARATORIO ALLA FASE CONCLUSIVA E GLI STESSI VEGGENTI AVRANNO APPARIZIONI, ALMENO UNA VOLTA ALL’ANNO FINO ALLA FINE DELLA LORO VITA.
LA GRANDIOSITA’ DEL PIANO DI MARIA A MEDJUGORJE SI MANIFESTA IN MODO PARTICOLARE NEL COLLEGAMENTO CON FATIMA, ABBRACCIANDO IL SECOLO SCORSO UNA PARTE DI QUESTO SECOLO.
GLI OBBIETTIVI DI QUESTO PIANO DI INFINITA MISERICORDIA SONO IN PRIMO LUOGO LA SALVEZZA ETERNA DELLE ANIME, DI FRONTE ALL’ATTACCO INAUDITO DEL POTERE DELLE TENEBRE DI DISTRUGGERE L’OPERA DELLA CREAZIONE E DELLA REDENZIONE, CIOE’ IL MONDO LA CHIESA.
PER REALIZZARE IL SUO PIANO DI SALVEZZA LA MADONNA HA SCELTO LA PARROCCHIA DI MEDJUGORJE, PERCHE’ FOSSE STRUMENTO DI RINNOVAMENTO SPIRITUALE DI TUTTE LA CHIESA E LA FORTEZZA INESPUGNABILE PER RESPINGE L’ATTACCO DELL’IMPERO DELLE TENEBRE.
LA FASE ATTUALE, CHE ORMAI SI AVVICINA AL MEZZO SECOLO, E’ PREPARATORIA ALLA BATTAGLIA DECISIVA DEL TEMPO DEI SEGRETI, NELLA QUALE CROLLERA’ IL REGNO DI SATANA E DEI SUOI SOSTENITORI E TRIONFERA’ IL CUORE IMMACOLATO DI MARIA CON LA CHIESA CATTOLICA.
QUESTA FASE DRAMMATICA DELLA STORIA DELLA SALVEZZA HA SOLIDE FONDAMENTA NELLA SACRA SCRITTURA, NELL’INSEGNAMENTO COSTANTE DELLA CHIESA, NELLE APPARIZIONI MARIANE E NELLE RIVELAZIONI DI MISTICI E DI SANTI.
Al TERMINE DI QUESTO PERIODO IL MONDO AVRA’ UN TEMPO DI PACE VERA IN UNIONE CON DIO, PRIMA DELL’ULTIMA RIBELLIONE DI SATANA, CHE VERRA’ CHIUSO PER SEMPRE ALL’INFERNO CON LA VENUTA DI CRISTO NELLA GLORIA
SECONDA PARTE: IL PERICOLO MORTALE DELL’INCREDULITA’
LE APPARIZIONI DELLA REGINA DELLA PACE SONO COME UN SEME DI SENAPA CHE E’ DIVENUTO UN GRANDE ALBERO NEL GIARDINO DELLA CHIESA. I BENEFICI DELLA PRESENZA DELLA MADONNA SONO AUTENTICI E COSTANTI TANTO DA MERITARE IL NULLA OSTA DA PARTE DELLA CHIESA.
TUTTAVIA L’INCREDULITA’ VERSO QUESTA STRAORDINARIA MARIOFANIA E’ MOLTO DIFFUSA NELLA STESSA CHIESA E ANCOR PIU’ AL DI FUORI DI ESSA. GLI ATTACCHI, LE DIFFAMAZIONI E LE RESISTENZE SI SONO MANIFESTATE FIN DALL’INIZIO E SONO PROSEGUITE NEL TEMPO FINO AD OGGI.
LA MADONNA STESSA HA FATTO LE SUE VALUTAZIONI, AFFERMANDO CHE UN NUMERO ENORME DI PERSONE NON L’HA PRESA NEPPURE IN CONSIDERAZIONE (SI TRATTA OVVIAMENTE DI CATTOLICI)
RIGUARDO AI SACERDOTI CHE NON CREDONO, HA FATTO LORO NOTARE CHE NON E’ LA PRIMA VOLTA CHE DIO L’HA INVIATA SULLA TERRA.
HA PRECISATO CHE, FRA QUELLI CHE ANNO RISPOSTO ALLA CHIMATA, SOLO UN PICCOLO NUMERO L’HA VERAMENTE CAPITA, MENTRE MOLTI NON HANNO PERSEVERATO NEL CAMMINO DI CONVERSIONE.
