PER L’ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE E L’ADDOLORATA

PER L’ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE E L’ADDOLORATA


autore: Giovanni Battista Salvi anno: XVII sec titolo: Mater dolorosa luogo: Pinacoteca Comunale di Cesena
Titolo: Il cuore affranto di Maria
Ricorrenza: 15 settembre
Tipologia: Commemorazione
Ogni sguardo dato a Lei da Gesù, ogni accento di quel labbro soave, mentre sollevava Maria sulle ali dell’amore materno, la precipitava nell’investigabile abisso del più acerbo dolore. Se la Vergine si compiaceva nel contemplare quel volto leggiadro, tosto la conturbava il desolante pensiero che un giorno quel volto sarebbe stato sformato dalle percosse e ricoperto dal gelido sudore della morte; se ne mirava la fronte divina, su cui si divideva la bionda capigliatura, Maria soffriva pensando all’orribile serto da cui sarebbe stata un giorno incoronata.
Questi sentimenti dolorosi si tramutarono in realtà, quando giunse per Maria il momento solenne di assistere alla divina passione. Tutto quello che Ella sofferse sin qui, altro non fu che la preparazione del martirio che l’attendeva sull’erta fatale del Golgota. Quando Gesù morì, la terra tremò, si spaccarono le pietre, cominciarono ad addensarsi le tenebre sul creato; a queste manifestazioni della natura indignata, la folla dei curiosi, colta da panico, si diradò. L’invitta Madre allora si accostò ancor più alla croce per unire il proprio martirio a quello del Salvatore.
L’addoloratissima Madre accolse più tardi sulle sue ginocchia le spoglie dell’adorato Figliuolo.
Questo fu il prezzo che la Madonna dovette pagare per la rigenerazione dell’umanità e meritarsi la sublime dignità di Madre universale. Tale infatti fu proclamata Maria nel modo più solenne al cospetto del cielo e della terra dalla voce di un Dio agonizzante
PRATICA. Consideriamo quanto siamo costati a Maria SS., e non rinnoviamole i dolori con nuovi peccati.
PREGHIERA O Dio, nella cui passione, secondo la profezia di Simeone, la spada del dolore trapassò l’anima dolcissima della gloriosa Vergine Maria, concedi benigno, che come ne celebriamo i dolori, così otteniamo i frutti abbondanti della tua passione.
MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria della beata Maria Vergine Addolorata, che, ai piedi della croce di Gesù, fu associata intimamente e fedelmente alla passione salvifica del Figlio e si presentò come la nuova Eva, perché, come la disobbedienza della prima donna portò alla morte, così la sua mirabile obbedienza porti alla vita.
I sette dolori di Maria

PRIMO DOLORE: La rivelazione di Simeone
Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima».
SECONDO DOLORE: La fuga in Egitto
Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo». Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto.
TERZO DOLORE: Lo smarrimento di Gesù nel Tempio
Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».
QUARTO DOLORE: L’incontro con Gesù sulla via del Calvario
Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore. (Lm 1, 12). «Gesù vide sua Madre lì presente»
QUINTO DOLORE: La crocifissione e la morte di Gesù.
Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero Lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla Croce; vi era scritto “Gesù il Nazareno, il re del Giudei” (Lc 23,33; Gv 19,19). E dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse: “Tutto è compiuto!” E, chinato il capo, spirò.
SESTO DOLORE: La deposizione di Gesù tra le braccia di Maria
Giuseppe d’Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l’entrata del sepolcro. Intanto Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano ad osservare dove veniva deposto.
SETTIMO DOLORE: La sepoltura di Gesù e la solitudine di Maria
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Magdàla. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