PER QUANTO RIGUARDA LA PARROCCHIA DI MEDJUGORJE LA GOSPA NON HA LESINATO LODI E RINGRAZIAMENTI PER QUANDO RIGUARDA L’ADESIONE DEI PARROCCHIANI AI SUOI MESSAGGI, MA ANCOR PIU’ LI HA RIMPROVERATI PER GLI SBANDAMENTI DI VARIO GENERE.
L’IMPRESSIONE CHE SI TRAE DALLE PAROLE DELLA MADONNA, MAN MANO CHE CI SI AVVICINA AL TEMPO DEI SEGRETI, E’ QUELLA DI UN MATERNA PREOCCUPAZIONE PER LA IMPREPARAZIONE SPIRITUALE GENERALIZZATA CHE RIGUARDA L’INSIEME DI CATTOLICI.
A QUESTO RIGUARDO UN GIUDIZIO COMPLESSIVO DELLA GOSPA A SI TROVA NEL MESSAGGIO DEL LUGLIO 2019, CHE PRECEDE LA CATENA DELLE PROVE (COVID E GUERRE IN EUROPA E MEDIO ORIENTE) CHE PORTANO AL TEMPO DEI SEGRETI:
“FIGLIOLI, VERRANNO LE RPROVE E VOI NON SARETE FORTI ED ILPECCATO REGNERA MA, SE SIETE MIEI, VINCERETE PERCHE IL VOSTRO RIFUGIO SARA’ IL CUORE DI MIO FIGLIO GESU”.
LA CAUSA DELL’INCREDULITA’ DIFFUSA RIGUARDO ALLA MAROFANIA PIU’ STRAORDINARIA DELLA STORIA E’ “IL MODERNISMO” CIOE’ DI UNA VISIONE DEL MONDO E DELL VITA CHE RIMUOVE IL SOPRANNATURALE E CHE METTE L’UOMO AL POSTO DI DIO.
IL MODERNISMO E’ UNA STRUMENTO DI SATANA COL QUALE CI DEVIA E CI METTE SULLA SUA VIA, COME HA AFFERMATO LA MADONNA IN DIVERSI SUOI MESSAGGI. IL MODERNISMO NEGA LE APPARIZIONI E CREA UNA MENTALITA’ CONTRARIA AD OGNI MANFESTAZIONE DEL SOPRANNATURALE.
PER LIBEARSI DA QUEST MENTALITA’ CHE ACCECA E’ NECESSARIA UNA RADICALE CONVERSIONE E UNA FORTE ESPERIENZA SPIRITUALE CHE PORTI AD UNA INTIMA UNIONE CON GESU’ E CON MARIA.
SOLO CHI STA PERCORENDO QUESTA STRADA CHE LA MADONNA CI HA INDICATO AL SUO SEGUITO PUO’ AFFRONTARE L’ARDUA BATTAGLIA DELLA FEDE NEL TEMPO DEI SEGRETI ED USCIRNE VINCITORE.

Mercoledì 20 Agosto 2025
h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
+h. 9.oo – 10.00: EDITORIALE IN DIRETTA
Le apparizioni di Medjugorje: una grazia disattesa?
h. 10.00 LOTTE E TENTAZIONI DEI PADRI DEL DESERTO (20)
BLOG: blogdipadrelivio.it
La nostra Roberta su TikTok
DAI UNA MANO ALLA EVANGELIZZAZIONE DI RADIO MARIA IN ITALIA E NEL MONDO
+Bonifico Bancario Intestato a: Radio Maria ETS, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)
Banca Intesa Sanpaolo filiale di Milano – IBAN: IT26 H030 6909 6061 0000 0126 574
+Conto corrente postale – N. 1 4 5 2 2 2 2 1
Intestato a: Associazione Radio Maria, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)
+5×1000 per i progetti di Radio Maria: C. F. 94023530150
di Viviana Mazza e Giuseppe Sarcina – Corriere della Sera – 20 Agosto 2025
La Casa Bianca: «Da Putin ok all’incontro con il presidente ucraino. L’apertura di Washington sul fornire copertura aerea a Kiev»
DALLA NOSTRA INVIATA
WASHINGTON – Donald Trump non invierà soldati americani sul campo come parte delle garanzie di sicurezza all’Ucraina su cui si lavora nello sforzo per porre fine alla guerra con la Russia. «Ve lo assicuro. E sono il presidente», ha detto in un’intervista ieri a Fox News. Gli Stati Uniti avranno un ruolo di «coordinamento». Ma Trump non ha escluso un «supporto aereo»: «Loro (gli europei, ndr) sono pronti a mettere truppe sul terreno, noi siamo pronti ad aiutarli con alcune cose, probabilmente dal punto di vista aereo perché nessuno ha le cose che abbiamo noi». Trump non ha dato altri dettagli, ma supporto aereo può significare cose diverse, come osservano gli esperti: semplicemente fornire più sistemi di difesa aerea a Kiev oppure un ruolo più attivo degli Usa che includa l’uso dei caccia per far rispettare una no-fly zone. La sua portavoce Karoline Leavitt ha definito ieri il supporto aereo «un’opzione».
In parallelo le diplomazie sono al lavoro per identificare la sede del possibile bilaterale Putin-Zelensky annunciato da Trump lunedì sera, come pure un luogo per il trilaterale successivo. Trump aveva presentato entusiasticamente l’idea di un trilaterale come modo migliore per porre fine alla guerra. Ma come ha riferito Zelensky lunedì sera in conferenza stampa davanti alla Casa Bianca, Putin avrebbe detto di preferire prima un bilaterale.. Il leader ucraino si è detto pronto a «qualunque formato per l’incontro». Secondo Politico, la sede favorita dalla Casa Bianca per il trilaterale sarebbe l’Ungheria: il premier Victor Orbán è vicino a Trump sin dal primo mandato.
L’Europa
Dall’Europa arriva soprattutto un segnale: le garanzie di sicurezza per proteggere l’Ucraina devono essere «solide», come ha più volte detto il presidente francese Emmanuel Macron e ieri l’ha ripetuto anche l’Alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas. Lo stesso Macron e il premier britannico Kier Starmer insistono sulla necessità di inviare un contingente militare in Ucraina. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz non esclude di partecipare alla missione. La presidente del consiglio Giorgia Meloni resta contraria. Ma tutti gli europei concordano su un punto: la collaborazione con gli Stati Uniti è fondamentale. Ieri c’è stata un’altra riunione virtuale della «Coalizione dei volenterosi», il gruppo formato da circa trenta Paesi che appoggiano la resistenza ucraina. Macron e Starmer hanno riferito sui risultati del vertice corale di Washington. Gli europei stanno cercando di allargare la platea degli Stati eventualmente pronti a inviare soldati in Ucraina. L’Australia ha confermato la disponibilità. Ma si vedrà nei prossimi giorni se questa ipotesi sarà praticabile. Non è ancora chiaro quanto sia reale l’apertura di Putin su questo punto. Finora ha sempre rifiutato la presenza di truppe europee sul suolo ucraino.
Visto dalla Casa Bianca
Trump ha «ripristinato il prestigio dell’America come leader indiscussa del mondo libero — ha detto la sua portavoce —. I leader mondiali sono venuti qui a Washington a chiedere aiuto». Il presidente «si aspetta» che il bilaterale tra Putin e Zelensky avvenga e in tv ieri ha detto che la loro disponibilità a farlo «dimostra che vanno d’accordo più di quanto pensassi», anche se il Cremlino non ha dato conferme e il ministro degli Esteri Lavrov dichiara che ogni contatto tra capi di Stato va «approfonditamente preparato». Secondo il sito Axios, Trump ha dato all’inviato Steve Witkoff il compito di facilitare l’incontro. «Voglio andare in paradiso, se possibile — ha detto Trump su Fox —. Dicono che non sto andando tanto bene… Se riesco ad andare in paradiso una delle ragioni sarà questa». E ha cancellato le vacanze nel suo resort in New Jersey. «È normalmente il periodo in cui il presidente va in vacanza, ma non questo presidente. Si è discusso se volesse lavorare da Bedminster per un paio di settimane, ha deciso di no», ha detto ieri Leavitt.
La sede del bilaterale
Macron ha preso l’iniziativa, indicando Ginevra. Il suggerimento convince anche il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani. Il ministro degli Esteri elvetico Ignazio Cassis ha fatto sapere che è allo studio il piano per garantire l’immunità a Putin, inseguito da un mandato di cattura della Corte penale internazionale dell’Aja, riconosciuta dalla Svizzera. Ma a Mosca non piace questa candidatura: di recente anche gli svizzeri hanno consegnato armi all’Ucraina. Prendono quota, allora, soluzioni alternative. L’Ungheria sarebbe una sede spiacevole per Zelensky: fu il luogo della firma del Memorandum di Budapest del 1994 in cui Usa, Regno Unito e Russia promisero di difendere l’indipendenza, sovranità e rispetto dei confini ucraini in cambio della rinuncia alle armi nucleari: l’aggressione russa ha dimostrato quanto quella promessa fosse vuota. Altre piste portano a Istanbul, a Vienna, in Arabia Saudita o negli Emirati. Zelensky ha invece respinto quella che è sembrata una provocazione di Putin: vediamoci a Mosca.