Programma di Padre Livio – Lunedì 15 Settembre 2025
h. 9.00 : Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
h. 8.50 – 9.20 ATTUALITA’ MONDO – CHIESA
+La Resurrezione di Stalin nella Russia di Putin
+Il discorso alla nazione di Erika Kirk
h. 9.25 – h. 9.35: VIATICO QUOTIDIANO
Pensieri sulla Fede
h. 9.35 – 9.55: MEDJUGORJE: PERCHE’ NON HO DUBBI
Come prepararsi al primo Segreto? (40 – ultima puntata)
In che modo verranno rivelati i Segreti per decisione della Madonna?
Il primo Segreto sarà un evento naturale rivelato tre giorni prima
Chi dovrà rivelare il Segreto?
Dove e in che modo verrà rivelato il Segreto?
Quale atteggiamento assumerà la Chiesa al riguardo?
Qual sarà il ruolo degli altri Veggenti?
Il compimento della profezia dei tre giorni confermerà i credenti e scatenerà gli avversari
Satana farà di tutto per seminare dubbi e zizzania
Chi ha riposto alla chiamata della Gospa prepari senza esitare un programma di preghiera e di cambiamento di vita.
h. 10.05 TELEFONATA A PADRE LIVIO
h. 10.o5 LE TROMBE DELL’APOCALISSE (6)
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All’Angelus il Pontefice si sofferma sul significato della festa dell’Esaltazione della Santa Croce, che ricorre oggi, 14 settembre, e sottolinea che Gesù si è reso “nostro compagno” e “medico” per redimerci e si è fatto “per noi Pane spezzato nell’Eucaristia”, trasformando un “mezzo di morte” in “strumento di vita”. “La sua carità è più grande del nostro stesso peccato”. Piazza San Pietro gremita di fedeli per fare gli auguri al Papa nel giorno del suo compleanno
Tiziana Campisi – Città del Vaticano 14 Settembre 2o25
Dio, per redimere gli uomini, si è fatto uomo ed è morto sulla croce.
È per questo che la Chiesa celebra l’Esaltazione della Santa Croce, la quale ricorre il 14 settembre, giorno in cui, secondo la tradizione, è avvenuto “il ritrovamento del legno della Croce da parte di Sant’Elena, a Gerusalemme, nel IV secolo”, spiega Leone XIV all’Angelus, in piazza San Pietro.
La festa liturgica ricorda anche la restituzione della reliquia della Croce “alla Città santa, ad opera dell’Imperatore Eraclio”, aggiunge il Papa, che si sofferma, poi, sul Vangelo domenicale per approfondire il significato del sacrificio estremo di Cristo. Il protagonista è Nicodemo, “uno dei capi dei Giudei, persona retta e dalla mente aperta”, che incontra Gesù di notte, “ha bisogno di luce, di guida: cerca Dio e chiede aiuto al Maestro di Nazaret, perché in Lui riconosce un profeta”, chiarisce il Pontefice, e “il Signore lo accoglie, lo ascolta, e alla fine gli rivela che il Figlio dell’uomo dev’essere innalzato, ‘perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna’”.

Uno scorcio di piazza San Pietro (@VATICAN MEDIA)
Parlando a Nicodemo, Gesù richiama l’episodio dell’Antico Testamento che narra degli israeliti nel deserto assaliti da serpenti velenosi, salvatisi “guardando il serpente di bronzo che Mosè, obbedendo al comando di Dio, aveva fatto e posto sopra un’asta”, e specifica, poi, che Dio “ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”.
Dio ci ha salvati mostrandosi a noi, offrendosi come nostro compagno, maestro, medico, amico, fino a farsi per noi Pane spezzato nell’Eucaristia. E per compiere quest’opera si è servito di uno degli strumenti di morte più crudeli che l’uomo abbia mai inventato: la croce.

Un gruppo di fedeli con uno striscione per il Papa (@VATICAN MEDIA)
Celebrare l’esaltazione della croce, allora, vuol dire fare memoria dell’“amore immenso con cui Dio” ha abbracciato la croce “per la nostra salvezza – conclude il Pontefice – l’ha trasformata da mezzo di morte a strumento di vita, insegnandoci che niente può separarci da Lui e che la sua carità è più grande del nostro stesso peccato”. Da qui l’invito a chiedere, “per intercessione di Maria”, che “in noi si radichi e cresca” l’“amore” di Cristo “che salva, e che anche noi sappiamo donarci gli uni agli altri, come Lui si è donato tutto a tutti”.
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